Il progetto relativo all'Audi Cabriolet affonda le sue radici nella metà degli anni ottanta del secolo scorso, un periodo in cui il design e l'ingegneria Audi stavano vivendo una profonda trasformazione. Già in fase avanzata era il progetto della seconda generazione dell'Audi Coupé, destinata a debuttare nel 1987. Fu nel 1989, in occasione del Salone di Francoforte, che Audi presentò al mondo il primo prototipo della sua futura vettura "scoperta", un modello che segnava il ritorno del marchio nel segmento delle cabriolet dopo un'assenza quasi cinquantennale. L'ultima Audi a proporre questa configurazione era stata l'Audi 920, la cui produzione era cessata nel 1940.

La responsabilità del progetto della nuova cabriolet fu affidata a Friedrich Steinbach, già figura chiave nella realizzazione della berlina B3, sotto la supervisione di Hartmut Warkuß. Il team di stile, composto da Gerard Pfefferle e Peter Schreyer, definì le linee che avrebbero caratterizzato questo nuovo modello. Un primo lotto di ventisei esemplari di preserie fu assemblato nel corso del 1990, di cui quattro dotati di trazione integrale, una soluzione che, tuttavia, non sarebbe mai approdata nella gamma di produzione.
Dalla Coupé alla Cabriolet: Continuità Stilistica e Ingegneristica
Strutturalmente, l'Audi Cabriolet rappresentava un'evoluzione diretta dell'Audi Coupé. Ne ereditava le soluzioni stilistiche principali, in particolare il frontale, che si allineava al nuovo corso stilistico Audi, avvicinandosi maggiormente alla quarta generazione dell'Audi 80 piuttosto che alla terza. Questa scelta non fu casuale: la vettura fu presentata in concomitanza con l'Audi 80 B4, chiudendo un cerchio stilistico iniziato nel 1988 con il lancio della Coupé B3 e dell'ammiraglia V8, entrambe caratterizzate da un frontale con calandra integrata nel cofano motore. Questo nuovo linguaggio stilistico era stato ulteriormente consolidato nel 1990 con l'ultima edizione dell'Audi 100.
Anche la parte posteriore della Cabriolet rifletteva questa continuità, con gruppi ottici quadrangolari, leggermente bombati e interamente rossi, un richiamo stilistico evidente alla Coupé di seconda generazione e all'Audi 80 B4.
L'abitacolo era progettato per accogliere quattro persone. Lo spazio posteriore era stato leggermente ridotto per consentire un alloggiamento ottimale della capote quando ripiegata. Condividendo il pianale con le ultime due generazioni dell'Audi 80, la Cabriolet manteneva lo schema meccanico a motore anteriore longitudinale e trazione anteriore. L'avantreno era basato su uno schema MacPherson, mentre il retrotreno impiegava ruote interconnesse. L'impianto frenante prevedeva dischi autoventilanti all'anteriore e dischi pieni al posteriore.

La carrozzeria subì numerosi interventi di irrobustimento per far fronte alle specifiche sollecitazioni di una vettura scoperta. Furono rinforzati il pianale, i montanti del parabrezza, la battuta delle porte e i longheroni anteriori e posteriori. Particolare attenzione fu dedicata alla capote, realizzata in materiale plastico stratificato appositamente studiato. Una volta ripiegata, scompariva in un vano dedicato dietro i sedili, coperto da un pannello a filo carrozzeria. Le operazioni di apertura e chiusura erano concepite per essere pratiche e veloci, garantendo al contempo un buon livello di silenziosità nell'abitacolo a capote chiusa.
Le Motorizzazioni: Un'Offerta in Evoluzione
Al momento del suo debutto, l'Audi Cabriolet era disponibile esclusivamente con un motore a 5 cilindri da 2309 cm³, capace di erogare una potenza massima di 133 CV. Questo propulsore, sebbene non fosse il più potente sul mercato, garantiva prestazioni adeguate per il tipo di vettura, consentendo di raggiungere una velocità massima di 196 km/h.
