Il panorama automobilistico e, in particolare, quello della Formula 1, è stato scosso di recente da un vortice di notizie, smentite e speculazioni che hanno avuto come protagonisti due colossi del settore: Audi e McLaren. Le discussioni sul futuro assetto delle scuderie e l'ingresso di nuovi attori nel Circus hanno acceso un dibattito intenso, focalizzato sull'eventuale acquisizione di McLaren da parte di Audi e sulle strategie che il Gruppo Volkswagen intende adottare per il suo ingresso nella massima categoria delle competizioni a ruote scoperte.

I piani ambiziosi del Gruppo Volkswagen e l'interesse per la Formula 1
All'inizio di questa settimana, Herbert Diess, amministratore delegato del Gruppo Volkswagen, ha chiarito le intenzioni dei marchi Audi e Porsche di entrare in Formula 1. Mentre per Porsche le indiscrezioni sono precise e riportano colloqui con la Red Bull per un ruolo da fornitore di power unit, come lo è stata la Honda negli anni passati, il progetto pianificato per Audi appare ben più complesso e articolato. Il programma per Audi prevede, infatti, una presenza in pista con un proprio team, una possibilità ovviamente preferibile anche per una questione di tempi di operatività. Tuttavia, le opportunità offerte dal mercato per acquisire una scuderia non sono poi molte.
McLaren: "Non siamo in vendita" e la posizione degli azionisti
Nel corso del weekend del GP di Miami, Zak Brown, CEO della McLaren Racing, è tornato a parlare delle discussioni avute con Audi, ma ha voluto chiarire inequivocabilmente la posizione del team sul tema: "Stiamo andando bene sia in pista che commercialmente, i nostri azionisti stanno facendo investimenti importanti per dare alla squadra corse tutto ciò che serve per tornare in prima linea. Il morale è buono e la situazione economica pure: non abbiamo alcun interesse a vendere il team". Questa affermazione categorica ha messo una pietra tombale sulla possibile acquisizione di Audi per quanto riguarda la piena proprietà del team, lasciando però aperta la porta per una possibile partnership per il 2026, legata alla fornitura dei motori. Tale decisione spetterà al team principal Andreas Seidl.
Gli azionisti della McLaren, di cui il principale è il fondo sovrano del Bahrain, Mumtalakat, sono entusiasti e motivati, e non hanno alcuna intenzione di cedere la McLaren. Questa solidità finanziaria è il risultato di una profonda ristrutturazione dei costi, che ha incluso anche la cessione e il successivo contratto di locazione per la storica sede di Woking, rendendo la posizione finanziaria di McLaren più solida.
Le smentite ufficiali e le indiscrezioni di mercato
Le notizie riguardanti l'acquisizione di McLaren da parte di Audi hanno generato un'ondata di clamore, ma sono state prontamente smentite dalla casa inglese. La McLaren ha definito "completamente inesatte" le indiscrezioni stampa riportate dalla rivista britannica Autocar sulla possibilità di essere rilevata da Audi. In una nota ufficiale, la società ha sottolineato: "La strategia tecnologica di McLaren ha sempre compreso trattative e collaborazioni con partner e fornitori, compresi gli altri costruttori di auto, ma la struttura proprietaria di McLaren non è cambiata". Laura Conrad, PR Manager della McLaren, ha ribadito ai colleghi di Motor1.com USA: "Il gruppo McLaren è a conoscenza di una notizia riportata dai media che afferma che è stato venduto all'Audi. Questo è del tutto impreciso e McLaren sta cercando di far rimuovere la storia."

