Aziende Automobilistiche e Rottamazioni: Guida Completa agli Incentivi e alle Procedure

Nel panorama automobilistico italiano, la rottamazione gioca un ruolo cruciale, non solo per lo smaltimento dei veicoli a fine vita, ma anche come leva per il rinnovo del parco auto nazionale, promuovendo la sostenibilità ambientale e sostenendo il mercato. Per i consumatori, comprendere le dinamiche degli incentivi auto e le procedure di rottamazione è fondamentale per prendere decisioni informate e vantaggiose.

Automobile che viene rottamata in un centro autorizzato

Cosa si Intende per Rottamazione Auto

La "rottamazione auto" è un processo attraverso il quale un veicolo viene dismesso e smontato per riciclarne i componenti e i materiali. In Italia, il termine è spesso associato a iniziative che permettono ai proprietari di veicoli vecchi o inquinanti di disfarsene in cambio di incentivi, come sconti sull'acquisto di una nuova auto o agevolazioni fiscali.

La rottamazione auto persegue due obiettivi principali:

  • Sostenibilità ambientale: Eliminare le auto più inquinanti, spesso quelle con motori più vecchi, che emettono più sostanze nocive rispetto ai veicoli moderni.
  • Promozione del riciclo: I veicoli vengono smontati e i materiali (metallo, plastica, vetro, ecc.) vengono riutilizzati, riducendo l'impatto ambientale e la necessità di nuove risorse.

Quando un privato decide di rottamare la propria auto senza acquistare un altro veicolo, si parla più correttamente di demolizione. In questo caso, è necessario rivolgersi a un centro di raccolta autorizzato, che si occuperà della distruzione del mezzo e della cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

La Procedura di Rottamazione: Passaggi e Documenti Necessari

Quando una vecchia auto arriva alla fine dei suoi giorni, il proprietario non può fare altro che procedere con la sua rottamazione. Questa non è una scelta, ma un obbligo di legge e deve essere effettuata da chiunque possieda un veicolo che non può essere rivenduto.

Per poter effettuare la rottamazione di un'auto, è fondamentale ottenere il Certificato di Rottamazione. Questo è l'unico documento valido che possa dimostrare che il veicolo interessato è stato demolito a tutti gli effetti e non è più in circolazione. È essenziale conservare questo certificato dal momento del rilascio, poiché solleva il proprietario da ogni responsabilità (civile, penale e amministrativa) sul veicolo, ad esclusione dei fini tributari, per i quali occorre sempre fare riferimento alle disposizioni normative delle singole Regioni.

I documenti necessari per il certificato di rottamazione dell’auto includono:

  • Libretto di circolazione.
  • Certificato di proprietà (cartaceo o digitale) o foglio complementare.
  • Targa (anteriore e posteriore).
  • Documenti dell’intestatario: fotocopia fronte/retro della Carta d’Identità, Patente di Guida e Tessera Sanitaria, tutti in corso di validità. Se il consegnatario è diverso dall’intestatario: fotocopia documento di identità del consegnatario, delega firmata dell’intestatario, fotocopia documento dell’intestatario.

Per i veicoli immatricolati fino al 5 ottobre 2015, il certificato di proprietà veniva rilasciato in formato cartaceo. A partire da quella data, il certificato è diventato digitale, con l'obiettivo di snellire le procedure burocratiche e ridurre i casi di smarrimento. Se la carta di circolazione o il certificato di proprietà è stato smarrito, sarà necessario inoltrare una denuncia. Se il veicolo è dotato di certificato digitale, sarà compito del centro specializzato recuperare i dati attraverso il sistema online.

La richiesta di radiazione per demolizione di un veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) non è consentita da parte del proprietario del veicolo, fatta eccezione per casistiche particolari. È possibile la presentazione a cura del Centro di Raccolta presso lo sportello dell’ufficio PRA di riferimento, effettuando la prenotazione online dell’appuntamento. La lavorazione avviene in tempo reale in caso di presentazione allo sportello PRA.

Come RADIARE UN'AUTO e quanto costa

Costi della Rottamazione e Vantaggi Economici

La prima domanda che si pone chi deve liberarsi di un vecchio veicolo di proprietà è la seguente: quanto costa rottamare un'auto? Il costo della rottamazione auto può variare in base alla modalità con cui si sceglie di procedere. Esistono due principali opzioni: la rottamazione autonoma, senza acquisto di un nuovo veicolo (più correttamente chiamata demolizione), e la rottamazione legata all’acquisto di un’auto nuova, spesso incentivata da bonus statali o promozioni dei concessionari.

