Nelle prossime ore è atteso l'annuncio ufficiale del clamoroso ritorno di Fernando Alonso in Formula 1, a partire dal 2021. Lo spagnolo, due volte campione del mondo, prenderà il posto di Daniel Ricciardo a bordo della Renault, squadra con cui ha già conquistato i suoi due titoli mondiali nel 2005 e nel 2006. Questo accordo segna un doppio ritorno per Alonso: nella massima categoria automobilistica e nella scuderia francese, con la quale ha un legame storico e profondo.

Un Ritorno Atteso: Le Voci del Paddock e le Dichiarazioni Ufficiali
Secondo le voci che circolano nel paddock, la Renault annuncerà ufficialmente il ritorno del pilota spagnolo a breve, al massimo mercoledì. Fernando Alonso andrà a sostituire Daniel Ricciardo, il quale dalla prossima stagione si trasferirà in McLaren, affiancando Esteban Ocon. Il Team Principal della Renault, Cyril Abiteboul, avrebbe già comunicato ai meccanici che il prossimo pilota sarà una loro "vecchia conoscenza", con cui hanno già lavorato in passato. Queste parole, pronunciate al Red Bull Ring pochi giorni fa ("Punteremo su un pilota importante"), rendono naturale fare il nome di Alonso. Per l'ufficializzazione dell'accordo, manca solamente la firma dell'AD di Renault, l'italiano Luca De Meo.
Flavio Briatore, storico team manager che fu al timone della Renault 15 anni fa e che ancora oggi si occupa della carriera di Alonso, non si era nascosto qualche settimana prima, dichiarando: “Fernando è motivato, un anno fuori dalla Formula 1 gli ha fatto bene. Si è disintossicato, lo vedo più sereno ed è pronto a tornare. Stiamo osservando quello che succede, non dimentichiamoci che c'è ancora un campionato da correre”. Briatore aveva aggiunto che con il budget cap le differenze tra le squadre per quanto concerne la competitività si potrebbero ridurre e quindi il ruolo dei piloti diverrebbe ancora più fondamentale per tracciare la differenza.
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Il Percorso di Alonso con la Renault: Dagli Esordi ai Titoli Mondiali
Fernando Alonso Díaz, nato a Oviedo il 29 luglio 1981, ha già corso per sei stagioni in Renault (2003-2006 e 2008-2009). La sua storia con la scuderia francese è ricca di successi e momenti significativi.
Le Origini nel Motorsport e l'Approdo in Renault
La passione per i motori di Fernando Alonso fu trasmessa dal padre José Luis, meccanico in una fabbrica di esplosivi e corridore dilettante di kart. Il padre costruì un kart inizialmente destinato alla sorella maggiore di Fernando, Lorena. Con il sostegno paterno, Alonso partecipò fin da bambino a competizioni di kart in Spagna. Nonostante le risorse familiari limitate, che portarono il padre stesso a svolgere le funzioni di meccanico, José Luis era consapevole che solo con prestazioni eccellenti del figlio in pista sarebbero potuti arrivare gli sponsor.
Alonso stesso ha dichiarato: «Sono sempre stato il più giovane in ogni categoria. Adrián Campos, ex pilota Minardi, gli diede la possibilità di guidare per la prima volta un'automobile da corsa nell'ottobre del 1998. Dopo tre giorni di test nel circuito di Albacete, riuscì a eguagliare il tempo sul giro del precedente pilota, Marc Gené. In seguito Campos lo portò a gareggiare nella World Series by Nissan, dove nella seconda gara, sempre ad Albacete, Alonso vinse per la prima volta. A fine campionato risultò il miglior pilota, battendo per un punto il rivale del torneo Manuel Giao e ottenendo il giro più veloce durante l'ultima gara della stagione.
