L'Evoluzione della Opel Insignia: Eleganza, Innovazione e Performance

L'Opel Insignia, un'autovettura di fascia medio-alta appartenente al segmento D, ha rappresentato un punto di svolta per la casa automobilistica tedesca Opel. Prodotta dal 2008 al 2023, ha saputo rompere con un passato di modelli considerati troppo razionali e poco emozionali, introducendo un design più fluido e sinuoso che ha saputo conquistare il pubblico e la critica. Il suo successo, con circa 930.000 esemplari prodotti in nove anni di vita, è stato tale da far dimenticare gli esiti incerti della precedente Vectra, culminando nel prestigioso riconoscimento di Auto dell'anno per il 2009.

Timeline evolutiva Opel Insignia

Insignia A: La Prima Generazione (2008-2017)

La prima generazione della Opel Insignia, nota come Insignia A, è stata lanciata nell'autunno del 2008 dopo la presentazione al Salone dell'automobile di Londra. Il debutto fu scenografico, con la Insignia (a marchio Vauxhall) calata dal cielo attraverso un sistema di pulegge collegate a una gru. Inizialmente, la produzione fu limitata al solo mercato tedesco, per poi diffondersi negli altri mercati all'inizio del 2009.

Design e Estetica Iniziale

La Insignia A si caratterizzava per un design di rottura rispetto all'antenata. Le linee spigolose e pesanti della terza generazione della Vectra sparirono, lasciando spazio a un disegno più morbido, per nulla affine a quello del modello uscente. Questo cambiamento fu merito del nuovo corso stilistico intrapreso dal responsabile del design Opel, Mark Adams, e dal suo stretto collaboratore Bertrand Bach. Nella versione destinata al Regno Unito, l'Insignia fu la prima auto Vauxhall a non adottare nella mascherina anteriore la tipica griglia a V, sostituita da un cerchio contenente il logo Vauxhall leggermente ridisegnato.

Frontale Opel Insignia A

Interni e Tecnologia a Bordo

Internamente, i progettisti puntarono sull'ergonomia, sebbene la consolle centrale fosse inizialmente troppo ricca di pulsanti, potendo generare confusione o errori. L'abitacolo, comunque, offriva un ambiente accogliente.

Piattaforma e Motori al Debutto

Dal punto di vista tecnico, l'Insignia utilizzò un pianale inedito, sviluppato ex-novo e denominato Epsilon II. Questa piattaforma, in seguito, avrebbe costituito la base anche per altri modelli appartenenti al gruppo GM. Era caratterizzata da soluzioni inedite, come l'avantreno di tipo MacPherson evoluto, con un doppio attacco superiore per disaccoppiare i movimenti di molle e ammortizzatori, e un retrotreno di tipo multilink. Per entrambi gli schemi sospensivi si fece un uso consistente di lega di alluminio.

La gamma delle motorizzazioni era già ampia al momento del debutto:

  • Benzina: dal 1.6 Family I da 110 CV al 2.0 Family II sovralimentato da 220 CV. In alcuni mercati, principalmente quello tedesco, era disponibile come motorizzazione di punta un 2.8 biturbo a benzina in grado di erogare 260 CV.
  • Trazione: in genere anteriore, ma in alcune versioni era disponibile a richiesta la trazione integrale, che su alcune versioni di punta, come la 2.8 V6, diventava di serie. La trazione sulle quattro ruote avveniva montando una frizione sull'albero di trasmissione che portava la coppia anche al retrotreno.

Evoluzioni della Prima Generazione: OPC, Sports Tourer e Country Tourer

Nella primavera del 2009, al Salone di Barcellona, fu presentata la versione sportiva, la Insignia OPC, il cui debutto avvenne qualche mese dopo, in estate. Questo modello presentava una decisa caratterizzazione estetica, con prese d'aria anteriori di disegno specifico e terminali di scarico incassati nel paraurti posteriore. Era dotata di un 2.8 litri A28NER sovralimentato con turbocompressore twin scroll, in grado di raggiungere 325 CV di potenza massima.

