Audi Quattro Coupé 1980: L'Icona che ha Rivoluzionato la Trazione Integrale

L'Audi Quattro, la coupé sportiva prodotta dalla casa automobilistica tedesca di Ingolstadt, ha dominato gli anni '80, inaugurando la celebre denominazione "quattro" per tutti i modelli a trazione integrale prodotti successivamente. Presentata per la prima volta al Salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 1980, questa vettura due porte coupé si distinse immediatamente per la sua caratteristica principale: la trazione sulle quattro ruote. L'introduzione della trazione integrale su un veicolo destinato a grandi numeri sul mercato fu un'innovazione significativa per l'epoca, garantendo ottime prestazioni e un'eccellente tenuta di strada su ogni tipo di superficie.

Audi Quattro 1980 al Salone di Ginevra

Le Radici e lo Sviluppo Tecnico

La base di partenza per questa compatta è stata la Audi 80, di cui, di fatto, sono rimasti solo il pianale e alcuni lamierati della versione Coupé GT. Tuttavia, molte modifiche tecniche caratterizzano questa nuova auto dal nome italiano. Le sospensioni, ad esempio, furono completamente rinnovate sia all'anteriore che al posteriore, a testimonianza dell'impegno profuso nello sviluppo di un veicolo dalle prestazioni superiori. L'idea di un'autovettura con trazione integrale nacque nell'inverno 1976/77 durante le prove su strada del fuoristrada Volkswagen Iltis, destinato all'Esercito federale e in fase di sviluppo presso Audi. Le prove su strada furono talmente convincenti da portare alla creazione di un coupé Audi sportivo che avrebbe preso il nome di "quattro".

Sotto il cofano si trovava un interessante motore benzina a 5 cilindri e 2.1 litri, dotato di iniezione meccanica Bosch K-Jetronic, turbocompressore e intercooler, capace di raggiungere una potenza di 200 CV. Questo motore longitudinale frontale era in grado di erogare una performance apprezzabile, unita alla straordinaria capacità di trazione offerta dal sistema integrale. La linea già di per sé aggressiva del veicolo veniva accentuata dall'alettone posteriore inserito a fine coda, dai passaruota e parafanghi maggiorati e dai cerchi in lega leggera, conferendo alla Quattro un aspetto inequivocabilmente sportivo e potente.

Trazione Integrale quattro: storia e tecnica delle quattro ruote motrici AUDI

L'Evoluzione degli Interni e la Percezione del Marchio

Inizialmente, gli interni della Quattro presentavano sedili sportivi, ma la plancia, con grande delusione, era quella dell'Audi 80. Questa scelta fu presto corretta e, solo due anni dopo, venne sostituita da una soluzione molto più lussuosa e dotata di un computer di bordo con cruscotto digitale parlante, elevando l'esperienza di guida a un livello superiore.

All'alba degli anni '80, il marchio dei quattro anelli doveva ancora costruirsi una reputazione solida. Oltreoceano, negli anni '70, altre due Case tedesche, BMW e Mercedes-Benz, si stavano affermando nella parte alta del mercato e anche Audi, braccio armato del gruppo Volkswagen, intendeva conquistare la sua fetta. Le berline Audi erano solide e robuste ma non potevano vantare l'immagine rampante delle BMW o il prestigio delle Mercedes. La Quattro rappresentò un punto di svolta fondamentale in questa strategia.

La Conquista del Mercato Nordamericano: Audi 4000 e 5+5

La denominazione "Audi 80" venne usata nel vecchio continente, mentre in Nord America veniva commercializzata come Audi 4000. Questo "escamotage" serviva a elevare la percezione di potenza della nuova berlina. L'inizio dell'Audi 4000 nel mercato nordamericano non fu privo di sfide. Introdotta nel 1980, montava un quattro cilindri in linea da 1,6 litri (1588 cc). Con soli 76 CV, questo motore non era abbinabile al cambio automatico, un dettaglio non da poco in un mercato dove la stragrande maggioranza degli automobilisti viaggia con la trasmissione automatica. Altre critiche derivarono dalla scarsa potenza e dalla rumorosità dovuta alle sole 4 marce.

Nel 1981, l'Audi 4000 ricevette un motore rivisto, con cilindrata di 1,7 litri e un cambio manuale a cinque marce, in alternativa anche l'automatico a tre marce. L'obbligo, per le vetture d'importazione, di montare il catalizzatore a tre vie, fece scendere la potenza a 74 CV. Ciononostante, la maggiore coppia e il nuovo cambio permisero di ottenere prestazioni e consumi migliori rispetto all'unità precedente.

