La storia dell’automobile è costellata di icone, ma poche vetture incarnano lo spirito della competizione e l’eccellenza tecnica come la BMW 328 Mille Miglia Touring Coupé. Questo capolavoro, nato dalla visione di ingegneri lungimiranti e dalla maestria artigianale italiana, non è solo una macchina da corsa, ma una vera pietra miliare della storia BMW, capace di definire l'identità del marchio meglio di qualsiasi altro modello pre-bellico.

Genesi di un progetto ambizioso: la nascita della BMW 328
A metà degli anni trenta, la BMW era già presente nelle corse con modelli come la 315/1 e la 319/1, due roadster basate sullo stesso telaio e con meccanica simile, che però erano strettamente di serie. La Casa tedesca divenne sempre più interessata a quel mondo in cui le gare venivano disputate da vetture derivate dalla produzione in serie, ma opportunamente riviste per essere competitive. All’interno del reparto corse guidato da Fritz Fiedler, giunto alla BMW dalla Horch nel 1932, nacque quindi un progetto ambizioso: la 328.
Il progetto, avviato nel 1935, fu affidato a Rudolf Schleicher e a Fritz Fiedler. Un’unica grossa limitazione fu il contenimento quasi esasperato del budget: in pratica si doveva lavorare quasi esclusivamente con ciò che si aveva già in casa. Come base di partenza venne scelta proprio la 319/1 e il suo telaio a tubi, che fu rivisto e rinforzato in funzione di un utilizzo più gravoso. Per motivi di budget, non fu consentito l'utilizzo di un compressore volumetrico, né venne permessa la progettazione di una nuova testata ad asse a camme in testa.
La BMW 328 fece la sua prima apparizione davanti al pubblico il 14 giugno 1936, in occasione dell'Eifelrennen al Nürburgring, dove riuscì a portare a casa una promettente vittoria con Ernst Henne al volante. Da quel momento, la sportiva BMW 328 sarebbe passata alla storia come una leggenda, accumulando oltre 200 successi.
La ricetta tecnica: il cuore pulsante e la struttura superleggera
Il propulsore della 328 era siglato M328 ed apparteneva alla famiglia comprendente le prime unità a 6 cilindri di casa BMW, derivato dal motore da 1971 cm³ della 326. La testata fu dotata di camere di scoppio emisferiche e valvole disposte a V. L'inedita soluzione per la distribuzione utilizzava un asse a camme laterale con un sistema particolare di aste e bilancieri, che prevedeva anche una corta asta trasversale adibita ad azionare la valvola posta sul lato opposto.
L'alimentazione era affidata a tre carburatori Solex. Grazie all'innalzamento del rapporto di compressione da 5,6:1 a 7,5:1, questo motore erogava nella configurazione di base una potenza massima di 80 CV. Applicati ad un corpo vettura di appena 780 kg, tali valori garantivano prestazioni eccellenti, con un allungo massimo di oltre 150 km/h.
La carrozzeria, realizzata quasi esclusivamente in lega di alluminio su una struttura in legno, poggiava su un telaio di tubi a sezione ovale. Dal punto di vista stilistico, la 328 abbandonò il tradizionale design squadrato per adottare linee più fluide e funzionali all’aerodinamica: fari semincassati nei parafanghi, calandra inclinata all'indietro e spigoli arrotondati.

Il sodalizio con la Carrozzeria Touring di Milano
Verso la fine degli anni 30, la produzione si arricchì di alcune versioni speciali. Il modello più famoso in questa esclusiva cerchia fu una BMW 328 Coupé commissionata alla rinomata Carrozzeria Touring di Milano nel 1938/39. L'italiana Carrozzeria Touring vantava notevole esperienza grazie alle sue strutture cosiddette "superleggere", pannelli d'alluminio e costruzioni tubolari estremamente leggere.
Il telaio numero 85368, che porta il numero touring 2312, consisteva di una struttura tubolare filigranata e di un rivestimento esterno in alluminio. Questa costruzione permetteva a questo coupé pronto per le competizioni di contenere il peso in appena 780 kg. Con un motore sei cilindri in linea da 130 CV sotto il cofano, la due posti raggiungeva la velocità massima di 220 km/h.
La Mille Miglia del 1940: il trionfo della Freccia Rossa
La Mille Miglia è stata la più dura gara di durata al mondo per tre decenni. L'edizione del 1940, nota come Gran Premio di Brescia, si disputò su un circuito triangolare tra Brescia, Cremona e Mantova. Nonostante la seconda guerra mondiale fosse già iniziata, Brescia non volle rinunciare alla sua Freccia Rossa.
Il 28 aprile 1940, il leggendario gentleman driver Fritz Huschke von Hanstein, in coppia con Walter Bäumer, coprì per primo le 1.000 miglia (1.600 km) che costituivano il percorso. Il pilota "barone" Hanstein, allora 29enne, piazzò la BMW n. 70 alla testa dei 74 corridori iscritti fin dalla partenza e coprì l'intera distanza in meno di 9 ore, ad una media di quasi 170 km/h. Il team BMW tagliò il traguardo con 15 minuti di vantaggio sulla scuderia Alfa Romeo, le cui berlinette da 2.500 cc, seppur elegantissime, risultavano penalizzate da un peso di circa 1.000 kg.
La Mille Miglia.
L’odissea e il ritorno a casa
È la fine di un'odissea durata 50 anni: la BMW 328 Mille Miglia Coupé, con cui von Hanstein e Bäumer vinsero l'edizione del 1940, ha finalmente imboccato la via del ritorno a Monaco. Circa 17 anni fa la vettura fu scoperta e restaurata dal collezionista californiano Jim Proffit. Da allora, l'auto ha preso parte a numerosi Concorsi d'Eleganza e rievocazioni storiche.
Proffit e il Gruppo BMW hanno negoziato il ritorno dell'eccezionale auto da corsa. "È difficile trovare un altro modello pre-bellico capace di definire meglio il marchio BMW di quanto possa fare questo coupé", ha commentato Holger Lapp, Direttore della Mobile Tradition BMW. La consegna ufficiale è avvenuta lo scorso 22 ottobre, seguita da una prova su strada che ha sancito il rientro definitivo di questo gioiello nel patrimonio della casa madre.
La Mobile Tradition: custode dell'eredità BMW
La "Mobile Tradition" è l'anima e la memoria del Gruppo BMW, istituita nel 1994 con lo scopo di mantenere vivi la storia della società e dei suoi prodotti. Questa divisione non considera l'eredità come conservazione statica del passato, ma come coinvolgimento attivo dei prodotti d'epoca, che un tempo incarnavano il piacere di guidare e che dovrebbero continuare a svolgere questa funzione anche adesso.
Tutte le attività mondiali inerenti all'eredità del Gruppo BMW sono coordinate da questa divisione, che include gli Archivi Storici, un Dipartimento di Servizi Tecnici, il Marketing e Comunicazione, la Collezione di modellini d'epoca e un dipartimento dedicato alla fornitura dei ricambi. Attraverso queste attività, la memoria della 328 e dei suoi successi continua a vivere, rendendo omaggio a un’epoca in cui il coraggio, l'ingegno e la velocità definivano il progresso automobilistico.
