Pininfarina: L'Evoluzione del Fatturato e le Nuove Strategie nel Settore Automobilistico e Oltre

Pininfarina, un nome che evoca immediatamente l'eccellenza del design italiano, ha attraversato negli anni diverse fasi di trasformazione, evolvendo da una piccola attività artigianale a una realtà industriale globale con un'influenza significativa non solo nell'automotive, ma anche nell'architettura, nel design industriale e nei progetti di mobilità avanzata. La sua storia finanziaria e le sue strategie di sviluppo riflettono un percorso complesso, segnato da sfide e successi, che oggi si proietta verso nuovi orizzonti sotto la guida del colosso indiano Mahindra.

Dalle Origini Artigianali all'Industria Globale

La storia di Pininfarina ha inizio con la firma dell'atto di costituzione in Società Anonima da parte dei soci Battista Farina, Giovanni Battista Devalle, Gaspare Bona (che divenne il primo presidente), Pietro Monateri, Arrigo De Angeli e Vincenzo Lancia. Nata come una piccola attività artigianale dedita alla costruzione di carrozzerie su ordinazione di facoltosi clienti privati, l'azienda è cresciuta grazie al finanziamento di una zia della moglie di Battista Farina e al fattivo appoggio di Vincenzo Lancia, che per primo credette nelle intuizioni dell'amico Pinin Farina. Lancia fece carrozzare molte delle sue automobili da Pininfarina, contribuendo a gettare le basi per la sua futura espansione.

Negli anni, Pininfarina divenne un'industria con la capacità di offrire al mercato automobilistico progettazioni complete di autoveicoli e, più in generale, di mezzi di trasporto, concepiti anche con l'ausilio di ricerche ingegneristiche avanzate. Fu nel momento della prima ricostruzione postbellica che Pininfarina concepì la prima automobile di fama mondiale, la Cisitalia 202. Da quel momento, conosciuta in tutto il mondo, Pininfarina ha disegnato lo stile di centinaia di autovetture, talune delle quali famose e rinomate. Sempre della fine degli anni '50 è anche la trasformazione da struttura artigianale a una vera realtà industriale.

A partire dai primi anni '60, a seguito del trasferimento nel nuovo stabilimento di Grugliasco, si riscontra un forte impegno nello sviluppo tecnologico e aerodinamico, prima con la creazione del CCD (Centro di Calcolo e Disegno) e, in seguito, con la costruzione di una galleria del vento in scala naturale, la prima in Italia per le autovetture e una delle poche allora esistenti al mondo. Grazie anche a queste nuove tecnologie uscirono modelli iconici come la Ferrari 365 Daytona, 308 GTB e 400, la Fiat 130 Coupé, la Lancia Montecarlo (che fu la prima auto ad usufruirne) e le Lancia Gamma Berlina e Coupé (da cui nacquero anche gli splendidi prototipi Lancia Gamma Olgiata (Station-coupé), T-Roof (spider) e Scala (berlina 3 volumi). Oltre che per le automobili, nella galleria del vento vennero sperimentate nuove soluzioni anche per i caravan. Dalla produzione di sole carrozzerie su telai di altri, l'azienda passò alla costruzione di intere vetture come la Fiat Campagnola e l'Alfa Romeo 33 Giardinetta.

Nel 1986, l'azienda decise un ulteriore salto di qualità con la quotazione delle sue azioni in borsa, mentre le sue attività produttive erano rivolte verso altri modelli di automobile, tra i quali si possono citare: Ferrari Testarossa, Alfa Romeo Spider, Fiat Fiorino, Lancia Thema Station Wagon e molte Peugeot.

