Stili di Guida in Automobile: Personalità, Sicurezza e Consapevolezza al Volante

Guidare è un’azione che occupa molto spazio nelle nostre vite, entrando a pieno titolo nella nostra routine quotidiana. Sebbene sembri un’attività automatica, lo stile di guida di ciascun automobilista è un fatto profondamente personale, anzi di personalità, che ci rappresenta e può rivelare molto su chi siamo. È caratteristico di ciascuno e si plasma attraverso una serie di abitudini e comportamenti al volante, dal modo di ingranare la marcia all’uso del cellulare, dalla distanza di sicurezza mantenuta alla pressione sui pedali. Molti non sono consapevoli di avere un preciso stile di guida, ma comprendere queste dinamiche è fondamentale non solo per la sicurezza stradale, ma anche per il comfort e il risparmio.

Persona al volante di un'auto con pensieri che si diramano sullo stile di guida

L'Auto: Non Solo un Mezzo di Trasporto

La considerazione che ognuno ha del proprio veicolo influenza significativamente lo stile di guida. L'auto può essere un semplice mezzo di locomozione per andare da un posto all’altro, uno status symbol, un hobby sportivo, o uno strumento fondamentale di lavoro. Marshall McLuhan, importante sociologo dei media, l’aveva definita “La sposa meccanica”, un bene accessorio inizialmente patrimonio di pochi, poi diventato un irrinunciabile compagno di vita. Questa percezione del veicolo, unita al rapporto con l'azione di guidare, contribuisce a definire la "personalità da strada" di ogni conducente.

Correlazione tra Personalità e Stili di Guida

Sì, secondo gli studi esistono vere e proprie “abitudini di guida” capaci di fotografare la nostra personalità. Le abitudini quotidiane di ognuno noi possono raccontare molto sulla nostra personalità, e quelle alla guida non fanno eccezione. C’è chi - per natura più ansioso - si agita spesso, anche al volante, rischiando così di commettere qualche imprudenza. E poi c’è chi - speriamo tanti - considera ancora la guida un atto di religiosa dedizione a cui riservare la massima concentrazione.

Le Università di Washington e della California si sono orientate sullo studio della correlazione tra conducente e stile di guida, grazie all’utilizzo di strumentazioni di precisione e sensori a bordo del veicolo (acceleratore, freno e volante) installati su un’automobile che 15 soggetti a campione hanno guidato uno per volta per lo stesso tragitto della stessa durata.

Grafico che mostra la correlazione tra tratti della personalità e stili di guida

I Quattro Stili di Guida Secondo la Teoria dei "Big Five"

Sulla base della “Teoria dei big five” (McCrae, Costa), che ipotizza cinque grandi fattori di personalità (estroversione/introversione, nevroticismo/sicurezza emotiva, coscienziosità/impulsività, apertura/chiusura, amicalità/ostilità), la comunità scientifica ha individuato quattro stili di guida principali, descritti da Taubman-Ben-Ari:

  1. Spericolato e negligente: Caratterizzato da velocità elevata, ricerca di emozioni forti e violazione deliberata delle norme di guida. Questo stile è correlato con alti livelli di impulsività, scarsa tolleranza alla frustrazione e bisogno di sensazioni forti, e con bassi livelli di autostima, estroversione e amicalità. In questi conducenti, la mancanza di altruismo ed empatia porta a non avere rispetto degli altri e della loro incolumità.

  2. Ansioso: Caratterizzato da costante tensione, stress e ipervigilanza alla guida. I conducenti con questo stile tendono ad avere bassa fiducia nella propria capacità di guida, percepiscono gli altri guidatori come uno stress, hanno livelli più elevati di ansia di tratto e nevroticismo, e preferiscono evitare il più possibile di guidare.

  3. Arrabbiato e ostile: Caratterizzato da un comportamento alla guida aggressivo e ostile. Ad esempio, il conducente non tollera di avere ostacoli, pressa chi lo precede avvicinandosi troppo o sorpassa abbagliando, suona il clacson se gli altri non scattano al verde del semaforo. Chi ha questo stile tende a entrare in competizione con gli altri conducenti e ad avere livelli più elevati di aggressività, impulsività e ricerca di sensazioni forti.

