Autocostruzione di Antenne Veicolari Bibanda: Sfide e Soluzioni Innovative

La configurazione di un sistema radio veicolare efficiente, specialmente per l'uso delle bande VHF e UHF, presenta sfide significative. La ricerca di antenne bibanda pronte all'uso che offrano prestazioni ottimali su entrambe le frequenze si rivela spesso frustrante. Molti appassionati, dopo aver provato diverse marche rinomate e cloni, si sono scontrati con la realtà di un ROS (Rapporto d'Onda Stazionaria) inaccettabile sulla banda UHF, o con la necessità di compromessi che penalizzano una banda a favore dell'altra. Questa disillusione ha spinto molti a intraprendere il percorso dell'autocostruzione, alla ricerca di soluzioni più performanti e personalizzate.

Schema di un'antenna bibanda

La Sfida delle Antenne Bibanda Commerciali

L'esperienza personale di molti radioamatori, inclusa quella documentata in scritti precedenti, evidenzia una costante: le antenne bibanda commerciali, pur promettendo versatilità, spesso non mantengono le aspettative, soprattutto nel segmento UHF. Un esempio concreto riguarda la prova di diverse antenne, tra cui quelle di marche note come Diamond, e cloni vari. L'utilizzo di strumenti di misurazione avanzati, come il RigExpert AA600, ha permesso di quantificare questa delusione. Nonostante la possibilità di ottenere un ROS accettabile in una delle bande, la regolazione per ottimizzare una frequenza inevitabilmente peggiorava le prestazioni sull'altra. Questo fenomeno suggerisce che il design e la costruzione di antenne bibanda efficienti richiedono un'ingegneria più sofisticata di quanto spesso offerto dai prodotti di massa.

Un caso specifico che ha suscitato interesse è stata l'antenna Comet CHL19, lunga 68 cm. Inizialmente, sembrava promettere ottime prestazioni con un ROS eccellente sia in VHF che in UHF. Tuttavia, test più approfonditi hanno rivelato una realtà diversa: mentre in VHF il ROS rimaneva entro limiti accettabili (1.4/1.5), in UHF le misurazioni indicavano valori superiori a 3, definendola una "chiavica" in questa banda. Anche con "stratagemmi", il ROS in UHF è stato portato a 1.4, ma il problema persisteva. Questa esperienza sottolinea come anche antenne considerate di buona qualità possano presentare significative limitazioni.

La ricerca di antenne bibanda performanti è un tema ricorrente nel mondo della radioamatorialità veicolare. Molti hanno condiviso le proprie esperienze, pubblicando prove con foto e misurazioni, spesso utilizzando analizzatori come il MFJ. Tra queste, l'antenna Comet CHL19 è stata inizialmente elogiata per le sue prestazioni, ma successivi test hanno evidenziato problemi in UHF. Un'altra antenna menzionata, la MALDOL 104B, è descritta come "super efficiente" ma "introvabile".

L'Avvento dell'Autocostruzione come Soluzione

Di fronte a queste difficoltà, l'autocostruzione emerge come una valida alternativa per ottenere antenne veicolari bibanda performanti. Molti progetti si ispirano a schemi reperiti sul web o da riviste specializzate, ma non sempre questi progetti sono stati rigorosamente testati o collaudati. L'obiettivo è realizzare un'antenna che superi le prestazioni di quelle commerciali, anche se la soddisfazione completa rimane un traguardo ambizioso.

Un approccio interessante all'autocostruzione è stato intrapreso sfruttando componenti di antenne preesistenti e adattandoli. Un esempio è la realizzazione di un sistema modulare che permette di utilizzare diversi radiatori per coprire varie bande. Questo progetto ha preso spunto da un'antenna veicolare multibanda costruita da un amico, IK7IWF. La necessità di sostituire i vecchi supporti per il tetto dell'auto ha portato alla costruzione di un nuovo aggancio, sfruttando un vecchio attacco di un'antenna CB e un tubo di PVC.

Dettaglio di un aggancio per antenna autocostruito

Il sistema autocostruito è stato progettato per essere robusto e sicuro, con un blocco elastico per prevenire sganci accidentali durante la marcia. Questo aspetto è fondamentale per la sicurezza, evitando che un'antenna si stacchi e causi danni o pericoli.

Sfruttare Componenti Esistenti per Nuove Funzionalità

L'ingegnosità nell'autocostruzione si manifesta anche nel riutilizzo creativo di componenti. Un esempio notevole è stato il ritrovamento di un vecchio radiatore caricato di un'antenna veicolare per i 27 MHz (Sirtel, acquistata intorno al 1985). Con sorpresa, si è scoperto che questo radiatore era risonante intorno a 28.060 MHz. Inoltre, la sua struttura cava ha permesso di allungare il radiatore di altri 30 cm, abbassando la frequenza di risonanza fino alla banda dei 17 metri. Questa scoperta ha aperto la possibilità di adattare l'antenna per l'uso su diverse bande radioamatoriali attraverso opportuni allungamenti del radiatore.

