Veicolo Anfibio Anticarro: Evoluzione e Capacità Multiruolo

I veicoli militari anfibi, capaci di operare sia sulla terraferma che sull'acqua, hanno una storia che affonda le radici nella Seconda Guerra Mondiale. Durante questo conflitto, l'esigenza di trasportare uomini e materiali attraverso fiumi, laghi e sbarchi marittimi ha stimolato un'intensa ricerca e sviluppo in questo settore, specialmente da parte di Stati Uniti e Giappone. Sebbene alcuni veicoli terrestri fossero stati adattati per superare corsi d'acqua calmi, la vera innovazione si manifestò con la creazione di mezzi progettati specificamente per l'ambiente anfibio, anche in condizioni di mare mosso.

Mappa delle operazioni anfibie durante la Seconda Guerra Mondiale

Le Origini dei Veicoli Anfibi Militari

Già prima della Seconda Guerra Mondiale, l'idea di un veicolo capace di muoversi su più terreni era oggetto di studio. Gail Borden disegnò un veicolo anfibio nel 1849, e negli anni '70 del XIX secolo, compagnie di trasporto canadesi e statunitensi svilupparono un veicolo anfibio a vapore chiamato "Alligator", in grado di attraversare laghi e fiumi. I primi tentativi, fino ai tardi anni '20 del XX secolo, consistevano spesso nell'aggiungere ruote allo scafo di una barca o viceversa nell'unire uno scafo a un telaio automobilistico. Uno degli esempi meglio documentati di veicolo anfibio fu il progetto del 1905 di T. Richmond di Jessup, Iowa, un triciclo con un motore a benzina a tre cilindri che azionava le ruote posteriori, mentre la singola ruota anteriore fungeva da timone in acqua. La propulsione in acqua era garantita da "pinne" aggiunte alle ruote posteriori.

Negli anni '20, furono creati diversi veicoli anfibi per gli usi più disparati. Nel 1929, presso la Fabbrica Automobili Itala di Torino, fu progettato un ricognitore blindato galleggiante per le Forze Armate Italiane, noto come Itala Autoblinda Anfibio.

La Seconda Guerra Mondiale e lo Sviluppo degli Anfibi

La Seconda Guerra Mondiale rappresentò un catalizzatore per lo sviluppo dei veicoli anfibi. Nonostante in Germania fosse stata sviluppata la Volkswagen Schwimmwagen, un modello di Volkswagen Kübelwagen con una carrozzeria modificata per garantire sufficiente galleggiamento in acque calme, i veicoli statunitensi erano progettati per operare in acque relativamente mosse, come nel superamento delle barriere coralline negli atolli dell'Oceano Pacifico.

I due veicoli anfibi statunitensi che ebbero maggiore diffusione furono il DUKW ruotato 6x6 e i vari modelli di LVT cingolati. Il DUKW, utilizzato principalmente dall'esercito, era progettato per il trasferimento di uomini e materiali dalle navi militari alle spiagge, a supporto delle operazioni di sbarco. Fu ampiamente impiegato nella Seconda Guerra Mondiale e successivamente distribuito ad altre nazioni, inclusa l'Italia, per usi militari e civili. In Italia fu anche utilizzato per le operazioni di soccorso alle popolazioni del Polesine nel 1951. Motorizzato GMC, era un veicolo 6x6. L'acronimo DUKW è corretto: "D" indicava i veicoli progettati nel 1942, "U" i mezzi anfibi, "K" i mezzi con trazione totale (anche sulle ruote anteriori) e "W" il doppio assale posteriore. Su questo veicolo poteva essere montata la mitragliatrice M2 Browning da 12,7 mm con supporto ad anello.

Diagramma di un DUKW che mostra la trasmissione e la propulsione in acqua

I veicoli cingolati LVT (Landing Vehicle Tracked), conosciuti anche come AMTRAC, furono utilizzati principalmente dai marines per l'assalto anfibio e la conquista di spiagge difese. Negli Stati Uniti furono sviluppati nuovi veicoli cingolati delle serie LVTP, derivati dagli AMTRAC e progettati dall'Ufficio studi della Marina (Bureau of Ships). Questi veicoli, sebbene affetti da dimensioni eccessive che li rendevano inadatti al movimento terrestre, presentavano accorgimenti come la protezione anche superiore e l'apertura anteriore della rampa, rendendoli ideali per l'assalto anfibio.

