Il Futuro dell'Automotive Europeo tra Transizione Verde, Crisi Energetica e Guerre: Sfide e Scenari

L'industria automobilistica europea si trova a un bivio cruciale, navigando attraverso una "tempesta perfetta" caratterizzata da vendite in calo, una transizione verso l'elettrico ancora incompiuta, una concorrenza globale sempre più agguerrita e le ripercussioni dirette e indirette di conflitti internazionali. In questo scenario complesso, le istituzioni europee e gli attori del settore stanno cercando strategie per garantire la competitività e sostenere un comparto fondamentale per l'economia del continente.

Un Tavolo Strategico per il Futuro dell'Automotive

A gennaio sono iniziati i lavori del tavolo strategico sul futuro dell’industria automotive UE, un'iniziativa annunciata da Ursula von der Leyen. Questo dialogo mira a mettere attorno allo stesso tavolo aziende, sindacati e istituzioni per elaborare raccomandazioni volte a rilanciare la competitività del settore, incentivarne la crescita e adattare gli obiettivi di transizione verde, che molti ritengono attualmente difficili da raggiungere. La Commissione Europea ha assicurato un «supporto all’industria nella profonda e rivoluzionaria transizione che ha di fronte».

Le Sanzioni sui CO2: Un Urgente Nodo da Sciogliere

Uno dei temi più urgenti da affrontare riguarda le sanzioni per i costruttori che sforano il tetto alle quote medie di CO2 emessa dalle auto vendute in Europa. L'associazione di categoria Acea stima che queste multe potrebbero superare i 15 miliardi di euro, basandosi sui dati di vendita della prima metà dell'anno in corso. Il cancelliere tedesco uscente Olaf Scholz ha evidenziato l'urgenza della questione, affermando che «non ha senso gravarli ora con ulteriori multe» e che «la Commissione dovrebbe trovare un modo affinché non incidano sulla liquidità di chi deve investire». Questo aspetto deve essere deciso «presto, adesso».

auto elettriche in fabbrica

L'Impatto della Guerra in Ucraina sul Settore

La guerra in Ucraina sta avendo conseguenze sempre più rilevanti anche nel settore auto, già in difficoltà per altre ragioni. Negli ultimi anni, la crisi dei chip ha rallentato la produzione. Prima della guerra, si prevedeva che la carenza di semiconduttori avrebbe avuto effetti fino alla metà del 2023, ma l'invasione dell'Ucraina ha complicato ulteriormente la situazione. Stabilimenti di BMW e Volkswagen in Europa sono stati fermi a causa dell'interruzione delle consegne di componentistica prodotta in Ucraina, tra cui i cablaggi elettrici.

La Carenza di Componenti e le Interruzioni Produttive

La Russia, oltre a essere un mercato importante, è anche un nodo logistico e produttivo. Molte case automobilistiche stanno interrompendo la produzione anche in Russia, sia per motivi etici in risposta al conflitto, sia per motivi operativi. Le restrizioni ai pagamenti applicate alla Russia dalla comunità internazionale, insieme alla mancanza di forniture necessarie per l'assemblaggio in fabbrica, hanno portato a decisioni analoghe da parte di Hyundai, Honda (che ha interrotto le esportazioni verso il Paese dei veicoli prodotti negli Stati Uniti), Porsche, Nissan, Volvo, Toyota e Renault. Suzuki e Stellantis hanno sospeso l'attività di import ed export con la Russia a tempo indeterminato.

L'Ucraina, benché non sia un Paese considerato primariamente per la produzione di veicoli finiti, gioca un ruolo importante nel mercato automotive come fornitore di molte componenti. I fornitori ucraini producono cablaggi, essenziali per l'energia elettrica e la comunicazione tra le parti dei veicoli, e gas neon, oltre a materie prime fondamentali come acciaio, zircone e sabbie minerali. Diciassette stabilimenti in Ucraina sono dedicati alla produzione di cablaggi, rendendo il paese strategicamente coinvolto nella catena di approvvigionamento globale. La crisi tra Russia e Ucraina, secondo stime, potrebbe comportare fino a 1,8 milioni di auto in meno per il settore automotive. La guerra rischia quindi di peggiorare la crisi delle forniture, prolungando le carenze di componenti critici ben oltre il 2023. A tutto ciò si aggiunge il colpo economico inferto all'industria, sottraendo risorse indispensabili all'innovazione e alla transizione ecologica.

