L'Arte Sottile e Complessa delle Allusioni e delle "Battute Allusive"

Le "battute allusive" e le allusioni sono una forma di comunicazione che, pur non esprimendo un significato in modo diretto e esplicito, sottintendono informazioni o concetti che il destinatario è chiamato a decifrare. Questa complessità, che le rende spesso difficili da comprendere per tutti, le distingue da altre forme di espressione e ne fa un terreno fertile per l'analisi linguistica, culturale e sociale. La capacità di utilizzare e interpretare le allusioni è legata a un bagaglio culturale condiviso, a un'intesa implicita tra gli interlocutori e, talvolta, a una certa sensibilità verso il non detto.

Persona che fa una battuta allusiva con un sorriso enigmatico

Il Linguaggio Sottile di Eugenio Montale: Farfalla di Dinard

Un esempio emblematico dell'uso delle allusioni nella letteratura è rappresentato dalla raccolta di prose di Eugenio Montale, "Farfalla di Dinard", ripubblicata ora a cura e con il commento di Niccolò Scaffai. Pubblicata per la prima volta da Neri Pozza nel 1956, "Farfalla di Dinard" ha raggiunto la sua forma definitiva nel 1973 attraverso cinque edizioni successive. Sebbene alcuni testi siano decisamente più recenti, Montale ne attribuisce la composizione a un periodo compreso tra il 1946 e il 1950, in perfetta corrispondenza alla sezione "Silva" e de "La Bufera e altro". Le righe finali del racconto d’apertura di "Farfalla di Dinard" - «Un fischio rauco di sirena, un fa leggermente calante, giungeva dal di fuori. Vidi lo sconosciuto alzarsi, prendere l’amico sottobraccio e avviarsi per concludere il suo racconto all’aria aperta» - suggeriscono già un senso di mistero e di non detto che pervade l'intera opera.

Copertina del libro

Anche la costruzione del personaggio è, da questo punto di vista, indicativa: stando ancora alle dichiarazioni dello stesso Montale, l’io che parlava in queste prose «faceva quasi sempre le funzioni dell’autore, era il suo rappresentante diretto». Questa identificazione tra autore e narratore rende le allusioni ancora più personali e intime, invitando il lettore a una lettura più approfondita e interpretativa.

Lo stesso discorso si potrebbe fare per quanto concerne la presenza della figura femminile. Nel panorama generale tratteggiato da questo libro, la Storia ha ormai esaurito il suo significato e di conseguenza Clizia perde il ruolo di "visiting angel" che riveste nelle liriche, svelando le concretissime «tracce di Irma». Come rileva Scaffai, la donna di "Farfalla di Dinard" è da un lato connotata nella direzione dell’outsider, dall’altro porta evidenti tracce di altri referenti, da Arletta, alla Volpe, a Mosca. Proprio con Drusilla Tanzi, per esempio, Montale aveva compiuto quel viaggio in Bretagna che offre lo spunto per il racconto omonimo e conclusivo della serie. Clizia diviene «un nome in codice estensibile» a varie donne, più «figura di lontananza e dissonanza» che mito poetico e salvifico. Questo uso di nomi in codice e di figure femminili poliedriche è un esempio eccellente di allusione, dove il riferimento non è mai univoco ma si ramifica in molteplici significati e rimandi.

Eugenio Montale – La primavera hitleriana || Analisi e commento ✨

Distinzioni Fondamentali: Modi di Dire, Proverbi e Allusioni

Per comprendere appieno il concetto di "battuta allusiva", è essenziale distinguere tra diverse forme di espressioni idiomatiche e retoriche. Eric Partridge nel suo "Dictionary of Clichés" afferma che, a differenza dei proverbi, i modi di dire non esprimono saggezza popolare, non hanno un significato profondo o morale, ma sono semplicemente frasi "usa-e-getta"; infine, di molti di essi si è perso il significato letterale. La differenza tra proverbi e frasi fatte può essere sottile. Un glossario che esclude i proverbi, incluse tutte quelle massime di uso comune che conservano un contenuto, ne è un esempio. Ad esempio, "Tutto è bene quel che finisce bene" (Shakespeare) è stata esclusa in quanto assimilabile a un proverbio: in ogni contesto in cui è usata, infatti, essa esprime sempre lo stesso contenuto (ogni fatto o azione è positiva se ha un esito positivo). Una creazione usata da pochi parlanti, per esempio una semplice metafora, non è sempre considerabile come un modo di dire affermatosi in una lingua: è invece possibile che si tratti di un semplice fenomeno di idiosincrasia, dunque che venga considerato solo come una creazione individuale. Si escludono le frasi che, pur frequentissime nella lingua italiana, "non mostrano nessuna particolare alterazione retorica o di significato". Per esempio, l'espressione "in poche parole" è molto usata, ma sarebbe comprensibile anche a chi la sentisse per la prima volta.