Distinzione tra "Capacità Anfibia" e "Capacità di Guado"

È fondamentale distinguere tra veicoli propriamente anfibi e quelli con semplici "capacità di guado". Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, alcuni veicoli terrestri furono messi in grado di operare su fiumi o con mare calmo. Tuttavia, questi veicoli non possono essere considerati veri e propri anfibi, dato che appena l'ambiente diventava ostile non erano più gestibili. Analogamente, molti veicoli da trasporto prodotti in ambito NATO negli anni che vanno dal 1960 al 1980, per cui erano richieste "capacità anfibie", possedevano più correttamente "capacità di guado", in quanto non erano in grado di operare con onde appena accennate né in mare né in acque dolci. Un veicolo ottimizzato per il movimento terrestre poteva avere una spinta idrostatica (galleggiabilità) appena sufficiente per non affondare in acque calme, ma non una riserva di spinta tale da permettergli la sopravvivenza in acque anche appena mosse.

Tipi di Veicoli Anfibi e Sistemi di Propulsione

I veicoli anfibi, a parte le dimensioni, possono essere suddivisi in due grandi categorie: su cuscino d'aria (Hovercraft) e non. La seconda categoria, la più ampia, nasce dalla volontà di creare veicoli in grado di operare su più terreni - all-terrain, ghiaccio, neve, fango - e non solo sull'acqua. Molti esempi si trovano con movimenti cingolati o su ruote o articolati. Esiste anche una configurazione non convenzionale "a vite" (screw-propelled vehicle) per terreni fangosi.

Quando i veicoli sono più pesanti dell'acqua, quindi non in grado di galleggiare autonomamente, vengono applicati galleggianti rigidi o gonfiabili.

Hovercraft (Veicoli a Cuscino d'Aria)

Un air-cushion vehicle (ACV) o hovercraft può viaggiare su terra o su acqua mediante un cuscino d'aria espulsa verso il basso. Teoricamente, un hovercraft può viaggiare su qualunque superficie solida o liquida abbastanza piatta. Un esempio è il britannico SR.N4 Mk.3, utilizzato come traghetto e capace di trasportare decine di veicoli. Gli ACV hanno un'alta velocità di crociera sull'acqua; un SR.N4 Mk.1 può raggiungere 83 nodi (95 mph - 154 km/h) e può avvicinarsi alla terra in velocità.

Veicoli Non Hovercraft (All-Terrain Vehicles - ATV)

La maggior parte degli anfibi non hovercraft sono ATV (all-terrain vehicles). Tali veicoli hanno raggiunto la maggiore diffusione negli anni '60-'70 in Nord America. Tipicamente un anfibio ATV (AATV) è piccolo, leggero, con telaio in polimero o fibra di vetro, con sei/otto ruote giranti, con pneumatici a bassa pressione. Senza sospensioni e senza sterzo, la direzione viene data dall'azionamento delle ruote da un solo lato, come i cingolati.

Schema di un veicolo anfibio ruotato con meccanismo di propulsione in acqua

I veicoli anfibi possono adottare diverse strategie per il movimento in acqua:

  • Propulsione mediante contatto con il fondale: Nel primo caso, il veicolo opera sotto il livello dell'acqua, mentre dispositivi appositi portano l'aria all'equipaggio e al motore ed evacuano i fumi di scarico del motore stesso. Il movimento è assicurato dal contatto del sistema di propulsione (ruote o cingoli) con il letto del corso d'acqua entro cui si muove il veicolo. I primi veicoli equipaggiati con questi sistemi furono i Panzer III utilizzati all'inizio dell'Operazione Barbarossa per attraversare il corso del Bug. Il numero di carri equipaggiati in questo modo non è noto, ma certamente lo era tutta la II compagnia del 35° Panzerregiment, inquadrato nella 4ª Panzerdivision.
  • Propulsione galleggiante con sistemi dedicati: Nel secondo caso, al veicolo sono aggiunti volumi a basso peso, in modo tale che possa galleggiare sull'acqua. In genere questi volumi sono realizzati con camere d'aria che sostengono il veicolo. In questo caso, dato che non si ha contatto con il fondo, deve essere previsto un sistema di movimentazione in acqua, come eliche o idrogetti.

