L'Obbligo della Radio Digitale Terrestre (DAB+) nelle Automobili: Un Quadro Normativo in Evoluzione

Il panorama delle comunicazioni elettroniche è in continua trasformazione, e con esso anche il modo in cui fruiamo dei contenuti radiofonici. Al centro di questa evoluzione, e di un acceso dibattito normativo, vi è l'obbligo di dotare le automobili di ricevitori per la radio digitale terrestre (DAB+). Questa direttiva, nata in seno all'Unione Europea, ha l'obiettivo primario di garantire un accesso universale e continuo ai servizi radiofonici, promuovendo al contempo la transizione verso tecnologie più efficienti e offrendo una maggiore scelta di programmi e servizi dati a milioni di conducenti in tutta l’Unione europea.

Mappa della copertura DAB+ in Europa

Il Contesto Normativo Europeo e Italiano

Il nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, formalmente approvato dal Parlamento europeo in sessione plenaria, rappresenta la pietra angolare di questa trasformazione. La direttiva in questione richiede che tutte le nuove autoradio nell’UE siano in grado di ricevere la radio digitale terrestre (DAB+). I successivi passaggi del procedimento legislativo della Direttiva prevederanno l'approvazione formale da parte del Consiglio e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

L'Italia ha dimostrato una notevole prontezza nell'adeguarsi a questa direttiva, introducendo già una legge che impone, a partire dal 1° giugno 2019, l'obbligo per importatori, catene commerciali e il settore automobilistico di approvvigionarsi di ricevitori radio (autoradio, radio fisse da casa, radio portatili e smartphone con radio) dotati del sistema di ricezione della radio digitale terrestre DAB+. Questo anticipo legislativo ha posizionato l'Italia tra i primi paesi a muoversi concretamente verso la digitalizzazione della radio. Anche la Francia, già anni fa, ha approvato una legge che impone il medesimo obbligo quando la copertura dei servizi DAB+ supererà il 20% della popolazione nazionale.

Cos'è il DAB?

La Notifica Italiana a Bruxelles e la Necessità di Chiusura delle Scappatoie

Nonostante l'impegno iniziale, è emersa la necessità di un ulteriore intervento normativo per garantire la piena applicazione dello spirito della legge. L'Italia ha notificato a Bruxelles, con la notifica n. 2025/0550/IT del 01/10/2025 da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), una modifica del Codice delle comunicazioni elettroniche per estendere l'obbligo di dotazione radio FM/DAB+ nei veicoli connessi. Questo intervento mira a chiudere le scappatoie del settore automotive e a garantire l'accesso universale alla radio terrestre, evitando che la fruizione radiofonica venga affidata esclusivamente alla connettività IP.

La modifica all'articolo 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 259/2003, recante “Interoperabilità dei ricevitori autoradio e dei ricevitori radio di consumo e delle apparecchiature”, è stata adottata a seguito di una sollecitazione dell'Agcom nel maggio di quest'anno. Tale disposizione statuisce che tutti gli apparati abilitati alla connessione internet e/o dotati di dispositivi hardware atti alla riproduzione di contenuti sonori, installati a bordo di veicoli nuovi delle categorie M ed N (autoveicoli abilitati al trasporto di persone e merci), nonché di quadricicli nuovi delle categorie L6 e L7 (quadricicli classificati in base al peso e alla potenza) e messi a disposizione sul mercato in vendita o in locazione, devono essere idonei anche alla ricezione della radiodiffusione sonora per consentire all’utente di ricevere e di riprodurre i servizi radio forniti attraverso radiodiffusione analogica e digitale terrestre DAB+.

L'Elusione dell'Obbligo DAB+ da Parte dell'Automotive

Il punto critico su cui si è concentrata l'attenzione è l'elusione dell'obbligo della dotazione DAB da parte di una parte dell'industria automotive. La normativa vigente, disciplinata dall’articolo 98 vicies sexies del decreto legislativo n. 259/2003, che recepisce l’articolo 113 della direttiva UE 2018/1972, prevede che i ricevitori autoradio di consumo messi a disposizione del mercato singolarmente, o integrati in un veicolo nuovo della categoria M ed N messo a disposizione sul mercato in vendita o in locazione, comprendano un ricevitore in grado di ricevere e riprodurre almeno i servizi radio forniti attraverso radiodiffusione digitale terrestre.

