Audi A4 Coupé: Un'eredità di innovazione e prestazioni, dagli anni '80 ad oggi

L'Audi A4, un pilastro nella gamma del costruttore di Ingolstadt, ha attraversato cinque generazioni, mantenendo un impegno costante verso la tecnologia e l'innovazione. Questa vettura, che si confronta direttamente con rivali del calibro di BMW Serie 3 e Mercedes-Benz Classe C, ha una storia che affonda le radici nella gloriosa Audi 80, una denominazione che ha preceduto la A4 e che, per continuità, viene ancora utilizzata internamente con la lettera B seguita da un numero progressivo. Dalla sua nascita nel 1972, l'Audi 80 e poi la A4 hanno rappresentato le vetture più popolari dei Quattro Anelli, raggiungendo di recente i 10.000.000 di unità prodotte.

Audi A4 evoluzione modelli

Le radici: L'Audi 80 e la nascita di un mito

La storia dell'Audi 80 inizia nel 1972 con la prima generazione, la B1, progettata per sostituire la più datata F103. Quest'ultima, lanciata nel 1965, aveva origini nella DKW e portava anch'essa il nome "80", ma in riferimento alla potenza del motore. L'Audi 80 B1 fu un successo immediato, tanto da essere insignita del prestigioso premio "Auto dell'Anno 1973". Disegnata da Hartmut Warkuss, figura storica del design Volkswagen, la vettura era una berlina a tre volumi lunga 4,18 metri, disponibile anche in versione due porte e familiare. Nel 1976 subì un restyling che introdusse un frontale con fari quadrati e più grandi. Le motorizzazioni spaziavano da un 1.3 da 55 CV a due 1.5 da 75 e 85 CV. Nel 1973 fece la sua comparsa la GT 1.6 da 100 CV, sostituita nel 1975 dalla GTE da 110 CV a iniezione, equipaggiata con lo stesso propulsore della celebre Golf GTI I. Dalla piattaforma della Audi 80 B1 derivò nel 1973 la Volkswagen Passat, altro modello destinato a una lunga e fortunata carriera all'interno del Gruppo. L'Audi 80 fu esportata anche negli Stati Uniti dal 1973 al 1979, dove fu ribattezzata Fox.

La seconda generazione, l'Audi 80 B2, fu lanciata nell'estate del 1978 e vide il perfezionamento del design da parte di Giorgetto Giugiaro, allora consulente esterno, che intervenne in particolare sulla parte posteriore. Il passo crebbe a 2.54 metri e la lunghezza a 4,28 metri. Inizialmente disponibile come berlina a quattro porte, fu affiancata l'anno successivo dalla versione a due porte. Sebbene la base meccanica rimanesse sostanzialmente invariata, il 1980 segnò un'importante svolta con l'introduzione del primo motore Diesel nella storia Audi: un 1.6 aspirato da 54 CV, che nel 1982 ricevette un turbocompressore, innalzando la potenza a 70 CV. Il 1981 vide l'arrivo delle versioni "Formel E", dotate di sistema start/stop e di una quinta marcia più lunga, accorgimenti che, secondo la Casa, riducevano i consumi del 22%. Sempre nel 1981 debuttò la 80 CD con motore 5 cilindri da 1.9 litri e 115 CV, mentre il 1982 fu l'anno della rivoluzionaria Audi 80 quattro a trazione integrale, disponibile anche con il potente motore aspirato 5 cilindri 2.2 litri da 136 CV. Nel 1984 la 80 B2 fu oggetto di un restyling che interessò frontale, paraurti e interni. Le versioni a cinque cilindri acquisirono un carattere più lussuoso e furono commercializzate come Audi 90. Anche la B2 fu esportata negli Stati Uniti dal 1980 al 1997, con il nome di Audi 4000. È da notare che questa seconda generazione non prevedeva versioni Avant.

