Il 2 Giugno: Storia, Simboli e Mezzi nelle Celebrazioni della Repubblica Italiana

La Festa della Repubblica Italiana, celebrata ogni anno il 2 giugno, rappresenta un appuntamento fondamentale per il Paese. Questa ricorrenza non è soltanto un momento di riflessione istituzionale, ma un vero e proprio rito collettivo che unisce la memoria storica alle moderne capacità tecnologiche e militari. La scelta di questa data affonda le radici in un momento cruciale del Novecento, quando l'Italia si trovò a un bivio decisivo per il proprio assetto democratico.

Piazza della Repubblica durante le celebrazioni del 2 giugno

Le origini storiche: dal referendum alla nascita della Repubblica

Il 2 giugno del 1946 gli italiani decidono che non ne vogliono più sapere del Re. Non si tratta in realtà di un plebiscito: il 54,3% degli aventi diritto al voto si schiera per la democrazia, il 45,7% vorrebbe rimanere fedele alla monarchia. A essere precisi, il referendum si tiene il 2 e 3 giugno e la Corte di Cassazione dà l'ufficialità della nascita della Repubblica Italiana una settimana dopo, il 10 giugno.

I sostenitori della repubblica scelsero il simbolo dell'Italia turrita, personificazione nazionale dell'Italia, impiegato nella campagna elettorale e sulla scheda del referendum sulla forma istituzionale dello Stato, in contrapposizione allo stemma sabaudo che rappresentava invece la monarchia. Ciò scatenò varie polemiche, visto che l'iconografia della personificazione allegorica dell'Italia aveva, e ha tuttora, un significato universale e unificante che avrebbe dovuto essere comune a tutti gli italiani e non solo a una parte di loro.

Il 2 giugno si celebra la nascita della nazione moderna in maniera simile al 14 luglio francese (anniversario della presa della Bastiglia) e al 4 luglio statunitense (anniversario della dichiarazione d'indipendenza dalla Gran Bretagna). Sotto la spinta dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2001 viene reintrodotto (dopo anni in cui non si festeggiava) il giorno festivo.

L'evoluzione della parata e i momenti di crisi

La celebrazione principale avviene a Roma, ma non sempre è stato così. Nel 1961 la celebrazione principale della Festa della Repubblica non ebbe luogo a Roma, ma a Torino, prima capitale dell'Italia unita. Torino fu capitale d'Italia dal 1861 al 1865, seguita da Firenze (1865-1871) e infine da Roma, che ne è capitale dal 1871.

Nel corso dei decenni, la parata ha subito variazioni dettate dal contesto socio-economico del Paese. A causa della grave crisi economica che attanagliava l'Italia negli anni 1970, al fine di contenere i costi statali e sociali, la parata subì interruzioni. Nel 1976 la parata militare non venne organizzata in seguito al disastroso terremoto del Friuli. Il ministro della difesa Forlani comunicò con una nota ufficiale: «La parata militare del 2 giugno, quest'anno, non si svolgerà». L'anno successivo, nel 1977, in piena austerity, venne deciso di non riprendere la tradizionale sfilata militare per non gravare ulteriori spese sul bilancio statale. Questa decisione fu ribadita anche negli anni successivi.

In tempi più recenti, la parata ha saputo adattarsi al sentimento nazionale. Nel 2012 la parata del 2 giugno venne dedicata alle persone colpite dal terremoto dell'Emilia, verificatosi appena 12 giorni prima. In quell'occasione, da più parti, ne fu chiesto l'annullamento, portando a una versione più sobria, senza cavalli o Frecce Tricolori, concentrata sulla solidarietà.

L'ITALIA REPUBBLICANA (1946 - 1956)

Il cerimoniale e il ruolo dell'auto di rappresentanza

La festa è stare a casa dalla scuola e dal lavoro, ma è anche - per gli appassionati d'auto d'epoca - ammirare i tanti gioielli che sfilano a Roma in occasione delle celebrazioni. Il cerimoniale prevede che il Presidente della Repubblica si rechi in via di San Gregorio con la Lancia Flaminia presidenziale, scortato da una pattuglia di Corazzieri in motocicletta, dove, insieme con il Comandante militare della Capitale, passa in rassegna i reparti schierati. Il Capo dello Stato si trasferisce quindi nella tribuna presidenziale approntata in via dei Fori Imperiali, da cui assiste alla sfilata assieme alle massime cariche dello Stato.

La Lancia Flaminia è un'imponente e lussuosissima cabriolet che ha accompagnato l'ex Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano fuori dal palazzo del Quirinale dopo le sue dimissioni del 14 gennaio 2015 e che ha portato il suo erede Sergio Mattarella nel viaggio opposto. Un esempio di opulenza, prestigio e premium all'italiana, nata negli anni in cui le redini dell'azienda erano nelle mani della famiglia Lancia.

