L'ambito della logistica e della mobilità urbana è in costante e rapida trasformazione, spinto da un'ondata di innovazioni tecnologiche e da un'accresciuta sensibilità verso le tematiche ambientali e l'efficienza operativa. Al centro di questa rivoluzione si trova la cosiddetta "last mile delivery", l'ultimo, cruciale passaggio del processo di spedizione di un pacco, che porta la merce dalla struttura logistica più vicina al cliente finale. L'importanza di questa fase è emersa in modo prepotente con l'espansione vertiginosa dell'e-commerce; i consumatori, infatti, si aspettano ora di ricevere i loro ordini in tempi brevissimi, talvolta nello stesso giorno o addirittura entro poche ore dall'acquisto.

La consegna dell'ultimo miglio è, per definizione, l'ultima tappa del viaggio di un articolo: dal centro di distribuzione locale al consumatore finale. Questo processo mira a consegnare i pacchi nel modo più conveniente, rapido e accurato possibile. Questo significa via trasporto su strada o presso un punto di consegna come un supermercato locale o un locker. La modalità specifica varia a seconda della posizione dell'hub di distribuzione, della destinazione di consegna finale, del traffico, delle condizioni meteorologiche e dell'efficienza del processo di consegna. La velocità, il costo e la qualità della consegna dell'ultimo miglio sono diventati fattori chiave di differenziazione per le aziende nel competitivo settore dell'e-commerce, dove la consegna dell'ultimo miglio rappresenta l'unico punto in cui un consumatore può interagire con un essere umano, rendendo il corriere una sorta di estensione del proprio brand.
Le Sfide Intrinseche dell'Ultimo Miglio
L'efficienza nella consegna dell'ultimo miglio è tutt'altro che semplice da raggiungere, presentando una serie di ostacoli significativi che le aziende di logistica devono costantemente affrontare. Questa fase rappresenta una delle fasi più costose dell'intero processo logistico, incidendo in modo sostanziale sui bilanci aziendali. A causa delle numerose destinazioni finali, del traffico urbano congestionato e delle complessità legate all'accesso alle aree residenziali, i costi di consegna per unità tendono ad essere molto alti. Ogni anno, i fornitori e le società di consegna trasportano 25 miliardi di pacchi nel mondo, e sebbene tutto funzioni alla perfezione grazie a un network accuratamente coordinato di trasporti aerei, terrestri e marittimi su lunghe distanze, l'ultimo miglio si rivela essere la parte meno efficiente del ciclo logistico. Dal punto di vista dell'azienda di trasporto, gli autisti dei furgoni devono effettuare molte brevi soste, spesso consegnando un solo pacco alla volta, a differenza delle molte migliaia di articoli trasportati da un singolo aeromobile o treno. Questo è in parte il motivo per cui la consegna dell'ultimo miglio rappresenta il 41% del costo totale della consegna.
Il traffico urbano, soprattutto nelle grandi città, rappresenta un ostacolo importante per le consegne rapide ed efficienti. Le vie strette, i divieti di accesso e la difficoltà nel trovare parcheggio prolungano i tempi di consegna e aumentano i costi operativi. A ciò si aggiungono le crescenti aspettative dei clienti, che desiderano tempi di consegna sempre più rapidi, spesso gratuiti o a basso costo, mettendo ulteriormente sotto pressione le catene logistiche. Inoltre, la fase di consegna finale ha un impatto ambientale notevole. Il traffico veicolare contribuisce in modo significativo alle emissioni di CO2, e i numerosi viaggi necessari per consegnare pacchi singoli a domicilio aumentano l'inquinamento atmosferico e acustico, rendendo la sostenibilità una priorità sempre più urgente.
L'Innovazione Tecnologica al Servizio del Last Mile
Di fronte a queste sfide, le aziende stanno investendo massicciamente in tecnologie innovative per rendere più efficiente la consegna dell'ultimo miglio e ridurre il suo impatto. L'intelligenza artificiale (IA) e l'analisi dei dati giocano un ruolo sempre più centrale, permettendo di ottimizzare i percorsi di consegna analizzando in tempo reale dati come il traffico e le condizioni meteorologiche. Questo non solo riduce i tempi di consegna, ma consente anche di risparmiare sui costi operativi e, aspetto non secondario, di ridurre le emissioni di carbonio di una flotta stradale dell'ultimo miglio fino al 25%. Strumenti di ottimizzazione del percorso della società di software Descartes, ad esempio, hanno dimostrato di ridurre le emissioni di CO2 di oltre 552.000 tonnellate e di diminuire il consumo di carburante dal 5% al 25%.
