BMW: Un Secolo di Passione, Innovazione e Piacere di Guida

La BMW, acronimo di Bayerische Motoren Werke, è oggi uno dei marchi automobilistici più prestigiosi al mondo. La sua lunga storia, che ha celebrato il centenario nel 2016, è costellata di modelli iconici che hanno segnato la storia dell’auto, caratterizzata da una ricca passione e innovazione. Questa storia ha conosciuto momenti di difficoltà, in particolare in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, per poi risollevarsi e affermarsi sempre più nello scenario automobilistico internazionale, diventando il primo produttore mondiale nel segmento “premium”. Scopriamo insieme la sua affascinante evoluzione.

Logo BMW con elica stilizzata

Le Origini Aeronautiche e la Nascita del Marchio (1913-1922)

Le origini di BMW risalgono al 1913, quando l’ingegner Karl Rapp e il commerciante Julius Auspitzer fondano a Monaco la Rapp Motoren Werke, con l'obiettivo di produrre e vendere motori d’ogni genere, specialmente per aeroplani. L’industria meccanica tedesca era impegnata a migliorare la potenza e l’affidabilità dei nuovi aerei da caccia, che per la prima volta rivestivano un importante ruolo bellico. Max Friz, uno dei brillanti ingegneri del reparto corse Daimler, si trasferì alla Rapp Motorenwerke con la speranza di veder realizzato il suo progetto per un motore d’aereo con sei cilindri in linea e albero a camme in testa, in grado di funzionare a quote molto elevate. Josef Popp, che in seguito assumerà la guida dell'azienda, capì immediatamente il potenziale tecnologico avanzato di questo propulsore.

Il 7 marzo 1916, la Rapp Motorenwerke si fuse con un’altra azienda tedesca di Monaco costruttrice di motori d’aereo, la Gustav Otto Flugmaschinenfabrik, andando a costituire un consorzio industriale registrato come Bayerische Flugzeugwerke (BFW). Nonostante la sigla non sia ancora quella del famoso costruttore automobilistico, alcuni storici assumono proprio il 7 marzo 1916 come data di nascita della BMW. Pochi mesi dopo la fusione, Gustav Otto lasciò l’azienda omonima, e il 26 novembre 1916 Josef Popp ne assunse la guida, mutando la ragione sociale della Rapp Motorenwerke in Bayerische Motorenwerke GmbH (BMW). Tale cambiamento di ragione sociale fu datato 21 luglio 1917, e con la sua registrazione alla Camera di Commercio il marchio BMW fece per la prima volta la sua comparsa. Per molti storici, questa è la data di nascita ufficiale del costruttore bavarese. La produzione di motori aeronautici proseguì per tutto l’ultimo periodo della prima guerra mondiale, in particolare con il celebre motore BMW IIIa, progettato da Friz.

Nello stesso periodo, Popp brevettò il nuovo logo della Casa, ossia il campo circolare nero contenente la concentrica rappresentazione dei colori nazionali bavaresi (bianco, azzurro e oro), che simboleggia un’elica in movimento. Questo simbolo è giunto fino al XXI secolo con poche variazioni grafiche e cromatiche. Il 13 agosto 1918, la Bayerische Motorenwerk GmbH mutò in Bayerische Motorenwerk AG, una società per azioni.

Al termine del conflitto, le decisioni scaturite dal patto di Versailles del 1919 portarono molti cambiamenti, proibendo la costruzione di aerei e troncando così ogni possibilità di sviluppare i collaudati motori IIIa. L’inflazione galoppante mise in seria crisi il tessuto industriale tedesco. Fu a questo punto che Camillo Castiglioni, già fondatore della Süddeutsche Bremsen-AG, intervenne in maniera più incisiva nelle sorti della Casa dell’Elica, rilevando per intero la BMW nella primavera del 1922 e indirizzando la produzione inizialmente verso i rami motociclistico e nautico. Le ex-proprietà immobiliari della BFW vennero rilevate da Castiglioni e annesse alla Süddeutsche Bremsen, portando alla scomparsa della Bayerische Flugzeugwerke.