Audi 80 B2 frontale

La terza generazione, l'Audi 80 B3 (1986-1991), segnò un cambiamento radicale nello stile Audi, le cui influenze sono ancora visibili nella produzione attuale. Abbandonando ogni retaggio degli anni '70, il team guidato da Warkuss optò per linee più arrotondate, ottenendo un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) notevolmente migliorato, passando dallo 0,41 della B2 allo 0,29 della B3. Ai motori benzina aspirati 1.6 si affiancarono i 1.8 aspirati (69 CV), turbo (80 CV) e a iniezione (112 CV), mentre i cinque cilindri delle 90, lanciate nel 1987, aumentarono a 2.3 litri di cilindrata. Nel 1991 fu introdotta la prima 80 Cabriolet della serie B Audi, basata sulla B3. Misurava 4,37 metri ed era equipaggiata con il motore 2.3 E da 133 CV, ma negli anni successivi la Casa tedesca ampliò l'offerta di motorizzazioni includendo anche i Diesel 1.9. Nel 1997 la Cabriolet fu ristilizzata e la sua produzione fu affidata alla Karmann, che la interruppe nel 2000.

L'autunno del 1991 vide la nascita della quarta generazione dell'Audi 80, la B4, frutto di un profondo restyling della B3. Sebbene conservasse parte della carrozzeria precedente, vantava un nuovo frontale, un posteriore rivisitato e sospensioni aggiornate. La lunghezza crebbe a 4,48 metri con un passo di 2,61 metri. Le motorizzazioni erano tutte nuove e tutte dotate di catalizzatore. Fu eliminata la denominazione 90 per le versioni più potenti, e debuttò il 1.9 TDI da 90 CV a iniezione diretta. La gamma benzina comprendeva i 2 litri da 115 CV e 140 CV. Fece il suo debutto anche un V6 da 2.8 litri, sostituito dal 2.6 nel 1992. Nello stesso anno si verificò una vera rivoluzione con il lancio della familiare Avant, denominazione tuttora in uso, che divenne così popolare da essere prodotta fino al 1995 in contemporanea con la A4 berlina, mentre la produzione della A4 a tre volumi si era fermata l'anno precedente. In totale, della B4 furono vendute 180.000 Avant su 800.000 unità prodotte.

Audi 80 B4 Avant

Audi quattro: La rivoluzione a trazione integrale

Nel 1982, in un'epoca dominata da altre tipologie di vetture, emergeva con forza un'auto destinata a rivoluzionare il mondo dell'automobilismo: l'Audi quattro. Questa vettura non necessita di presentazioni; è una rivoluzionaria, punto e basta. Poche auto hanno lasciato un segno così profondo nella produzione automobilistica mondiale. Ha indicato la strada a tutti i "mostri da Rally" che oggi veneriamo, e questo è già sufficiente per guardarla con ammirazione.

Trazione Integrale quattro: storia e tecnica delle quattro ruote motrici AUDI

L'idea di una vettura con trazione integrale per autovetture nasce nell'inverno 1976/77, durante le prove su strada del fuoristrada Volkswagen Iltis, sviluppato presso Audi per l'Esercito federale. Le prove si rivelarono convincenti, portando alla creazione di un coupé sportivo Audi denominato "quattro". Il debutto nell'automobilismo sportivo avvenne all'inizio del 1981 nel Jänner Rallye in Austria. Il principio delle quattro ruote motrici si è sviluppato fino a diventare uno dei principali pilastri del marchio Audi, un successo testimoniato dai quasi 10,5 milioni di auto con trazione quattro prodotte fino ad oggi.

Il motto "Vorsprung durch Technik", sebbene utilizzato da Audi già dal 1971, trovò la sua piena espressione con l'introduzione dell'Audi quattro nel 1980. Questa vettura, il cui nome significa "quattro ruote", scosse il settore e segnò i primi passi di Audi nel segmento premium, anticipando l'aerodinamica Audi 100 (generazione C3). La quattro era naturalmente un'auto perfetta per il territorio elvetico, dove fu accolta con enorme interesse, tanto che la Svizzera divenne presto il "paese del quattro". Un episodio emblematico che consolidò questa unione avvenne nel 1984, quando AMAG organizzò a Davos un evento con il campione mondiale di rally Hannu Mikkola e l'Audi quattro. In quella occasione, Mikkola, insieme a un poliziotto, riuscì a risalire il Passo Flüela, bloccato dalla neve, a bordo della quattro equipaggiata con pneumatici estivi, un'impresa impossibile per i veicoli della polizia dell'epoca.