Sviluppi Post-Bellici e Moderni

Nel dopoguerra, i veicoli ruotati anfibi, tutti derivati più o meno alla lontana dal DUKW, furono sviluppati in altre nazioni, come il BAV-485 in Unione Sovietica, il CAMANF in Brasile e il Pegaso in Spagna.

In Italia, già negli anni '50, la Fiat aveva ideato e prodotto il famoso veicolo anfibio Fiat 6640, che divenne Iveco 6640 G nel 1978. Nel 2012, Iveco ha presentato il nuovo Iveco RAVx6 "Duffy", un anfibio ruotato 6x6.

Un altro esempio significativo è la tedesca Amphi-Ranger, con scafo in lega d'alluminio AlMg2, della quale furono costruiti solo 100 esemplari. La tedesca Amphicar viene usata ancor oggi in manifestazioni.

L'evoluzione del CARRO ARMATO: Dalla Prima Guerra Mondiale Ai Giorni Nostri

Il Programma Amphibious Combat Vehicle (ACV) e il SuperAV

Gli Stati Uniti necessitavano di un veicolo che potesse sostituire i vecchi AAV7, garantendo migliore mobilità sia in acqua che a terra, maggiore potenza di fuoco e maggiori protezioni. Il progetto iniziale, affidato alla General Dynamics e chiamato AAAV (Advanced Amphibious Assault Vehicle), poi cambiato in EFV (Expeditionary Fighting Vehicle), doveva essere mosso a cingoli, armato di un cannoncino da 30 mm e avere una velocità di 72 km/h a terra e di 20 nodi in acqua. Tuttavia, iniziò a mostrare diversi difetti e finì per essere cancellato nel 2012.

In sostituzione del progetto EFV, nacquero due differenti programmi: MPC (Maritime Patrol Carrier) e ACV (Amphibious Combat Vehicle). È in questo contesto che si manifestò l'interesse per il SuperAV italiano.

Il SuperAV:Il SuperAV (Surface Performance Amphibious Vehicle) è un veicolo corazzato anfibio 8x8 ruotato con elevate capacità di carico, progettato dal Consorzio Iveco - Oto Melara, sulla base del progetto VBM Freccia. Nel 2006, Iveco Defence Vehicles decise di sviluppare un nuovo mezzo anfibio che completasse la gamma di veicoli 8x8, che già comprendeva il Centauro e il VBM Freccia. Ancora non vi erano dei requisiti operativi specifici, ma era evidente che presto sarebbe stato necessario sostituire gli M113 e i VCC-1 Camillino. La casa di Bolzano intendeva creare un mezzo con elevate doti marine, in grado di operare in mare con forza 3, ma pur sempre con ottima mobilità sulla terra e con la possibilità di essere aviotrasportato da velivoli come il C-130.

Il veicolo doveva avere, quindi, pesi e volumi attentamente studiati e distribuiti per soddisfare questi requisiti, arrivando a un peso a vuoto di 15 t, con la possibilità di avere diversi allestimenti e protezioni aggiuntive, per un peso massimo di 24 t. Nel 2009 è stato presentato il prototipo, denominato SuperAV, che sfrutta la meccanica di Centauro e Freccia, ma con un nuovo motore CURSOR 13 da 6 cilindri in linea e da 540 CV, associato ad un cambio automatico ZF a 7 marce in avanti e una retromarcia. Nonostante la necessità di sostituire mezzi ormai vecchi (per i quali non era sufficiente l'Iveco LMV), da parte delle Forze Armate non ci furono contributi a questo progetto.

Nel 2012, Iveco DV, insieme alla Oto Melara, presentò un prototipo di VBA, sviluppato con fondi privati e ottenuto accoppiando al SuperAV una nuova torretta a comando remoto Hitfist OWS, prodotta a La Spezia da Oto Melara. Tuttavia, a causa di ristrettezze economiche, non si giunse all'approvazione del progetto, né a porre requisiti specifici.

Il SuperAV nel Programma ACV Americano

Così, Iveco decise di presentarsi al progetto ACV in collaborazione con BAE Systems (disponente di diversi stabilimenti in America). Lo USMC rilasciò un contratto da 3,5 milioni di dollari a quattro aziende candidate: la ditta di Bolzano, la Lockheed Martin con il Patria AMV, la SAIC con il Terrex e la General Dynamics. Nel 2013 si dovette far fronte a problemi finanziari, per ridurre i quali fu abolito l'MPC, lasciando l'ACV, mentre Iveco passò a evolvere il veicolo per il requisito americano di più passeggeri.