Opel Insignia OPC A

Sempre in primavera, si ebbe anche il debutto della versione station wagon, denominata Sports Tourer. Anch'essa progettata al Centro Stile di Rüsselsheim, la Insignia SW guadagnò alcuni centimetri in più in lunghezza, concentrati nella zona posteriore, opportunamente sviluppata per privilegiare la capacità di carico. Specifici della grossa giardinetta tedesca furono il grande portellone e la fanaleria a sviluppo orizzontale.

Nel 2011, la Insignia OPC venne proposta per il solo mercato tedesco anche in versione Unlimited, con limitatore di velocità spostato a 270 km/h. Nello stesso anno, al salone dell'automobile di Francoforte, venne presentata la nuova gamma Insignia, che proponeva tra l'altro una nuova versione di base, equipaggiata con il piccolo 1.4 Turbo da 140 CV, che andava a sostituire il precedente motore 1.8 16v aspirato di pari potenza. Nella seconda metà di agosto, arrivò la prima Insignia alimentata a gas, nella fattispecie a GPL.

Vauxhall (Opel) Insignia Sports Tourer Estate 2018 practicality review | Mat Watson Reviews

Il Restyling del 2013

Nell'estate del 2013, la vettura fu sottoposta a un aggiornamento e venne presentata dal vivo in anteprima al Salone di Francoforte dello stesso anno.

Modifiche Estetiche del Restyling

Sul piano estetico, il frontale vide l'arrivo di nuovi gruppi ottici dal fondo nero lucido e dal nuovo disegno. La calandra venne allargata, eliminando le due nervature verticali presenti nel frontale precedente. Anche il paraurti anteriore fu ridisegnato e presentava nuove prese d'aria e nuovi alloggiamenti per i faretti fendinebbia. Posteriormente, le modifiche riguardarono anch'esse i gruppi ottici, ridisegnati, ora con un profilo più elaborato. La barra cromata che prima trovava alloggiamento tra le due estremità interne dei gruppi ottici, ora li penetrava all'interno della loro sagoma, un po' come nella Opel Cascada lanciata l'anno prima. Lievi modifiche interessarono anche il padiglione e lo scudo paraurti posteriore, che ora incorporava un incavo porta targa di maggiori dimensioni.

Fari posteriori Opel Insignia restyling 2013

Rivisitazione degli Interni

Nell'abitacolo venne ridisegnata la consolle centrale, che presentava meno pulsanti dopo le forti critiche della stampa e del pubblico alla soluzione precedente. La fruibilità ideale dei comandi divenne il fulcro del sistema di infotainment di nuova generazione presente su Insignia. Molteplici erano le possibilità di comando: quella diretta attraverso il display a colori da 8 pollici con touch screen era la più immediata, affiancata dai comandi al volante di nuovo disegno, quelli vocali, e il nuovissimo touchpad. Questi elementi permettevano l'accesso a tutte le funzioni e ai sottomenu, stazioni radio, titoli di canzoni, connessione allo smartphone o alla mappa di navigazione 3D. Il touchpad, integrato nella consolle centrale, offriva un modo del tutto nuovo per accedere in modo rapido ed intuitivo al sistema di infotainment. La superficie illuminata e touch sensitive reagiva ai movimenti delle dita grazie al feedback tattile, rendendo l'uso un gioco da ragazzi, senza distrarre chi guida dal traffico.

A rendere più profondo il legame tra uomo e macchina contribuì il nuovo design del cruscotto, con display a colori da 8 pollici ad alta risoluzione. Oltre ai classici indicatori per tachimetro, contagiri e livello della benzina, chi guidava leggeva direttamente informazioni personalizzabili sulla navigazione, l'uso dello smartphone e le opzioni audio.

