Portellone Elettrico e Climatizzazione Auto: Guida Completa all'Installazione e Manutenzione

L'esperienza di guida moderna è sempre più definita dal comfort e dalla tecnologia. Due elementi che contribuiscono significativamente a questa evoluzione sono il portellone elettrico e l'impianto di climatizzazione automatico. Mentre nei veicoli di fascia alta queste funzionalità sono spesso parte dell'equipaggiamento di serie, nei modelli più economici o datati non sono sempre disponibili. Fortunatamente, esiste la possibilità di installare un portellone elettrico in un secondo momento e di mantenere efficiente e salubre il sistema di climatizzazione esistente. Questo articolo esplorerà in dettaglio il funzionamento di entrambi i sistemi, le possibilità di postmontaggio, i costi associati e le migliori pratiche per la manutenzione.

Come Funziona un Portellone Elettrico

Nei modelli di auto più vecchi, l'apertura del portellone richiedeva un'azione completamente manuale, spesso premendo un pulsante e sollevando fisicamente il portellone. Nei veicoli moderni, invece, l'elettronica gioca un ruolo fondamentale anche in funzioni apparentemente semplici. Persino un portellone che si apre manualmente con una maniglia o un pulsante è spesso controllato elettricamente, soprattutto se l'auto è dotata di chiusura centralizzata.

Si parla di portellone elettrico quando è possibile aprire, sbloccare o chiudere il portellone elettronicamente con la semplice pressione di un pulsante. Questi sistemi possono offrire diverse funzioni, a seconda del modello e della complessità:

  • È possibile aprire automaticamente il portellone dall’interno dell’auto, consentendo a un'altra persona di caricare oggetti senza dover scendere dal veicolo.
  • Con la pressione di un pulsante sul telecomando dell’auto, è possibile sbloccare il portellone anche a distanza, facilitando l'accesso al bagagliaio quando ci si avvicina al veicolo.
  • Alcuni sistemi più avanzati includono un sensore che rileva l'avvicinamento del proprietario al bagagliaio e lo apre automaticamente, eliminando la necessità di azioni manuali.

Funzionamento di un portellone elettrico

Il Sistema "Easy Open": Apertura Senza Mani

Un'evoluzione particolarmente comoda del portellone elettrico è il sistema Easy Open, che permette un'apertura automatica tramite sensore. Il suo funzionamento è il seguente:

  • Quando ci si avvicina al veicolo, un sensore riconosce il telecomando dell’auto.
  • Davanti al bagagliaio, si esegue un “gesto con il piede”, solitamente un movimento da sinistra a destra con la punta sotto il paraurti.
  • Il portellone si apre automaticamente.

Il vantaggio principale di questo sistema è che non è necessario premere alcun pulsante né compiere altre operazioni manuali. Ciò significa che è possibile aprire il bagagliaio anche senza avere le mani libere, ad esempio quando si trasportano borse della spesa, e caricarlo immediatamente.

Montaggio Successivo di un Portellone Elettrico: Possibilità e Costi

Ancora oggi, poche auto sono dotate di portellone elettrico di serie. Fortunatamente, il montaggio successivo è possibile su molti veicoli, anche più datati. Tuttavia, è fondamentale verificare la compatibilità della soluzione scelta con il proprio modello di auto, informandosi in anticipo su quale sistema sia adatto e scegliendo un kit di montaggio compatibile.

I costi per un portellone automatico variano in base al modello e alla complessità del sistema:

  • Spesso si parla di diverse centinaia di euro per l'installazione di un sistema completo.
  • Un kit originale della casa produttrice può costare anche più di 1.000 euro, offrendo solitamente una maggiore integrazione e funzionalità.
  • Soluzioni più semplici, senza sensori automatici e con funzioni più basilari, possono partire da 50 a 150 euro, rendendo l'upgrade più accessibile.