Nei centri di distribuzione, l'intelligenza artificiale e la robotica si uniscono per automatizzare le attività ripetitive. Come sottolineato da Tim Tetzlaff, Global Head of Accelerated Digitalization, DHL Supply Chain: "Più possiamo utilizzare i robot per completare compiti ripetitivi in ambienti strutturati e altamente prevedibili, più liberiamo i nostri dipendenti per sfruttare le loro capacità umane uniche". Questo libera il personale umano per concentrarsi su compiti che richiedono giudizio, interazione e problem-solving.
L'uso di droni e robot per le consegne è una realtà in rapida crescita e sta diventando una componente sempre più integrata nella logistica urbana. I droni permettono di raggiungere destinazioni difficilmente accessibili tramite i tradizionali mezzi di trasporto e, in alcune città, i robot sono già utilizzati per le consegne a corto raggio. Un esempio notevole è il DHL Parcelcopter, testato con successo in Germania, che permette agli utenti di inserire il proprio pacco in uno "Skyport" per avviare il processo di volo. Non è l'unico test del genere in corso: la start-up bulgara Dronamics ha creato un drone cargo ad ala fissa in grado di trasportare carichi fino a 350 kg per la consegna in giornata, coprendo distanze fino a 2.500 km. Allo stesso modo, i veicoli autonomi di terra, fondamentalmente piccoli robot con ruote, possono fungere da locker mobili sicuri per le consegne, seguendo un percorso di consegna prestabilito fino alla porta del cliente. A seguito di queste innovazioni dell'ultimo miglio, McKinsey prevede un "mondo in cui i veicoli autonomi consegneranno l'80% delle spedizioni". Un esempio eccellente di questa tecnologia in azione nel Last Mile è il sistema ORION di UPS.
Veicoli Elettrici e Nuove Configurazioni per la Mobilità Urbana
In parallelo, le aziende di logistica stanno progressivamente adottando flotte di veicoli elettrici per ridurre l'impatto ambientale delle consegne. Questa transizione verso l'elettrico non è solo una risposta alle normative ambientali, ma anche una strategia per migliorare l'immagine del brand e attrarre clienti sempre più attenti alla sostenibilità.

Un esempio concreto di questa tendenza è il Mini Electric Cargo Van, una versione completamente elettrica del popolare Mini Cooper, personalizzato per offrire una soluzione di carico compatta ed ecologica per applicazioni commerciali. È dotato di un propulsore completamente elettrico che combina un motore da 135 kW con un pacco batterie agli ioni di litio da 32,6 kWh, offrendo fino a 110 miglia di autonomia con una singola carica. Questo veicolo ha una capacità di carico utile fino a 660 libbre e include un piano di carico, una barriera di carico e una parete divisoria che separa il vano di carico dalla cabina di guida. Offre inoltre una telecamera per la retromarcia, assistenza al parcheggio e un sistema di infotainment touchscreen standard da 6,5 pollici con compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto. Il suo sistema di controllo elettrico En-power è progettato per essere affidabile e impermeabile, con un controllo costante della corrente che rende l'uscita del motore più forte e aumenta l'efficienza. L'assale anteriore e le sospensioni sono indipendenti, garantendo una struttura semplice e un'eccellente stabilità, con una durata prevista di circa 2.000 cicli di ricarica (8-10 anni) in un ambiente di lavoro da -20 a 80 gradi.
Anche BMW sta esplorando attivamente il settore del last mile, come dimostra il progetto BMW Concept Link presentato a Villa d'Este. Questo concept è pensato per essere un veicolo che potrà avere da una a tre ruote e che soprattutto dovrà offrire un'esperienza di guida affine al mondo BMW. Le indicazioni ricevute suggeriscono la possibilità di poter trasportare degli oggetti, offrire protezione dalle intemperie, sicurezza sulle strade lastricate, e puntare a peso e ingombri contenuti, magari per essere caricato in auto. Viene anche enfatizzata la potenziale idoneità alla condivisione, un aspetto sempre più rilevante nella mobilità urbana moderna.