  4. Paziente e attento: Caratterizzato da attenzione, calma, pazienza e rispetto delle norme di guida. Il conducente con questo stile è empatico, attento e rispettoso delle regole. Questo è l’unico stile considerato sano e adattivo, mentre gli altri tre sono considerati connessi a una guida pericolosa, in proporzione all’intensità delle caratteristiche disadattive. Tutti e tre gli stili disadattivi sono caratterizzati da una bassa coscienziosità, ovvero il tratto che comporta un alto livello di aspirazione, rispetto delle norme, buon controllo degli impulsi, buona capacità di pianificazione e organizzazione.

Test della Personalità: scegli il tuo destino!

Tipi di Automobilisti sulla Strada: Una Panoramica

Ogni conducente che incontriamo nel corso della nostra giornata ha una ben precisa “personalità da strada”, e possiamo identificarla alla prima occhiata. Oltre ai quattro stili principali, è possibile riconoscere delle tipologie di automobilisti più specifiche:

  • Conducente Prudente: Rispetta il Codice della Strada e le norme di sicurezza.
  • Conducente a Rischio: Non rispetta del tutto il Codice stradale, è egocentrico, tende a giustificare le proprie trasgressioni e crede che gli incidenti siano frutto del caso.
  • Conducente Aggressivo: Si sente ostacolato dal Codice stradale, è rabbioso verso gli altri automobilisti e alla ricerca di sensazioni forti.
  • Conducente Iper Sicuro: È convinto di avere tutto sotto controllo e si fida molto delle proprie capacità.
  • Conducente Disattento: Rispetta o prova a rispettare le norme del Codice stradale, ma è distratto durante la marcia e abituato a fare più cose contemporaneamente (ad esempio, l'uso del cellulare alla guida).
  • Conducente Ansioso-Arrabbiato: Rispetta il Codice della strada e lo ritiene necessario, ma prova rabbia verso gli altri automobilisti e rabbia/ansia verso eventuali ostacoli.

Riconoscere le proprie mancanze o i propri difetti e cercare di correggerli è l’atteggiamento giusto, poiché stili individualisti o disattenti sono da evitare.

L'Influenza di Età e Genere sullo Stile di Guida

Lo stile di guida incide sulla pericolosità della guida più delle capacità di guida. Le capacità di guida riguardano la prestazione alla guida, che tende a migliorare con l’età e la pratica, ma un’eccessiva sicurezza nelle proprie abilità di guida può portare ad assumersi rischi maggiori e quindi a una guida più pericolosa. Soprattutto anziani e adolescenti tendono a sovrastimare la propria abilità di guida, ritenendola superiore alla media.

I giovani maschi tendono a guidare in modo più aggressivo e incurante rispetto alle femmine e percepiscono meno i rischi, ritenendosi più abili alla guida. In generale, i maschi tendono ad avere una guida più pericolosa delle femmine.

Una fotografia dei sinistri in Italia

Nel 2020 l’uso dell’auto ha subito una forte battuta d’arresto, e infatti, stando al Rapporto ACI-Istat, anche gli incidenti hanno registrato un calo esponenziale, con un -29.5% sulle autostrade. Una tendenza incoraggiante che purtroppo, però, è legata al blocco della mobilità per il lockdown e non tanto a un’improvvisa e ritrovata prudenza stradale.

Se osserviamo i dati Verti, le tendenze generali degli italiani “al volante” sembrano piuttosto coerenti con quelle del 2019: a collezionare il numero più alto di sinistri sono ancora i giovani (dai 18 ai 34 anni) insieme agli over 75, mentre gli adulti (in generale dai 35 ai 54 anni) si confermano gli automobilisti più abili, senza particolari distinzioni tra uomini e donne.

Statistiche sugli incidenti stradali in Italia divisi per fasce d'età

Giovani al volante e incidenti: "i Baby driver multitasking" guidano online

A giudicare dai numeri Verti sembra proprio che la giovane età sia sinonimo di avventatezza: alla guida, infatti, i ragazzi e le ragazze under 34, lavoratori e lavoratrici dipendenti e single, sono quelli che rischiano di più con un tasso di sinistri che va da circa il 7% registrato dai giovanissimi a circa il 4.5% dei trentenni. Testa tra le nuvole e mille distrazioni? A quanto pare sì, perché Millennials (i nati tra gli anni ’80 e la prima parte dei ’90) e Generazione Z (i nati dalla seconda parte degli anni ’90 in poi) sembrano essere i più “imprudenti”, forse anche a causa della difficoltà di concentrazione che la sovraesposizione agli schermi può generare. A sostenerlo è uno studio americano realizzato da Root Insurance. Inoltre, l’invio di messaggi e la visione di video sono le due cattive abitudini più diffuse alla guida, rispettivamente nel 43% e nell'11% dei casi, come sostiene un recente sondaggio condotto dalla casa automobilistica Ford.

