Il settore della pubblicità automobilistica in Italia è un campo complesso, regolato da una serie di normative volte a garantire la correttezza, la trasparenza e la tutela del consumatore. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) gioca un ruolo cruciale in questo contesto, intervenendo non solo sulla promozione dei servizi media, ma anche su pratiche commerciali scorrette che possono interessare diversi settori, inclusa la vendita di automobili. La normativa si estende a vari aspetti, dalla pubblicità tradizionale a quella digitale, passando per le nuove frontiere della comunicazione veicolare e dell'influencer marketing.
Le Pratiche Commerciali Scorrette e la Competenza delle Autorità
Le pratiche commerciali scorrette nel settore pubblicitario sono da tempo oggetto di attenzione da parte delle autorità di vigilanza. Un caso emblematico che ha delineato i confini di competenza tra l'Antitrust e l'AGCOM riguarda la campagna promozionale di Zuritel, una società attiva nel settore assicurativo. Nel 2009, l'Antitrust contestò una promozione per polizze auto, "Battiamo la tua polizza", che prometteva un buono carburante di 50 euro a chi avesse dimostrato di pagare un premio inferiore. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) rilevò che la promozione presentava limiti e condizioni non esplicitati, come l'esclusione di 37 province dalla garanzia accessoria furto e incendio. Questo rendeva il messaggio ingannevole, attribuendo una presunta superiorità all'offerta di Zuritel senza una corretta valutazione delle alternative.

Tuttavia, il TAR del Lazio accolse il ricorso di Zuritel, annullando la sanzione. La decisione si basò su un precedente del Consiglio di Stato, il quale aveva stabilito la competenza dell'AGCom in casi di pratiche commerciali scorrette nel settore delle telecomunicazioni, in presenza di una specifica normativa a tutela dei consumatori dettata dall'AGCom stessa. Analogamente, nel settore assicurativo, il Codice delle Assicurazioni Private (d.lgs. n. 209 del 2005) attribuisce la vigilanza all'ISVAP (ora IVASS), con poteri sanzionatori e di controllo sulla correttezza e trasparenza dei messaggi pubblicitari. Questa sentenza ha sollevato preoccupazioni tra le associazioni dei consumatori riguardo a un possibile ridimensionamento dell'azione dell'Antitrust nel contrasto alle pratiche commerciali scorrette, evidenziando la necessità di un ripensamento delle procedure per garantire un livello omogeneo di tutela.
La Regolamentazione della Pubblicità Automobilistica Specifica
Al di là delle normative generali sulle pratiche commerciali scorrette, esistono disposizioni specifiche che regolano la pubblicità dei veicoli a motore. Il D.P.R. n. 84 dell'17.02.2003, richiamato dalla circolare n. 13752/8.1 del 27.07.2011 dell'Ufficio Regolazione del Mercato della C.C.I.A.A., definisce gli obblighi per produttori e rivenditori di autovetture nuove in materia di pubblicità. Oggetto di controllo sono i veicoli a motore della categoria M1 non precedentemente venduti se non ai fini di rivendita, ovvero le cosiddette "vetture a km zero" o auto usate con specifici requisiti. Gli allegati I, II e III del D.P.R. 17.02.2003 n. 84 dettagliano ulteriormente tali obblighi, che riguardano, ad esempio, la corretta indicazione dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2, elementi fondamentali per una scelta informata da parte del consumatore.

La pubblicità di automobili deve quindi rispettare principi di chiarezza e veridicità, evitando omissioni o informazioni fuorvianti che possano indurre in errore il potenziale acquirente. Questo include la trasparenza sui costi totali, sulle caratteristiche tecniche e sulle eventuali promozioni o finanziamenti offerti.
L'AGCOM e la Prominence dei Servizi Media nell'Ecosistema Digitale
L'AGCOM ha intrapreso un percorso significativo per riorganizzare la visibilità e l'accessibilità dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di interesse generale (SIG) in un panorama tecnologico in rapida evoluzione. La delibera 250/25/CONS rappresenta un punto di svolta, introducendo nuove linee guida in materia di "prominence", ovvero la facilità con cui i servizi di interesse generale sono accessibili agli utenti attraverso diversi dispositivi.
Questa nuova disciplina mira a garantire il pluralismo dell'informazione e della cultura, evitando che la scelta dei contenuti da parte degli utenti sia determinata esclusivamente dalle logiche commerciali dei produttori di dispositivi o delle piattaforme. La delibera estende l'obbligo di prominence a una gamma più ampia di dispositivi, includendo formalmente l'automotive - i sistemi di infotainment installati nei veicoli - oltre a smart TV, decoder, dongle e set-top-box. L'obiettivo è assicurare che i servizi di interesse generale siano sempre facilmente reperibili, indipendentemente dal tipo di dispositivo utilizzato per l'accesso.
L'Automotive al Centro della Nuova Disciplina
L'inclusione dei sistemi di infotainment nei veicoli rappresenta una delle novità più rilevanti della delibera 250/25/CONS. L'AGCOM riconosce la crescente importanza dell'auto come ambiente di fruizione mediatica e la necessità di garantire l'accesso ai servizi radiofonici di interesse generale direttamente dalla dashboard del sistema di infotainment. Questo non implica vincoli di design o un'alterazione della sicurezza durante la guida, ma richiede che un punto di accesso unico ai contenuti radiofonici SIG sia sempre visibile, con la possibilità di un comando vocale o di un tasto meccanico facilmente individuabile. La rapidità di implementazione è un tema dibattuto, con alcuni operatori che giudicano i tempi insufficienti e altri che spingono per una maggiore celerità al fine di evitare che l'ecosistema muti ulteriormente.
Esclusioni Critiche e Rischi per la Radio
Nonostante l'ampliamento del perimetro di applicazione, la delibera presenta alcune esclusioni critiche. Smartphone, tablet, computer, console di gioco e smart speaker rimangono fuori dal campo di applicazione degli obblighi di prominence. Questa scelta, sollecitata da alcuni produttori per evitare interpretazioni estensive, rischia di penalizzare la radio tradizionale, favorendo il consolidamento delle piattaforme OTT di streaming musicale on demand. L'AGCOM, pur ribadendo l'obiettivo del TUSMA (Testo Unico Servizi di Media Audiovisivi) di garantire l'accessibilità dei SIG, sembra non aver colto appieno le potenzialità di questi dispositivi come canali di diffusione per i contenuti radiofonici.
La Misurazione Certificata delle Audience Digitali
Parallelamente alle normative sulla prominence, l'AGCOM sta intervenendo anche sul fronte della misurazione delle audience digitali. La delibera 87/26/Cons introduce il principio della certificazione dei dati di audience da parte di un soggetto terzo indipendente. Questo cambiamento strutturale mira a portare trasparenza e verificabilità nel mercato pubblicitario digitale, che ha ormai superato la televisione in termini di raccolta pubblicitaria. Finora, le piattaforme misuravano sé stesse, creando distorsioni dovute alla mancanza di standard condivisi.

