Guida completa alla proprietà condivisa e all'acquisto consapevole di veicoli

L’acquisto di un’automobile rappresenta spesso uno dei passi finanziari più significativi per un individuo o una famiglia. Tuttavia, le dinamiche che regolano la titolarità, la provenienza del mezzo e le modalità di transazione sono complesse e in continua evoluzione. Analizzare come funziona la cointestazione, quali tutele esistano nel mercato dell'usato e come le nuove forme di mobilità stiano cambiando il nostro rapporto con il veicolo è fondamentale per chiunque si appresti a compiere questa scelta.

La disciplina della cointestazione: diritti e obblighi

È possibile cointestare un’auto, ovvero intestarla a due proprietari diversi invece che uno solo. Non è una scelta molto frequente, però la legge italiana consente di farlo. La cointestazione prevede praticamente l’acquisto della macchina nuova insieme ad un altro soggetto. I due soggetti non devono per forza essere parenti o conviventi, qualsiasi coppia di amici, ad esempio, può decidere di comprare un veicolo e intestarlo a entrambi.

Il requisito fondamentale è essere presenti entrambi al momento della vendita, con documenti validi, e firmare entrambi il contratto d’acquisto. Si può cointestare un’auto nuova e anche un veicolo usato. Nel momento del passaggio di proprietà quindi viene poi specificato che i nuovi proprietari sono due. È importante tenere a mente che innanzitutto nessuno è proprietario al 100% della macchina, ma si ha solo la metà del mezzo.

Impatto sull'assicurazione: vantaggi e insidie

Come ben sappiamo, grazie all’Rc Auto famigliare, tutti i membri dello stesso nucleo familiare che hanno la stessa residenza possono sfruttare la classe di merito del componente della famiglia che detiene quella più vantaggiosa (classico esempio quello di genitori e figli). Cosa succede se l’auto è cointestata? La compagnia assicurativa prende atto della comproprietà.

Se si tratta di genitori e figli o di un soggetto che ha una classe peggiore della vostra, allora molto probabilmente il premio assicurativo da pagare aumenta. Questo è il motivo per cui è importante sapere che cointestare un’auto può anche non far risparmiare sull’assicurazione. C’è solo un caso in cui potrebbe essere vantaggioso: il figlio che eredita la classe dell’Rc Auto più vantaggiosa anche se, in un secondo momento, decide di cambiare la sua residenza. Ma solo se il padre vi rinuncia e esclusivamente sull’auto cointestata (se il figlio compra un’altra nuova macchina, allora non può godere della classe di merito del padre sulla seconda auto).

rappresentazione grafica di una cointestazione automobilistica tra due soggetti

Il mercato dell’usato: professionalità e trend attuali

Il mercato dell’usato è in continua evoluzione e la richiesta di vetture garantite e in perfetto stato è molto elevata. Non lo dico solo io, lo sostengono anche i numeri ufficiali forniti dall’Automobile Club d’Italia: a maggio prosegue il trend positivo (+5,7% sul 2017 e +5,5% da gennaio), ogni 100 auto nuove a maggio ne sono state vendute 128 usate, che diventano 144 nei primi cinque mesi dell’anno.

Quando un cliente alla ricerca di un’auto usata entra in una concessionaria strutturata, oltre a una vettura in ottimo stato cerca, prima di tutto, professionalità, serietà e naturalmente esige di essere seguito totalmente. Le qualità che ogni venditore deve avere sono professionalità e conoscenza di ciò che vendi. I clienti sanno tutto di ogni modello e pretendono lo stesso da noi, che dobbiamo continuamente aggiornarci: ne va della serietà della concessionaria.

Alcune realtà offrono tutta una serie di servizi collegabili all’acquisto dell’autovettura come i prodotti assicurativi oppure contratti di manutenzione programmata che prevedono, all’interno della rata del finanziamento, il pagamento dei tagliandi futuri dell’auto, senza sorprese. Insomma, il cliente cerca un servizio a tutto tondo.

