Avviare o espandere un autosalone in Italia rappresenta un progetto ambizioso che richiede un’attenta pianificazione e risorse economiche significative. Tuttavia, il panorama attuale offre numerose opportunità di finanziamento e agevolazioni, sia a livello nazionale che europeo, pensate per sostenere l'imprenditoria, l'innovazione e la transizione ecologica nel settore automobilistico. Essere aggiornati su queste misure è essenziale per chi gestisce o intende avviare un'attività in un mercato in continua evoluzione.

Il Contesto delle Agevolazioni: Panoramica Generale
Le recenti novità normative e le dinamiche di mercato hanno ampliato le opportunità di accesso a contributi. Le principali misure prevedono contributi a fondo perduto che possono arrivare fino al 50% delle spese ammissibili, con massimali che variano in base al tipo di attività e all’esperienza dell’espositore. In alcuni casi, la copertura può arrivare al 100% grazie alla combinazione di fondo perduto e finanziamento bancario garantito. È di fondamentale importanza valutare attentamente i requisiti di accesso e i tempi di presentazione delle domande per non perdere opportunità rilevanti.
Differenza tra Autosalone e Concessionaria
Prima di addentrarci nelle specifiche agevolazioni, è opportuno fare una distinzione fra autosalone e concessionaria. Sebbene spesso usati in modo intercambiabile, questi termini possono indicare diverse realtà operative, soprattutto in relazione ai rapporti con le case automobilistiche e alla gamma di servizi offerti.
Agevolazioni a Livello Europeo per il Settore Automotive
Per chi desidera aprire o sviluppare un autosalone in Italia, esistono diversi programmi di finanziamento e agevolazione a livello europeo che possono rappresentare un importante sostegno economico. Tra i principali strumenti figurano il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), Horizon Europe e il Connecting Europe Facility (CEF).
L’intensità dell’aiuto può raggiungere livelli molto elevati. Ad esempio, alcune agevolazioni prevedono un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 10.000 euro. Alcuni strumenti, come quelli promossi da Invitalia, coprono il 100% delle spese ammissibili attraverso una combinazione di 50% contributo a fondo perduto e 50% finanziamento bancario garantito.
La presentazione della domanda avviene generalmente tramite piattaforme online gestite da enti pubblici o regionali. È fondamentale preparare un business plan dettagliato e la documentazione richiesta dal bando di riferimento. Le tempistiche di valutazione possono variare: per alcuni bandi regionali la risposta arriva entro poche settimane, mentre per i programmi europei più complessi i tempi possono essere più lunghi.
L’Unione Europea, attraverso il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e NextGenerationEU, offre diversi programmi di finanziamento. Le PMI possono accedere a sovvenzioni e contributi a fondo perduto per progetti innovativi e di sviluppo.
Finanziamenti e Agevolazioni Nazionali
Gli autosaloni che intendono investire o avviare nuove attività possono contare su una serie di finanziamenti e agevolazioni nazionali pensati per sostenere l’imprenditoria, l’innovazione e la transizione ecologica. Tra i principali strumenti figurano le iniziative gestite da Invitalia, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il Fondo di Garanzia per le PMI e le misure promosse da INPS e INAIL.
Bando ON – Nuove Imprese a Tasso Zero 2024 | Come Ottenere Finanziamenti a Fondo Perduto
Invitalia: Un Punto di Riferimento per l'Imprenditoria
Invitalia gestisce numerosi incentivi per le nuove imprese e rappresenta un attore chiave nel panorama delle agevolazioni.
