L'Iveco Daily 4x4 è da sempre sinonimo di robustezza e versatilità, un veicolo commerciale capace di affrontare le sfide più impegnative. Tuttavia, la storia che stiamo per raccontare va oltre la configurazione standard, esplorando una trasformazione unica di un furgone a 5 posti, originariamente concepito per un bando militare, e successivamente adattato per un uso estremo off-road e da camper. Questa particolare versione, un esemplare quasi unico, dimostra come la base solida del Daily possa essere ulteriormente potenziata per superare i limiti convenzionali.
Le Origini Militari e la Visione Off-Road
La base di partenza di questa particolarissima trasformazione è un furgone molto singolare. Si tratta di un esemplare pressoché unico, che un allestitore aveva preparato per un bando di concorso dell’Esercito Italiano, per l’appalto di ambulanze che agissero in condizioni particolari. L'obiettivo del proprietario era proprio di costruire un veicolo particolarmente robusto, per affrontare raid assai impegnativi. L’esperienza maturata in anni di deserto con il fedele Land Rover aveva fatto diventare un must la presenza dei ponti rigidi, perché garanzia di maggior possibilità di tornare a casa anche in caso di problemi importanti.

L'Innovazione dei Ponti Rigidi: Un Vantaggio Off-Road
La peculiarità principale di questa trasformazione, che lo distingue dai normali Iveco Daily 4x4, risiede nella configurazione delle sospensioni anteriori. Invece di avere le sospensioni indipendenti all’avantreno, monta lo stesso ponte rigido del retrotreno anche davanti. Questo ponte rigido è stato debitamente ruotato e ribaltato e, ovviamente, dotato di giunti omocinetici per consentire alle ruote di sterzare. Al posto delle sospensioni McPherson, sono state installate delle balestre, soluzioni che aumentano significativamente la robustezza e l'affidabilità in condizioni estreme, ideali per chi cerca un mezzo inarrestabile.
Un Cuore Potenziato per le Sfide più Dure
Per poter portare a spasso tutta la trasformazione e l’allestimento a camper, occorreva prima di tutto intervenire sul motore. Il pur robusto quattro cilindri SOFIM a gasolio, da 2,5 litri aspirato, in grado di erogare 80 cavalli, non sarebbe stato in grado di reggere il carico e le sollecitazioni. È stato così montato un motore 2.8 litri, sempre SOFIM, dotato di turbina, scambiatore di calore e cambio a cinque marce, espiantato ma nuovo, da un pulmino invenduto. Questa scelta ha garantito una notevole iniezione di potenza e coppia, essenziale per affrontare pendenze impegnative e per mantenere una buona velocità di crociera anche a pieno carico.
Design e Funzionalità: Paraurti Tubolari e Verricello
Con il cambiamento del motore è stata ricostruita la parte anteriore del veicolo. È stata realizzata una struttura in acciaio tubolare, che oltre a sostenere la protezione del motore e i radiatori, con l’aggiunta dell’intercooler che non c’era, realizza un robusto paraurti. Questo paraurti ingloba l’alloggiamento per un verricello elettrico da 15.000lb, fondamentale per le operazioni di recupero in situazioni di fuoripista, e adeguati ganci traino per le eventuali esigenze di soccorso o di traino.

Ruote Imponenti e Pneumatici Adeguati
Come si sarà capito, poco di questo Daily 4x4 è rimasto come in origine, a cominciare dalle ruote. Sono state sostituite da quelle che normalmente equipaggiano i WM 90 militari: cerchi scomponibili, ma con la struttura per montare pneumatici tubeless da 9.00 x 16, per dirla all’americana, ma non solo, 255/100 16 per tutti gli altri. Questa scelta di pneumatici e cerchi garantisce un’eccellente tenuta di strada su terreni difficili, dalla sabbia al fango, e una maggiore resistenza alle forature.