Evoluzione del logo Pininfarina nel tempo

Le Sfide Finanziarie e il Ruolo di Silvio Angori

Quando Silvio Angori assunse la guida operativa di Pininfarina, l'azienda si trovava già in difficoltà finanziaria, con un debito di circa 700 milioni di euro. Dopo la morte dell'AD Andrea Pininfarina, nel 2008, furono le banche a richiedere l'inserimento di una figura di garanzia che assicurasse continuità e affidabilità nella gestione. Quella figura fu individuata in Angori, allora direttore generale, promosso amministratore delegato anche per seguire la delicata interlocuzione con gli investitori internazionali.

Angori ha rivestito un ruolo cruciale per diciannove anni in azienda, prima come direttore generale e poi, dal 2009, come amministratore delegato. Sotto la sua leadership, Pininfarina ha intrapreso un lungo e complesso percorso di risanamento finanziario. Oggi, quella fase volge al termine. A dicembre, Pininfarina estinguerà l'ultima tranche del debito, pari a 13 milioni di euro, chiudendo un capitolo lungo quasi vent'anni. Da gennaio, l'azienda non sarà più vincolata alle logiche imposte dagli istituti di credito e potrà muoversi in autonomia, sotto la piena regia dell'azionista Mahindra.

Il Contributo di Mahindra e la Ristrutturazione Societaria

Dal 2016, Pininfarina è controllata dal colosso indiano Mahindra. Questo passaggio di proprietà ha rappresentato un momento fondamentale nella storia dell'azienda, fornendo il capitale e il supporto strategico necessari per superare le difficoltà finanziarie e proiettarsi verso il futuro. La separazione da Silvio Angori, avvenuta tramite un "accordo consensuale di risoluzione del rapporto di lavoro e di amministrazione", sebbene formalmente condivisa, non è stata priva di frizioni. Alla base della rottura ci sarebbero state visioni differenti sulle prospettive di sviluppo, in particolare nell'ambito più rappresentativo di un marchio che oggi opera anche in architettura, design e progetti industriali: la costruzione di automobili.

In questo nuovo scenario post-risanamento, viene meno anche la necessità di una figura di garanzia: un passaggio che spiega, almeno in parte, l'uscita di scena di Angori e l'avvio di una nuova fase nella storia del marchio. È importante sottolineare che Angori, oltre ad aver portato a termine la restituzione del debito, nei suoi quasi vent'anni in carica ha plasmato l'azienda. La società ha comunicato di aver avviato il processo di selezione del nuovo AD, che avrà il compito "di proseguire il percorso di crescita di Pininfarina e di attuare le priorità strategiche definite dal gruppo". In una nota, l'azienda precisa che la transizione rappresenta un cambiamento operativo e non comporta modifiche strategiche di più ampia portata. Pininfarina, si legge, "rimane pienamente allineata alla propria visione di lungo periodo, focalizzata sull'eccellenza nel design, sull'innovazione e sulla crescita sostenibile". Fino alla nomina del nuovo AD, tutti i poteri esecutivi resteranno in capo al CDA, mentre saranno confermate le attuali deleghe ai dirigenti della società.

Pininfarina Mythos : La STORIA come non è mai stata raccontata

Il Fatturato e l'Evoluzione del Core Business

Nel 2007, Pininfarina registrava un fatturato di 1,2 miliardi di euro, contava 5 mila dipendenti e una capacità produttiva di 70 mila vetture all'anno. L'attività principale era concentrata su progettazione, ingegneria e produzione conto terzi, mentre il design per clienti esterni rappresentava circa 20-30 milioni di euro. Oggi, quel valore ha superato i 90 milioni e costituisce la quasi totalità del business del gruppo.

Un esempio tangibile di questa evoluzione si riscontra nel 2024, quando Pininfarina ha chiuso con ricavi totali consolidati pari a 91,9 milioni di euro, in aumento rispetto ai 90,4 milioni di euro dell'anno precedente (+1,6%). L'incremento ha riguardato il settore stile per l'1,8%, mentre il settore ingegneria è aumentato rispetto all'esercizio precedente dello 0,6%. Il margine operativo lordo è positivo per 5,5 milioni di euro (5,1 milioni di euro nel 2023) quale conseguenza dei risultati positivi afferenti principalmente alla Capogruppo e alle controllate americana e cinese. La somma degli accantonamenti, le riduzioni di stima dei fondi, svalutazioni e ripristini di valore risulta negativa per 4,9 milioni di euro (valore negativo di 1,6 milioni di euro al 31 dicembre 2023).

