Il settore automobilistico è in continua evoluzione, spinto da normative sempre più stringenti in materia di emissioni e da una crescente sensibilità verso la sostenibilità ambientale. Nel 2009, il concetto di "auto ibrida" iniziava a farsi strada in Italia, promettendo un futuro più pulito e meno dipendente dai combustibili fossili. Tuttavia, la comprensione delle restrizioni e delle classificazioni ambientali, in particolare quelle relative ai veicoli Euro 4, era già un tema centrale per molti automobilisti. Questa panoramica esplora il contesto delle auto ibride e le restrizioni sui veicoli Euro 4, offrendo chiarezza su come identificare la classe ambientale, quali limitazioni sono in vigore e come si distinguono i veicoli Euro 4, Euro 5 ed Euro 6.

Il Contesto delle Normative Euro e l'Evoluzione dei Veicoli
Le normative europee sulle emissioni, introdotte a partire dal 1991, hanno l'obiettivo di ridurre l'inquinamento atmosferico causato dai veicoli. Il numero progressivo (da pre-Euro o Euro 0, fino al più recente Euro 6) indica una progressiva riduzione delle emissioni inquinanti. I primi accorgimenti, come la marmitta catalitica per i motori a benzina e l'iniezione per i diesel, hanno caratterizzato i veicoli Euro 1, immatricolati dal 1° gennaio 1993. Successivamente, sono state introdotte le categorie Euro 2, Euro 3 (dal 1° gennaio 2001, con sistema EOBD), Euro 4 (dal 1° gennaio 2006), Euro 5 (dal 1° settembre 2009) ed Euro 6 (dal 1° settembre 2014 per le omologazioni e dal 1° settembre 2015 per le immatricolazioni). L'ultima normativa attualmente in vigore, la Euro 6d Standard dal 1° gennaio 2020, ha ulteriormente ridotto i livelli di emissione per i motori termici, tollerando emissioni di NOx di 90 mg/km per i benzina e 120 mg/km per i diesel, e 95 mg/km di anidride carbonica media per entrambi i motori.
Identificare la Classe Ambientale del Veicolo
Per sapere a quale categoria Euro appartiene la propria auto, è sufficiente consultare la carta di circolazione del veicolo. Nei documenti più vecchi, questa informazione si trova nel riquadro 2, mentre in quelli più recenti è indicata alla lettera V.9 del riquadro 2, a volte integrata con le specifiche del riquadro 3. Un altro metodo per conoscere la classe ambientale è utilizzare il Portale dell'Automobilista, la piattaforma digitale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Basta specificare il tipo di veicolo e inserire la targa per visualizzare i dati sulla classe ambientale Euro e sulle emissioni di CO2. Nel libretto di circolazione, i campi di riferimento da controllare sono il J per la classificazione del veicolo (M1 per passeggeri, N1 per merci leggere), il V.5 per il valore delle emissioni di particolato e il V.9 per la classe ambientale di omologazione CE (classe EURO).

I Veicoli Euro 4: Caratteristiche e Limitazioni
I veicoli Euro 4 sono stati immatricolati dal 1° gennaio 2006 fino al 2009. Si tratta di vetture dotate di tecnologie e dispositivi per l'abbattimento delle emissioni inquinanti che, sebbene all'epoca rappresentassero un passo avanti, non sono più adeguati agli standard attuali. Per essere classificato Euro 4, un veicolo deve essere omologato in base a specifiche direttive comunitarie, tra cui la 98/69 CE B, la 1999/96 CE B, e altre direttive di riferimento accompagnate dalla lettera B, come indicato nella carta di circolazione.
Restrizioni alla Circolazione per le Auto Euro 4
Oggi, la circolazione delle auto Euro 4 è fortemente limitata in molte zone, in particolare per i veicoli diesel Euro 4, per i quali è previsto il blocco in molte regioni a partire dal 2022. Queste misure antismog mirano a incentivare l'utilizzo di auto meno inquinanti con motore a combustione, oppure il passaggio verso le vetture ecologiche elettriche e ibride. Le limitazioni sono state recepite diversamente nelle città italiane, con alcune regioni che hanno emanato restrizioni permanenti alla circolazione per le vetture con classe ambientale inferiore all'Euro 3 nei giorni lavorativi. A Milano e Roma, le limitazioni alla circolazione sono estese ad auto diesel Euro 4 con FAP e particolari valori di emissione.