L'Impianto d'Aria Compressa: Indispensabile per l'Off-Road
Interessante quanto originale è l’impianto di aria compressa, utilissimo per rigonfiare le gomme all’uscita dalla sabbia, affrontata con la pressione più bassa, ma necessario anche per comandare i sistemi di blocco dei differenziali. Più della collocazione del compressore, in un gavone nella parte posteriore laterale, è interessante la soluzione costruita da Ferri per i serbatoi dell’aria. Due massicci tubi cavi, che svolgono il ruolo di protezione sottoporta, sono anche i serbatoi dell’aria compressa. Questa soluzione non solo è funzionale, ma contribuisce anche alla protezione del sottoscocca.

Autonomia Estesa: Serbaoi Carburante Maggiorati
Per affrontare lunghe traversate e per garantire un'adeguata autonomia in zone remote, dove i distributori di carburante sono rari, sono stati costruiti tre serbatoi per il gasolio, per una capacità totale di 420 litri. Questa notevole capacità permette al veicolo di percorrere distanze considerevoli senza la necessità di rifornimenti frequenti, aumentando la libertà di esplorazione.
Sospensioni Rinforzate per un Comfort Ottimale
Le balestre, sia anteriori sia posteriori, sono state rinforzate e rifatte per sopportare al meglio le sollecitazioni del fuoristrada. Utilizzano ammortizzatori misti (a gas/olio) con serbatoio ausiliario e regolazione della frenatura idraulica nella fase di compressione prodotti dalla Oram (modello step 3) con stelo maggiorato a 22 mm. Questa configurazione delle sospensioni assicura un'ottima tenuta di strada, un comfort di marcia sorprendentemente elevato anche su terreni accidentati e una maggiore durata nel tempo.
Interni Funzionali e Comodi: I Sedili della Multipla
Escluso l’allestimento a camper, con cucina, bagno letto e dinette, spiccano i tre sedili anteriori della Fiat Multipla. Questi sedili offrono una seduta comoda e moderna e si abbattono facilmente, permettendo un accesso agevole anche ai passeggeri posteriori o un migliore sfruttamento dello spazio per il carico. Modificati tutti i comandi, dalla leva del cambio a tutto il cruscotto, rifatto in metallo, fino a quelli dei blocchi che sono posti sulla sinistra del guidatore, con una leva simile a quella di un freno a mano. È rimasto originale il volante, ancora quello dell’AR8/Grinta marchiato Alfa Romeo. L’impianto di riscaldamento, completamente smantellato è stato sostituito da un efficace Webasto, garantendo un comfort termico ottimale in ogni condizione climatica.

Un Progetto in Continua Evoluzione: Dalla Militare al Camper
Never ending story, come si potrebbe definire questo progetto. Ci vorrebbero ancora molti capitoli per descrivere in dettaglio tutte le trasformazioni, che si sono rese necessarie non solo nel corso dell’allestimento, ma anche dopo i primi massacranti collaudi, compreso un viaggio in Africa. Tra queste modifiche, spicca la sostituzione dei due ponti originali con quelli degli ultimi modelli Iveco/SCAM, dotati di blocchi differenziali integrati, per una trazione ancora più performante. Questa continua evoluzione dimostra la passione e la dedizione del proprietario nel creare un veicolo unico e capace di soddisfare le esigenze più estreme.
L'Evoluzione della Gamma Iveco Daily 4x4
La nuova gamma Daily 4x4, interamente prodotta da IVECO, offre per la prima volta una serie completa di veicoli all-road e off-road nelle versioni cabinato, furgone, scudato e doppia cabina. IVECO introduce così sul mercato il primo veicolo 4x4 con un peso totale ammesso fino a 7 tonnellate, un carico utile fino a 4.300 kg ed una scelta di lunghezze fino a 5 m. La nuova famiglia Daily 4x4 monta il motore da 180 CV e 3,0 litri per garantire il massimo piacere di guida, con l’esclusivo cambio automatico a 8 rapporti Hi-Matic e i più elevati livelli di sicurezza con tutti i freni a disco con ABS e controllo di stabilità (ESP). Il nuovo Daily 4x4 debutterà per la prima volta, insieme allo Stralis X-WAY, presso l’area esterna Adventure Park di IVECO in occasione dell’IAA 2018. IVECO è pronta per presentare ufficialmente al pubblico il nuovo Daily 4x4 in occasione dell’IAA Veicoli Commerciali (IAA), con una linea completa di veicoli all-road e off-road.