Resto al Sud 2.0: Questa misura è rivolta a chi desidera avviare un’attività imprenditoriale, inclusi gli autosaloni, nelle regioni del Mezzogiorno. Il nuovo sportello per la presentazione delle domande sarà attivo dalle ore 12:00 del 15 ottobre 2025. Resto al Sud 2.0 è una delle novità più importanti introdotte negli ultimi anni per incentivare l’autoimprenditorialità nel Mezzogiorno. I beneficiari sono giovani under 35 che vogliono avviare attività di lavoro autonomo, imprese individuali o microimprese. Il programma prevede voucher a fondo perduto fino a 40.000 € e contributi fino al 75% delle spese per progetti imprenditoriali più strutturati. L’obiettivo è facilitare l’avvio di piccole attività economiche nei territori del Sud Italia. Resto al Sud coinvolge tutte le attività produttive non solo del commercio ma anche di altri settori quali artigianato, industria, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca, fornitura di servizi alle persone e alle imprese, turismo e attività libero professionali (in forma individuale ma anche societaria). L'agevolazione è per soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni e prevede contributi fino a 200.000 euro per le realtà imprenditoriali emergenti. Sono contributi economici, in parte a fondo perduto, investiti per incoraggiare un maggior sviluppo delle imprese nel Centro e Sud Italia, in primis quelle giovanili. All'agevolazione Resto al Sud hanno accesso solamente i soggetti con determinati requisiti: i residenti nei territori oggetto della misura; oppure i soggetti che sono disposti a trasferirsi entro 60 giorni dall’eventuale accoglimento della richiesta di finanziamento o i soggetti residenti all’estero disposti a trasferirsi entro 120 giorni; i soggetti che hanno tra i 18 e i 55 anni d’età; i soggetti che, per la durata del finanziamento, sono senza contratto di lavoro a tempo indeterminato; i soggetti che non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017; i liberi professionisti che non risultano titolari di partita IVA, nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni; i soggetti che, negli ultimi 3 anni, non hanno beneficiato di altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità; i soggetti in procinto di costituire società, imprese individuali, cooperative che hanno sede, sia operativa che legale, nei territori in cui è prevista la misura. Rientrano nell’agevolazione anche le società che sono state già costituite ma dopo la data del 21 giugno 2017. Per quanto riguarda, invece, le società che devono ancora essere formate, possono accedere all’incentivo se la costituzione avviene entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria.
Decreto Coesione: Il Decreto Coesione prevede un innalzamento del finanziamento a fondo perduto fino al 75% delle spese ammissibili per i giovani imprenditori.
Autoimpiego Centro-Nord: Autoimpiego Centro-Nord è una misura che nasce per colmare il divario territoriale degli incentivi all’imprenditorialità. I beneficiari sono giovani under 35 che vogliono aprire un’attività nelle regioni del Centro e del Nord Italia. La misura prevede voucher fino a 30.000 € a fondo perduto e contributi fino al 65% delle spese per progetti imprenditoriali di dimensioni maggiori. Si tratta di uno degli strumenti più interessanti per chi vuole avviare un’impresa nelle regioni settentrionali.
ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (Imprese ON): È uno degli incentivi più utilizzati per finanziare l’avvio di nuove imprese giovanili e femminili. La misura sostiene progetti fino a 3 milioni di euro, con agevolazioni che possono coprire fino al 90% delle spese, in forma mista di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero. I beneficiari sono imprese composte prevalentemente da giovani under 35 e imprese femminili di qualsiasi età. Il programma combina finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto. L’agevolazione può coprire fino al 90% delle spese per investimenti necessari alla nascita o allo sviluppo dell’impresa. Per le imprese nate da non più di 3 anni si prevede: un limite di investimento: possono presentare progetti fino a 1,5 milioni di euro; finanziamenti dedicati: vi è l’accesso a un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, con un limite massimo del 20% della spesa ammissibile. Un contributo aggiuntivo: vi è la possibilità di richiedere contributi per il capitale circolante, per far fronte a spese per servizi e materie prime. Parallelamente, per le imprese nate tra i 3 e i 5 anni si prevede: un limite di investimento: possono presentare progetti per una spesa massima di 3 milioni di euro; finanziamenti dedicati: vi è l’accesso a un mix di finanziamento a tasso zero e fondo perduto, con un tetto massimo del 15% della spesa ammissibile. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni. Le imprese possono richiedere il finanziamento per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti. È possibile presentare la domanda attraverso la piattaforma web di Invitalia, seguendo le istruzioni sulla pagina dedicata. Fra gli esempi di spese ammissibili figurano brevetti, licenze e marchi; programmi informatici e servizi per l’ICT; macchinari, impianti e attrezzature; consulenze specialistiche.