Le allusioni, a differenza dei modi di dire o dei proverbi, richiedono un ulteriore livello di interpretazione. Non sono frasi "usa-e-getta" e non hanno un significato moralistico prestabilito. Piuttosto, rimandano a un contesto più ampio, a conoscenze condivise o a un'implicita intesa.

Diagramma di Venn che illustra le differenze tra proverbi, modi di dire e allusioni

Un Glossario delle Espressioni Allusive e Idiomatiche

La lingua italiana è ricca di espressioni che, pur non essendo direttamente "battute allusive" nel senso colloquiale del termine, possiedono un forte carattere allusivo o idiomatico, richiedendo spesso una conoscenza del contesto culturale per la loro piena comprensione. Esaminiamo alcune di queste espressioni, comprendendone l'origine e il significato:

  • Abbassare la cresta: Questo gesto, con cui i galli, prima o dopo un combattimento, riconoscono la superiorità dell'avversario, è arrivato dal mondo contadino con il senso di "calare le proprie pretese", "riconoscere la propria inferiorità" o anche solo "far (di) meno l'arrogante / non fare tanto l'arrogante". L'allusione è chiara: come il gallo, si rinuncia alla propria arroganza.
  • A bizzeffe: Dall'arabo "bizzaf", che significa "molto". L'espressione indica "in grande abbondanza", "in grandi quantità, a profusione", o "un'infinità". L'allusione è a una quantità smisurata, quasi infinita.
  • A bocca asciutta: Senza ciò che si prevedeva di ottenere. L'immagine di una bocca asciutta allude alla sete insoddisfatta, alla delusione di non aver raggiunto lo scopo.
  • A braccio: "Pressappoco" intendendo qualcosa misurato a braccio invece che con il metro. Un "discorso a braccio" è un discorso non scritto, non preparato. L'allusione è alla spontaneità e all'improvvisazione.
  • A briglia sciolta: Senza freni. Immagina un cavallo che corre senza briglia: è libero, ma anche fuori controllo.
  • A caldo: Poco dopo l'accaduto, quando se ne ha ancora viva l'emozione. L'allusione è al calore dell'emozione, ancora presente e vivo.
  • A mio avviso: Dal mio punto di vista, secondo me. Non è un'allusione in senso stretto, ma un'espressione che indica una prospettiva personale.
  • A cazzo: Anche solo "a cazzo". Espressione attribuita al modo di operare o di essere stata realizzata qualsiasi azione o cosa malfatta. È un'espressione volgare, ma la sua allusione è a qualcosa di scadente o fatto male.
  • A carte scoperte: Parlare apertamente e chiaramente senza infingimenti. L'allusione è al gioco delle carte, dove mostrare le proprie carte significa rivelare le proprie intenzioni.
  • A cuor contento: Chi è colpito dalla malasorte la deve accettare serenamente. L'allusione è a un'accettazione filosofica e senza rancore.
  • L'acqua cheta rovina i ponti: L'espressione proviene da un proverbio: "L'acqua cheta (chieta) scava i ponti". Si riferisce a una persona calma e apparentemente innocua che, in realtà, può causare grandi danni. L'allusione è alla potenza nascosta e insidiosa.
  • Acqua e sapone: Si dice di una ragazza che non fa uso di altro cosmetico che l'igiene personale per valorizzare la propria bellezza. L'allusione è alla naturalezza e alla semplicità.
  • A denti stretti: Nelle espressioni «una risata a denti stretti», «ridere a denti stretti», detto del ridere procurato da qualcosa che comunque produce anche una certa amarezza e quindi non permette di godere pienamente dell'aspetto ironico. L'allusione è a una risata forzata, non genuina, mascherata dalla sofferenza.
  • Dirupato: Dal latino "dirŭptus", participio passato di "dirŭmpĕre" (dirompere). Non è un'allusione in sé, ma un aggettivo che può evocare immagini di rovina e distruzione.
  • A dir poco: "Molto raramente". La morte di un Papa è considerata un evento relativamente raro. L'allusione è a una frequenza estremamente bassa.
  • A orecchio: Riconoscere qualcosa al solo ascolto. L'allusione è alla capacità di percepire senza bisogno di strumenti o verifiche visive.
  • A fede di Bacco: Non un'allusione diretta, ma un'esclamazione che invoca Bacco, dio del vino, per rafforzare un'affermazione.