L’ultima generazione di veicoli adatti a qualsiasi strada di IVECO punta sulle caratteristiche ereditate da questa gamma: versatilità illimitata, estrema robustezza ed elevato comfort di guida. Una gamma che viene ampliata con le nuove configurazioni a trazione integrale, una scelta tra cambio manuale e l’Hi-Matic a 8 rapporti unico nella categoria, nuove versioni furgone e l’esclusivo 4x4 con un peso totale ammesso fino a 7 tonnellate ed un carico utile fino a 4.300 kg. La nuova gamma Daily 4x4 offre i modelli cabinato, scudato e doppia cabina nelle versioni con peso totale ammesso da 3,5, 5,5 e 7,0 tonnellate, con la configurazione off-road a ruota singola oppure all-road ruote gemelle. Alimentati dal motore da 180 CV e 3,0 litri Euro VI di IVECO, questi veicoli portano a termine con facilità qualsiasi missione su qualsiasi tipologia di strada. I clienti hanno a disposizione una scelta tra cambio manuale con 12 rapporti avanti e 2 in retromarcia, oppure possono optare per il massimo piacere di guida garantito dal cambio automatico Hi-Matic, unico nella categoria, con 16 rapporti avanti e 2 in retromarcia.
La nuova gamma propone inoltre sistemi di sicurezza avanzati, come ad esempio tutti i freni a disco con ABS (sistema antibloccaggio) ed ESP (controllo di stabilità), concepiti in modo specifico per questi veicoli 4x4. IVECO ha inoltre deciso di integrare la gamma Daily 4x4 con una nuova linea di furgoni nelle versioni da 5,5 e 7,0, con lo stesso motore e la stessa scelta di trasmissioni, ed una notevole spaziosità con volumi di carico da 9 a 18 m³ per il modello off-road a ruota singola e da 16 a 18 m³ per l’all-road ruota gemellata. La gamma introduce poi per la prima volta nel settore il modello top di gamma, il nuovo veicolo da 7,0 tonnellate. Con un carico utile fino a 4.300 kg, un carico massimo di 2.700 kg sull’assale anteriore e di 5.000 kg su quello posteriore, e lunghezze della carrozzeria fino a 5 metri, questa nuova linea porta la versatilità del Daily 4x4 ad un livello superiore.
I nuovi veicoli Daily 4x4 sono interamente prodotti da IVECO, senza trasformazioni ad opera di allestitori, con diversi vantaggi per i clienti, ad esempio la copertura di garanzia per l’intero veicolo e tempi di consegna inferiori. L’Iveco Daily è il veicolo commerciale che ha vinto il titolo Van of the year 2015. La gamma dell’Iveco Daily prevede numerose versioni turbodiesel con potenze comprese tra i 116 e i 205 CV, e un massimo di 470 Nm di coppia erogati dal motore da 3.0 litri. Le motorizzazioni disponibili per l’Iveco Daily prevedono due unità diesel sovralimentate. La versione da 2,3 litri offre potenze da 116 CV a 156 CV (disponibile anche con omologazione Light Duty e Heavy Duty). A versione da 3 litri invece è disponibile con potenza da 160 CV a 207 CV. Entrambi i motori sono disponibili in due versioni di emissioni, Euro5b+ con EGR e Euro VI con sistema misto EGR + SCR. Questo sistema di post-trattamento, posizionato strategicamente lungo il telaio, non influisce sullo spazio di carico. La funzione EcoSwitch consente di regolare la mappatura del motore per una coppia massima ridotta, ottimale per carichi parziali, insieme a una limitazione di velocità di 5 km/h: tutto questo incrementa l’efficienza, diminuendo i consumi e migliorando la produttività. A tal proposito, un’altra funzione è lo Smart Alternator che consente il recupero dell’energia cinetica in fase di rallentamento.
