Il Volkswagen Bus, conosciuto anche come Transporter, Kombi o Microbus, è un veicolo che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'automobilismo, trasformandosi da semplice mezzo di trasporto in un simbolo di libertà, avventura e persino controcultura. La sua versatilità è stata la chiave del suo successo globale, permettendogli di adattarsi a una miriade di ruoli, dal veicolo da lavoro affidabile alle iconiche configurazioni camper. Ma la storia del Volkswagen Bus è ricca di sfaccettature inaspettate, che vanno oltre l'immaginario collettivo delle strade e dei viaggi su gomma. Vi sono applicazioni meno note, ma altrettanto affascinanti, che ne testimoniano l'ingegno e l'adattabilità, come il suo impiego sui binari ferroviari o il suo ruolo cruciale nel trasporto pubblico locale, come dimostrato dall'azienda Martin Reisen in Alto Adige.

Il Klv-20: Quando il Bulli Incontra la Ferrovia
Negli anni '50, la Deutsche Bundesbahn (Ferrovia Federale Tedesca) operò quelli che furono probabilmente i più insoliti veicoli di manutenzione ferroviaria: i furgoni VW su ruote da treno. Questi veicoli, noti come Klv-20, erano molto più di semplici VW Bulli modificati con ruote ferroviarie; rappresentavano un notevole sforzo ingegneristico per renderli veicoli ferroviari pratici ed efficienti. La storia di un esemplare specifico, il Klv-20 T1 con numero di veicolo 20-5011, è stata recentemente portata alla luce da Volkswagen Belgio, che ha acquisito questo pezzo interessante della storia ferroviaria tedesca.
La Deutsche Bundesbahn, fondata nel 1949 nella neonata Germania Ovest e successore diretto della Deutsche Reichsbahn-Gesellschaft, si trovò di fronte alla necessità di veicoli compatti per la manutenzione delle sue 18.921 miglia di binari. Nonostante l'aspettativa di non espandere la rete ferroviaria, il traffico era previsto in aumento, con treni che venivano suddivisi in convogli più piccoli e numerosi. Questo richiedeva veicoli agili per i depositi di manutenzione di binari e segnali.
Invece di costruire veicoli personalizzati, la Deutsche Bundesbahn optò per una soluzione innovativa. Due aziende, Martin Beilhack (Rosenheim) e Waggon- und Maschinenbau GmbH Donauwörth, furono incaricate di convertire 15 unità ciascuna di un veicolo compatto con motore a combustione interna, che ricevette la designazione Klv-20. Nel giro di un anno, furono realizzati questi "Bulli ferroviari", utilizzati principalmente per ispezioni e riparazioni nei depositi di manutenzione. I Klv-20 rimasero in servizio per un tempo considerevole, venendo dismessi in gran parte solo negli anni '70. Oggi, solo una manciata di questi veicoli è ancora funzionante e in buone condizioni, come l'esemplare di VWNO.
VW bus KLv 20.
Componenti e Caratteristiche Tecniche del Klv-20
Il Klv-20 è essenzialmente composto da tre elementi principali: la carrozzeria di un furgone T1 Kombi, un motore industriale Volkswagen da 21 kW/28 CV e un telaio con un meccanismo idraulico di sollevamento e rotazione. Questo ingegnoso meccanismo permetteva a una sola persona di sollevare, girare e rimettere il Klv-20 sui binari, eliminando la necessità di percorrere il tragitto a ritroso.
Per conformarsi alle normative per i veicoli ferroviari ausiliari, i fari anteriori e posteriori originali furono rimossi e le relative aree furono coperte con pannelli metallici, modificando l'estetica del furgone ma garantendone l'idoneità all'uso ferroviario. Il Klv-20 era alimentato da un motore Volkswagen a quattro cilindri e quattro tempi, tarato a 28 CV per l'uso in attrezzature industriali. Questo motore era abbinato a un cambio manuale a quattro velocità con retromarcia, rendendo la guida del Klv-20 simile a quella di un'automobile.
L'unità motrice era montata in un telaio saldato in robusto acciaio profilato, che ospitava anche gli assi delle ruote, ben ammortizzati e guidati. Le ruote erano in acciaio, con un diametro di 550 mm. Elementi in gomma erano montati tra il cerchio e il nucleo della ruota secondo il sistema "Bochumer Verein", garantendo un'efficace ammortizzazione del rumore del veicolo. Tuttavia, i veicoli potevano anche essere equipaggiati con ruote normali. Tutti e quattro i pneumatici avevano freni a pattino interni, attivati tramite il pedale del freno con un sistema oleo-idraulico. Un paio di ruote poteva essere frenato meccanicamente tramite la leva del freno a mano bloccabile.
La carrozzeria era collegata al telaio tramite elementi in gomma. Disponeva di tre panche ben imbottite: una nel vano conducente con due posti e due nel vano passeggeri con tre posti ciascuna. Le due panche nel vano passeggeri potevano essere facilmente rimosse per utilizzare lo spazio per il trasporto di merci. Il vano conducente aveva due porte, mentre il vano passeggeri o di carico aveva una larga porta ad anta singola. I fari, le luci posteriori e le luci interne erano armoniosamente integrate nella carrozzeria.
L'esemplare di "Rail Bulli" menzionato ha iniziato il suo servizio presso il deposito ferroviario della Deutsche Bundesbahn a Plattling/Baviera, prima di essere trasferito al deposito di manutenzione dei segnali di Plattling. Dismesso negli anni '70, ha trovato una nuova casa nel Palatinato, nel sud-ovest della Germania, e ora è tornato al suo punto di partenza, nelle mani del dipartimento Oldtimer di Volkswagen Veicoli Commerciali, garantendone la conservazione per le generazioni future. La rarità di questi Klv-20 funzionanti e ben conservati ne accresce il fascino e l'importanza storica.