I diversi sistemi di portellone elettrico possono basarsi su varie tecnologie per il movimento:

  • Un piccolo motore installato sul portellone, che richiede molta potenza e potrebbe non essere adatto per portelloni particolarmente pesanti.
  • Un meccanismo a vite (spindel), che offre un movimento controllato e preciso.
  • Un pistone pneumatico o idraulico, che sfrutta la pressione di un fluido per il movimento.
  • Molle a gas o cavi di trazione, che assistono l'apertura e la chiusura con un meccanismo più semplice.

Installazione "Fai da Te" o in Officina

Molti kit sono progettati per essere installati anche da chi non ha esperienza tecnica, purché si possieda un po’ di manualità. Per chi non si sente a proprio agio con il "fai da te", è sempre possibile rivolgersi a un’officina. I professionisti eseguono l’installazione rapidamente e i costi, in questo caso, non dovrebbero essere eccessivamente elevati.

Particolarmente interessante per i non esperti è l’apri-portellone Go-Simply. Questo sistema è facilissimo da installare, è già disponibile per numerose marche e modelli di auto e costa tra 20 e 100 euro, a seconda del modello, rappresentando una soluzione economica e pratica per un primo approccio all'automazione del portellone.

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Climatizzatore Auto: Storia, Funzionamento e Manutenzione

Il climatizzatore auto è probabilmente lo strumento più utilizzato e sfruttato sui veicoli moderni, specialmente in estate. Non molti sanno che, come tutte le altre parti del veicolo, anche l’aria condizionata auto necessita di una manutenzione periodica per garantire efficienza e salubrità, ed evitare dannose perdite di gas che possono essere sia molto inquinanti che costose. Un impianto di climatizzazione in buono stato è importante sia per il comfort del guidatore e dei passeggeri che per l’ambiente.

Storia ed Evoluzione del Climatizzatore Auto

I primi tentativi di utilizzare la tecnologia dei climatizzatori sugli autoveicoli risalgono agli anni trenta, quando alcuni proprietari di veicoli di lusso iniziarono a installarli artigianalmente. Questi erano, ovviamente, semplici prototipi dal funzionamento spesso fallace. Bisognerà aspettare gli anni '40 per il primo modello di climatizzatore installato direttamente sui veicoli da una casa automobilistica.

Poco dopo l’inizio del periodo di sperimentazione, tuttavia, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e gli optional sui veicoli passarono giustamente in secondo piano. Per questo, bisognerà attendere il 1953 per il primo sistema di climatizzazione completamente funzionante, installato sulle Chrysler Imperial. Pochi anni dopo, negli anni sessanta, iniziò l’espansione massiva sul mercato che presto coinvolse anche i mezzi di trasporto industriali, gli autocarri e i mezzi di trasporto pubblico. Oggi il climatizzatore auto è considerato fondamentale ed è presente in quasi tutte le vetture, testimoniando un percorso di innovazione e integrazione.

Come Funziona il Climatizzatore Auto: I Principi Fondamentali

Per capire come funziona il climatizzatore auto è necessario partire da un concetto fondamentale della termodinamica: quando un liquido si trasforma in gas assorbe calore; viceversa, quando un gas diventa liquido lo rilascia. Va inoltre ricordato il principio fisico secondo cui quando i fluidi di differenti temperature entrano in contatto, avviene un trasferimento di calore dagli atomi più caldi verso quelli più freddi. Di base, quindi, l’aria condizionata non produce aria fredda, ma sottrae quella calda dall’abitacolo.

A mettere in circolazione tale liquido è il compressore. Esso agisce su un apposito gas refrigerante in maniera molto simile ad una pompa, spingendolo così attraverso un condensatore dove questo viene liquefatto per poi essere inviato in un serbatoio all’interno nel quale vengono trattenute impurità e umidità.

Gli elementi fondamentali di un sistema di climatizzazione includono:

  • Un condensatore
  • Una valvola di espansione
  • Un evaporatore
  • Un compressore
  • Un filtro
  • Una centralina elettronica di gestione

La centralina e l'evaporatore sono interni all’abitacolo, mentre gli altri componenti si trovano nel vano motore.