La selezione dei veicoli: il ruolo dei collaudatori

Secondo me acquistare un’auto usata in una concessionaria che è sul mercato da oltre sessant’anni, offre una serie di vantaggi. Già a poche ore dal ritiro di una permuta c’è un pool di collaudatori che sottopone l’automobile a una serie di accurati controlli per valutare quale futuro avrà, se passerà alla rete dei commercianti oppure a quella dei privati.

Anzi, se parliamo di usato la provenienza geografica si allarga a macchia d’olio con molte persone che arrivano da fuori regione. Siamo presenti sui principali portali di usato, così quando un potenziale cliente effettua un ricerca on-line di un’auto con particolari caratteristiche che noi abbiamo, ci contatta, fissiamo un appuntamento, viene a vederla ed eventualmente ad acquistarla. Lo tutela il fatto che la garanzia che offriamo è estendibile a tutte le regioni e all’Europa. C’è un numero verde che fornisce l’indirizzo dell’officina più vicina.

Il nostro processo di selezione delle auto usate 🔎🚙

Strategie di approvvigionamento: aste e permute

Ti sei mai chiesto come mai le concessionarie di automobili sembrano sempre avere proprio l’auto che stai cercando? Le aste online sono il metodo preferito da molti concessionari di automobili per aumentare le proprie scorte di auto usate. Tuttavia, bisogna essere perspicace quando si valutano queste permute. Le società di leasing possono essere una miniera d’oro per i concessionari perché le auto sono spesso ben mantenute e dotate di libretto di manutenzione completo.

Esistono dinamiche precise nel reperimento dell'usato:

  • Aste online: Sono incredibilmente convenienti. Puoi accedere a un’enorme varietà di auto dal tuo computer o telefono facendo offerte per veicoli provenienti dall’Europa senza dover viaggiare. Lo svantaggio è che non puoi vedere l’auto in persona, quindi ti affidi alle immagini e descrizioni.
  • Permute: Sono un ottimo modo per incoraggiare le vendite di auto nuove e allo stesso tempo rafforzare il tuo inventario di auto usate. Valutare le permute può essere complicato.
  • Veicoli danneggiati: Esiste un potenziale di profitto significativo nell’acquistare, riparare e vendere veicoli danneggiati. Questo metodo richiede una buona conoscenza dei costi di riparazione e del valore di mercato delle automobili.

Il contratto di permuta: natura giuridica e funzionamento

L’istituto è disciplinato dal nostro ordinamento giuridico e in particolare dall’articolo 15542 del Codice civile, il quale prevede, appunto, la possibilità di trasferire la proprietà di diritti e beni, fra cui anche il mezzo di trasporto. Il titolare del mezzo potrà quindi stipulare un apposito contratto di permuta, non solo con un concessionario, in modo da ottenere in cambio un’altra autovettura, nuova oppure usata. Una sorta di baratto, ossia uno scambio di beni.

Il contratto di permuta dell’auto non deve essere confuso con quello di vendita, perché la differenza consiste nell’assenza del corrispettivo in denaro. In buona sostanza permutando non si effettua alcuna transazione che prevede il versamento di somme. Il funzionamento della permuta è quindi abbastanza semplice, in quanto ha come oggetto la cessione di una macchina usata, provvista di un numero di targa e regolarmente immatricolata.

Quando invece il contratto di permuta viene stipulato dal concessionario la questione cambia, visto che un contraente sceglierà di cedere la propria macchina usata in cambio di una nuova, così da ottenere uno sconto sul prezzo di listino. Questa formula è abbastanza apprezzata dalle concessionarie, in quanto consente di aumentare le vendite delle automobili esposte presso i punti vendita e al contempo di ottenere un mezzo di seconda mano che potrà essere rimesso sul mercato, così da ottenere un buon ritorno economico.

schema che illustra la differenza tra contratto di compravendita e contratto di permuta

Evoluzione della mobilità: lo "Share Leasing"

Dopo la rivoluzione ed il successo, soprattutto nelle grandi città, del car sharing, un nuovo modello di “mobilità condivisa” si affaccia sul mercato. E’ una iniziativa di Ford che, attraverso un progetto pilota partito in tre concessionarie di Austin nel Texas, ha deciso di sperimentare lo “share leasing“.

