L'Alfa Romeo 159, presentata all'inizio del 2005 al Salone di Ginevra, ha rappresentato la diretta discendente della 156, andandola a sostituire nel listino della casa. Questa berlina, disegnata da Giorgetto Giugiaro e prodotta negli stabilimenti di Pomigliano d'Arco, ha ripreso nel frontale il family feeling inaugurato dalla coupé Brera, basata sul medesimo pianale. Il passaggio di Alfa Romeo alla trazione anteriore è stato un percorso tormentato e criticato. Dopo l'amatissima 75 a trazione posteriore, la Casa del Biscione ha lanciato la trazione anteriore sull’apprezzata 164, per poi dare seguito al progetto con la criticata 155, amata solo sui campi di gara. A portare la pace tra alfisti e vetture “tutto avanti” è stata la 156 del 1997, considerata da molti come una delle migliori auto a trazione anteriore mai prodotte, a cui è seguita nel 2005 la bellissima Alfa Romeo 159. Nonostante le critiche iniziali e un peso non indifferente, con il restyling del 2008 e le altre qualità del progetto, l'Alfa Romeo 159 è ancora una delle Alfa più ricercate sul mercato dell’usato, capace di offrire stile, qualità e un'ottima guidabilità tra le curve a un prezzo davvero interessante. Sia in versione berlina, sia nella più pratica ma non meno dinamica familiare Sportwagon, da fuori l'Alfa Romeo 159 colpisce.

Design Esterno: Eleganza e Sportività Senza Tempo
Sulla 159, le linee di Giugiaro raggiungono un'eccellente maturità, capaci di unire eleganza e sportività in maniera impeccabile. Il tetto basso, i passaruota bombati e il passo generoso, uniti alle maniglie incassate e alla linea dei finestrini sottile e filante, regalano un profilo davvero dinamico alla 159. Questo è coadiuvato anche dalla presenza di cerchi dal diametro di 16 pollici sulla versione base e capaci di arrivare a 19 pollici sulle sportive versioni Ti. Il frontale affilato con lo scudetto Alfa centrale, i fari a tripla ottica e le linee tese della carrozzeria trasmettono personalità e dinamismo. Il posteriore della 159 berlina sfoggia poi un terzo volume piuttosto pronunciato, con dei fari orizzontali sottili e affilati che riprendono gli stilemi della precedente 156, evolvendoli e rendendo il tutto più moderno ed elegante.
Le proporzioni muscolose e i passaruota marcati accentuano l'impronta sportiva. Le maggiori differenze telaistiche riscontrate rispetto alla precedente 156 sono nell'importante aumento delle dimensioni, per cui si ha una lunghezza di 4,66 m (+23 cm), larghezza 1,83 m (+9 cm), altezza 1,42 (+3 cm). Inoltre si nota un netto incremento della massa (oltre 200 kg), che penalizza parzialmente le velocità di punta e i consumi. A titolo di paragone, un'Alfa 166 2.4 JTD di dimensioni analoghe fa segnare 1540 kg a secco, contro 1660 della 159 2.4 JTDm (concepita 5 anni dopo la 156). Molto lievi gli accorgimenti estetici, con l'introduzione di nuovi cerchi in lega (a seconda degli allestimenti) e nuove rifiniture negli interni; all'esterno l'apertura del portellone è possibile mediante la pressione del logo.
Interni: Tra Tradizione Alfa Romeo e Innovazione
Anche gli interni di Alfa Romeo 159 sono stati disegnati da Giugiaro e riprendono in diversi dettagli quelli visti sulla Brera poco prima, per un colpo d’occhio non senza qualche sorpresa. Dietro al bel volante sottile e dotato di piccoli (forse troppo) comandi al volante, troviamo un quadro strumenti tipicamente Alfa Romeo, con il classico “Cannocchiale” formato da tachimetro e contagiri, con al centro un computer di bordo con schermo monocromatico a pittogrammi. Molto riuscite anche le tre bocchette dell’aria centrali, così come l’alloggiamento verticale per la chiave con tasto di accensione. Di buona fattura sono la radio con formato 2DIN e i comandi del clima automatico bizona, di serie su tutte le 159.