Schema di funzionamento del climatizzatore auto

Il compressore è uno degli elementi più vitali di tutto il sistema. Esso, trascinato dal motore, ha il fondamentale compito di comprimere il gas refrigerante ad alta pressione per farlo passare attraverso il condensatore e cedere calore all’esterno. È poi la valvola di espansione che permette il successivo raffreddamento tramite espansione, passando da circa 60°C a -20°C. Tale procedimento riduce inoltre la pressione riportandola a quella iniziale del gas. Da aggiungere infine che il gas assorbito dall’evaporatore non viene sprecato, ma torna nel compressore dove ricomincia il ciclo fino al disinserimento del climatizzatore stesso. Per questo è importante una periodica manutenzione del sistema, per garantirne il corretto funzionamento e l'efficienza nel tempo.

Tipologie e Componenti del Climatizzatore Auto

Esistono due tipologie diverse di climatizzatore auto: manuale e automatico.La prima è quella manuale, dove il livello di temperatura e umidità all’interno del veicolo viene controllato manualmente mediante tasti e manopole dall’utilizzatore. Le alette per il convogliamento dell’aria vengono regolate mediante tiranti flessibili. L’impostazione aria fresca/ricircolo viene comandata elettricamente e il ricircolo è a regolazione meccanica mediante manopola.

La seconda tipologia di climatizzatore auto è quella automatica, in cui è richiesto solamente l’inserimento della temperatura e del livello di umidità desiderato. Sarà poi il sistema a raggiungere in autonomia, mediante regolazione automatica attraverso una centralina di comando, tali parametri. Dei sensori individuano infatti la temperatura nell’abitacolo e un elaboratore compara quest’ultima con la temperatura richiesta, così che i flussi d’aria calda o fredda siano controllati di conseguenza.

Pannello di controllo del climatizzatore auto

I componenti principali dell'impianto di climatizzazione includono:

  • Evaporatore: Questo è uno scambiatore di calore che viene investito esternamente dall’aria spinta da una ventola e diretta all’interno dell’abitacolo. L’aria passando attraverso l’alettatura dell’evaporatore si raffredda raggiungendo circa i -10°C.
  • Compressore: Un componente con il compito di comprimere il gas refrigerante uscito dall’evaporatore. Può essere di tipo rotativo a palette o alternativo a pistoni con cilindrata fissa o variabile. Quest’ultima scelta viene preferita negli impianti più recenti e permette di lavorare a pressione variabile, assorbendo una potenza proporzionale alla richiesta di condizionamento, ottimizzando così i consumi.
  • Condensatore: Posto davanti al radiatore, questo è un altro scambiatore di calore che ha il compito di liquefare il gas refrigerante, cedendo calore all'esterno.
  • Filtro disidratatore: Un altro componente importante che ha il compito di eliminare ogni minima presenza d’acqua dal refrigerante, garantendo la purezza del circuito.

Accanto a questi, ci sono componenti ausiliari e dispositivi di controllo che agevolano la gestione dell’impianto stesso e impediscono il manifestarsi di condizioni critiche:

  • Pressostato: Questo componente serve a proteggere il sistema nel caso in cui, durante il funzionamento, si generino valori di pressione anomali all’interno del circuito di alta pressione. Il gas refrigerante deve infatti restare tra i 3 e i 27 bar per un funzionamento ottimale.
  • Termostato: Questo serve invece a controllare la temperatura sull’evaporatore, abilitando o meno il funzionamento del compressore così da evitare la formazione di ghiaccio su di esso, che potrebbe compromettere l'efficienza.
  • Sensori di temperatura: Per quanto riguarda la temperatura interna ed esterna del veicolo, questa viene misurata tramite due rispettivi sensori, uno posizionato all’interno dell’abitacolo e l’altro, solitamente, sotto lo specchietto retrovisore esterno destro. Questi sono fondamentali per determinare la potenza refrigerante che il circuito del freddo deve erogare.
  • Sensore solare: Esiste un altro sensore ausiliare che determina l’angolo di irraggiamento solare sull’abitacolo, permettendo al sistema di compensare l'effetto del sole sul riscaldamento interno.