Nonostante le smentite, le voci su un possibile passaggio di mano dell'azienda di Woking sono circolate con insistenza sulla stampa inglese e tedesca. Secondo i tedeschi di Automobilwoche, Audi e BMW sarebbero state interessate a McLaren, con i primi pronti ad acquistare il team di Formula 1 e i secondi interessati a McLaren Automotive. Di diversa idea gli inglesi di Autocar, che citavano Audi come futuro proprietario dell'intero gruppo, compresa l'attività in Formula 1. Questa ipotesi, se fosse stata confermata, avrebbe fornito al Gruppo VW una struttura per entrare nel massimo campionato a ruote scoperte con un team di primo livello. La possibilità di acquisire anche la parte automotive, tuttavia, avrebbe posto all'interno del gruppo un concorrente diretto di Lamborghini e avrebbe sollevato interrogativi, soprattutto dopo la cessione di Bugatti a Rimac. Sul fronte BMW, uno scenario di acquisizione della divisione supercar sarebbe sembrato più plausibile, data la mancanza di un brand legato a tale segmento, ma da Monaco di Baviera è già arrivata la smentita sulla possibile acquisizione.
Audi, interpellata sull'argomento, non ha confermato la notizia, ma ha aggiunto benzina sul fuoco dichiarando come ad Ingolstadt "si considerano abitualmente varie idee di cooperazione". Secondo l'agenzia di stampa Reuters, dopo i colloqui preliminari, Audi avrebbe scoperto le carte arrivando a offrire 500 milioni di euro per acquisire una quota di McLaren. Stando a quanto riportato qualche settimana fa da Automobilwoche.de, la cifra avrebbe in realtà raggiunto i 650 milioni e sembrava finalizzata sia ad avere una base per l'esordio in F1 sia a entrare nel pacchetto dell'azienda britannica, puntando anche al settore automotive.
Le alternative per Audi e il valore crescente dei team di F1
Con la smentita dell'acquisizione completa di McLaren, le alternative per Audi di entrare in Formula 1 con un proprio team si riducono. La Casa tedesca è interessata alla struttura di Formula 1, ma quando ha sondato la possibilità di poter rilevare la squadra, la risposta ricevuta è stata molto più articolata di quanto atteso.
Un'altra opzione considerata è l'acquisizione di un altro team. In questo contesto, gli "occhi sono sulla Sauber". La squadra inglese, nell'agosto del 2020, è stata acquistata da Dorlington Capital per una cifra (confermata da diverse fonti finanziarie) di 150 milioni di sterline. Tuttavia, se chi acquista ha obiettivi assoluti, come nel caso di Audi, deve mettere in conto un investimento non indifferente per rendere la struttura in linea con i top-team attuali, visto che la Williams è ormai una struttura che acquista molto esternamente, come previsto dall'accordo Mercedes.
C'è infine un aspetto che gioca a sfavore di chi ha intenzione oggi di entrare in Formula 1: il valore dei team è raddoppiato nell'arco di due sole stagioni. Questo ha contribuito a far salire notevolmente il valore delle scuderie, con grande soddisfazione di chi una squadra ce l'ha, e molte più complicazioni per chi punta ad averla. Questo aumento esponenziale dei costi di acquisizione e gestione rende l'ingresso nel Circus una sfida ancora più ardua.
Le nuove regole della Formula 1 e l'impatto sul futuro
Il forte interessamento di Audi nei confronti del Circus è strettamente legato alle nuove regole della Formula 1, che saranno discusse al prossimo Consiglio Mondiale FIA. In quella sede si parlerà anche di power unit, e sia Audi sia Porsche potrebbero "scoprire le carte" in merito alle loro intenzioni future. Le nuove generazioni di motori, il cui debutto è previsto per la stagione 2026, sono un punto focale per i nuovi ingressi e le future partnership.

McLaren Racing: strategie attuali e prospettive future
Zak Brown, responsabile esecutivo di McLaren Racing, ha delineato la strategia attuale del team. Per quanto riguarda la fornitura di motori, ha affermato: "Abbiamo un contratto con la Mercedes, del quale siamo soddisfatti e che finisce con la prossima generazione di motori. Ovviamente guarderemo le opportunità che ci sono per il 2026 ma ripeto non siamo interessati a vendere".
Il team di Woking ha anche introdotto un nuovo sistema per la sponsorizzazione, aprendo a clienti che intendono sfruttare l'immagine della macchina senza pretendere spazi particolari sulla vettura. "Abbiamo deciso di non avere uno sponsor principale, vogliamo mantenere integra l'identità McLaren, ma abbiamo creato un ambiente 'customizzato' dove i marchi possono sposare il team e i nostri piloti".
McLaren non si limita alla Formula 1. "Non solo F.1 ma anche Indycar, Formula E, Extreme E: perché? Perché siamo un'azienda che fa automobilismo sportivo. Che gareggia. La F.1 è il nostro sangue, la IndyCar è per avere una presenza permanente sul mercato americano, la Extreme E per quel messaggio di sostenibilità ambientale importante per noi e i nostri clienti. Da qui il passo alla Formula E è stato quasi naturale". Questa diversificazione delle attività sportive testimonia la visione a lungo termine del gruppo McLaren.
Il tetto alle spese e l'inflazione
Un altro argomento di discussione in Formula 1 è l'adeguamento del tetto alle spese all'inflazione. Zak Brown ha espresso la posizione della McLaren: "Che dobbiamo essere flessibili, pensare a ciò che sta succedendo nel mondo. Se i prezzi salgono, il tetto alle spese può creare dei problemi. Se l'inflazione va fuori controllo, dobbiamo per forza aggiustare parti del budget cap". Riguardo al timore che qualcuno possa approfittarne per trarre un vantaggio prestazionale, ha risposto: "No, abbiamo bisogno di allentare la presa su certe voci come i trasporti, i viaggi, bloccando aree specifiche".
La Sprint Race e il calendario
La Sprint Race è stata argomento di discussione dell'ultima F1 Commission, con alcuni contrasti con il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem. "Non contrasti, ma una discussione per valutare l'impatto di questo format", ha commentato Brown. Il campionato è sceso da 23 a 22 gare, ma il patto della Concordia ne consente 25. "Quest'anno avevamo un calendario complicato: siamo andati a Miami, ora corriamo in Europa, poi si vola ancora a Montreal. Dobbiamo rendere la stagione più efficiente. In quel caso, un paio di gare in più non sarebbero un problema".
Performance dei piloti McLaren
Per quanto riguarda le performance in pista, Lando Norris, nonostante una tonsillite, è riuscito ad arrivare ottavo in gara, dimostrando grande determinazione. "Sì ha fatto un lavoro incredibile in condizioni difficili", ha commentato Brown. Daniel Ricciardo, invece, continua ad avere problemi. "Fatica a trovare quelle prestazioni che lui e noi vorremmo, stiamo lavorando duramente perché quello che ha mostrato a Monza l'anno scorso (vinse; n.d.r.) possa tornare la normalità". Riguardo alla durata della sua permanenza, Brown ha dichiarato: "È materia che riguarda Andreas Seidl (il team principal; n.d.r.). Lando ha un accordo a lungo termine, Daniel uno più breve. Credo che ora si inizierà a lavorare per il futuro".