Questa suddivisione del fatturato, che vede il design per clienti esterni come quasi totalità del business, potrebbe però cambiare. L'azionista indiano vorrebbe puntare con maggiore decisione sul settore auto, mirando soprattutto ai mercati extraeuropei. Questa strategia arriva però in un momento delicato: nei giorni scorsi Automobili Pininfarina, società distinta da Pininfarina Spa, sempre controllata da Mahindra e dedicata esclusivamente alla produzione di supercar, ha ridotto il personale, mandando a casa venti dipendenti su cinquanta, con generose buonuscite.

La Diversificazione oltre l'Automotive

L'attuale Pininfarina, pur mantenendo un forte legame con il settore automobilistico attraverso il design, ha ampliato notevolmente le sue attività. La società non è più solo un carrozziere e produttore di auto, ma un'azienda di design e ingegneria che opera in molteplici settori.

Nel 2017, la EF7 Vision GT, supercar da corsa realizzata per il campione del mondo di F1 Emerson Fittipaldi, ha debuttato a Ginevra, dimostrando la continua capacità dell'azienda di eccellere nel design automobilistico di alta gamma.

Alla ulteriore valorizzazione del marchio contribuiscono le centinaia di progetti e dozzine di premi nei settori industrial design, architettura, transportation, per clienti internazionali come AMAC Aerospace, Bovet, Cisco, City of Miami, Coca-Cola, Cyrela, Higold, Leitner, Princess Yachts, Sharp. Nel 2020, in occasione del 90° anniversario, il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso un francobollo a tiratura limitata appartenente alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”: la vignetta riproduce la Modulo, concept car su base meccanica Ferrari.

Pininfarina ha dimostrato di essere all'avanguardia nell'innovazione, aprendo la strada al futuro attraverso Teorema, Virtual Concept Car interamente sviluppata utilizzando tecnologie VR, una nuova interpretazione della mobilità elettrica e autonoma all'insegna dell'esperienza utente e della tecnologia. New Holland ha presentato il suo esclusivo Straddle Tractor Concept disegnato da Pininfarina.

Nel 2022, al CES di Las Vegas, c'è stato il debutto mondiale per il concept smart device disegnato da Togg in collaborazione con Pininfarina e la presentazione, sullo stand VinFast, dei SUV elettrici VF 8 e VF 9 con interni ed esterni disegnati da Pininfarina. Pininfarina of America ha aperto un ufficio a New York City, nel cuore di Manhattan.

Pininfarina Architecture ha comunicato di essere stata selezionata per progettare il masterplan di una nuova città nel delta del fiume Yangtze, vicino a Shanghai, a cui seguirà il masterplan per Aldea Uh May, una comunità di Tulum, in Messico. Nel 2022, si è tenuto il viaggio inaugurale del Goldenpass Express, il treno disegnato da Pininfarina per la società ferroviaria MOB (Montreux Oberland Bernese). Questo testimonia la continua crescita nell'architettura e nel product design.

Nel 2023 è stato svelato il progetto di un nuovo branded building in Brasile, Diagonal by Pininfarina, mentre Related Group ha presentato Andare Residences by Pininfarina, condominio di lusso a Fort Lauderdale, Florida. Con l'azienda svedese Vidde, è stata presentata la prima motoslitta a emissioni zero.