Un altro elemento recuperato è stato un vecchio "mollone" con un aggancio simile a quello Sigma, che ha permesso di realizzare un'antenna 5/8 d'onda per i 2 metri. Le prove iniziali con il quartino d'onda per i 144 MHz hanno mostrato un ROS di 1:4 su tutta la banda, mentre con il radiatore 5/8 il ROS è risultato addirittura inferiore, con ottima ricezione e, in alcune condizioni, segnali migliori rispetto al quartino d'onda.

Un episodio passato ha evidenziato la vulnerabilità delle antenne veicolari commerciali. Un attacco a gronda per un'antenna CB è stato spezzato, danneggiando la carrozzeria dell'auto. Questo evento ha portato all'abbandono dell'uso della radio in macchina e alla messa da parte del radiatore. Tuttavia, questo componente recuperato ha trovato nuova vita in un progetto autocostruito.

L'Adattamento e la Modularità per le Diverse Bande

La flessibilità è un punto chiave nell'autocostruzione. Un sistema modulare permette di configurare l'antenna per diverse bande semplicemente sostituendo o allungando il radiatore. Nel caso del radiatore Sirtel, dopo averlo configurato per risuonare in 27 MHz, è stato ulteriormente allungato per raggiungere la banda dei 24 MHz. Successivamente, per utilizzarlo sui 21 MHz, sono stati innestati pezzi di tubo di alluminio di diverso diametro e lunghezza, collegati tramite un sistema a vite. Questa modularità rende l'antenna estremamente facile da trasportare e montare, non richiedendo attrezzi specifici.

I test sul campo con questo sistema modulare hanno dato risultati incoraggianti. Lo stilo Sirtel, con i vari elementi di allungo, ha funzionato egregiamente dalle bande dei 12 ai 20 metri. Utilizzando appena 5 watt, è stato possibile stabilire collegamenti con Russia e Inghilterra sulle bande dei 17 e 20 metri, dimostrando l'efficacia del primo test sul campo.

tutorial trasformare una antenna TV indoor in una antenna radioamatoriale VHF-UHF

Le Sfide della Stabilità e della Connessione a Massa

Nonostante i progressi, alcune sfide persistono. Un incidente in cui l'antenna è caduta ha rivelato una fragilità nel sistema di fissaggio. Il contatto sulla carrozzeria, realizzato tramite un reggi-slitta in plastica, non era sufficientemente efficiente. Questo ha portato a una perdita di accordo e a un ROS elevato. La soluzione adottata è stata quella di modificare un dado per chiave da 13 mm, rimuovendo il filo interno, forandolo e filettandolo per una vite da 3 mm. Una vitina più lunga permette di stringere a mano, facilitando il montaggio e lo smontaggio. Questo sistema, con fori passanti nella guaina nera e nel tubo di ottone, garantisce un innesto saldo e sicuro.

L'importanza di una buona massa è cruciale per le prestazioni delle antenne veicolari. Il punto di montaggio dell'antenna, posizionato lateralmente sul tettuccio e collegato direttamente alla carrozzeria, è stato controllato con un tester per verificarne l'efficienza. Anche la lunghezza dei cavi, sia quello corto (50 cm) che collega l'analizzatore all'antenna, sia quello più lungo (4 metri) che collega l'apparato all'antenna, può influenzare le misurazioni del ROS, sebbene i valori elevati su una delle bande rimangano un problema indipendente dal tipo di antenna provata.

È importante distinguere tra un ROS basso e un buon sistema radiante. Un ROS basso indica un buon adattamento tra l'antenna e la linea di trasmissione, ma non garantisce necessariamente un'efficace irradiazione del segnale. La reale efficacia di un'antenna autocostruita, specialmente con radiatori intercambiabili, potrà essere pienamente valutata solo attraverso test di trasmissione prolungati in condizioni operative reali, come durante le attivazioni sul campo.

Considerazioni Finali sull'Autocostruzione

L'autocostruzione di antenne veicolari bibanda offre un percorso affascinante e potenzialmente gratificante per i radioamatori. Permette di superare i limiti delle antenne commerciali, di sperimentare con design innovativi e di personalizzare il proprio equipaggiamento. La capacità di riutilizzare componenti, adattare schemi e risolvere problemi in modo creativo sono tratti distintivi di questa pratica.

Tuttavia, è fondamentale un approccio metodico e la disponibilità di strumenti di misurazione accurati. La comprensione dei principi fisici che governano il funzionamento delle antenne, unita a una buona dose di pazienza e perseveranza, sono essenziali per ottenere risultati soddisfacenti. La ricerca di soluzioni che garantiscano un ROS accettabile su entrambe le bande, VHF e UHF, rimane una sfida aperta, ma l'entusiasmo e l'ingegnosità degli autocostruttori continuano a spingere i confini di ciò che è possibile realizzare. L'esperienza dimostra che, anche se un'antenna autocostruita potrebbe non raggiungere la perfezione assoluta, può spesso offrire prestazioni superiori rispetto a molte alternative commerciali, aprendo nuove possibilità di comunicazione in mobilità.

tags: #autocostruzione #veicolare #bibanda