Il BMW Group, un colosso dell'industria automobilistica e motociclistica globale, ha registrato nel 2024 vendite superiori a 2,45 milioni di automobili e oltre 209.000 motocicli in tutto il mondo. Questa realtà, che oggi si estende in tutto il pianeta, ha radici profonde nella storia dell'ingegneria tedesca, caratterizzata da una costante ricerca di innovazione e performance. La sua evoluzione è un percorso affascinante che parte dalla produzione di motori aeronautici per arrivare ai veicoli elettrici di ultima generazione, toccando momenti cruciali della storia europea e mondiale.
Le Origini Aeronautiche e la Nascita di un Simbolo
Durante la Prima Guerra Mondiale, l'industria meccanica tedesca era impegnata a migliorare la potenza e l'affidabilità dei nuovi aerei da caccia, che rivestivano per la prima volta un ruolo bellico fondamentale. In questo contesto, la Daimler aveva sviluppato un motore aeronautico, realizzato dalla consociata austriaca Austro-Daimler e perfezionato da Max Friz, un brillante ingegnere del reparto corse Daimler, la cui attività era sospesa a causa del conflitto. Per ragioni di celerità produttiva, la costruzione dei motori Austro-Daimler, commissionata dal governo austriaco, venne affidata alla licenziataria bavarese Rapp Motorenwerke, un'azienda di Monaco di Baviera fondata nel 1913 da Karl Rapp e Julius Auspitzer. Friz stesso si trasferì alla Rapp Motorenwerke, con la speranza di vedere realizzato il suo progetto per un motore d'aereo con sei cilindri in linea e albero a camme in testa, capace di funzionare a quote molto elevate, ben oltre i 5.000 metri.
Josef Popp, che in seguito avrebbe assunto un ruolo chiave nell'azienda, comprese immediatamente il potenziale tecnologico avanzato di questo propulsore e ne caldeggiò l'adozione alla Rapp Motorenwerke. Il prototipo del nuovo motore, una volta realizzato, mostrò doti di potenza e leggerezza nettamente superiori alla produzione dell'epoca. Questa innovazione destò immediatamente l'interesse del Reich tedesco che, al fine di riconquistare la supremazia nei cieli, ne commissionò la costruzione in 600 esemplari.

Il 7 marzo 1916, la Rapp Motorenwerke si fuse con un'altra azienda tedesca di Monaco costruttrice di motori d'aereo, la Gustav Otto Flugmaschinenfabrik dell'ingegnere Gustav Otto, figlio del più celebre Nikolaus August Otto, l'inventore del motore a scoppio. Le due aziende, pur continuando a operare con le singole ragioni sociali, andarono a costituire un consorzio industriale registrato come Bayerische Flugzeugwerke (BFW), con sede al numero 76 della Lerchenauer Straße. Nonostante la sigla non fosse ancora quella del famoso costruttore automobilistico e motociclistico bavarese, alcuni storici assumono proprio il 7 marzo 1916 come data di nascita della BMW. Pochi mesi dopo la fusione, Gustav Otto lasciò l'azienda omonima, che di lì a pochissimo chiuse i battenti.
In pratica, da questo punto in poi, la BFW si trovò a detenere la sola Rapp Motorenwerke. Tuttavia, non passò molto tempo prima che anche Karl Rapp decidesse di ritirarsi dalla direzione della sua azienda. Il 26 novembre 1916, Josef Popp ne assunse la guida, mutando la ragione sociale della Rapp Motorenwerke in Bayerische Motorenwerke GmbH (BMW). Questo cambiamento di ragione sociale fu datato 21 luglio 1917 e, con la sua registrazione alla Camera di Commercio, il marchio BMW fece per la prima volta la sua comparsa nel panorama dell'industria motoristica tedesca. Per molti storici, questa fu la data di nascita ufficiale del costruttore bavarese.