Alternative di Alimentazione e Sicurezza
L’Iveco Daily è l’unico del segmento a essere offerto con una motorizzazione a metano. Iveco crede molto nella mobilità con carburanti alternativi, e il Daily Natural power - così viene denominata la versione a metano - è il più piccolo della gamma con alimentazione a gas naturale. Il parco circolante di veicoli commerciali e industriali a metano di Iveco conta circa 10.000 veicoli in Europa. I vantaggi dell’Iveco Daily a metano sono il rispetto per l’ambiente (non emette particolato, zolfo, né idrocarburi, e ha basse emissioni di CO2), il costo del carburante (il risparmio è di circa il 40%) e la silenziosità di marcia (emette circa 5 decibel in meno rispetto a un motore a gasolio). In termini di sicurezza, il Daily Natural Power è dotato di bombole in grado di sopportare una pressione doppia rispetto a quella d’esercizio.
Non si tratta di una semplice versione a quattro ruote motrici: l’Iveco Daily 4×4 è un mezzo completamente riprogettato rispetto alle versioni tradizionali. A cominciare dalla cabina, rialzata rispetto al telaio per consentire alle sospensioni un’escursione maggiore, continuando con i paraurti specifici per questo modello. Il motore del Daily 4×4 è un 3.0 4 cilindri diesel con turbo a geometria variabile da 176 CV a 3.200 giri e 400 Nm costanti tra 1.250 e 3.000 giri, abbinato a un cambio ZF a 6 marce collegato alla scatola di rinvio con blocco differenziale.
Il modello alimentato a batterie è quello giusto per le cosiddette consegne dell’ultimo miglio, e in un periodo in cui Amazon sta conquistando il mondo se ne sentirà sempre più l’esigenza. Il veicolo commerciale torinese è disponibile con massa complessiva minima di 3,3 tonnellate (guidabile quindi con la sola patente B) e raggiunge un massimo di 7 tonnellate. E con le robuste sospensioni Quad-Leaf, le versioni a ruote gemellate possono caricare fino a 2.500 kg sull’asse anteriore.
La lista di pacchetti volti alla personalizzazione è ampia. Il Security Pack, ad esempio, offre il limitatore regolabile, l’antifurto con telecomando, l’airbag lato guida, la pedana posteriore con i sensori di parcheggio e l’avvisatore acustico di retromarcia. Il sistema AEBS (Advanced Emergency Braking System) garantisce la sicurezza rilevando potenziali collisioni e frenando autonomamente. Questo sistema previene collisioni a velocità inferiori a 50 km/h e riduce significativamente la gravità degli impatti a velocità superiori. Nel traffico intenso, il City Brake PRO aiuta a evitare le collisioni a partire da 5 km/h. Nel traffico intenso, la funzione Q-Assist (attivabile con la pressione di un pulsante) consente di impostare la distanza di sicurezza desiderata. L’Adaptive Cruise Control aiuta a mantenere la sicurezza durante i lunghi tratti in autostrada. Il sistema permette di impostare la velocità di crociera e la distanza minima dal veicolo anteriore. Il sistema Lane Keeping Assist Proattivo aiuta a mantenere il veicolo al centro della corsia, correggendo la direzione quando rileva che il veicolo sta uscendo dai limiti della corsia. Il sistema Crosswind Assist stabilizza il veicolo in caso di forti raffiche di vento laterale. Il Daily è dotato del sistema Hill Descent Control (HDC) sui modelli a trazione posteriore. Il sistema Traction Plus assicura la massima aderenza su superfici scivolose come fango, sabbia o neve. L’Iveco Daily offre motori diesel Euro 6 da 2.3 con potenze da 120 a 210 CV, e 3.0 con potenze da 170 a 211 CV, con trasmissione manuale o automatica. I motori Iveco sono progettati e prodotti da FPT Industrial (gruppo Iveco Group), specializzato in propulsori diesel, a metano ed elettrici per veicoli industriali. L’Iveco Daily è prodotto nello stabilimento di Suzzara (Italia), principale hub per i veicoli commerciali del gruppo.
