L'industria automobilistica francese, con la sua ricca storia e la sua costante ricerca di innovazione, ha da sempre rappresentato un connubio unico tra ingegneria di precisione e un'innata sensibilità artistica. Dalle vetture iconiche che hanno segnato epoche intere alle moderne concept car che anticipano il futuro, il design francese nell'automobile è un'espressione di raffinatezza, audacia e una profonda comprensione del "bello", del "sensoriale" e dell'eccezionale.
DS Automobiles: Un Esempio di Eccellenza Francese
Dall'innovazione e dall'ispirazione dei suoi artigiani nascono i veicoli di produzione di DS Automobiles, veri e propri concentrati di competenza e know-how eccezionale, materiali nobili e finiture alta moda. Per dare forma a queste concept car, gli ingegneri e artigiani di DS traggono ispirazione dall'universo del lusso parigino e immaginano le tecnologie di domani, senza mai dimenticare il bello, il sensoriale e l'eccezionale. Gli artigiani, tappezzieri, designer, esperti e ingegneri di DS addomesticano i materiali e migliorano la tecnologia per perfezionare ogni dettaglio e finitura e creare qualcosa che unisca raffinatezza e prestazioni.

DS Automobiles apre le porte a un'esperienza senza precedenti di comfort, prestazioni e raffinatezza grazie alla sua tecnologia E-TENSE. Poiché il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo, DS Automobiles fa ogni sforzo per dare l'opportunità di apprezzare al meglio ogni momento al volante del proprio veicolo elettrico o ibrido. Con due vittorie nel campionato mondiale di Formula E, DS Automobiles è riuscita a imporre la sua tecnologia elettrica E-TENSE sui gradini più alti del podio. Ambiziosi e all'avanguardia, i team continuano a innovare per adattare linee e forme e offrire sempre maggiore efficienza e potenza.
L'Intelligenza Artificiale al Servizio del Conducente: DS IRIS SYSTEM & ChatGPT
Già particolarmente intuitivo e reattivo, DS IRIS SYSTEM integra l'intelligenza artificiale SoundHound e Cerence alimentata dall'API ChatGPT. La funzione di DS Automobiles sfrutta la potenza dell'Intelligenza Artificiale generativa tramite la piattaforma Chat AI di SoundHound e di Cerence, a seconda del modello, che integra diverse aree di conoscenza, combinate con i modelli di linguaggio più avanzati come l'API di ChatGPT, che fornisce risposte più rapide e complete rispetto al precedente sistema di riconoscimento vocale DS IRIS SYSTEM.
ChatGPT è integrato in DS IRIS SYSTEM attraverso il sistema di riconoscimento audio e vocale di SoundHound e di Cerence, a seconda del modello. Si tratta di un modello di linguaggio di intelligenza artificiale sviluppato per generare risposte di tipo umano basate sull'apprendimento profondo. Tuttavia, poiché è una tecnologia nuova in fase di sviluppo, le sue risposte o informazioni potrebbero non essere totalmente precise, corrette o obiettive. Come per qualsiasi altro assistente virtuale, si raccomanda di non fare affidamento esclusivamente sulle informazioni fornite e di evitare di condividere informazioni private.
Vivere l'arte di viaggiare alla francese con DS significa tuffarsi in una parentesi senza tempo, un momento sospeso alla scoperta della raffinatezza del mondo.
L'Automobile Francese nel Maggio '68: Una Trasformazione Sociale
Nei primi mesi del 1968 l'industria francese dell'automobile stava vivendo un momento di particolare successo. Peugeot stava lanciando la 504, modello di fascia medio-alta; Citroen pensava alle vacanze e al tempo libero e metteva sul mercato l'iconica Me'hari; Renault si preparava a presentare la sua 'anti Dyane', la R6. La produzione complessiva aveva raggiunto l'anno precedente 1,5 milioni di unita' e sulle strade francesi circolavano 7,1 milioni di veicoli, sufficienti per creare i primi ingorghi urbani ma anche tali da permettere di viaggiare ad alta velocita' (in assenza di controlli) sulle 'Route National'.
Come riporta il magazine Challenges, in quel periodo non si parlava ancora della riduzione delle emissioni di CO2 e nemmeno dei consumi, perche' un litro di super costava solo 1 franco. Ma il 3 maggio di 50 anni fa cambia tutto: gli studenti iniziano le loro proteste al Quartiere Latino e improvvisamente le automobili diventano le protagoniste del Sessantotto, il piu' importante momento di trasformazione sociale della storia moderna della Francia. Cosi' le 4 ruote, ribaltate e incendiate, sono usate come ostacolo alle cariche delle forze dell'ordine, mentre le 2CV e le R4 - stipate di dimostranti e di quanto serve per la rivolta - si muovono agilmente nelle strade e stradine alle spalle della linea di scontro.

A quel tempo - racconta Challenges - l'Auto-Journal decise di difendere i proprietari di queste carcasse fumanti o fracassate: "Un certo numero di parigini possedeva ancora un'auto a meta' maggio, molte acquistate a credito a volte con grande difficolta'. Tutte queste macchine ora non esistono piu', sono state bruciate durante le manifestazioni che hanno agitato Parigi. Ma dove si possono rivolgere i poveri proprietari infelici? All'Eliseo, al ministero di l'interno, presso la Prefettura?".
In pochi giorni pero' la rivolta del Sessantotto si estese alla classe operaia, con conseguenze altrettanto importanti per il Paese. Primo ad 'infiammarsi' e' lo stabilimento Renault a Billancourt, che avvia gli scioperi. La produzione della Citroen crolla nel primo semestre da 223.500 a 178.000 automobili. Ed e' l'inizio di una radicale trasformazione del sistema industriale e, parallelamente, anche del ruolo sempre meno edonistico dell'automobile.
L'Automobile come Forma d'Arte: La Riflessione di Alain Bublex
Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino presenta il progetto espositivo "Automobili. Una storia di innovazione concettuale" dell’artista francese Alain Bublex, un percorso che indaga l’automobile come spazio, forma e immaginario, ripercorrendone l’evoluzione dal 1802 a oggi. Il progetto prende avvio da una commissione della Fondation Cartier pour l’art contemporain che - in occasione della mostra Autophoto (2017) - affida a Bublex la scrittura di un testo sulla storia dell’automobile e sull’evoluzione delle sue forme dal 1802 a oggi.