Nel 2024 è nata Pininfarina Classiche, il programma di certificazione di auto classiche e "youngtimer" disegnate e prodotte negli stabilimenti Pininfarina nel corso degli anni. BOVET e Pininfarina hanno svelato il loro nuovo gioiello, APERTO 1. Morgan Motor Company e Pininfarina hanno presentato Midsummer, barchetta prodotta in soli 50 esemplari, la prima auto di serie nella storia a portare il badge Pininfarina Fuoriserie. Nell'agosto 2024, Pininfarina ha annunciato la sottoscrizione di un importante accordo commerciale da oltre 90 milioni di euro con AMG-Mercedes per attività di sviluppo e produzione. Al Cannes Yachting Festival, Austin Parker ha svelato la nuova gamma di yacht disegnati da Pininfarina e Fulvio De Simoni Design Studio. Pininfarina ha disegnato la livrea del nuovo velivolo delle Frecce Tricolori. La Fiat 500 è diventata uno Scooter, l'E-Moped 500, progettato in collaborazione con il Centro Stile Fiat e disegnato da Pininfarina, svelato ad Eicma 2024. I progetti architettonici inaugurati a inizio anno, come gli headquarter di Higold in Cina, raccontano dove si lavorerà e si vivrà immersi nel design italiano di Pininfarina.

Il 22 gennaio, il Vicepresidente e AD Silvio Pietro Angori ha consegnato a Sua Santità Papa Francesco un oggetto unico e simbolico realizzato dal team Pininfarina, "Orbis", come testimonianza dei valori condivisi di sostenibilità, innovazione e impegno verso un futuro migliore. L'Ambasciata d'Italia a Pechino ha ospitato, il 26 febbraio, un evento speciale per celebrare il 95° anniversario di Pininfarina nell'ambito dell'Italian Design Day, alla presenza dell'Ambasciatore Massimo Ambrosetti. Il 31 marzo, Pininfarina ha annunciato la firma di un accordo commerciale da oltre 70 milioni di euro con un cliente nel settore della mobilità per servizi di sviluppo e produzione.

La Dimensione Produttiva e i Mercati

Pininfarina ha visto un'evoluzione significativa della sua capacità produttiva nel corso della sua storia. Fino al 2011, l'azienda, oltre ai servizi di progettazione e consulenza, era impegnata anche nella produzione di alcuni modelli (da essa disegnati) presso i propri stabilimenti.

Lo stabilimento di San Giorgio Canavese, nato nel 1987 per produrre la Cadillac Allanté e dedicato solo a tale auto, è un esempio di questa fase. Conclusa la vita della Allanté, fu dismessa la carrozzeria di Grugliasco dove rimasero e furono ampliate la lastroferratura e la verniciatura. La carrozzeria lasciò quindi Grugliasco e fu trasferita a San Giorgio dove le scocche finite (verniciate, lucidate e controllate) venivano trasportate su bisarca da Grugliasco.

Per la produzione della Mitsubishi Pajero Pinin, nacque lo stabilimento di Bairo - non lontano da San Giorgio - acquistando, ampliando e ristrutturando totalmente il sito esistente ed abbandonato della Elcat, azienda produttrice di sedili per auto fallita. Mitsubishi finanziò più di 2/3 del costo della realizzazione dell'impianto purché fosse dedicato a soli modelli a suo Marchio. La Pajero Pinin non ebbe il successo sperato, probabilmente anche a causa dell'offerta di sole motorizzazioni a ciclo Otto e nessuna a ciclo Diesel, mentre le auto prodotte in quel periodo a San Giorgio sopra citate arrivarono a fine carriera e i modelli che li sostituirono ebbero ben poca fortuna commerciale: le Alfa Romeo GTV e Spider restyling prima, le Alfa Romeo Brera e Spider poi e, infine, le Ford Ka e Focus entrambe nella versione Coupé Cabriolet (la Ka fu denominata StreetKa). A Bairo, Mitsubishi tentò anch'essa ma senza successo la carta Coupé Cabriolet con la Colt CZC per utilizzare le linee in via di dismissione della Pajero Pinin ma, alla fine della breve vita della Colt CZC, Mitsubishi gettò la spugna e cedette le proprie quote del sito a Industrie Pininfarina.