Lombardia: A partire dal 1° ottobre, è iniziato il blocco ai veicoli diesel Euro 4 nei Comuni in fascia 1 e in quelli in fascia 2 con più di 30.000 abitanti (come Lecco, Varese, Abbiategrasso, Vigevano, S. Giuliano Milanese). Questa misura è valida dal 1° ottobre al 31 marzo. Sono previste agevolazioni con soglie chilometriche per i veicoli iscritti al programma MoVe-In.
Veneto: Il piano antismog del Veneto prevede stati di allerta (verde, giallo e rosso) in base alle concentrazioni di Pm10. Per i veicoli diesel Euro 4, lo stop scatta anche con l'allerta verde, la meno restrittiva, secondo i dati monitorati dall'ARPA. Il divieto alla circolazione può scattare in periodi specifici, come dal 1° ottobre al 17 dicembre e dal 7 gennaio al 30 aprile.
Piemonte: Dal 15 settembre al 15 aprile, sono previsti divieti e restrizioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 4, inclusa la sospensione della circolazione dalle ore 8.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì nei giorni feriali. Sono previste anche misure speciali in caso di superamento dei limiti per le Pm10, con il blocco dei diesel Euro 4 anche nei giorni festivi e al sabato, estendendosi fino ai veicoli diesel Euro 5.
Emilia-Romagna: Il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR) dell'Emilia-Romagna prevede il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 4 dal 1° ottobre al 30 aprile. Sono pianificati anche eventuali stop alla guida delle auto diesel Euro 5 in occasione di eventi come le domeniche ecologiche.
Lazio: I veicoli diesel Euro 4 a Roma sono soggetti a restrizioni alla circolazione solo in caso di misure emergenziali, con blocchi che scattano solo in caso di superamento delle soglie critiche di inquinamento atmosferico a partire dall'ottavo giorno consecutivo. È invece sempre valido il blocco alle auto Euro 3 diesel nei giorni feriali nella ZTL dell'anello ferroviario.
Le multe per chi non rispetta le restrizioni imposte dai comuni possono ammontare a 164 euro. A Milano, per esempio, l'ingresso senza autorizzazione in Area C o Area B può comportare una multa di circa 95 euro con spese di spedizione.
Auto Euro 5: Caratteristiche e Normativa
La categoria delle auto Euro 5 comprende tutte le vetture immatricolate da gennaio 2011, o con data di omologazione dal 1° settembre 2009. La normativa Euro 5 è entrata in vigore nel 2009 per i nuovi modelli e nel 2011 per tutte le auto di nuova immatricolazione, introducendo limiti di emissione più severi rispetto alla Euro 4, in particolare per il particolato (PM) e gli ossidi di azoto (NOx).
I veicoli Euro 5 sono omologati secondo specifiche direttive europee, come la 2005/55/CE B2, la 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2 (ecol. migliorato) oppure Riga C, la 715/2007692/2008 (Euro 5 A e B), e altre. Dal 2015, le vetture Euro 5 sono state escluse dai listini commerciali del nuovo, ma rimangono disponibili sul mercato dell'usato. Per verificare se un Comune blocca le Euro 5 Diesel, è necessario consultare il sito web del Comune, poiché le regole sono in costante aggiornamento.

Auto Euro 6: Dalle Prime Versioni alle Ultime Evoluzioni
Le auto Euro 6 si riferiscono a tutte le vetture immatricolate da settembre 2015. Questa categoria, tuttavia, presenta diverse tipologie di omologazione: Euro 6A, Euro 6B, Euro 6C ed Euro 6D-Temp.
Euro 6A: Questi veicoli, immatricolati da gennaio 2016, hanno emissioni di CO2 fino a 0,5 g/km per i diesel e 1 g/km per i benzina. Le soglie di emissioni di NOx sono 0,080 g/km per i diesel e 0,060 per i benzina, mentre quelle di particolato (PM) sono 0,005 g/km per entrambe le alimentazioni.
Euro 6B: Rispettano limiti più severi, con soglie per le emissioni di PM ridotte a 0,0045 g/km sia per i diesel che per i benzina.
Euro 6C: Obbligatorio da settembre 2018, prevede un valore di PM per le vetture a benzina pari a 6x10^11/km. L'omologazione Euro 6C prevede che il livello delle emissioni venga rilevato tramite prova su strada seguendo il nuovo ciclo WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure).
Euro 6D-Temp: Misura gli inquinanti in base ai cicli di omologazione WLTC (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Cycle), che fanno parte della procedura WLTP, e al test RDE (Real Driving Emissions) utilizzato al posto del vecchio NEDC (New European Driving Cycle).
