L'Evoluzione dell'Asse Volkswagen-Audi e la Nuova Frontiera dell'Alleanza Strategica Globale

Nel panorama dell'industria automobilistica contemporanea, la dinamica tra i grandi colossi sta subendo una trasformazione senza precedenti, spinta dalla necessità di innovazione tecnologica e sostenibilità finanziaria. Al centro di questa evoluzione si trova il marchio premium Audi, una realtà che insieme a Porsche genera la maggior parte degli utili di Volkswagen. Il Ceo di Audi, Gernot Döllner, 54 anni, è in carica da giugno, nominato dal Ceo di Volkswagen, Oliver Blume, con il compito preciso di aumentare la redditività del marchio facendo salire nel lungo termine il margine operativo dal 9% al 13%. Questa missione si inserisce in un contesto dove Audi ha accumulato un ritardo rispetto ai concorrenti nella transizione verso l’elettrico, avendo ancora una gamma fortemente incentrata sui motori diesel.

Audi Q6 e-tron e la transizione elettrica del marchio premium

I problemi che il brand deve affrontare sono molteplici e complessi. Vanno da una controversia con i concessionari in Cina, al pesante fardello dello scandalo sulle emissioni diesel e, più recentemente, alle difficoltà nella creazione del software, che hanno limitato la crescita del marchio. Con tutta probabilità il 2023 sarà l’anno in cui Audi verrà scavalcata da Tesla in termini di auto vendute a livello mondiale. Per ovviare a questa situazione, la prima mossa del nuovo Ceo è stata ridurre l'ambizioso programma di lancio di nuovi modelli elettrici per ridurre i costi ed evitare di appesantire fabbriche e concessionari in un contesto di rallentamento della domanda, come ha annunciato lo stesso Döllner in un'intervista. Audi prevede di lanciare 20 modelli entro il 2026, metà dei quali completamente elettrici. Il primo ad arrivare sul mercato sarà nel secondo trimestre la Q6 e-tron, la cui realizzazione ha trovato grossi ostacoli nel software inadeguato fornito da Cariad, società interna del gruppo Volkswagen.

La Struttura e la Potenza Globale del Gruppo Volkswagen

Volkswagen Group, con sede a Wolfsburg, è una delle aziende leader mondiali nell’industri automoblistica e la più grande in Europa. La portata di questa organizzazione è immensa: il gruppo comprende 12 brands da 7 Paesi europei: VW auto, Audi, SEAT, SKODA, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Ducati, VW veicoli commerciali, Scania e MAN. Ogni brand ha il suo posizionamento e opera come entità indipendente sul mercato, garantendo una copertura capillare di ogni segmento possibile. La gamma di prodotti spazia dalle motociclette alle vetture compatte a quelle di lusso, riflettendo una diversificazione che pochi altri gruppi possono vantare.

Nel settore dei veicoli commerciali, vengono prodotti pick-up, bus e veicoli pesanti, consolidando la presenza del gruppo anche nel trasporto logistico e professionale. L'infrastruttura industriale è imponente: ci sono 120 fabbriche in 20 Paesi europei e ulteriori 11 nel continente americano, asiatico e africano. Ogni giorno, circa 642.292 dipendenti a livello globale producono circa 44,170 veicoli e lavorano in settori correlati. Volkswagen Group commercializza i suoi prodotti in 153 Paesi, dimostrando una capillarità distributiva che lo rende un vero gigante della globalizzazione.

Con il piano “TOGETHER - Strategy 2025”, il gruppo sta implementando il più grande cambiamento nella sua storia: far diventare uno dei migliori produttori di veicoli leader globale di una mobilità sostenibile. Questo obiettivo richiede una gestione finanziaria oculata, specialmente considerando che per il 2023 il consensus degli analisti stima un utile operativo di Volkswagen uguale all’anno precedente, anche se i ricavi saranno saliti dell’11% a 312,2 miliardi di euro. Al prezzo attuale dell’azione di 114,78 euro, Volkswagen capitalizza circa 60 miliardi, vale a dire 3,8 volte l’utile previsto per quest’anno e 3,9 volte quello del 2024.