La produzione di motori aeronautici proseguì per tutto l'ultimo periodo della Prima Guerra Mondiale. In particolare, Popp procedette ad avviare la produzione del motore aeronautico progettato da Friz, poi divenuto celebre come BMW IIIa. Con un atto del 5 ottobre 1917, la produzione della BMW si estese anche ai veicoli terrestri e anfibi e persino a biciclette e ad accessori per autovetture. Nello stesso periodo, Popp brevettò il nuovo logo della Casa, ossia il campo circolare nero contenente la concentrica rappresentazione dei colori nazionali bavaresi (bianco, azzurro e oro). Questo simbolo è giunto fino al XXI secolo con poche variazioni grafiche e cromatiche, consistenti principalmente nella modifica del carattere, della spaziatura fra le lettere e dall'adozione del colore argento al posto dell'oro. L'attività della BMW in questi primi anni avvenne sempre sotto il controllo della Bayerische Flugzeugwerke, la quale continuò ad avere una propria sede. Grazie alle commesse di guerra, la piccola azienda crebbe rapidamente. Un anno dopo la sua nascita, e precisamente il 13 agosto 1918, la Bayerische Motorenwerk GmbH mutò in Bayerische Motorenwerk AG, una società per azioni con un capitale sociale di 12 milioni di marchi tedeschi, un terzo dei quali apparteneva al consigliere commerciale italiano Camillo Castiglioni. La direzione tecnica dell'azienda fu assegnata all'amministratore della GmbH, Franz Josef Popp.
Il Dopoguerra, la Ricostruzione e l'Espansione
Al termine del conflitto, le decisioni scaturite dal patto di Versailles del 1919 portarono molti cambiamenti destinati a mutare radicalmente la storia della BMW. Il Regno di Baviera si trovò accorpato alla Repubblica di Weimar, alla quale venne proibita la costruzione di aerei, troncando così ogni possibilità di collocare e sviluppare gli ormai collaudati motori IIIa. Inoltre, l'inflazione galoppante stava mettendo in seria crisi il tessuto industriale tedesco, comprese le stesse BFW e BMW. Fu a questo punto che Camillo Castiglioni intervenne in maniera più incisiva nelle sorti della Casa dell'Elica. Già fondatore nel 1920 della Süddeutsche Bremsen-AG, un'azienda attiva nel settore metalmeccanico, nella primavera del 1922 Castiglioni rilevò per intero la BMW e, assieme a Popp, indirizzò la produzione inizialmente verso i rami motociclistico e nautico. Ciò ebbe però come risultato anche la scomparsa della Bayerische Flugzeugwerke. Le ex-proprietà immobiliari della BFW vennero rilevate da Castiglioni e annesse invece alla Süddeutsche Bremsen.
Nel frattempo, le imposizioni del Trattato di Versailles a proposito della produzione aeronautica in Germania divennero sempre meno rigide e già in quello stesso 1922 la BMW poté tornare a sperimentare alcuni motori aeronautici, riavviando così gradualmente anche tale settore che rimarrà attivo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
La storia della BMW
Tornando a parlare della produzione motociclistica, essa fu voluta da Popp e Castiglioni al fine di cercare nuovi sbocchi di mercato che consentissero di utilizzare i macchinari e le conoscenze tecniche acquisite. Tra i primi compiti, fu affidata a Friz la progettazione di un propulsore per motocarro e imbarcazione e al capo officina Martin Stolle la realizzazione di un motore per motocicletta. Il primo modello di motocicletta a marchio BMW risale al 1923 e venne commercializzato come BMW R32, capostipite di svariate generazioni di motocicli, in genere piuttosto apprezzati e quindi destinati a fortunati riscontri commerciali.
L'Ingresso nel Mercato Automobilistico e le Sfide Economiche
Ma il ramo industriale per il quale la Casa bavarese diverrà più famosa in assoluto fu quello automobilistico. La nascita e lo sviluppo della produzione automobilistica BMW si svolse a cavallo tra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 del secolo scorso. A partire dal 1926, il numero uno della Casa bavarese fu Georg von Stauss, rappresentante della Deutsche Bank e, dal 1927, anche presidente del colosso bancario tedesco. Camillo Castiglioni fu invece il vice di von Stauss e rivestì il ruolo di presidente della BMW. Fra i due cominciò a instaurarsi una sorta di rivalità latente, accesa da von Stauss per cercare di limitare progressivamente l'influenza di Castiglioni, ancora molto forte, all'interno del consiglio di amministrazione. Tale rivalità, comunque, fu spesso poco visibile in quanto i due manager si trovarono di frequente a lavorare a obiettivi comuni.
