BMW Asso di Quadri: Un Ponte tra Design Futuristico e Produzione

Il mondo dell'automotive è un ciclo continuo di innovazione, dove le idee audaci di oggi diventano le pietre miliari di domani. Negli anni '70, l'industria automobilistica fu testimone di una rivoluzione stilistica, un'ondata di design angolare e a cuneo che ridefinì il concetto di automobile sportiva. Al centro di questa trasformazione, emergono progetti affascinanti e spesso trascurati, come la serie "Asso" di Italdesign, con particolare attenzione all'enigmatico "Asso di Quadri". Questo concept, nato dalla collaborazione tra Giorgetto Giugiaro e la storica carrozzeria Karmann, basato sulla meccanica della BMW 320, rappresenta un capitolo affascinante nella storia del design automobilistico, un ponte tra la spinta verso forme futuristiche e la concreta possibilità di produzione di massa.

L'Ascesa del Design a Cuneo e le Sue Radici

L'influenza del design angolare sulle auto si estese ben prima degli anni '80 e dell'iconica Lamborghini Countach. Già negli anni '60, si assisteva a una crescente audacia nelle linee delle vetture. Caratteristiche uniche come i grandi finestrini dei passeggeri divisi e il muso più angolare puntavano verso la produzione della Lamborghini Espada dal 1968, un esempio precoce dell'estetica che stava prendendo piede. Altri studi di design, influenzati dalle forme geometriche, emersero in quel periodo.

Un nome che risuona con forza in questo contesto è quello di Marcello Gandini. Nel 1968, Gandini presentò l'Alfa Romeo Carabo, un'auto che non era semplicemente angolare, ma composta quasi interamente da angoli acuti. Oltre alla sua forma radicale, la Carabo fu pioniera delle porte a forbice, un elemento stilistico che sarebbe diventato una firma distintiva per Lamborghini poco tempo dopo.

Non volendo essere da meno, il connazionale di Gandini, Giorgetto Giugiaro, presentò la Bizzarrini Manta nello stesso anno, come una sorta di risposta contemporanea al Carabo. La Manta, pur condividendo l'estetica a cuneo, presentava un approccio leggermente più convenzionale rispetto all'audacia della Carabo.

La Mercedes-Benz non rimase indifferente a questa tendenza e nel 1969 colse la palla al balzo delle forme a cuneo, introducendo modelli di test radicali come la C111. Similmente alla Marzal (un altro concept di Gandini), la C111 sfoggiava le porte ad ala di gabbiano, un omaggio alle leggendarie 300SL del decennio precedente.

L'ItalDesign di Giugiaro, nel 1969, portò al Motor Show di Torino una versione meno estrema delle forme a cuneo, dimostrando la versatilità di questo stile. Pininfarina, desideroso di non rimanere indietro, presentò nel 1970 la Modulo, un concept ancora più estremo. Basata su un telaio da corsa 512, il suo design radicale, con un corto sbalzo posteriore e una coda tronca, la faceva assomigliare più a una macchina da corsa che a un'auto stradale.

Concept car anni '70 con design a cuneo

L'Evoluzione del Design e l'Introduzione della Serie "Asso"

Giorgetto Giugiaro continuò a esplorare le potenzialità del design a cuneo. Nel 1970, realizzò la Porsche Tapiro, un prototipo che prefigurava la forma di base che si sarebbe poi sviluppata nella Maserati Bora del 1971 (anch'essa progettata da Giugiaro) e, in seguito, nella iconica DeLorean DMC12.

Nel 1971, la Boomerang di Italdesign portò il concetto della Tapiro a un livello ancora più estremo, sebbene presentasse somiglianze con i precedenti progetti di Gandini. Il profilo era decisamente angolato, simile a quello della Fiat X1/9, progettata da Bertone nel 1972. La creazione risultante fu sorprendente e riapparve, in una forma rivista, nella M1 progettata da Giugiaro nel 1978.

Giugiaro continuò il percorso di Italdesign verso angoli "più convenienti" con l'Asso di Picche nel 1973. Molti degli elementi di design di questo prototipo si possono facilmente ritrovare nell'Audi Quattro, come il montante e il finestrino posteriore. Altri richiami sono evidenti nella Scirocco e nella Golf di prima generazione, nella Lancia Delta e persino nella Maserati Kylami.

Il progetto Asso di Picche, commissionato dalla Karmann, fu una coupé a 4 posti basata sul pianale dell'Audi 80. L'impostazione stilistica era tipica degli anni '70, con linee spigolose e una forma a cuneo, e si poteva osservare una somiglianza esterna con la Maserati Boomerang. Per dare slancio alla vettura, Giugiaro giocò molto sulle proporzioni della carrozzeria: lo sbalzo anteriore maggiorato faceva apparire l'auto più piantata a terra, mentre lo sbalzo posteriore corto alleggeriva la coda con il montante posteriore a "delta". Un'altra caratteristica degna di nota è il fatto che l'Asso di Picche fu la prima vettura con i paraurti integrati nella carrozzeria.

