L'Audi 200, prodotta tra il 1980 e il 1991 e conosciuta anche come Auto Union 200, ha rappresentato la berlina di riferimento per la Casa dei quattro anelli per tutti gli anni '80. Questo modello ha giocato un ruolo cruciale nell'indirizzare lo sviluppo della successiva Audi V8, la prima segmento F del marchio a portare di serie la trazione integrale, e ha contribuito in modo significativo all'affermazione di Audi come costruttore in grado di suscitare un crescente interesse nella clientela, che in Germania si divideva equamente tra Mercedes e BMW. L'utenza, infatti, intravedeva nel marchio dei Quattro anelli un'altra strada, principalmente grazie alla presenza della trazione integrale, abbinata a potenti propulsori turbo.
Le Radici e l'Evoluzione della Specie: Dalla 100 alla 200
In buona sostanza, la 200 non era altro che la versione meglio rifinita dell'Audi 100, un'operazione simile a quella compiuta da Opel con la Rekord e la Commodore. La 100, rispetto all'Audi 200, iniziò a essere prodotta già a partire dal 1968 e terminò la sua lunga carriera appena tre anni dopo la dismissione dell'Audi 200, in un certo senso sopravvivendo all'auto a cui aveva contribuito a dare i natali.
L'Audi 200 si è articolata in due generazioni, con la prima di durata relativamente breve (1979-1982) e la seconda dal 1982 al 1991. L'Audi V8 era entrata in listino già nel 1988, quindi la stirpe delle ammiraglie posteriori all'Audi 200 è da considerarsi divisa tra la stessa V8 e la A8 che, presentata nel 1994, ancora oggi popola i listini del costruttore tedesco.
La prima serie della 200 (sigla interna Typ 43, identificata anche con la sigla C2) venne presentata alla stampa nel settembre del 1979 e la produzione avviata nell'ottobre dello stesso anno. Con l'arrivo di questo modello, l'Audi volle estendere verso l'alto la gamma dei suoi modelli per cercare di tornare il più vicino possibile alla sua immagine di costruttore di auto di prestigio che aveva prima della Seconda guerra mondiale, sebbene in quel periodo avesse stentato parecchio per diversi motivi.

Design e Dimensioni: L'Aerodinamica al Servizio delle Prestazioni
La seconda serie dell'Audi 200, presentata nel giugno del 1983, spicca per forme aerodinamiche moderne, puntando su interni ben costruiti e sulla sicurezza. Le dimensioni della Audi 200 C2 al debutto nel 1979, quando venne presentata alla stampa prima del lancio sul mercato a inizio 1980, erano generose. Come detto nell'introduzione, le principali modifiche estetiche della Typ 43 consistevano nei doppi fari rispetto al faro singolo dell'Audi 100, la mascherina rinnovata e il paraurti dotato di spoiler aerodinamico integrato. In linea laterale, le generose dimensioni della Audi 200 si arricchivano, sempre sul lato estetico, delle cornici cromate dei cristalli e degli inserti nella stessa tonalità sulle maniglie d'apertura delle portiere.
La seconda generazione della 200 riprese in toto l'intera scocca della 100, e quindi anche le soluzioni aerodinamiche introdotte un anno prima con il lancio della 100 C3, riservandosi poche ma efficaci modifiche, limitate a un frontale più elegante e racchiuso entro una cornice cromata a tutta larghezza, con fari anteriori ridisegnati, non più sdoppiati ma leggermente più piatti e più larghi. Al nuovo frontale rispose una coda con un fascione in plastica che rappresentò la naturale estensione della fanaleria posteriore con al centro l'incavo dedicato al porta targa (una scelta stilistica molto in voga negli anni ottanta, soprattutto in America). Gli indicatori di direzione anteriori vennero inoltre spostati sul paraurti.
L'aggiornamento di mezza età dell'Audi 200, presentato al Salone di Francoforte del 1987, fu quasi impercettibile all'esterno, dove comunque si riuscì ad ottenere un'aerodinamica affinata, ottenuta incassando le maniglie a filo di carrozzeria e montando nuovi tergicristalli che non richiesero più l'apertura del cofano motore per essere ribaltati.
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Interni e Comfort: L'Eleganza e la Funzionalità
Gli interni della Audi 200 si presentavano, come detto, meglio rifiniti e più ricchi di dotazioni rispetto a quelli dell'Audi 100. Alcune di queste si pagavano a parte, oggi come allora, nella fattispecie il tetto apribile, il climatizzatore, i sedili anteriori riscaldabili, l'orologio digitale, lo sbrinalunotto e un rudimentale, rapportato ai giorni nostri, mantenitore di velocità o Cruise Control. Il primo allestimento con cui venne lanciata l'Audi 200 fu la CD, non a caso l'allestimento top di gamma della 100 C2 che era già a listino da diversi anni. Nel corredo di serie erano inclusi: cerchi multirazza in lega leggera da 15 pollici, pneumatici a spalla ribassata da 205 mm di battistrada e assetto sportiveggiante.