Oltre alla Lancia Flaminia, figurano anche le tre Lancia Thesis (due blindate e una no) e le tre Maserati che vengono messe a disposizione dei Capi di Stato di altri paesi in visita in Italia e che ogni 2 giugno sono protagoniste immancabili.

Il parco veicoli storico dell'Esercito

Se si parla di auto italiane di rappresentanza la regina è senza dubbio la Lancia: l'Esercito dispone, tra le altre, di una Astura degli anni Trenta, di una coeva Artena, ma anche di una moto (Gilera 175 GT), di un fuoristrada come la mitica Fiat Campagnola, di varie Moto Guzzi Alce e di due Autobianchi: una S9 e una Miles.

L'Alfa Romeo, da sempre legata alla propria immagine più alle Forze dell'Ordine e a esigenze di servizio urgente e tempestivo, è presente nella flotta dell'Esercito con una 6C 2.500 Turismo e una AR51: l'unica - per ora - fuoristrada mai prodotta dall'Alfa Romeo.

Sfilata di veicoli storici dell'Esercito Italiano ai Fori Imperiali

Nuove tecnologie: i mezzi delle Forze Speciali

I telespettatori che hanno seguito la parata sui Fori Imperiali hanno sicuramente osservato la presenza nella sfilata dei mezzi meccanici di due inconsueti veicoli, mai visti circolare sulle nostre strade. Si tratta di due famiglie di mezzi che sono entrati a far parte da poco tempo dell'equipaggiamento delle nostre Forze Speciali (in particolare la Brigata Folgore e altri corpi specialistici) per adeguare le capacità dei reparti d'intervento rapido. Entrambe rientrano nel piano previsto all'interno del Documento di programmazione pluriennale (Dpp) 2023-2025 con ulteriori acquisti e consegne fino al 2028.

La prima, denominata Ground Mobility Vehicle (GMV) 72 della statunitense Flyer Defense LLC, comprende mezzi quasi completamente privi di carrozzeria e progettati per assicurare la mobilità più rapida di unità di paracadutisti e forze speciali. Questo per operare, anche dopo aviolancio, in aree strategiche comprese quelle al di fuori delle capacità di altre tipologie di veicoli. Già in dotazione da una decina di anni al reggimento paracadutisti Col Moschin, GMV Flyer 72 che ha un peso a vuoto di circa 2,5 tonnellate, è lungo a seconda delle versioni da 4,62 a 4,90 metri e largo tra 2,01 e 2,16 metri.

Il sistema propulsivo prevede il collaudato motore diesel biturbo 2.0 L General Motors da 220 Cv con trasmissione tiptronic a 6 rapporti e trazione integrale permanente con riduttore. All'interno della sua gabbia protettiva, il GMV Flyer 72 può ospitare fino a sette-nove militari, tutti sistemati su sedili anatomici che ricordano quelli delle auto da corsa, con quelli dell'ultima fila seduti in senso contrario alla marcia, per controllare l'area posteriore. Sviluppato da Flyer assieme al colosso del settore General Dynamics, è ampiamente adottato da numerosi eserciti, fra cui quello Usa e quello britannico.

L'altra famiglia di mezzi militari speciali vista sui Fori Imperiali è quella degli Light Tactical All Terrain Vehicle (LTATV) secondo l'abitudine di utilizzare denominazione americana. Si tratta di veicoli fuoristrada ancora più agili, in dotazione anche in questo caso alle Forze Speciali, che sono progettati e allestiti per soddisfare le esigenze di mobilità estrema anche in ambienti angusti, come i boschi. Le caratteristiche, analoghe a quelle degli ATV e dei Side-by-Side usati per esplorazione e controllo delle aree naturali, permettono a questi mezzi di operare in ogni condizione atmosferica e su tutti i tipi di terreno sia in ambiente diurno che notturno.

Dettaglio tecnico del GMV 72 durante un'esercitazione

Dalla sua istituzione sino alla sua prima temporanea abolizione, la parata militare poteva contare sulla sfilata di un numero maggiore di persone. Nel 2011, in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia, sfilò anche il Tricolore di Oliosi. Cerimonie ufficiali si tengono su tutto il territorio nazionale. Fra esse ci sono i tradizionali ricevimenti organizzati da ogni prefettura per le autorità locali, che sono preceduti da manifestazioni pubbliche solenni con parate militari in forma ridotta che sono passate in rassegna dal prefetto nella sua veste di più alta autorità governativa in provincia. In tutto il mondo le ambasciate italiane organizzano cerimonie a cui sono invitati i Capi di Stato del Paese ospitante, sottolineando il valore universale della ricorrenza che, anno dopo anno, continua a rinnovarsi attraverso la memoria, la tecnologia e il prestigio delle sue istituzioni.

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