La Croce Rossa Italiana (CRI), istituzione che da oltre un secolo opera nel campo dell'assistenza umanitaria e del soccorso, ha sviluppato nel tempo un'identità visiva distintiva anche per quanto concerne i propri mezzi. Le targhe d'immatricolazione, in particolare, rappresentano un elemento chiave di questa identità, riflettendo l'evoluzione normativa e le specifiche esigenze operative dell'organizzazione.
L'Origine delle Targhe Militari e la loro Ufficializzazione
Le targhe d'immatricolazione della Croce Rossa Italiana sono storicamente di tipo militare. Questa classificazione trova il suo fondamento nell'articolo 26 del regio decreto del 29 luglio 1927, nº 1814, che esentava i mezzi della CRI dall'iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), equiparandoli a quelli "dei corpi armati dello Stato". È interessante notare come tale targa sia stata di fatto applicata sin dal 1911, sebbene in contrasto con la norma allora vigente che prevedeva un'unica tipologia di targa per veicoli militari e civili, senza eccezioni. La situazione di fatto venne poi ufficializzata nel 1913, nell'ambito di una serie di disposizioni amministrative e legislative riguardanti l'Associazione. L'utilizzo di una targa propria per i veicoli della Croce Rossa Italiana è stato riconfermato nel tempo, in particolare dall'art. 138 del "Nuovo Codice della Strada", D.Lgs.

La caratteristica immutata nel tempo, nonostante le successive modifiche al formato della targa, è la sigla "C.R.I." in rosso (acronimo di Croce Rossa Italiana, con o senza punteggiatura) con la numerazione in nero, il tutto su fondo bianco.
La Prima Targa e le Prime Autoambulanze
La prima targa della Croce Rossa Italiana, riportante il numero "1", fu assegnata ad un "carro a letto-automobile". Si trattava di un'autoambulanza su base Esperia, acquistata dal Comitato di Bergamo ed entrata in servizio il 21 agosto 1911. Questo veicolo segnò un momento storico, essendo la prima autolettiga della Croce Rossa Italiana. La targa era di colore bianco, misurava circa 40 × 15 cm e riportava, da sinistra verso destra, il simbolo della Croce Rossa inscritta in un cerchio, seguito dalla sigla C.R.I.
Evoluzione del Formato delle Targhe
Quando nel 1976 fu introdotta la targa componibile per i veicoli civili, le targhe della Croce Rossa Italiana continuarono ad essere emesse nel formato su due righe, indipendentemente dal tipo di alloggiamento presente sul veicolo. Questo mantenimento di un formato distintivo sottolineava l'unicità dello status dei veicoli CRI.
Un cambiamento significativo avvenne nel 2005, quando l'allegato 12 al Testo Unico Ordinanza Commissariale nº 261/05 stabilì un formato modificato rispetto al precedente. Le targhe d'immatricolazione anteriori e posteriori divennero differenti e di dimensioni identiche a quelle delle targhe civili introdotte nel 1994. Nello specifico, il formato per la targa anteriore divenne 340 × 110 mm, mentre per quella posteriore si ebbero due opzioni: 489 × 110 mm su una riga, oppure 330 × 202 mm per le targhe posteriori destinate agli "autoveicoli dotati di alloggiamento targa di dimensioni vincolate", ovvero quelle con numerazione su due righe normalmente impiegate su alcuni tipi di veicoli.
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La Numerazione: Continuità e Sdoppiamento
La numerazione delle targhe della Croce Rossa Italiana ha avuto diversi episodi di discontinuità, con persino un salto di mille unità dal numero 6000 al numero 7000. A partire dai primi anni settanta, con il raggiungimento del numero progressivo 8000, si verificò uno sdoppiamento della numerazione. Le ambulanze ottennero una numerazione indipendente che partiva dal progressivo 10000, mentre tutti gli altri veicoli proseguirono con la normale numerazione dal numero 8001 fino a 9999, per poi passare alle sigle alfanumeriche, inizialmente da A000 ad A999, e successivamente da A0000 in poi. Nel 2003 venne introdotta una ulteriore evoluzione con la numerazione di tipo A000A.
Targhe per Mezzi Speciali: Motocicli, Rimorchi e Macchine Operatrici
Il parco veicoli della Croce Rossa Italiana non è costituito esclusivamente da autoveicoli, ma comprende anche un certo numero di rimorchi, macchine operatrici e motocicli. Per l'immatricolazione di questi veicoli si ricorre a targhe specifiche, diverse da quelle destinate agli autoveicoli.