Successivamente, approdò nella stagione seguente con il Team Astromega nella Formula 3000, serie propedeutica alla Formula 1. Il team fu nella prima parte della stagione sotto il controllo del nuovo proprietario Paul Stoddart, e la vettura affidata ad Alonso, la PS01, non si mostrò né rapida né tantomeno affidabile. Nondimeno, le sue prestazioni furono buone, tanto che, nella gara d'esordio, Alonso riuscì a far segnare il 19º tempo in qualifica, precedendo piloti alla guida di vetture più competitive. Alla quarta gara di Imola, riuscì a stare davanti a entrambe le Benetton, particolarità che si sarebbe ripetuta più tardi nel campionato. A far notizia non fu tanto la posizione conquistata, quanto il numero di avversari di maggior esperienza messi alle spalle: Heinz-Harald Frentzen della Prost, la BAR-Honda di Olivier Panis, le due Arrows e Alex Yoong, nuovo compagno di squadra.
I discreti risultati lo fecero conoscere a tutto il mondo e attirarono l'attenzione di molte scuderie di punta di Formula 1. Alla fine fu decisivo Flavio Briatore, team manager della Renault, il quale, convinto delle potenzialità di Alonso, lo portò nella scuderia francese. Alonso di conseguenza divenne collaudatore per la Renault, la quale aveva rilevato la Benetton, e nel 2002 completò 1642 giri di prove. Come previsto, venne premiato la stagione seguente da Briatore, il quale lo pose, sostituendo Button, al fianco di Jarno Trulli. Al Gran Premio della Malesia conquistò la sua prima pole position, diventando il più giovane pilota a partire in prima fila in Formula 1.
Il 2003 fu anche l'anno del primo grave incidente; durante il Gran Premio del Brasile, arrivato troppo velocemente nel luogo dell'incidente di Mark Webber, colpì una ruota di quest'ultimo e si schiantò a 290 km/h contro le barriere di protezione. Alonso venne trasportato in ospedale per accertamenti e la gara sospesa dai giudici. Alla quinta gara chiuse secondo davanti al pubblico di casa, mentre nel Gran Premio d'Europa fu accusato da David Coulthard e dall'amministratore delegato della McLaren di aver rallentato improvvisamente durante la gara mentre era davanti al pilota britannico, causando così un incidente tra i due. Venne scagionato dai commissari FIA dopo un colloquio con i piloti e dopo un'accurata analisi dei dati della telemetria. Divenne, in seguito alla vittoria all'Hungaroring, il più giovane pilota in Formula 1 ad aver vinto una corsa.
Per la stagione 2004, decise di rimanere alla Renault e durante l'anno salì sul podio per quattro volte, senza tuttavia vincere un Gran Premio. A Indianapolis fu nuovamente protagonista di un incidente ad alta velocità mentre stava battagliando per la terza posizione. Verso la fine dell'anno le prestazioni della Renault ed i rapporti tra Briatore e il compagno di squadra Trulli peggiorarono.

I Titoli Mondiali del 2005 e 2006 con Renault
Il 2005 vide Trulli sostituito con l'italiano Giancarlo Fisichella. Dato il considerevole vantaggio, nelle ultime gare della stagione parve evidente come Räikkönen dovesse vincere tutte le corse in programma, mentre Alonso avrebbe potuto accontentarsi di perdere pochi punti sul pilota finnico, o addirittura guadagnarne come a Monza, dove vinse l'altra McLaren di Juan Pablo Montoya a fronte di ennesimi problemi tecnici per il finlandese. Questa tattica attendista generò non poche critiche al giovane pilota, ma lo portò a vincere matematicamente il titolo il 25 settembre in Brasile con l'ennesimo podio: ottenne in questo modo il primato di campione del mondo più giovane con i suoi 24 anni, 1 mese e 28 giorni, superando il precedente record di Emerson Fittipaldi. Sarebbe stato scavalcato nella speciale classifica da Lewis Hamilton tre anni più tardi. La stagione fu suggellata dalla pole e vittoria indisturbata al Gran Premio di Cina che regalò anche il primo Campionato costruttori alla Renault.