Il resto della plancia è rivestito e assemblato con discreta cura, per una qualità costruttiva buona, ottima se non fosse per alcuni pannelli della plancia che con il tempo diventano collosi e i famosi “tasti appiccicosi” che hanno colpito tutte le auto del Gruppo FIAT (Ferrari comprese) fino agli anni ’10. Nonostante l'impostazione sportiva, l'Alfa Romeo 159 offre un abitacolo comodo e spazioso, pensato per accogliere con agio fino a 4 adulti. I sedili anteriori sono ben sagomati e offrono buon supporto, mentre quelli posteriori garantiscono spazio sufficiente anche per passeggeri alti. L'ambiente comunica solidità e funzionalità, con dettagli pensati per valorizzare l'esperienza al volante.

Dimensioni e Spazio
Concludendo con le dimensioni di Alfa Romeo 159, la lunghezza è di 4,66 m, la larghezza di 1,82 m e l'altezza di 1,42 m, con un passo di circa 2,70 m. Il bagagliaio è sotto la media, con una capacità minima di 405 litri, ampliabile però abbattendo gli schienali posteriori. Nella versione Sportwagon, la capacità sale a 445 litri. La larghezza con specchietti chiusi è di circa 1,89 m, mentre con specchietti aperti è di circa 2,11 m. Le dimensioni generose contribuiscono al comfort di bordo, rendendola adatta sia per l’uso quotidiano che per i lunghi viaggi in famiglia. Di contro, le dimensioni esterne possono rendere meno agevole la manovrabilità in contesti urbani stretti.
Motorizzazioni Benzina: Un Punto Cruciale
Se a livello estetico la berlina del Biscione si difende alla grande, la gamma motori di Alfa Romeo 159 è stata oggetto di discussione, insieme al peso decisamente importante del pianale. Studiato per vetture di categoria superiore da circa 5 metri, i tecnici Alfa Romeo hanno lavorato sodo per renderlo adatto a una vettura lunga 4,60 metri. Lo schema delle sospensioni è raffinatissimo, con un sistema a quadrilateri alti all’avantreno e un posteriore con sistema Multilink a tre bracci. Rigidissima e sovradimensionata, la piattaforma Premium portava ottimi livelli di rigidità torsionale e di sicurezza, ma anche un peso di circa 70 kg superiore alle rivali dirette. Il vero limite fu, infatti, la gamma motori di Alfa Romeo 159, non adeguata a una vera Alfa soprattutto per quanto riguarda i benzina.
Tutti i motori a benzina erano infatti derivati da motori General Motors, che poco avevano da spartire con i mitici Bialbero e Twin Spark del Biscione. Alla base della gamma 159 troviamo un 1.8 16v da 140 CV, visto anche su Opel Vectra e Astra. Questo motore 1.8 MPI è stato progettato e prodotto dalla General Motors per conto del marchio tedesco Opel nello stabilimento ungherese di Szentgotthàrd. Si tratta di un Ecotec a iniezione elettronica adottato da numerosi modelli prodotti dal colosso americano quali le Opel Vectra, Opel Astra e Saab 9-3. Il motore, dotato di doppio variatore di fase e collettore ad aspirazione variabile, è capace di una potenza massima di 140 cavalli e svolge la funzione di motorizzazione benzina d'ingresso. Rispetto ai propulsori JTS, questo 1.8 gode di costi di produzione minori, di conseguenza i listini della berlina italiana risultano lievemente inferiore rispetto alle versioni equipaggiate con la gamma motori restante.
Successivamente, il 1.9 a benzina è stato rimpiazzato da un 1.7 turbo TBi da 200 CV nel 2009. Le motorizzazioni a benzina denominate JTS (Jet Thrust Stoichiometric) sono dotate di basamento in lega leggera, distribuzione a catena, iniezione diretta e fasatura variabile in aspirazione e scarico. Entrambi i propulsori 1.9 e 2.2 JTS sono disponibili con una trasmissione manuale a 6 rapporti, mentre dall'ottobre 2006 è disponibile una versione del 2.2 JTS con il cambio robotizzato M32 MTA Selespeed.
Il 3.2 JTS, invece, non era più il leggendario Busso, ma un motore di derivazione australiana, sviluppato dalla Holden e pesantemente modificato da Alfa Romeo, che ha portato la potenza a 260 CV. Il 3.2 JTS V6 fa parte dei nuovi 6 cilindri a V di 60º GM HFV6 il cui sviluppo è iniziato nel 1999. La produzione avviene nello stabilimento Holden di Port Melbourne.