Aggiornamenti dei Motori del Restyling

Per quanto riguarda i motori, la Insignia restyling vide l'arrivo del nuovo 1.6 SIDI da 170 CV, che andava a rimpiazzare il precedente 1.6 Turbo da 180 CV. Dal 2 litri già utilizzato in più varianti nella gamma Opel, fu poi derivato il nuovo 2 litri SIDI da 250 CV che andava sia a sostituire la precedente motorizzazione di pari potenza, sia il 2.8 V6 Turbo da 260 CV.

Per quanto riguarda i motori diesel, il 2 litri depotenziato a 110 CV venne portato a 120 CV. Il 2 litri CDTI da 130 CV sparì invece dal mercato tedesco ma venne mantenuto in alcuni altri mercati. Riflettori accesi soprattutto sul nuovo turbodiesel 2.0 litri da 140 CV (103 kW), con emissioni di CO2 di soli 99 g/km, valore che lo poneva in classe di efficienza A+. Questo motore, in configurazione con cambio manuale a sei velocità e dispositivo Start/Stop, consumava solo 3,7 litri per 100 km nel ciclo misto, dato che significava raggiungere il vertice in questa classe di veicoli. Tra i propulsori alimentati a gasolio, il vertice della gamma era il BiTurbo CDTI 2.0 da 195 CV (143 kW), capace di prestazioni elevate grazie al turbo sequenziale a due stadi e una notevole coppia massima di 400 Nm. L'alternativa per chi era attento alle valutazioni economiche era rappresentata dall'unità 1.4 GPL turbo da 140 CV (103 kW), con coppia massima di 200 Nm. Come la versione benzina, era già adeguata alle prossime direttive dello standard Euro6 sulle emissioni.

L'Introduzione della Country Tourer

Con l'aggiornamento del 2013, si ebbe un'altra importante novità, ossia la Insignia Country Tourer, ovvero la versione station wagon con le ormai classiche caratteristiche da crossover SUV, ossia assetto leggermente rialzato e protezioni in plastica nera su paraurti, passaruota e fiancate. Le motorizzazioni previste per la Country Tourer erano il 2 litri diesel CDTI da 163 e da 195 CV e il 2 litri benzina SIDI da 250 CV (presente però solo in alcuni mercati).

Opel Insignia Country Tourer A

A malincuore, Opel dovette rinunciare a proporre in Italia la versione mossa dal motore 2.0 a benzina da 250 CV, penalizzato dall'accanimento fiscale; l'alternativa era nelle due motorizzazioni diesel, il 2.0 CDTI da 163 CV e quello da 195. Il primo, che in alternativa al cambio manuale proponeva quello automatico, il secondo solo con quello automatico. Anteriore e posteriore erano ridisegnati, con l'inserimento dei classici stilemi OPC, come i denti a sciabola davanti e scarichi integrati. Il telaio OPC fu ottimizzato, con attenzione all'asse posteriore, modificato in circa il 60% della componentistica. Il nuovo software dell'ESP consentiva di impostare le caratteristiche dinamiche della vettura in modo più preciso, soprattutto nelle situazioni di sottosterzo. Con cambio manuale a sei rapporti e trazione integrale, Insignia OPC passava da zero a 100 km/h in 6,0 secondi e toccava la velocità massima di 250 km/h (limitata elettronicamente), con un consumo di 10,6 litri per 100 km nel ciclo misto ed emissioni di CO2 di 249 g/km. Guidare la OPC significava entrare in un mondo ispirato alle corse: l'abitacolo presentava sedili Recaro ad alte prestazioni, disponibili anche in pelle con funzione memory, pomello del cambio OPC e cruscotto e consolle centrale rinnovati. Nei modelli con cambio automatico, il volante ad alte prestazioni (riscaldato in optional) presentava levette per cambi manuali più rapidi, anche in modalità automatica.