Smart&Start Italia: Dedicato esclusivamente alle startup innovative, copre fino all’80% delle spese per l’avvio o la crescita di startup guidate da donne e/o giovani sotto i 36 anni. I beneficiari sono startup innovative già costituite o da costituire. Il programma finanzia progetti di sviluppo imprenditoriale compresi tra 100.000 € e 1,5 milioni di euro. Il finanziamento è a tasso zero per l’80% delle spese ammissibili, che sale al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o giovani under 36, o con un ricercatore impegnato all’estero. Le startup del Centro-Sud beneficiano inoltre di un contributo a fondo perduto del 30%.
Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)
Oltre alle misure Invitalia, il MIMIT mette a disposizione strumenti come l’Ecobonus e la Nuova Sabatini, utili per autosaloni che intendono investire in veicoli a basse emissioni o in tecnologie innovative.
Nuova Sabatini: Questa agevolazione fiscale per l’acquisto di nuovi beni strumentali quali attrezzature, impianti, tecnologie digitali e macchinari, anche in modalità leasing, si rivolge a micro, piccole e medie imprese con sede in Italia. La Legge di Bilancio 2022 ha rifinanziato la misura fino al 2027. Tramite il decreto del 22 aprile 2022 sono state introdotte due nuove linee di intervento:
- Nuova Sabatini Green: Agevola l’acquisto (o leasing) di attrezzature e macchinari a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. Per questa tipologia di investimenti è stato messo in campo un contributo in conto impianti, pari all'ammontare degli interessi calcolati, in via convenzionale, nella misura del 3,575%, erogato dal Ministero dello Sviluppo economico.
- Nuova Sabatini Sud: Dà risorse alle realtà che hanno sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per gli investimenti 4.0. Qui ricade l’aumento del conto impianti al 5,5%, anche per micro e piccole imprese. Il governo ha stanziato (fino al 2025, come previsto dall'articolo 1, comma 226, della legge n.160 del 2019) 60 milioni di euro per gli investimenti 4.0, come l'acquisto o l'acquisizione di beni materiali nuovi di fabbrica e immateriali, per realizzare investimenti in tecnologie, compresi quelli in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (elenco completo negli allegati A e B alla legge n. 232 del 2016).Per accedere all’agevolazione, occorre presentare alla banca o all’intermediario finanziario la richiesta di finanziamento unitamente alla domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge, secondo le modalità previste sul sito del Ministero delle Imprese e del Made In Italy. L’iter prosegue con valutazioni e procedure che, se superate, portano all’attivazione del contratto di finanziamento e infine all’erogazione del contributo. Possono accedervi le imprese che al momento della presentazione della domanda: hanno una sede operativa in Italia; sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese, ovvero nel Registro delle imprese di pesca (ad eccezione di quanto previsto nel paragrafo successivo); sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali; non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea; non si trovano in condizioni tali da risultare "imprese in difficoltà" così come individuate nei rispettivi regolamenti unionali di settore. L’incentivo può essere riconosciuto in un’unica rata ma solamente per i finanziamenti che non superano i 200.000 euro (fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione). Per quanto riguarda, invece, i finanziamenti che superano l'importo di 200.000 euro, l’agevolazione è riconosciuta in più rate annuali.
Fondo Impresa Donna: Il Fondo Impresa Donna è un sostegno finanziario per l’imprenditoria femminile, istituito dall'articolo 1, comma 97, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 e disciplinato dal Decreto Mise 30 settembre 2021 e dal Decreto interministeriale 24 novembre 2021, che aggiunge 160 milioni di euro alle risorse già previste. La misura è operativa da maggio 2022, con l'apertura di sportelli per la presentazione delle domande. Il Fondo finanzia le seguenti tipologie di investimenti: contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili (con particolare attenzione alle imprese individuali e alle attività libero professionali in generale e con specifica attenzione a quelle avviate da donne disoccupate di qualsiasi età); finanziamenti a tasso zero o comunque agevolati - sarà ammessa anche la combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti - per avviare e sostenere le attività d’imprese femminili; incentivi per rafforzare le imprese femminili, costituite da almeno 36 mesi, sotto la forma di contributo a fondo perduto del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi 3 esercizi; percorsi di assistenza tecnico-gestionale per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi; investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative e le PMI innovative, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali. Il modulo per la richiesta degli incentivi è disponibile da maggio sulla piattaforma online di Invitalia che gestirà la presentazione delle domande per conto del Ministero dello sviluppo economico.