  • Affidare il lupo alla custodia dell'agnello: Affidare un bene o un compito a una persona non solo inadatta o rivelatasi inaffidabile, ma i cui interessi sono contrari alla buona conservazione del bene in questione. L'allusione è al pericolo intrinseco di una scelta sbagliata.
  • A fior d'acqua: Molto vicino alla superficie dell'acqua. Qui "fiore" - forse per traslato dal fiore come parte più alta della pianta - indica la superficie di un oggetto (anche liquido) o comunque la sua porzione vicina alla superficie stessa. Cfr. "affiorare" per "emergere". L'allusione è alla vicinanza estrema, quasi a contatto.
  • A fior di pelle: Molto vicino alla superficie della pelle, epidermico. "Un'impressione a fior di pelle", "Un'impressione immediata, istintiva, epidermica". L'allusione è a una sensazione profonda ma superficiale, istintiva.
  • A frotte: "In gruppi" quindi "abbondantemente". In grandi quantità, a profusione. L'allusione è a una moltitudine.
  • A iosa: "In grande abbondanza, un'infinità". Secondo il Vocabolario Etimologico di Pianigiani da "chiosa", nel significato passato di "monetina", in grado quindi di acquistare solo cose di cui c'era abbondanza; oppure, attraverso il provenzale, dal "gaudium" latino. Secondo l'Etimologico DELI di Cortelazzo-Zolli l'origine è tuttora da ritenersi ignota. L'allusione è a una quantità quasi inesauribile.
  • Ai posteri l'ardua sentenza: Su certi argomenti, oggi troppo controversi, toccherà ai posteri pronunciarsi. La frase celebre è tratta da due versi de "Il cinque maggio", il componimento poetico più celebre di Alessandro Manzoni. L'allusione è alla necessità di un giudizio futuro, distaccato e imparziale.
  • Ai tempi che Berta filava: Ai tempi antichi. In un tempo vecchio e sorpassato. L'allusione è a un'epoca remota e superata.
  • Allevare una serpe in seno: Espressione nata dal racconto di un uomo che, trovata una serpe semi assiderata, se la pose in petto per riscaldarla ma la serpe, quando si riprese, lo morse avvelenandolo. L'allusione è alla pericolosità di accogliere e nutrire qualcuno che poi si rivelerà dannoso.
  • A naso: Intuire qualcosa senza dati sicuri come se si usasse solo l'odorato. L'allusione è all'istinto, alla capacità di percepire senza prove concrete.
  • Al di là del bene e del male: L'omonima opera di Friedrich Nietzsche (1886) era una requisitoria contro i sistemi filosofici dominanti. L'omonimo film di Liliana Cavani (1977) era a sua volta ispirato alla tormentata biografia di Nietzsche. L'allusione è a una prospettiva che trascende le convenzioni morali.
  • Alla carlona: Letteralmente "di corsa". Significa "alla buona", "senza pretese", "senza cura". Il "re Carlone" dei poemi cavallereschi è in realtà Carlo Magno, che anche dopo l'incoronazione a Sacro Romano Imperatore non rinunciò mai alle sue abitudini e ai suoi abiti un po' grossolani. L'allusione è alla semplicità e alla poca cura.
  • All'acqua di rose: "Eccessivamente diluito, di debole effetto". Ad es.: "Un farmaco all'acqua di rose": un farmaco blando o che non ha sortito l'effetto desiderato. L'allusione è a qualcosa di inefficace, troppo leggero.
  • Alla garibaldina: Compiere un'azione "alla garibaldina" significa intraprenderla senza troppe cautele, d'impeto, con avventatezza e slancio temerario. L'allusione è al coraggio e all'impulsività dei garibaldini.
  • Alla mano: « […] da quel giorno in poi, quel signore fu un po' men precipitoso e un po' più alla mano.» Alessandro Manzoni a proposito del fratello del giovane ucciso da Ludovico, dopo l'incontro con Ludovico divenuto fra Cristoforo (I promessi sposi, Cap. IV). « […] bisogna andar domattina da Ferrer, che quello è un galantuomo, un signore alla mano; …» Renzo, che dice la sua in un crocchio in strada, dopo la vicenda del forno delle grucce (Alessandro Manzoni, op. cit., cap. XIII). L'allusione è a una persona affabile, disponibile, senza pretese.
  • Alla maniera di (o all'uso di): Si dice di cosa fatta in grande stile, oppure in un modo inusuale o con gusto grossolano. L'allusione è a uno stile specifico, spesso esagerato.
  • All'arma bianca: Nelle battaglie campali era l'ordine impartito ai soldati per continuare a combattere con le spade o le baionette una volta che avevano terminato le munizioni dei loro fucili. Le armi da taglio o da punta (pugnali, spade, baionette), sono dette "armi bianche". L'allusione è a una lotta senza esclusione di colpi, con mezzi più rudimentali.