Martin Reisen: I MAN Lion's Intercity R60 e la Continuità del Trasporto Pubblico
Lontano dai binari, ma ugualmente significativo nel panorama dei trasporti, è il ruolo del Volkswagen Bus, e più in generale dei veicoli commerciali Volkswagen, nel trasporto passeggeri moderno. Un esempio eccellente di adattamento e crescita nel settore è l'azienda Martin Reisen, guidata da Martin Plattner, con sede in Alto Adige, Italia. La storia dell'azienda inizia con un unico autobus e l'impegno serale della fidanzata di Martin, Priska, che si occupava dell'amministrazione. Dopo tre anni, un secondo autobus e il primo autista si sono uniti all'azienda, seguiti da un terzo autobus nel 1996, segnando una crescita continua.
Martin Reisen, pur mantenendo la sua vocazione turistica, ha saputo rivalutare le potenzialità del trasporto pubblico, soprattutto a seguito dell'emergenza sanitaria. Questa consapevolezza ha portato l'azienda ad aderire al KSM, il Consorzio Autonoleggiatori Alto Adige, fondato nel 2003. Il consorzio KSM conta attualmente circa 290 associati, impegnati nel trasporto pubblico locale, nei servizi scuolabus (con 4.700 studenti trasportati ogni giorno) e nel trasporto di persone con disabilità.
Martin Plattner descrive con entusiasmo l'impiego dei tre MAN Lion’s Intercity R60: "Con i tre MAN Lion’s Intercity R60 garantiamo altrettanti servizi di linea in Val d’Ega. Iniziamo alle 5.30 del mattino fino alla sera alle 22.00 percorrendo le tratte da Bolzano verso il Santuario di Pietralba e il Monte San Pietro verso Egna con transiti ogni ora." Questi veicoli fanno parte di un lotto di 29 bus gemelli di una commessa del KSM.
Un altro veicolo chiave per Martin Reisen è il MAN TGE 3.140 a nove posti, dotato di rampa per le carrozzelle disabili, utilizzato per i servizi di scuolabus e trasporto di persone con disabilità, con quattro corse al giorno per entrambi i servizi. Plattner sottolinea l'importanza di diversificare: "È vero, sono sempre stato un sostenitore dei servizi turistici, ma la pandemia mi ha convinto a prendere in considerazione anche il tpl che mi garantisce una maggiore continuità, anche se il turismo è in piena crescita e continua a costituire un importante riferimento per la mia azienda." L'affidabilità e l'efficienza dei veicoli MAN, insieme all'apprezzamento dei passeggeri, sono fattori cruciali per il successo dell'azienda su entrambi i fronti.