Il vero protagonista tra i benzina, per vedere il primo motore veramente Alfa, si è dovuto aspettare il 2008, con il 1750 TBi sviluppato in Italia e dotato di 200 CV e 320 Nm di coppia. Il motore 1750 TBi (Turbo Benzina Iniezione diretta) è stato introdotto nel marzo 2009 in seguito a un aggiornamento. Si tratta della prima motorizzazione benzina adottata dalla 159 progettata e prodotta dal gruppo Fiat alla FMA di Pratola Serra. Il 1750 TBI adotta la distribuzione bialbero (con variatore di fase sia all'aspirazione sia allo scarico), l'iniezione diretta high precision capace di ridurre le emissioni e i consumi, e il turbocompressore incrementando i valori di potenza pari a 200 cavalli e di coppia massima di 320 N·m erogati a 1400 giri/min. Il motore di ridotte dimensioni risulta più leggero di 15 chilogrammi rispetto all'unità da 2,2 litri JTS progettata anni prima. Questo motore, dotato di "Twin Phaser" (variatore continuo di fase, aspirazione e scarico), già utilizzato su motori 4 cilindri Alfa Romeo, consente un'escursione della fase su entrambi gli alberi a camme di 50 gradi angolo motore e serve da un lato a massimizzare le prestazioni, potendo scegliere le fasi opportune a tutti i regimi motore; dall'altro a ridurre consumi ed emissioni ai carichi parziali.
Alfa Romeo 159 TBi | PRO e CONTRO - PROVA STRUMENTALE
Motorizzazioni Diesel: I Veri Protagonisti
I veri protagonisti della gamma motori erano i potenti Diesel, con il 1.9 JTDm da 120 e 150 CV a fare la parte del leone, con i pesanti ma vigorosi 2.4 JTDm cinque cilindri da 200 o 210 CV a rappresentare il top di gamma a gasolio. Le motorizzazioni turbodiesel, a differenza dei propulsori benzina, sono prodotte e progettate dal gruppo Fiat in Italia col nome Motori modulari FIAT Pratola Serra.
Il piccolo 1.9 JTDm è il classico Multijet che equipaggiava già la 156 ma rivisto sotto il profilo dei consumi e della potenza. La 159 infatti dispone di due step della nota motorizzazione: la prima da 120 cavalli con distribuzione a 2 valvole per cilindro (per un totale di 8 valvole), la seconda da 150 cavalli con distribuzione a 4 valvole per cilindro (per un totale di 16). Entrambe le versioni dispongono del filtro antiparticolato DPF For Life. Abbinate al 1,9 litri la trasmissione manuale a 6 rapporti trasferisce la potenza alle ruote motrici anteriori. Tra gli optional figura il cambio automatico sequenziale a 6 rapporti Q-Tronic disponibile esclusivamente per la versione da 150 CV. Dal 2009 il 1.9 JTDm 120 CV è stato rivisto e aggiornato, capace di consumi ed emissioni di anidride carbonica ridotte in modo notevole (soli 138 grammi emessi al km nel ciclo combinato per la 159 berlina).
Tra i turbodiesel è comparso anche l’ottimo 2.0 JTDm da 136 e 170 CV. Il 2 litri JTDm 16V è stato introdotto dal 2009. Si tratta di una motorizzazione completamente nuova progettata dalla Fiat a partire dalla fine del 2006. Naturale evoluzione del 1.9 Multijet, questo 2.0 è stato ottenuto incrementando il volume dei cilindri e portando la cilindrata dai 1910 cm³ originari a 1956 cm³ del nuovo 2.0. Ha esordito nel corso del 2008 sulla Lancia Delta in una versione da 165 cavalli, i tecnici Alfa Romeo apportando leggere modifiche hanno permesso al propulsore di toccare quota 170 cavalli. La coppia massima di 360 N·m viene erogata a 1750 giri al minuto. Le emissioni di anidride carbonica risultano contenute in 142 grammi al km per la berlina e in 144 grammi al km per la Sportwagon.
Il motore 2.4 JTDm corrisponde all'unità a 5 cilindri con 20 valvole che già equipaggiava la 156 ma profondamente rivista. Le novità apportate, oltre l'iniezione Multijet, riguardano l'incremento della potenza massima che passa da 175 a 200 cavalli in un primo momento e fino a 210 cavalli in occasione del restyling 2008. La coppia massima di 400 N·m erogati a soli 2000 giri/min per la versione meno potente permette alla 159 prestazioni sportive e consumi accettabili. L'introduzione del 210 cavalli invece ha permesso di erogare i 400 N·m a soli 1500 giri/min eliminando il fastidioso vuoto che si veniva a creare nell'unità precedente oltre i 4000 giri/min. Il motore 2.4 da 200 cavalli è abbinato sia alla trasmissione manuale a 6 rapporti (trazione anteriore oppure integrale Q4) sia alla trasmissione automatica Q-Tronic (trazione anteriore). La versione da 210 cavalli invece era disponibile solo abbinata al cambio manuale a 6 rapporti e alla trazione anteriore.