La Storia del Daily: Un'Icona dei Veicoli Commerciali
Non è usuale che da queste pagine si esuli da argomenti prettamente automobilistici. In questo caso, ci concediamo una deroga per illustrarvi la storia di un mezzo da lavoro, "un mulo" che da trent'anni, senza alcuna celebrazione, solca instancabile le strade del mondo in centinaia di migliaia di esemplari: il Daily Iveco. La storia di questo mezzo polivalente inizia agli albori degli anni Settanta e coincide, di fatto, con la nascita di quello che veniva indicato come "consorzio I.VE.CO.", acronimo di Industrial Veichles Company. Il tutto si riferisce a quando in Fiat decisero che i tempi erano maturi per una razionalizzazione del settore dei veicoli da lavoro, fino ad allora caotico e popolato da numerosi brand con linee di prodotto affini e gamme sovrapponibili: Fiat, Lancia, OM, UNIC, Pegaso e Magirus-Deutz. L'Iveco avrebbe riunito i marchi sotto un'unica bandiera e il Daily, nel suo piccolo, avrebbe fatto ordine nel segmento dei commerciali e degli industriali leggeri.
Nella categoria fino a 35 quintali, infatti, vi erano essenzialmente il vetusto Fiat 238 - ultima evoluzione del 1100 T degli anni Cinquanta - e il poco apprezzato furgone 242 - nato dal matrimonio Fiat-Citroen - mentre, nella gamma da 35 a 50 quintali, vi erano le varie evoluzioni dei "cuccioli" OM (i vari Leoncino, Lupetto, Cerbiatto ecc…), diventati nel frattempo Fiat-OM 40/50. Questi erano disponibili sia con la classica, rotondeggiante, cabina OM, sia con la nuova cabina Fiat, quella che sopravviverà fino agli anni '90 nell'Iveco Zeta. Scontato che, vista la tecnica da veicolo "pesante", questi ultimi erano mezzi penalizzati nelle portate minori a causa di una tara eccessiva e di doti stradali ben poco automobilistiche. Di spessore, quindi, la "mission" del nuovo veicolo, che sarebbe stato anche il primo nato interamente in Iveco: essere efficiente nei segmenti inferiori, con cabine moderne, motorizzazioni efficienti e telaistica robusta, e nei segmenti superiori, migliorando comfort e guidabilità e, soprattutto, razionalizzando il rapporto tara/carico utile.
Per centrare gli obiettivi, i tecnici progettarono un telaio semplicissimo con due longheroni uniti da elementi trasversali (disponibile in numerose varianti di passo), sospensioni anteriori a doppio triangolo con ammortizzatore idraulico e molla a barra di torsione e sospensioni posteriori a ponte rigido con balestre. I motori erano anteriori longitudinali, raffreddati a liquido e con cambio in linea - a cinque rapporti o automatico a tre - e trazione posteriore. Questo, il semplice impianto di base, che si presterà, come vedremo ad una miriade di varianti e implementazioni. Sul telaio venne montata una cabina moderna, ispirata nel profilo a quella del Fiat 242: linea monovolume, con il cofano motore quasi in linea con l'inclinazione del parabrezza e frontale sfuggente. Una grande calandra anteriore, segnata da due fari circolari, completava il tutto. L'abitacolo godeva di un'ottima visibilità, grazie alle grandi superfici vetrate, mentre la comoda posizione di guida coniugava i vantaggi di un'impostazione camionistica (seduta verticale e volanti quasi orizzontale) a design, finiture, rivestimenti e attitudini dinamiche più vicine ad una normale vettura che ad veicolo industriale. In questa configurazione il Daily esordì: era il 1978.
Il telaio era disponibile in più "portate" (da 30 a 49 quintali) e allestimenti "scudato" (con le sole parti meccaniche e la plancia), "carro", "furgone", "combi" e "minibus", mentre le motorizzazioni erano due: il diesel SOFIM da 2445 cc, aspirato da 72 cv e il classico benzina 1995 cc Fiat, a carburatori e monoalbero, da 82 cv, dedicato alle sole versioni da 30 e 35 quintali. Commercialmente furono utilizzati, in Italia, il marchio Fiat-Iveco, per i Daily e il marchio OM-Iveco per i gemelli Grinta: i tempi non erano ancora maturi per un'utilizzazione "totale" del neonato brand Iveco. Le varie versioni si riconoscevano per il "codice" Fiat composto dal peso, in quintali e dalla potenza del propulsore, arrotondata e espressa in decine di cavalli, separati da una "F" (per i Fiat) o dalle lettere "OM", per i Grinta: le versioni a benzina erano identificati come 30F9 e 35F9, mentre i diesel variavano dalla 30F8 alla 49F8.