La seconda serie dell'Audi 200, quindi già a partire dal 1982, fa un altro salto in avanti notevole distanziandosi maggiormente dalla 100 rispetto a quanto accaduto nel primo periodo di commercializzazione. Nel frattempo cambiò anche l'impostazione stessa della plancia, ora a includere la strumentazione centrale sotto la stessa palpebra del quadro strumenti principale: motivo della variazione stilistica evitare confusione con la terza serie della "100" contemporaneamente presente sul mercato. Integrate nella fascia centrale, invece, le bocchette d'aerazione. Da buona ammiraglia quale è stata, negli interni della Audi 200 non si può non notare la presenza degli alzacristalli elettrici sia davanti sia dietro, oggi dati per scontati ma sicuramente molto meno in quel periodo storico.
L'abitacolo della seconda generazione si presentò anche in questo caso più ricco e completo rispetto alla contemporanea Audi 100, grazie alla selleria rivestita in velluto e ai materiali pregiati utilizzati un po' ovunque. A richiesta era possibile ordinare la vettura con un allestimento interno più sportiveggiante che incluse anche il rivestimento in pelle per i nuovi sedili sportivi, il volante, i braccioli sui pannelli porta e le maniglie porta interne. Il cruscotto venne ridisegnato per distinguersi da quello dell'Audi 100 C3.
L'aggiornamento del 1987 fu più visibile all'interno, dove venne montato un nuovo cruscotto dal più moderno disegno a onda, un nuovo volante ed una nuova console centrale. La nuova plancia in tre tinte era ispirata al più moderno disegno della plancia delle sorelline 80 e 90. Viene inoltre introdotto l'allestimento "Exclusiv", che dona una certa sportività al modello, grazie all'assetto ribassato di 15 mm, cerchi di lega specifici da 15 pollici, passaruota leggermente allargati e pneumatici 205/60. All'interno, sedili dal profilo sportivo, riscaldabili e rivestiti di pelle, abbinati a tetto apribile elettrico e climatizzatore automatico.
Motori e Prestazioni: La Potenza dei Cinque Cilindri Turbo
I motori della Audi 200 si distinguono in due periodi storici, relativi alle singole generazioni. Nella prima parte di carriera, l'Audi 200 arriva sul mercato con la disposizione longitudinale del motore 5 cilindri e la trazione anteriore: troppo presto, ma ci sarebbero voluti solo pochi anni, per vedere la prima Audi 200 integrale. Il motore 5E e il 5T previsti al lancio consistono rispettivamente nella stessa unità dell'Audi 100 (2.1 aspirato da 136 CV) e nell'evoluzione di quest'ultima grazie alla dotazione della sovralimentazione, dove la T sta appunto per turbo. In quel caso, la potenza della Audi 200 5T arriva a toccare quota 170 CV. Di serie un cambio manuale a 5 rapporti, a richiesta l'automatico a 3 velocità. Per i motori della Audi 200 sopra citati, i valori di coppia sono rispettivamente di 185 Nm a 4.200 giri (5E) e di 265 Nm a 3.300 giri (5T). Per quanto riguarda le prestazioni, 188 km/h è la velocità massima del 5E, 203 km/h quella del 5T.
La seconda Audi 200 conferma la coppia di propulsori, elevando però la potenza del turbo a 182 CV rispetto ai precedenti 170 CV. Il merito va al montaggio di un intercooler dedicato. Variò anche il cambio, che per il motore aspirato divenne un 4 marce con la 5° da overdrive. Cambiò quindi la potenza massima dell'unità sovralimentata grazie all'installazione di un intercooler, ferme restando anche altre caratteristiche, come l'alimentazione ad iniezione meccanica. Per quanto riguarda le varianti di trasmissione, la versione aspirata era abbinata ad un cambio manuale a 4 marce più una quinta marcia che fungeva da overdrive.

Ci furono poi modifiche al 2.1 la cui cilindrata passò a 2.144 cm³, dotato di iniezione meccanica Bosch e di turbocompressore KKK, con potenza di 182 CV. Soprattutto debuttò la trazione integrale che era l'unica scelta fattibile per la 200 Avant. Due i differenziali, a ponte e posteriore entrambi bloccabili da un interruttore sulla plancia. Erano gli anni della nascita del fenomeno "quattro" e la 200 fu tra le prime a beneficiarne.