Le spese da sostenere per la demolizione sono le seguenti:

  • Visura: 7,10 €.
  • Imposta di bollo: 36,38 € (o 48 € se il veicolo dispone di foglio complementare).
  • Emolumenti ACI: 13,50 €.
  • Radiazione dal PRA: 36,38 € (o 51,30 € se il veicolo dispone di foglio complementare).

È importante ricordare che la visura non è obbligatoria, ma è utile per accertarsi che non vi siano fermi amministrativi iscritti sul veicolo, condizione che impedirebbe la demolizione fino al saldo del debito.

Nel caso in cui la pratica venisse affidata a un’agenzia auto specializzata, a questi costi si aggiungerebbe un sovrapprezzo, consistente nel compenso dell’agenzia stessa e di importo variabile. Inoltre, laddove il veicolo fosse danneggiato e non funzionante, sarebbe necessario pagarne anche il trasporto tramite carro attrezzi fino al centro di demolizione.

Diverso è il caso in cui la rottamazione sia abbinata all’acquisto di un’auto nuova. In queste situazioni, spesso la rottamazione è gestita direttamente dal concessionario, che si occupa di tutto l’iter burocratico senza costi aggiuntivi per il cliente. Anzi, questa soluzione rappresenta un’opportunità per ottenere sconti sull’acquisto, accedere a incentivi statali o usufruire di bonus rottamazione, previsti per chi sostituisce un veicolo inquinante con un modello più efficiente, ibrido o elettrico.

In questo contesto, rottamare l’auto non solo non ha un costo, ma può portare a un risparmio concreto grazie agli ecobonus, che possono raggiungere diverse migliaia di euro a seconda del modello acquistato e delle caratteristiche della vettura da rottamare. Se contestualmente alla rottamazione si decide di acquistare un nuovo veicolo, è possibile consegnare direttamente la vecchia auto al concessionario e lasciare che sia quest’ultimo a occuparsi del disbrigo di tutte le pratiche.

In sintesi, il costo per rottamare un’auto dipende dalla modalità scelta: può oscillare tra i 70 e i 150 euro se gestito in autonomia, oppure azzerarsi e trasformarsi in un vantaggio economico se inserito in un piano di sostituzione con un veicolo nuovo, supportato da incentivi o promozioni.

Incentivi Auto: Un Panorama in Evoluzione (2021-2025)

Gli incentivi auto, spesso legati alla rottamazione di veicoli più inquinanti, rappresentano una componente dinamica del mercato automobilistico italiano. Le normative e i fondi stanziati sono soggetti a variazioni annuali, riflettendo le priorità governative in termini di sostenibilità e supporto all'industria.

Incentivi Auto nel 2021

Il 2021 ha visto un rinnovato interesse per gli incentivi, con il Decreto Sostegni Bis che ha introdotto importanti novità, inclusi bonus per le auto usate e a Km 0. In precedenza, la Legge di Bilancio di gennaio 2021 (Governo Conte) aveva già delineato un Ecobonus focalizzato su veicoli a basse emissioni.

Le prime bozze del Decreto Sostegni Bis (luglio 2021) prevedevano una ripartizione dei fondi per gli incentivi rottamazione auto:

  • 50 milioni di euro: per l’acquisto di una nuova automobile con emissioni di CO2 comprese fra 0 e 60 g/km.
  • 100 milioni di euro: per l’acquisto di auto con emissioni di CO2 comprese fra 61 e 135 g/km (quindi auto benzina, diesel e hybrid).
  • 100 milioni di euro: una grande novità per le auto usate Euro 6 con emissioni di CO2 comprese fra 0 e 160 g/km (elettriche, ibride, benzina, diesel, metano e GPL).

Una successiva bozza dell'11 luglio 2021 ha modificato la ripartizione:

  • 60 milioni di euro: per l’acquisto di una nuova automobile con emissioni di CO2 comprese fra 0 e 60 g/km.
  • 200 milioni di euro: per l’acquisto di auto nuove con emissioni di CO2 comprese fra 61 e 135 g/km (quindi auto benzina, diesel e hybrid).
  • 40 milioni di euro: per le auto usate Euro 6 con emissioni di CO2 comprese fra 0 e 160 g/km (elettriche, ibride, benzina, diesel, metano e GPL).
  • 50 milioni di euro: per l'acquisto di veicoli commerciali, di cui 15 milioni per veicoli commerciali elettrici.

