La crescente consapevolezza ambientale e la necessità di ridurre le emissioni di CO₂ stanno spingendo l'industria automobilistica verso una profonda trasformazione. L'Italia, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità, sta pianificando un'espansione significativa delle auto a idrogeno e sta assistendo a una progressiva diffusione dei veicoli elettrici. Questo cambiamento non riguarda solo il tipo di veicolo, ma l'intero ecosistema energetico, dalla produzione dell'energia alla sua distribuzione e utilizzo.

Il Piano Nazionale per la Mobilità a Idrogeno in Italia
L'Italia ha un piano ambizioso per le auto a idrogeno. Il Piano Nazionale per la Mobilità a Idrogeno prevede un aumento sostanziale di veicoli alimentati a idrogeno sulle strade italiane: si parla di 27.000 unità entro il 2025 e un obiettivo a lungo termine di ben 8,5 milioni di veicoli entro il 2050. Questa crescita non riguarderà solamente le automobili private, ma includerà anche 23.000 autobus di linea alimentati a idrogeno, segnalando un chiaro orientamento verso la decarbonizzazione del trasporto pubblico. Per sostenere questa rivoluzione nella mobilità sostenibile, si prevede la costruzione di 5.000 stazioni di rifornimento distribuite su tutto il territorio nazionale. Le auto a idrogeno rappresentano una nuova frontiera per la mobilità sostenibile, con il potenziale per ridurre drasticamente le emissioni di CO₂.
Cosa Sono e Come Funzionano le Auto a Idrogeno?
Le auto a idrogeno sono veicoli che sfruttano la tecnologia a celle a combustibile (Fuel Cell). In queste celle, l'idrogeno viene combinato con l'ossigeno per generare energia elettrica attraverso un processo chimico. L'unica emissione di questo processo è vapore acqueo. L'energia prodotta alimenta un motore elettrico, garantendo una guida silenziosa e priva di emissioni inquinanti.

Come si Produce l'Idrogeno per le Auto
L'idrogeno non è facilmente reperibile in forma pura, per cui la sua produzione richiede processi specifici. I tre principali metodi di produzione sono:
- Steam Reforming: il metodo più comune, che prevede la separazione dell'idrogeno dal metano attraverso l'uso di vapore ad alta temperatura. Questo processo, tuttavia, comporta la produzione di CO₂.
- Gassificazione: consiste nel ricavare l'idrogeno da rifiuti organici a temperature elevate.
- Elettrolisi: utilizza l'energia elettrica per separare l'acqua nei suoi componenti principali, idrogeno e ossigeno. Questo metodo è considerato ecologico se l'energia elettrica impiegata proviene da fonti rinnovabili, rendendo l'intero processo a emissioni zero.
Le Auto a Idrogeno Disponibili in Italia
Attualmente, sul mercato italiano, le uniche auto a idrogeno disponibili sono la Hyundai Nexo e la Toyota Mirai. La limitata diffusione di una rete di distribuzione è uno dei maggiori ostacoli alla loro adozione su larga scala. Tuttavia, esistono progetti di ampliamento grazie a collaborazioni, come quella di ENI con Toyota e Hyundai, che mirano a creare distributori di idrogeno a Roma e Milano, con l'obiettivo di raggiungere 20 punti di rifornimento nei prossimi anni. Il prezzo di una Hyundai Nexo, per esempio, parte da circa 69.400 €.
Perché Scegliere un'Auto a Idrogeno? Vantaggi e Svantaggi
Le auto a idrogeno presentano numerosi vantaggi rispetto ai veicoli tradizionali a combustione interna:
- Ecologiche: emettono esclusivamente vapore acqueo, contribuendo a ridurre l'inquinamento atmosferico.
- Rifornimento Rapido: il processo di rifornimento richiede solo pochi minuti, paragonabile a quello delle auto a benzina.