  • All'improvvisa: Improvvisando. L'allusione è alla spontaneità, all'azione non premeditata.
  • All'ultimo arrivato: Si dice di persona con poca esperienza. L'allusione è alla mancanza di seniority o di competenza.
  • Altro che storie!: Locuzione che intende sottolineare ed enfatizzare la verità di un'opinione o di un fatto contestato. La parola "storie" caratterizza i possibili dissensi come fatti inventati oppure scuse. Es.: «Ma che c'entrava esser poveri? Altro che storie! Se uno ha buona volontà, non gli manca mai il lavoro». L'allusione è a una verità inconfutabile, che non ammette discussioni.
  • Andare in brodo di giuggiole: Manifestare grande felicità. L'allusione è a una gioia così intensa da "sciogliersi" come il brodo.
  • Andare in bianco: Un giovanotto che sperava di andare a letto con una ragazza, ma non ha concluso nulla in merito, è… L'allusione è a un insuccesso, in particolare in ambito sentimentale o sessuale.
  • Andare in giro a zonzo: Non si conosce esattamente l'origine etimologica della parola "zonzo", che alcuni vorrebbero derivata dal suono che emettono le mosche durante il loro volo notoriamente irregolare e imprevedibile. Dovrebbe quindi essere solo una forma onomatopeica. Altri lo ipotizzano da "gironzolare" (letteralmente "farsi dei giretti", ma che suona anche "ronzare in giro"). L'allusione è a un vagare senza meta, senza scopo.
  • Andare in rovina: Morire. Sprecare inutilmente il proprio tempo. L'allusione è alla distruzione, al fallimento completo.
  • Andare in rosso: Significa "rimanere senza soldi, sforare il budget". Il "rosso" è un chiaro riferimento al conto bancario. Similare "Essere al verde". L'allusione è a una situazione finanziaria negativa.
  • Andare ramingo: Significa perdersi, fallire nei propri scopi. Deriva verosimilmente dalla forma poetica "andare ramingo" (solo, senza una meta, allontanato da tutti, povero e disperato) ereditata probabilmente dall'italiano volgare dell'Alto Medioevo. L'allusione è all'errare senza meta, alla solitudine e alla disperazione.
  • Andare per aria: Fallire. L'allusione è alla dispersione, alla distruzione di qualcosa che si dissolve nell'aria.
  • Andare a Canossa: La frase significa "umiliarsi, ammettere di avere sbagliato". A Canossa, nell'inverno del 1077, l'imperatore Enrico IV attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio, di essere ricevuto e perdonato dal Papa Gregorio VII. L'allusione è a un atto di umiliazione e di sottomissione.
  • Andare a meta: Arrivare all'obiettivo prefissato. L'allusione è a un risultato positivo, al raggiungimento di uno scopo.
  • Andare a monte: Fallire. In passato veniva indicato con "Monte" il complesso dei debiti che un cittadino aveva nei confronti degli organi statali a cui doveva somme di denaro gravate dai tassi d'interesse. In caso d'insolvenza il debitore veniva spossessato dei suoi beni sino a copertura del debito. Per evitare l'usura esisteva il "Monte dei pegni" o "Monte di Pietà" che concedeva prestiti a basso tasso. Il Monte designava quindi il complesso dei beni e nelle estrazioni a premi è ancora comune l'espressione "Monte premi". L'allusione è a un fallimento, a un blocco.
  • Andare al creatore: Morire. Errata traduzione dal latino "ire ad patres" (andare dai padri), cioè ricongiungersi cogli antenati. L'allusione è alla morte, al ricongiungimento con l'aldilà.
  • Andare a quel paese: Si manda "a quel paese" una persona che ci ha fatto arrabbiare. L'invito ad allontanarsi è un eufemismo, che sostituisce espressioni più forti come "Andare al diavolo, all'inferno, in malora" o più volgari come "Andare a fare in culo". L'allusione è a un allontanamento sdegnato e definitivo.
  • Andare a ruba: Un'azione che non arriva a conclusione. Fallire. L'allusione è alla perdita di controllo, alla dispersione di qualcosa.
  • Appiccicati addosso: "Star bene indosso". Di abiti che sembrano esser stati dipinti sulla persona che l'indossa. L'allusione è a una perfetta aderenza, come una seconda pelle.