Tabella riassuntiva degli incentivi auto 2021 per auto nuove e usate

In termini di benefici specifici:

  • Auto nuove 0-20 g/km CO2:
    • Senza rottamazione: 4.000 € Ecobonus Stato + 1.000 € extrabonus Stato + 1.000 € (+Iva) dealer.
    • Con rottamazione: 6.000 € Ecobonus Stato + 2.000 € extrabonus Stato + 2.000 € (+Iva) dealer.
  • Auto nuove 21-60 g/km CO2:
    • Senza rottamazione: 1.500 € Ecobonus Stato + 1.000 € extrabonus Stato + 1.000 € (+Iva) dealer.
    • Con rottamazione: 2.500 € Ecobonus Stato + 2.000 € extrabonus Stato + 2.000 € (+Iva) dealer.
  • Auto nuove 61-135 g/km CO2:
    • Con rottamazione: 1.500 € Stato + 2.000 € (+Iva) dealer.
  • Auto usate con rottamazione:
    • 0-60 g/km CO2: 4.500 €.
    • 61-90 g/km CO2: 3.000 €.
    • 91-160 g/km CO2: 2.500 €.

Per accedere al massimo dello sconto con la rottamazione, si presumeva che l'auto da rottamare dovesse essere stata immatricolata prima di gennaio 2011 e fosse omologata nelle classi tra Euro 0 e Euro 5.

Incentivi Auto nel 2022

Nel 2022, gli incentivi auto sono tornati, con un piano strutturato per il settore automotive che durerà fino al 2030. Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo stanziamento di 700 milioni di euro per il 2022, che diventeranno un miliardo negli anni successivi. Gli incentivi 2022 sono entrati in vigore dal primo aprile e si potevano beneficiare rottamando un'auto immatricolata da almeno 10 anni.

Le regole per accedere agli incentivi statali si basavano principalmente sul prezzo e sulle emissioni del veicolo da acquistare. I veicoli acquistabili erano divisi in tre fasce:

  • Emissioni fino a 20 g/km CO2 (prezzo massimo 35.000 euro + Iva): contributo di 3.000 euro, a cui se ne aggiungevano 2.000 in caso di rottamazione (per un totale di 5.000 euro).
  • Emissioni da 21 a 60 g/km CO2 (prezzo massimo 45.000 euro + Iva): contributo di 2.000 euro, che diventavano 4.000 totali in caso di rottamazione.
  • Emissioni da 61 a 135 g/km CO2 (prezzo massimo 35.000 euro + Iva): contributo di 2.000 euro con obbligo di rottamazione.

Per la rottamazione, il decreto stabiliva che l'auto dovesse essere di emissione inferiore ad Euro 5, quindi erano ammesse auto di classi Euro 0, 1, 2, 3 e 4. Il veicolo da rottamare doveva essere intestato da almeno 12 mesi alla persona fisica che acquistava o a un suo familiare convivente (rapporto attestato dallo stato di famiglia).

Le differenze rispetto agli ecoincentivi 2021 includevano il limite di prezzo per il nuovo veicolo, l'esclusione delle aziende dalla partecipazione e i parametri relativi alla rottamazione.

Incentivi Auto nel 2024

Dal primo gennaio, gli incentivi 2024 per l'acquisto di auto sono ripartiti a pieno regime, con un fondo di 570 milioni di euro, cinque in più rispetto all'anno precedente. Questi incentivi sono stati distribuiti secondo uno schema ben definito:

  • 205 milioni di euro: destinati alle auto con emissioni di anidride carbonica (CO2) comprese nella fascia 0-20 grammi per chilometro (g/km) (auto elettriche). Di questi, 194,75 milioni sono andati ai privati e 10,25 milioni alle società di sharing e noleggio.
  • 245 milioni di euro: destinati alla fascia 21-60 g/km CO2 (ibride plug-in). In questo caso, 232,75 milioni sono andati ai privati e 12,25 milioni alle società.
  • 120 milioni di euro: destinati alla fascia 61-135 g/km CO2 (modelli a motore termico). Questi incentivi sono stati disponibili esclusivamente per i privati.

Schema degli incentivi auto 2024 basato sulle emissioni di CO2

I finanziamenti per il 2024 hanno mantenuto gli stessi importi dell'anno precedente e sono stati erogati sotto forma di sconto sul prezzo di listino. In caso di rottamazione di un veicolo fino alla classe Euro 4, i contributi erano i seguenti:

  • 5.000 euro: per l'acquisto di una vettura elettrica.
  • 3.000 euro: per l'acquisto di un'ibrida plug-in.
  • 2.000 euro: per l'acquisto di un modello benzina, diesel, GPL, metano e ibrido non ricaricabile con emissioni fino a 135 g/km.