Disporre di un impianto di climatizzazione perfettamente funzionante è indispensabile. Non solo questo aumenta il comfort dei nostri viaggi in auto durante il torrido periodo estivo, ma è una parte importante della nostra sicurezza alla guida: un’aria salubre, filtrata e alla giusta temperatura, mantiene il guidatore più tranquillo, desto e reattivo, rendendolo meno incline agli errori di distrazione. Questo è ancora più vero oggi, rispetto a concetti di igienizzazione e sanificazione, ma raramente si pensa alla pulizia e manutenzione degli impianti clima dei veicoli.

Problemi Comuni e Prevenzione nell'Impianto Clima

Ignorare la manutenzione dell'impianto di climatizzazione può portare a diversi problemi, alcuni dei quali possono essere costosi da risolvere. È fondamentale riconoscere i segnali di malfunzionamento e agire tempestivamente.

Il Cattivo Odore

Uno dei primi e più comuni indicatori di malfunzionamento dell’impianto clima è il cattivo odore presente all’interno dell’abitacolo del veicolo. Una delle possibili cause potrebbe essere la necessità di pulire o sostituire il filtro antipolline, ovvero quel componente che filtra l’aria dai batteri, germi e acari prima di raffreddarla.

Prima di pensare a una vera e propria sostituzione del filtro, intervento che richiede una manutenzione professionale, si può provare a pulirlo con uno dei molti prodotti dedicati. Un altro consiglio è quello di prevenire l’insorgere di cattivi odori con alcune precauzioni che evitano il ristagno di germi e batteri. Far andare il riscaldamento al massimo prima di spegnere il motore può impedire la formazione di muffe nell’evaporatore. Allo stesso modo, può essere utile, prima di spegnere il motore, disattivare l’aria condizionata auto e far partire la ventola al massimo della sua potenza, in modo da asciugare l'evaporatore e ridurre l'umidità residua.

Problemi al Compressore e al Radiatore

Al di là del cattivo odore, se l’impianto clima dell’auto non funziona correttamente (magari ha una potenza minore del dovuto) o smette di funzionare del tutto, è probabile che il guasto dipenda dal compressore. Come già detto, questo è un componente vitale dell’impianto visto che si occupa di comprimere il gas che fuoriesce dall’evaporatore. Tutti i tipi di compressori sono collegati al motore mediante un’elettrofrizione, il cui rumore è proprio quello che si sente quando si aziona il condizionatore.

Prima di portare il proprio veicolo in officina, si possono tuttavia verificare le condizioni del radiatore del climatizzatore auto che è solitamente posto davanti a quello del motore. Se questo è sporco, infatti, potrebbe influenzare negativamente il raffreddamento del gas refrigerante, impedendogli di raggiungere la giusta temperatura richiesta dall’impianto. La soluzione in questo caso è semplice e solitamente consiste in un lavaggio con un getto d’acqua ad alta pressione, per rimuovere detriti e impurità.

Altri Problemi Comuni

Oltre ai due problemi di cui abbiamo parlato sopra, ce ne possono in realtà essere altri. Un malfunzionamento dei sensori di pressione e temperatura può portare a un abbassamento generale dell’efficienza dell’impianto clima. Allo stesso modo, la quantità di fluido refrigerante presente nel circuito potrebbe essere, semplicemente, diventata insufficiente.

Il sistema dietro all’aria condizionata dell’auto è molto più complesso di quanto sembri e un suo malfunzionamento potrebbe essere conseguenza di un problema più grave. Ignorarlo o trattarlo con superficialità può portare a gravi conseguenze economiche e di tempo. Per questo, a prescindere che si decida o meno di intervenire con un po’ di fai-da-te per cercare di risolvere il problema, conviene sempre recarsi da un professionista, almeno per un controllo di sicurezza che ci permetta di stare tranquilli. Si raccomanda inoltre di effettuare periodicamente una manutenzione dell’impianto clima proprio per scongiurare in anticipo eventuali guasti che possono poi obbligare a interventi ben più dispendiosi.

