Toyota Aygo: un'analisi approfondita della motorizzazione diesel e delle sue caratteristiche

La Toyota Aygo, fin dalla sua nascita nel 2005, si è affermata come una scelta popolare nel segmento delle citycar, distinguendosi per le sue dimensioni compatte, l'esperienza di guida essenziale e una dotazione di serie sorprendentemente completa per la sua categoria. Pur essendo un modello che ha visto il suo ciclo vitale concludersi con l'introduzione della nuova Aygo X, la seconda generazione (prodotta dal 2014 al 2022) rappresenta un capitolo significativo nella storia di questo modello, offrendo un mix di tecnologia, sicurezza e spazio migliorati rispetto alla sua predecessora. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio la motorizzazione, le dimensioni, gli interni, i prezzi e la concorrenza della Toyota Aygo di seconda generazione, con un focus particolare sulla questione della motorizzazione diesel.

Vista frontale Toyota Aygo

Un'evoluzione stilistica e dimensionale

La seconda generazione della Toyota Aygo, lanciata nel 2014, ha ereditato l'ottima base meccanica della prima serie, ma ha introdotto significative evoluzioni sia a livello estetico che tecnologico. Sebbene la lunghezza sia aumentata di circa 6 cm rispetto alla generazione precedente, raggiungendo i 3,47 metri, le altre dimensioni chiave come larghezza, altezza e passo sono rimaste invariate. Questo ha permesso alla Aygo di mantenere la sua agilità e maneggevolezza in città, caratteristiche fondamentali per una citycar.

Esternamente, la nuova Aygo ha sfoggiato un carattere più aggressivo e personale, abbandonando le linee più morbide della prima serie. Il frontale è dominato da un'audace finitura a "X" nera, che si estende dai montanti anteriori fino ai fari sottili, incontrandosi al centro con il logo Toyota. La fiancata, nonostante le dimensioni ridotte, è resa più interessante da una linea dei finestrini ascendente. La versione a cinque porte, decisamente la più diffusa e apprezzata, ha ulteriormente incrementato la praticità d'uso quotidiano. Il posteriore è stato caratterizzato da un portellone in vetro scuro, che alleggerisce la linea di coda, e da fari verticali che conferiscono una personalità distintiva al veicolo.

Le dimensioni esterne della Toyota Aygo di seconda generazione sono di 3460 mm in lunghezza, 1620 mm in larghezza e 1460 mm in altezza. Il passo è di 2340 mm. Queste misure la rendono estremamente agile nel traffico urbano e facile da parcheggiare, un vantaggio inestimabile nelle città congestionate. Tuttavia, queste dimensioni compatte si riflettono anche nel vano di carico, che, con una capacità che varia da 168 a 231 litri a seconda della configurazione, risulta essere piuttosto limitato, specialmente se confrontato con quello di vetture come la Fiat Panda o la Volkswagen up!.

Interni Toyota Aygo con plancia colorata

Interni: personalità e funzionalità

Gli interni della Toyota Aygo di seconda generazione si distinguono per un design personale e divertente, che offre un'alternativa più curata e giovanile rispetto ad altre utilitarie di segmento A. Sebbene i materiali utilizzati siano prevalentemente duri e rigidi al tatto, Toyota è riuscita a infondere un tocco di vivacità grazie all'uso di plastiche colorate, spesso in tinta con la carrozzeria, che impreziosiscono la plancia centrale e le modanature attorno alle bocchette dell'aria e alla leva del cambio.

Il sistema di infotainment, sebbene non sia il più moderno sul mercato, offre una grafica semplice e una buona visibilità, anche se sotto la luce diretta del sole la leggibilità potrebbe non essere ottimale. Un punto di forza notevole è la presenza di serie di Android Auto e Apple CarPlay, che rendono il sistema perfettamente funzionale per l'integrazione con gli smartphone e l'utilizzo delle app preferite. Il quadro strumenti, integrato sulla corona del volante, presenta il minimo indispensabile: un tachimetro analogico di grandi dimensioni, un contagiri digitale e uno schermo per il computer di bordo e l'indicatore del livello del carburante.

Per quanto riguarda lo spazio, i sedili anteriori offrono un buon comfort, anche se i passeggeri più alti potrebbero sfiorare il soffitto con la testa. Dietro, lo spazio per la testa e le ginocchia può risultare limitato per gli adulti più alti, rendendo i viaggi lunghi meno confortevoli. In estate, le bocchette dell'aria centrali fisse e non orientabili potrebbero non essere ideali per una climatizzazione ottimale.

La questione della motorizzazione diesel: un'assenza significativa

La domanda specifica sulla "motorizzazione diesel" della Toyota Aygo merita un'analisi approfondita. Contrariamente a quanto si potrebbe supporre o desiderare per alcune esigenze di mercato, la gamma motori della Toyota Aygo di seconda generazione è stata caratterizzata da una scelta unica e ben definita: l'assenza totale di propulsori diesel.

