Il progetto E36, volto alla realizzazione dell'erede della E30, ebbe inizio a metà degli anni ottanta. La E30 in produzione a quell'epoca stava riscuotendo un gran successo di vendite, malgrado alcuni difetti ancora non risolti come l'abitabilità interna migliorabile. Per la futura terza generazione della Serie 3, oltretutto, si ritenne opportuno far lievitare le dimensioni esterne, poiché così facendo, da una parte ci si sarebbe potuti mantenere al passo con la concorrenza, che sfornava modelli di sempre maggiori dimensioni ad ogni cambio generazionale, mentre dall'altra si sarebbe potuto risolvere o quantomeno migliorare il problema legato all'abitabilità.

Dimensioni e architettura: la ricerca dell'equilibrio
Nel marzo 1992 vi fu l'arrivo della versione coupé (sigla di progetto: E36/2), non solo una variante a 2 porte della berlina di base, ma una vettura con carrozzeria ridisegnata, anche se in maniera discreta e a prima vista poco appariscente. La BMW Serie 3 Coupé (E36) presenta una lunghezza di 4433 mm (174.53 in.), una larghezza di 1710 mm (67.32 in.) e un'altezza di 1366 mm (53.78 in.). Il passo, elemento cruciale per la dinamica, è di 2700 mm (106.3 in.).
L'aumento di ingombri in lunghezza venne dedicato in gran parte alla realizzazione di un frontale caratterizzato da un più efficace assorbimento degli urti. Inoltre, vennero utilizzati in gran parte lamiere zincate e altre componenti di carrozzeria in plastica. Quest'ultima soluzione contribuì al contenimento del peso e quindi anche al risparmio di carburante. La stabilità su strada e quindi anche la sicurezza furono fattori ottimizzati anche dalla perfetta ripartizione dei pesi tra avantreno e retrotreno, esattamente del 50% su ogni asse.
Evoluzione del design e aerodinamica
Da qualunque prospettiva si osservasse la nuova Serie 3, l'impressione era quella di avere a che fare con un'auto massiccia, robusta e che dava un gran senso di sicurezza. Il frontale mostrava già le prime grandi novità: prima di tutto i gruppi ottici anteriori, non più a fari tondi sdoppiati e non più circondati da una calandra uniforme per tutta la lunghezza del muso. Nella E36 erano infatti presenti doppi gruppi ottici racchiusi sotto un unico proiettore.
Linee più massicce che in precedenza anche per la vista laterale, dove il profilo del muso era più arrotondato e più aerodinamico, grazie anche ai montanti più inclinati, sia anteriormente che posteriormente. A tale proposito, va detto che un buon lavoro venne svolto sul fronte della penetrazione aerodinamica, come peraltro dimostrato dal Cx pari a 0.29, decisamente ottimizzato rispetto alla E30. La ricerca aerodinamica fu voluta per contribuire al contenimento dei consumi: a ciò contribuirono anche gli stessi fari anteriori carenati.

Dinamica e prestazioni: il cuore della 328i
Tra la fine del 1994 e l'inizio del 1995, la 325i venne sostituita dalla 328i, spinta da un motore da 2793 cm³ (170.44 cu. in.) in grado di erogare fino a 193 CV di potenza massima. Questa versione rappresenta l'apice dinamico per il grande pubblico, con una velocità massima di 236 km/h (146.64 mph) e un'accelerazione da 0-100 km/h in 7.3 secondi.
Per quanto riguardava le sospensioni, la BMW riprese l'avantreno della E30, con architettura di tipo MacPherson, mentre per quanto riguardava il retrotreno fece il suo debutto il nuovo schema Z-link sperimentato originariamente sulla concept che avrebbe dato i natali alla Z1. Questo nuovo schema, che pochi anni dopo si sarebbe evoluto come schema multilink e che in seguito sarebbe divenuta un must per tutti i modelli premium, fu all'epoca una delle prime soluzioni multilink mai introdotte in un'autovettura stradale.
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Ergonomia e interni: un salto generazionale
Gli interni della E36 erano più curati che nella E30. In effetti, un gran lavoro era stato svolto a livello di ergonomia, andando ad ottimizzare il già noto cockpit rivolto verso il conducente. Anche a livello di finitura, si lavorò per eliminare quei difetti venuti alla luce nella precedente generazione, vale a dire le plastiche non di qualità eccelsa, così come i rivestimenti in tessuto, ed inoltre, il tetto apribile con guarnizioni che tendevano a deteriorarsi lasciando filtrare l'acqua.
Sempre a proposito della plancia, va detto che venne ridisegnata, oltre che per renderne più attuale l'aspetto, anche per poter ospitare gli airbag, disponibili a richiesta. Rimase però quasi immutato rispetto a prima il livello di abitabilità. Nonostante le dimensioni sensibilmente aumentate, lo spazio a disposizione dei passeggeri posteriori crebbe di soli 3.8 cm.
Sicurezza e sostenibilità: i requisiti BMW
Un'altra specifica richiesta dai vertici BMW in fase di avvio del progetto fu quella di migliorare l'aspetto legato ai consumi di carburante e all'efficienza dei motori, nonché ai costi di esercizio. Ed ancora, si richiese ai progettisti della Casa dell'Elica di ottimizzare anche il fattore sicurezza. Infine, un'altra richiesta fu quella di ridurre al minimo possibile l'impatto ambientale legato al ciclo vitale di ogni esemplare. Più nello specifico, si richiese che la vettura fosse assemblata con componenti riciclabili per almeno l'80%.
Il modesto risultato di 1.5 stelle EuroNCAP ottenuto dalla E36 durante le prove di crash test non deve dare luogo ad equivoci: durante i crash test effettuati all'inizio della sua carriera, la E36 riuscì a soddisfare anche le normative USA dell'epoca, affermandosi quindi come un'auto ben progettata sotto il profilo della sicurezza. Merito anche della struttura monoscocca molto più rigida che non nella E30 (si parla di un 45% in più rispetto al modello uscente) e del passo molto più allungato (13 cm in più) rispetto al precedente modello.
La gamma nel tempo: motorizzazioni e aggiornamenti
Il progetto E36 ha visto una continua evoluzione. Nel 1992, le versioni 320i e 325i beneficiarono di alcune migliorie tecniche ai propulsori, migliorie che inclusero tra l'altro anche l'esordio della tecnologia VANOS relativa alla fasatura variabile della distribuzione. Nel 1995 vi fu il restyling di mezza età: vennero ridisegnati i paraurti, proposti in tinta con la carrozzeria, e la calandra. Anche i gruppi ottici anteriori ricevettero degli aggiornamenti (le lampade passarono dal tipo H1 al tipo H7) e le plastiche degli indicatori di direzione divennero bianche.

Le calotte degli specchietti retrovisori esterni vennero rimodellate per meglio rispondere ad esigenze di tipo aerodinamico e diminuire così il fruscio del vento che in precedenza era avvertibile anche dall'interno dell'abitacolo. Su tutta la gamma divenne di serie l'airbag per il passeggero. Dal punto di vista tecnico, vi furono alcuni leggeri aggiornamenti nel comparto sospensioni, ed in particolare delle barre stabilizzatrici.
La produzione della Coupé continuò fino al 1999, rappresentando un ponte fondamentale verso la successiva E46. La qualità dei materiali, l'introduzione dello schema Z-link e la ricerca aerodinamica hanno permesso alla Serie 3 E36 di consolidare il successo di un segmento che, ancora oggi, definisce gli standard di maneggevolezza e piacere di guida nelle vetture premium.