L'Asso di Quadri: Un Progetto Concreto con Radici BMW

Giugiaro appianò il design dell'Asso di Picche con l'Asso di Quadri del 1976. Assemblata da Karmann, questa vettura presentava evidenti spunti di design dai progetti del 1981 per la seconda generazione della Volkswagen Scirocco (Karmann) e per la Isuzu Piazza / Impulse (Italdesign).

L'Asso di Quadri non è collegato all'Asso di Picche (1973) o all'Asso di Fiori (1979), se non per il nome. Giugiaro trasferì le linee marcate e aggressive dell'Asso di Picche in una forma più morbida e aerodinamica. I canali di scolo visibili furono eliminati. I finestrini, privi di cornici cromate e incollati alla carrozzeria, rappresentano sia un passo indietro (come nel concept Canguro del 1964) sia uno in avanti (come nell'Isuzu Piazza).

BMW Asso di Quadri concept

Su richiesta dello storico carrozziere tedesco Karmann, fu realizzato un coupé pronto per la produzione di massa, basato sulla meccanica della BMW 320. Questo progetto, datato 1976, mirava a creare una coupé immediatamente producibile. Nonostante il nome "Asso di Quadri", questo prototipo non era direttamente correlato all'Asso di Picche o all'Asso di Fiori, se non per il nome e per la visione creativa di Giugiaro.

La meccanica dell'Asso di Quadri era derivata dalla BMW E21. Il motore era longitudinale e la trazione posteriore, con un avantreno di tipo MacPherson e un retrotreno a bracci triangolari. Il propulsore proposto era il 4 cilindri M10 da 2.0L e 109 CV della E21 320i. La E21, una tre volumi, ricevette lo stesso trattamento dell'Asso di Picche, venendo trasformata in una coupé.

Il progetto congiunto di Karmann e Italdesign (almeno dal punto di vista tecnico) non differiva molto dalle auto del Gruppo Volkswagen introdotte poco dopo, trattandosi di una piattaforma a trazione anteriore. Entrambi i capi avevano la stessa ambizione: ottenere un lucroso contratto con il Gruppo Volkswagen che garantisse la stabilità finanziaria.

Tuttavia, il destino dell'Asso di Quadri fu lo stesso dell'Asso di Picche: non venne trasformata in un modello in produzione. Forse era in qualche modo legato alle evidenti somiglianze con la Volkswagen Scirocco, o forse BMW era troppo concentrata su un tipo di veicoli completamente diverso. La frase "BMW Asso Di Quadri - Ein bayerischer VW Scirocco?" racchiude questa incertezza e la curiosità che circonda il progetto.

La Scuola del Car Design fiorentino - Massimo Grandi - un progetto di Marcello Scalzo - UNIFI 2019

Oltre l'Asso di Quadri: L'eredità e le Influenze

Sebbene l'Asso di Quadri non sia mai arrivato alla produzione di serie, la sua influenza e quella dei suoi predecessori nella serie "Asso" sono innegabili. Il terzo tentativo di Italdesign di realizzare un concept pronto per la produzione ebbe successo quando fornì i propri servizi a Isuzu. Giorgetto Giugiaro aveva già creato il design esterno della "117" e, successivamente, le linee della carrozzeria della Isuzu Piazza.

L'Asso di Fiori, il concept di una vettura compatta presentato al Salone dell'Automobile di Ginevra nel 1979, fu subito al centro dell'attenzione. La carrozzeria, rivoluzionaria per l'epoca, era realizzata in alluminio e Kevlar. Questo design, con alcune modifiche, riapparve nel 1993 con l'Alfa Romeo GTV, presentato da Pininfarina, dimostrando la longevità e l'adattabilità delle idee stilistiche.

La serie "Asso" di Giugiaro, comprendente l'Asso di Picche, l'Asso di Quadri e l'Asso di Fiori, rappresenta un momento cruciale nell'evoluzione del design automobilistico. Questi prototipi non solo hanno anticipato tendenze stilistiche che avrebbero dominato gli anni successivi, ma hanno anche dimostrato la capacità di Giugiaro di coniugare estetica audace con potenziali soluzioni di produzione. L'Asso di Quadri, in particolare, rimane un affascinante esempio di come un design radicale potesse essere adattato a una piattaforma esistente, cercando una via per la realizzazione pratica, anche se alla fine non fu intrapresa.

La storia dell'Asso di Quadri è una testimonianza dell'innovazione incessante nel settore automobilistico, dove la visione di designer come Giugiaro continua a plasmare il futuro delle nostre strade, anche attraverso progetti che rimangono, purtroppo, solo prototipi. La ricerca di un equilibrio tra estetica, prestazioni e convenienza è una sfida costante, e l'Asso di Quadri incarna perfettamente questa ambizione. La sua eredità vive nei design che ha ispirato e nella continua esplorazione di nuove forme e funzionalità nel mondo delle automobili.

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