L'industria automobilistica è in fermento, con l'Audi che si posiziona all'avanguardia della trasformazione, proponendo una visione radicale del futuro della mobilità. Al centro di questa rivoluzione vi è il concetto di "experience device", un'idea che ridefinisce l'abitacolo tradizionale grazie all'introduzione della guida autonoma di livello 4. Questa innovazione è esemplificata dalle show car della serie "sphere": Audi Skysphere, Audi Grandsphere e Audi Urbansphere, prototipi che prefigurano le scelte stilistiche e le tecnologie delle Audi del futuro prossimo.

Guida Autonoma e Trasformazione dell'Abitacolo
La guida autonoma rappresenta il pilastro fondamentale di questa visione. L'Audi sta concentrando gran parte dei propri sforzi nella progettazione di sistemi avanzati di automazione, in collaborazione con CARIAD, azienda specializzata in applicazioni digitali automotive che riunisce le competenze software del Gruppo Volkswagen. Questo impegno conferma la leadership della casa di Ingolstadt nello sviluppo di tecnologie che potranno essere estese agli altri marchi controllati dal colosso di Wolfsburg. I veicoli a guida autonoma di livello 4, come quelli presentati nei concept "sphere", promettono di trasformare radicalmente l'esperienza di viaggio. In determinate condizioni, il conducente può disinteressarsi completamente della guida, permettendo al volante e ai pedali di scomparire nell'abitacolo. Questa capacità di scomparsa è la cifra più innovativa, convertendo l'interno dell'auto in un ambiente versatile per il lavoro, il relax o l'intrattenimento. Si tratta di una realtà che, se le nostre strade saranno pronte, potrà iniziare a fare capolino tra i modelli convenzionali a partire dal 2025.
Le nuove Audi a guida autonoma Robby e Jack | Quattroruote - Exclusive Premiere
Audi Grandsphere: Un Salotto Viaggiante
L'Audi Grandsphere concept, prototipo di ammiraglia intelligente con una carrozzeria fastback super atletica, incarna pienamente il concetto di salotto viaggiante. Nella definizione del suo stile, i designer hanno lavorato dall'interno all'esterno, sviluppando il corpo vettura attorno a un ambiente in cui il volante e la pedaliera possono ritrarsi. Questo permette di ricreare un confortevole spazio di lavoro o di relax mentre l'auto guida senza bisogno di intervento umano. Le sue dimensioni e contenuti sembrano anticipare il format della A8 di prossima generazione, attesa nel 2024. Le portiere si aprono "ad armadio" e l'auto riconosce i passeggeri dal modo in cui si avvicinano, monitorando l'ingresso a bordo del conducente e degli altri occupanti. Un computer predispone la regolazione dei sedili e persino la climatizzazione delle zone in cui siederanno i singoli passeggeri. Nonostante sia infarcita di tecnologia, la Grandsphere promette di essere "digital detox". A bordo, non si viene accolti da giganteschi schermi touch-screen, ma da un insieme di superfici molto pulite e lineari rivestite in radica e fibre naturali. Informazioni e contenuti multimediali vengono proiettati direttamente sul legno e, con la modalità di guida autonoma attiva, il cruscotto si trasforma in una parete su cui guardare un film o partecipare a una videoconferenza.
I numeri che popolano la scheda tecnica dell'Audi Grandsphere sono da vera ammiraglia. Basata sulla nuova architettura PPE (Premium Platform Electric), è lunga 535 cm, larga 200 e alta poco meno di 140. Il passo di 320 cm è un dato rilevante, superiore all'interasse dell'attuale A8 a passo lungo, offrendo ai progettisti grande libertà nella definizione degli spazi interni. L'autonomia di percorrenza è notevole: Audi promette fino a 750 chilometri, con la possibilità di ricaricare all'80% il pacco batterie da 120 kWh in meno di 25 minuti. Le prestazioni sono altrettanto impressionanti: grazie ai 720 CV di potenza e 960 Nm di coppia erogati dai due motori elettrici, uno per ciascun asse, l'Audi Grandsphere promette di archiviare lo 0-100 km/h in poco più di quattro secondi. Vista da fuori, l'Audi Grandsphere concept appare come una grande berlina dal tipico stile della casa di Ingolstadt, ma con tante novità che vedremo sul modello di serie tra quattro anni. Le linee sinuose e arrotondate della fiancata mostrano un grintoso allargamento all'altezza degli archi ruota (con cerchi da 23") e il frontale propone la calandra Singleframe di Audi in una nuova variante piatta ed esagonale ricoperta da un pannello trasparente, illuminata e con una struttura 3D. L'autonomia dichiarata è di oltre 750 km e il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è inferiore ai 4 secondi. Il guidatore può scegliere tra due tipi di configurazione della parte anteriore dell'abitacolo, con la possibilità di scegliere tra più tragitti automatizzati, anche panoramici, e di passare a prendere i passeggeri e lasciarli a destinazione senza toccare il volante.