È importante notare che il veicolo da rottamare doveva essere intestato all'acquirente della nuova auto o a un familiare convivente da almeno 12 mesi. Senza la rottamazione, i contributi scendevano a 3.000 euro per le vetture elettriche e a 2.000 euro per le ibride plug-in, mentre non erano previsti per le vetture a motore endotermico.

Si applicavano limiti al prezzo di listino dell'auto da acquistare: 42.700 euro per le auto elettriche e endotermiche, e 54.900 euro per le ibride plug-in. Gli incentivi statali sono stati riconosciuti direttamente nelle concessionarie, che dovevano registrarsi alla piattaforma ecobonus e prenotare l'incentivo. L'auto acquistata con l'incentivo doveva essere immatricolata entro 180 giorni dalla prenotazione, altrimenti l'incentivo sarebbe stato perso.

Gli incentivi 2024 hanno interessato non solo l’acquisto di auto nuove di fabbrica, ma anche quello di auto usate. Per quanto riguarda queste ultime, i fondi stanziati sono stati di 20 milioni di euro e l’importo massimo di sconto ottenibile rottamando un veicolo di classe di emissione compresa tra Euro 0 ed Euro 4 è stato pari a 2.000 euro. Per usufruire dell’incentivo era necessario:

  • Essere intestatari del veicolo da rottamare da non meno di 12 mesi.
  • Mantenere la proprietà della vettura acquistata per un minimo di 12 mesi.
  • Scegliere un veicolo usato di classe Euro 6 e costo non superiore ai 25.000 euro.

Gli incentivi potevano prevedere limiti per quanto riguarda l’ISEE e potevano variare di anno in anno, nonché non essere più disponibili a causa dell’esaurimento dei fondi stanziati.

Le Prospettive per gli Incentivi Auto nel 2025

Negli ultimi mesi, sono emerse novità significative che confermano il rinnovo degli incentivi, sotto forma di un nuovo Ecobonus 2025 pensato per sostenere chi intende cambiare veicolo, con un occhio alla sostenibilità.

Gli incentivi 2025 per l’acquisto di auto nuove, usate e a basse emissioni rappresentano oggi una concreta opportunità per accedere a bonus statali fino a oltre 11.000 euro, grazie a un piano di agevolazioni articolato e progressivo. Le cifre variano in base al tipo di alimentazione del veicolo (elettrico, ibrido o Euro 6), alla fascia ISEE del richiedente e alla rottamazione obbligatoria di un’auto endotermica di classe ambientale bassa (Euro 0, 1, 2, 3). Nello specifico:

  • Fino a 11.000 euro per chi ha un ISEE inferiore a 30.000 euro, con rottamazione.
  • Fino a 9.000 euro per chi rientra nella fascia tra 30.000 e 40.000 euro.
  • Ulteriori contributi per veicoli a basse emissioni CO2 (anche Euro 6 usate, se a norma).

Inoltre, se si intende acquistare un'auto full electric, è necessario rispettare 3 rigorose condizioni:

  • Effettuare la rottamazione di un veicolo a motore termico omologato fino alla classe ambientale Euro 3 inclusa.
  • Acquistare una vettura 100% elettrica appartenente alla categoria M1, ossia autovetture con massimo 8 posti escluso il conducente. In alternativa, le imprese possono usufruire del bonus acquistando veicoli elettrici di categoria N1 o N2 (furgoni e veicoli commerciali leggeri).
  • Mantenere la proprietà del veicolo elettrico acquistato per almeno 12 mesi (o 24 mesi in caso di utilizzo per finalità di car sharing a uso commerciale).

Questi requisiti sono fondamentali per ottenere il contributo massimo previsto dall’Ecobonus elettrico 2025.

Il bonus per la rottamazione di un’auto in Italia può variare molto a seconda di alcuni fattori, come il tipo di veicolo che si rottama (anzianità e classe ambientale), il tipo di veicolo che si acquista (termico, ibrido, elettrico), l’importo dell’ISEE (in alcuni casi) e il tipo di incentivo attivo al momento (statale o regionale).