Fondo di Garanzia per le PMI
Il Fondo di Garanzia PMI, istituito con la Legge n. 662 del 23 dicembre 1996 e operativo dal 2000 con il Ministero dello Sviluppo Economico, è una misura che è stata modificata dal Decreto Cura Italia e potenziata con il Decreto Liquidità e consiste in garanzie statali ai finanziamenti richiesti dalle PMI. Sono moltissime le imprese che hanno beneficiato dell’agevolazione, ottenendo finanziamenti da banche, o da altri enti finanziari, senza dover impiegare garanzie aggiuntive (come ad esempio polizze assicurative) sulle risorse coperte dal Fondo. Per restare aggiornati sulle domande per l’accesso al Fondo delle imprese e sui finanziamenti è possibile consultare la pagina dedicata sul portale del Ministero dello sviluppo economico. Per richiedere il fondo occorre rivolgersi ad un ente finanziario, banca o società di leasing e fare richiesta di finanziamento, indicando la volontà di acquisire la garanzia diretta. Sarà, infatti, l’intermediario (ad esempio la banca) ad inviare la domanda al Fondo di Garanzia, che non interviene nelle negoziazioni tra l'impresa e l'ente finanziario. In alternativa è possibile rivolgersi ad un Confidi, "consorzio di garanzia collettiva dei fidi", che si occuperà di richiedere la controgaranzia al Fondo. Possono accedere al Fondo di Garanzia le piccole e medie imprese di qualsiasi settore, situate sul territorio nazionale, che siano economicamente sane. Sono esclusi solamente i cosiddetti "settori sensibili", ovvero quei settori così ritenuti dall’Unione Europea. Sono ammessi al Fondo anche i professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli appartenenti "alle associazioni professionali alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell’attestazione rilasciata ai sensi della medesima legge". Infine, rientrano tra i soggetti beneficiari anche i consorzi e le società consortili, "costituiti tra piccole e medie imprese di cui gli articoli 17, 18, 19 e 23 della legge 5 gennaio 1991, n. 317 e le società consortili miste di cui all’articolo 27 della medesima legge".
INPS e INAIL
INPS e INAIL offrono ulteriori opportunità per autosaloni che intendono assumere nuovo personale o investire in sicurezza sul lavoro. Un esempio è la Decontribuzione Sud, un'agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio del 2021 per contenere gli effetti sul mercato del lavoro causati dall'emergenza sanitaria e incentivare i livelli occupazionali in aree con gravi situazioni di disagio socioeconomico. Consiste in un esonero contributivo per i datori di lavoro privati con sede in una delle seguenti regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per il 2024 l'INPS ha comunicato la proroga della decontribuzione fino al 30 giugno 2024. La percentuale varia a seconda delle annualità e delle contribuzioni (sono esclusi dal calcolo i premi e i contributi Inail): in misura pari al 30% fino al 31 dicembre 2025; in misura pari al 20% per gli anni 2026 e 2027; in misura pari al 10% per gli anni 2028 e 2029. Non è previsto un massimale di sgravio contributivo individuale.
Ente Nazionale per il Microcredito
Offre finanziamenti fino a €50.000 per le microimprese e le start-up. Il microcredito è una forma di finanziamento che fornisce piccoli prestiti a imprenditori, spesso a coloro che hanno difficoltà ad accedere al credito tradizionale, come persone a basso reddito o microimprese.
Programmi di Agevolazione a Livello Regionale
Per gli autosaloni che intendono investire nella crescita e nell’innovazione, le opportunità di finanziamento e agevolazione a livello regionale rappresentano una risorsa fondamentale. I Programmi Operativi Regionali (POR) finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) sono tra le principali fonti di finanziamento agevolato per le imprese, inclusi gli autosaloni. Le Camere di commercio offrono agevolazioni valide su tutto il territorio nazionale, spesso attraverso bandi che prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto.