Nel 1981 al 2.4 diesel fu aggiunto il turbo: i cavalli divennero 92 e nacquero i TurboDaily e i TurboGrinta, identificati dalle nuove sigle Iveco che vede i due valori separati da un punto. I modelli Turbo si identificavano da un .10 accanto al peso in quintali. Nello stesso anno, il piccolo Iveco trovò un partner nel più leggero Fiat Ducato, destinato con i gemelli Citroen, Peugeot e Talbot a diventare un altro best-seller europeo. Seguì, quindi, la versione a quattro ruote motrici. Basati sul telaio 40.10W (la "W" indica le versioni 4x4) a passo corto, i TurboDaily 4x4 usufruivano di una catena cinematica quasi da mezzo agricolo: cambio a cinque marce con rapporti ravvicinati, bloccaggio manuale del differenziale e dei mozzi anteriori (quest'ultimo da effettuare con apposita chiavetta direttamente sul mozzo) e riduttore a due velocità: se guidato con dovizia ed equipaggiato con la gommatura adatta, grazie alle dieci marce era praticamente inarrestabile. Si differenziavano dalle versioni normali per l'assetto rialzato, i cerchi da 16" e i paraurti tubolari in metallo. Unico neo di queste versioni erano le prestazioni ridotte: su strada, a causa dei rapporti corti, era difficile andare oltre i 110 km/h, valore raggiunto quasi al limite del fuorigiri.
Nel 1983, il marchio Iveco divenne protagonista: sparirono i loghi Fiat e OM in previsione del pensionamento della famiglia dei Grinta. Da allora, fino al 1990 ci fu una serie di progressivi aggiornamenti: la versione cassonata a sponde ribaltabili con i motori meno potenti divenne Iveco Duty, la portata del telaio più grande passò da 49 a 50 q.li e il nuovo 2.5 SOFIM ad iniezione diretta da 103 cv, soppiantò il vecchio motore da 92 cv per le versioni .10, mentre, dotato di intercooler e 120 cv, diede i natali alla prestazionale versione .12. Contemporaneamente allo sviluppo delle versioni civili, l'Iveco di Bolzano (ex stabilimento Lancia V.I. riconvertito per usi militari) sfruttò il telaio 40.10W per realizzare il V.M., un veicolo multiruolo realizzato secondo gli standard NATO, disponibile in versione "torpedo", con una capote in tela e, in versione blindata chiusa, il cosiddetto VM Protetto. Nonostante la vocazione prettamente militare, il V.M. torpedo ha fatto da base per una molteplicità di veicoli di uso "specialistico": da mezzo antincendio in dotazione al Corpo Forestale dello Stato e ai Vigili del Fuoco, a veicolo operativo per le squadre di aziende ed enti pubblici operanti in zone impervie. Un'altra variante sul tema fu il Fissore Magnum. Sviluppato nel 1983 dalla carrozzeria Rayton-Fissore di Cherasco, era un suv di alta gamma installato sulla meccanica del 4x4 con gli opportuni affinamenti. Rimase sempre ai margini del mercato, complici il design troppo moderno - che lo faceva simile ad una Fiat Uno lievitata - il prezzo elevato ed un'affidabilità non sempre ineccepibile. Commercialmente ebbe una vita abbastanza lunga, gli ultimi sviluppi risalgono agli albori del 2000, sbarcò in NordAmerica e fu spinto oltre che dai motori Fiat, anche dal 2.5 V6 Alfa Romeo e da una serie di V8 Ford.
