La Classificazione Euro dei Veicoli: Il Caso della BMW 320d (2007) e l'Evoluzione Normativa

Comprendere la classe ambientale Euro della propria auto è di fondamentale importanza, specialmente in un contesto di crescenti restrizioni al traffico e incentivi per veicoli più ecologici. La BMW 320d del 2007, essendo stata immatricolata prima dell'entrata in vigore delle normative più recenti, ricade in una categoria Euro specifica che ne determina le possibilità di circolazione e il valore sul mercato dell'usato. Le classi ambientali Euro, introdotte per regolare le emissioni di veicoli e incentivare l'acquisto di auto sostenibili, permettono di regolare il traffico dei veicoli e i contributi per l’acquisto in base alla categoria emissiva. Ignorare la propria classe Euro si potrebbe infatti tradurre in una multa per aver utilizzato l’auto durante un giorno di blocco, con sanzioni economiche che possono arrivare fino a 658 euro.

Tavola comparativa classi Euro

Come Verificare la Classe Euro del Proprio Veicolo

Per capire che Euro è la propria auto, è necessario controllare i riferimenti presenti nella carta di circolazione del veicolo. Per le auto più recenti, la classe Euro dell'auto si trova al punto V.9 del libretto di circolazione. Per quelle più datate, l'informazione è riportata nel riquadro 2. Un altro modo, altrettanto semplice, è consultare il Portale dell'Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Basterà cliccare sul link dedicato ai servizi online, selezionare successivamente il titolo "verifica classe ambientale veicolo", ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa: in questo modo si può conoscere la classe di omologazione della vettura. Conoscere la classe ambientale della propria auto è fondamentale al giorno d'oggi per sapere quando si può o non si può circolare, tra lotta al cambiamento climatico, blocchi stradali e zone a traffico limitato.

Le Classi Ambientali Euro: Un Percorso Storico e Normativo

Con la classe ambientale Euro auto si indica la categoria emissiva a cui appartiene un determinato veicolo. Infatti, quando si parla di classe auto ci si riferisce alla valutazione delle emissioni di gas nocivi come anidride carbonica e ossido di azoto, secondo le normative europee. Queste normative, identificate con la sigla Euro- seguita da un numero, definiscono gli standard di emissione che i produttori di auto devono rispettare per contribuire alla riduzione dell'inquinamento atmosferico. Secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2021, è essenziale monitorare attentamente i livelli di inquinamento atmosferico, specialmente per quanto riguarda le particelle sospese nell'aria, note come PM10 e PM2.5. Per garantire la qualità dell'aria che respiriamo, l'OMS stabilisce dei limiti massimi di concentrazione per questi inquinanti. Le classi Euro vanno dalla Euro 0 alla Euro 6 e più il numero è basso più l’auto è inquinante, mentre più il numero è alto, minore sarà l’emissione di CO2 nell’aria.

Euro 0: Le Origini delle Emissioni Incontrollate

Le auto Euro 0 sono tutte quelle immatricolate prima del 31 dicembre 1992 che utilizzano benzine al piombo e nessun tipo di sistema di filtraggio dei gas di scarico. La circolazione di auto con questa classe ambientale è vietata in modo permanente in molte città italiane, a causa delle loro elevate emissioni inquinanti. La Tabella Euro auto si chiude proprio con le automobili immatricolate prima del 31 dicembre 1992 che non presentavano nessun sistema per filtrare i gas di scarico.

Euro 1: L'Introduzione del Catalizzatore

Le auto Euro 1 sono quelle immatricolate a partire dal primo gennaio 1993, conformi alla direttiva europea 91/441, e benzina dotate di catalizzatore (marmitte catalitiche) oppure per i modelli diesel l’alimentazione a iniezione. Presentano un limite massimo di emissioni di monossido di carbonio di 2,72 g/km e di particolato di 0,14 g/km. Si tratta quindi delle prime automobili che hanno dovuto rispettare al momento dell’omologazione dei precisi standard definiti a livello europeo, in base alla direttiva 91/441.

Euro 2: Ulteriori Riduzioni di CO2

La classe ambientale Euro 2 designa le auto che sono state immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, che rispettano la direttiva 94/12, che impone una riduzione ulteriore delle emissioni di CO2. I limiti massimi per il monossido di carbonio per le auto benzina Euro 2 e diesel Euro 2 sono di 2,20 g/km, mentre per il particolato sono di 0,08 g/km.

Euro 3: Un Passo Avanti nel Millennio

Tutte le auto immatricolate dopo il 1° gennaio 2001 hanno la classe ambientale Euro 3. Le auto Euro 3 devono rispettare la direttiva 98/69 ed hanno un limite massimo di monossido di carbonio (CO) di 2,30 g/km per le auto benzina e di 0,64 g/km per le diesel, mentre per entrambe le alimentazioni le emissioni di particolato sono limitate a 0,05 g/km. Siamo alla terzultima classe della Tabella Euro auto, ovvero la classe ambientale Euro 2, per le automobili immatricolate a partire dal 1997.

