Dinamica del Veicolo: Analisi Approfondita di Alessandrini

La dinamica del veicolo, un campo di studio complesso e affascinante, si concentra sull'interazione tra i vari sistemi che compongono un'automobile e il loro impatto sul comportamento generale su strada. Questa disciplina è fondamentale per comprendere e ottimizzare la maneggevolezza, la stabilità, il comfort e la sicurezza di un veicolo. Al centro di questa analisi vi è la comprensione di come le forze esterne e interne influenzino i movimenti della scocca rispetto alle ruote, generando una serie di moti che sono di particolare interesse per la definizione del comportamento dinamico del veicolo. I più importanti di questi movimenti per il comportamento dinamico sono il rollio e il beccheggio, fenomeni che saranno esplorati in dettaglio in questo articolo.

rappresentazione schematica dei principali moti del veicolo: rollio, beccheggio, pompaggio e imbardata

Il Baricentro e la Stabilità del Veicolo

Per un veicolo, come per tutti i corpi soggetti alla forza di gravità, è possibile, conoscendo l'intensità del peso, la direzione e il verso, definire un punto nel quale è possibile considerare concentrata ed applicata tale forza: questo punto è detto baricentro. La determinazione di tale punto per un veicolo è molto laboriosa, tuttavia, la ricerca di tale posizione, o meglio, l'accuratezza della ricerca di tale punto è di fondamentale importanza per la determinazione a priori del comportamento dinamico del veicolo. La forza centrifuga e il peso possono essere rappresentati come vettori agenti nel baricentro, così che la risultante di queste due forze diventi una linea inclinata funzione delle lunghezze dei vettori sommati. Finché questa linea rimane all'interno della zona individuata dalle ruote, il veicolo sarà stabile. Quando la retta d'azione della risultante arriverà all'esterno del piano d'appoggio, il veicolo risulterà sottoposto ad un'azione di capovolgimento.

La posizione del baricentro non è fissa e può essere influenzata da diversi fattori. Ad esempio, la disposizione del motore solitamente implica uno spostamento del baricentro più vicino all'avantreno o più vicino al retrotreno. Inoltre, la disposizione del carico, anche aerodinamico, solitamente molto variabile, influenza la posizione del baricentro e tutto ciò ha effetto sull'entità della deriva. Nel mondo delle corse, per esempio, è usuale progettare le monoposto molto al di sotto del limite di peso regolamentare. Questo permette di distribuire delle zavorre nei punti strategici, in modo da variare in base al circuito la distribuzione dei pesi complessiva del veicolo così da modificare il comportamento dinamico del veicolo in base alle esigenze del pilota e del circuito. Anche il consumo di carburante durante una gara, nonostante il serbatoio sia progettato in posizione baricentrica, produce un abbassamento del baricentro con il suo svuotamento, riducendo l'altezza del quale si ottiene una riduzione dei fenomeni di trasferimento di carico.

Trasferimento di Carico: Una Chiave della Dinamica

Per trasferimento di carico si intende la variazione delle quote parti del peso gravanti sull'asse anteriore e posteriore del veicolo rispetto alla situazione statica: questo effetto è causato dalle accelerazioni e dalle decelerazioni che si generano durante il moto. In effetti si sposta la retta d'azione della risultante R fra il carico P e la forza d'inerzia Fi: il carico statico rimane infatti costante fra i due assi, mentre la forza d'inerzia, applicata al baricentro, genera un momento rispetto all'asse di beccheggio che carica un asse e scarica l'altro. Si ha in effetti una rotazione del baricentro la cui entità dipende dalla distanza del baricentro dall'asse di beccheggio, dalla flessibilità del sistema elastico e dal passo del veicolo. Tale effetto è dovuto principalmente alle accelerazioni, siano esse positive o negative, che sono legate all'aderenza fra ruota e terreno: all'aumentare del coefficiente di aderenza si avrà un aumento delle forze di accelerazione e di decelerazione ottenibili, valori che sono poi legati agli effetti di trasferimento di carico.