Nel 1990, a dodici anni dall'esordio, il Daily si rifece il trucco. Dal punto di vista meccanico, sparirono le versioni a benzina e i modelli diesel furono "ripuliti" mantenendo i medesimi livelli di potenza. Il telaio perse la versione 40 quintali a due ruote motrici e divenne disponibile nella nuova "pesante" da 59 (che avrebbe mandato in pensione parte della gamma Zeta) e una profonda opera di aggiornamento dell'estetica, rese il mezzo capace di affrontare la concorrenza. Un generale ammorbidimento delle linee interessò la cabina: il frontale fu ridisegnato, con una nuova calandra e fari trapezoidali, mentre i montanti del parabrezza divennero raccordati al nuovo cofano grazie ad intelligenti carenature in plastica. L'abitacolo fu completamente rivisto. Cambiarono i sedili e i pannelli porta e la plancia, totalmente nuova, ospitava un quadro strumenti che inglobava i comandi secondari, con contagiri di serie ed una nutrita batteria di spie, una console centrale con un capiente vano portaoggetti e un ampia mensola davanti al passeggero. Divennero disponibili accessori come il ceck-control e gli alzacristalli elettrici, mentre l'impianto di climatizzazione migliorò in efficienza grazie alla nuove bocchette meglio distribuite. Il Daily degli anni Novanta mantenne la leadership del mercato nei segmenti da 35 a 60 quintali, confermando la validità di un progetto ormai collaudatissimo.
Nel 1996 un nuovo aggiornamento, questa volta alla gamma e alla meccanica. Commercialmente divenne disponibile la versione Basic, con allestimenti semplificati, e Classic, meglio equipaggiata, mentre i motori subirono un'ulteriore trattamento ecologico in ossequi alle normative "EURO 2" e si rese disponibile l'ABS. Con l'occasione fu rinfrescata la grafica degli strumenti, rivestita la plancia con un materiale più piacevole al tatto e nuovamente cambiate le sellerie, con nuove schiume. Questa versione è riconoscibile per la calandra, a tre elementi orizzontali e i gruppi ottici posteriori di maggiori dimensioni. Sulla base del Daily '90, fu approntato il 40.10W in versione Combi 9 posti, allestito per esigenze di ordine pubblico, sempre conforme ai capitolati NATO. Si differenziava dal modello di serie per l'adozione di cristalli laterali in plexiglass, l'allestimento spartano del vano passeggeri, serrature supplementari alle portiere e un impianto elettrico sviluppato ad hoc per l'alimentazione dei sistemi di bordo. Era dotato dei normali apparati radio e di un particolare impianto antincendio. Dalla stessa costola sono nati anche i mezzi blindati per ordine pubblico e trasporto detenuti. Realizzati sul telaio 59.12 a passo lungo e dotati di sofisticati impianti di aerazione e trattamento dell'aria, sono in uso all'Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Penitenziaria.
Con il nuovo millennio il Daily cambia pelle, radicalmente. I nuovi accordi commerciali di Iveco, che nel frattempo avrà acquisito la divisione autobus di Renault V.I. (dando i natali alla Irisbus), permettono di studiare per il classico telaio del 1978 una nuova cabina proprio in collaborazione con la casa francese. Il nuovo Daily sarà, quindi, il collaudatissimo e sempre valido mezzo conosciuto, pur essendo esteticamente moderno e imparentato con i Renault Master/Mascott e con l'Opel Movano. Ma se le linee principali della cabina sono le stesse, nell'abitacolo i designer italiani sono rimasti fedeli alla tradizione che vuole l'abitacolo del piccolo di casa Iveco particolarmente curato, in questo caso con una plancia avvolgente ed una strumentazione ricca ad elementi circolari. Questa volta sono disponibili i vetri e gli specchi elettrici, mentre airbag e aria condizionata non saranno più un miraggio riservato solo alle versioni passeggeri. La leva del cambio non sarà ospitata nella console. Tutti nuovi i motori, sovralimentati ad eccezione del CNG, a metano, e scompare la denominazione "turbo": il TurboDaily torna semplicemente Daily. La gamma di telai si arricchisce, in