Il 19 dicembre 2005, ancor prima che cominciasse la stagione 2006, Alonso annunciò la firma con la McLaren per il campionato 2007. Prima di passare effettivamente a Woking, difese il titolo di campione del mondo ancora al volante della Renault. Se l'anno prima era stata la McLaren con Räikkönen la sfidante principale dello spagnolo, sin dalle prove della prima gara (in Bahrein), si evidenziò il ritorno su alti livelli della Ferrari dopo le difficoltà della stagione precedente; sarebbe stato proprio il pluricampione del Cavallino Schumacher a contendergli il titolo. Dopo tre gare si trovò saldamente in testa al Mondiale con 28 punti, mentre il ferrarista rimase attardato, al quarto posto con sole 11 lunghezze. Questo vantaggio iniziale si sarebbe rivelato fondamentale per le future sorti della competizione.
Al ritorno in Europa la Ferrari mostrò notevoli progressi, sia sul piano dell'affidabilità, che delle prestazioni; così il tedesco centrò due vittorie consecutive, a Imola e al Nürburgring, che gli consentirono di rilanciarsi per la lotta al titolo. La seconda parte del campionato, tuttavia, segnò una netta ripresa del team di Maranello, con il tedesco vincitore dei tre successivi Gran Premi corsi in USA, Francia e Germania. La squadra francese venne poi ulteriormente penalizzata, dal punto di vista tecnico, dalla decisione della FIA di vietare il mass damper, sistema intorno al quale era stata progettata la monoposto. Furono molteplici le polemiche, con Briatore che accusò la federazione di voler favorire il recupero della Ferrari. Protagonista in qualifica di un rallentamento ai danni di Felipe Massa che venne sanzionato con un arretramento di cinque posizioni sulla griglia di partenza, fu costretto a tentare un'ardua risalita e perse ben dieci punti a Monza, dove dovette ritirarsi per la rottura del motore. Lo stesso giorno dichiarò: «Amo la passione dei tifosi che vengono qui anche dalla Spagna, amo lo sport, ma non considero più la Formula 1 come tale».
Quando mancarono solo tre gare alla fine del Campionato, i due contendenti furono separati da sole due lunghezze a favore di Fernando Alonso. Al Gran Premio di Cina Schumacher centrò la vittoria proprio davanti al rivale, che venne così superato in testa alla classifica piloti pur avendo gli stessi punti. I duellanti si presentarono quindi all'ultima gara in Brasile distanziati di ben dieci punti: allo spagnolo sarebbe bastato controllare, mentre Schumacher, giunto all'ultima gara della carriera, non avrebbe avuto altra possibilità che vincendo e, contemporaneamente, che la Renault avesse problemi. Ma fu il ferrarista ad avere problemi: dapprima, per un guasto alla pompa della benzina, non poté partecipare all'ultima fase delle qualifiche e il giorno dopo, in gara, rimase attardato a causa di una foratura.

Il Ritorno in Renault nel 2008-2009 e le Controvrsie
Alonso tornò a gareggiare con il costruttore francese anche nel 2008 e 2009 dopo che nel 2007, da campione, se ne era andato per abbracciare la McLaren di Ron Dennis, salvo poi litigare con tutti per quel compagno di squadra (rookie) così fastidioso di nome Hamilton. L'esperienza con la casa anglo-tedesca partì nel migliore dei modi, giungendo secondo nel Gran Premio d'Australia alle spalle del neo-ferrarista Kimi Räikkönen e imponendosi nel secondo appuntamento in Malesia. Concluse la stagione al 3º posto, a pari punti con il suo compagno di scuderia Lewis Hamilton e a un solo punto di scarto dal vincitore del campionato Kimi Räikkönen (il più esiguo margine di punti tra 1º, 2º e 3º classificato al termine di una stagione di Formula 1).