Euro 4: Un Intervallo Cruciale per la BMW 320d (2007)

L'Euro 4 è entrato in vigore dal 1° gennaio 2006 e rientrano in questa classe ambientale tutte le auto immatricolate a partire dal primo gennaio 2006 e fino al 2009. Questo significa che la BMW 320d del 2007, essendo stata immatricolata in questo intervallo, rientra nella categoria Euro 4. Le auto Euro 4 devono seguire la direttiva 98/69B, che prevede ulteriori riduzioni delle emissioni di CO2. Questa classe è stata creata a partire dalla stessa direttiva europea dell’Euro 3, ovvero la direttiva 98/6B, ma interpretata in modo più stringente, e quindi con una soglia più bassa di emissioni.

Andando ancora più indietro con gli anni di omologazione e più in basso nella Tabella Euro auto si incontra la classe Euro 4. Si parla in questo caso di veicoli immatricolati a partire dal 1° gennaio 2005. Di fatto, ad oggi, le auto Euro 4 possono circolare anche in caso di blocchi del traffico ma ancora per poco, poiché le normative ambientali stanno diventando sempre più stringenti. Va detto che, in alcuni casi, per le auto Euro 4 è ancora oggi possibile circolare liberamente durante i giorni di blocco del traffico.

La guida alle classi ambientali e la normativa Euro

Euro 5: Nuove Sfide per i Diesel

Le auto Euro 5 sono tutte quelle omologate dopo il 1° settembre 2009, ma prima del 2014, rientrano nella classe Euro 5, fatta eccezione per quelle che erano già a listino all’entrata in vigore della norma che sono state immatricolate fino al primo gennaio 2011 nonostante non rispettassero gli standard Euro 5. Più precisamente, sono da considerarsi Euro 5 tutte le automobili omologate dopo il suddetto settembre del 2009 e immatricolate a partire dal gennaio del 2011. Anche qui si trova una suddivisione interna, tra Euro 5A e Euro 5B, sottoclasse che è stata introdotta nel 2012.

Se si possiede un'auto Euro 5 benzina si può godere di una certa tranquillità, in quanto generalmente possono circolare senza restrizioni. Mentre, le auto diesel Euro 5 subiscono diverse restrizioni per i blocchi del traffico, ma il divieto di circolazione scatterà dal 2026. Già per le automobili Euro 5 possono scattare dei problemi in caso del blocco del traffico. Un esempio concreto è per esempio il blocco del traffico imposto a Padova poche settimane fa per i livelli di smog: in quel caso sono state bloccati anche i veicoli Euro 5 diesel commerciali. Solo le auto diesel Euro 5 fanno eccezione, visto che anche questa categoria viene spesso colpita dai blocchi del traffico per ridurre l’inquinamento cittadino.

Differenze tra Euro 4 e Euro 5

Euro 6 e le Sue Sottoclassi: L'Era delle Emissioni Controllate

L'Euro 6 (in vigore dal settembre 2014) non muta i limiti di emissione di monossido di carbonio (CO) e particolato (PM) rispetto ai già bassi livelli previsti dalle precedenti Euro 5, ma riduce quelli di ossidi di azoto (NOx) e numero di particelle di particolato (polveri sottili). Le auto Euro 6 sono tutte quelle immatricolate a partire dal 1° settembre 2015. All’interno di questa categoria si sono poi aggiunte le sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C e 6D-Temp che si differenziano tra di loro per il quantitativo di emissioni accertato in fase di omologazione. Va detto che l’Euro 6 conta delle suddivisioni anche importanti al proprio interno, passando dalla classe Euro 6A per arrivare alla classe Euro 6D; le varie suddivisioni vengono fatte in base alle emissioni verificate al momento dell’omologazione.

Chi è alla ricerca di incentivi per l’acquisto dell’automobile deve ovviamente guardare a questa classe, e in particolare alle automobili Euro 6 con le emissioni più contenute. Vengono previsti incentivi fino a € 3.500 se si rottama un veicolo con più di 10 anni di vita. Attualmente le auto benzina Euro 6 possono ancora circolare in caso di blocchi del traffico dato che sono poco inquinanti e mantengono un buon valore dell’usato a differenza delle equivalenti auto diesel. Invece, le auto diesel Euro 6, nonostante siano le più recenti sono soggette a blocchi del traffico. La lotta al diesel, al contrario, prosegue senza interruzioni di colpi. Questi motori sembrano essere considerati dai legislatori gli unici responsabili dell’inquinamento cittadino e spesso vengono colpiti da provvedimenti molto stringenti anche a fronte di emissioni davvero contenute.

La guida alle classi ambientali e la normativa Euro

È importante notare che l'Euro 6 si è evoluto nel tempo in diverse sottoclassi (o revisioni) che prevedono tempistiche operative e standard omologativi differenti:

  • Euro 6A e 6B: veicoli omologati da 1.9.2014 e immatricolati da 1.9.2015. La classe ambientale auto Euro 6a è applicata alle auto immatricolate da gennaio 2016, che devono rispettare limiti di emissioni di CO di 0,5 g/km per i diesel e 1 g/km per i benzina, di NOx pari a 0,080 g/km per i diesel e 0,060 g/km per i benzina e di particolato (PM) di 0,005 g/km per entrambi i tipi di carburante. La sigla di riferimento è 715/2007*692/2008. La categoria auto Euro 6b, applicata alle auto immatricolate da gennaio 2016,con emissioni di particolato (PM) ridotte a 0,0045 g/km per gasolio e benzina. La sigla di riferimento è 715/2007*692/2008.