Per entrare nel settore automobilistico, non si volle però partire da zero, ma rilevare un costruttore già avviato, dalla reputazione consolidata ma in quel momento gravato da pesanti difficoltà finanziarie. Fu proprio Castiglioni a mettersi alla ricerca di un simile costruttore: alla fine la scelta cadde sulla Fahrzeugfabrik Eisenach, che già da diversi anni stava producendo autovetture con marchio Dixi. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, la Casa di Eisenach si trovò in serie difficoltà finanziarie a causa della sua difficoltà a riprendere un regime produttivo che fosse anche redditizio. Per questo, nell'immediato primo dopoguerra si alleò con la Gothaer Waggonfabrik, un costruttore attivo nel settore dei trasporti ferroviari con sede a Gotha, non lontano dalla Fahrzeugfabrik Eisenach. Grazie a tale appoggio, quest'ultima riuscì nel 1927 ad avviare la produzione dell'Austin Seven su licenza. Tale vettura venne commercializzata come Dixi DA1.
Un modello popolare prodotto su licenza avrebbe potuto in teoria garantire entrate finanziarie sufficientemente tranquillizzanti. Fu a questo punto che subentrò il presidente della BMW Camillo Castiglioni, proponendo un'alleanza con la Fahrzeugfabrik Eisenach: l'accordo fu perfezionato il 14 novembre 1928 quando la BMW acquistò il costruttore di Eisenach per 200.000 reichsmark più 800.000 reichsmark in azioni BMW.
Inizialmente non vi furono grandi rivoluzioni, in quanto la vetturetta di Eisenach continuò a essere prodotta con marchio Dixi. Ciò che si volle testare in quel frangente fu l'efficacia commerciale della Dixi DA1 e la possibilità di rivelare del tutto la produzione e la commercializzazione del modello, facendo così debuttare il logo BMW anche su una vettura a quattro ruote. Ciò avvenne alla fine del mese di luglio del 1929, quando la vetturetta cominciò a essere commercializzata con il marchio dell'Elica. La BMW iniziò quindi a produrre nello stabilimento di Eisenach lo stesso modello Dixi con la denominazione ufficiale di BMW 3/15, modello che in seguito sarebbe stato sostituito dalla 3/20.
Nel frattempo, la crisi finanziaria del 1929 cominciò a far sentire i suoi effetti all'inizio degli anni '30. Ma la presenza di un modello economico nel listino BMW permise alla Casa dell'Elica di superare il periodo nero senza eccessive difficoltà, anche se in ogni caso si ebbero perdite non indifferenti nei bilanci d'inizio decennio. Basti pensare che se nel 1930 il volume di affari salì da 27 a 36 milioni di reichsmark, nei due anni seguenti tale cifra crollò dapprima a 27 e successivamente a 20 milioni di reichsmark. Ma come già detto, furono i modelli 3/15 e 3/20 a far sì che le vendite riuscissero a reggere il peso della delicata congiuntura finanziaria di quel periodo. Le doti di economia di esercizio di questi due modelli catturarono l'attenzione della clientela, specialmente di quella che in quegli anni fu costretta a passare a una vettura di fascia inferiore per poter risparmiare in tempi di crisi. Ed anche le motociclette, specialmente i modelli meno costosi come il neonato R2, finirono per rivelarsi una valida alternativa per chi aveva bisogno di spostarsi velocemente e in economia.
Nel frattempo, non mancarono comunque gli investimenti per nuovi motori aeronautici, come ad esempio il motore Hornet, un nove cilindri stellare da 525 CV, in realtà un motore Pratt & Whitney R-1690 costruito su licenza dalla Casa bavarese già dal 1928, ma che all'inizio degli anni '30 venne evoluto dalla stessa BMW, che ne derivò altri motori più performanti.
