La notte in cui il volo PS752 della Ukraine International Airlines (UIA) lasciò Teheran, non avrebbe dovuto decollare affatto. L'ombra della tragedia si allungò sull'aeroporto internazionale Imam Khomeini mentre l'aereo Boeing 737 si alzava in volo, portando con sé 176 anime. Questo evento catastrofico, avvenuto nelle prime ore dell'8 gennaio, segnò profondamente le relazioni internazionali e sollevò interrogativi inquietanti sulle circostanze che portarono alla sua caduta. L'incidente non fu un semplice guasto tecnico, ma il risultato di una tragica sequenza di eventi innescata da un errore umano in un contesto di altissima tensione geopolitica.
Il Contesto di Allerta Massima
Il decollo del volo PS752 avvenne in un momento di estrema criticità. L'Iran si trovava in stato di massima allerta a causa della imminente ritorsione statunitense contro le basi irachene colpite da missili iraniani. Decine di postazioni contraeree erano schierate nel paese, in attesa di una possibile pioggia di missili Cruise statunitensi. La tensione era al suo culmine, un clima che avrebbe giocato un ruolo fatale nella sorte dell'aereo di linea ucraino.
In questo scenario di elevata minaccia, il comandante della forza aeronautica delle Guardie rivoluzionarie, Amir Ali Hayizadeh, aveva richiesto la sospensione di tutti i voli turistici e commerciali. Questa richiesta, tuttavia, non venne ascoltata per motivi che rimangono ancora oggetto di indagine. La sua voce non è stata ascoltata, e questo ha permesso che l'aereo decollasse, mentre tutto intorno alla città le postazioni radar erano in allerta per il possibile arrivo della ritorsione statunitense, e dei missili che avrebbero potuto cadere dal cielo.

Il Ritardo Fatale e la Manovra di Salita
Il volo PS752 aveva lasciato la pista alle 6:12:47 del mattino, con quasi un'ora di ritardo rispetto all'orario previsto. Questo ritardo, unito alla manovra di ascesa intrapresa poco dopo il decollo, divenne cruciale per le successive, tragiche decisioni. Il pilota, nell'ultima comunicazione con la torre di controllo, aveva chiesto l'autorizzazione di salire di quota fino a 2.700 metri. La manovra di ascesa che ha effettuato a questo punto è quella che ha permesso alle autorità iraniane nei primi due giorni dopo l'abbattimento di nascondersi dietro la pietosa bugia che l'aereo era alle prese con problemi tecnici, e avrebbe tentato una virata per tornare verso la base.
Questa traiettoria di volo ha tracciato un percorso che è apparso su uno dei radar di una postazione missilistica. La decisione di agire è stata presa in fretta, con una rapidità sconcertante: solo dieci secondi.

L'Errore Critico del Sistema Tor-M1
La catena di eventi precipitò quando un operatore di un sistema missilistico Tor-M1, posizionato in prossimità dell'aeroporto, identificò l'aereo in avvicinamento come una potenziale minaccia. In preda alla tensione e alla confusione del momento, l'operatore cercò di mettersi in contatto con il Comando centrale per la difesa aerea per comunicare quanto sospettava, ma non ricevette una risposta immediata. Costretto ad agire da solo, prese la decisione fatale. Il missile ha centrato in pieno l'aereo, che si è abbattuto al suolo con una traiettoria obliqua. L'impatto con il missile è avvenuto alle 6:14:45, appena due minuti e 18 secondi dopo il decollo.