Sempre nel 1981, per il mercato americano, venne presentata anche l'Audi 4000 5+5. Contrariamente ai modelli europei, la 5+5 era una berlina a due porte equipaggiata con il motore 2,2 litri cinque cilindri da 100 CV dell'Audi 5000 (Audi 100 in Europa). Il motore in questo caso era accoppiato a un cambio manuale a cinque marce. Equipaggiata con un allestimento sportiveggiante, l'Audi 4000 5+5 offriva: il manometro dell'olio, gli interni sportivi e i cerchi in lega. L'Audi 4000 5+5 venne affiancata alla 4000S, dotata dello stesso motore ma più votata al comfort. Quest'ultima disponeva di quattro porte e del cambio automatico a tre marce di serie. Inoltre, la "S" anticipava quella che in Europa sarebbe diventata l'Audi 90.

Parallelamente ai modelli europei, nel 1984 anche quelli per il Nord America vennero rivisti: un lieve lifting portò a una serie di aggiornamenti estetici come i fari anteriori più grandi, la fanaleria posteriore simile a quelle delle Audi 100 (Typ 44), paraurti più avvolgenti e interni rivisti. In Europa, per la prima volta venne offerta anche la marmitta catalitica. La gamma era composta dalla 4000S (1,8 litri da 102 CV) e dalla 4000CS quattro (2,2 litri da 115 CV). Quest'ultima, molto simile all'Audi 90 europea, era disponibile solo con cambio manuale a 5 rapporti ravvicinati. I colori di serie erano: Nero, Bianco Alpino, Rosso Tornado, mentre la vernice Argento Zermatt era optional.

L'Espansione della Trazione Integrale: L'Audi 80 "quattro"

La vera svolta arrivò nel 1983, quando l'Audi 80 venne proposta anche con la trazione integrale. Questo modello derivava direttamente dalla Ur-Quattro, la rivoluzionaria coupé a trazione integrale presentata nel 1980. L'Audi 80 "quattro", alla luce di una vocazione meno sportiva, rinunciava al turbocompressore e al padiglione spiovente in favore di una rassicurante carrozzeria da berlina per famiglie. I fari anteriori supplementari, un paraurti anteriore con fendinebbia integrati e uno spoiler in gomma sul posteriore in tinta con la carrozzeria consentivano di riconoscere subito il modello. C'erano poi la scritta "quattro" sul baule e il doppio terminale di scarico a rendere distintiva questa versione.

Le campagne pubblicitarie di Audi ponevano l'accento sulla tenuta di strada nelle condizioni di scarsa aderenza, quelle in cui molte berline rivali sarebbero rimaste al palo. E infatti, tutti corsero ai ripari nei due anni successivi, confermando la lungimiranza della scelta tecnologica di Audi.

Audi 80 quattro in azione su strada bagnata

Sfide e Compromessi: L'Audi 80 quattro nel Dettaglio

Nonostante qualche piccolo compromesso, la clientela apprezzò gli sforzi di casa Audi. L'Audi 80 quattro costava meno delle coupé "Ur-Quattro" ma, al netto dell'efficace trazione integrale, risultava meno conveniente della 80 GTE a due ruote motrici e persino della più grande Audi 100 CD. A parità di motorizzazione (un 2,2 litri da 134 CV), l'Audi 80 a quattro ruote motrici pesava più della grossa Audi 100 CD a trazione anteriore. Inoltre, anche l'aerodinamica era peggiore: la velocità massima delle due vetture era rispettivamente di 187 e 199 km/h. Il differenziale posteriore, invece, rese necessaria anche una modifica del bagagliaio, leggermente più piccolo in altezza: ciò comportò l'adozione del ruotino in luogo della classica ruota di scorta. Questi dettagli, seppur minori, evidenziano le sfide ingegneristiche e i compromessi necessari nell'implementazione di una tecnologia così innovativa in un contesto di produzione di massa.

Il Successo Duraturo della Trazione "quattro" e la Piattaforma B2

Intanto, la trazione "quattro" iniziò ad essere disponibile su un numero crescente di motorizzazioni, come l'1.8 da 90 CV e l'1.8 GTE da 112 CV. Anche la piattaforma B2 si rivelò versatile e redditizia: numerosi componenti vennero condivisi con l'Audi Coupé e le sue varianti più sportive, l'Audi Quattro e l'Audi Sport Quattro. Tutti modelli che, con il costante affinamento della trazione integrale, hanno iniziato a mietere successi sportivi, consolidando l'immagine nuova e vincente del marchio. Lo stesso, che fino a pochi anni prima, era alla stregua di una sottomarca della Volkswagen.

Le Audi 80 e 4000 della serie B2 restarono in commercio fino al 1987, mentre l'Audi Coupé B2, derivata dall'Audi Quattro originale, venne venduta fino al 1988, totalizzando complessivamente 1,7 milioni di vetture prodotte. L'Audi 80 quattro ha rappresentato il primo passo necessario per definire un nuovo standard per l'intera produzione automobilistica europea.