Nel 1932, anno di maggior impatto della crisi nei bilanci della BMW, venne introdotta la già citata 3/20, erede della 3/15, apparentemente simile al modello di derivazione Austin, ma in realtà frutto di un progetto nuovo. La 3/20 fu quindi la prima autovettura interamente progettata e costruita dalla Casa dell'Elica, segno dell'emancipazione della produzione automobilistica da qualsiasi altro costruttore.

L'Ascesa come Costruttore di Prestigio e l'Ombra della Guerra
Nel 1933, con l'arrivo del nuovo responsabile del settore tecnico Fritz Fiedler, l'azienda bavarese passò alla produzione del primo motore a sei cilindri ad alte prestazioni e del primo modello di vettura di classe superiore, la 303, che venne equipaggiata con un motore da 1173 cm³ e 30 CV. In questa vettura, inoltre, comparve per la prima volta il classico modello del radiatore anteriore a forma di reni affiancati che diverrà tipico di tutte le auto BMW.
Negli anni seguenti la BMW sviluppò la sua produzione di modelli di classe elevata come la BMW 320 e la 326, due modelli con i quali la Casa dell'Elica lanciò per la prima volta la sua sfida alla Mercedes-Benz nel settore delle auto di prestigio, una rivalità assai accesa anche oggigiorno. Ma la prima vettura veramente innovativa che diede prestigio alla giovane azienda bavarese e ne dimostrò l'elevata capacità tecnica e ingegneristica fu il modello 328, equipaggiato con un moderno motore con testata in lega leggera e valvole a V. La BMW 328, inoltre, era dotata di grandi qualità dinamiche e fece crescere la fama della BMW come marchio sportivo; la nuova auto ottenne numerose vittorie nelle competizioni agonistiche, tra cui l'edizione della Mille Miglia del 1940.
Ma il mondo ormai stava guardando con preoccupazione a una situazione politica più che allarmante: il regime di Adolf Hitler stava facendo progressivamente precipitare la situazione fino al punto di non ritorno. Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, la BMW partecipò allo sforzo bellico della Germania nazista come gran parte delle aziende tedesche. La dirigenza del complesso militare-industriale del III Reich commissionò alla BMW la produzione di numerosi veicoli militari, tra cui la realizzazione di una delle più classiche motocarrozzette della storia, la R75.
Ma soprattutto, la Casa dell'Elica si impegnò nello sviluppo e produzione in massa di motori aeronautici: per incrementare tale produzione, già nel 1939 la BMW acquisì lo stabilimento berlinese della Brandeburgische Motorenwerke, fino a quel momento appartenuta al gruppo Siemens. Da quel momento e fino alla fine della guerra i tre stabilimenti BMW arrivarono a produrre alcune decine di migliaia di motori aeronautici, sempre sotto l'egida della BMW Flugmotorenbau. Fra i vari motori prodotti dalla BMW in quel periodo vi fu il famoso motore radiale BMW 801 a 14 cilindri che venne montato a partire dal 1941 sull'eccellente caccia Focke-Wulf Fw 190. Il motore era compatto e potente; raffreddato ad aria da una ventola a 12 pale, era equipaggiato con un compressore a due stadi e forniva 1.600 HP al decollo e 1.440 HP a 5.700 di altitudine. Il caccia Fw 190 grazie a questo motore aveva prestazioni formidabili e nel periodo 1942-1943 si dimostrò superiore agli aerei avversari. Il motore BMW 801 equipaggiò durante la Seconda Guerra Mondiale anche molti altri aerei della Luftwaffe, tra cui alcune versioni dei bombardieri Heinkel He 177 Greif, Junkers Ju 88, Junkers Ju 188, Junkers Ju 290 e Messerschmitt Me 264; venne anche progettata una variante con motori BMW 801 dei giganteschi aerei da trasporto Messerschmitt Me 323.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la BMW, come le altre grandi industrie tedesche, impiegò numerosi lavoratori stranieri trasferiti forzatamente in Germania e sfruttò ampiamente la manodopera praticamente gratuita fornita dal sistema dei campi di concentramento diretti dall'apparato militare e amministrativo delle SS; in particolare negli stabilimenti di Monaco, impegnati nella produzione dei motori aerei, nel settembre 1944 lavoravano circa 16.600 lavoratori stranieri, di cui una parte proveniva da un campo di concentramento.