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I Filtri dell'Impianto Clima: Aria Pulita e Salute

Il filtro dell’aria è ciò che divide l’impianto clima dall’aria esterna, ma, per quanto si tenda ad usare questo termine al singolare, in realtà all’interno dell’auto esistono due filtri che svolgono questa funzione. Il primo è il filtro dell’aria propriamente detto, che è situato nel vano motore e fa sì che fogliame, detriti e polvere non entrino nella camera di combustione dello stesso. Il secondo è il filtro antipolline, o filtro abitacolo, che ha il compito di filtrare l’aria che entra nell’abitacolo, proteggendo gli occupanti da polvere, pollini, batteri e altre particelle nocive.

Ovviamente, entrambi i filtri sono soggetti a usura e utilizzare l’impianto con un dispositivo ormai logoro non assicura alcun tipo di protezione efficace. Se il filtro dell’aria propriamente detto richiede un intervento sul motore per la sostituzione, nel caso di filtro antipolline usurato si può procedere anche a una sostituzione fai-da-te, facendo però attenzione a quale categoria di filtro si va a installare, per garantire la massima efficacia. È consigliabile far sostituire i filtri ogni anno o ogni 15.000 km, per assicurare una qualità dell'aria ottimale.

L'Importanza dell'Igienizzazione

Un’operazione connessa alla sostituzione dei filtri e spesso ignorata è quella dell’igienizzazione e disinfezione del climatizzatore auto. Come detto in precedenza, l’impianto dell’aria situato nel vano motore si occupa solo di bloccare “gli intrusi” più grandi, non limitando eventuali sostanze nocive più piccole come batteri e impurità che vengono invece fermati dal filtro antipolline. Quando arrivano a questo, però, i batteri e le impurità sono già nei condotti dell’impianto di climatizzazione e proprio qui tendono ad accumularsi nel tempo, dando vita a spiacevoli contro-indicazioni come il cattivo odore.

Il trattamento consigliato è una combinazione di operazioni: da una parte un’igienizzazione profonda dell’abitacolo, meglio se eseguita con un prodotto assorbiodori apposito, e dall’altra una disinfezione con ozono dei condotti dell’impianto clima. Questa seconda richiede circa 15 minuti di lavoro in cui si eroga dell’ozono nelle bocchette di aerazione tramite un apposito macchinario per poi attivare il ricircolo dell’impianto, così da avere la certezza che tutto sia disinfettato a dovere. Prima di risalire in macchina, poi, conviene far arieggiare la stessa per qualche minuto, per eliminare eventuali residui di ozono.

Costo per la Sostituzione dei Filtri

Il costo dei filtri di ricambio per il condizionatore d’aria può variare notevolmente a seconda della marca e del modello del veicolo. Se il sistema di filtraggio da sostituire è più vecchio e meno efficiente, il costo può aumentare, così come alcuni veicoli di fascia più alta possono avere filtri più complessi con un prezzo di sostituzione maggiore, riflettendo la tecnologia e i materiali utilizzati.

Impianto Clima: La Ricarica del Gas Refrigerante

Il funzionamento dell’impianto dell’aria condizionata dell’auto dipende dalla presenza di: un serbatoio che contiene il gas refrigerante, un compressore collegato direttamente al motore e un circuito di tubi che consente la circolazione dell’aria dall’esterno fino all’abitacolo. Il compressore comprime il gas refrigerante portandolo da 1 a 16 bar. Questo attraversa quindi il condensatore e rilascia il calore all’esterno. Successivamente, il gas condensato viene raffreddato fino a -20°C e riportato ad 1 bar in modo da assorbire calore dall’aria dell’abitacolo.

Il gas refrigerante risiede quindi in un apposito serbatoio a tenuta stagna e, visto che il circuito dell’impianto clima è a ciclo continuo, il consumo naturale avviene in un lasso di tempo molto ampio. Di base si consiglia di effettuare la ricarica del gas ogni 2 anni o ogni 60.000 km, per quanto molte vetture non presentino problemi neanche dopo un tempo maggiore. Tuttavia, eventuali perdite o malfunzionamenti nell’impianto possono portare a un consumo anticipato del gas, rendendo necessaria una ricarica più frequente.