Il 10 dicembre 2007 divenne ufficiale il suo ritorno alla Renault guidata da Flavio Briatore, che per riaverlo come prima guida dovette battere la concorrenza di Red Bull, Toyota e Honda. Venne affiancato dal giovane Nelson Piquet Jr., esordiente nella categoria. La stagione del due volte campione del mondo, fino a quel punto deludente, ebbe una svolta a Singapore, durante il primo gran premio a corrersi in notturna (su pista illuminata artificialmente) e sul tracciato cittadino della città-stato asiatica: conseguì la prima vittoria dopo il ritorno alla Renault. Sebbene nei due turni di prove libere fosse stato il più veloce di tutti, un problema nel pescaggio della benzina della vettura durante le qualifiche lo costrinse a prendere il via dalla 15ª posizione. In gara partì molto scarico di carburante e dopo un brillante scatto balzò subito al 12º posto. Fu tra i primi a rientrare ai box per rifornire e al suo ritorno in pista, grazie all'ingresso della safety car per l'incidente del suo compagno di scuderia Nelson Piquet Jr., si ritrovò nelle prime posizioni. In regime di safety car uscirono dai giochi i piloti che avrebbero potuto contendersi la vittoria.
Nel Gran Premio del Giappone corso sul Circuito del Fuji si qualificò al quarto posto e, dopo una gara movimentata ma condotta quasi sempre in testa, portò a casa il suo secondo gran premio stagionale precedendo Robert Kubica e Kimi Räikkönen. A Interlagos non fu in grado di esprimersi al meglio durante le prove ufficiali e si presentò alla corsa domenicale in sesta piazza. Si riscattò in gara, dove, mantenendo un ottimo passo, riuscì a stabilirsi dietro il leader della corsa Massa. Terminò il gran premio secondo, risultato che gli consentì di ottenere la quinta posizione in classifica generale per un punto davanti a Nick Heidfeld.
Anche nel 2009 corse per la Renault, che confermò anche il giovane compagno di squadra Nelson Piquet Jr. come seconda guida. La vigilia del Gran Premio di Singapore venne fortemente condizionata dallo scandalo relativo alla stessa gara dell'anno precedente in terra asiatica. Ci fu il controverso episodio di Singapore, con Briatore e Pat Symonds che intimarono a Nelson Piquet junior, compagno di Alonso, di andare volutamente contro un muro per chiamare in causa la safety-car, situazione che permise allo spagnolo di andare a vincere. Piquet Jr. dichiarò: «Flavio Briatore e Pat Symonds mi hanno detto di andare a sbattere per influenzare positivamente le prestazioni della squadra. Io ho accettato e ho innescato l'incidente. Pat mi disse a che giro farlo per adottare una strategia aggressiva per Alonso». Briatore e Symonds, rispettivamente radiato e squalificato cinque anni dalla sentenza di primo grado del Consiglio FIA, decisero quindi di lasciare il team.
Le Esperienze Post-Renault e il Ritorno in Formula 1
Dopo il secondo periodo in Renault, Alonso ha corso per Ferrari (2010-2014) e McLaren (2015-2018), vincendo 32 GP su 312 disputati. Il 14 agosto 2018, tramite un videoclip caricato su Instagram, annunciò il suo ritiro dal campionato di Formula 1 per la fine della stagione, salvo poi rientrare nel circus a partire dalla stagione 2021 alla guida dell'Alpine. È il primo spagnolo ad aver vinto un GP di Formula 1 e l'unico spagnolo campione del mondo della massima categoria. Ritorna nel 2021 con l'Alpine (ex Renault) con un contratto valido fino a fine 2022 per poi passare in Aston Martin nel 2023.