  • A ogni piè sospinto: Dappertutto, in ogni dove. L'allusione è a una frequenza costante, a una presenza onnipresente.
  • A pera: Qualsiasi oggetto malfatto esteticamente che abbia una forma irregolare. Si usa spesso nell'espressione "Discorso a pera" per significare un modo di parlare sconclusionato e illogico. L'allusione è all'irregolarità, alla deformità.
  • A spese altrui: Comportamento da parassita di chi si fa mantenere approfittando di un legame affettivo con qualcuno. L'allusione è allo sfruttamento, al vivere alle spalle di altri.
  • Appendere al chiodo: L'espressione, usata spesso in ambito sportivo, significa "ritirarsi dall'attività agonistica". Può essere anche estesa al membro di una qualsiasi categoria professionale che decida di ritirarsi. L'origine dell'espressione sembra risalire all'aneddoto di un tale che, per motivi economici, vendette la propria casa riservandosi la proprietà di un chiodo conficcato in una parete. L'allusione è alla cessazione di un'attività, alla messa a riposo.
  • Apri cielo!: Esclamazione che commenta un fatto inatteso durante un evento concitato. L'allusione è a un evento sorprendente, quasi divino.
  • A palmento: Si usa per indicare un modo di mangiare veloce e ingordo, sinonimo di abbuffarsi. "Palmento" è un sinonimo di "macina", come quelle usate nei mulini. L'allusione è a una voracità animalesca, al macinare il cibo.
  • L'araba fenice: Nelle espressioni "Cercare, trovare l'araba fenice" si riferisce a cosa o persona unica oppure fantastica, frutto d'immaginazione. L'allusione è all'unicità, alla rarità, all'impossibilità di trovare qualcosa.
  • Argento vivo: Locuzione avverbiale. L'argento vivo è il mercurio, che ha il colore uguale all'argento, ma è liquido. L'allusione è a una persona o cosa irrequieta, vivace, difficile da trattenere.
  • Armata Brancaleone: Un'accozzaglia eterogenea di persone, in genere poco capaci e mal coordinate. L'allusione è a un gruppo disorganizzato e inefficace, ispirata al film omonimo.
  • Avanti, popolo!: L'esortazione ironica si riferisce a chi non ha il coraggio di agire in prima persona e preferisce mandare avanti gli altri. La frase, una chiara parodia dello stile militaresco e in particolare mussoliniano. È pronunciata, ad esempio, da Totò nel film "Totò contro Maciste" (1962). L'allusione è a una spinta all'azione, ma spesso con un tono sarcastico.
  • A rotta di collo: Riferito quasi sempre a una corsa, anche in senso metaforico, magari lungo un pendio, di un soggetto talmente veloce da rischiare di rompersi il collo in caso di caduta. L'allusione è a una velocità pericolosa, a un rischio imminente.
  • Arrampicarsi sugli specchi: "Sforzarsi invano di argomentare l'impossibile". L'allusione è a uno sforzo vano, a un tentativo disperato di sostenere una tesi insostenibile.
  • Arriva il bello: Si dice solitamente quando arriva qualcuno in soccorso di chi è in difficoltà. L'allusione è a un momento di sollievo, all'arrivo di un aiuto atteso.
  • A ruota libera: Fuori controllo, senza freni, come il meccanismo della ruota libera. L'allusione è alla libertà incontrollata, alla mancanza di vincoli.
  • A sbafo: Senza pagare. Variante di "A ufo", "A ufo", gratuitamente, senza pagare. L'allusione è allo sfruttamento, al non pagare per qualcosa.
  • Asino di Buridano: Fare come l'asino di Buridano: non saper scegliere e rimanere nell'indecisione tra due opportunità ugualmente allettanti. L'allusione è all'indecisione paralizzante.
  • Aspetta e spera: "Faccetta Nera / Bell'abissina / Aspetta e spera / Che già l'ora s'avvicina!" La più conosciuta canzonetta coloniale del regime fascista (scritta nel 1935 da Renato Micheli) ha dato vita a un'espressione che conserva ben poco del suo significato originario. L'allusione è a un'attesa vana, a una speranza che non si concretizzerà.
  • A spron battuto: Letteralmente "Pungolando ripetutamente con lo sperone". Attacco, anche metaforico, condotto con forze soverchianti e in modo violento e disordinato, a un bersaglio di valore. L'allusione è a un attacco impetuoso e violento.