Ford Motor Company: Un Partner Strategico per il Futuro

Parallelamente all'evoluzione tedesca, Ford Motor Company si conferma leader mondiale dell’industria automobilistica e provider di servizi di mobilità, con sede a Dearborn (Michigan). Con circa 203.000 dipendenti e 62 stabilimenti in tutto il mondo, la società è presente, fra gli altri, con i marchi automobilistici Ford e Lincoln. L’Ovale Blu sta percorrendo attivamente la strada per diventare leader mondiale anche nei settori connettività, mobilità, guida autonoma, esperienza del cliente e tecnologie ‘big data’, nell’ambito del proprio Smart Mobility Plan.

La presenza di Ford in Europa ha radici storiche profonde. Le prime auto Ford arrivarono nel Vecchio Continente nel 1903, nell’anno stesso della fondazione di Ford Motor Company, mentre la produzione europea ebbe inizio nel 1911. Oggi, Ford Europa si occupa della produzione e della vendita di veicoli a marchio Ford, nonché della fornitura di servizi di manutenzione sui propri prodotti in 50 diversi mercati, potendo contare su circa 52.000 dipendenti, 66.000 includendo le joint-venture. Oltre a Ford Motor Credit Company, le attività di Ford Europa comprendono la Divisione assistenza clienti Ford e 24 stabilimenti di produzione, di cui 16 di proprietà o di joint-venture consolidate e 8 di joint-venture non consolidate.

Mappa degli stabilimenti produttivi Ford e Volkswagen in Europa

Nonostante questa storia, Ford ha affrontato sfide significative. Alcuni analisti hanno nutrito perplessità di fondo riguardo alla tenuta del brand nel Vecchio Continente, specialmente sull’onda del voto negativo del Parlamento inglese sul Brexit deal. Tuttavia, Ford è un marchio molto più forte di Opel/Vauxhall, soprattutto in vari mercati chiave - UK, certo, ma anche Italia, Francia, Germania - capace di attrarre ancora il segmento dei privati, quello più profittevole, e con un chiaro posizionamento di prezzo nel cuore dei vari segmenti. Abbandonare l’Europa equivarrebbe a disperdere gradualmente l’importante valore accumulato negli anni dal marchio, che nessuna operazione di razionalizzazione dei costi restituirebbe agli azionisti.

I Pilastri dell'Alleanza: Elettrificazione e Guida Autonoma

Accordo chiuso tra Ford e Volkswagen. Nel senso che le due Case hanno firmato un documento con cui si impegnano a sviluppare insieme auto elettriche e guida autonoma. Lo ha spiegato lo stesso Jim Hackett, CEO della Casa dell’Ovale Blu: “Questa partnership ci dà la grande opportunità di spingerci verso la mobilità del futuro con vigore anche in un periodo come quello attuale, in cui le Case devono essere selettive nell’allocare il proprio denaro”. Piattaforma per auto elettriche e sviluppo della guida autonoma sono i pilastri su cui il colosso tedesco e quello americano baseranno l’ampliamento della reciproca collaborazione, dopo l’accordo sui veicoli commerciali.

È stato proprio Herbert Diess, presidente del gruppo tedesco, a fornire un supporto molto autorevole a quanto si sentiva dire in giro, affermando che “le discussioni per una cooperazione con Ford su MEB e la guida autonoma proseguono bene e sono vicine al completamento”. MEB è il nome della piattaforma modulare per veicoli elettrici di Volkswagen (appunto dal tedesco Modularer E-Antriebs-Baukasten). Wolfsburg concederebbe a Detroit l’utilizzo su licenza della piattaforma, permettendo all’ovale blu di risparmiare colossali quantità di denaro che altrimenti avrebbe dovuto impiegare per sviluppare una nuova architettura interna.