Ulteriori Aggiornamenti e Fine Produzione

All'inizio del 2015, ci fu un altro aggiornamento che interessò il 2 litri a gasolio nella sua variante più potente, passata da 163 a 170 CV. Quest'ultimo propulsore faceva parte dell'ultima famiglia di motori sviluppata esclusivamente da GM Powertrain Europe senza il supporto del gruppo Fiat. Si trattava di un motore completamente nuovo, sviluppato per rispettare la normativa Euro 6 sulle emissioni inquinanti e ridurre al minimo vibrazioni e rumore, migliorando il comfort di marcia.

La commercializzazione della prima generazione della Insignia cessò il 18 gennaio del 2017, mentre l'ultimo esemplare uscì dalle linee di montaggio nel mese di aprile. La produzione dell'auto era prevista anche in altri mercati e con altri marchi a seconda dell'area economica di mercato: nel Regno Unito, la produzione era come da tradizione con il marchio Vauxhall; in Australia veniva invece utilizzato quello Holden mentre negli USA veniva venduta con il marchio Buick.

Caratteristiche Generali e Manutenzione della Insignia A

L'Opel Insignia Sedan di prima generazione, prodotto dal 2008 al 2013, era una berlina elegante progettata per i conducenti esigenti che apprezzavano lo stile e il comfort. La carrozzeria a quattro porte e l'interno spazioso, che offriva spazio per cinque passeggeri, la rendevano un'opzione attraente sia per chi viaggiava frequentemente che per le famiglie in cerca di un'auto dal look prestigioso. L'Insignia si distingueva per il suo design moderno e la finitura solida, rendendola la scelta ideale per chi cercava un'auto stilosa per l'uso quotidiano. L'Insignia A era dotata di trazione anteriore o integrale (4x4), il che influiva sulla sua stabilità di guida e sulla buona aderenza su strada. Garantiva un comfort di guida sia in città che su percorsi più lunghi, caratterizzandosi per l'elevata manovrabilità e facilità di manovra. Dotata di numerosi sistemi di assistenza alla guida, come il cruise control adattativo e sistemi di protezione dei passeggeri, l'Insignia offriva un elevato livello di sicurezza e comfort.

Tra i potenziali svantaggi del modello Insignia A si potevano citare problemi elettronici che a volte interessavano i sistemi multimediali e di navigazione. Alcuni esemplari potevano inoltre richiedere attenzione riguardo all'usura dei componenti delle sospensioni, il che poteva generare costi di manutenzione più elevati. Inoltre, le versioni con trazione integrale, sebbene offrissero una migliore aderenza, potevano presentare un consumo di carburante leggermente più elevato rispetto alle versioni a trazione anteriore.

Insignia B: La Seconda Generazione (2017-2023)

Al Salone di Ginevra del 2017 è stata presentata la seconda generazione della Insignia: mantenendo l'impostazione generale della fortunata Insignia A, le linee sono state reinterpretate in chiave più moderna, divenendo più spigolose ed affilate. La seconda generazione della Opel Insignia voleva replicare il grande successo dell'antenata. Le linee affilate seguivano il nuovo linguaggio stilistico della casa, mentre gli interni erano realizzati con grande cura e materiali di ottima qualità.

Opel Insignia B Grand Sport

Dimensioni e Abitabilità

La Opel Insignia rientrava a pieno titolo nel segmento D grazie alle sue dimensioni importanti. La lunghezza della versione Grand Sport (berlina), infatti, sfiorava i 5 metri per fermarsi a quota 490 centimetri, mentre la comodità dei passeggeri posteriori era garantita dal passo di 2.829 mm. Più spaziosa la versione Sports Tourer (station wagon), che pur mantenendo invariato il passo, aumentava lunghezza e altezza per concedere una migliore abitabilità. L'ampio spazio per 5 persone e un vano di carico di 490-1.450 litri per la Grand Sport a 5 porte e di 560-1665 litri per Sports Tourer che aveva pure il portellone elettrico e lo schienale abbattibile 40/20/40, rendevano la Insignia adatta a famiglie anche numerose e grandi viaggiatori.