Il modello di Audi quattro del 1982, in particolare, esprimeva un'estetica inconfondibile degli anni '80. La sua carrozzeria coupé presentava linee nette e superfici piatte, con due fari separati che la distinguevano nelle prime versioni. Le bombature decise, l'ampia vetratura e gli adesivi distintivi, come i quattro cerchi sfumati sulla portiera e le scritte "quattro" sparse, contribuivano a una presenza scenica notevole. L'ala posteriore in gomma e i fanali congiunti da una striscia catarifrangente, tipici dell'epoca, completavano il design. Il cuore pulsante era un motore 5 cilindri da 200 CV montato longitudinalmente, con una turbina KKK sul lato destro. Sebbene l'aspetto generale del motore richiamasse gli anni '70, la sovralimentazione gli conferiva un intricato insieme di tubi e cavi.

Gli interni, pur con alcune personalizzazioni discutibili di alcuni proprietari, mantenevano la concretezza dei sedili Recaro dell'epoca, comodi e ben posizionati. Il volante a quattro razze, la strumentazione chiara e precisa, e soprattutto il sistema di bloccaggio e sbloccaggio dei differenziali, con le sue leve e lucine verdi, contribuivano a creare un'atmosfera da pioniera della propria epoca, evocando quasi un'estetica fantascientifica degli anni '60. Il sound del 5 cilindri, un battito gutturale, ricco e asimmetrico, era un elemento distintivo dell'esperienza di guida.

Nonostante alcune delle sfide tecniche, come un cambio talvolta duro e un sistema di iniezione che poteva "tagliare" potenza sotto pressione della turbina, l'Audi quattro del 1982 si rivelava sorprendentemente moderna al volante. Lo sterzo, con un peso fantastico, era comunicativo e collaborativo. L'assetto alto e la spalla generosa degli pneumatici conferivano un appoggio leggermente fluttuante, ma la vettura, quando sollecitata con traiettorie meno fluide, entrava in rotazione con un movimento fluido e un'aderenza inaspettata. I rapporti del cambio, seppur lunghi, permettevano una guida efficace. I freni, sebbene "rallentassero" l'auto più che fermarla bruscamente, erano comunque adeguati per l'epoca.

L'Audi quattro del 1982, nonostante un leggero ritardo tra l'input e la rotazione effettiva della vettura a ritmi più sostenuti e un certo sottosterzo in ingresso curva, si dimostrava una vettura capace di grande fluidità e adattamento alla superficie stradale. L'erogazione di potenza, una volta superato il "lag" della turbina a circa 3000 giri/minuto, era decisa e progressiva, spingendo fino a 6500 giri/minuto. La trazione integrale, una meraviglia tecnologica per gli anni '80, gestiva la coppia in uscita di curva con grande efficacia. Il lungo passo contribuiva a gestire le inerzie con calma, e il posteriore "ruotava" armoniosamente con l'anteriore, alleggerendone il lavoro. L'esperienza di guida dell'Audi quattro del 1982 rivelava un potenziale inespresso, suggerendo la genesi di versioni ancora più estreme, come la "Sport quattro", con i suoi 306 CV e la base per le evoluzioni del Gruppo B.

Quarant'anni dopo il debutto della trazione quattro, nel 2020, Audi ha celebrato questo anniversario con una campagna del marchio che ridefinisce il concetto di "Vorsprung", ponendo l'individuo, i suoi valori e i suoi bisogni al centro della strategia. Sostenibilità, digitalizzazione e design sono diventati temi centrali, con una chiara direzione verso l'elettromobilità. Nel 2019 Audi ha lanciato il suo primo veicolo completamente elettrico, l'Audi e-tron, seguito nel 2020 dall'e-tron Sportback e da numerose ibride plug-in. L'obiettivo è che entro il 2025, una su due Audi vendute sia un modello elettrico o ibrido plug-in. L'ultimo capitolo di questa storia di successo è rappresentato dalle Audi e-tron S e e-tron S Sportback, completamente elettriche, che utilizzano il Torque Vectoring elettrico con tre motori elettrici (due sull'asse posteriore e uno sull'asse anteriore), elevando la sicurezza e la dinamica di guida a un nuovo livello. Questi modelli erogano 370 kW di potenza e 973 Nm di coppia in modalità boost, accelerando da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi.