40 Anni di "quattro": Un Pilastro Tecnologico di Audi

Nell'ottobre del 2020, Audi ha celebrato un importante traguardo: la trazione "quattro" ha compiuto 40 anni. Dal debutto della quattro al Salone dell'automobile di Ginevra nel 1980, il principio delle quattro ruote motrici si è sviluppato fino a diventare uno dei principali pilastri del marchio. Ad oggi, Audi ha prodotto quasi 10,5 milioni di auto con trazione quattro. Questo anniversario è stato degnamente celebrato da Audi Svizzera, che ha offerto l'opportunità unica di scoprire di persona vari iconici modelli Audi quattro degli ultimi 40 anni sulle strade tortuose della regione di Lucerna.

L'evento ha visto la partecipazione di oltre 20 modelli Audi quattro d'epoca, tra cui il "padre" VW Iltis, l'Ur-quattro del 1981, modelli Audi quattro 20V, auto da rally del Gruppo 4, una Treser quattro cabriolet (di cui ne sono state costruite solo 30), e due Audi Sport quattro (di cui ne esistevano solo 220). Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai proprietari privati di queste rarità, il cui supporto ha permesso ad Audi Svizzera di mettere a disposizione un'ampia gamma di modelli quattro.

Il concetto di "Vorsprung durch Technik" (all'avanguardia della tecnica), slogan che Audi utilizza già dal 1971, ha trovato la sua piena espressione e il suo messaggio è esploso con tutta la sua forza con l'uscita dell'Audi quattro nel 1980. La parola «quattro» sta per «quattro ruote». Prima dell'introduzione dell'aerodinamica Audi 100 (generazione C3), è l'Audi quattro a scuotere il comparto e con essa il marchio dei quattro anelli muove i primi passi nel segmento premium.

Cronologia dei modelli Audi Quattro

La "quattro" in Svizzera: Una Storia di Successo

La quattro era naturalmente un'auto perfetta per il territorio elvetico, dov'era quindi attesa con enorme interesse. La Svizzera è presto diventata il «paese del quattro». Un episodio significativo aiuta a consolidare questa unione: nel 1984 AMAG organizza a Davos un evento a cui partecipa il campione mondiale di rally Hannu Mikkola con l'Audi quattro. Allo stesso tempo, la polizia dei Grigioni doveva andare a recuperare delle persone bloccate dalla neve sul Passo Flüela. Guidare sul passo con il veicolo allora utilizzato dalla polizia era però impossibile. Interviene quindi Mikkola, che insieme a un poliziotto sale su per il passo senza problemi a bordo della quattro che montava pneumatici estivi, dimostrando in modo eclatante le capacità della vettura.

Il Futuro Elettrico della Trazione Integrale "quattro"

Adesso si apre il prossimo capitolo di questa storia coronata di successi: l'Audi e-tron S e l'e-tron S Sportback, completamente elettriche, utilizzano il Torque Vectoring elettrico. Audi porta avanti con coerenza la sua offensiva elettrica con questi nuovi modelli. Ciascuno di questi due modelli S a trazione puramente elettrica si avvale di tre motori elettrici, di cui due lavorano sull'asse posteriore. Il controllo intelligente della trazione conduce a un nuovo livello la sicurezza alla guida e, soprattutto, la dinamica di guida. Nel livello di guida «S» mettono a disposizione per otto secondi le loro prestazioni boost: potenza di 370 kW e coppia di 973 Nm. Lo sprint standard dura 4,5 secondi, l'accelerazione termina a 210 km/h.

I nuovi modelli S hanno due motori elettrici sull'asse posteriore e uno sull'asse anteriore. Si tratta delle prime auto elettriche al mondo dotate di tre motori elettrici a essere prodotte in grande serie. Il loro schema di trazione si basa sul principio modulare: in virtù della modifica alla struttura, il motore elettrico più potente che aziona l'asse posteriore nell'Audi e-tron 55 ora è montato sull'asse anteriore. Questa evoluzione testimonia l'impegno di Audi nel redefinire il concetto di "Vorsprung" (avanguardia) e nell'accentuare la strategia del marchio dando priorità all'individuo con i suoi valori e i suoi bisogni. Altri temi centrali per il futuro sono la sostenibilità, la digitalizzazione e il design.

Il consiglio d'amministrazione di Audi ha scelto per il marchio una strategia di elettromobilità. Nel 2019 Audi ha lanciato il primo veicolo completamente elettrico, l'Audi e-tron. Già nel 2020 sono seguiti altri veicoli elettrici come l'Audi e-tron Sportback, nonché numerose vetture ibride plug-in. Nell'anno 2025, comprese le ibride plug-in, tra tutte le Audi vendute una su due dovrebbe essere un modello elettrico. Il marchio Audi punta su design, connectivity ed experience e la soddisfazione del cliente è l'imperativo assoluto per diventare il fornitore leader di mobilità a zero emissioni nel segmento premium, portando avanti l'eredità di innovazione iniziata con la leggendaria Audi Quattro del 1980.

tags: #audi #quattro #coupe #1980