Estetica e Stile

Il look della Opel Insignia era decisamente gradevole e mostrava al meglio il nuovo corso stilistico intrapreso dalla casa tedesca. Le linee erano tese ed affilate e la particolare conformazione del tetto donava un aspetto da coupé alla berlina. La fiancata era stata sapientemente plasmata dai designer tedeschi e il grande lavoro si notava sia nella linea del tetto che digradava dolcemente verso la coda così da conferire un'immagine da coupé 4 porte, sia nelle due nervature che solcavano le portiere. Quella inferiore si innalzava in prossimità del passaruota posteriore e tendeva a sottolineare la sportività della vettura. La barra del marchio con il logo Opel era più snella ed era dotata di alette che guidavano l'occhio verso i gruppi ottici dal nuovo design e che in alcuni allestimenti presentavano lampade bi-xenon e i fari autoadattivi AFL+. Tutti i gruppi ottici, in nero lucido e con accenti cromati, potevano essere dotati di luci per la marcia diurna a LED a risparmio energetico. Gli inserti nella parte inferiore del paraurti anteriore erano più snelli e larghi, e rimarcavano le dimensioni della griglia superiore. I fendinebbia si caratterizzavano per i larghi inserti neri e gli accenti cromati che da sottili si facevano sempre più spessi avvicinandosi al passaruota per sottolineare la larghezza dell'anteriore e il sofisticato design di Opel Insignia. Al posteriore, la nuova Insignia vantava un design con proporzioni più ampie e basse: la barra cromata e lucida del marchio era posizionata più in basso e comprendeva il logo del marchio. Penetrando nei fari posteriori, con le slanciate luci di retromarcia. I fari posteriori e di stop dei gruppi ottici suddivisi in due parti erano a LED.

Interni e Tecnologia Infotainment

L'abitacolo della Opel Insignia non colpiva tanto per la fantasia nel design, piuttosto sobrio, quanto per la grande qualità dei materiali utilizzati e gli accostamenti impeccabili. Un tocco di modernità era dato dal monitor da 8’’, dotato del nuovo sistema di infotainment compatibile con Apple CarPlay o Android Auto, e da un secondo schermo di dimensioni simili al suo fianco (dietro al volante) per la strumentazione digitale.

Interni Opel Insignia B

Le novità all'interno includevano materiali e finiture riviste, e al top dell'offerta era previsto l'infotainment Multimedia Navi Pro che offriva servizi connessi legati alla navigazione predittiva e una grafica aggiornata. Nella console centrale era inserito un alloggiamento per la ricarica wireless per smartphone, inoltre sulla versione wagon era possibile richiedere il portellone posteriore elettrico con sensori che permettevano l’apertura e chiusura automatica con un movimento del piede.

Motorizzazioni della Seconda Generazione

La gamma motori della Opel Insignia si articolava esclusivamente su motorizzazioni diesel. Si partiva con l'1,5 litri CDTI da 122 CV, per poi passare al 2.0 CDTI da 174 CV. Interessanti i consumi dichiarati dalla casa tedesca per la Opel Insignia. Le motorizzazioni con cambio manuale dichiaravano consumi nell’ordine dei 4,6-4,7 litri ogni 100 km, mentre per quelle con cambio automatico il dato saliva leggermente a 4,9-5,1 litri ogni 100 km.