  • Euro 6C: veicoli omologati da 1.9.2017 e immatricolati da 1.9.2018. La vera modifica introdotta con l'Euro 6C sta nel metodo: per la prima volta lo standard per la rilevazione delle misure dei vari parametri di inquinamento NEDC (New European Driving Cycle), è stato sostituito dal 1 settembre 2017 dal nuovo ciclo di omologazione WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure) e affiancato dalla prova su strada RDE (Real Driving Emissions): in sostanza, i limiti da rispettare restarono formalmente gli stessi della classe antinquinamento Euro 6, ma il monitoraggio delle emissioni avviene nuovi metodi di misurazione più difficili da rispettare. Le auto Euro 6c sono quelle immatricolate dal settembre 2017, anno in cui è stato introdotta una riduzione del PM per le auto a benzina a 600 miliardi per chilometro e un nuovo metodo di rilevamento su strada, chiamato WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedures). La sigla di riferimento è 136/2014.

  • Euro 6D-temp (o Euro 6.2): veicoli omologati dal 1.9.2018 e immatricolati da 1.9.2019. Dopo l'Euro 6C, da settembre 2019 è entrato in vigore l'Euro 6D in due fasi: la prima, temporanea: Euro 6D-temp (o Euro 6.2). Valida per le omologazioni a partire da settembre 2018, ma obbligatoria per tutte le auto immatricolate dal 1° settembre 2019, l'Euro 6d-temp affianca alle prove di laboratorio la misurazione delle emissioni su strada attraverso la procedura RDE, ma solo per gli ossidi di azoto (NOx) e il numero di particelle di particolato (polveri sottili). Si stabilisce qui una soglia di tolleranza tra i dati (relativo agli NOx) rilevati nel ciclo in laboratorio e in quello su strada. La classe auto Euro 6d-Temp è valida dall’autunno 2017 e ci rientrano le auto prodotte con i livelli d’inquinamento degli NOx rilevati su strada RDE (Real Driving Emissions) mentre il rilevamento della CO tramite WLTP. In questa prova la differenza tra le emissioni misurate nel ciclo in laboratorio (limite per i NOx 60 mg/km per i benzina Euro 6 e 80 mg/km per i diesel Euro 6) e in quello su strada potrà arrivare massimo al 110%. La sigla di riferimento è 646/2016.

  • Euro 6D "piena" (o Euro 6.3): veicoli omologati da 1.1.2020 e immatricolati da 1.1.2021. La seconda fase, definitiva: Euro 6D "piena" (o Euro 6.3). La categoria auto Euro 6d è applicata alle auto immatricolate dal gennaio 2021 e stabilisce che la differenza rilevata tra le emissioni WLTP e quelle misurate nella prova RDE non possa superare il 50% (limite per i NOx 90 mg/km per i benzina e 120 mg/km per i diesel). La sigla di riferimento è 1154/2017.

  • Euro 6E: veicoli omologati da 1.9.2023 e immatricolati da 1.9.2024.

Dopo lo scandalo emissioni del 2015 (Dieselgate), divenne evidente anche ai non addetti ai lavori che le emissioni nocive reali (soprattutto quelle di ossidi di azoto, NOx) erano di molto superiori (400-500%) a quelle rilevate nei test di laboratorio su cui da sempre si basavano le prove di omologazione dei veicoli. Questo ha spinto verso l'adozione di cicli di test più realistici come il WLTP e le prove su strada RDE.

Infografica sull'evoluzione dei limiti di emissione Euro 6

Il Futuro delle Classi Ambientali: Verso Euro 7

Con l'avvicinarsi dello standard Euro 7, previsto per il 29 novembre 2026, e l'aumento dell'interesse per le auto elettriche e ibride, le normative ambientali continueranno a evolversi. La classe auto Euro 7 imporrà tagli fino al 50% delle emissioni di NOₓ rispetto a Euro 6, con soglie particellari equiparate a quelle del particolato fine. I nuovi limiti copriranno anche particolato derivante da freni e pneumatici, finora non normate, misurate tramite protocolli RDE (Real Driving Emissions), oltre a regolamentare le emissioni sonore. A partire dal 2025 si introdurrà il nuovo standard di classe ambientale: Euro 7.

Le classi ambientali auto Euro sono ormai diventate un punto di riferimento fondamentale su più fronti, dai blocchi del traffico in città, i quali sono fatti per l’appunto in base al livello di inquinamento dei vari veicoli, andando a vietare la circolazione alle auto più inquinanti, agli eventuali incentivi per l’acquisto, previsti per le automobili più green. Conoscere la collocazione di un veicolo all’interno della Tabella Euro diventa fondamentale, in ottica di utilizzo o di acquisto.

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