- Batterie Leggere: la batteria delle auto a idrogeno è più piccola e leggera rispetto a quella dei veicoli elettrici puri, il che può garantire un ciclo di vita più lungo.
Tuttavia, esistono anche svantaggi da considerare:
- Costo Elevato: sia per l'acquisto del veicolo sia per la produzione dell'idrogeno.
- Mancanza di Distributori: la rete di rifornimento è ancora limitata, specialmente in Italia.
- Peso Superiore: le celle a combustibile possono aumentare il peso complessivo del veicolo, riducendo leggermente l'efficienza.
Per quanto riguarda i consumi, un'auto a idrogeno consuma circa 1 kg di idrogeno ogni 100 km. Con un costo attuale di circa 10 € al kg, il costo pro chilometro si aggira sui 10 centesimi. Questo è paragonabile o inferiore a quello di un'auto a benzina, come una Fiat 500 che consuma 3,8 litri di benzina ogni 100 km, con un costo pro chilometro di circa 0,13 €.
Perché l'Idrogeno non è Ancora Largamente Diffuso?
Le limitazioni attuali alla diffusione dell'idrogeno come carburante derivano da vari fattori:
- Costi di Produzione Elevati: sia per i veicoli che per l'idrogeno stesso.
- Mancanza di Infrastrutture di Rifornimento: le stazioni di rifornimento di idrogeno sono ancora scarse in Italia.
- Produzione dell'Idrogeno: i metodi per ottenere idrogeno pulito non sono ancora pienamente ottimizzati e richiedono un notevole dispendio energetico.
Il Futuro dell'Automobilismo: Veicoli Elettrici e Sostenibilità
Mentre le auto a idrogeno rappresentano una prospettiva promettente, il presente e il futuro immediato della mobilità sostenibile sono fortemente influenzati dai veicoli elettrici (EV). Il settore EV è pronto per una crescita enorme, con investimenti che aumenteranno di 250 miliardi di sterline tra il 2021 e il 2025. Entro il 2025, il 20% di tutte le nuove auto vendute a livello globale saranno elettriche, e si stima che entro il 2040, praticamente ogni nuova auto venduta a livello globale sarà elettrica.
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L'Efficienza dei Veicoli Elettrici
I veicoli elettrici sono estremamente efficienti dal punto di vista energetico. Mentre le auto tradizionali con motore a combustione interna utilizzano solo circa il 25% dell'energia del carburante per muovere il veicolo, disperdendo il resto sotto forma di calore, le auto elettriche possono utilizzare circa l'85% dell'elettricità ricevuta. Un'altra caratteristica affascinante delle auto elettriche è il "recupero", che permette di riconvertire parte dell'energia in elettricità per la batteria dell'auto durante la frenata.
Un milione di auto elettriche in più richiederebbe solo il 3,6% in più di elettricità. Se tutto il parco auto esistente in Italia diventasse elettrico, sarebbero necessari 71,7 TWh di energia in più, equivalenti al 18,2% della domanda attuale. Questo dimostra che, sebbene un aumento delle auto elettriche comporti un aumento della domanda di elettricità, non è così elevato come si potrebbe pensare.
L'Infrastruttura di Ricarica e le Sfide Attuali
Nonostante i numerosi vantaggi, la diffusione delle auto elettriche in Italia è ancora limitata rispetto ad altri paesi europei. Tra gli ostacoli principali vi sono il prezzo elevato dei veicoli e la scarsità di infrastrutture per la ricarica. Tuttavia, il settore sta raggiungendo una maturità tecnologica tale da invogliare più acquirenti, con le principali case automobilistiche che investono massicciamente in questo campo.
La durata della ricarica delle batterie è ancora un limite, ma la ricerca si sta sviluppando per ridurre i tempi e aumentare l'autonomia. Le wallbox intelligenti, che possono essere utilizzate per pianificare il processo di ricarica durante le ore di bassa domanda, e le wallbox carbon neutral, alimentate da energia rinnovabile, rappresentano passi avanti significativi.