Il trasferimento di carico può avvenire sia in senso longitudinale che trasversale, ed è un fenomeno di fondamentale importanza per la tenuta di strada e la stabilità del veicolo. Le masse sospese e non sospese sono componenti cruciali per lo studio di questi fenomeni. Le masse sospese includono l'insieme di corpi che rimangono al di sopra degli elementi elastici (scocca, motore, trasmissione, carico, passeggeri), mentre la massa non sospesa è tutto ciò che risulta sotto agli elementi elastici (cerchio, pneumatici, mozzo).

Beccheggio: La Dinamica Longitudinale

Il beccheggio è un movimento di particolare interesse per la dinamica del veicolo. Si intende con beccheggio l'oscillazione della scocca attorno ad un asse trasversale al veicolo. L'asse di beccheggio è quell'asse trasversale al veicolo attorno a cui la scocca ruota durante i movimenti di beccheggio, e si può determinare graficamente in funzione della geometria della sospensione. Il pompaggio, ovvero l'oscillazione secondo un asse verticale mantenendo la scocca parallela al terreno, è un moto che si può considerare come un caso particolare di beccheggio (una sorta di beccheggio simmetrico).

Gli effetti del beccheggio sono strettamente legati ai trasferimenti di carico longitudinali. Ad esempio, l'accelerazione in un autoveicolo a trazione anteriore comporta possibili effetti di sottosterzo in curva e perdite di aderenza, invece una decelerazione produce una limitazione nell'azione direzionale e frenante del retrotreno, e migliora (in teoria) le caratteristiche di frenata e direzionalità dell'avantreno. In un veicolo a trazione posteriore, invece, l'accelerazione produce un aumento di aderenza al retrotreno e una peggiore direzionalità dell'avantreno.

Per limitare il beccheggio si opera con un irrigidimento del sistema molla-ammortizzatore che però può comportare perdite di aderenza. In alternativa, si può limitare il fenomeno con un'opportuna disposizione geometrica dei bracci di ancoraggio alla scocca, che consiste in una sospensione detta anti-squat (anti-cabrata) nel caso si opponga all'alleggerimento dell'avantreno o anti-dive (anti-picchiata) nel caso si opponga all'alleggerimento del retrotreno. In generale si tendono ad adottare delle sospensioni dotate di un cinematismo che realizzi durante l'escursione una variazione di passo tale che durante la corsa si generi uno spostamento orizzontale della scocca nella direzione opposta al senso di marcia del veicolo. Nella maggior parte dei casi, inoltre, si lavora con la ripartizione della frenata, in modo da controbilanciare nel momento della frenata, il trasferimento di carico fra il posteriore e l'anteriore. Dal punto di vista dell'accelerazione, sarebbe meglio avere il maggior trasferimento di carico posteriore per poter garantire più grip (nel caso di una monoposto di formula1, dove le ruote posteriori sono quelle motrici), anche se si perde in tenuta di strada.

La guida completa all'anti-squat

Rollio: La Dinamica Trasversale

Il rollio è il movimento che maggiormente condiziona la tenuta di un veicolo. Si riferisce al movimento che viene a prodursi in un veicolo dotato di sospensioni che, effettuando una curva, diventa soggetto alla forza centrifuga. Essa, agendo principalmente sulla massa sospesa del veicolo, lo inclina nel senso opposto a quello del centro della curva. Questi trasferimenti di carico sono di entità tanto maggiore quanto maggiori sono le forze che li generano, quanto maggiore è il peso del veicolo, quanto più alta è la posizione del baricentro e quanto minore è la larghezza della carreggiata.

Gli effetti del rollio sono negativi: se si sposta la massa sospesa si modificherà nello spazio la posizione degli ancoraggi e pertanto si modificheranno tutti gli angoli caratteristici. Il risultato è quello di far lavorare le gomme con degli angoli che non sono quelli previsti in fase di progetto. Un'altra componente negativa legata al rollio della massa sospesa è che, agendo tramite i mezzi elastici presenti nelle sospensioni, si trasferisce il peso dell'auto dalla parte interna sulle ruote esterne alla curva.