Il Dopoguerra, la Rinascita e l'Espansione Globale
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la BMW dovette affrontare un periodo di profonda ricostruzione e riorientamento. Le severe restrizioni imposte alle industrie tedesche e la distruzione di gran parte degli stabilimenti misero a dura prova l'azienda. Tuttavia, la tenacia e la capacità di innovazione permisero alla BMW di riemergere, focalizzandosi inizialmente sulla produzione di motociclette e successivamente, negli anni '50, sulla ripresa della produzione automobilistica. Modelli iconici come la Isetta e la 507 contribuirono a ricostruire l'immagine del marchio.
Negli anni '60, la BMW consolidò la sua reputazione di costruttore di auto sportive e di lusso con modelli come la "Neue Klasse", che segnarono l'inizio di una nuova era di successo. La BMW Serie 3, lanciata per la prima volta negli anni '70, è diventata l'essenza stessa del marchio, rappresentando da cinque decenni il piacere di guida sportivo, un design attraente inconfondibile e un progresso costante. Un'eredità a cui ogni generazione della BMW Serie 3 è fedele.
L'Innovazione Continua e la Visione del Futuro
Oggi, BMW Group Italia si inserisce in un contesto globale di grande fermento e innovazione, proiettato verso la mobilità del futuro. L'azienda sta guidando la transizione verso l'elettrificazione e la sostenibilità, con un approccio olistico che abbraccia l'intera catena di valore.
Elettrificazione e Nuovi Modelli
Il BMW Group sta investendo massicciamente nello sviluppo di veicoli elettrici. La nuova BMW i3, ad esempio, è presentata come il secondo modello della Neue Klasse, proseguendo e rafforzando l'approccio olistico alla sostenibilità. Si prevede che la produzione in serie della nuova BMW i3 prenderà il via ad agosto 2026 nello stabilimento BMW Group di Monaco, che dal 2027 sarà interamente dedicato alla produzione di veicoli elettrici. Questo stabilimento rappresenta un punto di incontro tra tradizione e futuro, con 104 anni di storia e tecnologie all'avanguardia.
Un altro esempio dell'impegno nell'elettrificazione è la BMW iX3, che ha recentemente ricevuto il riconoscimento di "World Car of the Year" e "World Electric Vehicle" 2026. Una nuova versione di accesso, la BMW iX3 40, equipaggiata con un motore elettrico da 235 kW/320 CV e trazione posteriore, sarà disponibile in Europa a partire dall'estate 2026, affiancando la BMW iX3 50 xDrive.

Tecnologia a Idrogeno e Sostenibilità Circolare
L'approccio innovativo del BMW Group non si limita all'elettrico a batteria, ma esplora anche la tecnologia a idrogeno. Il nuovo serbatoio di idrogeno della BMW iX5 Hydrogen, presentato in un comunicato stampa il 9 aprile 2026, dimostra un'integrazione ottimale della tecnologia a idrogeno con una geometria innovativa dello spazio di installazione. Questo testimonia l'impegno per una produzione altamente flessibile e la volontà di offrire diverse varianti di propulsione per un unico modello, mantenendo sempre il tipico piacere di guidare BMW.
La sostenibilità è un pilastro fondamentale della strategia del BMW Group. L'azienda sta costruendo il nuovo Competence Centre Circularity presso il sito di Wackersdorf, con l'obiettivo di potenziare l'economia circolare, l'efficienza delle risorse e lo sviluppo tecnologico. Il Recycling and Dismantling Centre (RDC) del BMW Group si trasforma in questo nuovo centro, inviando un chiaro segnale per il futuro del sito di Wackersdorf. L'efficienza delle risorse e la riduzione delle emissioni di CO2e sono al centro dell'approccio olistico del BMW Group, con una decarbonizzazione lungo l'intera catena di fornitura e l'estensione del principio "Design for Circularity" a ulteriori componenti.