La Ricarica Bidirezionale e la Gestione Energetica
La ricarica bidirezionale, che permette all'auto elettrica di fungere da sistema di accumulo di energia per la casa, offre un potenziale enorme per ridurre la dipendenza dalla rete elettrica e gestire i picchi di domanda. L'auto può essere ricaricata di notte, quando la domanda è bassa, e l'energia immagazzinata può alimentare la casa di giorno. Molti nuovi veicoli elettrici supportano questa tecnologia, ma la mancanza di software compatibili e di wallbox accessibili ne limita ancora l'uso pratico. Sistemi come la combinazione tra go-e Charger e go-e Controller, un sistema di gestione dell'energia (EMS), ottimizzano l'uso dell'energia solare e riducono la dipendenza dalla rete elettrica.
La Storia e l'Evoluzione dei Veicoli Elettrici
La storia dei veicoli elettrici è più lunga di quanto si possa immaginare. Nel XIX secolo, lo sciennese Alessandro Volta inventò la pila voltaica, la prima vera batteria. Successivamente, nel 1899, arrivò la batteria al nichel-cadmio (NiCad), la prima batteria ricaricabile veramente funzionale. Le moderne batterie agli ioni di litio, che offrono un'elevata densità energetica, furono sviluppate nel 1912 e commercializzate da SONY nel 1991.
Il primo veicolo elettrico fu sviluppato dall'inventore scozzese Robert Anderson negli anni Trenta del XIX secolo. Tuttavia, a causa delle batterie poco sofisticate dell'epoca, l'autonomia era fortemente limitata. Il primo EV commercialmente usufruibile, l'Electrobat, fu lanciato nel 1894.
Nel corso del XX secolo, diverse case automobilistiche hanno sperimentato con i veicoli elettrici e ibridi, come la Henney Kilowatt e l'Electrovair II di GM. Nel 1969, GM presentò l'ibrido sperimentale XP-883 plug-in, e nel 1971, Boeing costruì il Lunar Roving Vehicle (LRV), essenzialmente un golf cart lunare.
La vera svolta per i veicoli ibridi arrivò con la Honda Insight nel 1999 e la Toyota Prius un anno dopo. Il boom degli EV di lusso, invece, è iniziato nel 2012 con l'uscita della Tesla Model S, un modello che ha dimostrato la desiderabilità e la praticità delle auto elettriche moderne.
Fonti di Energia Rinnovabile e Decarbonizzazione
Per garantire che le auto elettriche siano un vero bene per l'ambiente, è fondamentale generare l'energia elettrica rispettando il pianeta, con un uso crescente di fonti di energia rinnovabili. Nel 2024, le fonti rinnovabili hanno raggiunto un nuovo record storico di copertura della domanda elettrica nazionale in Italia, pari al 41,2%, un aumento significativo rispetto al 37,1% del 2023. Questo risultato è stato determinato principalmente dal contributo positivo delle fonti idroelettrica e fotovoltaica.

Le Principali Fonti Rinnovabili
Una fonte rinnovabile è considerata tale quando il suo sfruttamento avviene in un tempo confrontabile con quello necessario per rigenerarsi. Le principali fonti rinnovabili includono:
- Idroelettrica: sfrutta l'energia dell'acqua in movimento. Gli impianti idroelettrici a bacino sono programmabili.
- Eolica: l'energia cinetica del vento fa ruotare un aerogeneratore, producendo corrente elettrica. Dopo il 2000, la crescita di questi impianti è stata esponenziale, soprattutto nelle regioni del Sud Italia e nelle isole. In Italia, nel 2018, la potenza eolica installata era di 10,1 GW. L'energia eolica è una fonte non programmabile, dipendente dalle condizioni meteorologiche.