Acquisto auto ELETTRICA (0-20 g/km CO₂):

  • Senza ISEE o ISEE > 30.000 €: Fino a 5.000 € con rottamazione, 3.000 € senza rottamazione.
  • Con ISEE < 30.000 €: Fino a 7.500 € con rottamazione, 4.500 € senza rottamazione. Con ISEE < 30.000 € e rottamazione di auto Euro 0, 1 o 2, si può ottenere fino a 7.500 €.

Acquisto auto IBRIDA plug-in (21-60 g/km CO₂):

  • Qualsiasi ISEE: Fino a 4.000 € con rottamazione, 2.000 € senza rottamazione.

Acquisto auto a basse emissioni (61-135 g/km CO₂) - es. Mild Hybrid / Full Hybrid / Benzina Euro 6:

  • Solo con rottamazione: 2.000 € se auto Euro 0, 1 o 2 rottamata. In questa fascia non c’è bonus senza rottamazione.

Requisiti per accedere al bonus:

  • L’auto rottamata deve essere intestata a te (o a un familiare convivente) da almeno 12 mesi.
  • L’auto nuova deve essere intestata per almeno 12 mesi.
  • L’auto rottamata deve essere Euro 0, 1, 2 o 3.

Alcune Regioni o Comuni (es. Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte) possono aggiungere incentivi locali cumulabili con quelli statali.

Infografica con i bonus per l'acquisto di auto elettriche e ibride plug-in nel 2025

Il contributo massimo che si può ottenere dipende da vari fattori: la classe di emissione del veicolo nuovo (CO₂), la categoria ambientale del veicolo rottamato (Euro 0, 1, 2, 3, 4, ecc.), l’ISEE del richiedente e la fascia di prezzo del veicolo nuovo. Ecco alcuni esempi per dare un’idea concreta:

Tipo di auto (nuova, categoria CO₂)Veicolo rottamatoISEE basso (es. ≤ 30.000 €)Importo indicativo del contributo
Auto elettrica (0-20 g/km CO₂)Rottamazione Euro 0-2ISEE ≤ 30.000 €11.000 €
Auto elettrica (0-20 g/km CO₂)Rottamazione Euro 3ISEE ≤ 30.000 €10.000 €
Auto elettrica (0-20 g/km CO₂)Rottamazione Euro 4ISEE ≤ 30.000 €9.000 €
Auto ibrida plug-in (21-60 g/km CO₂)Rottamazione Euro 0-2ISEE ≤ 30.000 €8.000 €
Auto ibrida plug-in (21-60 g/km CO₂)Rottamazione Euro 3ISEE ≤ 30.000 €6.000 €
Auto ibrida plug-in, fascia più alta o ISEE superiore(…)(…)Anche 4.000 € circa

Requisiti per ottenere il contributo rottamazione auto:

  • Rottamare un’auto di classe ambientale vecchia, tipicamente Euro 0, 1, 2, 3 o 4, può comportare un contributo maggiore.
  • L’ISEE del richiedente viene usato per graduare il contributo: ISEE più basso → bonus più alto.
  • Il veicolo nuovo deve rispettare limiti di prezzo, emissioni massime e altre caratteristiche (classi CO₂, categoria M1, ecc.).
  • Il contributo viene dato come sconto in fattura tramite i concessionari aderenti.

È importante sottolineare che il contributo alla rottamazione auto vale per il riacquisto di un'auto nuova e non per l’acquisto di un'auto usata. Solo in passato ci sono stati incentivi per acquistare un'auto usata con la rottamazione. Oggi, se un soggetto rientra nei requisiti del contributo, conviene che egli acquisti una vettura nuova piuttosto che usata. Infatti, alcune concessionarie hanno formulato offerte auto con rottamazione. Le offerte di rottamazione auto nel 2025 prevedono un ecobonus per l’acquisto di veicoli elettrici nuovi, con incentivi che possono raggiungere 11.000 euro per chi ha un ISEE sotto i 30.000 euro e rottama un veicolo fino a Euro 5. È obbligatorio rottamare auto a benzina o diesel fino alla classe Euro 5 per accedere al contributo, valido per l’acquisto di auto elettriche di categoria M1 e veicoli commerciali N1 e N2 per microimprese. La procedura di richiesta parte con la registrazione sulla piattaforma del MASE, che aprirà a settembre 2025.

Le Incognite degli Incentivi Auto nel 2026

Chi cerca informazioni sugli incentivi auto 2026 vuole capire soprattutto tre cose: se ci saranno nuovi bonus statali, quali veicoli potrebbero rientrare nelle agevolazioni e se sarà ancora prevista la rottamazione. Al momento, però, è importante distinguere tra informazioni ufficiali e semplici indiscrezioni.