L'Introduzione della Insignia GSi

La formula GSI che Opel rispolverava per la Insignia, dopo averla messa in soffitta per dare spazio alle versioni OPC, dotate di un carattere più cattivo, rendeva la nuova Insignia GSI sportiva con misura a cominciare dal look discretamente aggressivo, determinato in larga parte dalle grandi ruote su cerchi da 20 pollici e dall'assetto ribassato di 10 mm prima che dai paraurti e dalle appendici aerodinamiche. Scelte equilibrate anche per l'abitacolo che manteneva in tutto e per tutto le caratteristiche di abitabilità delle altre Insignia con ampio spazio per 5 persone e un vano di carico di 490-1.450 litri per la Grand Sport a 5 porte e di 560-1665 litri per Sports Tourer.

Le differenze erano nel battitacco, nel cielo di tessuto scuro, nel volante più massiccio e sagomato e infine nei sedili sportivi che la Opel si era fatta in casa ispirandosi nella forma alla testa di un cobra, ma con la certificazione AGR dell'associazione dei fisioterapisti tedeschi e un'attenzione maniacale al peso.

Ciò che più importante però era il frutto di oltre 10.000 km percorsi al Nurburgring e qualcuno anche a Nardò. Qui erano stati messi a punto le sospensioni a controllo elettronico, lo sterzo, i freni (Brembo, con dischi anteriori da 345 mm di diametro e pinze a 4 pistoncini) e il sistema di trazione integrale che, oltre che tra i due assali, regolava il trasferimento della coppia anche tra le due ruote posteriori attraverso due frizioni multidisco che sostituivano il differenziale.

I due motori prescelti erano da 2 litri: il benzina ad iniezione diretta da 250 cv che consumava 8,6 litri/100 km e il diesel biturbo sequenziale da 210 cv che dichiarava 7 litri/100 km. Per entrambi il cambio era automatico-sequenziale a 8 rapporti con convertitore di coppia e ingranaggi epicicloidali.

Equipaggiamento massimo per quanto riguarda la sicurezza, il comfort e l'infotelematica. La Insignia GSi aveva il cruise control adattivo, la frenata autonoma con riconoscimento dei pedoni e il sistema di mantenimento attivo della corsia. Di serie anche i fari a matrice di Led che avevano un fascio luminoso lungo fino a 400 metri, ma evitavano ogni abbagliamento. Al centro della plancia c'era il sistema multimediale con schermo a sfioramento da 8 pollici che ospitava Android Auto e Carplay oltre che alla chiamata automatica d'emergenza e l'assistente personale Onstar.

La Insignia GSI aveva il carattere da granturismo perché offriva comfort e spazio per viaggiare in piena sicurezza, ma anche prestazioni e caratteristiche stradali davvero elevate. Colpivano l'agilità e la precisione con la quale il telaio gestiva sul misto i quasi 5 metri di macchina, mantenendo sempre un assetto piatto, ma senza mai compromettere il comfort. Il motore a benzina assicurava prestazioni decisamente rispettabili (250 km/h, 0-100 km/h in 7,2 secondi) ed era corposo in basso, ma non aveva un allungo eccezionale. Il diesel compensava i 50 cavalli in meno - e gli 89 kg in più alla bilancia - con una coppia poderosa sin dai bassi regimi (480 Nm a 1.500 giri/min) e il gap di prestazioni (233 km/h, 0-100 km/h in 7,9 s.) non si avvertiva. Un plauso anche per il cambio e per i freni, potenti e modulabili. Piaceva l'armonia dell'insieme e come la vettura cambiava carattere se si sceglieva la modalità Tour, Normal e Sport. In più, c'era anche la modalità Competitive che si richiamava premendo due volte il tasto dell'ESP.

Aggiornamenti del 2020: Fari Intellilux LED Pixel e ADAS

Nuovi gruppi ottici erano la novità principale del restyling del 2020, con l'impiego dei gruppi ottici anteriori Intellilux Led Pixel con 168 moduli Led interni che offrivano una notevole illuminazione e maggiore sicurezza, grazie sia al controllo automatico degli abbaglianti che a una gestione più rapida del fascio di luce. Proprio i fari che ora avevano un taglio sottile completavano il restyling della zona anteriore che prevedeva paraurti con prese d'aria ridisegnate e una nuova grafica della mascherina ora più massiccia e che poneva al centro il logo Opel con soluzioni cromate che si univano idealmente alle nuove luci diurne.