Specifiche Tecniche dei MAN Lion’s Intercity R60
I tre MAN Lion’s Intercity R60 consegnati alla Martin Reisen sono modelli a due assi e due porte, lunghi 12,3 metri. Sono equipaggiati con un motore sei cilindri in linea MAN D1556 turbodiesel Euro 6e da 9 litri, che eroga una potenza di 360 CV (265 kW) e una coppia di 1.600 Nm. Il cambio è un automatico ZF 6AP1620 EcoLife2 con retarder, caratterizzato da un rapporto più corto ottimizzato per affrontare le tortuose strade alpine. La configurazione dei posti a sedere prevede 49+1, con l'aggiunta di un posto per disabile, due strapuntini e la pedana per la carrozzella sulla seconda porta, rendendoli pienamente accessibili e funzionali per il trasporto pubblico.
L'Evoluzione dei Veicoli Commerciali Volkswagen: Dai Classici ai Moderni Volksbus
Il successo e la longevità del Volkswagen Bus hanno portato a una vasta gamma di modelli e configurazioni nel corso dei decenni. Dal fascino intramontabile dei modelli d'epoca, come il T1 Split Screen del 1954 o il T2 del 1970, ai veicoli più recenti e tecnologicamente avanzati, la linea di veicoli commerciali Volkswagen continua a soddisfare diverse esigenze di mobilità.
Nel segmento dei veicoli d'epoca, si possono trovare esemplari restaurati e ben conservati, come un Volkswagen Type 2 T1 Split Screen RHD 23-Window Samba del 2000cc benzina con 33.600 miglia, o un 'RHD Devon Caravette Campervan del 1598cc benzina con 56.317 miglia. Questi veicoli, spesso con cambio manuale a 4 velocità e guida a destra, sono oggetti di collezionismo molto ricercati, con prezzi che possono raggiungere cifre significative, come £89,995 per un 1954 Split Screen Barndoor o £100,000 per un '54 RHD Barndoor Splitscreen. Anche i modelli T2 e T4 hanno un loro mercato, con esempi come un 1970 Volkswagen Type 2 T2 del 1600cc benzina e un 1999 Volkswagen Transporter Type 4, T4 del 1899cc diesel, dimostrando la durabilità e la versatilità del design Volkswagen.

Parallelamente, Volkswagen Caminhões e Ônibus, una filiale di Traton, produce la serie di telai per autobus Volkswagen Volksbus, principalmente per il mercato sudamericano. Questa gamma offre un'ampia varietà di telai per l'uso sia nel traffico urbano che interurbano, con Volkswagen Caminhões e Ônibus che ha raggiunto una quota di mercato del 28% in Sud America nel 2006. Nel primo trimestre del 2007, sono stati consegnati 1700 esemplari, con un aumento del 22% rispetto al trimestre precedente.
I telai Volksbus sono prodotti in tre versioni di base: Mini-/Midibus (motore anteriore), Solobus (motore anteriore o posteriore) e Autobus articolato (autobus articolato a spinta) per un peso lordo totale da 5 a 26 tonnellate. I passi variano a seconda del telaio e del peso complessivo. Una caratteristica distintiva è il telaio dell'autobus a lunga percorrenza VW 18.320 EOT, dotato di componenti elettronici avanzati. Questo modello condivide lo stesso motore Cummins ISC a sei cilindri in linea da 8,3 litri del VW Constellation Titan Tractor, ma con maggiore potenza e coppia. Nonostante l'introduzione della versione elettronica, ha mantenuto le caratteristiche apprezzate della versione meccanica, come il telaio modulare, la sospensione pneumatica e le ruote in alluminio di serie. Questa evoluzione dimostra come Volkswagen abbia continuato a innovare e a espandere la sua presenza nel settore dei veicoli commerciali a livello globale, adattandosi alle esigenze specifiche dei diversi mercati e applicazioni, mantenendo sempre un alto standard di affidabilità ed efficienza.

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