Gas R134A e Gas R1234YF: Le Differenze

Quando si parla di ricarica del gas dell'impianto clima, è importante conoscere i diversi tipi di refrigeranti. Tradizionalmente, il gas più utilizzato era l'R134a. Tuttavia, a causa delle normative europee volte a ridurre l'impatto ambientale dei gas serra, molti veicoli più recenti utilizzano il gas R1234yf. Questo nuovo refrigerante ha un potenziale di riscaldamento globale (GWP) significativamente inferiore rispetto all'R134a. È fondamentale che la ricarica venga effettuata con il tipo di gas corretto per il proprio veicolo, in quanto i sistemi sono progettati specificamente per uno dei due refrigeranti e l'uso di quello sbagliato può causare danni all'impianto.

Cosa Fare in Caso di Perdita di Gas

Una perdita di gas refrigerante è un problema comune che può compromettere gravemente l'efficienza del climatizzatore.

Possibili cause:

  • Usura o danneggiamento delle guarnizioni e degli O-ring, che col tempo possono seccarsi o rompersi.
  • Danni ai tubi o ai condotti del circuito, spesso causati da vibrazioni, urti o corrosione.
  • Fessurazioni nel condensatore o nell'evaporatore, che possono essere il risultato di impatti o fatica del materiale.
  • Guasti al compressore o alla valvola di espansione, che possono creare punti di fuga.

Come individuare una perdita:

  • Riduzione dell'efficienza di raffreddamento: Il sintomo più evidente è una diminuzione della capacità del climatizzatore di produrre aria fredda.
  • Rumori strani: Sibili o gorgoglii provenienti dall'impianto possono indicare la presenza di gas in fuga o aria nel circuito.
  • Tracce visibili: A volte, le perdite possono lasciare tracce di lubrificante (olio) intorno ai componenti dell'impianto, poiché il gas refrigerante contiene una piccola percentuale di olio lubrificante.
  • Test con colorante UV: I professionisti utilizzano spesso un colorante speciale che, aggiunto al refrigerante, diventa visibile sotto una lampada UV, rivelando il punto esatto della perdita.
  • Rilevatori elettronici di fughe: Questi strumenti ad alta sensibilità possono rilevare la presenza di gas refrigerante anche in piccole quantità nell'aria.

In caso di sospetta perdita, è fondamentale rivolgersi a un'officina specializzata. Tentare di risolvere il problema da soli senza le attrezzature e le competenze adeguate può essere pericoloso e dannoso per l'ambiente, oltre a non risolvere la causa del problema. I professionisti possono individuare la perdita, ripararla e ricaricare il sistema con il gas appropriato, garantendo un funzionamento sicuro ed efficiente.

Consigli per un Uso Ottimale del Climatizzatore Auto

Viaggiare in macchina, soprattutto in estate, può rivelarsi molto stressante. Secondo uno studio della Seat, per esempio, quando la temperatura all'interno dell'auto supera i 35°C le reazioni del guidatore sono del 20% più lente rispetto a un abitacolo a 25°C. È come se il guidatore avesse una percentuale di alcool nel sangue di 0,5 grammi per litro. E se l'auto resta in sosta sotto il sole la temperatura all'interno può arrivare anche a 60°C. Avere un buon impianto di climatizzazione con la possibilità di impostare la temperatura desiderata aiuta senz'altro, ma è bene seguire alcune semplici regole per utilizzarlo al meglio.