Vauxhall (Opel) Insignia Sports Tourer Estate 2018 practicality review | Mat Watson Reviews

Non mancavano diverse novità in merito agli Adas, con l'introduzione di una serie di sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida, come la retrocamera, il Rear Cross Traffic Alert, la frenata d'emergenza con rilevamento pedoni, il mantenimento della corsia, il controllo dell'angolo cieco, il cruise control adattivo, il riconoscimento dei segnali stradali e ancora l’assistente al parcheggio.

Allestimenti e Prezzi

A fronte di contenuti della vettura più ricchi, il listino di Insignia restava invariato: all'upgrade del nuovo modello, in Italia non corrispondeva incremento di prezzo. Opel Insignia Cosmo era invece l'allestimento top: sistema IntelliLink con touchscreen 8’’ a colori, display premium personalizzato 8’’ HMI, cerchi in lega da 18”, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, climatizzatore automatico bi-zona, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente, interni in technopelle e tessuto, freno stazionamento elettrico e Hill Holder, accensione automatica dei fari, portellone elettrico sulla versione Sports Tourer, sensori pioggia. I prezzi spaziavano dai 27.450 euro per la quattro porte 1.4 a benzina ai 42.250 necessari per la OPC. Nel mezzo, c'era una grande varietà: la Sports Tourer con motore CDTI 2.0 da 140 CV costava 31.750 euro in allestimento Cosmo, per le Country Tourer i prezzi erano di 37.450 euro per la 163 CV con cambio manuale e di 41.450 euro per la 195 CV automatica.

Opel Insignia: Un'Ammiraglia a 360 Gradi

Grand Tourer, rappresentanti di commercio, operativi aziendali, famiglie anche numerose: il ventaglio di potenziali acquirenti di Insignia era ampio e variegato e nonostante le differenze tra le diverse categorie, la comodità di bordo era un fattore chiave. Dal punto di vista dinamico, Insignia metteva subito a suo agio il pilota: l’assuefazione al sistema di infotainment era immediata, la visibilità anteriore davvero notevole, l’agibilità di cambio e comandi intuitiva ed ergonomica. Piaceva molto l’unità turbo diesel da 140 CV, reattiva e pronta, capace di distendersi in una progressione apprezzabile quando era possibile spingere a fondo sull’acceleratore, ma anche elastica nel riprendere a basso regime di rotazione, limitando quindi gli interventi al cambio. Un motore davvero brillante, dal sound mai fastidioso e che marcava una bella differenza rispetto alle precedenti unità mosse a gasolio. Impostato sulla modalità Eco, assicurava il massimo risparmio di carburante invitando nel contempo a uno stile di guida rilassato; schiacciato il tasto della modalità Sport, la situazione non cambiava in maniera drastica, se non fosse per il naturale indurimento dello sterzo e la maggiore sensibilità del motore al comando del gas. La comodità non si discuteva, il livello complessivo degli interni neanche, la qualità dei motori neppure: Insignia era una vera ammiraglia, capace di sostenere il confronto con modelli di ben altro blasone (e listino) senza abbassare lo sguardo di un millimetro. L’offerta su quattro versioni, con la classica berlina a quattro porte, la Sports Tourer, l’esordiente Country Tourer e la performante OPC, rivelava quanta importanza Opel riponeva nel progetto Insignia, supportato all’inizio anche dalla politica commerciale che, con un listino invariato a fronte di tante innovazioni, era certamente destinato a suscitare interesse e attenzione. La Opel Insignia si è affermata come un'auto dal design piacevole e maturo, con un abitacolo accogliente e un'ampia scelta di motori, consolidando la sua posizione nel panorama automobilistico.

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