  • Assalto alla diligenza: Trae origine dagli stereotipi dei film western, nei quali le diligenze, che viaggiano regolarmente isolate e poco difese, in territori ostili, sono attaccate o prese in imboscata da bande di fuorilegge. Per estensione quindi qualsiasi azione condotta con queste modalità. L'allusione è a un attacco improvviso e violento, spesso ai danni di qualcosa di vulnerabile.
  • Avere un asso nella manica: Avere una soluzione vincente ancora non svelata ma soprattutto molto inaspettata. L'asso, infatti, in parecchi giochi di carte è la carta con il maggior valore. L'allusione è a un vantaggio segreto, a una risorsa nascosta.
  • Avere l'acqua alla gola: In ristrettezze economiche o con poco cibo. L'allusione è a una situazione di grave difficoltà, dove si rischia di affogare.
  • Avere astratti furori: «Io ero, quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi sono messo a raccontare. Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto.» Il celebre incipit del romanzo "Conversazione in Sicilia" di Elio Vittorini ha dato vita a una formula molto usata nella lingua italiana. Essere in preda ad astratti furori può significare perdersi in ragionamenti eccessivamente complessi; oppure (secondo un'interpretazione più prossima a quella del testo di Vittorini), ripiegarsi in una contemplazione indignata dei problemi concreti della società, senza individuare un modo per risolverli. L'allusione è a una rabbia intellettuale, a una contemplazione impotente.
  • Attaccarsi al tram: L'espressione trova la sua origine nella possibilità di viaggiare sui tram di una volta, se pure più scomodamente e pericolosamente, per i passeggeri che si attaccavano all'esterno del mezzo non trovando più posto all'interno e restando aggrappati alle strutture esterne grazie all'entrata posteriore rimasta aperta. L'allusione è a una situazione di difficoltà in cui ci si aggrappa a un'opportunità marginale.
  • Attrazione fatale: Un rapporto sentimentale - di norma extraconiugale - vissuto con intensità tale da risultare morboso, viene spesso definito nel lessico giornalistico "attrazione fatale". L'allusione è a una passione irresistibile e distruttiva.
  • A tutta birra: "A tutta velocità". Variante (più corretta) di "a tutta birra". L'allusione è a una velocità estrema, al massimo delle possibilità.
  • A tutto spiano: Senza limiti di sorta. L'allusione è all'assenza di restrizioni, alla libertà totale.
  • A ufo: A ufo, o auffo o auffa, significa "senza pagare", in origine in forza di una disposizione superiore, oggi generalmente con una connotazione negativa come ad esempio per un privilegio percepito come arbitrario. Ad esempio: "Quello scroccone viene sempre a mangiare a ufo". Deriva dalla storpiatura dell'acronimo latino A.U.F., "Ad Usum Fabricae" ("Per essere utilizzato nella fabbrica", sottinteso di S. Pietro). L'allusione è al non pagare, allo scroccare.
  • A un tiro di schioppo: "Vicinissimo". A un palmo di mano dal proprio naso. L'allusione è a una distanza estremamente breve.
  • Aut aut: Nel senso che non ci sono altre alternative bisogna decidere scegliendo tra due possibilità. L'allusione è a una scelta obbligata tra due opzioni.
  • A tutto vapore: Locuzione marinaresca, che significa letteralmente "viaggiare dando ai motori del natante la potenza massima, per andare il più veloce possibile". L'allusione è al massimo impegno, alla massima potenza.
  • Avere fegato: Essere coraggiosi. Il significato deriva dalla credenza degli antichi che il fegato fosse la sede delle passioni e quindi anche del coraggio. Per la medicina cinese il fegato è addetto a filtrare quelle impurità dell'organismo che possono indebolire il pensiero e le capacità dei muscoli per le azioni fisiche. L'allusione è al coraggio, alla determinazione.
  • Avere la testa quadra: Avere una particolare predisposizione naturale o capacità in un campo teorico o pratico. L'espressione risale nelle ricerche frenologiche dei due medici tedeschi Joseph Gall (1758-1828) e Johann Gaspar Spurzheim (1776-1832) che sostenevano che nel cranio si potevano identificare 27 specifiche zone attraverso l'esame delle quali si potevano determinare le qualità di una persona. L'allusione è a una mente brillante e razionale.
  • Avere un nodo alla gola: Essere tanto emozionati da non riuscire a parlare. L'allusione è a un'emozione così forte da bloccare la voce.