Strategie Alternative e Modelli di Consegna Innovativi
Per affrontare le sfide legate alla last mile delivery, molte aziende stanno adottando modelli di consegna alternativi, pensati per rispondere in maniera più efficiente e flessibile alle esigenze dei consumatori moderni. Uno dei modelli più diffusi è quello dei locker automatici e dei punti di ritiro - spesso noti come click-and-collect. Queste soluzioni consentono ai clienti di ritirare i propri pacchi in luoghi predefiniti, generalmente situati in punti facilmente accessibili come supermercati, stazioni di servizio o centri commerciali. La convenienza di queste soluzioni risiede nella possibilità per i consumatori di scegliere quando ritirare il pacco, evitando l'attesa del corriere a domicilio. Dal lato aziendale, questo modello riduce i costi associati alle consegne a domicilio, specialmente nelle aree urbane dove traffico e limitazioni logistiche possono rallentare il processo.
Un altro approccio innovativo è rappresentato dalla consegna collaborativa e crowdsourced, che vede l'impiego di "corrieri" indipendenti, spesso persone comuni, che effettuano consegne per conto di piattaforme come Glovo o Uber Eats. Questo modello è particolarmente utile nelle aree urbane, dove la richiesta di consegne rapide è elevata e dove gestire una flotta aziendale fissa risulterebbe più complesso e costoso. La flessibilità della consegna crowdsourced consente alle aziende di scalare rapidamente le operazioni in base alla domanda, affidando le consegne a una rete diffusa di collaboratori. Questa dinamica va a braccetto con la "gig economy", ossia tutta quell'economia che ruota intorno a quelli che vengono in gergo chiamati "lavoretti". Integrarsi con le piattaforme che oggi offrono la possibilità di svolgere lavori saltuari consente alle aziende di sfruttare un vasto pool di conducenti indipendenti per le consegne. Tuttavia, il crowdsourcing non è ancora la soluzione più adatta per il trasporto di spedizioni più costose e ingombranti, motivo per cui si potrebbe preferire uno spedizioniere più affidabile.
Infine, la logistica multimodale e l'uso dei micro-hub di distribuzione rappresentano un'altra soluzione interessante per migliorare l'efficienza delle consegne urbane. I micro-hub sono piccoli centri di distribuzione situati in punti strategici all'interno delle città, e permettono di avvicinare le merci al cliente finale. Grazie a questi hub, le aziende riducono la distanza da percorrere per le consegne e possono rispondere meglio alla domanda, specialmente nelle aree ad alta densità abitativa. Questo modello facilita anche l'adozione della logistica multimodale, che prevede l'utilizzo di una combinazione di mezzi di trasporto come biciclette, veicoli elettrici e persino droni per la consegna.
Il Ruolo dei Veicoli Tradizionali nell'Era Elettrica
Nonostante la crescente attenzione verso i veicoli elettrici e le soluzioni innovative, i motori tradizionali, diesel e benzina, continuano a ricoprire un peso importante nel panorama delle flotte aziendali. Mercedes-Benz, ad esempio, protagonista al Company Car Drive all'Autodromo Nazionale di Monza, ha presentato una nuova generazione di motori Diesel a norma EU6d-TEMP. L'azienda punta a trattare nel medesimo modo anche le piccole e medie imprese (PMI), a patto che possiedano Partita IVA. Sebbene il futuro elettrico sia una prospettiva per gli anni Venti, con stime tra il 15% e il 25% del venduto, gli acquisti di vetture endotermiche sono immediati, con campagne commerciali mirate per alleggerire il peso di molti optional che i fleet manager scelgono sulle vetture in allestimento business.