Alla fine del 1984, tra le varie modifiche, la gamma dei motori della Audi 200 offriva il 2.2 aspirato passato da 136 a 138 CV, il 2.2 turbo con catalizzatore da 141 CV, il 2.1 turbo da 182 CV, anche quattro (unica scelta per la Audi 200 quattro). Ebbe vita breve la 141 CV catalizzata, ritenuta davvero poco indicata per un'auto di questo genere. Già nel 1985 venne montato l'intercooler e la potenza tornò a raggiungere livelli più accettabili (165 CV). Nell'agosto del 1985, la versione turbo da appena 141 CV, evidentemente troppo fiacca come prestazioni rispetto alla più economica versione di base aspirata, venne rivisitata a livello di propulsore in modo che la potenza massima venisse innalzata fino a 165 CV.
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Nel 1987, la 200 venne aggiornata con l'introduzione del motore 2.2, con potenza che sale a 200 CV (se con il cambio manuale a 5 marce, oppure a 190 CV se equipaggiato con il cambio automatico a 3 rapporti). Quest'ultima variante era disponibile solo a trazione anteriore, mentre l'altra poteva anche essere ordinata a quattro ruote motrici. La velocità massima superava i 230 km/h, mentre lo 0-100 scendeva di mezzo secondo. Con questi numeri si può capire come mai la reputazione della Casa di Ingolstadt cresca rapidamente.
Altri due anni - ed eccoci al 1989 - e arriva l'ulteriore evoluzione della 200, ovvero la Turbo 20V quattro: grazie alle quattro valvole per cilindro, infatti, la potenza cresce fino a 220 CV (nonostante la presenza del catalizzatore), sufficienti per superare i 240 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in soli 6,6 secondi. Questa versione era spinta da un motore simile all'unità da 2,2 litri e da 200 CV di potenza massima, ma con testata a quattro valvole per cilindro.
Alla fine del 1990 la gamma subì un drastico ridimensionamento che la portò a comprendere solo due motorizzazioni, ossia il 2.2 turbo da 165 CV e il 2.2 turbo 20v da 220 CV.
La Trazione Integrale "Quattro": Un Vantaggio Decisivo
La trazione integrale fu la seconda grande novità del periodo e si trattava della stessa tecnologia presente anche nei modelli di fascia inferiore, nonché nella Audi quattro impiegata con successo nei rally. La trazione integrale utilizzata dall'Audi si basava sull'aggiunta di una presa all'uscita del cambio, in corrispondenza del quale si trovava il differenziale centrale da cui partiva l'albero di trasmissione che porta la coppia motrice all'assale posteriore: qui venne montato un terzo differenziale che ripartiva la coppia tra le due ruote. I differenziali centrale e posteriore, erano bloccabili tramite un selettore dalla plancia.
Oltre alla trasmissione le quattro montavano in luogo dell'assale rigido un nuovo e sofisticato schema a quadrilateri deformabili, progettato con lo scopo di minimizzare gli ingombri derivanti dalla trasmissione. Inoltre a causa delle interferenze dovute al passaggio dell'albero di trasmissione le quattro furono dotate di un diverso serbatoio, sagomato appositamente, lasciando inalterata la capacità di 80 litri.
La 200 Avant fu la prima ed unica station wagon su base Audi 200, che a sua volta riprese la scocca dell'Audi 100 Avant, ma con la gamma motori della versione più raffinata. Tale versione fu disponibile in un'unica motorizzazione, ossia il 2.1 Turbo da 182 CV, e solo a trazione integrale una scelta che all'epoca fu ancora piuttosto controcorrente, visto che in quegli anni si tendeva ancora ad associare ad una wagon l'immagine di una vettura paciosa destinata a tranquilli commessi viaggiatori o padri di famiglia che utilizzavano una spaziosa quanto parca vettura dalle prestazioni non sempre esattamente esuberanti. Anche negli anni a venire, la trazione anteriore rimarrà preclusa alla 200 Avant, che verrà quindi prodotta solo in configurazione a quattro ruote motrici. L'ultima versione elencata, ossia la quattro Avant, fu l'ultima ad entrare nella gamma dell'Audi 200, essendo stata presentata il 25 novembre 1984.

La Sicurezza: Il Sistema Procon-ten
Sul fronte della sicurezza, venne introdotto il nuovo sistema Procon-ten, costituito dall'azionamento dei pretensionatori abbinata all'arretramento del piantone dello sterzo in caso di urto frontale. Questo sistema rappresentava un'innovazione significativa per l'epoca, evidenziando l'impegno di Audi per la sicurezza dei suoi occupanti.
Il Mercato e i Prezzi: Una Scelta di Nicchia
La carriera della "200" finisce nel 1991 e in Italia, complice la cilindrata superiore ai 2.0 litri, non è mai stata una scelta troppo gettonata: del resto, c'erano sul mercato concorrenti comunque prestanti e dal look decisamente più grintoso.