Toyota ha scelto di concentrare i propri sforzi e le proprie risorse su un unico motore a benzina, l'apprezzato 1.0 tre cilindri aspirato 1KR-FE. Questa decisione strategica si allinea con la filosofia di Toyota di ottimizzare l'efficienza e ridurre le emissioni attraverso soluzioni di propulsione più snelle e focalizzate. La scelta di non offrire un'opzione diesel per la Aygo può essere interpretata in diversi modi:

  1. Costi di sviluppo e produzione: Lo sviluppo e l'omologazione di un motore diesel per un'auto di segmento A, con volumi di vendita relativamente contenuti, potrebbero comportare costi proibitivi, rendendo l'operazione economicamente non vantaggiosa.
  2. Efficienza del motore a benzina: Il motore 1.0 VVT-i a tre cilindri, grazie al peso contenuto della vettura e alle ottimizzazioni apportate nel corso degli anni, è in grado di offrire consumi di carburante molto bassi, avvicinandosi o addirittura eguagliando le prestazioni di molti motori diesel di pari cilindrata.
  3. Normative antinquinamento: Le sempre più stringenti normative sulle emissioni (Euro 6d-TEMP e successive) rendono la progettazione di motori diesel compatti e conformi sempre più complessa e costosa. Toyota potrebbe aver anticipato queste sfide, puntando su motorizzazioni a benzina più semplici da gestire in termini di emissioni.
  4. Filosofia aziendale: Toyota ha sempre posto una forte enfasi sull'innovazione tecnologica in termini di efficienza e, più recentemente, sull'ibridazione. L'assenza di diesel nella gamma Aygo si inserisce in questa visione, privilegiando soluzioni che, a loro parere, meglio rispondono alle esigenze del futuro della mobilità urbana.

Il motore 1.0 tre cilindri aspirato 1KR-FE, inizialmente disponibile con 69 CV, ha ricevuto un aggiornamento nel 2018, portando la potenza a 72 CV, con una coppia di 93 Nm. Nonostante questi numeri sulla carta non sembrino particolarmente entusiasmanti, grazie al peso davvero contenuto della Aygo (circa 855 kg in ordine di marcia), la vettura risulta sorprendentemente vivace e agile. Le prestazioni dichiarate indicano un'accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 13,8 secondi e una velocità massima di 160 km/h.

Motore Toyota Aygo 1.0 VVT-i

Nonostante l'assenza di un motore diesel più potente, come il 1.2 PureTech da 82 CV di origine Peugeot che equipaggiava le sue "cugine" Citroën C1 e Peugeot 108, la Toyota Aygo si dimostra una vettura pronta e scattante nel traffico cittadino. Il suo punto di forza risiede nell'eccezionale efficienza nei consumi. Toyota dichiara una media di circa 20 km/l (equivalenti a circa 4,1 l/100 km nel ciclo combinato), valori che sono facilmente riscontrabili nella guida reale, anche nel traffico più intenso.

La motorizzazione disponibile è quindi il 1.0 VVT-i, un tre cilindri aspirato da 72 CV, abbinato a un cambio manuale a 5 marce o, a richiesta, a un cambio automatico robotizzato a 5 marce (denominato MMT). La trazione è anteriore.

Toyota AYGO X | PRO e CONTRO - PROVA STRUMENTALE

Prezzi e allestimenti: un'offerta articolata

Al momento della sua sostituzione da parte della nuova Aygo X, la gamma della Toyota Aygo di seconda generazione era composta da diversi allestimenti, pensati per soddisfare esigenze e budget differenti. La versione base era la x-play, con un prezzo di partenza che si aggirava intorno ai 15.500 euro. Già questo allestimento offriva una dotazione di serie notevole, che includeva un sistema di infotainment con schermo da 7 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore manuale, frenata automatica d'emergenza, avviso di cambio corsia, retrocamera e vetri elettrici anteriori.

Salendo di livello, l'allestimento x-you aggiungeva elementi come i cerchi in lega, i fendinebbia, le luci automatiche e un'estetica più curata e "sbarazzina". La versione x-clusiv rappresentava il top di gamma, offrendo di serie la chiave elettronica con ingresso keyless e il climatizzatore automatico. Un allestimento particolarmente sfizioso era la x-wave, caratterizzata da un tetto in tela retrattile che trasformava la Aygo in una cabriolet urbana, aumentando il piacere di guida nelle belle giornate.

Occorre sottolineare che i prezzi indicati si riferiscono al momento del lancio o a periodi specifici della commercializzazione. Il mercato dell'usato offre infatti numerose opportunità per acquistare una Toyota Aygo a prezzi più accessibili. I dati forniti indicano prezzi usati a partire da cifre significativamente inferiori ai 15.500 euro del nuovo, rendendo la Aygo una scelta interessante per chi cerca una citycar economica e funzionale.