Le Prime Dichiarazioni e la Ricerca della Verità
Nelle ore immediatamente successive allo schianto, le autorità iraniane iniziarono a fornire spiegazioni che si sarebbero rivelate fuorvianti. La compagnia aerea di bandiera ucraina, Ukraine International Airlines, tuttavia, si distinse subito per una dichiarazione che metteva in dubbio la versione ufficiale. La compagnia specificò come il velivolo, revisionato solo pochi giorni prima, era "in buone condizioni" e considerato "uno dei migliori della flotta".
L'ambasciata ucraina in Iran inizialmente attribuì l'incidente a un guasto al motore per motivi tecnici, escludendo l'ipotesi di un attacco. Tuttavia, questa dichiarazione venne ritirata poco dopo, alimentando dubbi e speculazioni. Il Presidente Rohani, in seguito, ammise che l'aereo era stato abbattuto con un missile per errore, una dichiarazione che confermò le crescenti ipotesi di un incidente causato dalle difese aeree iraniane. I pasdaran attribuirono la colpa a un soldato frettoloso.
Insabbiamento dell'atto indicibile (volo 752 della Ukraine International Airlines) - DISASTRO
L'Apporto della Comunità Online e degli Investigatori Civili
Le prove concrete di quanto realmente accaduto hanno iniziato ad accumularsi sui siti di open source del web, grazie all'incessante lavoro di specialisti della balistica e della tecnica aeronautica. Queste figure, spesso anonime, costruiscono una catena immediata di comunicazione ogni volta che si verifica una tragedia dei cieli. Tra questi, si è distinto ancora una volta il ruolo di Bellingcat, un'organizzazione nota per la sua capacità di analizzare dati open source per ricostruire eventi complessi. Fu Bellingcat, ad esempio, ad attribuire ai russi l'abbattimento del volo Malaysia Airlines 17 e a provare l'ingresso di un lanciamissili di fabbricazione russa Buk nell'area del disastro.
L'osservazione collettiva di decine di specialisti ha permesso di verificare l'ubicazione delle prime foto in arrivo e di lanciare la notizia. In breve tempo sono apparse immagini che mostravano la testa inesplosa di un missile Tor, ma l'inquadratura era talmente ravvicinata da rendere impossibile l'autenticazione della locazione. I resti di una porzione d'ala sembravano mostrare la perforazione tipica di un missile, che esplode spandendo parti metalliche ad alta velocità. Ma una lettura a più alta risoluzione ha confermato poi che si trattava di macchie di terra depositate dopo la caduta.
L'apporto risolutivo è venuto da un video amatoriale che mostrava la sequenza della detonazione del missile, con undici secondi che separavano l'immagine dello scoppio dalla percezione sonora. Questo filmato, analizzato attentamente, ha confermato la traiettoria del missile e il momento dell'impatto.
Le Vittime e le Loro Storie
Tra le 176 persone a bordo, non c'erano solo cittadini iraniani. L'incidente ha causato la morte di persone provenienti da diverse nazioni, evidenziando la portata globale della tragedia. Oltre agli 82 passeggeri iraniani, vi erano 63 cittadini canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, quattro afghani, tre tedeschi e tre britannici. Il Ministro degli Esteri ucraino Vadym Prystaiko ha fornito un elenco dettagliato delle nazionalità delle vittime. Molti di questi passeggeri erano studenti che tornavano a casa dopo aver visitato i loro familiari in Iran, o si trovavano in transito a Kiev per raggiungere le loro destinazioni finali in Europa e Nord America. Tra le vittime, una bambina di un anno e una giovane coppia di neo-sposi, le cui vite sono state spezzate prematuramente.