La nascita dell'Audi A4

Con la rivoluzione nel cambio delle denominazioni commerciali dei modelli Audi, avvenuta nel 1994, la Audi 80 lasciò il posto all'Audi A4. La prima generazione dell'Audi A4, identificata come B5, fece il suo debutto in un mercato già agguerrito. In Italia, dal 1994, sono state immatricolate 386.394 Audi A4, di cui 110.277 berline e 271.336 Avant, quest'ultima introdotta un anno dopo, nel 1995. Questo trend, con una netta preferenza per la versione Avant, è tipico del mercato italiano e si prevede che prosegua anche con i modelli più recenti.

La piattaforma meccanica della A4, la modulare MLB (Modular Longitudinal Matrix), ha fatto il suo debutto sull'ultima Q7 e rappresenta un'innovazione significativa, con il 90% dei componenti rinnovati rispetto al modello precedente. Questa architettura ha permesso di aumentare le dimensioni della vettura, migliorando abitabilità e sicurezza. L'ultima A4 è cresciuta di 25 mm in lunghezza (4.726 mm) e 12 mm nel passo (2.820 mm), oltre a 16 mm in larghezza (da 1.826 a 1.842 mm), mentre l'altezza esterna è rimasta invariata. Anche gli interni hanno beneficiato di questi aumenti, offrendo 24 mm in più di altezza per la testa dei passeggeri anteriori e 23 mm in più per le gambe dei passeggeri posteriori. Un eccellente insonorizzazione, ottenuta anche grazie a una riduzione della massa complessiva (tra 110 e 120 kg a seconda della motorizzazione), contribuisce a un comfort elevato. La versione più leggera, la 1.4 TFSI (110 kW), pesa 1.395 kg con il conducente.

Design e interni: L'evoluzione dello stile Audi

Il design della A4 è caratterizzato dall'imponente calandra ovoidale, diventata il punto maggiormente identificativo delle Audi. La nuova A4 conferma questa tendenza con una calandra esagonale irregolare ben marcata, incorniciata dai gruppi ottici con luci diurne distintive. Le due linee centrali del cofano partono dalle estremità del lato superiore della calandra, e altre due ne alleggeriscono la superficie. Viene mantenuto il tipico rapporto Audi di un terzo due terzi tra superfici vetrate e lamiera. Nella berlina, il cofano del bagagliaio sfocia in un labbro aerodinamico, mentre il modello Avant è completato da uno spoiler sul tetto. Forme e proporzioni sono state studiate in galleria del vento, ottenendo un eccellente Cx di 0,23 (il migliore finora per una berlina Audi) e una bassa rumorosità aerodinamica, avvicinandosi ai valori dell'ammiraglia A8.

Audi A4 interni e tecnologia

All'interno, l'esperienza di guida è arricchita dal "virtual cockpit", un cruscotto che, pur mantenendo la geometria classica con contagiri e tachimetro tondi a lancetta, si modernizza con un display TFT che può visualizzare anche la cartografia Google Maps direttamente trasmessa dal satellite. La plancia è nuova, con un profilo basso e una fascia estesa di aerazione. Le due classiche bocchette centrali e quella laterale destra, regolabili in portata e direzione, sono integrate da un diffusore centrale che, a bocchette chiuse, emette un flusso meno diretto ma adeguato ad assicurare un buon ricambio d'aria. Le finiture in alluminio (sebbene quelle di serie siano in plastica) e la forma ottimale dei sedili (nuovi, ampiamente regolabili e comodi) contribuiscono a un ambiente raffinato. Al centro domina il sottile schermo da 8.3″, gestibile tramite il selettore rotante MMI nella console centrale, che offre una connettività illimitata verso l'esterno, inclusa la replica dello schermo dello smartphone. Il sound system di Bang & Olufsen, con un amplificatore a 16 canali, 19 altoparlanti e una potenza sonora di 755W, garantisce un'esperienza acustica eccezionale. Non manca un'illuminazione interna capillare, gestibile con l'MMI, che consente di variarne intensità e colore.