Sinistri tra pensionati e casalinghe

A fare compagnia al “baby driver multitasking” tra le fila degli imprudenti c’è poi “l’indomito pensionato”. Sono infatti gli anziani over 75 (sposati) a distinguersi per l’elevato numero di sinistri, subito dopo i Millennials e la Generazione Z. D’altronde, si sa che con l’avanzare degli anni i riflessi rallentano e la terza età non è esattamente la più preziosa delle alleate per chi vuole mettersi alla guida. Secondo un’Indagine dell’Associazione Italiana Biomeccanica Forense, infatti, l’aumento dell’età conduce a un forte deterioramento delle prestazioni di guida e le difficoltà maggiori emergono quando occorre prendere decisioni velocemente e sotto pressione, elaborare compiti complessi e affrontare nuove situazioni. Il Rapporto pubblicato dall’Osservatorio europeo per la sicurezza stradale ci dice, inoltre, che il tasso di incidenti mortali che coinvolgono conducenti di età superiore a 75 anni è cinque volte superiore alla media di quello dei conducenti in generale, con un tasso di lesioni doppio.

E insieme all’indomito pensionato c’è anche “la casalinga spericolata” che, con il 4,6% dei sinistri registrati secondo i dati Verti, entra nelle prime posizioni di questa particolare classifica. Si tratta di solito di donne sposate con un’età compresa tra i 45 e i 49 anni che, molto probabilmente, non usando quotidianamente l’auto per andare al lavoro, sono meno abili nel traffico e con le manovre più complesse. Se per gli anziani, quindi, il principale nemico alla guida è l’avanzare dell’età, per le casalinghe potrebbe essere l’inesperienza.

I primi della classe: gli italiani più prudenti al volante

Ma sulle strade italiane, al volante delle proprie auto, non troviamo solo giovani avventati, pensionati un po’ arrugginiti e casalinghe impulsive, ma anche automobilisti esperti, per i quali la guida non è una rognosa incombenza, bensì un’azione naturale o addirittura una piacevole evasione.

Stando ai dati Verti tra i guidatori più affidabili d’Italia ci sono gli uomini con un’età compresa tra i 40 e i 44 anni e tra i 55 e i 59 anni, ma anche le donne con un’età compresa tra i 60 e i 64 anni. Si tratta di lavoratori dipendenti o operai di solito coniugati. “Il marito prudente” è un automobilista esperto, il cui comportamento alla guida è più attento e meno impulsivo, probabilmente anche per via di uno stile di vita più regolare sia dal punto di vista lavorativo che familiare.

E infine, dulcis in fundo, il primo della classe: “il driver lover”. Con un tasso di sinistri di circa il 3% i più abili automobilisti d’Italia sono gli uomini e le donne sposate, lavoratori e lavoratrici dipendenti dai 45 ai 49 anni, e nel caso delle donne, anche dai 35 ai 39 anni, insieme alle insegnanti poco meno che cinquantenni. Per loro l’auto è molto di più che una noiosa abitudine da digerire, bensì uno stile di vita, e abbiamo ragione di credere che di chilometri ne hanno percorsi eccome. Perché ottimi guidatori si diventa con la passione nel cuore, ma anche con l’esperienza alle spalle.

La Regolazione Emotiva e la Guida

La capacità di autoregolazione emotiva ha un ruolo importante: l’attivazione emotiva incontrollata influenza la percezione e l’elaborazione delle informazioni ambientali, diminuendo l’efficacia del guidatore e aumentando il rischio di incidenti. La rabbia e la ricerca di emozioni forti comportano un aumento della velocità alla guida e una riduzione della distanza di sicurezza. Anche paura, tristezza e noia possono influenzare le capacità di attenzione, giudizio e decisione.