La Sostenibilità al Centro del Prodotto
La sostenibilità secondo BMW Group si estende fino all'abitacolo del veicolo, considerando la qualità dell'aria interna come un elemento chiave per la salute. La salute è al centro della sostenibilità del prodotto, come evidenziato dalle ricerche condotte nel laboratorio olfattivo del BMW Group. Questo dimostra un'attenzione ai dettagli e un impegno per il benessere dei clienti che va oltre le prestazioni e il design.
Performance Commerciali in Italia e nel Mondo
Le performance del BMW Group in Italia riflettono l'andamento positivo globale. Nel primo trimestre 2026, BMW Italia ha registrato una crescita significativa, con 25.448 unità vendute dei marchi BMW e MINI, un aumento del 9,9% rispetto al 2025. Il marchio BMW ha raggiunto le 20.651 unità immatricolate (+5,4%), mentre MINI ha mostrato una crescita ancora più marcata del 34,7%, raggiungendo le 4.797 unità. Anche BMW Motorrad mantiene la leadership nel mercato premium e nei segmenti oltre 500cc e oltre 750cc, con 4.191 moto e scooter venduti in tre mesi.
La storia della BMW
Motorsport e Innovazione Sportiva
La passione per le competizioni e l'innovazione sportiva rimangono parte integrante del DNA BMW. Nel WorldSBK, Miguel Oliveira ha conquistato i suoi primi tre podi in sella alla BMW M 1000 RR a Portimão, battendo anche il record sul giro.
Un'altra notizia entusiasmante per gli appassionati è che la BMW M3 Touring 24H correrà alla 24 Ore del Nürburgring 2026. Quello che era stato inizialmente presentato come un "pesce d'aprile" nel 2025, un concept della versione da corsa della BMW M3 Touring, è ora una realtà concreta, dimostrando l'impegno di BMW M Motorsport nel trasformare i sogni in realtà e nel portare l'innovazione sulle piste.
Eventi e Collaborazioni
Il BMW Group continua a essere un attore di primo piano nel panorama degli eventi automobilistici di prestigio. Il leggendario Concorso d'Eleganza Villa d'Este si svolgerà dal 15 al 17 maggio 2026, con tutte le classi di veicoli in gara definite e due anteprime mondiali che saranno presentate dal BMW Group. La mostra speciale dedicata alle vetture da competizione nel parco di Villa Erba e gli appuntamenti fissi come il "Concorso d'Eleganza Villa d'Este Public Days" e "Amici & Automobili - Wheels & Weisswürscht Lake Como" confermano l'importanza di questi eventi per la comunità automobilistica e per il marchio.
Inoltre, il BMW Group partecipa attivamente a studi e ricerche sulla mobilità sostenibile. Un nuovo studio, "Dalla materia prima alla mobilità senza combustibili fossili: il potenziale dell'Europa per un mercato dei carburanti rinnovabili", è stato presentato dall'Istituto di Tecnologia di Karlsruhe, dal Centro tedesco di ricerca sulla biomassa (DBFZ), FREYBERGER engineering GmbH e BMW AG, evidenziando l'impegno dell'azienda nel promuovere soluzioni innovative per un futuro più verde.
La BMW JCW, con la sua pura divertimento di guida, ha conquistato la leggendaria "Tail of the Dragon", una delle strade più pericolose al mondo con le sue 318 curve concentrate in appena 17,7 chilometri. Questo sottolinea la performance e l'emozione che il marchio offre ai suoi guidatori.
Il BMW Group, con la sua ricca storia di innovazione, la sua costante ricerca di eccellenza e il suo sguardo rivolto al futuro, continua a definire nuovi standard nel settore della mobilità, combinando performance, sostenibilità e un'esperienza di guida ineguagliabile.