L'Opel Astra Sports Tourer, in particolare il modello del 1999, si presenta come una station wagon solida e spaziosa, pensata per coniugare funzionalità e prestazioni pratiche. Questo veicolo, appartenente alla seconda serie dell'Opel Astra (Astra G), prodotta dal 1998 al 2005, si distingue per un design che, pur con aggiornamenti nel corso degli anni, mantiene un equilibrio tra eleganza e utilità, rendendolo un compagno affidabile per l'uso quotidiano e per affrontare viaggi più lunghi.
Dimensioni e Spazio Interno: Generosità per Quattro
Con una lunghezza di circa 470 cm, l'Opel Astra Sports Tourer del 1999 offre una generosità di spazio che si traduce in un ambiente accogliente per i passeggeri. Le poltrone, sagomate ma accoglienti, includono la regolazione dell'inclinazione della seduta e, per il lato guida, anche del supporto lombare. Questo si traduce nella possibilità per quattro adulti di corporatura robusta di viaggiare comodamente, anche sui sedili posteriori. Sebbene il divano sia più confortevole per due persone che per tre, l'abitabilità generale è considerata buona. La praticità è ulteriormente sottolineata dalla abbondanza di portaoggetti, con la possibilità di aggiungere, tramite il pacchetto optional "Interior Versatility", un cassetto aggiuntivo sotto il sedile destro e una botola passante nel divano, quest'ultima particolarmente utile per il trasporto di oggetti lunghi come gli sci.

La configurazione di carrozzeria a cinque porte, tipica di una station wagon, è destinata a famiglie o a chiunque necessiti di uno spazio interno ampio e di un grande bagagliaio. L'accesso al divano posteriore, tuttavia, può risultare meno agevole di quanto ci si aspetti per un veicolo di queste dimensioni. Questo è dovuto in parte alle portiere posteriori, che sono relativamente piccole e possono richiedere una certa contorsione per accedere ai sedili posteriori.
Il Bagagliaio: Ampio e Versatile
Il bagagliaio della Opel Astra Sports Tourer è uno dei suoi punti di forza, configurandosi come ampio e all'altezza delle esigenze di una famiglia. Con una capacità di circa 500 litri con il divano in uso, si posiziona tra i più generosi della sua categoria. Nonostante i 45 cm che separano il pavimento dal tendalino non siano moltissimi, la funzionalità rimane elevata. La versatilità aumenta significativamente reclinando lo schienale, suddiviso in due sezioni asimmetriche, che permette di raggiungere i 1550 litri di capacità. Questo amplia lo spazio in modo tale da poter accogliere oggetti fino a 204 cm di lunghezza, rendendo il vano di carico estremamente adattabile a diverse necessità, dal trasporto di attrezzature sportive a mobili smontati.

L'accessibilità al bagagliaio è generalmente buona e il piano di carico è facilmente raggiungibile. La possibilità di ampliare ulteriormente lo spazio reclinando i sedili posteriori rende la Sports Tourer una scelta pratica per chi necessita di trasportare carichi ingombranti.
Guida e Comportamento su Strada: Equilibrio tra Città e Autostrada
La Opel Astra Sports Tourer del 1999, con i suoi 470 cm di lunghezza, tende a sentirsi un po' impacciata nel traffico urbano. L'agilità non è paragonabile a quella di un'utilitaria, e la visibilità, in particolare quella offerta dal lunotto posteriore, non è ottimale, rendendo i sensori di distanza un optional appetibile. Nelle manovre di parcheggio e nelle svolte strette, l'ingombro dei montanti del parabrezza può disturbare. Tuttavia, lo sterzo si rivela leggero e le sospensioni, non eccessivamente rigide, attenuano efficacemente le imperfezioni della strada, rendendo la guida in città più tollerabile.
Fuori città, la Astra Sports Tourer si rifà ampiamente. La guida diventa piacevole e precisa, grazie alla prontezza dello sterzo, alla notevole aderenza e a un comportamento prevedibile anche al limite. L'assetto ben congegnato salvaguarda il comfort senza penalizzare la guidabilità. Su strade aperte, il veicolo si dimostra agile e sicuro tra le curve, incoraggiando una guida vivace ma sempre controllata. L'impianto frenante è incisivo e facilmente modulabile, contribuendo alla sicurezza attiva.
In autostrada, una volta inserita la sesta marcia, il motore lavora a regimi modesti, il che si traduce in una ridotta rumorosità e in consumi contenuti. Ad esempio, a circa 130 km/h, i consumi si attestano intorno ai 16,4 km/l. Tuttavia, dopo un rallentamento, è consigliabile scalare una marcia, poiché al di sotto dei 1500 giri le capacità di ripresa del motore 1.7 turbodiesel da 131 CV (aggiornato nel restyling del 2013) risultano un po' opache e pigre.