Trasmissioni e Trazione
L'Alfa Romeo 159 è una berlina disponibile a trazione anteriore o integrale, caratterizzata da un design grintoso e da un’ottima tenuta di strada. Le versioni a benzina con motore 1.9 JTS e 2.2 JTS sono disponibili con una trasmissione manuale a 6 rapporti, mentre per il 2.2 JTS è stata offerta anche una versione con il cambio robotizzato M32 MTA Selespeed. Per i motori diesel, in abbinamento al 1.9 JTDm, la trasmissione manuale a 6 rapporti trasferisce la potenza alle ruote motrici anteriori. Tra gli optional figura il cambio automatico sequenziale a 6 rapporti Q-Tronic disponibile esclusivamente per la versione da 150 CV. Il motore 2.4 da 200 cavalli è abbinato sia alla trasmissione manuale a 6 rapporti (trazione anteriore oppure integrale Q4) sia alla trasmissione automatica Q-Tronic (trazione anteriore). La versione da 210 cavalli invece era disponibile solo abbinata al cambio manuale a 6 rapporti e alla trazione anteriore.
Di serie su tutte le 159 il dispositivo Electronic Q2: simula elettronicamente un differenziale autobloccante, con conseguente riduzione del sottosterzo.
Prestazioni e Consumi
Una vettura pesante ma appagante nelle curve, dotata di uno sterzo preciso e di motori a gasolio pronti ai bassi regimi (a parte i 1.9) e non troppo assetati di carburante. Solo l’impianto frenante potrebbe essere più potente.Le prestazioni dell'Alfa Romeo 159 variano in base alla motorizzazione. L'accelerazione (0-100 km/h) va da 7,9 a 10,3 secondi, con una velocità massima fino a 230 km/h. Per quanto riguarda i consumi, le versioni benzina, soprattutto quelle più potenti, possono essere piuttosto assetate. Le versioni più parche di Alfa Romeo 159 erano le Diesel, specialmente le moderne 2.0 JTDm. Se infatti il 1.9 da 120 CV era in grado di superare agilmente i 17 km/l con un piede attento, il 2.0 da 136 CV può arrivare anche a 19/20 km/l. I consumi medi (ciclo combinato) si attestano tra 5,8 e 9,4 l/100 km, con emissioni di CO₂ da 157 a 219 g/km.

Allestimenti e Versioni Speciali
Il listino prezzi di Alfa Romeo 159 si apriva nel 2005 con la più economica, la lenta 1.8 16v con motore Ecotec. Dotata di cambio manuale a 5 marce, consumi piuttosto alti e disponibile solo nell’allestimento d’accesso Progression, partiva da circa 23.000 euro. Di serie, questa versione offriva radio, cerchi da 16 pollici, clima bizona, sedili e volante completamente regolabili, ESP disattivabile e interni in tessuto. Le più ricche Distinctive aggiungevano i cerchi da 17 pollici, gli interni in pelle e tessuto, la radio con MP3, i comandi al volante, i sensori di parcheggio posteriori e il poggiatesta centrale posteriore.
La più bella e ricercata era però la Ti (Turismo Internazionale), introdotta nel 2006 al Salone di Ginevra, che offriva i bellissimi cerchi in lega da 19 pollici a raggi, paraurti anteriori e posteriori più sportivi, sedili in pelle, i fari allo Xeno, pedali in alluminio e assetto ribassato. Tali versioni erano abbinate alle motorizzazioni benzina 3.2 JTS e turbodiesel 1.9 e 2.4 JTDm.
Nel 2009, per rinnovare la gamma della 159, l'Alfa Romeo ha introdotto la prima motorizzazione a benzina sviluppata e prodotta interamente in Italia dalla Fiat Powertrain Technologies, il 1750 siglato TBI, che ha sostituito i 1.9 e 2.2 JTS. Tra i Diesel è entrato in listino il nuovo 2.0 JTDm da 170 cavalli che affianca il più piccolo 150 cavalli, mentre esordisce una nuova versione del 1.9 JTDm 120 cavalli denominata Eco capace di emissioni e consumi ridotti e prestazioni migliori rispetto al passato. Rinnovati anche gli interni: mentre il disegno della plancia è rimasto inalterato, la qualità degli assemblaggi risulta essere migliorata.