Le vetture Euro 6 possono beneficiare degli incentivi governativi, come previsto dall'Ecobonus auto per i veicoli meno inquinanti, incluse le auto Euro 6 con emissioni di CO2 da 61 a 135 g/km. Tuttavia, anche per le Euro 6, è importante fare attenzione, poiché dal 31 ottobre 2017 è scaduta la proroga concessa ai veicoli diesel Euro 6, che quindi ora non possono più circolare liberamente nei centri cittadini durante i giorni di divieto. La normativa che regola l'omologazione dei veicoli da settembre 2017 (Euro 6c) e in vendita da settembre 2018 non modifica i livelli di emissione per i motori diesel (che rimangono agli standard 6a e 6b), ma solo per quelli a benzina.
Per chi cerca la certezza assoluta di poter circolare sempre e comunque, la scelta ricade su un'auto ibrida (generalmente con propulsore a benzina), un'elettrica o una benzina Euro 6.

Il Ruolo delle Auto Ibride e la Complessità delle Classificazioni
Il mondo dell'auto si sta orientando sempre più verso auto ibride ed elettriche, anche a causa delle stringenti normative Euro 6d. Questo ha spinto le case automobilistiche a moltiplicare i modelli "ibridi", che tuttavia non sono tutti uguali. Esistono infatti ibridi "plug-in", con batterie in grado di far muovere il mezzo in modalità esclusivamente elettrica per decine di chilometri, e ibridi "mild" e "micro", nei quali la parte elettrica si riduce a un alternatore speciale che fornisce energia ai servizi del motore.
Le norme europee di omologazione non fanno alcuna differenza tra questi vari tipi. Così, sulla carta di circolazione, alla voce P.3 ("tipo di combustibile o di alimentazione"), compare solo la scritta "ibrido". Questo significa che, stando ai criteri attualmente utilizzati dai Comuni per selezionare quali veicoli far circolare, nei giorni di blocco del traffico sarebbero ammessi sia i mezzi che si muovono in modalità elettrica sia quelli che vanno a benzina o a gasolio, con un apporto insignificante delle batterie. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le auto mild hybrid, che, sebbene considerate ibride a libretto, potrebbero non offrire gli stessi benefici in termini di mobilità nelle aree soggette a restrizioni severe, specialmente con l'avanzamento delle normative.
Al momento il problema è limitato, ma questo schema si diffonderà anche su modelli a gasolio, più soggetti ai blocchi. Una possibile soluzione potrebbe venire dalla carta di circolazione, dove per le ibride è riportato anche il valore di "potenza massima su 30 minuti (motore elettrico)". Fissando una soglia sotto la quale il veicolo non viene considerato ibrido ai fini delle limitazioni del traffico, si potrebbe distinguere meglio tra le diverse tipologie.
Ibrido, Benzina o Diesel: Una Scelta Complessa
La scelta tra un'auto benzina Euro 6 "normale" e una mild hybrid comporta considerazioni economiche e pratiche. Una benzina Euro 6 potrebbe rientrare più facilmente nel budget, mentre una mild hybrid, pur avendo consumi inferiori e potendo potenzialmente godere di una maggiore longevità in termini di accesso alle zone a traffico limitato, richiede un investimento iniziale maggiore. Come sottolineato da alcuni, la questione è simile a quella dei diesel Euro 4 con e senza filtro antiparticolato di 10-15 anni fa, evidenziando la persistente incertezza normativa.
Considerando un utilizzo di 13.000 km l'anno e l'intenzione di tenere l'auto a lungo, alternative come il GPL, pur richiedendo un investimento periodico per il cambio del ciambellone ogni 10 anni, offrono costi carburante molto contenuti.
La guida alle classi ambientali e la normativa Euro
Milano: Area B e Area C, Strumenti di Limitazione al Traffico
A Milano, l'Area C e l'Area B sono strumenti fondamentali per limitare la circolazione di auto e moto più inquinanti.
Area C: Coincide con la Zona a traffico limitato (ZTL) della Cerchia dei Bastioni ed è delimitata da 43 varchi con telecamere. È attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, esclusi i giorni festivi. Alcuni veicoli hanno divieto di accesso, tra cui quelli a doppia alimentazione gasolio-Gpl Euro 0, 1, 2, 3 e gasolio-metano Euro 1-2-3, motoveicoli e ciclomotori a due tempi Euro 0 e 1 e a gasolio Euro 0 e 1. Le auto ibride (mild, full o plug-in) e quelle 100% elettriche possono entrare in Area C senza pagare il ticket d'ingresso, a condizione che abbiano sul libretto la certificazione di essere autoveicoli ibridi a propulsione elettrica con parametri emissivi inferiori ai 100 g/km. Gli autoveicoli con contributo emissivo di CO2 superiore ai 100 g/km sono stati esenti dalla tassa d'ingresso fino al 1° ottobre 2022. Il costo d'ingresso standard è di 5 euro, con agevolazioni per i residenti (40 transiti gratuiti, poi 2 euro a transito) e per i veicoli di servizio (3 euro).