- Fotovoltaica: trasforma la radiazione solare in energia elettrica attraverso moduli fotovoltaici, principalmente a base di silicio. La corrente continua prodotta viene poi trasformata in alternata dall'inverter per l'uso domestico. Lo sviluppo del fotovoltaico è in continua crescita, con una potenza installata totale di 20 GW in Italia nel 2018. Anche questa è una fonte non programmabile.
- Solare Termico: produce acqua calda utilizzando l'energia solare, principalmente per esigenze domestiche.
- Geotermica: sfrutta il calore proveniente dall'interno della Terra. In Italia, gli impianti geotermici si concentrano in Toscana, Veneto e Campania.
- Marina: sfrutta il movimento dell'acqua del mare (correnti, maree, moto ondoso) per produrre energia elettrica.

La Sfida delle Energie Intermittenti e le Microrreti
Le energie intermittenti, come l'eolico e il solare, possono presentare sfide legate alla loro non programmabilità, con la possibilità di non ottenere la quantità di energia necessaria o di produrne in eccesso e non cumulabile. Per affrontare questo, sono necessarie soluzioni innovative come le microreti (microgrid). Una microrete è un gruppo localizzato di fonti di elettricità e accumulo che lavora in connessione e in sincronia con la rete elettrica. In Italia, le utenze domestiche con un impianto di produzione rinnovabile sono connesse alla rete elettrica, potendo immettere l'energia in eccesso e prelevare corrente quando necessario. Grazie ai gruppi di accumulo (grid energy storage), le microreti fungono da sistema di bilanciamento, assorbendo l'energia in eccesso e fornendo energia in caso di emergenza, potendo anche staccarsi e riconnettersi alla rete.
Il Contesto Energetico Italiano ed Europeo
L'Italia ha compiuto progressi significativi nel settore delle energie rinnovabili, superando l'obiettivo europeo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020, raggiungendo il 17,8%. Questo risultato è sorprendente, considerando la lentezza burocratica e la mancanza di infrastrutture adeguate che spesso hanno ostacolato la crescita del paese.
A livello europeo, la Direttiva 2009/30/CE sulla qualità dei carburanti e la Direttiva 2009/28/CE sulle energie rinnovabili hanno stabilito obiettivi importanti per la riduzione delle emissioni e l'aumento della quota di energia da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti. La Direttiva UE 2018/2001 (RED II) ha ulteriormente innalzato l'obiettivo al 14% entro il 2030 per i trasporti stradali e ferroviari. Il Green Deal europeo, poi, prevede una riduzione delle emissioni di gas serra dai trasporti del 90% entro il 2050 rispetto al 1990 e l'aumento della produzione e diffusione di combustibili alternativi sostenibili. La "Normativa europea sul clima" (Regolamento UE 30 giugno 2021, n. 1119) ha trasformato l'impegno per la neutralità climatica entro il 2050 in un obbligo vincolante e ha fissato l'obiettivo di riduzione delle emissioni dell'UE per il 2030 al 55%.
Nel 2023, in Italia, la quota dei consumi complessivi di energia coperta da fonti rinnovabili nel settore trasporti era pari al 10,3%, in lieve aumento rispetto al 2022 (10,0%). Tuttavia, i combustibili fossili, in particolare il gasolio (58,8%) e la benzina (22,2%), rappresentano ancora la quota preponderante dei consumi energetici nel settore trasporti. Nonostante una flessione nel consumo della benzina e una crescita nel consumo di carburanti a minore impatto ambientale, il peso di questi ultimi sul totale rimane ancora minoritario. I consumi di elettricità nel trasporto mostrano una crescita sensibile rispetto al 1990, ma il loro peso sul totale non è ancora rilevante.
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L'Impegno delle Case Automobilistiche e l'Innovazione
Le case automobilistiche stanno investendo enormi risorse nella ricerca e sviluppo di veicoli elettrici e autonomi (AV). General Motors, Volkswagen, Ford e Hyundai sono solo alcuni degli attori principali che stanno guidando questa transizione. L'investimento non riguarda solo i veicoli stessi, ma anche la tecnologia delle batterie, le stazioni di ricarica e altri prodotti correlati.