Il 24 novembre 2015 furono nominati come i due progetti finalisti il SuperAV e il SAIC Terrex 2. BAE ha ricevuto un contratto da 103,8 milioni di dollari per costruire 16 veicoli entro la fine del 2016 per i test, da iniziare nel 2017 e della durata di un anno. La compagnia progetta di costruire i suoi prototipi ACV nello stabilimento di York, in Pennsylvania.

Nel giugno 2018 la scelta è stata a favore di BAE Systems, con un contratto di 198 milioni di dollari, per costruire i primi 30 esemplari entro l'autunno 2019 e di svolgere nel 2020 i test operativi e valutativi. Alla prima fase per i 204 ACV 1.1 ne seguirà una seconda con gli ACV 1.2 in versione potenziata per sostituire gli attuali 870 veicoli anfibi. A fine gennaio 2020, presso la base USMC di Camp Pendleton, sono stati testati 5 esemplari per simulare un'operazione di sbarco da una nave di classe San Antonio. I test sono durato 3 giorni, con un mare anche allo stato 4 (mare piuttosto mosso), riuscendo a concludersi con ottimi risultati. Il 15 ottobre 2020 Iveco ha annunciato che la prima serie di 18 ACV è stata consegnata a un plotone dei Marines dopo cinque anni di test di sviluppo. Il 10 dicembre 2020 BAE Systems e il Corpo dei Marines hanno annunciato l'avvio alla produzione a tasso pieno, con una prima serie di 36 esemplari, che dovrebbe aumentare a 72 all'inizio del 2021 e successivamente a 80 veicoli all'anno per cinque anni.

Caratteristiche del SuperAV per il Programma ACV

Come presentato nel 2009, il SuperAV presentava la stessa trasmissione ad H, i riduttori, le ruote e i gruppi montati già su Centauro e Freccia, ma con un nuovo motore CURSOR 13 da 6 cilindri in linea e da 540 CV, associato ad un cambio automatico ZF a 8 marce, di cui una retromarcia. Rispetto al VBM lo scafo era pesantemente modificato, con una conformazione compatta e più stretta, come necessario per le doti anfibie e avio-trasportabile. Si aggiungevano un frangiflutti, uno snorkel e due eliche posteriori, che conferivano una velocità in mare di 5,5 nodi. La configurazione del veicolo era classica, con il gruppo propulsore posto anteriormente ed il vano di trasporto nella parte centro-posteriore dello scafo. Le dimensioni consentivano di ospitare 12 passeggeri e il pilota, con questi posto anteriormente a sinistra con il capo-carro e il mitragliere.

Nella versione presentata nel 2012 è stata aggiunta una torretta Hitfist OWS, armata con una mitragliatrice da 25 o 30 mm e con la possibilità di lanciare missili anticarro, oltre che con telecontrollo per far rimanere il tiratore all'interno del veicolo.

Il SuperAV 8x8 è un veicolo corazzato anfibio per trasporto personale (APC) sviluppato dalla società italiana Iveco Defence Vehicles. Inizialmente progettato per soddisfare le esigenze dell'Esercito Italiano, il veicolo viene ora offerto principalmente per i mercati di esportazione. Il SuperAV offre un'elevata mobilità e una protezione superiore per le forze armate che operano in scenari di battaglia impegnativi. Il veicolo è adatto per operazioni anfibie in particolare, con il sistema di propulsione a getto d'acqua che consente al veicolo di raggiungere una velocità di 5 km/h in acqua.

Dettagli Tecnici del SuperAV

Come su Freccia e Centauro, il mezzo mantiene lo schema di trasmissione ad H, costituita da due alberi di trasmissione posti ai lati, garantendo una maggiore abitabilità interna e riducendo i rischi di perforazione dello scafo in seguito ad un'esplosione. Tramite un rinvio, a ogni singola ruota è ingranato un semiasse, mentre le otto sospensioni regolabili sono collegate al braccio oscillante in una corazza cilindrica. La base ha una struttura a intercapedine per favorire la navigazione e anti-mina.