Abitacolo auto surriscaldato

Poche Semplici Regole per un Comfort Ottimale

  • Ventilare prima di partire: Se l’auto è rimasta ferma sotto il sole, aprite le porte e “fate uscire il caldo”: mai partire in un ambiente surriscaldato con il climatizzatore “a manetta”. Questo riduce lo shock termico e permette al sistema di lavorare in modo più efficiente.
  • Evitare sbalzi eccessivi: Evitate sbalzi di temperatura troppo elevati fra abitacolo ed esterno (si consiglia non più di 10°C): in generale impostare il “clima” a 22-24 °C è sufficiente per viaggiare in modo confortevole e per prevenire malesseri.
  • Orientamento delle bocchette: Non orientate le bocchette di ventilazione verso viso, petto e stomaco, poiché questo può causare colpi di freddo o irritazioni. Dirigeteli su parabrezza, finestrini e (con cautela) piedi. L’obiettivo è ottenere una temperatura uniforme, quindi lasciate fare all'impianto attivando la funzione "auto" (che sta per automatico), se disponibile.
  • Ricircolo dell'aria: Si consiglia di far funzionare il sistema principalmente in modalità aria esterna (fresca). L'uso continuato del funzionamento del climatizzatore in modalità di ricircolo per un periodo di tempo prolungato può causare sonnolenza agli occupanti dell'abitacolo. L'uso continuato del climatizzatore in modalità di ricircolo con l'aria condizionata spenta può consentire un aumento dell'umidità all'interno dell'abitacolo, favorendo la formazione di condensa e muffe.
  • Ricambio d'aria durante il viaggio: L’aria non deve ristagnare: in viaggio, abbassate un po’ i finestrini per un paio di minuti ogni ora, per favorire il ricambio d'aria e mantenere l'ambiente più salubre.
  • Disattivazione prima dell'arrivo: Buona norma è spegnere il “clima” qualche minuto prima di arrivare a destinazione, lasciando accesa la ventola, che in parte elimina l’umidità residua nell'evaporatore, prevenendo la formazione di batteri e cattivi odori.

Evitare il "Colpo di Freddo" e Non Trascurare la Qualità dell'Aria

Un nemico insidioso, che all’inizio agisce “in silenzio” per poi farsi sentire a distanza di ore, è il “colpo di freddo”. La causa può anche essere l’uso scorretto del climatizzatore dell’auto, che espone a diversi rischi: dal banale mal di gola alla congiuntivite, fino a raffreddore, bronchite e addirittura polmonite; per non parlare di noiosi guai ai muscoli (tipico il torcicollo), dolori articolari e addominali, problemi intestinali e mal di testa.

Il “clima” preleva aria dall’esterno e la immette nell’abitacolo dopo averla deumidificata, raffreddata e filtrata. Perché l’impianto lavori bene, fate sostituire i filtri ogni anno o ogni 15.000 km. Nell’impianto può ristagnare acqua di condensa, e con il caldo si sviluppano batteri, per nulla igienici e responsabili del cattivo odore dell’aria. Se il cattivo odore persiste, per sconfiggere i batteri servono spray disinfettanti (si trovano nei negozi di autoaccessori) da spruzzare nel radiatore o nelle bocchette di ventilazione, oppure rivolgersi a un professionista per un'igienizzazione approfondita.

Avvertenze Importanti

  • Non dormire nel veicolo o rimanere parcheggiati con i finestrini alzati e il riscaldatore o il climatizzatore acceso per lunghi periodi di tempo. Questo può portare a un esaurimento dell'ossigeno nell'abitacolo, con rischi per la salute.
  • Il funzionamento della ventola quando il pulsante Start/Stop del motore è in posizione ON potrebbe causare lo scaricamento della batteria, specialmente se il motore non è in funzione.

Per la disattivazione del portellone elettrico, il sistema di riscaldamento e raffreddamento può essere controllato manualmente premendo interruttori diversi dal pulsante AUTO. Per disattivare lo sbrinatore parabrezza, premere ancora una volta il pulsante dedicato (la spia si spegnerà). Le bocchette si possono aprire o chiudere individualmente tramite la rispettiva levetta di controllo. Per quanto riguarda la temperatura, è possibile aumentarla o diminuirla di 0,5°C/1°F per ogni posizione incrementale premendo l'interruttore verso l'alto o il basso. È sempre possibile spegnere il climatizzatore premendo il pulsante OFF.

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