Molte regioni italiane pubblicano bandi specifici per sostenere l’imprenditoria locale e offrono diversi bandi con finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per sostenere nuove imprese.

Esempi di Bandi Regionali
Regione Lombardia - Bando Nuova Impresa: Destinato alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) che hanno avviato una nuova attività a partire dal 1° giugno 2024. L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 10.000 euro. L’investimento minimo richiesto è di 3.000 euro.
Regione Toscana - Bandi per investimenti produttivi: La Regione Toscana ha approvato bandi per sostenere gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese (MPMI). Le agevolazioni includono contributi a fondo perduto per progetti con investimenti tra 10.000 e 50.000 euro, con una linea dedicata alla creazione di impresa giovanile, femminile o per destinatari di ammortizzatori sociali.
Regione Liguria - Fondo Strategico Regionale: Offre contributi attraverso il Fondo Strategico Regionale, mirati al sostegno di programmi di investimento e sviluppo delle attività delle PMI.
Regione Piemonte - Agevolazioni finanziarie: Fornisce agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto per sostenere investimenti industriali, inclusi progetti di ricerca, sviluppo e innovazione orientati alla transizione ecologica e circolare.
Regione Marche - Bandi per contributi alle imprese: Pubblica periodicamente bandi per la concessione di contributi a favore delle imprese.
Regione Calabria - Bando FUSESE: Il bando FUSESE 2025 offre un’opportunità unica per chi desidera aprire un autosalone in Calabria, fornendo agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto per sostenere l’avvio dell’attività.
Zone Economiche Speciali (ZES)
Rivestono un ruolo importante anche le Zone Economiche Speciali (ZES), utili anche per attività già avviate in alcune aree del Sud Italia (es. Campania, Calabria, Puglia). Queste zone offrono diverse agevolazioni fiscali a livello nazionale e regionale, per le imprese, che possono riguardare riduzioni di tasse, crediti d’imposta e agevolazioni contributive.
Finanziamenti Bancari e Garanzie Pubbliche
L’accesso ai finanziamenti bancari rappresenta una delle principali modalità di sostegno per chi desidera avviare o sviluppare un autosalone. Un elemento chiave che facilita l’ottenimento di questi finanziamenti è la presenza di garanzie pubbliche. Ad esempio, nell’ambito delle agevolazioni “Resto al Sud”, il 50% delle spese ammissibili può essere coperto da un finanziamento bancario garantito, mentre il restante 50% è costituito da un contributo a fondo perduto.
Per ottenere un finanziamento bancario, è fondamentale soddisfare specifici criteri di merito creditizio. Le banche valutano la solidità dell’impresa richiedente attraverso diversi indicatori, tra cui il DSCR (Debt Service Coverage Ratio). La richiesta di un finanziamento bancario per autosaloni prevede la presentazione di una documentazione dettagliata. Le tempistiche di istruttoria possono variare in base alla complessità della pratica e alla presenza di garanzie pubbliche. Alcuni bandi regionali e nazionali, come quelli promossi da Invitalia, prevedono agevolazioni che coprono fino al 100% delle spese ammissibili attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto (50%) e finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia (50%).
Incentivi per l'Acquisto di Veicoli a Basse Emissioni
Tra le principali agevolazioni per l’acquisto di veicoli a basse emissioni rivolte ai clienti degli autosaloni, spicca il Nuovo Ecobonus, promosso a livello nazionale. Questo incentivo, gestito da Invitalia, consiste in un contributo a fondo perduto destinato all’acquisto di veicoli di categoria M1 (autovetture), M1 usato, N1 e N2 (veicoli commerciali leggeri e medi). L’accesso all’Ecobonus avviene tramite la piattaforma dedicata, dove il concessionario prenota il contributo per conto del cliente al momento della stipula del contratto di acquisto.