Tuttavia, tale formulazione ha consentito un'interpretazione restrittiva: l'obbligo di ricevere e riprodurre la radiodiffusione DAB è stato limitato solo a quei veicoli nuovi che abbiano già in dotazione un ricevitore autoradio (in FM). Di conseguenza, i veicoli in cui sia assente l'autoradio tradizionale, sostituita da sistemi di infotainment connessi via Bluetooth a uno smartphone che consentono l'ascolto della radio solo tramite streaming IP (su rete dati), non rientrano formalmente nel campo di applicazione della norma e, pertanto, non sono soggetti all'obbligo di installare un ricevitore DAB+. Questa soluzione, pur rispettando formalmente la normativa vigente, aggira lo spirito della norma, il cui obiettivo è promuovere la diffusione della radio digitale terrestre.

Molti modelli di autovetture, anche di marchi noti come Citroën ë-C3 berlina e il suv Dacia Duster, non includono più l’autoradio tradizionale, "montando" a bordo solo la connessione bluetooth per collegare dispositivi come lo smartphone e consentire la ricezione radiofonica solo attraverso piattaforme IP connesse alla banda larga (Spotify e dintorni). Anche le minicar di categoria AM riservate ai minorenni rientrano tra i modelli in cui non è contemplata l'autoradio tradizionale.

La Questione dell'Accessibilità e la Preservazione della Radio Terrestre

La norma nasce dall'esigenza di rendere accessibile a tutti e in qualsiasi modello di veicolo utilizzato i servizi radio diffusi su frequenze terrestri analogiche e digitali. In molti casi, infatti, si assiste ad una impossibilità ad adempiere a tale esigenza, in quanto diverse tipologie di vetture risultano sprovviste di apparecchi idonei alla ricezione di programmi radiofonici, diffusi su frequenze terrestri analogiche o digitali. Newslinet aveva sollevato il velo sulla questione nella primavera del 2024.

L'autoradio, infatti, è considerata l'unico dispositivo idoneo ad assicurare la continuità nell'erogazione dei servizi di informazione, anche sotto il profilo della sicurezza stradale e della gestione delle emergenze, garantendo accesso alle frequenze a cui gli utenti sono abituati. La dipendenza esclusiva dalla connettività IP per la fruizione radiofonica espone gli utenti a rischi di interruzione del servizio in aree con scarsa copertura di rete o in situazioni di emergenza, dove la radio terrestre può essere l'unico mezzo di comunicazione funzionante.

Diagramma della trasmissione radio DAB+ vs FM vs IP

La Crescita del DAB+ in Italia e l'Impasse del Mercato Automobilistico

In Italia, stando ai dati resi noti da Agcom, si registra una significativa crescita dell’offerta di programmi in tecnologia DAB+, con 50 canali nazionali (230 contenuti in totale in mercati come Milano e Roma), più del doppio rispetto a quelli disponibili in analogico (FM). Anche la Concessionaria del servizio radiofonico pubblico ha rappresentato il valore della propria offerta editoriale in tecnologia digitale, composta da 12 programmi nazionali, di cui quattro generalisti e otto specializzati.

Nonostante questi dati, che evidenziano un forte interesse per la radiofonia digitale sia da parte degli ascoltatori sia dei fornitori di contenuti, la crescita dell’ascolto DAB+ risulta da qualche tempo rallentata proprio dalla crisi del mercato automobilistico e dai più recenti sviluppi tecnologici dello stesso, che rischiano di limitare il settore della radiofonia digitale nella sua più decisiva leva di sviluppo della domanda, cioè l’ascolto in auto.

Un'indagine condotta nel 2024 da Gfk Italia ha rivelato che sono in uso solo 14 milioni di ricevitori DAB+, installati principalmente su autovetture e mezzi commerciali, corrispondenti a circa il 35% del parco auto privato italiano, che conta più o meno 40 milioni di veicoli. È emerso inoltre che l’81% dei possessori di autoradio DAB+ utilizza la piattaforma spesso in mix con l’FM. Nonostante gli sforzi fatti nel corso degli anni per spingere lo standard DAB+, si rischia dunque l’impasse, a danno dei consumatori ma anche delle aziende del settore, e di conseguenza sarebbero a rischio migliaia di posti di lavoro, come segnalato dal Commissario Agcom Massimiliano Capitanio.