Prezzi: Dal Nuovo all'Usato
Quando era nuova, il prezzo di partenza per un'Alfa Romeo 159 dotata del motore d’accesso 1.8 16v da 140 CV era di circa 23.000 euro. Il listino prezzi dell'Alfa Romeo 159 si posizionava nella fascia medio-alta del segmento D, con prezzi di listino tra i 27.000 e i 37.000 euro.
Oggi, l'Alfa Romeo 159 è disponibile esclusivamente sul mercato dell'usato, con quotazioni che variano sensibilmente in base a chilometraggio, condizioni, motore e carrozzeria (berlina o Sportwagon). Per una 159 con parecchi km e motore Diesel Euro 4 bastano meno di 2.000 euro, mentre per un esemplare in ordine servono almeno 3.500 euro, che salgono a 4.000 per una 1.9 o 2.2 JTS a benzina, 5.000 euro per le 2.0 turbodiesel Euro 5 e superano facilmente i 10.000 euro per le apprezzate 1.750 TBi. Le versioni più economiche sono le turbodiesel, indipendentemente dal motore. Sebbene infatti sia il 1.9 che il 2.4 JTDm siano motori potenti, parchi ed estremamente affidabili, tantissimi esemplari sono dotati di centinaia di migliaia di km, e soggetti ai blocchi del traffico in quanto Euro 4: per questo, ci si può portare a casa una 159 a partire da 1.300 euro, con le prime 1.8 da 140 CV con più di 250.000 km offerte a partire da 1.300 euro. Sebbene le 1.9 e 2.2 JTS siano allettanti con i loro prezzi inferiori a 4.000 euro, il consiglio è di puntare sulla migliore 159, la 1750 TBi, che però si trova a prezzi decisamente superiori attorno ai 9.000 euro.
Le versioni benzina di alta gamma (3.2 V6 Q4) e le Sportwagon mantengono un buon valore residuo. Dotazioni come cerchi da 18”, interni in pelle o cambio automatico possono incidere positivamente sul prezzo. La 159 rappresenta oggi una soluzione accessibile per chi cerca una berlina italiana di carattere con una linea ancora attuale.

Sicurezza e Affidabilità
L'Alfa Romeo 159 ha ottenuto 5 stelle nei test Euro NCAP del 2006, dimostrando un alto livello di sicurezza. È dotata di ABS, ESP e airbag multipli. L'Alfa Romeo 159 è generalmente considerata un'auto solida e sicura, specialmente nelle versioni più recenti. Offre buona durata meccanica se mantenuta con regolarità, anche se alcuni componenti possono richiedere più attenzione.
La manutenzione programmata prevede un tagliando ogni 20.000-30.000 km o ogni 1-2 anni. La durata media del motore si stima fino a 250.000-300.000 km con cura. Il costo del cambio olio del cambio automatico si aggira intorno ai 150-200 euro. Alcuni proprietari segnalano problematiche ricorrenti come i bracci delle sospensioni anteriori soggetti a usura, la frizione che tende a consumarsi precocemente, soprattutto sui diesel, e l'affidabilità variabile dei sensori di parcheggio e degli alzacristalli. Il peso complessivo elevato è un fattore che incide su consumi e agilità. Nel complesso, la 159 si mantiene una delle berline italiane più apprezzate del suo periodo, con costi di gestione medi e una buona longevità se seguita correttamente.
Concorrenti e Posizionamento sul Mercato
Nonostante sia uscita di produzione da oltre 10 anni, Alfa Romeo 159 ha ancora il suo grande seguito. Il merito è sicuramente della linea, a dir poco riuscita e senza tempo, ancora oggi moderna e bellissima e preferita da alcuni anche alla nuova Giulia. L’interno esteticamente piacevole, ben realizzato e spazioso per i passeggeri anteriori e la dinamica di guida raffinata sono altri punti a favore della 159, che con i motori turbodiesel raggiunge quotazioni davvero ridicole. Solo la 1750 TBi si salva, prima auto ad offrire l’apprezzatissimo motore visto anche su Giulietta Quadrifoglio Verde e 4C, offrendo grazie a un peso contenuto dal lavoro dei tecnici Alfa la vera guidabilità che la Casa del Biscione aveva in mente per lei fin dall’inizio, ed infatti le quotazioni sono decisamente alte per le berline da 200 CV.