I prezzi della Audi 200 da nuova sono qui indicati in marchi tedeschi: si partiva dai 27.875 DM (marco tedesco) della 200 5E e dai 30.550 della 200 5T. Tradotti in euro, qualcosa come 14.200 o 15.620 euro che ovviamente non sono paragonabili al valore della valuta di allora. L'Audi 200 C3, invece, aveva un listino più ricco a giustificare la crescita delle dotazioni e l'arrivo di nuovi motori più prestanti. Non a caso la 2.2 Turbo da 165 CV divenne in breve la più cara a listino (51.770 DM, ca. 26.469 euro), con un prezzo poi cresciuto di circa 10.000 marchi tedeschi con l'ultima evoluzione della 2.2 Turbo con potenze fino a 200 CV. La più cara del listino è stata, però, la 2.2 Turbo quattro 20V, che arrivava a costare da nuova fino a 77.405 DM (ca. 39.570 euro).
Trovare oggi un listino prezzi della Audi 200 tra le auto usate non è così facile, vista la scarsità degli esemplari. Qualcosa è rimasto, e il prezzo può variare tra poco più di 10.000 euro fino ai circa 37.000 euro richiesti per un esemplare di Audi 200 turbo 20v quattro che appare in ottime condizioni. Lo vende un privato ed è un esemplare del 1989 con già 159.500 chilometri all'attivo.
L'Eredità e le Concorrenti: Un Ruolo da Antesignana
La Audi 200 è stata vera e propria antesignana delle ammiraglie Audi che oggi conosciamo: la sua erede, infarcita di sistemi tecnologici tra ibrido, ADAS che parlano al futuro e guida autonoma è, infatti, l'Audi A8. Presentata nel corso del 1979 come "semplice" evoluzione della Audi 100, di cui rappresentava in sostanza la versione top di gamma, questa vettura conobbe buone fortune nel corso dei suoi dieci e poco più anni di carriera. Vero che la prima generazione durò relativamente "poco", e solo con la seconda si creò quel divario qualitativo che giustificava la scelta tra una "200" e una "100".
Dell'Audi 200 si ricorda anche l'impegno rallistico con la versione quattro, che debuttò sui campi di gara nel 1987. Fu l'erede dell'Audi quattro di gruppo B dopo la cancellazione di quest'ultimo.
Le concorrenti dell'Audi 200 sono state la Mercedes-Benz W124, la BMW Serie 5 e la Saab 9000. Quest'ultima condivideva pianale e non solo con la Fiat Croma, con la Lancia Thema e con l'Alfa Romeo 164.
Innovazioni Meccaniche e Sospensioni
La 200 di seconda generazione conservò il tradizionale schema meccanico delle Audi dell'era Volkswagen, vale a dire con motore anteriore longitudinale e trazione anteriore. Ritroviamo anche l'avantreno di tipo MacPherson e il retrotreno ad assale torcente, con molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e per la prima volta una barra stabilizzatrice per asse. A richiesta era possibile avere l'assetto regolabile. L'impianto frenante era dotato di 4 dischi autoventilati e ABS. Unica eccezione rispetto alla 100 furono i freni a disco posteriori (le Audi 100 montavano invece i freni a tamburo).
La produzione della 200 C2 ebbe luogo nello stabilimento di Neckarsulm, poco distante da Stoccarda: durante il mese di settembre del 1980, anche l'ABS entrò a far parte della lista optional. Nel corso del 1981 anche altri accessori fecero altrettanto, come il sistema di regolazione dell'assetto, la regolazione elettrica dei sedili o i sedili posteriori riscaldabili.
L'Audi 200 Avant: La Station Wagon più Veloce
Nel 1984 debutta la variante Avant, unica carrozzeria station wagon con dimensioni di 4,80 metri in lunghezza, quest'ultima diversa rispetto alla Audi 200 tre volumi. Questa versione fu disponibile in un'unica motorizzazione, ossia il 2.1 Turbo da 182 CV, e solo a trazione integrale. Con questi numeri, la versione Avant della 200 si guadagnò la reputazione di essere la station wagon più veloce dell'epoca.
L'Importanza della 200 nel Contesto Audi
La Audi 200 ha giocato un ruolo fondamentale nell'evoluzione del marchio Audi. Ha rappresentato una piattaforma per l'introduzione di tecnologie all'avanguardia, come la trazione integrale "quattro" e i motori a cinque cilindri turbo, che sono diventati segni distintivi del marchio. Ha anche contribuito a elevare l'immagine di Audi, posizionandola come un costruttore di veicoli di lusso e ad alte prestazioni, in grado di competere con i giganti tedeschi come Mercedes-Benz e BMW. La sua influenza si estende fino ai modelli attuali, dimostrando come l'innovazione introdotta dalla 200 abbia lasciato un'impronta duratura nella storia automobilistica di Audi.