Il motore è un 6 cilindri CURSOR 16 con potenza di 700 CV e la possibilità di disporre per usi civili dell'alimentazione Natural Gas. È un motore posto anteriormente a 24 valvole comandate in coppia con un turbocompressore a geometria variabile. Per l'impiego su terra dispone di una grossa griglia come presa d'aria laterale, mentre in navigazione utilizza uno snorkel sopra la linea di galleggiamento con la possibilità di essere esteso. Nelle sue dimensioni dispone di 4 uscite, delle quali 3 botole e una pedana di servizio posteriore. Rispetto al SuperAV originale, è incrementato anche il numero di passeggeri, passando da 12 più il pilota a 13 più 3 dell’equipaggio.

Il SuperAV offre elevata mobilità e protezione superiore per le forze armate che operano in scenari di battaglia impegnativi. L'esercito brasiliano ha già firmato un contratto da 2,5 miliardi di euro con Iveco America Latina nel dicembre 2009, per 2.044 veicoli corazzati da trasporto 6x6 VBTP-MR (Urutu III), basati sul veicolo SuperAV. Il SuperAV 8x8 è stato offerto alle Forze Armate Italiane nel 2010. La Forza di atterraggio italiana ha un requisito per 600 veicoli per sostituire la sua serie M113 di veicoli anfibi.

Nell'agosto 2011, Iveco Defence Vehicles e BAE Systems hanno stipulato un accordo di collaborazione per offrire una piattaforma anfibia per il programma di trasporto personale (MPC) del Corpo dei Marines americani. In base all'accordo, Iveco e BAE Systems svilupperanno un nuovo veicolo basato sull'Iveco SuperAV 8x8 APC per il programma MPC.

Sezione trasversale del SuperAV che mostra il posizionamento del motore e del vano truppe

Design e Capacità del SuperAV

Il design flessibile del veicolo consente ai produttori di costruire molte varianti basate sulla piattaforma comune. Il veicolo è disponibile come veicolo da combattimento corazzato per trasporto personale, veicolo anticarro, porta mortaio, veicolo ingegnere, veicolo di soccorso, ambulanza e veicolo posto di comando.

Il SuperAV incorpora uno scafo in acciaio monoscocca ad alta durezza. Il veicolo viene consegnato in due diverse larghezze di carrozzeria, 2,7 m e 3 m. Può ospitare 13 occupanti compreso un autista e 12 soldati. Il veicolo è dotato di botole da tetto e porte posteriori per l'entrata e l'uscita delle truppe. Ha una lunghezza di 7,92 m, una larghezza massima di 3 m; un'altezza di 2,3 m; un peso di combattimento lordo di 24 t. È dotato di attrezzature standard tra cui sistema di aria condizionata, sistema NBC, sistema di rilevamento e soppressione di incendi o esplosioni e sistema di gonfiaggio centrale dei pneumatici. Il SuperAV può essere armato con una gamma di sistemi d'arma fino a un calibro di 40 mm. Il veicolo può adottare vari sistemi d'arma tra cui stazioni e torrette controllate a distanza.

Il design del telaio e dello scafo del SuperAV fornisce alti livelli di protezione contro il fuoco di armi leggere, schegge di proiettili di artiglieria, attacchi di mine e IED senza limitare la sua capacità anfibia. Il veicolo può essere fissato con kit di armature aggiuntivi per una protezione aggiuntiva. Il SuperAV offre un'elevata protezione, sebbene abbia un peso lordo inferiore nella sua classe. La sopravvivenza è ulteriormente migliorata con i sistemi antincendio e anti-esplosione a bordo. Il SuperAV è installato con sistemi di protezione attivi e passivi applicati senza variare l'aspetto del veicolo. Il veicolo è dotato di otto lanciagranate fumogene.

Motori e Mobilità del SuperAV

Il SuperAV è alimentato da un motore diesel multifuel turbocompresso Iveco Cursor 13 6L accoppiato con un cambio ZF 7HP902 (sette avanti e uno indietro). Il motore sviluppa una potenza di 500-560 CV. Il rapporto peso/potenza del veicolo è di 21,5 CV/t. Il motore e la trasmissione derivano dalla famiglia di veicoli Centauro collaudata in combattimento per offrire i vantaggi di un sistema di produzione COTS.