La Conversione all'Automobilismo e i Primi Successi (1923-1939)

La produzione motociclistica fu voluta da Popp e Castiglioni per cercare nuovi sbocchi di mercato e utilizzare le conoscenze tecniche acquisite. Il primo modello di motocicletta a marchio BMW risale al 1923 e venne commercializzato come BMW R32, capostipite di svariate generazioni di motocicli. Ma il ramo industriale per il quale la Casa bavarese diverrà più famosa in assoluto fu quello automobilistico.

La nascita e lo sviluppo della produzione automobilistica BMW si svolsero a cavallo tra la fine degli anni ‘20 e l’inizio degli anni ‘30. Non si volle partire da zero, ma rilevare un costruttore già avviato, dalla reputazione consolidata ma in quel momento gravato da pesanti difficoltà finanziarie. La scelta cadde sulla Fahrzeugfabrik Eisenach, che già da diversi anni stava producendo autovetture con marchio Dixi. L’accordo fu perfezionato il 14 novembre 1928, quando la BMW acquistò il costruttore di Eisenach. Inizialmente, la vetturetta di Eisenach continuò a essere prodotta con marchio Dixi, la Dixi DA1, una versione prodotta su licenza della Austin Seven britannica. Alla fine del luglio 1929, la vetturetta cominciò a essere commercializzata con il marchio dell’Elica, diventando la BMW 3/15. Questo modello ebbe un grande successo, venendo venduto fino al 1932 in dodicimila esemplari. La sua popolarità aiutò a superare il periodo critico della Grande Depressione.

Il primo modello di concezione propria fu invece la BMW 3/20, erede della 3/15. Apparentemente simile al modello di derivazione Austin, era in realtà frutto di un progetto nuovo, segnando l’emancipazione della produzione automobilistica BMW. Nel 1933, con l’arrivo del nuovo responsabile del settore tecnico Fritz Fiedler, l’azienda bavarese passò alla produzione del primo motore a sei cilindri ad alte prestazioni e del primo modello di vettura di classe superiore, la leggendaria BMW 303, una berlina compatta che ebbe grande successo. In questa vettura comparve per la prima volta il classico modello del radiatore anteriore a forma di reni affiancati, che diverrà tipico di tutte le auto BMW.

Negli anni seguenti, BMW sviluppò modelli di classe elevata come la BMW 326 presentata nel 1936, il primo modello con le porte posteriori, e la BMW 320, con i quali la Casa dell’Elica lanciò per la prima volta la sua sfida alla Mercedes-Benz nel settore delle auto di prestigio. Il salto si ebbe con la BMW 328 a due posti, presentata nel 1936, che fungerà da prototipo per le future vetture da corsa e a cui si deve la diffusione del marchio BMW in tutto il mondo. Dotata di un moderno motore con testata in lega leggera e valvole a V e di grandi qualità dinamiche, la 328 fece crescere la fama della BMW come marchio sportivo, ottenendo numerose vittorie nelle competizioni agonistiche, tra cui il rally RAC nel 1939 e l’edizione della Mille Miglia del 1940. La BMW 328 è considerata una delle vetture da corsa di maggior successo nella lunga storia della BMW nell’automobilismo.

La Seconda Guerra Mondiale e la Difficile Ricostruzione (1940-1959)

Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, la BMW partecipò allo sforzo bellico della Germania nazista. La dirigenza del complesso militare-industriale del III Reich commissionò alla BMW la produzione di numerosi veicoli militari, tra cui la realizzazione di una delle più classiche motocarrozzette della storia, la R75. Ma soprattutto, la Casa dell’Elica si impegnò nello sviluppo e produzione in massa di motori aeronautici, acquisendo già nel 1939 lo stabilimento berlinese della Brandeburgische Motorenwerke. Fra i vari motori prodotti dalla BMW in quel periodo vi fu il famoso motore radiale BMW 801 a 14 cilindri, montato a partire dal 1941 sull’eccellente caccia Focke-Wulf Fw 190, che grazie a questo motore aveva prestazioni formidabili e nel periodo 1942-1943 si dimostrò superiore agli aerei avversari. Il motore BMW 801 equipaggiò anche molti altri aerei della Luftwaffe. Durante la guerra, la BMW impiegò numerosi lavoratori stranieri trasferiti forzatamente in Germania e sfruttò ampiamente la manodopera praticamente gratuita fornita dal sistema dei campi di concentramento.