1999 Opel Astra F [1.4 I 60HP] |0-100| POV Test Drive #1672 Joe Black
Motorizzazione e Prestazioni: Un Compromesso Efficace
Il motore 1.7 a gasolio da 131 CV, aggiornato nel restyling del 2013, rappresenta un interessante compromesso tra prestazioni e consumi. Pur non essendo particolarmente grintoso, offre una buona verve se tenuto al di sopra dei 1500 giri, soprattutto nei percorsi extraurbani. La presenza dello Start&Stop contribuisce a contenere i consumi in diverse condizioni di marcia. Peccato che la ripresa ai bassi regimi sia penalizzata da una certa pigrizia e che in accelerazione la rumorosità del motore possa risultare avvertibile.
Nonostante il motore non sia di ultima generazione e debba muovere una station wagon di una certa stazza (oltre 1400 kg), la richiesta di gasolio è contenuta, spesso inferiore a quella di vetture più piccole e leggere. Questo rende la Astra Sports Tourer un'opzione modesta nei consumi, capace di assicurare percorrenze superiori ai 18 km/l in condizioni extraurbane senza eccessive rinunce.
Interni e Plancia: Qualità e Funzionalità, con Qualche Complicazione
Gli interni dell'Opel Astra Sports Tourer sono realizzati con materiali di qualità, che conferiscono un aspetto curato e, soprattutto se equipaggiati con i sedili in pelle (optional), un'aria quasi lussuosa. Le plastiche utilizzate sono di buona fattura, anche se qualche assemblaggio potrebbe essere migliorato.
La plancia presenta una consolle centrale piuttosto affollata di tasti e manopole. Sebbene questo conferisca un aspetto tecnologico e d'effetto, con la parte inferiore contornata da una luce soffusa rossa, l'eccessiva quantità di comandi rende difficoltosa l'individuazione del comando giusto e richiede un periodo di apprendistato per familiarizzare con il loro utilizzo. I comandi del navigatore (optional) e della radio, in particolare, sono poco distanziati tra loro, rendendo la loro distinzione poco intuitiva. Il cruscotto, invece, è ben riuscito, con strumenti tondi dal bordo cromato facilmente leggibili che affiancano lo schermo del computer di bordo. Chiaro anche il display da 7 pollici del navigatore, che integra un ingresso USB.
Sicurezza: Un Pacchetto Completo
La sicurezza è un aspetto su cui l'Opel Astra G, da cui la Sports Tourer è derivata, ha puntato molto. La versione berlina a cinque porte ha superato i crash test Euro NCAP ottenendo il massimo punteggio di cinque stelle. Questo risultato è da ritenersi valido anche per la versione station wagon. I punteggi relativi alla protezione degli occupanti adulti (95%) e dei bambini assicurati a seggiolini Isofix (84%) sono di alto profilo. La capacità di salvaguardia dei pedoni è invece un po' inferiore alla media (46%).
L'equipaggiamento di sicurezza di serie è completo: l'Esp (controllo elettronico della stabilità) e sei airbag, inclusi quelli a tendina estesi a proteggere la testa di chi occupa il divano posteriore, sono presenti. L'allestimento Cosmo aggiunge i fendinebbia e il regolatore elettronico di velocità. Tra gli optional degni di nota figurano i fari bixeno con funzioni automatiche di commutazione abbagliante/anabbagliante e orientamento in curva, e il sistema Opel Eye. Quest'ultimo integra avvisi di insufficiente distanza di sicurezza e di abbandono involontario della propria corsia, aumentando ulteriormente la sicurezza attiva.
Inoltre, sono disponibili le sospensioni regolabili FlexRide, progettate per ottimizzare sia il comfort che la guidabilità, ma anche per migliorare l'aderenza e, di conseguenza, la sicurezza attiva del veicolo.
L'Evoluzione dell'Astra G: Dalla Nascita al Restyling
L'Opel Astra G, lanciata nell'aprile del 1998, ha rappresentato una netta evoluzione rispetto alla precedente Astra F. I primi schizzi risalgono al 1992, ma la vettura definitiva ha visto la luce solo anni dopo. Le linee erano completamente differenti, con un look più aggressivo e un corpo vettura a due volumi e mezzo, un cambiamento sostanziale rispetto alla serie precedente. Inizialmente disponibile solo in questa configurazione, le altre varianti di carrozzeria sono arrivate gradualmente.
Il design dell'Astra G si caratterizzava per un frontale distintivo con una calandra di piccole dimensioni e fari angolati che riprendevano la linea del cofano. La fiancata era liscia e dinamica, accentuata da un accenno di coda posteriore e da una linea di cintura più alta che conferiva un aspetto massiccio e grintoso. Un elemento di rilievo fu l'introduzione di un nuovo e più efficace trattamento antiruggine con la galvanizzazione completa dei lamierati, una tecnologia all'epoca adottata da poche case automobilistiche.
Sul fronte della sicurezza, l'Astra G offriva di serie almeno due airbag, che salivano a quattro nelle versioni di media e alta gamma, contando anche quelli laterali. L'ABS e l'allora rivoluzionario PRS (Pneumatic-Reinforced Safety) erano anch'essi di serie su tutta la gamma. La scocca fu rinforzata per raddoppiare la rigidità torsionale rispetto al modello precedente. Le sospensioni anteriori erano di tipo MacPherson, realizzate in lega di alluminio, con barre antirollio in fibra di vetro. L'impianto frenante era di tipo misto nelle versioni di base.