Lasciata la F1, Alonso si è cimentato con il mondiale endurance (ha vinto due volte la 24 Ore di Le Mans e il titolo WEC 2018-2019), la Indycar (con la McLaren ha fallito l’assalto alla 500 Miglia di Indianapolis) e la Dakar (ha debuttato proprio nell’edizione 2020 con la Toyota). In carriera si è laureato due volte campione del mondo di Formula 1 (2005 e 2006) con la scuderia Renault e ha trionfato, inoltre, a Le Mans 2018, 2019 e alla 24 Ore di Daytona 2019. Soprannominato Magic Alonso, Nando, El Padre, o El Nano, è considerato uno dei migliori piloti della sua generazione, nonché uno dei più versatili. Ha detenuto il record di più giovane vincitore di un Campionato mondiale di Formula 1, conseguito al termine della stagione 2005, e quello di più giovane bi-campione del mondo di categoria. Con la stagione 2007 è divenuto il secondo pilota, dopo Michael Schumacher, ad aver ottenuto un punteggio superiore a 100 punti nel campionato mondiale per tre stagioni consecutive. Oltre al campionato di Formula 1 e alle gare di durata, Alonso ha partecipato ad altre gare di grande rilevanza, come tre edizioni della 500 Miglia di Indianapolis e ad un Rally di Dakar.

I Vantaggi del Ritorno di Alonso per la Formula 1 e la Renault
Quali i vantaggi per Alonso e il team diretto da Cyril Abiteboul nel raggiungere un accordo? Intanto, a giovarne sarebbero senza dubbio la F1 e i suoi tifosi, che ritroverebbero un pilota molto amato nel corso degli anni. Per Fernando, nonostante le 39 primavere e i 311 Gran Premi disputati, vi sarebbe la grande opportunità di ritrovare il suo mondo lanciandosi in una nuova sfida: riportare la Renault al vertice. Il passo indietro compiuto nel 2019 dal team poteva averlo preoccupato, ma sicuramente ha ricevuto garanzie tecniche. Ma a dare la carica ad Alonso è la crescita della power unit Renault. I buoni risultati conseguiti con la McLaren nel 2019 e la buona prova disputata in Austria da Lando Norris e Carlos Sainz pochi giorni fa, hanno evidenziato tali progressi.
Fernando è un ‘racer’, un fenomenale ‘racer’, e come tale non si arrenderà se non quando capirà di non essere più l’Alonso salito fino ai massimi traguardi. Quando Fernando siglerà il contratto (se non l’ha già fatto…) si regalerà l’ultima scommessa della carriera, attesa, affascinante ma non semplice. La favola sarebbe una Renault capace di sorprendere ed una giornata leggendaria, un exploit per chiudere in bellezza, come merita il talento dell’asturiano. Sta alla Renault riuscire a garantirgli qualcosa di più di ciò che è oggi, per non trasformare il ritorno di Fernando Alonso in un’operazione nostalgia che aggiungerebbe poco da entrambe le parti.
Dettagli del Contratto e Considerazioni Economiche
Dalla Spagna si parla di un accordo economico sui 12 milioni all'anno (contratto biennale), molto meno dei 20 a stagione elargiti a Ricciardo nel biennio 2019-2020. Il periodo Covid-19 ha giocato un ruolo determinante nel diminuire i compensi. Alonso sembra non aver avuto problemi su questo punto, l'importante per lui è rientrare in F1 dopo due anni trascorsi tra WEC, Dakar e 500 Miglia di Indianapolis, che ripeterà il prossimo agosto.
Il Times di Londra riporta che lo spagnolo ha firmato un contratto con la Renault, un biennale con opzione sulla terza stagione da oltre 100 milioni di euro che farà dello spagnolo il pilota più pagato nella storia della Formula Uno. L'ex pilota della McLaren avrebbe accettato di tornare nella scuderia francese ottenendo però una clausola rescissoria che dopo un anno gli consentirà, qualora volesse, di passare alla Ferrari. Tuttavia, ci sono forti dubbi sull'entità dell'ingaggio sparata dal giornale inglese. Secondo voci molto vicine al campione spagnolo, la Renault risulterebbe essere la peggiore opzione sul piano economico. Si parla di 20-30 milioni di euro a stagione, mentre Raikkonen ne ha presi 13 quest’anno.