Motore radiale BMW 801

Finita la guerra, la situazione fu ancora più drammatica che trent’anni prima. La Germania era ridotta in macerie, il mercato era a zero, e di motori d’aviazione, che erano diventati la parte più importante della produzione BMW, nessuno si faceva più niente. BMW visse altri problemi a causa del sequestro dello stabilimento di Monaco da parte degli Alleati, oltre alle tre fabbriche situate nella Germania orientale che vennero prese dai sovietici.

La ripresa avvenne grazie al Piano Marshall. Con la nascita della Repubblica Federale Tedesca (1949), si ripresero lentamente i consumi. La BMW ottenne l’autorizzazione, dagli occupanti americani, di produrre prima pentole, poi biciclette e motociclette, campo in cui conquistò il 90% del mercato. La produzione automobilistica riprese nel 1951 con il lancio della berlina 501.

Nel 1955 nacque la Serie 600, prima ammiraglia di lusso BMW. Nel 1956, esce la 507, elegante spider a due posti presentata al Salone dell’Auto di New York del 1955. Questa roadster, frutto di perizia artigianale, veniva personalizzata in base alle esigenze dei singoli clienti. Due anni dopo (1957), la BMW presentò la Isetta, una motocoupé di soli 2,29 m, realizzata su licenza dell’italiana ISO. Nonostante fosse sul fronte opposto rispetto alla 507, il suo successo fu enorme. Alla fine degli anni Cinquanta, dal punto di vista societario, la BMW entrò in crisi e per poco non si fuse con Mercedes. Sarà solo la nuova gestione della famiglia Quandt, gli attuali proprietari, a salvarla, diventando azionisti di maggioranza per la BMW nei primi anni ’60.

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L'Ascesa al Segmento Premium e l'Innovazione Continua (1960-1999)

Negli anni Sessanta, la serenità economica garantita dalla famiglia Quandt condusse al lancio di modelli rivoluzionari. Nel 1962 venne lanciata la nuova Classe 1500, antesignana delle odierne Serie 3 e Serie 5. Questa auto compatta e dinamica segnò l’affermazione definitiva della BMW nel segmento medio. Dal 1963 venne sostituita dalla BMW 1800, e dal 1966 uscirono quasi 140.000 BMW 2000.

Gli anni Settanta segnarono il vero decollo di BMW. Con l’ingresso dell’amministratore delegato Eberhard von Kuenheim, il suo intervento del 1970 trasformò BMW in un marchio globale. Con le serie 3, 5 e 7, le grandi berline di lusso, BMW uscì dalla nicchia delle auto sportive ed entrò direttamente in concorrenza, per la prima volta, con la Mercedes. Nel 1972 nacque la Serie 5, una berlina a quattro porte sportiva e dalle linee filanti. Nello stesso anno, nacque la divisione sportiva BMW M, destinata a vetture ad alte prestazioni. La 2002 Turbo degli anni ’70 è considerata la prima vera sportiva BMW. Nel 1976 la prima vera vittoria sportiva della Casa bavarese arrivò grazie all’auto 3.0 CSL, che conquistò la 24 Ore di Daytona. La M1 del 1978 ridefinì le supersportive. Nel 1982 venne prodotta per la prima volta nella storia della BMW la versione ultrasportiva M, che resterà una delle berline più vendute di sempre. La Z1 con le sue portiere ad ali di gabbiano fece scalpore alla fine degli anni ’80. La Serie 7 E32 fu la prima ammiraglia high-tech.