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Dopo poco più di un anno dal lancio, nel dicembre 1992, la gamma si ampliò con l'introduzione della versione 2.8 V6 da 174 CV. Un mese più tardi, fece il suo ingresso la 2.0 E monoalbero da 116 CV, una motorizzazione più tranquilla, pensata per un pubblico attento al prezzo d'acquisto, nonostante una potenza non del tutto proporzionata alla massa della vettura (1315 kg). A partire dal febbraio 1993, divenne disponibile, a richiesta, la capote ad azionamento elettroidraulico, aumentando il comfort e la praticità d'uso.
Giugno 1995 portò due novità significative. La prima fu l'introduzione di un nuovo motore bialbero da 2 litri con 140 CV, che però rimase a listino per un solo anno. La seconda novità fu l'arrivo della variante a gasolio, concepita per offrire un'alternativa più economica e parca nei consumi.
Nell'aprile 1997, l'Audi Cabriolet beneficiò di un restyling di metà ciclo vitale. Furono ridisegnati i paraurti, adottati nuovi fanali anteriori con indicatori di direzione bianchi integrati, e furono apportate piccole modifiche all'abitacolo, come la revisione del formato delle cifre nel cruscotto. Dal punto di vista motoristico, venne introdotta una nuova versione di accesso: la 1.8, equipaggiata con un innovativo motore a 5 valvole per cilindro, capace di erogare 125 CV.
La produzione dell'Audi Cabriolet si concluse nel 2000, lasciando un segno indelebile nel panorama delle auto scoperte.
La Lunga Storia delle Cabriolet Audi
La storia delle cabriolet Audi è un racconto affascinante, strettamente legato alle vicende del marchio dei Quattro Anelli. Negli anni '30, Audi faceva parte del conglomerato tedesco Auto Union, accanto a marchi prestigiosi come Wanderer e Horch, distinguendosi per veicoli di classe, motori potenti e soluzioni tecniche all'avanguardia. Nel 1938, Auto Union presentò l'Audi 920, una berlina di 4,9 metri disponibile anche in un'elegante versione Cabriolet. Tuttavia, con l'intensificarsi della Seconda Guerra Mondiale, la produzione della 920 fu interrotta nel 1940, proprio quando il modello iniziava a ottenere un buon riscontro sul mercato.

Fu un lungo periodo di attesa prima che il marchio Audi, ormai riacquisito da Volkswagen nel 1965 e tornato a produrre automobili con la Audi F 103 (una versione rimarchiata della DKW F 102), rispolverasse la sua vocazione per le vetture scoperte. Come accennato, fu solo alla fine degli anni '80, con il crescente successo delle sue automobili sotto l'egida Volkswagen, che i vertici Audi iniziarono a considerare seriamente la produzione di una cabriolet a quattro posti, basata sulla apprezzata Audi 80 B3 o, più precisamente, sulla sua variante sportiva, la Coupé.
Questo portò, nel 1991, al lancio dell'Audi Cabriolet, segnando il ritorno del marchio nel segmento delle scoperte dopo mezzo secolo.
Modelli Audi Cabriolet: Un Percorso Attraverso le Generazioni
Dopo l'inaugurale Audi Cabriolet, unico modello scoperto degli anni '90, il nuovo millennio ha visto una significativa espansione della gamma a cielo aperto.
Audi Cabriolet (basata sull'Audi 80 B4): Realizzata sulla base dell'Audi 80 B4, si distingueva per uno stile elegante e pulito, una classica capote in tela e un frontale caratterizzato da una calandra rettangolare e fari squadrati. La fiancata era pulita, mentre il gruppo ottico posteriore unito a tutta larghezza riprendeva il tema stilistico della Coupé. L'abitacolo era razionale e funzionale, e grazie alla parentela con la berlina 80, offriva un bagagliaio da 250 litri e quattro posti comodi. La sua produzione è terminata nel 2000, cinque anni dopo l'uscita di produzione dell'Audi 80 di base.
Audi TT Roadster: Immediatamente dopo l'addio alla Cabriolet basata sull'80, Audi lanciò un'altra cabriolet, o meglio, una Roadster: l'Audi TT. La TT è stata la prima Audi a proporre una ricetta che fino a pochi anni prima era appannaggio di marchi più sportivi: un abitacolo a due posti secchi e una carrozzeria cabriolet.