Le Scatole Nere e le Complicazioni delle Indagini
Uno degli aspetti più controversi della vicenda ha riguardato la gestione delle scatole nere dell'aereo. Le autorità iraniane, nelle ore successive all'incidente, hanno fatto sapere che non le avrebbero consegnate all'americana Boeing, azienda produttrice del velivolo. Questa decisione, sebbene supportata da alcune interpretazioni delle normative internazionali, ha sollevato perplessità e alimentato ulteriori sospetti. Le regole mondiali dell'aviazione permettono queste scelte, ma la questione ha fatto storcere il naso e posto pesanti interrogativi. In genere, i produttori dei velivoli vengono coinvolti in queste fasi delle indagini, dato che non tutti i paesi dispongono delle capacità tecniche per analizzare efficacemente le scatole nere. Di solito, il National Transportation Safety Board (NTSB) degli Stati Uniti svolge un ruolo primario in queste problematiche internazionali che coinvolgono Boeing, ma per agire necessita del permesso del paese in cui si è verificato l'incidente.
La convenzione ICAO, tuttavia, stabilisce che il paese di origine della compagnia aerea, i costruttori dell'aereo e i fornitori dei suoi principali sistemi hanno il diritto di nominare un rappresentante per partecipare alle indagini. Ciò significava che, oltre al governo ucraino e alla Boeing, anche CFM International - la joint venture tra General Electric Co. e Safran Aircraft Engines - avrebbe dovuto essere coinvolta.
Le Implicazioni Geopolitiche e la Crisi Boeing
L'incidente si è inserito in un quadro geopolitico già estremamente teso. La caduta dell'aereo avvenne nelle ore immediatamente successive all'offensiva iraniana contro le basi americane in Iraq. Questo non è stato un dettaglio insignificante, a certe latitudini, e ha portato le autorità americane a imporre restrizioni per i voli commerciali nello spazio aereo che sorvola Iraq, Iran e il Golfo Persico. Diverse compagnie aeree hanno sospeso i loro voli in queste zone.
La vicenda ha anche gettato un'ombra sulla già travagliata situazione della Boeing. L'aereo precipitato era un Boeing 737, un modello che, sebbene non fosse il controverso 737 MAX, si inseriva in un periodo di crisi per l'azienda americana. Era il terzo incidente mortale che coinvolgeva un velivolo Boeing dalla fine del 2018. Il 737 MAX, in particolare, è classificato come un 737 di "quarta generazione", con modifiche per ospitare motori più efficienti. I due fatali incidenti del 737 MAX - un volo Lion Air nell'ottobre 2018 e un volo Ethiopian Airlines nel marzo 2019 - avevano già messo in crisi la reputazione del modello e portato a una sua messa a terra globale. L'incidente di Teheran si è verificato mentre l'ex CEO di Boeing, Dennis Muilenburg, aveva perso il lavoro a causa dello scandalo del 737 MAX, e il suo sostituto ad interim era in carica al momento del disastro.
Le Dichiarazioni Ufficiali e le Scuse
Con il passare delle ore, l'ipotesi dell'abbattimento da parte di uno o due missili iraniani si è rafforzata, nonostante le autorità di Teheran avessero inizialmente respinto con forza questa eventualità. L'11 gennaio, l'Iran ha ufficialmente ammesso di aver abbattuto l'aereo dell'Ukraine International Airlines, definendolo un errore "non intenzionale". Il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) si è dichiarato responsabile dell'abbattimento. Nel suo discorso, il Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan Rouhani, ha affermato che il Paese "si rammarica profondamente per questo errore disastroso". I media iraniani hanno citato un rapporto compilato da esperti militari iraniani, che sosteneva che l'aereo ucraino era stato abbattuto mentre i sistemi di difesa aerea dell'Iran erano in stato di massima allerta, dato il rischio di attacchi da parte degli Stati Uniti. Poco prima dell'incidente, i militari iraniani avevano registrato un'intensa presenza delle forze aeronautiche degli Stati Uniti nei pressi dello spazio aereo dell'Iran.
In una conversazione telefonica con il Presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy, il Presidente Rouhani ha ammesso la completa responsabilità del Paese nella tragedia, si è scusato ufficialmente e ha fatto le condoglianze al popolo ucraino e alle famiglie delle vittime. Ha rassicurato il suo omologo ucraino che tutti i coinvolti nell'abbattimento dell'aereo sarebbero stati ritenuti responsabili. Il Presidente Zelenskyy, rivolgendosi al popolo ucraino, ha dichiarato: "È questo che voglio dire in questi giorni difficili. Riporterò tutte le vittime ai loro cari e famigliari. Così potranno rivolgere loro l'ultimo saluto, come si deve. Li commemoreremo con dignità."

L'Inchiesta e le Sfide Future
Le indagini sull'incidente del volo PS752 si sono presentate fin da subito complesse. L'Iran, tuttavia, ha collaborato con l'Ucraina e altri paesi interessati, come il Canada, per analizzare le scatole nere e ricostruire la dinamica esatta dell'accaduto. La partecipazione di Boeing e di organi dell'aviazione civile statunitense alle indagini è stata resa più difficile dalle sanzioni USA contro l'Iran, ma è stata comunque garantita attraverso canali diplomatici. L'alto numero di paesi coinvolti nella tragedia ha reso necessaria la creazione di una commissione d'inchiesta rappresentativa di tutte le parti in causa.
La compagnia aerea Ukraine International Airlines ha sospeso tutti i suoi voli verso l'Iran e ha avviato un sistematico processo di controllo dei propri velivoli in Ucraina. Anche altre compagnie aeree, come Lufthansa, hanno cancellato i propri voli giornalieri per Teheran, citando sia il disastro che gli attacchi in Iraq come cause della propria decisione. La tragedia del volo PS752 rimane un monito sui pericoli derivanti da una combinazione letale di errori umani, disinformazione e tensioni geopolitiche, un evento che continua a essere studiato per trarne lezioni fondamentali per la sicurezza aerea globale.