Area B: Coincide con gran parte del territorio della città di Milano ed è una zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti, oltre a quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci. L'accesso, ove consentito, non è soggetto a pagamento. È attiva negli stessi orari dell'Area C. Questo strumento vieta l'ingresso in città ai veicoli diesel euro 0, 1, 2 e 3, benzina euro 0 e 1. Il divieto di accesso e circolazione previsto per i veicoli diesel euro 4 è temporaneamente sospeso fino a nuovo provvedimento.
Limitazioni di Circolazione Future a Milano (Aggiornate):
- Fino al 30 settembre 2025: I veicoli a benzina Euro 3 potranno ancora circolare.
- Successivamente, fino al 30 settembre 2028: Sarà consentito l'ingresso ai veicoli a benzina Euro 4 e ai diesel leggeri Euro 6 delle categorie A, B e C.
- Fino al 30 settembre 2030: Per i diesel Euro 6 delle categorie D_TEMP e D, la scadenza è estesa.
- Dal 30 settembre 2030: Entreranno in vigore altre limitazioni riguardanti i veicoli pesanti: Euro V pesanti diesel (N2-N3) con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione <= 0,01 g/kWh; Euro V pesanti diesel (N2-N3) con FAP after-market e con classe massa particolato pari a Euro VI; Euro VI pesanti diesel (N2-N3) (derogati fino al 20° anno dalla data di prima immatricolazione, se immatricolati entro il 31/12/2020; fino al 14° anno dalla data di prima immatricolazione, se immatricolati dal 01/01/2021 al 31/12/2025).
Veicoli che possono sempre circolare a Milano: I veicoli a benzina Euro 5 e 6, così come quelli alimentati a GPL, metano, bifuel, ibridi ed elettrici, possono sempre entrare senza restrizioni a Milano.
Moto e Ciclomotori: Anche moto e scooter sono soggetti a vincoli di circolazione. Ad esempio, fino al 30 settembre 2025, possono entrare i due tempi Euro 2 e 3, i gasolio Euro 2 e 3, e i benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2. Fino al 30 settembre 2030, possono entrare i due tempi Euro 4 e i gasolio di classe Euro 4, 5. Possono sempre entrare i due tempi di classe Euro 5, i benzina 4 tempi di classe Euro 4 e Euro 5, GPL, metano, bifuel, ibridi ed elettrici.
Permessi di Accesso Sporadico in Area B: Dal 16 giugno, per usufruire delle 25 giornate annue di accesso e circolazione in Area B per i residenti a Milano o aziende con sede operativa a Milano, e delle 5 giornate annue per i residenti fuori Milano o aziende con sede operativa fuori Milano, è necessario attivare sul portale Area B la rilevazione automatica dei transiti, associando la targa del veicolo e richiedendo il permesso nella sezione "Richiesta permessi".

Il Parco Circolante in Italia e la Crisi del Mercato
Stando ai dati Unrae (Unione Case Estere) relativi all'anno 2024, il parco circolante italiano continua la sua crescita costante, raggiungendo i 40,57 milioni di veicoli a fine 2024, con un aumento dell'1,3% rispetto ai 34,3 milioni del 2009. A questo aumento si accompagna un innalzamento dell'età media delle vetture, che a fine 2023 ha raggiunto i 12,8 anni. Più di 8,8 milioni di veicoli (il 21,8%) sono ante Euro 4, quindi con un'età superiore a 19 anni.
Il parco è composto per quasi l'83% da auto a benzina e diesel (in lieve riduzione rispetto all'84,8% di fine 2023), mentre crescono le ibride al 6,8% e le GPL al 6,7%. Riguardo al mercato delle auto usate, il 2024 ha registrato 5,4 milioni di passaggi di proprietà, con un incremento del 7,4%, in controfase rispetto al mercato del nuovo. Questa situazione riflette un'incertezza nel mercato, in parte dovuta alla complessità delle normative e alla difficoltà di prevedere la longevità dell'acquisto rispetto alla motorizzazione, un tema particolarmente sentito per chi abita al nord e teme blocchi anche per auto Euro 6 benzina di recente immatricolazione.