I motocicli e le macchine operatrici utilizzano un solo tipo di targa: bianca, di forma quadrata, con lato di 165 mm, riportante la scritta "CRI" in rosso e il numero progressivo in nero.
I rimorchi sono dotati di targhe specifiche rettangolari, larghe 34 cm e alte circa 11 cm. Queste targhe presentano la sigla "CRI" e la scritta "rimorchio" in rosso, seguite da un numero progressivo preceduto dalla lettera "R" oppure "X". Le targhe ripetitrici non sono ufficialmente previste, sebbene possano essere talvolta incontrate targhe di fattura artigianale.
Evoluzione dei Veicoli e Collaborazioni Storiche
La storia dei veicoli della Croce Rossa Italiana è intrinsecamente legata all'evoluzione tecnologica dell'automobile e alle partnership con le case automobilistiche.
La FIAT 238: Un Passo Avanti nell'Ambulanza
La lunga esperienza con i FIAT 238 si protrasse fino agli ultimi anni Ottanta, periodo in cui il FIAT DUCATO stava già conquistando terreno presso la Croce Rossa Italiana. Il FIAT 238, arrivato sul mercato nel 1967, fu la naturale evoluzione del FIAT 1100 in fatto di ambulanze. Basato sulla meccanica a trazione anteriore dell'Autobianchi Primula, la casa madre propose una versione sanitaria ufficiale realizzata in sinergia con la carrozzeria Savio. Parallelamente, numerose altre carrozzerie elaborarono proposte indipendenti sulla medesima base, tra cui spiccano Boneschi, Bonfanti e Mariani.

Il FIAT 238 visse un periodo complesso per l'evoluzione della medicina d'urgenza applicata in ambulanza, che raggiunse il culmine nella creazione del centro di rianimazione mobile. Inizialmente, la configurazione interna era semplice, priva di attrezzature avanzate e con solo una o due barelle. Successivamente, la casa di produzione torinese concepì l'ambulanza "unificata", stringendo un accordo con il Ministero della Sanità. Questo portò a un vano sanitario rinnovato, con l'aggiunta di un respiratore volumetrico, un primordiale defibrillatore e altri componenti tipici per una rianimazione da vero e proprio "ospedale mobile".
Il FIAT 238 subì anche trasformazioni di livrea: la Croce Rossa abbandonò definitivamente il colore beige per il bianco. Per quanto riguarda la segnalazione luminosa e sonora, la maggioranza degli allestimenti presentava due lampeggiatori e una sirena "a fischio", particolarmente efficace sulle strade sempre più caotiche.
Il FIAT "Romeo 2": Eleganza e Funzionalità
Il "Romeo 2", versione del veicolo FIAT, venne esposto per la prima volta al Salone dell'Automobile di Torino nel 1957. Si presentò con una moderna livrea bianca, ancora priva di qualsiasi scritta, per poi essere distribuito su tutto il territorio nazionale ai corpi di Polizia, Vigili del Fuoco e Croce Rossa Italiana. Una novità significativa del "Romeo 2" era l'aeratore sul tetto, che consentiva un facile ricambio d'aria nel vano sanitario. Il comparto sanitario aveva un tipico accesso posteriore attraverso un portellone rettangolare, mentre un portellone sul lato destro offriva un secondo accesso, meno ampio.
L'abitacolo godeva di un'ottima luminosità interna, garantita da finestrini laterali e dal portellone posteriore. La disposizione interna classica prevedeva due barelle sovrapposte e due strapuntini per i soccorritori sul lato destro. Il furgone Romeo montava il motore 1.3 della Giulietta e aveva trazione anteriore, garantendo una buona velocità. Per le segnalazioni luminose di emergenza, potevano essere presenti uno o due lampeggianti di colore blu, oltre a un faretto sopra la cabina di guida.
Le Origini: FIAT 1100 L, BIANCHI S5 e FIAT 501
Le radici delle ambulanze a motore della Croce Rossa Italiana affondano nei primi decenni del XX secolo.