La strategia di Mercedes-Benz è chiara: sulla strada di un futuro full electric, continueranno a ricoprire un peso importante le motorizzazioni tradizionali. Valori molto strategici quelli dei motori, nelle scelte dei fleet manager che all'interno della gamma Mercedes trovano ora la nuova famiglia di propulsori Diesel EU6d-TEMP. Da settembre si arriverà a oltre trenta modelli e più di duecento varianti, dalla Classe A alla Classe S. E' ovvio che insieme alla progressiva ibridizzazione, continua l'innovazione dei propulsori tradizionali, diesel e benzina. Questa manovra, definita "EU6d Attack", porterà nelle gamme Mercedes tanti modelli con emissioni di NOx mediamente tra 40 e 60 milligrammi per chilometro, valori nettamente sotto all'attuale limite RDE (pari a 168). Un risultato frutto di soluzioni in cui il motore viene abbinato a un nuovo sistema di post-trattamento dei gas di scarico. Dopo l'introduzione su Classe E (quattro cilindri OM 654) e Classe S (sei cilindri OM 656), ora debutta il quattro cilindri OM 608 sulla nuova Classe A 180 d (consumo combinato 4,5 -4,1 l/100 km, emissioni CO2 118-108 g/km). In questi motori il post-trattamento dei gas di scarico è molto compatto e il ricircolo degli stessi (EGR) opera ad alta e bassa pressione generando emissioni di ossido di azoto inferiori agli attuali limiti di legge. Ola Källenius, Membro del Board of Management di Daimler AG, Responsabile Group Research e Mercedes-Benz Cars Development, dichiara: "Negli ultimi due anni, con la nuova generazione di motori Mercedes-Benz ha dimostrato come la sfida sulle emissioni possa essere tecnicamente superata. Siamo pienamente convinti che il Diesel possa far parte del mix di motorizzazioni del futuro". Lo sforzo di Mercedes-Benz nel convertire il proprio portfolio prodotti alla nuova generazione di motori Diesel ha visto circa tre miliardi di euro spesi in sviluppo e produzione. La nuova Classe C, la più venduta tra le Mercedes nel mondo fleet, con l'adozione del motore OM 654 sarà proposta per la prima volta anche in variante 1,6 litri e in futuro ci sarà una versione Plug-in-Hybrid. L'obiettivo per il 2020 è di arrivare, nei cicli di Livello 2 RDE, a emissioni di NOx medie di circa 30 milligrammi, mentre per gli anni successivi ci si prefissa di raggiungere una media di 20.
La collaborazione fra la filiale italiana BMW e IED Design Milano evidenzia un approccio proattivo verso l'innovazione, con il progetto "Last Mile" che si sta dedicando ai maggiori costruttori del settore automotive e alle piccole realtà innovative. L'idea è quella di creare veicoli pensati per l'ultimo miglio, magari utilizzabili una volta lasciata l'auto in un parcheggio di prossimità o il treno adoperato per arrivare in città.
La Velocità e l'Efficienza: Fattori Chiave
La velocità di consegna è diventata un fattore critico di successo nel mercato attuale, spingendo le aziende a ottimizzare ogni aspetto della catena logistica. I veicoli per il last mile devono essere agili, capaci di navigare nel traffico urbano e di raggiungere rapidamente le destinazioni. L'efficienza non si misura solo in termini di tempo, ma anche di costi operativi e sostenibilità ambientale. La scelta del veicolo giusto, che sia elettrico, a combustione interna di ultima generazione, o un mezzo innovativo come un drone o un robot, dipende dalle specifiche esigenze operative, dalla tipologia di merce da trasportare e dal contesto geografico.
Le AUTO ELETTRICHE e il FUTURO: cosa ci serve?
Inoltre, la velocità è un concetto che si applica anche alla capacità di adattamento delle flotte. La flessibilità richiesta dal mercato impone l'adozione di veicoli che possano essere facilmente riconfigurati o integrati con nuove tecnologie, come sistemi di tracking avanzati per garantire la trasparenza e la possibilità di monitorare in tempo reale lo stato della consegna, migliorando l'esperienza del cliente. La capacità di rispondere rapidamente alla domanda, sfruttando modelli di consegna alternativi e veicoli sempre più performanti, è ciò che distinguerà i leader della logistica del futuro. La coniugazione di motore, automazione e velocità nei veicoli per il last mile è la chiave per vincere la sfida della mobilità urbana e soddisfare le sempre crescenti aspettative dei consumatori.