L’arrivo della E36 nel 1990 ridefinì gli standard della categoria compatte di lusso. La Serie 7 di quinta generazione portò al debutto il primo motore V12 su una BMW. Nel 1992 iniziò l’era di Chris Bangle alla BMW, il designer che più ogni altro influenzerà la nuova immagine del marchio, stupendo tutti con le nuove Serie 7 e Serie 5. La Z3 del 1995, la prima roadster BMW moderna, ottenne un enorme successo grazie anche alla comparsa nei film di James Bond. A fine anni ’80, con la versione M, e poi nel 1999, fa il suo debutto sulla scena il primo Suv: nasce l’X5.

Subì invece una drammatica battuta d’arresto la politica di acquisizioni societarie seguita negli anni Novanta. L’acquisto della Rover nel 1994 si rivelò un fallimento e la BMW se ne liberò quattro anni dopo, nel 2000, con gravi perdite, conservando di quest’ultimo solo il brand Mini. Il marchio Rolls-Royce entrò a far parte dello staff nel 2002, e dopo poco BMW rientrò nel motorsport.

BMW Z3 nei film di James Bond

Il XXI Secolo: Espansione, Elettrificazione e Prospettive Future

Siamo giunti alle soglie del 2000: la BMW è pronta per proiettarsi nel futuro. Negli anni 2000, BMW espanse la sua gamma in tutti i segmenti di mercato. Nel 2001 nacque la Serie 1, nuova entry level della gamma. La Serie 5 F10 del 2010 ridefinì il concetto di berlina di lusso sportiva. L’obiettivo è reinventare la mobilità urbana, tutelando l’ambiente e potenziando ulteriormente le prestazioni.

Nel 2014, la i3 e i8 inaugurarono l’era BMW elettrica e ibrida, segnando un importante passo verso la mobilità sostenibile. Oggi BMW produce vetture in ogni segmento, dalla citycar alla supercar, mantenendo intatto il suo DNA fatto di innovazione, performance e piacere di guida. Gli ultimi anni sono di grande progressione, tanto da superare la Mercedes e diventare il numero uno del segmento premium. Nel 2024, il BMW Group ha venduto oltre 2,45 milioni di automobili e più di 209.000 motocicli in tutto il mondo.

La BMW Concept Coupé Mille Miglia 2006: Un Ponte tra Storia e Futuro

La BMW Concept Coupé Mille Miglia 2006, un prototipo unico fabbricato in occasione della Mille Miglia 2006, rappresenta un affascinante omaggio alla storia e un simbolo delle future direzioni del design e dell'ingegneria BMW. Sebbene non sia destinata a vincere corse o ad annunciare futuri modelli di serie, questa due posti rende onore alle straordinarie imprese degli ingegneri che permisero a BMW, già vari decenni fa, di conquistare il primato nelle corse e nella progettazione automobilistica. Il suo design della carrozzeria è ispirato alla BMW 328 Mille Miglia Touring Coupé, la leggendaria due posti con cui Fritz Huschke von Hanstein e Walter Bäumer riportarono la vittoria durante l’edizione del 1940, mantenendo un record di velocità di 166,7 km/h imbattuto fino ad oggi.

BMW Concept Coupé Mille Miglia 2006

Gli sviluppatori e i progettisti del BMW Group dimostrano come valori tradizionali e competenze e visioni moderne possano fondersi in un veicolo affascinante. Passato, presente e futuro della progettazione si concentrano in questo studio. L'ambizione sportiva, la volontà di vincere e la creatività che assicurarono il successo alla BMW 328 Coupé durante la Mille Miglia 1940, continuano ad ispirare. I suoi creatori utilizzarono i metodi progettuali più avanzati del tempo, montando uno chassis leggero prodotto nella carrozzeria milanese Touring su un telaio a griglia e incrementando la potenza del motore 2.0 litri a sei cilindri in linea dagli originari 80 a 136 CV.