Nel periodo bellico (1940-1945), molte carrozzerie, tra cui la Pininfarina, furono coinvolte nella realizzazione di veicoli ad uso paramedico/assistenziale. La Pininfarina si distinse per la trasformazione dei telai delle FIAT 1100 L, spostando la cabina di guida in posizione più avanzata per aumentare lo spazio disponibile per il cassone posteriore. Questo permise la creazione di un vano sanitario separato e di grandi dimensioni, un'antesignana del moderno concetto di "cellula sanitaria" applicata su chassis di autocarro.

Prima ancora, le FIAT 501 rappresentarono una base di partenza diffusa per la costruzione di ambulanze nei primi anni Trenta. Anche le milanesi BIANCHI godevano di un discreto successo e diverse vetture vennero adattate ad uso sanitario. Un esempio è l'ambulanza BIANCHI S5, allestita dalla carrozzeria Schieppati, con due barelle centrali sovrapposte e sedili per i soccorritori contrapposti alla parete divisoria. L'equipaggiamento sanitario dell'epoca era limitato a una cassetta di primo soccorso e coperte.
Con l'inizio degli Anni Venti, le prime realizzazioni di ambulanze consistevano prevalentemente nella trasformazione di berline di maggiori dimensioni, come la FIAT 501, che montavano su telai lunghi consentendo un comodo alloggiamento delle lettighe. Il vano sanitario rispondeva a concetti sanitari con superfici lisce e igienicamente adeguate, spesso arricchito da un lavandino in porcellana. La barella, a volte doppia, era collocata sul lato sinistro, mentre sul lato destro i soccorritori sedevano su una panchetta. La Fiat 501 fu probabilmente la più diffusa grazie alla sua solidità, affidabilità e relativa economia.
I FIAT 15 TER, oltre ad essere tra gli autocarri più diffusi durante la guerra italo-turca e la Prima Guerra Mondiale, costituirono la maggioranza del parco automobilistico della Croce Rossa Italiana. Con lo sviluppo dell'automobile, si comprese l'importanza di creare ambulanze a motore per garantire maggiore velocità di intervento e superare le difficoltà igieniche legate al trasporto con cavalli.
Partner Storici: Land Rover Defender e l'Innovazione Tecnologica
La partnership tra Land Rover Defender e la Croce Rossa Italiana vanta una lunga storia, iniziata nel 1954. Per oltre 70 anni, Land Rover ha sostenuto le comunità e l'ambiente durante crisi ed emergenze, rafforzando lo spirito pionieristico del marchio.

In occasione di anniversari significativi, la collaborazione si è concretizzata nello sviluppo di veicoli di emergenza su misura per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dall'aumento dell'attività umana. Un esempio emblematico è la Defender 130 Outbound, progettata per fungere da stazione satellitare mobile, garantendo comunicazione costante anche in caso di interruzione delle reti cellulari, grazie all'integrazione del sistema Starlink di SpaceX. Questo sistema offre accesso prioritario alla rete, assicurando la disponibilità del canale di emergenza anche in situazioni di sovraccarico delle telecomunicazioni.
La Defender 130 Outbound è dotata di altre peculiarità, come la possibilità di commutare via satellite le comunicazioni radio VHF, estendendo la copertura per gli operatori di soccorso. Il sistema è inoltre in grado di riconoscere e censire le radio portatili ("antenne") nel proprio campo d'azione, riportandone le coordinate sulla mappa tramite un tablet di bordo. L'aggiornamento in tempo reale della posizione dei soccorritori, unito alla possibilità di integrare mappe con aggiornamenti sulle condizioni orografiche, è fondamentale per la sicurezza e l'efficacia delle operazioni.
Le capacità fuoristradistiche della Defender 130 Outbound sono state ulteriormente potenziate per affrontare terreni difficili. Le sospensioni pneumatiche elettroniche offrono un'altezza da terra fino a 430 mm e una capacità di guado fino a 900 mm. Il veicolo è progettato come una piattaforma completa per il supporto in caso di calamità, dotato di un impianto elettrico supplementare a 230V con inverter e caricabatterie per alimentare apparecchiature mediche, strumenti di comunicazione e altre risorse essenziali.
La versione preparata per la Croce Rossa è una sorta di "hard top" che incarna lo spirito avventuroso. La Defender 130 Outbound in dotazione alla CRI è lunga 5 metri e 32 centimetri e monta un motore sei cilindri diesel da 350 CV. Gli pneumatici sono da 33 pollici per massimizzare la superficie di contatto con il terreno. Tra gli accessori specifici figurano un gancio traino posteriore con 3.500 kg di capacità, un portapacchi expedition in grado di supportare 350 kg statici, e un verricello con una capacità di 4.762 kg.