mappa Europa con collegamenti logistici

Revisione delle Stime di Vendita e Impatto sul Mercato

Analisti come JD Power e LMC Automotive hanno rivisto al ribasso le stime di vendita per il 2022, prevedendo una chiusura d'anno con circa 85,8 milioni di veicoli leggeri venduti a livello globale, circa 400.000 unità in meno rispetto alle previsioni pre-conflitto. Queste stime potrebbero ulteriormente peggiorare a seconda dell'evoluzione del conflitto. L'Associazione nazionale dell'industria dell'autonoleggio, della sharing mobility e dell’automotive digital (Aniasa) ha lanciato un allarme sull'impatto dell'assenza di auto nuove e della crisi dei chip sul settore del car rental, in particolare per il noleggio a breve termine e il periodo estivo. Le imprese europee potrebbero essere costrette a rivolgersi all'Asia, specialmente alla Cina, per garantire forniture adeguate alla domanda dei clienti, un trend che potrebbe diventare irreversibile se i costruttori europei non cambieranno rapidamente strategia.

Secondo uno studio dell’agenzia Standard & Poor’s Global Mobility, è prevista una riduzione di circa 5 milioni di unità sulla produzione globale del biennio 2022-2023, causata principalmente da problemi logistici e della catena di approvvigionamento generati dal conflitto, oltre alle carenze di alcuni componenti critici.

Il Gas Russo e le Sue Rotte: Uno Scenario Incerto

Il futuro del gas russo in transito attraverso l'Ucraina è un altro tema di grande incertezza, con implicazioni che si estendono anche al settore energetico europeo e, indirettamente, a quello industriale. A meno di due settimane dalla scadenza del contratto di Gazprom per i transiti in Ucraina, gli scenari restano aperti. Un primo indizio è l'apertura del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al passaggio di gas russo nel Paese, a patto che il corrispettivo non sia versato a Mosca «fino alla fine della guerra». Zelensky ha definito questa «una possibilità», pur ribadendo che il contratto di transito non sarà rinnovato.

La Volatilità dei Mercati Energetici

Nonostante questa apertura, il mercato non ha mostrato un sollievo immediato. Le quotazioni del gas, già molto volatili, sono salite di oltre il 5%, superando 43 euro/MWh al Ttf. Alla Borsa di Mosca, il titolo di Gazprom è sceso a 106 rubli, sui minimi dal 2009, un segnale di scarsa fiducia sulla possibilità di salvare le esportazioni residue nel redditizio mercato europeo. Dall'Ucraina passano circa 15 miliardi di metri cubi di gas russo all'anno, forniture che Gazprom, a causa di limiti infrastrutturali, non riuscirebbe a recuperare interamente aumentando i flussi sull'unica altra rotta rimasta, quella via Turchia.

La Commissione Europea, per ora, si mantiene ferma: «La Commissione non appoggia alcuna discussione su estensioni di contratti o altre soluzioni per mantenere i flussi in transito», ha ribadito un portavoce. La fiducia si sta assottigliando, e paesi come la Moldova hanno dichiarato lo stato d'emergenza dopo aver constatato che Gazprom non ha prenotato capacità di trasporto extra per gennaio nella Trans-Balkan Pipeline. Anche il gestore della rete ucraina non ha offerto capacità supplementare per gennaio. Tuttavia, la capacità sui gasdotti può essere prenotata anche su base giornaliera, e si ipotizza che dietro le quinte si stia lavorando per trovare una scappatoia.

La guerra del gas in Europa

Il Termovalorizzatore di Santa Palomba: Un Dibattito sull'Economia Circolare

Parallelamente alle sfide globali, in Italia si accende il dibattito su questioni infrastrutturali e di gestione dei rifiuti. La commissione bicamerale Ecomafie sta indagando sul termovalorizzatore in costruzione a Santa Palomba (Roma) per individuarne eventuali criticità e benefici in termini di chiusura del ciclo dei rifiuti. L'inchiesta si focalizza sull'impianto ancora da realizzare, ma include anche un'analisi di altri termovalorizzatori in Italia e in Europa, con un confronto specifico con gli impianti di Bolzano, Acerra e Amsterdam.