basso, della versione leggera da 28 quintali e in alto della pesante da 65, ormai quasi concorrente dell'Eurocargo. I motori vengono tutti rinnovati, con cilindrate di 2.3 e 3.0 litri con vari livelli di potenza fino a 176 cv. Trasmissione manuale a 5 o 6 rapporti e sequenziale AGile a 6 marce. Scompare la versione ufficiale 4x4, la cui costruzione sarà demandata a piccole officine esterne. Risale al 2006, invece, l'ultimo restyling firmato Giugiaro, che ne ha ammorbidito ulteriormente le linee e razionalizzato gli interni. In tutti questi anni, il Daily è stato prodotto in numerosi impianti esteri, dalla Serbia all'Inghilterra (dove nei primi anni '90 era commercializzato dalla rete Iveco-Ford, avendo la casa torinese appena completato la scalata alla Ford V.I. inglese), alla Cina. Proprio quest'ultima è definibile come la seconda patria del veicolo multiuso torinese. Oltre alla versione attuale, infatti, in Cina continua la produzione del TurboDaily del '90, in versione militare 40.10W Torpedo e 40.10W Combi per eserciti e forze di polizia locali, e nella rinnovata veste PowerDaily, anch'essa dedicata al solo mercato interno. In quest'ultima la vecchia cabina del 1990 è stata oggetto di un profondo restyling: gli spigoli sono stati ulteriormente smussati, la linea di cintura è a cuneo, l'intero complesso frontale sfoggia un parabrezza incollato, fari e calandra specifici e l'abitacolo è caratterizzato da una plancia moderna, con la leva del cambio riposizionata in alto.
Altra particolarità sono i Daily prima serie commercializzati fino alla metà degli anni Ottanta dall'Alfa Romeo. Identificati come 35AR8 e 40AR8, avrebbero dovuto risollevare insieme ai più piccoli AR6 (gemelli del Fiat Ducato), la gamma dei commerciali Alfa, fino ad allora arenatasi sui vecchi F12 e sui leggeri di derivazione Renault-Saviem, risalenti agli anni '60. Gli AR8, tecnicamente identici ai modelli Iveco, essenzialmente si riconoscevano per il frontale adornato da uno scudetto stilizzato. Ebbero vita commerciale breve e finirono principalmente nei parchi auto di aziende ed enti pubblici (non è raro vederne ancora qualche esemplare in livrea ANAS). Questa è la storia "insospettabile" dell'umile Daily: i passi appenninici, le infinite statali australiane, le aree urbane di mezzo mondo ed anche i più tristi scenari bellici, sono i suoi campi d'azione che, da trent'anni continua ad affrontare con incredibile efficacia e spirito d'adattamento.
Conclusioni sulla Trasformazione e la Gamma Standard
In sintesi, l'Iveco Daily 4x4 trasformato rappresenta un esempio eccellente di come la base di un veicolo commerciale robusto possa essere ulteriormente potenziata per affrontare sfide estreme. La scelta di ponti rigidi, un motore più performante, pneumatici adeguati e soluzioni ingegneristiche innovative come i serbatoi d'aria integrati nei sottoporta, lo rendono un mezzo ideale per expedition e raid off-road.
Parallelamente, la gamma Iveco Daily 4x4 standard continua a evolversi, offrendo soluzioni sempre più complete e tecnologicamente avanzate per professionisti e appassionati di avventura. La versatilità, la robustezza e le nuove tecnologie integrate nei modelli più recenti confermano il Daily come un punto di riferimento nel segmento dei veicoli commerciali a trazione integrale.
N.B. Nota bene la dotazione tecnica e gli accessori indicati nella presente scheda potrebbero non coincidere con l’effettivo equipaggiamento del veicolo, a causa della non uniformità dei dati pubblicati dai diversi portali. Queste catene da neve offrono un montaggio rapido e sono progettate per adattarsi perfettamente a camper e furgoni con cerchi da 14". Multicab è la soluzione ottimale per realizzare un riparo multifunzionale adatto a spogliatoi, docce e bagni. La presa esterna multifunzione è la soluzione ideale per rendere il tuo camper o caravan ancora più pratico e funzionale durante le soste. Questo sito fa uso di Cookies: continuando la navigazione ne si accetta la ricezione. P.T.T.