Quando si entra in curva si osserva come, a causa della forza centrifuga, le masse subiscono un movimento analogo a quello di un pendolo, con l'unica differenza che il centro di rotazione in questo caso si trova più in basso delle masse sospese. Questo punto virtuale si può determinare graficamente in funzione del tipo di sospensione. La posizione può variare non solo in base al tipo di sospensione adottata all'avantreno o al retrotreno, ma anche dall'escursione di esse. Di solito in un'autovettura gli schemi sospensivi sono diversi fra l'anteriore e il posteriore e quindi la posizione dell'asse di rollio (ovvero la congiungente fra il centro di rollio anteriore e il centro di rollio posteriore) determina l'asse virtuale intorno al quale il veicolo ruota durante il movimento. L'asse longitudinale d'inerzia è quella retta che congiunge i baricentri delle parti anteriori e posteriori del veicolo. In realtà l'asse d'inerzia è una curva congiungente tutti i baricentri delle sezioni elementari, ottenute dividendo il veicolo con una serie di piani verticali ed ortogonali al suo asse longitudinale. La condizione ideale per la tenuta di strada è la coincidenza dell'asse di rollio con l'asse di inerzia, condizione assai difficile da realizzare in pratica. Per questo, durante la progettazione del veicolo, si cerca la disposizione più opportuna dei carichi (disposizione che influisce sull'asse d'inerzia) e la miglior scelta sul sistema sospensivo (che influisce sull'asse del rollio) per cercare di avvicinarli il più possibile. La posizione relativa influisce molto dal passaggio da marcia rettilinea a quella di accelerazione e decelerazione, in particolare modo in curva. In generale, tanto più lontani si trovano i due assi, tanto peggiore è il comportamento all'ingresso in curva. Inoltre, tanto più alto sarà l'asse d'inerzia, tanto maggiori saranno i trasferimenti di carico e l'entità dell'angolo di rollio.

illustrazione dei concetti di asse di rollio e asse longitudinale d'inerzia

Un metodo usato e di sicura efficacia per contrastare il comportamento a rollio è l'adozione di una barra stabilizzatrice antirollio sia all'avantreno che al retrotreno, o spesso anche solo all'avantreno. Si tratta di un dispositivo composto da due leve collegate da una barra elastica (molla di torsione) il cui funzionamento consiste nell'applicazione di forze contrarie all'inerzia della scocca generata dal mutuo movimento fra le barre di torsione e la sospensione. Il moto di rollio della scocca provoca l'affondamento della sospensione esterna e l'estensione di quella interna: tale movimento reciproco delle 2 ruote carica la barra antirollio che tende a ritornare nella posizione di equilibrio scaricando la sua forza sugli attacchi della scocca, che tende così a raddrizzarsi. Bisogna però che la forza esprimibile della barra antirollio sia inferiore a quella della molla, altrimenti quest'ultima non risulterà in grado di caricarla e l'effetto sarebbe il sollevamento della ruota interna alla curva con evidente perdita di aderenza (ad esempio nel caso di molle morbide per avere più comfort e barra di rollio molto rigida).

Nella gran parte delle vetture di serie, dove l'altezza del baricentro e quindi dell'asse d'inerzia si possono considerare entro certi valori abbastanza simili, conviene avere centri di rollio molto bassi o addirittura al di sotto del suolo per limitare la componente di sollevamento. Di norma si usano barre antirollio complete di un sistema di ammortizzamento (il terzo ammortizzatore che controlla il rollio) che sono regolabili durante le fasi della corsa. Lo scopo è quello di compensare il progressivo alleggerimento che si ha durante la gara, dovuto al consumo di carburante. Si rende quindi necessario un indebolimento progressivo delle barre antirollio.

Instabilità Direzionale: Sottosterzo e Sovrasterzo

Quando un veicolo percorre una curva di raggio costante ad una velocità costante, le forze che agiscono su di esso sono la forza centrifuga e la reazione data dai pneumatici. Queste due forze rimangono normalmente uguali e contrarie. Quando però sul veicolo si verificano delle deviazioni dalla traiettoria imposta si parla allora di instabilità direzionale. I fenomeni di instabilità direzionale sono due: sottosterzo e sovrasterzo. Sottosterzo e sovrasterzo sono due termini dei più usati dai piloti per descrivere il comportamento della propria monoposto. Si tratta di particolari comportamenti di un veicolo che tende, in curva, a percorrere una traiettoria con raggio diverso da quello imposto dallo sterzo. Per sovrasterzo si intende la tendenza a stringere la traiettoria impostata con lo sterzo, viceversa il sottosterzo realizza una curva con raggio maggiore di quello imposto.