Oggi come ieri, le concorrenti di Alfa Romeo 159 sono sia le berline generaliste che le più costose e blasonate berline premium. Per il prezzo di listino, infatti, 159 era più in lotta con berline come Opel Vectra e Insignia, Ford Mondeo, Peugeot 508, Skoda Octavia, Volkswagen Passat e SEAT Exeo.

Utilizzo da Parte delle Forze dell'Ordine
L'Alfa Romeo 159 è stata ampiamente utilizzata da varie forze dell'ordine italiane, dal momento della immissione in servizio nei primi anni 2010 (passato il tempo necessario a gare d'appalto e contratti) fino ad oggi. La versione più utilizzata è la 2.4 JTDM 5 cilindri, 20 valvole, Multijet da 200 CV per Carabinieri e Polizia, abbinato a un cambio meccanico a sei marce (F40), capace di imprimere una velocità massima di 228 km/h e di passare da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi; le restanti FF.PP. statali e locali utilizzano la motorizzazione 1.9 JTDm.
Al pari delle precedenti auto destinate alle forze dell'ordine, anche le 159 vengono assemblate e prodotte in serie assieme alle altre versioni; si differenziano per l'allestimento che, realizzato direttamente nella fabbrica di Pomigliano d'Arco, avviene all'uscita della catena di assemblaggio, e comprende una serie di modifiche. Ragion per cui i telai predestinati a tale scopo, oltre al colore d'istituto, vengono lasciati mancanti di alcune parti minori, da completare in sede separata con accessori ad hoc. Le auto delle forze dell'ordine, infatti, oltre agli accessori previsti anche nelle vetture di serie (ABS ed EBD, climatizzatore bi-zona, airbag anteriori, laterali e per le ginocchia, VDC) monteranno alcune specifiche appositamente richieste, fra cui: una parziale blindatura; i vetri antisfondamento; la paratia in policarbonato e acciaio che separa i posti posteriori da quelli anteriori, e all'esterno, sul tetto, i dispositivi elettroacustici quali le luci blu di emergenza, un faro orientabile e un pannello a scomparsa con scritte luminose integrato aerodinamicamente con la carrozzeria.
A ciò si aggiungono alcuni scompartimenti per riporre le dotazioni individuali di difesa, la predisposizione per gli apparati di comunicazione, navigazione, trasmissione e acquisizione dati come il lettore automatico targhe (posto sotto il faro orientabile), nonché il serbatoio che nasconde, al suo interno, speciali sfere di maglia in lega di alluminio per prevenire le esplosioni a causa di scoppi interni. Il bagagliaio è attrezzato per riporre la borsa per il primo soccorso, l'estintore, i cartelli e i coni segnaletici. Per effettuare tali modifiche, è più economico completare parti della vettura in fabbrica piuttosto che ricorrere, come nel passato, all'opera certamente più accurata ma anche più dispendiosa di carrozzieri e meccanici, chiamati a rismontare e modificare la vettura.
Il suo uso intensivo, unito alla manutenzione oramai affidata a ditte esterne ed all'obsolescenza del modello, fa sì che la dismissione, laddove non iniziata, sia comunque nel calendario di tutte le forze dell'ordine. Ad ogni modo, anche oggi è ancora presente qualche vettura del Nucleo radiomobile dell'Arma dei Carabinieri, mentre la Squadra Volante della Polizia di Stato la sta progressivamente sostituendo, così come sta avvenendo con le auto della stradale; nella Guardia di Finanza e nella polizia penitenziaria, le 159 sono ancora usate, oltre che in alcuni organi di polizia locale e municipale e - in versioni blindate e/o civili - per le necessità della pubblica amministrazione italiana. Nelle varie aste, gli esemplari alienati o non possono essere reimmatricolati (se dotati di caratteristiche specifiche) e devono essere demoliti, oppure, se si tratta di esemplari "civili", il loro stato d'uso li rende interessanti solo ad appassionati del settore. L'Alfa Romeo 159 è stata impiegata anche dalle forze di polizia in Polonia, con più di 400 vetture introdotte dal 2009 nella Policja, e in Spagna, nella Guardia Civil.