- Prima generazione (8N, 2000-2006): Nota per il suo stile rivoluzionario, univa dinamica di guida e comfort.
- Seconda generazione (8J, 2006-2014): L'abitacolo divenne più curato e maturo, mentre l'estetica si fece più sportiva e affilata, soprattutto nella versione Roadster. Questa generazione vide anche l'introduzione di versioni ad alte prestazioni come la TTS (272 CV) e la potente TT RS (con il 2.5 TFSI cinque cilindri turbo).
- Terza generazione (8S, 2014-2023): Ancora più affilata e moderna, la nuova TT manteneva la capote in tela e presentava un abitacolo di alta qualità con un layout innovativo, che integrava le funzioni dell'infotainment nel quadro strumenti digitale. Era disponibile con motori turbo a benzina o Diesel, oltre alle potenti varianti S ed RS (fino a 400 CV).
Audi A4 Cabriolet: Lanciata nel 2002 sulla base della A4 B6, fu una delle poche scoperte Audi a non avere una controparte coupé. Condivideva il frontale della A4 B6 e un posteriore derivato dalla berlina. L'abitacolo offriva ampio spazio e un design ereditato dalla A4 di base, con l'aggiunta di un comando per l'apertura/chiusura automatica della capote in tela. La generazione successiva (B7), lanciata nel 2006, presentava un frontale più aggressivo con la calandra Single Frame e un abitacolo più tecnologico. La produzione dell'A4 Cabriolet terminò alla fine del 2009.
Audi A3 Cabriolet: Nata come la cabriolet a quattro posti più piccola della gamma Audi, è stata prodotta in due generazioni.
- Prima generazione (8P, 2008-2012): Elegante e agile, ideale per la città.
- Seconda generazione (8V, 2013-2020): Cambiò impostazione, basandosi sulla A3 Sedan anziché sulla 3 porte. Questo le conferì dimensioni maggiori (4,42 metri), un terzo volume più classico e uno stile più maturo.
Audi A5 Cabriolet: Basata sull'Audi A5 Coupé, è arrivata sul mercato nel 2009.
- Prima generazione (8T, 2009-2016): Offerta con un'ampia gamma di motori, fu disegnata da Walter de Silva. Rappresenta oggi un'ottima opzione per chi cerca un'auto esteticamente appagante, comoda e piacevole da guidare. Era disponibile anche in versione S5 e, per la prima volta, RS5 Cabriolet.
- Seconda generazione (F5, dal 2016 ad oggi): Ha segnato un ulteriore passo avanti in termini di stile, tecnologia e efficienza, con un abitacolo di alta qualità e le più recenti innovazioni in connettività e sicurezza. Disponibile in versione S5, ha visto l'eliminazione della variante RS, rimasta esclusiva della generazione precedente. L'A5 Cabriolet è, ad oggi, l'unica cabriolet a quattro posti Audi ancora in produzione.
Audi R8 Spyder: Rappresenta il vertice della gamma Audi Cabriolet.
- Prima generazione (lanciata nel 2010): La versione scoperta della supercar di Ingolstadt fu inizialmente proposta con il motore 5.2 V10 di origine Lamborghini e successivamente anche con il 4.2 V8 FSI. Esteticamente, la R8 Spyder rinunciava alla "Blade" posteriore e al cofano motore in cristallo per accogliere una capote in tela elettrica.
- Seconda generazione (lanciata nel 2015): Spinta esclusivamente da motori V10, è stata proposta in diversi livelli di potenza (540 CV, 610 CV). Questa generazione ha visto anche l'introduzione della RWS, la prima Audi a trazione esclusivamente posteriore dai tempi anteguerra, e versioni aggiornate con potenze incrementate e varianti a trazione posteriore ancora più performanti.
Motorizzazioni delle Audi Cabriolet: Un Panorama Dettagliato
La varietà di propulsori che hanno equipaggiato le cabriolet Audi è stata notevole, riflettendo l'evoluzione tecnologica e le diverse filosofie di prodotto.
