Il fenomeno degli autoveicoli abbandonati rappresenta da decenni una problematica significativa per il decoro urbano, la sicurezza e la salubrità delle aree cittadine, in particolare a Trieste. Questo disagio, spesso ignorato o di difficile risoluzione a causa delle complessità burocratiche, ha finalmente trovato una risposta concreta attraverso una serie di interventi mirati e una rinnovata collaborazione tra le istituzioni locali. In particolare, le aree Ater, come i complessi di via Grego e Valmaura, sono state storicamente tra le più colpite da questa problematica.

L'Avvio delle Rimozioni: Un Segno Tangibile di Cambiamento
Il 22 dicembre 2020 ha segnato un momento cruciale con l'avvio ufficiale delle operazioni di rimozione dei mezzi abbandonati, specialmente nei parcheggi del complesso di via Grego, noto anche come "Case dei Puffi". Alcune di queste autovetture, ridotte a veri e propri rottami, stazionavano indisturbate da oltre 20, e in certi casi anche da 30, anni. Le prime 18 autovetture rimosse dalle autogrù del Comune di Trieste, appartenenti principalmente a persone decedute e senza eredi, hanno dato il via a un processo lungamente atteso dalla comunità.
Questa prima tappa è stata seguita da altri interventi di sgombero di auto abbandonate, specificamente nelle vie Di Vittorio, a Valmaura, in via Pittoni e in via San Pasquale. Complessivamente, sono 74 i veicoli abbandonati rilevati sia in via Grego che negli altri parcheggi Ater. Ai proprietari era stato inoltrato un avviso nelle settimane precedenti, con la specificazione che, in caso di mancato allontanamento, avrebbero rischiato una multa di 600 euro.
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Il Protocollo d'Intesa: La Chiave della Sinergia Istituzionale
L'avvio delle rimozioni è stato reso possibile grazie a un preciso protocollo, siglato da Ater, su input del presidente dell'Ater Riccardo Novacco da un lato e dal Comune dall'altro, attraverso l'utilizzo del braccio operativo della Polizia Locale. Questo accordo, istituito nel 2020 e di durata biennale, risponde alla necessità di migliorare le condizioni ambientali, di sicurezza e salubrità nelle aree Ater. Come sottolineato dall'assessore con delega alle Politiche della Sicurezza cittadina Caterina De Gavardo, queste carcasse causano inquinamento ambientale, degrado e danno estetico, con elevati costi diretti di igiene urbana, rispondendo così a una criticità sentita dai residenti.
La collaborazione avviata tra Ater, Comune di Trieste e Polizia Locale ha rappresentato una svolta importante. Il vicesindaco, con delega alla sicurezza, ha definito questo intervento "epocale per l'Ater" a fronte di un disagio che andava avanti da decenni. Ha ringraziato il presidente dell'Ater Novacco, che si è subito speso per trovare una soluzione, in una situazione dove il fronte burocratico non era semplice, e ha sottolineato come l'intervento rappresenterà anche un deterrente per il futuro. Un grazie doveroso è stato esteso anche all'attività messa in campo dalla Polizia Locale.
Il Ruolo del Nucleo Polizia di Prossimità e le Specificità delle Aree Ater
Il comandante della Polizia Locale Walter Milocchi ha specificato i compiti del Nucleo Polizia di Prossimità (Ufficio Mobile), il quale si occupa principalmente dei veicoli abbandonati sulle strade pubbliche, ma anche di quelli presenti nelle aree dell'Ater. Queste ultime, pur essendo aree di pubblico accesso, sono considerate private, rendendo inapplicabile il Codice della Strada in modo diretto. Questa peculiarità ha sempre rappresentato una delle principali sfide burocratiche nel processo di rimozione.
Il protocollo del 2020, rinnovato successivamente, ha snellito le pratiche burocratiche per la rimozione dei veicoli. Il Nucleo di Polizia di Prossimità monitora attivamente 37 aree dell'Ater su tutto il territorio comunale. Le zone Ater più colpite dal fenomeno, oltre a via Grego, sono Borgo S. Sergio (via Grego e via Forti in particolare) e Valmaura.

Le Sfide della Proprietà e i Costi della Rimozione
Uno degli ostacoli principali nella gestione dei veicoli abbandonati risiede nell'identificazione del proprietario. Molti di questi veicoli appartengono a persone decedute e, nel caso si individui un parente che abbia accettato l'eredità, si può procedere nei suoi confronti. In altri casi, si tratta di persone straniere tornate nel paese d'origine. La complessità aumenta quando non si riesce a trovare il proprietario o l'erede; in queste situazioni, l'Ater deve accollarsi i costi della rimozione, ma necessita di un'ordinanza del Comune.
È interessante notare che le auto non sono tutte riconducibili ai condomini dei complessi Ater. Anche i non residenti sono consci del fatto che la rimozione e l'identificazione del proprietario è meno immediata rispetto alle aree pubbliche. In alcuni casi, questi spazi vengono infatti utilizzati come "discariche abusive" della città, oltre che occasionale deposito di diversi mezzi a due ruote rubati. Questa dinamica aggrava ulteriormente il degrado ambientale e il senso di insicurezza per i residenti.
Bilancio degli Interventi e Risultati Conseguiti
Dal 2020 ad oggi, sono stati 253 i veicoli abbandonati che hanno avuto una fase di procedimento. Di questi, 145 sono stati rimossi perché è stato impossibile capire a chi appartenessero, mentre altri 35 sono stati rimossi direttamente dai proprietari, i quali avevano ricevuto dei verbali. Circa una ventina di veicoli sono ancora in attesa di rimozione e 53 in attesa di ordinanza. Complessivamente, una novantina di proprietari sono stati sanzionati.
Questo bilancio è stato presentato in una conferenza stampa alla presenza dell'assessore comunale alla sicurezza Caterina De Gavardo, del comandante della polizia locale Walter Milocchi e del presidente di Ater Riccardo Novacco, a testimonianza dell'impegno congiunto delle istituzioni.

Un Messaggio per il Futuro: Prevenzione e Sensibilizzazione
Il presidente Novacco ha sottolineato che si tratta di "una svolta importante anche per lanciare un messaggio, affinché questo fenomeno non si ripresenti più". Per questo, oltre alle rimozioni, è stata posizionata anche una chiara segnaletica che avverte tutti sulla necessità di rispettare le regole. L'assessore comunale Luisa Polli ha aggiunto che il problema era ed è anche di natura ambientale, e che è stato risolto lavorando in sinergia. L'importanza della collaborazione avviata è stata sottolineata anche dall'assessore comunale Lorenzo Giorgi, mentre il comandante della Polizia Locale Walter Milocchi ha ringraziato tutto il personale coinvolto sul campo.
L'impegno congiunto di Ater, Comune di Trieste e Polizia Locale dimostra che "le cose si possono fare nel momento in cui le istituzioni hanno la volontà di risolvere un problema". Questo intervento, definito "epocale", non solo ha affrontato un disagio decennale ma rappresenta anche un deterrente per il futuro, promuovendo una maggiore consapevolezza e rispetto delle norme.
Durante le operazioni della Polizia Locale, alcuni residenti sono scesi dalle case, ringraziando l'Ater per l'intervento lungamente atteso, a riprova della tangibile differenza che questi interventi portano nella vita quotidiana della comunità. La lotta contro gli autoveicoli abbandonati continua, con l'obiettivo di mantenere le aree Ater e l'intera città di Trieste più pulite, sicure e vivibili.
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