Concorrenza e posizionamento sul mercato

La Toyota Aygo si è sempre distinta per le sue dimensioni estremamente compatte, che la rendono la compagna ideale per la vita in città. La sua agilità e maneggevolezza, unite a un peso contenuto, la rendono vivace anche con il motore 1.0 VVT-i da 72 CV, garantendo al contempo ottimi consumi di carburante. Il telaio, lo sterzo leggero ma preciso e il cambio manuale contribuiscono a un'esperienza di guida piacevole, anche al di fuori dei contesti urbani. Tuttavia, in autostrada, la Aygo può risultare un po' rumorosa ai limiti di velocità, e lo spazio interno, sia per i passeggeri che per i bagagli, rimane uno dei suoi principali compromessi.

Le principali rivali della Toyota Aygo includono le sue "sorelle" prodotte dalla joint venture con PSA: la Citroën C1 e la Peugeot 108. Queste vetture condividono la stessa base meccanica e molti dei pregi e difetti della Aygo, differenziandosi principalmente per lo stile esterno: la 108 si presenta con un look più raffinato ed elegante, mentre la C1 opta per un design più particolare.

Altre concorrenti agguerrite nel segmento A europeo sono le intramontabili Fiat Panda e Fiat 500, oltre alla Volkswagen up!. La Volkswagen up! si posiziona come un'alternativa che offre generalmente più tecnologia e finiture interne di livello superiore. Le Fiat Panda e 500, invece, giocano un ruolo fondamentale nel mercato: la Panda si distingue per la sua spaziosità e versatilità, caratteristiche che la rendono una scelta pratica per famiglie o per chi necessita di maggiore capacità di carico, mentre la 500 seduce con il suo design iconico, la cura estetica e un'immagine più "sfiziosa" e alla moda.

La Toyota Aygo, pur non potendo competere in termini di spazio o qualità percepita dei materiali con alcune delle sue rivali, ha sempre offerto un pacchetto equilibrato, con un'affidabilità riconosciuta del marchio Toyota e una buona dotazione tecnologica fin dagli allestimenti di base.

Sicurezza e aggiornamenti

La sicurezza è un aspetto fondamentale anche per le citycar. La Toyota Aygo di seconda generazione è stata sottoposta ai crash test dell'Euro NCAP, ottenendo un buon risultato di 4 stelle nel 2014, un miglioramento significativo rispetto alle 3 stelle della precedente valutazione del 2012. Questo risultato testimonia gli sforzi di Toyota nell'incrementare i livelli di sicurezza attiva e passiva del modello.

Un momento importante nella vita della seconda serie è stato il restyling presentato al Salone di Ginevra 2018. Questo aggiornamento ha interessato principalmente il frontale, che ha mantenuto la distintiva forma a "X" ma in tinta con la carrozzeria, e ha visto l'introduzione di nuovi gruppi ottici denominati "Keen Look", dotati di luci diurne a LED integrate. Sul fronte meccanico, il restyling ha segnato il debutto del motore 1.0 tre cilindri potenziato a 72 CV.

La nuova era: Toyota Aygo X

È importante menzionare la successiva evoluzione del modello, la Toyota Aygo X. Questa nuova versione abbandona definitivamente le forme classiche della citycar per abbracciare uno stile da crossover, pur mantenendo dimensioni compatte. La Aygo X si presenta con un'estetica più audace, un assetto rialzato, ruote di grande diametro (17 o 18 pollici) e protezioni scure sui passaruota. La piattaforma, le sospensioni, lo sterzo e persino il sistema ibrido derivano dalla più grande Yaris, garantendo un comportamento stradale evoluto. Nonostante sia più corta di 16 cm rispetto alla Yaris, la Aygo X offre un abitacolo curato nello stile, con buoni abbinamenti cromatici e montaggi precisi, sebbene i materiali rimangano economici. Il sistema multimediale è ricco di funzioni e il cruscotto digitale fornisce molte informazioni utili. La Aygo X si distingue per la sua maneggevolezza, precisione di traiettoria e ridotto rollio in curva. Il sistema ibrido, in un'auto così piccola e leggera, assicura scatti e riprese rapidi con consumi molto bassi, specialmente nel traffico. La sicurezza è ulteriormente rafforzata da numerosi aiuti elettronici di serie, tra cui retrocamera, frenata automatica d'emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, centraggio in corsia e cruise control adattativo.

In conclusione, la Toyota Aygo di seconda generazione, pur non avendo mai offerto una motorizzazione diesel, ha rappresentato un'ottima scelta nel panorama delle citycar, grazie al suo motore a benzina efficiente, al design distintivo, alla buona dotazione e all'affidabilità Toyota. Le sue dimensioni ridotte l'hanno resa perfetta per la città, mentre le sue prestazioni e i consumi contenuti ne hanno fatto un'alternativa valida e accessibile, specialmente nel mercato dell'usato.

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