Schema tecnico della piattaforma modulare elettrica MEB di Volkswagen

Tale mossa permetterebbe alla Volkswagen non solo di ammortizzare più rapidamente l’investimento sulla MEB, data l’espansione della produzione, ma anche di produrre attraverso gli impianti “noleggiati” alla Ford parte dei propri veicoli elettrici destinati al mercato americano, senza incorrere nei fulmini dei possibili e probabili dazi doganali ed evitando di costruire da zero nuove fabbriche negli USA. Restando in tema di auto a zero emissioni, si sa da tempo che alcune Ford a batteria destinate all’Europa nasceranno sulla base della piattaforma Volkswagen MEB. Il primo veicolo di questo tipo, atteso per il 2023, non c'entra nulla con la Mustang Mach-E: sarà progettato dalla divisione Ricerca e Sviluppo che la Casa dell’Ovale Blu ha a Colonia in Germania.

L’altra grande divoratrice di capitali dei prossimi anni è la guida autonoma. Anche nel caso delle auto-robot è imperativo contenere i costi e le alleanze industriali rappresentano la soluzione più intelligente. Ford e Volkswagen investiranno anche 4 miliardi di dollari sulla guida autonoma attraverso la Argo AI, società in cui hanno pari partecipazione. Dopo aver cessato la collaborazione con la startup americana Aurora, è atteso un impegno sempre più forte di Volkswagen in Argo AI, società affiliata alla Ford.

Sinergie nei Veicoli Commerciali: Transit Teutonico e Amarok Yankee

Per quanto riguarda la collaborazione nei veicoli commerciali, ciascun gruppo otterrà significativi tagli di costi lasciando produrre all’altro i mezzi dove esso è più forte. Si tratta di un approccio pragmatico volto all'ottimizzazione delle risorse industriali. Ford costruirà per VW i veicoli di taglia medio-grande, quindi pick-up e furgoni da 35 a 50 quintali, essenzialmente gli eredi di Amarok e Crafter sulle architetture di Ranger e Transit. In senso inverso, VW produrrà per Ford i mezzi compatti, quindi i successori di Transit Courier e Connect sugli impianti del Caddy.

Questa strategia di scambio produttivo è fondamentale per mantenere la competitività in un settore dove i margini sono spesso ridotti e la concorrenza è agguerrita. L’Europa resta probabilmente un nodo strategico e da presidiare, con tutti i mezzi possibili, dai veicoli commerciali fino ai servizi più avanzati di mobilità. Il centro di un’Alleanza che potrebbe dare vita ad un nuovo macro agglomerato da almeno 17 milioni di vetture, divenendo un nuovo punto di riferimento per tutto il comparto.

Confronto tra i nuovi modelli di veicoli commerciali Ford e Volkswagen

Il Ruolo Critico del Mercato Cinese e la Sfida del Dragone

La brusca frenata compiuta negli ultimi mesi dall’economia del gigante asiatico ha fatto sbandare in particolare il settore automobilistico, per il quale la Repubblica popolare ormai costituisce il principale mercato mondiale. Tutti i costruttori, in particolare i tedeschi, hanno sofferto duramente, come dimostrano i bilanci e i primi resoconti trimestrali. Ma non si può prescindere dal dragone, né ora né in futuro, dato il deciso sbilanciamento della politica governativa verso la mobilità elettrica e il dominio nelle batterie e relative materie prime.

Non sarà un Natale di spensieratezza per i top manager del gruppo Volkswagen, che si riuniscono per aggiornare i piani per aumentare la redditività e per fare il punto sul mercato cinese, dove il gruppo continua a perdere quote. Fino a pochi mesi fa i problemi riguardavano soltanto i cosiddetti marchi di volume (Vw, Skoda, Seat, Cupra), ma adesso salgono le preoccupazioni anche per Audi. Per contrastare la perdita di mercato dei suoi veicoli elettrici in Cina, Audi e il partner cinese SAIC Motor, un’azienda controllata dal governo, hanno concordato una collaborazione per lo sviluppo di EV. Le due aziende lavoreranno sui componenti dei veicoli per accelerare l'elettrificazione di Audi e proteggere la quota di mercato.

Diess ha aggiunto che “oggi siamo una compagnia fortemente influenzata dalla Cina”. Di conseguenza serviranno investimenti ancora più cospicui per convertire in tempi non lunghi la produzione. Per poter investire, prima si devono generare profitti, quindi attualmente è imperativo tagliare i costi ed aumentare il valore azionario dell’azienda. Nel breve periodo, Volkswagen cercherà di alleggerire la propria situazione finanziaria attraverso la probabile dismissione dell’attività nei motori marini e la parziale quotazione in borsa di Traton. Ma la strada maestra verso il risparmio a lungo termine passa inevitabilmente dalle economie di scala.