Motorizzazioni e trasmissioni

L'attuale gamma Audi A4 offre una vasta scelta di motorizzazioni, tra cui tre TFI e quattro TDI, con potenze che vanno da 150 CV (110 kW) a 272 CV (200 kW). La motorizzazione d'accesso, la 1.4 TFSI da 150 CV con una coppia di 250 Nm tra i 1.500 e i 3.500 giri, si distingue per le sue prestazioni brillanti nonostante il peso della vettura. Il piccolo quattro cilindri in linea, che pesa solo 100 kg, offre una pronta risposta grazie al motore turbo che spinge fin da basso regime, merito di un ottimo lavoro sull'inerzia della turbina e sui volumi dei condotti di alimentazione. La pressione massima di iniezione diretta è di 200 bar, e nel ciclo NEDC il consumo dichiarato è di 4,9 litri/100 km con emissioni di 114 gr di CO2. Il 2.0 TFSI da 190 CV (140 kW) è considerato un'opzione bilanciata tra economicità e prestazioni, grazie all'utilizzo del ciclo Miller che, in condizioni di carico parziale, consente di sfruttare solo una parte della cilindrata agendo sulla fasatura delle valvole di aspirazione.

Per quanto riguarda i motori Diesel, il 2.0 TDI è il probabile best seller della A4, disponibile in due opzioni: 150 CV (110 kW) e 320 Nm da 1.500 a 3.250 g/min, oppure 190 CV (140 kW) e 400 Nm da 1.750 a 3.000 g/min. Nelle versioni "ultra", che incorporano accorgimenti volti a migliorare ulteriormente l'efficienza (come l'adozione di pneumatici a basso attrito di rotolamento), i consumi scendono ulteriormente. È da considerare che, in generale, la versione Avant consuma leggermente più della berlina.

Le opzioni di trasmissione includono un nuovo cambio manuale a 6 marce, l'S tronic a sette rapporti con doppia frizione (che sostituisce il multitronic sulla gamma a due ruote motrici) e il Tipronic a 8 rapporti con convertitore di coppia, abbinato ai motori V6 e alla trazione integrale quattro. La prova su un percorso di montagna tra Venezia e Belluno della Audi A4 con la motorizzazione 3.0 TDI da 272 CV (200 kW), un V6 di tre litri con turbo che soffia aria fino a 2 bar e eroga 600 Nm di coppia da 1.500 giri in su, ha evidenziato le eccellenti qualità dinamiche della vettura, precisa in inserimento di curva e rapida in uscita, con il cambio S tronic a 7 marce che mantiene sempre il motore "in coppia". Sebbene l'agilità non possa eguagliare quella di una TT, a causa del passo e della massa importanti, l'ESP lavora continuamente per contrastare una naturale tendenza al sottosterzo. Il sistema Audi drive select (di serie solo per motorizzazioni superiori a 190 CV) permette di modificare la risposta dello sterzo e altre modalità di funzionamento. Le sospensioni regolabili opzionali consentono di scegliere tra un assetto confortevole o più rigido, con ammortizzatori dotati di freno idraulico regolabile tramite valvole elettromagnetiche per variare in tempo reale il damping. La sospensione anteriore, complessa e composta da cinque bracci in alluminio forgiato e una barra stabilizzatrice in tubo d'acciaio, riduce il peso dell'avantreno di 6 kg, contribuendo a una guida precisa e confortevole.