La BMW Concept Coupé non rinnega la sua fonte di ispirazione. La forma della carrozzeria non è dettata dalla nostalgia, ma piuttosto dall’aspirazione a interpretazioni avveniristiche dei tipici temi del design BMW. Lo studio è una prova della maestria dei progettisti BMW nell’arte di accogliere gli impulsi tradizionali e lasciarli fluire in nuovi modelli con l’aiuto del moderno know-how. Nello sviluppo della Concept Coupé, sono stati applicati metodi tradizionali, come la modellazione con il gesso, che continuano a essere una componente essenziale del processo creativo per il BMW Group.

Per la realizzazione della carrozzeria, gli sviluppatori hanno scelto la plastica rinforzata in fibra di carbonio (CFRP), dimostrando un impegno verso soluzioni innovative e leggerezza, come fecero i creatori della BMW 328 Mille Miglia Touring Coupé con l'alluminio. L’involucro è dipinto in fine silver/argento, una vernice estremamente brillante.

Il design della Concept Coupé offre soluzioni stilistiche e opportunità funzionali che potranno trovare un’applicazione pratica soltanto nei veicoli di serie di un futuro lontano. Il frontale, per esempio, è di grande impatto nel suo aspetto completamente nuovo, garantendo al contempo una visione migliore. I proiettori anteriori, realizzati con elementi a LED, sono applicati come elementi piatti, sfruttando la moderna tecnologia a LED per collocare potenti sorgenti di luce in spazi comparativamente piccoli. Il “rene” BMW assume un ruolo dominante sul frontale, come da tradizione.

Sotto la carrozzeria senza tempo della Concept Coupé entra in gioco la più avanzata tecnologia di serie: i componenti di azionamento della BMW Z4 M Coupé, la versione più potente della due posti sportiva purista. Il motore e le sospensioni di un’auto incondizionatamente sportiva assumono una nuova vocazione nella BMW Concept Coupé, costituendo la base ideale per una straordinaria dinamica. Questo dimostra come il rapporto tra eredità tradizionale e moderna tecnologia in questa forma sia assolutamente sensato.

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La Mille Miglia e il Legame con BMW

La storia della Mille Miglia e la storia del marchio BMW sono legate inseparabilmente da vari decenni. Questo stretto rapporto affonda le radici nelle classiche corse su strada disputate tra il 1927 e il 1957, e la tradizione continua a vivere nelle competizioni annuali per i veicoli d’epoca. La Mille Miglia è iniziata nel 1927 come corsa di lunga distanza su 1600 chilometri - o per meglio dire 1000 miglia - e viene riproposta dal 1977 sulla stessa lunghezza come prova di regolarità per le vetture storiche. Sono ammessi soltanto i modelli che erano già al via durante le corse classiche. In questo modo, la Mille Miglia unisce passato e presente in un evento unico al mondo per gli amanti dell’automobile.

BMW Mobile Tradition, la divisione auto classiche della Casa di Monaco, utilizza una serie di veicoli che definiscono nuovi standard nell’arte dell’ingegnerizzazione del loro tempo e sono oggi considerate pietre miliari nella storia della progettazione automobilistica. All'edizione 2006, aperta esclusivamente ai modelli che hanno preso parte ad almeno una delle Mille Miglia “classiche” tra il 1927 e il 1957, erano iscritte 375 squadre. Tra tali modelli spiccano la BMW 328, la BMW 327, la BMW 507 e l'Isetta. BMW Mobile Tradition schiera ben otto modelli di BMW 328 facenti parte del suo Museo di auto storiche, a testimonianza del profondo legame.

In BMW, la preservazione della tradizione automobilistica riveste un ruolo importante. I modelli di successo continuano a fornire l’ispirazione per concetti di veicoli moderni. Il rispetto di valori indispensabili come la sportività, l’efficienza e il puro piacere della guida indicano la strada da percorrere per un futuro brillante. La missione della Mobile Tradition nel BMW Group è coltivare, garantire e tenere in vita la storia del marchio e i veicoli a cui è associato. Dal 1994, tutte le attività del BMW Group sono coordinate con quella associata alla storia. La Mobile Tradition è l’anima e la memoria dell’azienda e la custode della sua storia, dei suoi marchi e dei suoi prodotti.

Mappa del percorso della Mille Miglia

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