Alain Bublex (La Mulatière, Lione, 1961) è un artista francese che lavora tra arte, design e architettura, esplorando i processi di progettazione e le forme della modernità. Le sue sculture, ridotte all’essenzialità delle forme, non descrivono i modelli nei loro dettagli, ma ne trattengono i caratteri minimi, comunque riconoscibili. La scelta stessa dei modelli è il risultato di quello che l’artista definisce un “vagabondaggio” di idee, di libere associazioni che avvengono durante una conversazione. Ogni modello è un deposito di memoria: un’immagine che riattiva ricordi, sollecita associazioni, apre altri pensieri.
Il dibattito sul ruolo delle istituzioni culturali nel definire cosa possa essere considerato arte, soprattutto quando si parla di oggetti del contemporaneo come l'automobile, è sempre stato insidioso. Come ha giustamente osservato il curatore della famosa mostra "Eight Automobiles" al MoMA di New York nel 1951, "Le automobili sono sculture vuote e rotolanti". Questa mostra è stata la prima volta che una vera e propria automobile è stata oggetto di interesse per un'istituzione culturale di tale rilievo.
Le 8 protagoniste erano: una Mercedes SS del 1930; una Cisitalia del 1946; una Bentley del 1939; una Talbot del 1937; una Jeep del 1941; una Cord del 1937; una MG modello TC del 1948; una Lincoln Continental del 1941. Il motivo del curatore era chiaro: “A volte si dice che i progettisti automobilistici europei raggiungano uno standard così elevato perché sono preoccupati per problemi relativamente semplici. L’auto sportiva costosa e frivola dovrebbe essere più facile da progettare, rispetto all’auto economica di dimensioni familiari. Molte auto europee lo dimostrano". La mostra, attraverso i modelli esposti, evidenziava due approcci progettuali: l’involucro (incarnato dalla sportiva Cisitalia 202) e la scatola su ruote (esemplificata dalla Jeep Willys-Overland).
New York, d’altro canto, non si potrebbe immaginare se non con le sue grandi strade ed insegne luminose che ne arredano il tessuto urbano, e di cui i servizi per le automobili hanno iniziato ben presto a far parte, documentati nelle opere pittoriche da artisti come Edward Hopper.
La Cité de l'Automobile a Mulhouse: Un Tesoro Francese
La storia di questo originale e straordinario museo, la Cité de l'Automobile a Mulhouse, è legata intrinsecamente alla storia della città, perché Mulhouse ha costruito nei secoli la sua fortuna sull’industria e in particolare sull’industria tessile grazie a una coppia di fratelli, imprenditori e proprietari di importanti opifici.
I fratelli Fritz e Hans Schlumpf, industriali tessili, accumularono negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso questa incredibile collezione. La loro passione totalizzante e compulsiva per le auto d’epoca li spinse a spendere cifre notevoli per gli acquisti e per le officine di riparazione con dozzine di tecnici qualificati per portare alla perfezione i modelli acquistati. Anche a causa della concentrazione dei proprietari sul collezionismo automobilistico, il dissesto finanziario del grande gruppo tessile fu insanabile e portò ben presto al fallimento, al licenziamento di un numero considerevole di maestranze e a forti tensioni sociali in città e sul territorio.

L’allestimento della Cité è spettacolare: si estende su 25.000 metri quadrati e propone un viaggio cronologico nella storia dell’automobile, dalle prime vetture a vapore di fine Ottocento ai modelli da corsa contemporanei. Particolarmente suggestiva è la sala dedicata ai grandi carrozzieri, che espone pezzi unici firmati da nomi come Bugatti, Rolls-Royce, Mercedes-Benz e Ferrari. Fiore all’occhiello del museo è la collezione di Bugatti Royale, modelli rarissimi considerati tra i più prestigiosi della storia dell’automobilismo.
Oltre all’esposizione statica, la Cité de l’Automobile offre anche spettacoli, animazioni e attrazioni per tutta la famiglia, varie piste per prove di guida, anche simulate in realtà virtuale, nonché eventi dedicati agli appassionati.
Una visita a Mulhouse, una città che si trasforma giorno per giorno assecondando la sua vocazione turistica e la sua favorevole posizione nel centro dell’Europa, è anche l’occasione per conoscere la cucina alsaziana, un connubio perfetto tra tradizione francese e influenze germaniche. Da non perdere le tarte flambée, sottili sfoglie di pane ricoperte di crème fraîche, cipolle e pancetta, ideali da condividere. La regione vanta anche una tradizione vinicola secolare, con sette vitigni alsaziani d’eccellenza, tra cui spiccano il fresco Riesling e il fruttato Gewuerztraminer. A Mulhouse e nei suoi ristoranti tipici si possono degustare queste etichette, spesso in abbinamento alle specialità locali, esaltando i sapori autentici dell’Alsazia.
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