L'Importanza della Produzione Digitale
In questa fase di trasformazione, la produzione digitale, che utilizza l'automazione del software e una rete di macchine connesse per produrre componenti a velocità inaudite, gioca un ruolo cruciale. Questo approccio permette alle case automobilistiche di accelerare la ricerca e sviluppo, prototipare rapidamente e introdurre innovazioni con maggiore agilità. La capacità di iterare velocemente e adattare i design ai materiali disponibili è fondamentale per superare le sfide della catena di approvvigionamento e della scarsità di componenti.
Auto Connesse e Guida Autonoma
Un primo esempio di come le aziende tecnologiche stiano influenzando il settore automobilistico è il concetto di auto connessa. Questa innovazione permette aggiornamenti software in tempo reale, risolvendo problemi e migliorando le prestazioni dei veicoli.
I veicoli autonomi (AV) rappresentano un'altra area di profonda trasformazione. Sebbene le funzioni di sicurezza automatizzata e di guida assistita esistano da tempo (controllo di trazione, cruise control), la moderna tecnologia AV impiega sensori specializzati, come il LIDAR, per analizzare l'ambiente e reagire agli stimoli, promettendo una guida sicura al 100% e viaggi agevoli. Sebbene alcune funzionalità non siano ancora pienamente mature, gli aggiornamenti software stanno portando sempre più vicini a un mondo di guida più sicuro e meno impegnativo per il conducente.

Le Sfide della Catena di Approvvigionamento e la Collaborazione
L'industria automobilistica, e più in generale il settore manifatturiero, ha affrontato e continua ad affrontare sfide significative nella catena di approvvigionamento, come la carenza di chip semiconduttori, resine e metalli. Per superare queste difficoltà, è fondamentale adottare un approccio di approvvigionamento regionale, mantenere scorte adeguate e, soprattutto, promuovere la collaborazione tra clienti e fornitori. La produzione digitale, con la sua flessibilità e velocità, può colmare i divari e aiutare a riprogettare i pezzi per una produzione più rapida, dimostrando l'importanza di un'industria manifatturiera agile e reattiva.
Consumi Energetici nel Settore dei Trasporti
L'indicatore che quantifica il consumo di combustibili nel settore dei trasporti è fondamentale per contenere e/o diversificare la dipendenza da fonti fossili. Negli anni Novanta, i consumi energetici nel settore dei trasporti hanno mostrato un andamento crescente, per poi decrescere dal 2007. Tuttavia, si è assistito a una ripresa dei consumi nel 2018 e 2019, seguita da una marcata riduzione nel 2020 a causa della crisi pandemica. Nel 2021, si è verificata una ripresa, e nel 2022 e 2023 un ulteriore aumento. Il trasporto su strada e i combustibili fossili detengono ancora la quota preponderante dei consumi.
Il consumo di energia, in particolare quello di combustibili fossili, è strettamente connesso alle emissioni di gas serra e alla sicurezza degli approvvigionamenti. Gli obiettivi stabiliti a livello comunitario mirano a raggiungere livelli sostenibili di uso dell'energia nei trasporti, ridurre le emissioni di gas serra dal settore e disaccoppiare la crescita economica dalla domanda di trasporto per minimizzare gli impatti ambientali.

Obiettivi e Normative Europee
La Direttiva 2009/30/CE sulla qualità dei carburanti richiede una riduzione minima del 6% entro il 2020 del valore delle emissioni dei gas a effetto serra dei carburanti per il trasporto per unità di energia. Insieme alla Direttiva 2009/28/CE sulle energie rinnovabili, regola anche la sostenibilità dei biocarburanti. Quest'ultima stabilisce che ogni Stato membro assicuri che la propria quota di energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto nel 2020 sia almeno pari al 10% del consumo finale di energia nel settore dei trasporti. La Direttiva 2009/28/CE è stata successivamente sostituita dalla Direttiva UE 2018/2001 (RED II), che impone agli stati membri di fissare un obbligo per i fornitori di carburante di assicurare che entro il 2030 la quota di energia da fonti rinnovabili sia almeno il 14% del consumo finale di energia nel settore dei trasporti stradali e ferroviari.