La risoluzione favorevole per la Renault della vicenda spionaggio ha accelerato le trattative. «La Renault è una grande squadra, sostenuta da aziende molto importanti», scrive Alonso sul suo sito internet. «Una squadra che sa come si vince. È bastata una settimana per decidere, perché io e la gente che mi sta attorno sapevamo che questo era quello che volevamo». Lo spagnolo si è mostrato molto contento del passaggio alla Renault: «Sono molto felice di tornare in Renault. È con questa squadra che sono cresciuto come pilota in F1, e con la quale ho vinto due titoli iridati. Ora è tempo di cominciare un nuovo capitolo insieme. Sono molto eccitato a lavorare di nuovo con questo grande team. Sono ottimista che insieme possiamo tornare ai vertici. La Renault ha avuto un 2007 difficile, ma so che è una squadra solida. Sono fiducioso che possono costruire una macchina veloce e competitiva e tornare al top nel 2008».
In passato, si parlò di un contratto di 6 anni con la Ferrari. Secondo la stampa spagnola e il sito del quotidiano "As", riprendendo le informazioni del programma "El Larguero" di Cadena Ser, l'accordo era sulla base di tre anni, con opzione per i successivi due e la sesta stagione legata a una serie di clausole. Alonso, secondo Cadena Ser e "As", avrebbe portato a casa 25 milioni l'anno, molto più di quanto percepiva alla Renault, ma meno rispetto ai 34 che guadagnava Kimi Raikkonen. Secondo "As" Alonso già lo scorso 24 luglio aveva chiesto all'ex team principal, Flavio Briatore, di lasciarlo andare alla Ferrari, ma già nel 2008 le due parti avevano firmato un pre-accordo. Il contratto tra il team di Maranello e l'ex campione del mondo sarebbe già stato depositato presso la Fia. L'annuncio avrebbe dovuto avvenire tra giovedì e venerdì, in occasione del Gp del Giappone e sempre a Suzuka la McLaren avrebbe potuto ufficializzare il ritorno di Raikkonen. Secondo Cadena Ser Alonso e la Ferrari avevano già avuto diverse riunioni per pianificare il lavoro e la macchina della prossima stagione e lo spagnolo avrebbe chiesto l'ingresso, nel team di Maranello, di alcuni ingegneri di Red Bull, McLaren e della stessa Renault.
L'Età e la Motivazione: Un Problema o un Vantaggio?
L'età potrebbe costituire un problema per Alonso? Certamente influirà, ma non va dimenticato che Alain Prost si è laureato campione del mondo nel 1993 a 38 anni e Nigel Mansell ne aveva 39 quando ha conquistato l'iride nel 1992. E questo, ormai trenta stagioni fa. Oggi un uomo di 40 anni è ancora nel pieno della forma fisica e il problema, se vogliamo trovarlo, può essere soltanto mentale. Ma Alonso di voglia di correre ne ha ancora tanta. Sono trascorsi meno di due anni da quel 14 agosto 2018 in cui comunicò sui suoi social il suo ritiro dalla Formula 1. Ora la tavola sembra apparecchiata nel modo corretto, e Fernando è pronto all’ultimo giro di giostra alla soglia dei 40 anni, che compirà a metà della stagione 2021, quella del suo rientro.
La Renault non sarà la McLaren-Honda che ha guidato per tre anni, ma oggi è impossibile che nel 2021 possa proporsi alla pari di Mercedes e Red Bull, visto che il prossimo anno le monoposto saranno molto simili alle attuali. Ma allora, per quale motivo Alonso è così interessato a tornare in Formula 1? Fernando è un ‘racer’, un fenomenale ‘racer’, e come tale non si arrenderà se non quando capirà di non essere più l’Alonso salito fino ai massimi traguardi.