Queste espressioni, pur nella loro diversità, condividono la caratteristica di andare oltre il significato letterale, richiedendo un'interpretazione basata su contesti culturali, storici o metaforici.

Le "Battute Allusive" nella Società e nelle Relazioni Interpersonali

Le "battute allusive" sono una parte integrante della comunicazione umana e possono assumere molteplici sfumature, dal comico al volgare, dall'intellettuale al malizioso. La loro ricezione varia enormemente a seconda del contesto, dell'uditorio e della sensibilità individuale.

Gruppo di amici che ridono di una battuta allusiva

In molti contesti informali, tra amici, le battute allusive possono essere apprezzate come "inside joke", rafforzando il legame e la complicità tra i partecipanti. La comprensione di un'allusione sottile può generare un senso di appartenenza e di intesa condivisa. Tuttavia, la linea tra una battuta divertente e un'offesa può essere estremamente sottile. Come sottolineato nel testo fornito, battute a sfondo sessuale "fatte da persone che conosco appena mi danno un gran fastidio". Ciò evidenzia l'importanza del rapporto e della fiducia preesistente tra gli interlocutori.

Un aspetto cruciale delle battute allusive è il loro "livello intellettivo". Le "classiche volgarità di borgata", prive di sottigliezza o di un doppio senso elaborato, tendono a essere meno apprezzate. Al contrario, le allusioni che richiedono un minimo di riflessione o che giocano con le parole in modo intelligente sono spesso considerate più accettabili e divertenti. L'uso eccessivo di parolacce o discorsi "perversi" in sostituzione della punteggiatura o in contesti inappropriati è un chiaro segnale di mancanza di tatto e di intelligenza comunicativa.

La frequenza con cui le battute allusive vengono utilizzate è un altro elemento critico. Sebbene possano essere divertenti occasionalmente, la loro ripetizione ossessiva su un unico argomento, specialmente quello sessuale, può risultare "squallida" e monotona. Se "sembra che non si scherzi su altro", l'effetto si esaurisce rapidamente, trasformandosi in noia o irritazione. L'incapacità di capire quando l'ironia o le battute allusive sono fuori luogo, come nel caso di "fare una battuta a sfondo sessuale su un post depresso", rivela una profonda mancanza di sensibilità e intelligenza emotiva.

Eugenio Montale – La primavera hitleriana || Analisi e commento ✨

Allusioni nel Web e nelle Relazioni Online

Il mondo del web, con la sua relativa anonimia e la facilità di comunicazione, ha amplificato sia le opportunità che i rischi legati alle battute allusive. Spesso, ciò che in un contesto reale sarebbe inaccettabile, viene tollerato o addirittura incentivato online.

L'esperienza di conoscere persone sul web che, dopo un iniziale scambio di idee e una parvenza di romanticismo, iniziano a fare "allusioni di ogni tipo quasi si sentisse in obbligo" o a basare le conversazioni quasi esclusivamente su argomenti di natura sessuale, è purtroppo comune. Questo comportamento non solo è fastidioso, ma può anche essere "scioccante" e creare un senso di delusione quando si scopre che persone che sembravano avere "pensieri in sintonia" si rivelano "degli assatanati, e capaci di costruire battute solo con argomenti di natura sessuale". La mancanza di feedback diretto e la possibilità di nascondersi dietro uno schermo possono portare alcuni a superare i limiti del buon gusto e del rispetto reciproco.

Le Allusioni e le Minacce Online: Un Lato Oscuro della Comunicazione

Le allusioni, in particolare quelle a sfondo sessuale, possono trasformarsi da semplici battute a strumenti di minaccia e denigrazione, specialmente online. Il rapporto "Amministratori sotto tiro" di Avviso Pubblico, che descrive dal 2011 un'Italia "nascosta ma assolutamente reale" di intimidazioni e minacce agli amministratori locali, rivela un lato oscuro di questo fenomeno.

Nel 2019, sono stati 92 i casi di minaccia alle amministratrici italiane, il 16,5% del totale: il dato più alto dalla prima edizione del rapporto. La maggior parte avviene tramite social networks ed è a sfondo sessuale. Sebbene più dell’80% delle minacce siano rivolte a uomini, le intimidazioni verso le amministratrici continuano ogni anno ad aumentare in misura significativa. Nel 2018 erano il 14% del totale, nel 2017 il 13% e nel 2016 circa il 10%. Dei 92 casi citati, il 20,6% si riferisce ai social network, il 18,4% a lettere e messaggi minatori, il 13% a incendi, l’11% ad aggressioni. Ed è proprio nella principale tipologia di minaccia rivolta alle donne, ovvero quella che avviene sulle pagine social delle rappresentanti, che emerge una netta differenza di genere. La maggior parte delle offese online, e non solo, contro il genere femminile fanno riferimento al corpo. Gli haters alludono spesso a questioni sessuali: "frecciatine e battute che mirano a denigrare le amministratrici, provocando in loro avvilimento e sconforto".

Infografica sulle minacce online alle amministratrici donne

Questo fenomeno è esemplificato dalla moltitudine di insulti a sfondo sessista ricevuti dalla consigliera comunale di Catanzaro Manuela Costanzo solo perché, dopo un’aggressione ai danni di una giovane dottoressa del pronto soccorso dell’Ospedale Pugliese, chiedeva più sicurezza per medici e operatori. Dopo quella presa di posizione la consigliera ha ricevuto una raffica di insulti sui social a sfondo sessuale. Stesso copione a Crema nei confronti del sindaco Stefania Bonaldi per un caso riguardante un autobus dirottato. Al contrario, quando a finire nel mirino sono gli uomini, le offese e gli insulti non riguardano mai il genere, tranne nel caso in cui l’orientamento sessuale non corrisponda a quello considerato tradizionale.