Audi Skysphere: La Roadster del Futuro con Interasse Variabile
L'Audi Skysphere è un altro esempio della visione Audi per le sportive di lusso del prossimo futuro. Questo prototipo con motore elettrico e carrozzeria roadster è stato presentato in occasione della Monterey Car Week. La Skysphere può contare su una tecnologia all'avanguardia come l'interasse variabile, la guida autonoma conforme al livello 4, la sterzata integrale e la gestione predittiva dell'assetto. La possibilità di variare passo e carreggiata consente di fatto di disporre di due diverse anime della vettura: granturismo e sport. Grazie agli ingombri ridotti consentiti dalla tecnologia elettrica, gli ingegneri hanno potuto dotare la scocca dell'Audi Skysphere di componenti strutturali meccanizzati in grado di scorrere e di variare l'interasse e la lunghezza dell'auto di 250 mm, così come l'altezza da terra, che può essere regolata di 10 mm. Il tutto è possibile attraverso la pressione di un semplice tasto. Optando per il passo ridotto da roadster, la lunghezza del corpo vettura è di 494 cm, con la configurazione granturismo, invece, la lunghezza arriva a 519 cm. Questa peculiarità rappresenta di fatto una novità assoluta nel settore delle sportive di lusso a batteria. Inoltre, la guida autonoma di livello 4 garantisce "nuovi livelli di comfort" agli occupanti, permettendo al pilota, in determinate condizioni, di disinteressarsi della guida (il volante e i pedali sono a scomparsa).

Dal punto di vista tecnico, l'Audi Skysphere adotta un motore elettrico collocato al retrotreno, che trasferisce la coppia alle ruote posteriori, in grado di erogare 632 CV e 750 Nm. Il peso della vettura, di 1.800 kg, è ripartito al 60% al posteriore e al 40% all'anteriore. Lo scatto da 0 a 100 è di 4 secondi. I moduli della batteria da 80 kWh sono posizionati all'interno del tunnel tra i due sedili e dietro l'abitacolo, con un'autonomia di 500 km. La dinamica di guida dell'Audi Skysphere è garantita dalle sospensioni con lo schema a triangoli sovrapposti e dal sistema di sterzo integrale a gestione elettronica. Così come l'Audi e-tron GT, al fine di garantire alti livelli di comfort, i tecnici tedeschi hanno optato per sospensioni pneumatiche adattive a tripla camera. La gestione dell'assetto è affidata a una piattaforma elettronica dedicata che garantisce una tecnologia predittiva in grado di "leggere" le condizioni della strada adattando l'assetto. I designer tedeschi per progettare l'Audi Skysphere hanno dichiarato di essersi ispirati all'iconica vettura d'epoca Horch 853, una cabriolet degli Anni '30, che nel 2009 si è aggiudicata il Concorso d'Eleganza di Pebble Beach. Le linee della Skysphere, così come la Horch, si caratterizzano per un abitacolo compatto e un cofano particolarmente lungo, con generoso sviluppo longitudinale. Al frontale spicca la mascherina "single frame" ristilizzata, con il logo dei quattro anelli dalla conformazione tridimensionale.
Audi Urbansphere: L'Oasi di Spazio Personale nelle Megacity
Audi Urbansphere concept, la terza delle tre show car della serie "sphere", interpreta la mobilità del futuro nel segmento di lusso. Ispirata alle esigenze delle megacity cinesi, dove lo spazio personale è una risorsa limitata, garantisce l'abitabilità più generosa di sempre tra le show car dei quattro anelli. La guida autonoma di Livello 4 e l'ecosistema digitale di bordo permettono ai passeggeri di vivere esperienze d'entertainment senza precedenti. Il processo di sviluppo ha visto la stretta collaborazione dei Design Centre Audi di Pechino e di Ingolstadt. La vettura, caratterizzata da dimensioni generose, si presenta come una lounge chiamata a divenire un terzo spazio abitativo durante le ore trascorse nel traffico. Grazie alla guida autonoma di Livello 4, l'abitacolo si presenta privo di volante, pedaliera e display, evolvendo in un "experience device" assistito da un completo ecosistema digitale. Audi Urbansphere è la concept dalle dimensioni più generose all'interno della famiglia sphere, oltre che il prototipo Audi più grande di sempre. Il passo di ben 3,40 metri favorisce l'abitabilità e non ha eguali tra i competitor.
