Il percorso della Subaru Impreza nel mondo dei rally è una saga avvincente, un susseguirsi di innovazioni tecniche, duelli mozzafiato e successi che hanno segnato un'epoca nel Campionato del Mondo Rally (WRC). L'esordio della Impreza nel mondo dei rally avvenne nel 1993, segnando l'inizio di una nuova era per la Casa delle Pleiadi.
Gli Albori: L'Era della Subaru Impreza 555
La Legacy RS, sua "antenata", era infatti divenuta poco competitiva rispetto alle avversarie Ford Escort Cosworth e Toyota Celica ST185. Di fronte a questa situazione, il Subaru World Rally Team, il reparto corse della casa delle Pleiadi, incaricò la Prodrive di preparare la nuova Subaru Impreza secondo i regolamenti del Gruppo A. Questa vettura, destinata a diventare iconica, debuttò nel Rally di Finlandia con piloti del calibro di Ari Vatanen, Markku Alén e Colin McRae.
La prima vittoria importante arrivò nell'Acropolis Rally del 1994 grazie a Carlos Sainz. Il pilota spagnolo disputò una grande stagione, perdendo il titolo soltanto all'ultima gara dopo un gran duello con la Toyota di Didier Auriol. La stagione fu entusiasmante ed entrambi i piloti di punta lottarono per il mondiale, ottenendo complessivamente 5 vittorie in 8 gare (tre di Sainz e due di McRae). Il titolo fu vinto proprio da Colin McRae che sconfisse in volata Sainz all'ultima gara.

L'affascinantissima quanto iconica Subaru Impreza STI “555” del 1993, guidata dal compianto pilota Colin McRae, scomparso prematuramente in un incidente in elicottero nel 2007, che divenne campione del mondo proprio su una Subaru Impreza due anni più tardi, si trova in vendita presso un concessionario italiano. Blu scuro metallizzato, cerchi color oro ed i vistosissimi (e oggi vietatissimi) sponsor tabaccai “555” gialli sparsi su buona parte della carrozzeria. Non servono altri elementi per capire che l’auto in questione è la leggendaria Subaru Impreza STI "555", una delle regine dei rally anni '90 insieme alla Mitsubishi Lancer Evo e alla Toyota Celica, senza dimenticare la Lancia Delta Integrale ancora vittoriosa nel 1991 con Kankkunen e, nel costruttori, nel 1992.
Parliamo chiaramente di una delle auto più conosciute ed al tempo stesso ricercate nel mondo del rally, un’automobile da corsa che esordì nel World Rally Championship nel 1993, accogliendo tra i piloti quel Colin McRae che, due anni più tardi, conquistò il Titolo Mondiale a soli 27 anni. Ventotto anni fa venne allestita direttamente dal reparto corse interno di Subaru in collaborazione con il preparatore britannico Prodrive e presentava l’inconfondibile scocca blu scuro impreziosita da sponsor sottoforma di decalcomanie in giallo e dai particolari dorati, come i cerchi in lega leggera a sei razze. Bella, grintosa ed al tempo stesso molto competitiva in gara, soprattutto nelle tappe su sterrato, tanto che molti dei telai prodotti da Subaru vennero poi riutilizzati e venduti ai team privati di allora.
Di tutta quella gamma di veicoli da rally, solo tre modelli della STI del 1993, fortunatamente, sono stati conservati nella loro originalità e oggi possono far felici i collezionisti o chi è disposto a spendere una cifra importante pur di averla. Uno di questi è ora disponibile in vendita presso il concessionario emiliano “Ruote da Sogno“. L’Impreza in questione è stata utilizzata e pilotata da Colin McRae in persona durante i test preliminari al Rally di Svezia del 1993, per poi essere restaurata nelle sue condizioni originali. Non si hanno al momento notizie precise riguardanti il prezzo d’acquisto, in quanto, come giusto che sia, la trattativa è strettamente riservata.
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L'Evoluzione: Dalla WRC97 alla P2000
Nel 1997, a causa dei mutati regolamenti riguardanti le vetture nel Campionato del mondo rally, l'Impreza 555 abbandonò le scene in favore della diretta sostituta, denominata Impreza WRC97 (nome in codice 22B). La WRC97 si presenta subito come estremamente competitiva; nelle prime tre gare Liatti, Eriksson e McRae vincono rispettivamente a Montecarlo, in Svezia e in Kenya. Tuttavia, la vettura sembra aver perso competitività, surclassata dalle nuove Toyota Corolla WRC e Mitsubishi Lancer Evo V. Complice anche la forma non proprio ottimale di Liatti e qualche problema tecnico di troppo, la Subaru, dopo 3 anni consecutivi, passa dal primo al terzo posto in classifica costruttori, superata da Mitsubishi e Toyota. Il finale di stagione di Burns è comunque incoraggiante in vista della stagione successiva.