La Defender 130 Outbound per la Croce Rossa nasce specificamente per il salvataggio e il soccorso in ambiente alluvionale. È dotata di uno snorkel, una capacità di guado di 90 cm di serie e attrezzature specifiche a bordo, tra cui mute stagne per gli operatori. Sul tetto è possibile trasportare attrezzature e effetti personali, sfruttando il portapacchi come base per dispositivi sonoro-luminosi, come una barra ultrapiatta a LED con speaker da 100 Watt. Sono inoltre presenti una radio VHF veicolare, due portatili con sistema di ricarica a bordo, e una valigia trasportabile che, collegata a un palo treppiedi, offre una connessione dati per un tablet, permettendo lo scambio di informazioni con la sala operativa nazionale e la geolocalizzazione delle radio portatili.
La Possibilità di Acquistare Veicoli Usati della CRI
Un tema di interesse per gli appassionati e collezionisti riguarda la possibilità di acquistare veicoli dismessi dalla Croce Rossa Italiana. La risposta è affermativa, ma il processo è soggetto a una specifica procedura burocratica.
Quando un veicolo non è più utilizzato dalla CRI, ci sono due principali modalità di gestione:
- Rottamazione: L'auto viene ritirata da un autodemolitore e rottamata, diventando un "rifiuto". Grazie a una legge del 2010, questi veicoli non sono più reimmatricolabili o vendibili.
- Demolizione (cambio di destinazione d'uso): In questo caso, la CRI, dopo parere positivo del comitato d'amministrazione, rilascia un dispaccio che attesta la variazione d'uso del veicolo da "militare" a civile. Il veicolo viene spostato da un registro all'altro, cancellato dal registro CRI e immatricolato nel registro civile del PRA.
Grazie a questo documento e al certificato dei dati tecnici, è possibile procedere al PRA per la nuova reimmatricolazione, l'ottenimento di nuove targhe e il collaudo. L'iter burocratico comporta dei costi, variabili a seconda dell'età del veicolo.
Tuttavia, il processo è spesso ostacolato dalla burocrazia degli enti pubblici. La responsabilità della vendita a un privato potrebbe essere percepita come complessa, rendendo la rottamazione una via più semplice per l'ente. Questo può portare a situazioni in cui veicoli potenzialmente recuperabili finiscono smontati in qualche sfasciacarrozze a causa della riluttanza di alcuni dirigenti ad affrontare procedure più complesse.
Veicoli Speciali e Innovativi: I Qooder della CRI
Negli anni più recenti, la Croce Rossa Italiana ha integrato nella sua flotta veicoli innovativi, come i Qooder speciali. Undici veicoli a quattro ruote basculanti sono stati consegnati al Centro Operativo Nazionale Emergenze (CONE) della CRI a Roma.

Questi Qooder, che combinano le caratteristiche di piega di una moto con la sicurezza di un'auto, sono stati equipaggiati con specifici allestimenti per adattarsi alle diverse necessità operative. Tra questi figurano un bauletto in alluminio da 58 litri per la capacità di carico, un parabrezza regolabile in altezza con porta navigatore per la protezione dalle intemperie, sirene bitonali omologate con suono "Ambulanza", faretti a LED con luce lampeggiante e luce di crociera notturna blu, e un secondo lampeggiatore sul bauletto.
La gestione di questi sistemi è affidata a una centralina di comando per la sincronizzazione delle luci e una pulsantiera specifica. I Qooder sono inoltre dotati di una batteria supplementare per l'utilizzo delle sirene e delle luci, e di un sistema elettronico che avvisa il pilota dello stato di carica degli accumulatori. Il cuore del Qooder risiede nel suo sistema di sospensioni, che permette un abbassamento del baricentro, rendendolo estremamente maneggevole, leggero e bilanciato, garantendo stabilità su ogni tipo di strada.
La consegna di questi veicoli è stata sottolineata come un'operazione di orgoglio, soprattutto in un periodo delicato come quello della pandemia da Covid-19, con l'obiettivo di mettere in sicurezza gli operatori e prevenire il contagio. La Croce Rossa Italiana ha evidenziato come sicurezza, versatilità e rapidità siano elementi imprescindibili dei mezzi utilizzati nei loro servizi, caratteristiche riscontrate nei veicoli Qooder.
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