Il SuperAV ha una velocità massima su strada di 105 km/h. L'elevata capacità di carburante e acqua a bordo consente al veicolo di viaggiare su distanze significative. Il veicolo può percorrere 500 miglia su terreno e 40 miglia in modalità anfibia. Le eliche indipendenti ad azionamento idraulico consentono le operazioni anfibie fino a uno stato di mare di due. Il sistema di gonfiaggio centrale dei pneumatici e le forature montate sul veicolo garantiscono mobilità tattica e accessibilità al terreno. La sospensione idropneumatica e indipendente consente al guidatore di regolare l'altezza da terra, inclinare il veicolo durante il carico e lo scarico, mettere in scena il veicolo mentre spara su un terreno in pendenza e ridurre l'altezza per adattarsi a un aereo da trasporto C-130 Hercules.

Il Nuovo "SUPERAV LAND"

Il nuovo mezzo blindato presenta un design sviluppato dall’anfibio SUPERAV 8x8, vincitore del programma ACV (Amphibious Combat Vehicle) dell’US Marine Corps, che vede quale capocommessa BAE Systems in collaborazione con Iveco Defence, ed attualmente in fase di produzione e consegna.

Il SUPERAV Land è stato sviluppato in modo indipendente a partire dal design del SUPERAV 8x8 anfibio; lo scopo era quello di fornire un veicolo modulare per operazioni terrestri con un livello di protezione e sopravvivenza più elevato, sfruttando la dimostrata affidabilità della famiglia di mezzi 8x8 dell’azienda, valutata e dimostrata sul campo con migliaia di ore di test prestazionali e capacitivi. Sfruttando le soluzioni tecniche applicate alla famiglia di veicoli blindati 8x8 in servizio ed in fase di consegna come il Centauro 2, la società Iveco Defence ha sviluppato un mezzo basato sullo stesso scafo e soluzioni tecniche del modello anfibio e della famiglia 8x8 a partire dalla driveline con trasmissione ad H, ma ottimizzato per l’impiego terrestre con prestazioni più spinte in termini di piattaforma e protezione.

Immagine concettuale del SUPERAV Land in ambiente operativo terrestre

Avrà una lunghezza e larghezza rispettivamente di 8,3 e 3,1 metri, un’altezza complessiva dello scafo di 2,6 metri ed un’altezza da terra di 0,43 metri; il SUPERAV Land avrà un peso a vuoto di 26 ton. ed è in grado di trasportare fino a 4.000 kg per un peso in configurazione di combattimento pari a 30 ton. Il veicolo è caratterizzato da un'elevata flessibilità di configurazione, che comprende le varianti per trasporto personale, veicolo da combattimento di fanteria, posto comando e veicolo da recupero. Utilizza un motore Cursor 16 Turbocharged Intercooler e poli-carburante di nuova generazione da 700 hp e coppia di 3.000 Nm, accoppiato ad un cambio automatico Allison 4800 SP a 7 marce e rallentatore integrato, nonché una trasmissione proprietaria in configurazione ad H. Il “SUPERAV Land” offre prestazioni uniche in termini di velocità ed accelerazione, fornendo la migliore mobilità della categoria su tutti i terreni, secondo quanto dichiarato da DV.

Dato l’elevato rapporto potenza/peso, il nuovo veicolo trasporto truppe terrestre ha una velocità massima di oltre 105 km/h ed un’autonomia di oltre 700 km a 70 km/h. Il mezzo è in grado di superare una pendenza di oltre il 60% e laterale di oltre il 30%. Il mezzo può superare una trincea larga oltre due metri ed ostacoli di oltre 65 cm oltre a poter guadare percorsi d’acqua fino a 1,5 m senza preparazione. Al pari degli altri mezzi della famiglia si caratterizza per un sistema di ruote sterzanti sul primo e secondo asse (opzionale sul quarto) che gli assicurano un diametro di sterzata di 10,1 metri. Il veicolo 8x8 è dotato di sospensioni idropneumatiche indipendenti tipo Mc Pherson e di pneumatici tipo 16.00R20 XML/XZL tubeless con sistema runflat VFI. Tale soluzione permette di scaricare il peso a terra in maniera ottimale, migliorando il comportamento sui terreni soffici. Il veicolo utilizza anche un sistema centralizzato di regolazione della pressione degli pneumatici, anche in movimento.

Il SUPERAV Land ha una elevata capacità di sopravvivenza contro minacce ad energia cinetica (KE), mine, IED ed in generale di protezione del personale imbarcato superiore.

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