Nel 2000 esordisce un'evoluzione della vettura denominata P2000. Questa si presenta rinnovata per l'80% dei componenti rispetto alla precedente ed è realizzata considerando già gli sviluppi che caratterizzeranno la futura WRC2001 del 2001. Il tecnico responsabile della vettura è il belga Christian Loriaux, che in seguito diverrà la mente dietro ai successi della Ford nel WRC. Il rinnovamento della vettura si dimostra proficuo e Burns disputa una grande stagione, ottenendo ben quattro vittorie e perdendo il titolo solamente all'ultima gara a favore di Marcus Gronholm.
La Generazione WRC2001 (44S): Il Ritorno alla Berlina e la Lotta per il Titolo
In concomitanza con la presentazione della seconda generazione dell'Impreza (codice GD), la WRC2001 ricevette una carrozzeria completamente nuova. Questa non differiva solo nel design, ma segnava anche il ritorno, da parte di Subaru, all'utilizzo di una berlina a 4 porte dopo quattro anni di impiego dell'Impreza versione coupé. Nacque quindi la nuova generazione di Impreza WRC, quella che va sotto il nome in codice di 44S. Per quanto concerne il lato tecnico, furono gli stessi tecnici Subaru a sottolineare quanto profondo fosse il carry-over tecnico compiuto dalla P2000 alla WRC2001. La P2000, di fatto, presentava gran parte delle evoluzioni tecnologiche che caratterizzarono la nuova 44S.
La P2000 aveva dimostrato un'ottima competitività, tanto da poter essere considerata la miglior Impreza WRC mai costruita. Eppure la 44S non riuscì a raccogliere gli stessi successi della vettura precedente. Nella prima metà della stagione la WRC2001 accusò una serie di guasti tecnici che minarono il successo del campionato. Nella prima parte di campionato i numerosi problemi tecnici sembrarono inabissare le pretese del Subaru World Rally Team il quale, all'inizio della stagione, si presentava come il maggior aspirante al titolo costruttori.

Ma a partire dal Rally di Argentina le cose cominciarono a migliorare: Burns/Reid finirono secondi e conquistarono altri quattro secondi posti nel corso della restante parte del campionato, più una vittoria nel Rally di Nuova Zelanda; abbastanza per conquistare il titolo di campioni del mondo piloti. Ma per capire quanto sul filo del rasoio sia stata questa vittoria, basta dare uno sguardo all'ultimo appuntamento della stagione: quattro piloti arrivarono al Rally di Gran Bretagna con la possibilità matematica di vincere il titolo (Carlos Sainz, Tommi Mäkinen, Colin McRae e Richard Burns) e di questi Burns era quello con le minori chance. Poi l'imprevedibile: Burns/Reid arrivarono solo terzi, ma gli altri tre contendenti si ritirarono tutti. Finale: Mäkinen terzo con 41 punti, McRae secondo con 42, Burns primo con 44, ossia un titolo conquistato con una sola vittoria e con il punteggio più basso nella storia nel Campionato Mondiale Rally. Questo successo, sebbene storico per il team, evidenziava la natura imprevedibile e spesso cinica del motorsport ai massimi livelli, dove la costanza e un pizzico di fortuna potevano fare la differenza.
Affinamenti Tecnici e Nuove Sfide: Dalla WRC2002 alla WRC2003
La WRC2002 (nome in codice S8 per Prodrive) fece la prima comparsa al terzo evento del campionato 2002 (il Tour de Corse), succedendo quindi al precedente modello. Praticamente identica alla WRC2001 all'esterno è riconoscibile da quest'ultima per un piccolo particolare: la lama sotto al paraurti anteriore lascia il carbonio per abbracciare la vetroresina. Al di là di questo, si può al più notare la scomparsa della presa d'aria sul tetto dopo il Round 8 (il Safari Rally). Per quanto concerne la tecnica del veicolo, vanno notate le modifiche ai condotti di scappamento, al volano e al turbo apportate per incrementare la coppia tra i 4500 e i 5000 giri al minuto.
Nel 2002, Tommi Mäkinen, quattro volte campione del mondo al volante della Mitsubishi, affiancò Petter Solberg all'interno del team Subaru. Anche all'inizio del 2002 le aspettative furono quindi molto alte, aspettative che, al primo evento della stagione, sembravano essere confermate in pieno. Difatti Mäkinen, vincitore a Monte Carlo nei tre anni precedenti, portò avanti la sua personale striscia positiva e, dopo una dura battaglia contro il rivale Sébastien Loeb, conquistò la quarta vittoria consecutiva nel piccolo principato. Purtroppo per Subaru, questo si rivelò essere un vero e proprio fuoco di paglia: nelle tre gare successive Mäkinen collezionò ben tre ritiri e, in seguito, il finlandese riuscì ad andare a punti solo al Round 5 a Cipro (terzo posto), al Round 9 in Finlandia (sesto posto), al Round 12 in Australia (terzo posto) e all'ultimo evento in Gran Bretagna (quarto posto).