Oltre agli incentivi statali, alcune Regioni attivano bandi specifici per la rottamazione e l’acquisto di veicoli a basse emissioni. Un esempio significativo è il Bando Veicoli Aziendali della Regione Veneto, rivolto alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) con sede legale e operativa in Veneto. Le imprese interessate devono presentare domanda tramite la piattaforma regionale, accessibile con credenziali ottenute dopo l’accreditamento sull’applicativo GUSI. Le spese ammissibili riguardano l’acquisto di veicoli nuovi a basse emissioni e la rottamazione di quelli più inquinanti.
Per alcune tipologie di incentivi, in particolare quelli statali, possono essere previsti requisiti legati all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del beneficiario. Un aspetto importante da considerare è la cumulabilità degli incentivi. In molti casi, l’Ecobonus statale può essere sommato agli incentivi regionali, come quelli previsti dal Veneto, purché le rispettive disposizioni lo consentano e non si superino i limiti di aiuto previsti dalla normativa vigente. Per accedere agli incentivi, la presentazione della domanda avviene generalmente online, tramite piattaforme dedicate sia a livello nazionale (per l’Ecobonus) sia regionale (per bandi come quello del Veneto).

Incentivi per Giovani e Donne Imprenditrici
Alcuni bandi nazionali sono rivolti specificamente a giovani under 35 e donne di qualsiasi età che intendono avviare una nuova attività di autosalone. È importante verificare i requisiti dettagliati previsti dal singolo bando, come la tipologia di impresa e la localizzazione. Le spese ammissibili variano in base al bando, ma generalmente includono investimenti per l’avvio o l’innovazione dell’autosalone. L’intensità dell’aiuto può arrivare fino al 50% dei costi ammissibili, con massimali di 15.000 euro per nuovi espositori e 8.000 euro per espositori già attivi. Alcuni programmi prevedono un contributo del 60% a fondo perduto per investimenti tra 120.000 e 200.000 euro. Sì, alcune agevolazioni prevedono che il 50% delle spese ammissibili sia coperto da un finanziamento bancario garantito da fondi pubblici.
Fondo Impresa Donna
Il Fondo Impresa Donna è un’iniziativa promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con diverse istituzioni finanziarie, con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito per le imprenditrici italiane.
Programma Imprese Femminili Innovative Montane (IFIM)
Il programma Imprese femminili innovative montane - IFIM è invece un’iniziativa promossa dal Ministero per lo Sviluppo Economico e rivolta alle imprenditrici che gestiscono attività economiche nelle aree montane.
Credito d'Imposta e Altri Benefici Fiscali
Formazione 4.0
Tra gli incentivi per aprire un’attività e metterla in moto non mancano le misure a sostegno della formazione delle persone, con l’obiettivo di aumentare le competenze digitali nelle imprese. Un ottimo esempio è Formazione 4.0, che prevede un credito d’imposta pari al 70% delle spese per le piccole e medie imprese, con limite massimo annuale di 300mila euro. Sono ammissibili varie spese per la formazione (dai costi per il formatore ai servizi di consulenza connessi al progetto) che dovrà riguardare gli ambiti di vendite e marketing, informatica, tecniche e tecnologia di produzione. Più nel dettaglio, la misura definisce diversi ambiti di formazione come big data e analisi dei dati, cybersicurezza e integrazione digitale dei processi aziendali. Per usufruire del credito d’imposta relativo alla Formazione 4.0, è necessario indicarlo nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui si sono effettuate le spese. Questa operazione va ripetuta nelle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi fino a esaurimento del credito. Tuttavia, è importante notare che il credito d’imposta può essere utilizzato solamente come compensazione, e questo a partire dall’anno fiscale successivo a quello in cui si sono sostenute le spese.
Regime Forfettario
Per un autosalone, o più specificamente un'officina mobile, occorre valutare il c.d. Regime Forfettario. Se l’officina mobile rientra nei limiti del regime forfettario (redditi inferiori a €85.000/anno e altri requisiti), si applica tassazione al 5% (15% dopo i primi 5 anni), invece del 15-43% IRPEF ordinario, niente IVA (ma non si può detrarre l’IVA sugli acquisti) e contributi INPS agevolati (solo il 26,07% invece del 35-40% del regime ordinario).