L'indagine dell'Agcom ha rilevato un avanzamento lento del mercato DAB+, nonostante l'adozione del Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF-DAB) e altri interventi regolatori. In pratica, il DAB+ non decolla come previsto, in parte anche perché la radio viene tipicamente ascoltata in auto e il mercato domestico è ancora marginale (il 34% ascolta la radio in casa).

La Proposta di Modifica Normativa e i Principi di Neutralità Tecnologica

L'intervento normativo proposto non introduce nuovi obblighi sostanziali rispetto alla direttiva europea di riferimento, ma mira a chiudere un vuoto applicativo che aveva consentito a parte dell'industria automotive di immettere sul mercato veicoli sprovvisti di ricevitore broadcast, affidando la fruizione radiofonica esclusivamente alla connettività IP.

Se positivizzata nell’ordinamento, la misura contribuirà a preservare la piena accessibilità della radio terrestre - FM e DAB+ - anche nei nuovi cruscotti digitali, rafforzando al tempo stesso i principi di neutralità tecnologica e di sicurezza informativa che ispirano il Codice delle comunicazioni elettroniche. In una fase in cui la digitalizzazione dell’infotainment tende a subordinare la radio a logiche proprietarie e connettive, la norma proposta non appare retrospettiva, ma di sistema: uno strumento di equilibrio volto a garantire che la transizione tecnologica non si traduca in una perdita di pluralismo, universalità e servizio pubblico.

L'Agcom, nell'esercizio dei poteri di segnalazione previsti dall’articolo 1, comma 6, lettera c), n. 1, della legge 31 luglio 1997, n. 249, il quale conferisce all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il potere di segnalare al Governo “l’opportunità di interventi, anche legislativi, in relazione alle innovazioni tecnologiche ed all’evoluzione, sul piano interno ed internazionale, del settore delle comunicazioni”, ha evidenziato una criticità nella normativa relativa all’interoperabilità dei ricevitori autoradio e dei ricevitori radio di consumo.

Si propone una revisione normativa, con l'obiettivo di dotare di autoradio in grado di ricevere le trasmissioni sonore in tutte le tecnologie analogiche e digitali (AM, FM e DAB+), anche le moderne autovetture che presentano i sistemi di infotainment connessi in rete, al fine di garantire un accesso diffuso e continuo ai servizi di radiodiffusione sonora su tutto il territorio nazionale.

Infografica: Benefici del DAB+ per gli automobilisti

Il Dibattito Parlamentare e l'Ordine del Giorno

Il tema è stato oggetto di discussione anche in ambito parlamentare, nell’ambito della discussione del disegno di legge AS.1184 (sulla semplificazione e digitalizzazione delle attività economiche). Era stato presentato un emendamento, a firma dei senatori Marti, Pirovano, Spelgatti e Tosato (Lega) che estendeva l’obbligo di ricezione radio analogica e digitale (DAB+) a tutti i veicoli (categorie M, N, L6e e L7e) dotati di connessione a internet e/o in grado di riprodurre suoni, imponeva ai produttori, assemblatori e importatori l’obbligo di garantire la continuità della ricezione radiofonica anche in seguito ad aggiornamenti software o firmware, e assicurava che gli utenti potessero modificare facilmente le impostazioni dei dispositivi.

Nel prosieguo della discussione del provvedimento in Commissione I (Affari Costituzionali) del Senato, tale emendamento è stato tuttavia trasformato in un ordine del giorno (G/1184/2/1), che impegna il Governo ad attivarsi affinché, nell’ottica di tutelare il comparto radio, a bordo dei veicoli nuovi di categoria M, N siano installati dispositivi atti alla riproduzione di contenuti sonori idonei alla ricezione della radiodiffusione sonora analogica e digitale terrestre DAB+.