Sistemi di assistenza alla guida e sicurezza

L'Audi A4 integra una trentina di sistemi di assistenza alla guida e sicurezza. Il sistema Audi pre sense city, basato su una telecamera nel parabrezza, avverte il guidatore di un pericolo e, se necessario, frena il veicolo fino all'arresto a velocità fino a 40 km/h, e interviene attivamente sui freni fino a 85 km/h per ridurre la velocità di collisione. L'adaptive cruise control, testato a fondo, si è dimostrato eccellente nel mantenere la velocità costante e adattarla a quella del veicolo che precede, mantenendo una distanza preimpostata. Tuttavia, in alcune situazioni, come l'avvicinamento a un casello autostradale con decise decelerazioni in corrispondenza dei limiti (110, 90, 60, 30 km/h), è consigliabile avere l'acceleratore "sottopiede", poiché i rallentamenti imposti potrebbero non essere allineati al traffico comune. L'adaptive cruise control, abbinato al cambio automatico e alla funzione Stop&Go, consente di seguire la coda senza praticamente alcun intervento da parte del guidatore. Il sistema rileva anche la segnaletica orizzontale e mantiene la direzione corretta. Non mancano ovviamente la telecamera posteriore per agevolare la retromarcia e un pacchetto di assistenza al parcheggio completo.

Audi S4 e RS4: Le performance estreme

Dalla gamma delle normali A4 sono state derivate anche versioni sportive, denominate S4, esuberanti ma non estreme, e RS4, capaci invece di prestazioni impressionanti e di scatti brucianti. È interessante notare che la primissima Audi a portare la sigla S4 era in realtà basata sull'ultima generazione dell'Audi 100. Con la rivoluzione nelle denominazioni commerciali dei modelli Audi, avvenuta nel 1994, le sigle identificative delle versioni sportive presero a essere ottenute sostituendo la A con una S oppure con la sigla RS per le versioni più potenti. Le varianti di carrozzeria previste per l'Audi S4 hanno sempre ricalcato quelle della gamma A4 più tranquille. La RS4, invece, è stata quasi sempre prodotta in versione Avant, con l'eccezione della versione basata sulla B7, disponibile anche come berlina e cabriolet.

Audi RS2 by Porsche

Un capitolo a parte merita la RS2, l'Audi "griffata" Porsche. Alla fine del 1992, dopo la S2 Coupé, Audi lanciò la S2 Avant, seguita dalla S2 Berlina l'anno successivo. Il propulsore 5 cilindri turbo di 2.226 cc, abbinato esclusivamente a un cambio manuale a 6 rapporti, erogava 230 CV, scaricati a terra dalla trazione integrale quattro. Sulla scorta di questa esperienza, due anni dopo arrivò la RS2, lo stato dell'arte della produzione di Ingolstadt dell'epoca. Basata sull'Audi 80 Avant ma progettata in collaborazione con Porsche, che con una centralina Bosch specifica, alberi a camme più spinti e uno scarico sportivo portò il propulsore a 315 CV. Porsche sviluppò anche il telaio, abbassando l'altezza da terra di 4 cm e dotando la vettura di cerchi da 17", uguali a quelli della 964. La RS2 accelerava da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi e raggiungeva una velocità massima di 262 km/h. Fu prodotta per soli due anni, in meno di 2.900 esemplari, assemblati parzialmente presso Porsche, il cui nome era riportato sugli stemmi "RS" e sulle pinze freno Brembo.

Audi A4 DTM e competizioni

Dal 2004 al 2011, Audi ha schierato le proprie A4 ufficiali nel prestigioso campionato DTM. Nonostante riprendesse gran parte della linea della versione stradale per motivi di regolamento e marketing, la vettura era in realtà un prototipo con telaio a traliccio tubolare e carrozzeria in fibra di carbonio, costruito appositamente per le corse in pista. Il propulsore era un V8 di 4 litri di cilindrata da 460 CV, collocato in posizione anteriore centrale longitudinale per una migliore ridistribuzione del peso. Le carreggiate e la veste aerodinamica erano state riviste per garantire una maggiore aderenza, con numerosi spoiler, diffusori e alettoni che contribuivano a generare un importante effetto suolo. Le vetture schierate erano sei, affidate a due scuderie: ABT Sportsline e Joest.

L'Audi A4 è stata impiegata anche in altre competizioni automobilistiche. Nel 1995, il team francese Racing Organisation Course la utilizzò nella World Touring Car Cup. Tra il 2002 e il 2003, il Gladysz Racing Team la impiegò nel campionato polacco riservato alle vetture turismo. Questi impegni sportivi hanno contribuito a consolidare l'immagine di prestazioni e affidabilità dell'Audi A4.

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