Uno spiraglio si ebbe anche per il sito di Grugliasco con l'acquisto dell'impianto da parte della regione Piemonte per affittarlo a De Tomaso di GianMario Rossignolo, che lì avrebbe dovuto produrre delle rivoluzionarie auto in alluminio cominciando dalla De Tomaso Deauville, e per cui si fece finanziare dalla Regione Piemonte i corsi di formazione alle maestranze passate contestualmente da Industrie Pininfarina a De Tomaso. Né i corsi né la produzione furono mai avviati e la vicenda finì nelle aule giudiziarie e lo stabilimento fu abbandonato, mentre rimase a Pininfarina la, per altro ormai obsoleta, galleria del vento.

Riassumendo, Pininfarina dal 2011 non ha più prodotto auto. All'azienda, al momento della vendita a Mahindra, rimanevano operativi il Centro Stile e Ingegneria di Cambiano e la galleria del vento di Grugliasco (utilizzata però ormai solo marginalmente per il settore automotive, dedicandola a settori diversi quali biciclette, tute da sci, tende da sole, ecc.), il sito dismesso di San Giorgio e il sito di Bairo parzialmente locato a terzi, oltre alle sedi in Germania, Cina e USA.

Nell'ambiente c'è poi un altro tema che preoccupa: la posizione di Pininfarina sui mercati. Si vocifera infatti che, con l'attuale dimensione produttiva, la quotazione in Borsa abbia meno senso rispetto al passato: oggi è un'azienda media, non più la Pininfarina di una volta. Anche l'impegno in Borsa, con flottante e scambi limitati, potrebbe essere oggetto di valutazione nel nuovo corso post-Angori.

I Riconoscimenti e la Forza del Marchio

Nonostante le sfide, il marchio Pininfarina ha continuato a ricevere riconoscimenti prestigiosi. Nel 2008 e nel 2014, l'azienda è stata premiata con il prestigioso premio Compasso d'oro per le automobili Pininfarina Nido e Ferrari F12berlinetta. Anche la Pininfarina Cambiano ha ricevuto una menzione d'onore Compasso d'oro ADI 2014. Questi premi testimoniano la persistente eccellenza nel design e l'innovazione che caratterizzano il lavoro di Pininfarina.

Nel 2023, Pininfarina ha registrato un totale di 580 dipendenti. Questa cifra, se confrontata con i 5.000 dipendenti del 2007, evidenzia la profonda ristrutturazione e il riorientamento strategico dell'azienda, che si è concentrata maggiormente sui servizi di design e ingegneria piuttosto che sulla produzione in larga scala.

Mappa delle sedi globali di Pininfarina

Prospettive Future: Innovazione e Sostenibilità

Pininfarina, sotto la guida di Mahindra e con il nuovo AD che sarà selezionato, si trova in una fase di rilancio e di definizione delle future priorità strategiche. L'azienda intende rimanere pienamente allineata alla propria visione di lungo periodo, focalizzata sull'eccellenza nel design, sull'innovazione e sulla crescita sostenibile. L'impegno verso la mobilità elettrica e autonoma, l'espansione nei settori dell'architettura e del product design, e la valorizzazione del proprio patrimonio classico attraverso iniziative come Pininfarina Classiche, sono tutte tessere di un mosaico che disegna il futuro del marchio.

La capacità di Pininfarina di adattarsi ai cambiamenti del mercato, di innovare costantemente e di mantenere una posizione di leadership nel design, sia nel settore automobilistico che in altri ambiti, sarà fondamentale per il suo successo a lungo termine. L'obiettivo è quello di continuare a creare bellezza e innovazione, proiettando il leggendario stile italiano nel mondo.

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