La gamma motoristica iniziale comprendeva unità a benzina da 1.4, 1.6, 1.8 e 2.0 litri (tutti a 4 valvole per cilindro), con potenze da 90 a 136 CV, oltre al storico 1.7 turbodiesel a bassa pressione da 68 CV. Nel 2000, la gamma si arricchì con il motore 1.2 16V (con potenza incrementata a 75 CV), il nuovo 1.7 DTI da 75 CV che sostituiva il vecchio 1.7 turbodiesel a iniezione indiretta, e un incremento di potenza per il 1.8, che passò da 115 a 125 CV. Nello stesso anno, alcuni mercati videro l'introduzione di un 2.2 16V da 147 CV, mentre il 2.0 16V benzina da 136 CV uscì dai listini per la sua scarsa richiesta in Italia.
Il 2000 segnò anche il lancio dell'inedita Astra Coupé, con un corpo vettura disegnato da Bertone, più lungo e filante, disponibile con motori 1.8 aspirato e 2.0 Turbo da 190 CV. Alla fine del 2002, un restyling non molto marcato interessò la gamma, con fari anteriori ora fumé. Nello stesso periodo, venne lanciata l'Astra OPC Turbo con 192 CV, e l'Astra Coupé Turbo raggiunse la stessa potenza. Nel 2002 debuttò anche l'Astra Cabrio, con motori simili alla coupé e una versione Twinport del 1.6 16V.
Nel 2003, la versione OPC raggiunse i 200 CV, e furono prodotte in tiratura limitata alcune versioni Station Wagon. L'anno successivo, il 1.7 DTI fu affiancato dal 1.7 CDTI da 80 CV con tecnologia common rail. In alcuni Paesi dell'Est Europa, Arabia Saudita e Filippine, l'Astra G continuò ad essere prodotta anche negli anni successivi, inclusa una versione a tre volumi non importata in Italia.
Versioni Speciali e Curiosità
L'Astra Coupé merita un capitolo a sé per il suo ruolo commerciale, volto a colmare, almeno parzialmente, il vuoto lasciato dalla Calibra. La sua linea dinamica, firmata da Bertone, e la coda allungata la rendevano scattante, sebbene non equilibrata al pari della Calibra. La quasi totalità dei lamierati era specifica per questa vettura, insieme a rinforzi alla scocca. Era equipaggiata con i motori più performanti della gamma: il 1.8 da 125 CV e il 2.0 Turbo da 192 CV.
L'Astra Cabriolet si distingueva esternamente per la presenza del tetto apribile, ma dal punto di vista strutturale era stata sottoposta a interventi di irrobustimento della scocca, rendendola più rigida del 40% rispetto alla precedente Astra Cabriolet e in linea con la versione Coupé.
Un modello particolare era l'Astra CNG, caratterizzata dalla doppia alimentazione benzina-metano. Prodotta secondo il concetto "monovalent-plus", il metano era il carburante principale, con un serbatoio di benzina ridotto per beneficiare delle normative europee sulle vetture monofuel. L'accensione avveniva a metano, con la benzina utilizzata come scorta di emergenza. Il motore 1.6 16V era ottimizzato per il metano con un rapporto di compressione aumentato e componenti rinforzati, erogando 97 CV a metano e 75 CV a benzina per evitare il rischio di battito in testa. I serbatoi del metano, disposti sotto il pianale del baule, sacrificavano il vano ruota di scorta ma garantivano un'autonomia di circa 370 km a metano.
La versione a 4 porte con carrozzeria a tre volumi fu proposta per molti mercati esteri, costruita nello stabilimento di Gliwice, in Polonia, e riscosse un buon successo nei Paesi dell'Europa orientale. La coda più lunga aumentava la lunghezza totale del veicolo.
Tra il 2004 e il 2008, l'Astra G fu prodotta in Russia con il nome di Chevrolet Viva dalla GM-AvtoVAZ. La seconda serie dell'Astra fu anche la base per le vetture da turismo che partecipavano al Deutsche Tourenwagen Masters (DTM), spesso alimentate da potenti motori V8. Al Salone di Ginevra del 2001, fu presentata l'Astra XTreme concept, anch'essa dotata di un motore V8.
In alcuni mercati dell'Est Europa, l'Astra G fu riproposta nel 2004 con il nome di Astra Classic II, a fianco della più moderna Astra H.
L'Opel Astra G Caravan, prodotta dal 1998 al 2002, rappresenta una classica station wagon che ha guadagnato popolarità grazie alla sua versatilità e praticità. Con i suoi motori che vanno da 68 a 147 CV, una trazione anteriore che offre una guida stabile, e un comfort di viaggio evidente, si configura come una scelta solida per coloro che necessitano di un'auto durevole per trasportare la famiglia o carichi notevoli, apprezzando al contempo il comfort di guida.
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