La WRC2003, del resto, fu un'auto ulteriormente affinata. L'aerodinamica beneficiò di un nuovo paraurti anteriore e di una nuova ala posteriore dotata di deflettori longitudinali capaci di convogliare al meglio il flusso d'aria dietro la vettura; il telaio venne irrigidito e le modifiche al motore migliorarono la coppia ai medi e bassi giri motore. Petter iniziò la stagione in sordina, ma vinse in estate il Rally di Cipro, ed il Rally di Australia a settembre, dopo un bellissimo duello con il rivale di tutta una stagione Sébastien Loeb durato per l'intera gara. In realtà la stagione fu abbastanza travagliata e il tutto si risolse all'ultima gara con un distacco in classifica di un solo punto.

Inoltre, non è sbagliato pensare che la vittoria del norvegese debba essere attribuita maggiormente alle gomme Pirelli e ai problemi incontrati dalla Citroën negli ultimi tre o quattro eventi, inclusa la strategia del team francese per la conquista del titolo. Raramente si è visto un pilota beneficiare di così tanti eventi fortunati. Basti pensare che al terzultimo rally, il Tour de Corse, un enorme nubifragio si abbatté sull'isola e solo Subaru aveva gomme idonee. Così, dopo una partenza disastrosa con un incidente durante lo shakedown, Solberg vinse la gara mentre il suo diretto avversario Loeb uscì di strada; al penultimo evento, il Rally de Cataluñya y Costa Brava, Loeb perse la leadership della gara durante l'ultima speciale a favore di Gilles Panizzi per colpa di una scelta sbagliata delle gomme e Sainz venne ritardato da un guaio elettronico così che Solberg riuscì a prendere 4 punti insperati; all'ultimo evento, il Wales Rally GB (il vecchio RAC), Sainz dovette ritirarsi al primo stage quando la videocamera posta a bordo prese fuoco e Citroën disse a Loeb di rallentare per cercare di salvaguardare il titolo costruttori che veniva insidiato da Peugeot. Il suo compagno di squadra Tommi Mäkinen, colui sul quale erano concentrate le maggiori aspettative, finì invece la stagione con un modesto nono posto in classifica.
Gli Ultimi Anni nel WRC e il Futuro Incerto
Nel Campionato del mondo rally 2004 Solberg viene affiancato dal finlandese Mikko Hirvonen e dal suo copilota Jarmo Lehtinen. Subaru conquista il terzo posto nel mondiale costruttori, mentre Solberg arriva secondo nel mondiale piloti grazie a cinque vittorie ottenute in Nuova Zelanda, Grecia, Giappone, Italia e la terza vittoria consecutiva al Rally di Galles. Hirvonen invece non riesce ad andare oltre la settima piazza in campionato e questo gli costa il mancato rinnovo del contratto per la stagione del 2005.
Nel Campionato del mondo rally 2005 Solberg si è ormai conquistato il primo posto in squadra e accanto a lui viene stavolta ingaggiato Chris Atkinson. Dopo una prima parte di campionato molto promettente, anche quest'anno Solberg deve comunque accontentarsi del secondo posto dietro a Loeb e per di più a pari merito con Marcus Grönholm.
Nel 2006 vennero riconfermati gli stessi piloti, e nonostante la scuderia concluse al terzo posto dietro a Ford e Citroën su 6 partecipanti, l'annata si rivelò avara di risultati e la Subaru non riuscì ad aggiudicarsi alcuna gara. Anche nel 2007 la situazione non cambiò e le Ford e Citroën furono inarrivabili nel corso della stagione. Subaru concluse al 3º posto nei costruttori, mentre Solberg arrivò 5º nella classifica piloti, Atkinson fu 7º. Il 2008 vide la Subaru concludere per l'ennesima volta al 3º posto nella classifica costruttori ma senza riuscire a vincere nessuna gara. Solberg 6º.

La storia della Subaru Impreza nel WRC, iniziata con la leggendaria "555" e proseguita attraverso diverse evoluzioni tecniche e sfide sportive, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia del rally moderno. Le vetture, preparate con la consueta maestria da Prodrive e guidate da piloti di eccezionale talento, hanno lasciato un'impronta indelebile, incarnando lo spirito di competizione e innovazione che ha caratterizzato il marchio Subaru.