Vanno considerati anche gli obiettivi sulle emissioni di CO₂, principale gas serra. Il White Paper sul trasporto fissa l'obiettivo del dimezzamento entro il 2030 e l'eliminazione entro il 2050 dell'utilizzo di automobili alimentate a carburanti tradizionali nel trasporto urbano, e il conseguimento nelle principali città di un sistema di logistica urbana a zero emissioni di CO₂ entro il 2030. Per l'aviazione, impone l'obiettivo al 2050 della quota del 40% di carburanti sostenibili a basso tenore di carbonio.
Relativamente alla riduzione delle emissioni di CO₂ dai veicoli, gli obiettivi al 2015 per le automobili (Regolamento CE 443/2009) e al 2017 per i furgoni (Regolamento UE 510/2011) sono stati raggiunti già nel 2013. Il 17 aprile 2019, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il Regolamento UE 2019/631 che stabilisce nuovi standard di emissione di CO₂ per auto e furgoni, applicabile dal 1° gennaio 2020. Il Regolamento UE 2019/1242 che stabilisce norme sulle emissioni di CO₂ per i veicoli pesanti è entrato in vigore il 14 agosto 2019.
Il Quadro 2030 per il clima e l'energia comprende obiettivi politici a livello dell'UE per il periodo dal 2021 al 2030, tra cui una riduzione almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990 delle emissioni di gas a effetto serra, una quota almeno del 32% di energia rinnovabile e un miglioramento almeno del 32,5% dell'efficienza energetica. Gli obiettivi in materia di energie rinnovabili e di efficienza energetica sono stati rivisti al rialzo dalla Direttiva UE 2018/2001.
Il Green Deal europeo prevede, tra gli altri obiettivi al 2050 per conseguire la neutralità climatica: una riduzione delle emissioni di gas serra dai trasporti del 90% rispetto al 1990, l'aumento della produzione e la diffusione di combustibili alternativi sostenibili per il settore dei trasporti e il potenziamento della multimodalità. La "Normativa europea sul clima" (Regolamento UE 30 giugno 2021, n. 1119) trasforma l'impegno politico del Green Deal europeo per la neutralità climatica UE entro il 2050 in obbligo vincolante e fissa l'obiettivo di riduzione delle emissioni dell'UE per il 2030 al 55%.
Per il settore trasporti, il target per il 2030 assegnato all'Italia dal Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima del 2023, riguardo alla quota dei consumi energetici complessivi coperta dalle fonti di energia rinnovabile (FER), è pari al 30,7%.

Nel 2023 in Italia la quota dei consumi complessivi di energia coperta da fonti rinnovabili nel settore trasporti, calcolata applicando la metodologia fissata dalla Direttiva (UE) 2018/2001 (RED II), è pari al 10,3%, in lieve aumento rispetto al dato 2022 (10,0%). Considerando i consumi energetici nazionali nel settore trasporti, nel 2023 la benzina rappresenta il 22,2% del totale, il gasolio il 58,8 %, il GPL e il gas naturale su strada rispettivamente il 4,5 % e l'1,2 %, i biocarburanti il 4,2%, l'elettricità il 2,0%, mentre i carburanti utilizzati nell'aviazione e nella navigazione nazionali rappresentano rispettivamente il 2,1 % e il 3,9% del totale. Dal 1990 al 2023 il trend dei consumi è spiegato da molteplici fattori, nel complesso si attribuisce una valutazione negativa, anche in considerazione degli ambiziosi obiettivi al 2030 e al 2050 sui consumi del settore dei trasporti a livello europeo.
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