Anche la persona più pacata può arrabbiarsi più facilmente e diventare aggressiva quando è alla guida di un’auto. Questo accade per due ordini di motivi:

  • Alterazione dei parametri spazio-temporali: L’automobile altera i parametri spazio-temporali, modificando la percezione del nostro spazio personale e del tempo. L’auto crea l’illusione di una distanza emotiva maggiore tra le persone: essere chiusi nella nostra auto crea una barriera che ci fa sentire più al sicuro e più protetti dagli altri, per cui ci permettiamo maggiormente di urlare, imprecare, insultare o fare gesti aggressivi. Tendiamo a percepire l’auto come uno scudo che ci protegge e ci isola e come uno spazio estremamente privato, fino ad essere quasi un prolungamento del nostro corpo. Il tempo è percepito in modo alterato: il ritardo di chi ci precede nel ripartire al semaforo verde ci sembra lunghissimo e ci fa pensare di stare perdendo tempo prezioso, mentre la velocità con cui pensiamo di poterci allontanare e non subire le reazioni dell’altro facilita espressioni e gesti ostili. L’aggressività è favorita dalla sensazione di anonimità e dal fatto che con gli altri automobilisti non abbiamo un rapporto faccia a faccia e quelle informazioni derivanti dal contatto diretto con l’altro che potrebbero renderci più empatici (come accade sui social network, in cui non avere un confronto fisico con l’interlocutore favorisce atteggiamenti poco rispettosi che difficilmente si avrebbero vis-a-vis).
  • Frustrazione da traffico: Il traffico stesso, l’affollamento stradale, la difficoltà a trovare parcheggio esasperano e inducono tensione che può scaricarsi in comportamenti aggressivi, legati alla frustrazione. Il traffico induce infatti frustrazione, il vissuto spiacevole di essere ostacolati nel raggiungere l’obiettivo, nel muoverci nei tempi e nelle direzioni che vorremmo. La folla suscita anche una reazione atavica di ostilità perché percepita come potenzialmente pericolosa, come un gran numero di persone estranee con cui si è in competizione.

Stili di Guida in Europa: Uno Sguardo Internazionale

Lo sapevi che in Italia la condizione di traffico è lo scenario di guida più frequente per i conducenti italiani? Sì, certo che lo sapevi, litighi col traffico tutte le mattine. Nel nostro Paese, questa condizione rappresenta il 44% contro il 26% della media europea.

“Drive On”, l’analisi ormai classica condotta da Kantar TNS su impulso di Shell, si è dedicata a mappare lo stile di guida dei conducenti di 9 Paesi europei con uno studio su un campione di 9000 persone, trovando ad esempio che gli automobilisti tedeschi sono i più “ordinati” e pianificatori, quelli spagnoli sono i più rilassati e rispettosi delle buone norme, gli automobilisti polacchi sono decisi e perfezionisti (guida prestazionale), mentre i più pragmatici, quelli che considerano la guida semplicemente come un mezzo per raggiungere destinazioni, sono i conducenti dei Paesi Bassi e Belgio. In Inghilterra si guida volentieri per occasioni di svago e familiari, mentre i francesi sono i più esploratori, quelli che utilizzano la guida per scoprire luoghi nuovi o ammirare il paesaggio.

Sempre grazie a “Drive On” possiamo dire che, suddividendo un campione europeo di intervistati in 6 tipologie di approcci alla guida (Esperto, Amichevole, Premuroso, Spensierato, Deciso, Dinamico), gli italiani detengono il primato delle due tipologie “Esperto” e “Dinamico”, e si contraddistinguono quindi in media per una guida perfezionistica, con attenzioni anche agli aspetti della sicurezza e della precisione al volante, sentendosi soddisfatti nell’utilizzare appieno tutte le tecniche e tecnologie dell’auto per un controllo totale della guida.

Mappa dell'Europa con indicazioni degli stili di guida prevalenti in alcuni paesi

La Consapevolezza al Volante per una Guida Sicura ed Efficiente

Guidare non è “semplice” e neanche innocuo. In una realtà contemporanea in cui la normalità è avere la patente e possedere un veicolo proprio, il numero di automobilisti si moltiplica a dismisura: ecco perché diventa importante comprendere che patente non significa sicurezza. Attivare in automatico una serie di “buoni comportamenti” alla guida può migliorare la nostra quotidianità e la nostra salute più di quanto si pensi.