Questo dimostra come le allusioni, quando utilizzate in modo malevolo e mirato, possano diventare un'arma per discriminare, umiliare e intimidire, sfruttando stereotipi di genere e vulnerabilità personali. Il fascino dell'odio, secondo l'antropologo Francesco Remotti, sta nell'offrire una possibilità, immediata ed efficace, di definire se stessi e gli altri, ma a un costo sociale elevatissimo.

La Leggerezza delle "Battute Flash"

Non tutte le allusioni o le battute sono cariche di significati complessi o oscuri. Esiste un genere di "barzellette lampo e battute flash" pensate "per far ridere in un battito di ciglia", basate su giochi di parole, equivoci o piccole assurdità. Queste freddure, spesso definite "squallide" per la loro semplicità o per il loro umorismo elementare, hanno comunque il potere di strappare un sorriso o un "sorriso da ebete di chi non sa bene se ridere o piangere".

Ecco alcuni esempi di queste battute rapide:

  • "Ma taglialo con il coltello! - NO!" (Il gioco di parole è su "taglialo" come verbo e "tagli" come sostantivo).
  • Fra medici: "- Ho in cura una paziente molto giovane che sta perdendo la memoria… - Ma certo Pierino! di: Frmc*! - Dottore, dottore! - Certo! -Non è vero!" (Battuta sull'equivoco tra "certo" come risposta e "certo" come nome proprio).
  • "Perché quando il cielo è nuvoloso si deve contare solo fino a sette? Perché altrimenti piove a dir…" (Giocando su "piove a dirotto" e "a dir otto").
  • "Una mamma incinta e suo figlio sono al ristorante. E lei: - No! - Mah… All'ospedale. La mamma chiedea Pierino: «L’insalata è con-dita?». «No, mamy» risponde lui." (Gioco di parole su "condita" e "con Dita").
  • "Perché negli Usa non rispettano il metro di distanza? Perché loro sono gli Stati…" (Giocando su "Stati Uniti" e "Stati Uniti d'America" come mancanza di unità).
  • "Le mie figlie hanno sposato due salumieri. Quindi ho due…" (Allusione a "generi", inteso sia come salumi che come parenti acquisiti).
  • "Tutti i bambini avevano un nome tranne…" (Allusione a "Nessuno").
  • "Cosa fa una fabbrica di carta igienica che fallisce? Chiude una lavanderia." (Allusione al fatto che la carta igienica "lava" via i problemi).
  • "Ragazzo scoppia di salute." (Ossimoro).
  • "Grave incidente a Babbo Natale e alla sua slitta." (Allusione al disastro di Natale).
  • "Come si chiama il miglior portiere greco? Perché? le bambine piccole non possono comprare gli occhiali da sole? Perché il pomodoro non riesce mai a dormire? Qual è il colmo per due divorziati americani? Come si chiamano i boy-scout che vanno in macchina? Qual è il bambino che non ha paura del buio? Cosa dice l’ultimo dei Mohicani? Che cosa fa un gallo in chiesa? Qual è il colmo per una giraffa? Il colmo per un maestro di musica? Quando piange un pero? Quando è dis…" (Queste battute sono spesso basate su giochi di parole o equivoci).
  • "Questo aereo è uno schianto!" (Doppio senso tra "schianto" come incidente e "schianto" come molto bello).
  • "Una pecorella studia geografia." (Gioco di parole su "pecorella" e "pecora").
  • "La tuta di Batman? La Bat-tuta!" (Gioco di parole).
  • "Qual è l'ape più difficile da digerire? La zanzara." (Gioco di parole su "ape" e "zan-zara").
  • "Qual è il formaggio servito nei vagoni ristorante? Il Parmigiano Regino." (Gioco di parole).
  • "Come si fa a capire se un motociclista è felice? Se ha il vento in poppa." (Gioco di parole).
  • "Perché le tende piangono? Perché sono appese." (Gioco di parole).
  • "Cosa hanno detto dei maiali quando un gruppo dei giornalisti è entrato nel recinto per intervistali? Fateci spazio." (Gioco di parole).
  • "Cosa fa un indiano vestito alla moda e con un look all'ultimo grido? Il capo della moda." (Gioco di parole).

Queste battute, pur nella loro semplicità, dimostrano la versatilità delle allusioni e dei giochi di parole nel generare umorismo, offrendo un momento di leggerezza anche nelle situazioni più "spiacevoli".

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