Questi comportamenti sono generati dal diverso valore dell'angolo di deriva assunto dai pneumatici anteriori e dai pneumatici posteriori. Se gli angoli di deriva fossero uguali sia anteriormente che posteriormente, il comportamento del veicolo sarebbe infatti neutro. L'angolo di deriva è influenzato da una serie di cause esterne e da alcune cause interne al pneumatico. Le principali cause esterne che contribuiscono alla deriva del pneumatico sono: forze di trazione, forze di frenatura, forze di contenimento in curva e peso gravante sul pneumatico. Questi fattori influenzano l'angolo di deriva se la pressione di gonfiaggio è bassa, se la costruzione del pneumatico predilige il comfort di marcia e se il battistrada è molto tassellato. In un pneumatico è facile osservare come maggiore sarà il peso gravante su di esso, minore sarà l'angolo di deriva: l'angolo di deriva è infatti inversamente proporzionale al carico.

Aumentando il trasferimento di carico si otterrà un peggioramento del grip ottimale, con una conseguente variazione delle caratteristiche di guida. Il veicolo può diventare sottosterzante o sovrasterzante per cui risulterà necessario intervenire sulla rigidità della barra antirollio o mediante le molle.

diagramma che mostra sottosterzo e sovrasterzo

Il Sistema Sospensivo: Fondamento della Dinamica

Per sospensione s'intende un complesso di organi meccanici che unisce il pneumatico al telaio del veicolo consistente in: molle, ammortizzatore, cinematismi (bracci, mozzi, snodi), ruota (pneumatico e cerchio). Il meccanismo è atto a garantire il comfort di guida, la controllabilità, la manovrabilità e la tenuta di strada del veicolo. Il complesso dei cinematismi permette la realizzazione di un moto relativo fra la ruota, che segue il profilo della strada, e la scocca mantenendo durante tutto il moto determinati schemi geometrici e certi valori di angoli caratteristici.

La corsa è l'ampiezza (in mm) dell'escursione verticale che la ruota può compiere rispetto alla scocca. La flessibilità è il rapporto tra la corsa della molla (ovvero l'elemento elastico della sospensione) ed il carico necessario a realizzarla. Si esprime in [mm/N]. Lo smorzamento è l'azione di frenatura dell'oscillazione che viene esercitata dall'ammortizzatore. Si esprime in [Ns/m].

Per lo studio di una sospensione si utilizza usualmente un modello semplificato composto da una massa, da una molla e da uno smorzatore che possono essere accoppiati fra di loro in modo da permettere lo studio di sistemi sospensivi complessi. Dove: 'M' è la massa sospesa espressa in [kg], 'a' è il valore dell'accelerazione a cui è sottoposta la massa [m/s2], 'b' è il coefficiente di smorzamento espresso in [Ns/m], 'v' è la velocità della massa espressa in [m/s], 'K' è la costante elastica della molla in [N/mm] ed infine 's' è lo spostamento della massa dal punto d'equilibrio. La soluzione dell'equazione fornisce informazioni cruciali sulla risposta del sistema.

rappresentazione schematica di un sistema sospensivo semplice con massa, molla e ammortizzatore

Componenti Strutturali e di Propulsione

Il telaio ha la funzione di sostenere adeguatamente tutti i componenti di un'autovettura. Essi influenzano la dinamica del veicolo sia a causa delle loro caratteristiche geometriche che meccaniche. La rigidezza torsionale e flessionale del telaio è fondamentale per garantire che le geometrie delle sospensioni rimangano costanti anche sotto carico, preservando così la prevedibilità del comportamento dinamico del veicolo. Un telaio troppo flessibile può portare a deformazioni indesiderate, alterando gli angoli di camber e convergenza delle ruote e compromettendo l'aderenza.