Il sistema si basa sull'integrazione e comparabilità di diverse metodologie di rilevazione, come gli SDK (Software Development Kit) installati sui dispositivi degli utenti e i modelli server-to-server. L'AGCOM definisce gli SDK come "Gold standard", ma impone che i dati prodotti siano ricostruibili, auditabili e allineati secondo criteri comuni. Questo è fondamentale per permettere agli inserzionisti di operare in un contesto trasparente e per rendere il mercato più contendibile, aprendo una nuova fase di competizione tra televisione tradizionale e piattaforme digitali, nonché all'interno dell'ecosistema digitale stesso. La comparabilità dei dati porterà a una redistribuzione della "torta" pubblicitaria, applicando regole più omogenee a tutti i mezzi di comunicazione.
La Pubblicità e la Creator Economy: Nuove Regole per gli Influencer
Il settore della pubblicità automobilistica, come molti altri, si avvale sempre più della collaborazione di influencer per raggiungere target specifici. L'AGCOM, consapevole di questo fenomeno, ha pubblicato Linee Guida e un Codice di Condotta per gli influencer, integrati da FAQ esplicative, per chiarire gli aspetti applicativi della nuova disciplina.

Ambito di Applicazione e Soggetti Rilevanti
La normativa si applica a chiunque svolga un'attività economica e tragga un corrispettivo o vantaggio economico dalla propria presenza sulle piattaforme. Giornalisti iscritti all'Albo, ad esempio, non rientrano nella disciplina se rispettano le regole deontologiche e non svolgono attività promozionali a fronte di benefici. Tuttavia, la regolamentazione si estende all'intera attività degli influencer rilevanti, non solo ai contenuti realizzati in collaborazione con i brand. Coloro che non raggiungono le soglie di rilevanza, pur non essendo soggetti ad adempimenti specifici come l'iscrizione a un elenco, devono comunque rispettare i principi generali di trasparenza pubblicitaria. Anche le community organizzate possono essere considerate influencer se esercitano un controllo editoriale, svolgono attività economica e superano le soglie previste.
Gifted e Disclosure: Trasparenza Obbligatoria
Le FAQ chiariscono che la mera ricezione di un prodotto gratuito (gifted) non qualifica automaticamente un contenuto come comunicazione commerciale. È necessaria la presenza di un rapporto promozionale, anche non formalizzato, che configuri un vantaggio economico o un'aspettativa di visibilità per il brand. Tuttavia, nella prassi, l'invio di prodotti si inserisce spesso in dinamiche relazionali che presuppongono un'aspettativa di visibilità, rendendo il confine tra attività editoriale e promozionale sfumato.
Le modalità di disclosure sono state ulteriormente precisate: formule generiche come "in collaborazione con" non sono sufficienti. È necessario utilizzare diciture esplicite come "Pubblicità", "ADV" o equivalenti, indicando il brand. In caso di semplice invito senza obblighi contrattuali, si può usare "#invitedby". Per i contenuti video, la disclosure deve essere presente sia in sovrimpressione sia nella descrizione. L'utilizzo dei tool delle piattaforme, come le etichette di "partnership a pagamento", è utile ma non esaurisce gli obblighi informativi. La trasparenza deve essere immediatamente percepibile dall'utente medio.
Conclusione: Un Quadro Normativo in Evoluzione
La pubblicità automobilistica, come l'intero settore della comunicazione, è soggetta a un quadro normativo in continua evoluzione. L'AGCOM svolge un ruolo centrale nel definire le regole del gioco, bilanciando la tutela del consumatore con la necessità di adattarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli di business. Dalla corretta informazione sui veicoli alle dinamiche della creator economy, passando per la trasparenza nel mercato digitale, l'obiettivo è garantire un ecosistema comunicativo equo, trasparente e competitivo, dove ogni attore possa operare nel rispetto delle regole e con la certezza di una tutela omogenea.
tags: #agcom #pubblicita #automobili