Audi Cabriolet (basata sull'Audi 80 B4):
- Al debutto: 2.3 E (5 cilindri aspirato, 133 CV).
- Successivamente: 1.8 20v (125 CV), 2.0 E (116 CV), 2.0 16v (140 CV), 2.6 V6 (150 CV), 2.8 VR6 (174 CV).
- Diesel: 1.9 TDI (90 CV).
Audi TT Roadster:
- Prima generazione (8N): 1.8 T 20v (150, 160, 180, 190, 225 CV), 3.2 VR6 (250 CV, disponibile con cambio manuale o DSG).
- Seconda generazione (8J): 1.8 TFSI (160 CV), 2.0 TFSI (200, 211 CV), 3.2 V6 (250 CV), 2.0 TDI (170 CV). Versioni sportive: TTS (272 CV), TT RS (2.5 TFSI turbo, 340 CV, poi 367 CV).
- Terza generazione (8S): 1.8 TFSI (180 CV), 2.0 TFSI (190, 230, 265 CV), TTS (300, 310 CV), TT RS (2.5 TFSI, 400 CV), 2.0 TDI (190 CV).
Audi A4 Cabriolet:
- Generazione B6: Benzina: 1.8 T (163 CV), 2.0 20v (130 CV), 2.4 V6 (170 CV), 3.0 V6 (220 CV). Top di gamma S4: 4.2 V8 aspirato (344 CV). Diesel: 2.5 TDI V6 (163 CV).
- Generazione B7: Diesel: 2.0 TDI (140 CV). Benzina: 1.8 T 20v (163 CV), 2.0 TFSI (200 CV), 3.2 VR6 (256 CV). Versioni sportive: S4 (4.2 FSI, 344 CV), RS4 (420 CV).
Audi A3 Cabriolet:
- Prima generazione (8P): Benzina: 1.6 (102 CV), 1.2 TFSI (105 CV), 1.8 TFSI (160 CV), 2.0 TFSI (200 CV). Diesel: 1.9 TDI (105 CV), 1.6 TDI (105 CV), 2.0 TDI (140 CV).
- Seconda generazione (8V): Benzina: 1.4 TFSI (116, 125, 140, 150 CV), 1.5 TFSI (150 CV), 1.8 TFSI (180 CV), 2.0 TFSI (190, 220, 230 CV). Versioni sportive: S3 (2.0 TFSI, 300, 310 CV).
Audi A5 Cabriolet:
- Prima generazione (8T): Ampia gamma di motori benzina e Diesel, dal 1.8 TFSI (160 CV) al 3.0 V6 TDI (245 CV). Iconica RS5 Cabriolet con 4.2 V8 FSI (450 CV).
- Seconda generazione (F5): Motori più moderni ed efficienti, con un focus su prestazioni e consumi contenuti. Disponibile in versione S5.
Audi R8 Spyder:
- Prima generazione: 4.2 V8 FSI (434 CV), 5.2 V10 (origine Lamborghini). Versioni speciali: V10 Plus (550 CV), GT (560 CV).
- Seconda generazione: Esclusivamente V10. Inizialmente 540 CV (standard) e 610 CV (Plus). Successivamente, potenze incrementate (570 CV, 620 CV) e varianti a trazione posteriore (RWD) con potenze di 540 CV e 570 CV.
Versioni e Allestimenti: Una Gamma Diversificata
Le versioni delle scoperte Audi sono state numerose, offrendo un'ampia gamma di combinazioni di motorizzazioni, potenze, generazioni e allestimenti. Sebbene i dettagli specifici di ogni modello siano vasti, si può osservare una tendenza generale: le cabriolet degli anni '90 e primi 2000 presentavano un numero limitato di allestimenti, mentre le generazioni più recenti hanno introdotto una maggiore personalizzazione e pacchetti opzionali sempre più articolati, riflettendo l'evoluzione del mercato automobilistico e le esigenze di una clientela sempre più esigente.
L'eredità delle Audi cabriolet continua a vivere, non solo nei modelli storici che ancora circolano sulle strade, ma anche nell'innovazione costante che caratterizza ogni nuova generazione di vetture scoperte del marchio dei Quattro Anelli.