Il modo di guidare può essere influenzato non solo dalle condizioni fisiche del conducente, ma anche dagli aspetti cognitivi ed emotivi. Lo stile di guida è influenzato dai tratti di personalità. Il guidatore più inesperto può in breve acquisire le capacità utili a costruire un buono stile di guida sicuro ed attento, ed è su questa consapevolezza che si fondano i metodi di formazione alla guida sicura. È importante cercare di essere a proprio agio alla guida, mandare avanti lo sguardo e non farsi influenzare da persone o eventi esterni.

Consigli per guidare bene l'auto e risparmiare sul carburante

La consapevolezza al volante migliora non soltanto la sicurezza, ma anche il comfort e il risparmio. Muoversi con attenzione, preservare la meccanica del veicolo e ridurre i consumi dipende da piccole abitudini quotidiane, dalla corretta postura di seduta fino a una selezione ponderata delle marce.

Prima di partire: cosa controllare

Un rapido check-up generale è non solo consigliato, ma anche fondamentale:

  • verificare lo stato degli pneumatici;
  • controllare i livelli di olio, liquido dei freni e refrigerante;
  • accertarsi del funzionamento delle luci abbaglianti, anabbaglianti e degli indicatori di direzione.
  • Per una visione più chiara, oltre a dare una pulita al parabrezza e un eventuale cambio ai tergicristalli, ecco un altro paio di specifiche di cui tenere conto:

Regolare sedile, specchietti e cinturaLa cosa più corretta è impostare il sedile in modo che le ginocchia siano leggermente flesse quando il pedale è premuto; la posizione garantisce maggiore controllo. Gli specchietti, inoltre, devono offrire un campo visivo ampio: laterali e retrovisore centrale vanno regolati per ridurre al minimo gli angoli ciechi. Infine, allacciare saldamente la cintura di sicurezza, con la fascia pettorale all’altezza dello sterno, prevenendo quindi lesioni gravi in caso di frenata o collisione.

Verificare freno a mano, marcia e posizione del cambioAlla partenza, assicurarsi che il freno di stazionamento sia rilasciato completamente, per evitare attriti o consunzioni, e controllare che la leva del cambio sia in folle o in “P” sulle automatiche. L’ultimo accertamento è quello di inserire la marcia in base al regime motore, riducendone la fatica e preservando sia la frizione che il cambio.

Partenza e uso della frizione (auto manuale)A proposito di partenza e preservare la frizione, un avvio dal controllo morbido serve a ridurre gli strappi e anche i danni più o meno gravi che in fase di avviamento possono essere compiuti per inesperienza. Il consiglio per guidare bene è quello di premere a fondo il pedale del freno, inserendo la prima marcia e rilasciando gradualmente la frizione finché non si senta l’auto spingere, quindi appoggiare il piede destro sul pedale dell’acceleratore fino al rilascio completo della frizione.

Manovre fondamentali in stradaGestire con sicurezza curve, incroci e cambi di corsia richiede attenzione e capacità di prevedere le mosse degli altri utenti della strada ed è cruciale mantenere la velocità adeguata e il corretto ingresso nelle curve. Agire d'anticipo su eventuali ostacoli o cambiamenti di traffico, garantisce sempre i giusti tempi di reazione.

Come affrontare curve, incroci e rotondePer le curve, generalmente basta mantenere una traiettoria regolare, evitando correzioni brusche con lo sterzo. Incroci e rotonde, invece, sono sempre regolati dalla segnaletica, orizzontale e verticale, e quindi basta dare la precedenza a chi proviene da sinistra e seguire le possibilità di immissione.

Cambio di corsia, uso delle frecce e precedenzePrima di cambiare corsia è sempre una buona abitudine dare un’occhiata agli specchietti, segnalando l’intenzione con l’indicatore di direzione alcuni secondi prima della manovra. La raccomandazione vera, invece, riguarda il rispetto delle precedenze: ponendo massima attenzione nel lasciare il giusto spazio a chi sta già transitando.