Questo ordine del giorno ribadisce la premessa che l'articolo 98 vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche, in attuazione dell'articolo 113 della direttiva UE 2018/1972, precisa che ogni ricevitore di radiodiffusione di consumo diverso dalle autoradio e dagli apparecchi televisivi digitali integri almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale e che i ricevitori autoradio, anche se integrati in autoveicoli di categoria M e N debbano avere un ricevitore in grado di ricevere e riprodurre almeno i servizi radio forniti attraverso radiodiffusione digitale terrestre. Tuttavia, riconosce che in molti casi si assiste ad una impossibilità di fatto ad adempiere a quest’obbligo in quanto molti modelli di autoveicoli risultano sprovvisti di apparecchi idonei alla ricezione di programmi radiofonici diffusi su frequenze terrestri analogiche o digitali.

Le Preoccupazioni della Commissione Europea e la Difesa del Governo Italiano

Nonostante il forte impegno italiano, la Commissione Europea ha espresso alcune preoccupazioni riguardo la proposta di modifica normativa. Secondo la Commissione, l’obbligo potrebbe limitare la libertà di scelta dei consumatori, impedendo l’acquisto di veicoli più economici privi di ricevitori radio, e ostacolare il mercato interno. Inoltre, il Codice europeo impone il ricevitore digitale per le autoradio, ma non per altri apparati abilitati a Internet.

Dal canto suo, il Governo italiano difende la proposta richiamando argomentazioni cruciali come la sicurezza stradale, la gestione delle emergenze - in alcuni casi la radio è l’unico mezzo disponibile - e la tutela dei consumatori, per garantire l’accesso universale ai servizi radio senza dipendere da connessioni dati o smartphone.

La Scomparsa dell'Autoradio Tradizionale e i Nuovi Sistemi di Infotainment

La questione cruciale è se l’autoradio sia destinata a scomparire. Sui veicoli di nuova generazione saranno presenti solo ed esclusivamente le interfacce USB con la conseguenza di non poter più captare il segnale FM né quello di nuova generazione DAB+, ossia la radiodiffusione sonora basata sul digitale terrestre? Molti costruttori stanno già eliminando l'autoradio tradizionale in favore di sistemi di infotainment avanzati, spesso basati su Android Auto e Apple CarPlay, che si avviano in automatico all'accensione dell'auto.

Secondo l’associazione Mave (Media Audiovisivi Europei) e Consultmedia, nelle auto dotate di questi sistemi si creerebbe una sorta di automatica “emarginazione” del ricevitore radio, poiché i sistemi in questione di avviano in automatico all’accensione dell’auto, privilegiando le piattaforme IP connesse alla banda larga (Spotify e dintorni) per la ricezione radiofonica. Questo scenario, se non regolamentato, potrebbe portare a un impoverimento dell'offerta radiofonica e a una limitazione dell'accesso ai servizi broadcast terrestri.

L'Agcom, non avendo "niente di meglio da fare (evidentemente)", come provocatoriamente affermato da alcuni commentatori, ha provato a suggerire al Governo di mettere mano alla regolamentazione sui sistemi audio presenti nelle automobili. L'indagine dell'Agcom ha infatti rilevato un avanzamento lento del mercato DAB+, nonostante l'adozione del Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF-DAB) e altri interventi regolatori. In pratica, il DAB+ non decolla come previsto, e questo è in gran parte dovuto alla crisi del mercato automobilistico e ai più recenti sviluppi tecnologici che rischiano di limitare il settore della radiofonia digitale nella sua più decisiva leva di sviluppo della domanda, ovvero l'ascolto in auto.

L'autoradio è destinata ad essere un dispositivo in grado di assicurare la continuità nell'erogazione dei servizi di informazione, anche sotto il profilo della sicurezza stradale e della gestione delle emergenze, garantendo accesso alle frequenze a cui gli utenti sono abituati, con riflessi rilevanti sul buon funzionamento del mercato interno. La proposta di modifica normativa mira a superare questa criticità, garantendo che tutti i veicoli, indipendentemente dalla presenza o meno di un'autoradio tradizionale, siano dotati di un ricevitore radio compatibile con le trasmissioni analogiche e digitali terrestri.

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