Efficienza, Tempistiche e Poteri Speciali

Il presidente della commissione, Jacopo Morrone (Lega), ha spiegato che si approfondiranno le evidenze critiche e virtuose degli impianti di termovalorizzazione. Sebbene si riconosca la bontà della realizzazione dell'impianto per garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti, il presidente leghista solleva un punto critico: l'entrata in funzione è prevista per il 2027, due anni dopo l'inizio del Giubileo. Morrone ritiene quindi necessario valutare «se i poteri speciali sono necessari» per anticipare l'entrata in funzione dell'impianto. Il Consiglio di Stato, confermando una sentenza del Tar, ha dato ragione al Comune, difendendo la scelta governativa di assegnare poteri straordinari a un commissario per la realizzazione dell'opera.

La Transizione Energetica e l'Automotive Elettrico

La guerra in Ucraina, con i conseguenti rincari pesanti delle materie energetiche, potrebbe paradossalmente accelerare la transizione energetica verso le fonti sostenibili. La necessità di svincolarsi dal gas russo sta spingendo i Paesi UE a cercare alternative. Se nel breve termine queste sono state individuate in nuovi fornitori in Africa e Nord America, nel lungo periodo le fonti di energia verde diventano inevitabilmente la soluzione principale.

Materie Prime Critiche per le Batterie

Le auto elettriche sono convenienti per il portafoglio e l'ambiente solo quando l'energia utilizzata è green e pulita. La necessità di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili per alimentare una domanda elettrica in continuo aumento diventa quindi cruciale. Tuttavia, anche in questo campo, la guerra introduce nuove complessità. Sia l'Ucraina che la Russia sono paesi fornitori di materiali preziosi per le batterie elettriche. Secondo un'analisi di IHS Markit, i costi medi delle batterie per vetture elettriche sono aumentati fino a settemila dollari per veicolo sulla scia dell'invasione russa dell'Ucraina.

grafico aumento costi batterie auto elettriche

Il Mercato dell'Usato come Ammortizzatore

Di fronte alla carenza di auto nuove e alle difficoltà di approvvigionamento, il mercato delle auto usate si conferma come un canale preferenziale per molti consumatori. Chiuso il 2021 con un segno più (+13,2% sul 2020, secondo fonte ACI), ha recuperato quasi totalmente il terreno perso rispetto al 2019 (-2,3%). Anche per il 2022, i segnali sono positivi. A questo risultato ha contribuito in parte la crisi dei microchip che ha colpito il mercato delle auto nuove. Quasi due utenti su dieci che intendono acquistare un'auto usata dichiarano di farlo soprattutto per la difficoltà nelle consegne di vetture nuove.

Prospettive e Sfide per l'Industria

L'industria automotive, già alle prese con problemi alle filiere che si trascinano dall'inizio della pandemia, è tra quelle più esposte alle ripercussioni dei conflitti mondiali. Le difficoltà riguardano tutti i settori: sulla meccanica, le imprese lamentano problemi su motoriduttori, motori elettrici, elettrovalvole e pneumatica, cuscinetti, ingranaggi di trasmissione e lamierati. Sull'elettronica, la penuria di componenti spazia dai semplici sensori ai complessi microprocessori, memorie, circuiti integrati e moduli radio.

I produttori stanno dando la priorità alla produzione di vetture di fascia alta (in particolare quelle elettriche o ibride) che offrono maggiori margini di profitto, a sfavore della produzione delle utilitarie, penalizzando così le fasce economicamente più deboli.

«Sicuramente l’attuale situazione mondiale ha introdotto nuove problematiche e acuito alcune situazioni di crisi causate dalla pandemia con cui abbiamo imparato a convivere nel passato recente», afferma Stefano Tassa, Project Manager COM Product Service Division Consumer & Commercial Products Department - Vehicle Electronics di TÜV Italia. «In questo stato di incertezza globale, è importante tenere ben fisso l’obiettivo e non perdere la rotta; il viaggio potrebbe essere disseminato di insidie, ma è il nostro approccio ad esse, le nostre idee, il nostro punto di vista è l'unico modo per cambiare le situazioni critiche, cercando di migliorare insieme.»

Per risolvere queste crisi interconnesse è necessario uno sforzo congiunto pubblico e privato, volto a tutelare un settore strategico per l'occupazione e lo sviluppo di un'economia europea sostenibile incentrata sulla mobilità elettrica integrata.

catena di montaggio auto moderna

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