Si tratta di un progetto di multiproprietà applicato alle automobili: l’idea è quella di aggregare gruppi da tre a sei persone che finanzino l’auto in forma condivisa proporzionalmente all’utilizzo che ognuno ne fa’. In sostanza, per fare un esempio, chi utilizzerà l’auto condivisa per il 30% del tempo, pagherà il 30% dei costi, includendo quelli operativi (assicurazione, manutenzione, ecc.). Il monitoraggio dell’utilizzo del veicolo, al fine della ripartizione delle spese, così come la sua prenotazione, avviene naturalmente tramite un App che consente anche di avere sotto controllo il suo stato di funzionamento.

Il ricorso al finanziamento in Italia

In Italia oltre l’80% delle vetture viene comprata tramite un finanziamento. A ricorrere al credito sono soprattutto gli acquirenti di auto nuove e solo 1 su 4 di chi compra un’auto usata. L’Osservatorio, che ogni sei mesi analizzerà l’andamento delle richieste di strumenti finanziari da parte della clientela italiana per auto e veicoli commerciali leggeri, nuovi o usati, traccia l’identikit dei consumatori italiani che ricorrono ai finanziamenti per l’acquisto dell’auto nuova: hanno tra i 46 e i 60 anni (40,1%), sono in maggioranza uomini (53,3%) e risiedono per lo più in Lombardia, la regione con il più alto numero di finanziamenti richiesti (20%).

Mentre al Centro-Nord è prevalente il ricorso al credito per l’acquisto di auto nuove, è al Centro-Sud che si fa più ricorso al finanziamento per acquistare l’auto usata. La regione in cui si registrano maggiori richieste di finanziamento per le auto usate, pari al 16% del totale, è la Campania, seguita da Lombardia (13,7%), Sicilia (12,7%), Lazio (10,5%), Puglia (8,2%).

mappa dell'Italia con l'indicazione delle regioni con più alto tasso di ricorso al credito per auto

Analisi del mercato delle auto aziendali

Per auto aziendali si intendono tutte quelle vetture che sono state immatricolate e precedentemente intestate con il nome della società, azienda o P.IVA. Pertanto, il suo utilizzo è stato associato alle esigenze lavorative di una o l’altra azienda. Rispetto a una vettura nuova, l’acquisto di un’auto aziendale ha ovviamente molti vantaggi. L’aspetto più rilevante è ovviamente quello economico. Va anche detto che l’auto aziendale è in pronta consegna e può essere utilizzata immediatamente.

Tuttavia, esistono due tipologie di auto aziendali: quelle vendute ai privati dalle società di noleggio a breve termine e quelle noleggiate a lungo termine alle aziende dalle società specializzate. Le prime sono per lo più affittate a molte persone per pochi giorni. Le auto di fine noleggio a lungo termine sono di rientro da contratti con durata media di 36 mesi. Possono avere chilometraggi elevati, ma la maggior parte sono affidate a un unico utente.

Garanzie e tutele nel post-acquisto

La legge sulla garanzia di conformità si applica quando chi vende lo fa nell’esercizio dell’attività imprenditoriale. La garanzia è dovuta se acquisti presso concessionari e autosaloni. Qualsiasi auto acquistata da un venditore professionista ha la garanzia legale di conformità. È a tutti gli effetti un’auto usata, quindi, non ti aspettare le stesse tutele riservate ai veicoli nuovi, salvo che non sia stata immatricolata da meno di due anni.

In questo caso avrai la garanzia del costruttore, che in genere è di due anni, per il periodo rimanente dalla prima immatricolazione. Il concessionario potrà proporti una garanzia convenzionale, a integrazione di quella legale, aggiungendo coperture sui guasti accidentali. Se la garanzia aggiuntiva non è compresa nel contratto, prima di sottoscriverla controlla le condizioni e le coperture.

Infine, per non rischiare di incappare in problemi, è sempre opportuno affidarsi a chi è esperto del settore da più di 20 anni, poiché una corretta valutazione del veicolo e della documentazione allegata rappresenta la migliore difesa contro i potenziali vizi occulti o le complicazioni amministrative che possono emergere dopo la firma del contratto di proprietà.

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