Sui canali istituzionali dell’Ecobonus restano pubblicate le regole generali della misura per i veicoli a basse emissioni, con contributi gestiti tramite concessionario e con condizioni legate a emissioni, prezzo del veicolo e, in alcuni casi, rottamazione del mezzo usato. Le pagine ufficiali mostrano inoltre che il sistema Ecobonus ha riguardato anche categorie come auto usate a determinate soglie di emissione e veicoli Euro 6 o superiori, ma gli aggiornamenti pubblici più evidenti restano oggi riferiti alle misure già attive o già disciplinate.

Per questo, quando si parla di ecobonus auto 2026, la formula più corretta è questa: siamo in attesa di conferme ufficiali su eventuali nuovi incentivi statali per auto nuove, auto usate, ibride, elettriche o vetture con rottamazione. Chi sta valutando l’acquisto farebbe bene a monitorare sia gli aggiornamenti ministeriali sia le offerte delle concessionarie, perché spesso le promozioni commerciali possono rappresentare un vantaggio concreto anche in assenza di un nuovo bonus nazionale.

Rottamare o Vendere: Quando Conviene Davvero

Rottamare un’auto è un’operazione utile per liberarsi di un veicolo obsoleto o non funzionante, e può rappresentare una grande opportunità di risparmio se collegata all’acquisto di un’auto nuova o usata. Quando si vuole acquistare una nuova auto, si hanno due possibilità: cercare di vendere il veicolo usato, eventualmente cedendolo in permuta a una concessionaria o a un autosalone indipendente, o rottamarlo presso le aziende specializzate.

Vendere la vecchia auto può essere sicuramente vantaggioso se il veicolo è in buone condizioni e ha una valutazione abbastanza alta sul mercato dell'usato. Al contrario, se è troppo obsoleta e necessita di varie riparazioni, può essere opportuno optare per la rottamazione.

Rottamare un veicolo significa non soltanto distruggere materialmente l'auto ma anche cancellarla contestualmente dai pubblici registri, quindi viene meno anche la possibilità di circolare su strada e l'obbligo di pagare bollo o assicurazione. Tutte le auto possono essere demolite dal proprietario seguendo l'iter previsto, ma se il veicolo è posto in fermo amministrativo, sarà impossibile procedere alla rottamazione; bisognerà prima risolvere la situazione debitoria e in seguito verrà rimosso tale fermo.

Nonostante la rottamazione sia una procedura che comporta dei costi, è comunque possibile guadagnare qualcosa con la vendita di componenti dell'auto, che possono trovare sbocco sul mercato. Prima di rottamare l'auto, ci si può rivolgere a un'officina specializzata per sapere se vi sono alcuni componenti in buono stato che possono essere venduti e in seguito procedere alla demolizione.

Grafico decisionale: Vendere, Demolire o Rottamare l'auto

Il Ruolo delle Concessionarie e dei Centri Autorizzati

Se si vuole demolire la propria vecchia auto, si può farlo in completa autonomia rivolgendosi a un demolitore autorizzato oppure approfittare degli incentivi o dei contributi proposti dalle case automobilistiche e delegare tale procedura al concessionario. La seconda opzione è sicuramente la più conveniente e veloce, in quanto si dovrà soltanto portare la vettura in concessionaria e loro provvederanno alla demolizione.

Nel caso in cui si decida di eseguire in completa autonomia l'iter per la rottamazione, bisognerà individuare un centro autorizzato per la rottamazione dell'auto e verificare se è in possesso dei requisiti. In Italia, sono presenti diversi centri per la demolizione dei veicoli; si dovrà soltanto individuare quello più vicino al proprio domicilio e fissare un appuntamento. L’elenco dei centri di raccolta autorizzati nella Provincia può essere consultato sul sito dell’Ufficio PRA.

Con la consegna dei documenti, si procede alla demolizione completa del veicolo e la cancellazione contestuale da tutti i pubblici registri. Con la consegna del certificato di rottamazione, il proprietario non sarà più responsabile del veicolo e dovrà soltanto pagare eventuali insoluti come il bollo o le multe. Questo documento deve essere trasmesso al Pra (Pubblico Registro Automobilistico) entro trenta giorni dalla demolizione, dal proprietario o dal centro specializzato.

Nel caso in cui la rottamazione del veicolo coincida con l'acquisto di un'auto nuova, è sempre preferibile rivolgersi a un concessionario e approfittare degli eventuali incentivi previsti per legge.

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