Bonus Impresa Start (ex Legge Sabatini)
Esistono incentivi per l’avvio di nuove officine mobili come il Bonus Impresa Start (ex Legge Sabatini): contributi e detrazioni fino al 40% per l’acquisto di attrezzature, macchinari e veicoli strumentali (fino a €250.000).
Esonero Contributivo INPS
Possono essere previsti esoneri contributivi INPS per i primi 12-36 mesi, in base al tipo di soggetto e all’inquadramento normativo.
Il Ruolo del Business Plan
Un business plan professionale è il primo passo per ottenere finanziamenti e agevolazioni a fondo perduto per avviare o ampliare un autosalone. Questo documento non è solo un requisito formale per accedere ai fondi, ma anche uno strumento strategico per dimostrare la sostenibilità e il potenziale del tuo progetto. Un business plan ben strutturato è essenziale per accedere a agevolazioni a fondo perduto e prestiti per avviare o ampliare il tuo autosalone. Software come Bsness.com, che offre strumenti per monitorare le scadenze dei bandi e organizzare la documentazione necessaria, semplificano la partecipazione alle agevolazioni disponibili per autosaloni.
La Sfida di Orientarsi tra la Burocrazia
Ottenere agevolazioni finanziarie in Italia può essere un processo complesso. Secondo l’UE, il 38% delle imprese italiane fallisce nel tentativo di ottenere un’agevolazione finanziaria. Quest’elevata percentuale di fallimento è causata dal fatto che le aziende affrontano da sole tutta la burocrazia per accedere ai finanziamenti. L'amministrazione pubblica è spesso poco chiara riguardo ai termini di presentazione delle domande per ottenere le agevolazioni a disposizione (lo ha rivelato anche il rapporto UE di Confcommercio). Altra causa è data dal fatto che le imprese compilano la domanda in modo impreciso: spesso l’impresa per risparmiare tempo e denaro pensa di poter redigere in autonomia la documentazione per ottenere l’agevolazione. Questa compilazione “amatoriale” comporta spesso il rifiuto della domanda, perché l’impresa non conosce i tecnicismi necessari e spesso troppo complessi, richiesti dagli Enti erogatori.

Una soluzione è affidarsi a una società di consulenza esperta in finanza agevolata, come Finera, che supporta le PMI in ogni fase della richiesta di agevolazione. I loro esperti affiancano gli imprenditori in ogni passaggio, dalla presentazione della domanda di finanziamento all’ottenimento dell’agevolazione.
Considerazioni Finali per l'Apertura di un Autosalone
Aprire un autosalone è un progetto ambizioso che richiede pianificazione e risorse economiche. Esplorare le giuste fonti finanziarie è cruciale per garantire un solido avvio o ampliamento del tuo autosalone. È importante chiarire sin da subito che è necessario avere capitale a disposizione e una pianificazione aziendale ben precisa: il tempo dei finanziamenti sconsiderati e incondizionati è finito. Nel 2017 il mercato dell’auto, secondo i dati delle immatricolazioni forniti dal ministero dei Trasporti, si è concluso con un +7,9% sul 2016. Intanto, bisogna fare una distinzione fra autosalone e concessionaria. Il passo successivo è quello di registrare l’autosalone al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di competenza. I costi per aprire un autosalone, seppur non troppo grande, sono alti e possono arrivare fino al milione di euro. Esiste la possibilità di aprire un autosalone in franchising?
Movento sostiene l’imprenditoria a 360°: quale ente riconosciuto e accreditato dalla Regione Sardegna, crede nelle competenze come base fondante per qualunque carriera in ambito motoristico. Il loro supporto spazia da soluzioni di finanziamento progettate su misura a programmi di ottenimento agevolazioni per le imprese di riparazione veicoli. Che tu sia un’officina mobile, un gommista, un carrozziere o un meccanico, hanno servizi di supporto adatti. Sono specializzati nelle imprese facenti parte del macro-gruppo ATECO G, in particolare quelle il cui codice comincia con 45.
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