Aspetti Legali e Gestione delle Controversie nel Settore

In un contesto così complesso di alleanze e grandi operazioni industriali, la tutela del consumatore e la gestione delle controversie rimangono aspetti fondamentali. Il Contraente o l'Aderente, ferma restando la possibilità di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria, può inoltrare reclamo per iscritto all’impresa di assicurazione preponente oppure all’Intermediario, anche in merito ai comportamenti dei dipendenti e dei collaboratori dell’Intermediario stesso. Gli indirizzi di riferimento, come Via Privata Grosio n. 10/4 a Milano, sono punti di contatto essenziali per la risoluzione dei problemi.

È importante notare che il consumatore ha in ogni caso la facoltà di avvalersi di altri eventuali sistemi alternativi di risoluzione delle controversie previsti dalla normativa vigente. Tra questi figurano la mediazione finalizzata alla conciliazione, per qualsiasi controversia civile o commerciale vertente su diritti disponibili, ai sensi del D.Lgs. n. 28/2010, e la negoziazione assistita finalizzata alla composizione bonaria della lite, che può essere attivata rivolgendosi al proprio avvocato. Questi meccanismi garantiscono che, nonostante le grandi manovre tra colossi come Audi, Volkswagen e Ford, i diritti dei singoli rimangano protetti e accessibili attraverso canali istituzionali chiari.

Analisi Finanziaria e Posizionamento di Mercato

Nel 2022 Audi ha venduto 1,6 milioni di auto realizzando un utile operativo di 7,6 miliardi di euro, sull’utile operativo totale di 22,1 miliardi dell’intero gruppo Volkswagen. Questi numeri sottolineano l'importanza vitale del marchio per la stabilità finanziaria dell'intero agglomerato di Wolfsburg. Tuttavia, la pressione di nuovi attori come Tesla non può essere ignorata. Tesla si prepara al sorpasso per quantitativi venduti, una sfida che obbliga Audi a rivedere non solo la propria gamma prodotti ma anche la propria velocità di esecuzione.

Grafico dei profitti operativi per brand all'interno del Volkswagen Group

Dall’inizio dell’anno l’azione Volkswagen è scesa del 4%. Nonostante ciò, il sentiment degli esperti rimane moderatamente positivo: su 21 analisti che coprono la società, 13 raccomandano di comprare le azioni e due di vendere. Questo indica una fiducia di fondo nella capacità del gruppo di navigare la transizione elettrica e di capitalizzare sulle sinergie dell'alleanza con Ford. La tesi prevalente è che l'Europa sia un terreno di scambio: un po’ meno volume per Ford, che equivale a minor pressione sul pricing, e maggior margine di manovra per Volkswagen per crescere ancora ma senza comprimere, anzi aumentando la redditività.

Le cose vanno peggio del previsto in Cina, il Brasile non dà segnali di chiara ripresa, Asia e Medio Oriente stagnano ed in America ci si attende da un momento all’altro che la risalita dei tassi contragga i consumi. In questo scenario globale incerto, il termine Alleanza per l’accordo Ford - Volkswagen appare tutt’altro che ridondante. È una necessità strutturale per affrontare i costi enormi della connettività e dei ‘big data’, ambiti dove Ford sta investendo massicciamente attraverso la sua Ford Motor Credit Company e i vari dipartimenti di sviluppo tecnologico.

L'integrazione di competenze tra la precisione ingegneristica tedesca e l'approccio orientato ai servizi e alla mobilità dell'Ovale Blu promette di ridefinire gli standard del settore. Mentre Volkswagen lavora per far diventare il gruppo leader globale di una mobilità sostenibile, la collaborazione su scala mondiale con Ford diventa il catalizzatore necessario per accelerare questa visione, garantendo al contempo la sostenibilità economica richiesta dagli azionisti e la qualità attesa dai clienti di 153 Paesi.

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