Come guidare bene in cittàAttenzione a pedoni, semafori, traffico. Quando si guida in ambiente urbano, l’osservazione costante dei marciapiedi e delle aree di attraversamento pedonale è imprescindibile e permette di prevenire molte situazioni di pericolo; così come mantenere una velocità moderata e comunque sempre nei limiti consentiti dalle aree cittadine. In prossimità dei semafori il consiglio è quello di scalare la marcia con anticipo. Durante i momenti di congestione, invece, è sempre meglio conservare uno spazio adeguato dal veicolo che precede. Quest’accortezza riduce il rischio di tamponamento e consente anche di affrontare le situazioni di traffico serrato con maggiore controllo, evitando, così, di invadere corsie riservate o aree pedonali.

Guida difensiva e gestione delle distrazioniQuando si usa il termine stile di guida difensivo si intende anticipare le mosse degli altri utenti della strada e tenere in considerazione la possibilità di comportamenti imprevedibili, come inversioni di marcia non segnalate o frenate improvvise. Ecco perché, come accennavamo, è importante per una buona guida mantenere uno spazio di sicurezza superiore alla norma prescritta: aiuta a disporre di un margine di manovra più ampio, che può diventare indispensabile per evitare collisioni. Questo è anche il motivo fondamentale per cui è un dovere eliminare qualsiasi fonte di distrazione, specificamente riguardo l’uso dello smartphone e la regolazione del sistema di climatizzazione o dell’infotainment, che andrebbero gestiti esclusivamente a veicolo fermo. Meglio di cercare modi alternativi di restare vigili al volante, è, sempre, fare una sosta immediata in un’area attrezzata, riposarsi brevemente e riprendere la marcia solo dopo aver pienamente recuperato.

Parcheggiare in sicurezzaParcheggiare in sicurezza è un esercizio di esperienza pratica e precisione che inizia ben prima di mettere la retromarcia, implicando, per esempio, il saper intuire le distanze per lo spazio di movimento. La manovra vera e propria inizia affiancando l’auto allo spazio prescelto, poi si inserisce la retromarcia mantenendo il piede sul freno e si inizia a sterzare con delicatezza verso il marciapiede mentre si lascia scorrere il veicolo a passo d’uomo.

Uso degli specchietti e spazi minimiDurante il parcheggio, è meglio regolare gli specchietti esterni inclinando leggermente il vetro verso il basso, in modo da visualizzare il bordo strada e gli ostacoli laterali; il retrovisore è indispensabile, invece, per monitorare la distanza dal veicolo posteriore.

Test della Personalità: scegli il tuo destino!

Tecnologia e Stile di Guida

Tutti i principali fattori relativi allo stile di guida vengono misurati e registrati in maniera automatica in ogni veicolo. Trimble, specialista di computer di bordo e soluzioni telematiche, ha la soluzione per la gestione dello stile di guida: il Performance Portal. Questa soluzione offre un’interfaccia visiva in cui i gestori della flotta possono impostare i KPI (indicatori chiave di prestazione), quali uso del cruise control, velocità, il comportamento in fase di sosta o di frenata e il contesto, come il tipo di trasporto effettuato, e condurre delle analisi. Oltre al Coach Assistant per i gestori, questa soluzione comprende anche una scheda di valutazione di bordo del conducente. Ciò permette agli autisti di visualizzare sul loro computer di bordo i risultati delle loro prestazioni e di confrontarli con quelli ottenuti dai colleghi.

L'Auto Giusta per Imparare a Guidare

Quando si inizia davvero a imparare come guidare bene una macchina, è cruciale acquisire sicurezza, per questo la proposta di Ayvens è orientata anche verso modelli compatti, dal motore moderato, facilissimi da manovrare e con comandi intuitivi. L’affidabilità e i bassi costi di esercizio li rendono ideali per chi è alle prime esperienze al volante.

Modelli semplici, compatti e adatti a neopatentatiI motori a bassa potenza e cambio semplificato garantiscono partenze morbide e cambi di marcia agevoli. Dimensioni contenute facilitano parcheggi stretti e manovre in spazi ridotti e gli interni minimalisti con sedili ergonomici, riducono le distrazioni.

Vantaggi del noleggio per chi inizia a guidareOptare per il noleggio a lungo termine evita l’onere di un acquisto immediato comprendendo nel contratto: assicurazione; manutenzione; assistenza stradale.

tags: #automobile #stili #di #guida