Le porte di Audi Urbansphere concept si aprono a libro. Data l'assenza del montante centrale, l'abitacolo si presenta sin da subito in tutta la propria ampiezza. L'abitacolo è caratterizzato da quattro sedute singole disposte su due file. I sedili posteriori possono contare su dimensioni eccezionalmente generose e molteplici possibilità di regolazione. Reclinando gli schienali sino a 60 gradi si ottiene una posizione di perfetto riposo, accentuata dall'estensione dei supporti per le gambe. Durante una conversazione, un passeggero può rivolgersi agevolmente al proprio interlocutore ruotando il sedile. Chi invece desidera la massima privacy, può isolare la zona del capo mediante lo schermo retrostante il poggiatesta. Non appena la vettura prende vita, le informazioni vengono visualizzate sotto forma di proiezioni lungo i rivestimenti lignei della plancia e alla base del parabrezza. In funzione della modalità di guida - manuale oppure autonoma di Livello 4 - le proiezioni si estendono a tutta larghezza o vengono suddivise in sezioni separate per conducente e passeggero anteriore. In "modalità autonoma", la superficie di proiezione diviene uno schermo cinematografico per l'entertainment o le videoconferenze. Lo switch tra i contenuti, ad esempio dalla musica alla navigazione, è affidato a una barra corredata di sensori in prossimità del proiettore.
Posizionato accanto al sistema di apertura delle porte, il satellite touchless dell'MMI consente al conducente - seduto al volante in posizione attiva - di gestire molteplici menu agendo, anche mediante comandi gestuali, sugli anelli rotanti lungo il fusto. Alternativamente, a guida autonoma attiva, gli occupanti possono avvalersi della combinazione tra rilevamento dello sguardo e input gestuali. Un sensore monitora l'orientamento degli occhi di conducente e passeggeri, mettendo in preallarme il sistema che risponde ai movimenti touchless delle mani. I braccioli lungo i pannelli interni delle portiere, tradizionalmente "inerti", sono corredati sia di pannelli di controllo touch a scomparsa sia di occhiali VR utilizzabili in abbinamento alle funzioni del sistema d'infotainment. Le superfici interne, protette da una cover trasparente, presentano un motivo a rombi. L'intera superficie diviene un palcoscenico luminoso in grado di trasmettere informazioni agli altri utenti della strada, a vantaggio della sicurezza.

Implicazioni Tecnologiche e Strategia Commerciale
L'introduzione di un volante a scomparsa e la piena integrazione della guida autonoma comportano significative implicazioni tecnologiche e strategiche. Dal punto di vista hardware, non si tratta solo di software per gestire i comandi, ma anche di componenti fisici come l'anello, ovvero il contatto spiralato, che deve contenere fili aggiuntivi per i comandi. La sostituzione in toto della centralina è spesso la soluzione più ragionevole per implementare queste funzionalità. Questa politica commerciale di Audi è chiara: non ci sono mai predisposizioni, e ogni funzionalità aggiuntiva richiede un hardware specifico. Questo riflette un approccio che mira a non "regalare" nulla, garantendo che ogni sistema sia progettato e installato per offrire prestazioni ottimali e integrazione perfetta. Il fatto che veicoli come la A3 8p degli anni 2010-2011, con centraline siglate AH, gestissero il cruise control ma non i comandi, è un esempio di come la logica "se c'è il cruise allora la centralina" non sempre sia valida. Ciò sottolinea la complessità e la specificità dell'architettura elettronica di Audi, che evolve costantemente per supportare le nuove funzionalità.

Oltre il Volante: Un Nuovo Concetto di Viaggio
Il volante a scomparsa è solo una delle manifestazioni di un cambiamento più profondo nel modo di intendere il viaggio. Si tratta di una visione in cui il veicolo non è più solo un mezzo di trasporto, ma uno spazio modulabile e personalizzabile, capace di adattarsi alle diverse esigenze dei passeggeri. La possibilità di scegliere tra tragitti automatizzati, anche panoramici, e la capacità dell'auto di gestire autonomamente il prelievo e la consegna dei passeggeri senza l'intervento del conducente, apre a scenari di mobilità finora immaginabili solo nella fantascienza. Un giorno, non troppo lontano, ci muoveremo su auto completamente diverse da quelle che conosciamo oggi, se non nello stile, almeno nel modo di intendere il viaggio. L'Audi sta preparando il terreno per questa rivoluzione, in cui il concetto di "guidare" si evolverà, lasciando spazio a nuove forme di interazione con il veicolo e a un'esperienza di mobilità senza precedenti.