Il gruppo motopropulsore, composto in genere da almeno un motore e dalla trasmissione, ha l'ovvio compito di produrre la potenza necessaria ad accelerare il veicolo e trasferirla alle ruote motrici minimizzando le perdite. La posizione e la massa del gruppo motopropulsore sono elementi che influenzano direttamente la posizione del baricentro del veicolo, come già accennato in precedenza. Un motore montato anteriormente, ad esempio, sposterà il baricentro in avanti, influenzando la ripartizione dei carichi e, di conseguenza, il comportamento in frenata e accelerazione. Le caratteristiche della trasmissione, come il numero di rapporti e la loro spaziatura, influenzano la capacità del veicolo di erogare potenza alle ruote in modo efficiente, il che si traduce in un impatto diretto sulle accelerazioni e, quindi, sui trasferimenti di carico.

Un aspetto da non sottovalutare è il peso dei componenti. Il peso maggiore incide negativamente in situazioni estreme, come la guida su terreni cedevoli, come nel caso di neve, fango o sabbia, soprattutto su superfici in pendenza sia frontale che laterale, in quanto il mezzo tenderà maggiormente a far affondare le ruote o perdere aderenza sulle pendenze. Il peso e la differenza di peso tra veicoli incide anche sulla sicurezza dei veicoli, degli occupanti e di chi ne è all'esterno. Infatti, in una collisione, gli occupanti di un veicolo pesante subiranno in media lesioni minori e meno gravi rispetto agli occupanti di un veicolo più leggero. Per i passeggeri, il peso aggiuntivo può portare vantaggi in termini di sicurezza. La tendenza attuale nella progettazione di veicoli elettrici, ad esempio, è quella di avere un peso complessivo maggiore rispetto ai veicoli a combustione interna, a causa della massa delle batterie. Questa massa aggiuntiva, sebbene porti a sfide in termini di dinamica e gestione dei trasferimenti di carico, può offrire vantaggi in termini di sicurezza passiva.

L'Importanza dell'Aderenza dei Pneumatici

Le forze che tendono a muovere la scocca si realizzano perché i pneumatici a contatto con il terreno offrono delle reazioni vincolari, analizzando le quali è possibile determinare i moti ai quali è sottoposta la scocca. L'aderenza dei pneumatici è, quindi, un fattore primario nella dinamica del veicolo. Il comportamento direzionale del veicolo, le capacità di accelerazione e frenata, e la resistenza al rollio e al beccheggio dipendono in larga misura dall'interazione tra pneumatico e superficie stradale.

L'aderenza è influenzata da molteplici fattori, tra cui il coefficiente di attrito tra pneumatico e strada, la pressione di gonfiaggio, la struttura del pneumatico stesso, il disegno del battistrada, e le forze che agiscono sul pneumatico. Ad esempio, il moto di imbardata, ovvero la rotazione attorno ad un asse verticale, è una specie di sterzata che è legata all'aderenza dei pneumatici e alle dimensioni caratteristiche del veicolo (passo, carreggiata). L'angolo di deriva, come discusso in relazione al sottosterzo e al sovrasterzo, è un altro parametro cruciale che descrive la deformazione laterale del pneumatico sotto l'azione di forze trasversali, influenzando direttamente la capacità del veicolo di seguire la traiettoria desiderata.

La guida completa all'anti-squat

Considerazioni Finali sulla Progettazione

In sintesi, la dinamica del veicolo è un campo che richiede una comprensione approfondita di come ogni componente interagisca per definire il comportamento complessivo su strada. Dalla posizione del baricentro ai trasferimenti di carico, dai moti di rollio e beccheggio alle instabilità direzionali, ogni aspetto contribuisce a plasmare l'esperienza di guida. La progettazione di un veicolo ottimale implica un equilibrio delicato tra comfort, sicurezza, prestazioni e maneggevolezza. I principi discussi, come l'adozione di barre stabilizzatrici antirollio, la regolazione delle sospensioni e la distribuzione strategica delle masse, sono tutti strumenti che gli ingegneri impiegano per affinare la dinamica del veicolo e garantire che risponda in modo prevedibile e sicuro alle sollecitazioni della guida.

tags: #alessandrini #dinamica #del #veicolo