L'incremento dei costi energetici, in particolare quello dei carburanti, ha rappresentato una sfida significativa per i lavoratori negli ultimi anni. Per mitigare l'impatto di questa situazione, il legislatore ha introdotto misure di sostegno, tra cui il "bonus benzina". Questa agevolazione, introdotta inizialmente dal Decreto Legge n. 21/2022 (noto come "Decreto Ucraina") e successivamente prorogata e modificata, consente ai datori di lavoro privati di erogare ai propri dipendenti buoni benzina o titoli analoghi per l'acquisto di carburanti, con specifici benefici fiscali e contributivi.

Le Origini del Bonus Benzina: Il Decreto Ucraina
Il Decreto Legge n. 21/2022, emanato il 21 marzo 2022, ha segnato l'introduzione del bonus benzina. Inizialmente, l'articolo 2 del decreto prevedeva la possibilità - non l'obbligo - per i datori di lavoro privati di erogare ai propri dipendenti, esclusivamente per l'anno 2022, buoni benzina o titoli equivalenti per l'acquisto di carburanti, nel limite di 200 euro per lavoratore.
Un aspetto cruciale di questa misura era la sua esenzione fiscale e contributiva. L'importo erogato, entro il suddetto limite, non concorreva alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali, ai sensi del comma 3 dell'articolo 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), né ai fini contributivi.
Successivamente, durante l'iter di conversione in legge del decreto (Legge 51/2022), l'articolo è stato modificato. La dicitura "aziende private" è stata sostituita da "datori di lavoro privati", ampliando così la platea dei potenziali beneficiari. Questa modifica mirava a superare i dubbi interpretativi che potevano sorgere riguardo all'applicabilità della misura a lavoratori autonomi, enti e cooperative per i propri dipendenti.
L'intento alla base di questo intervento normativo era quello di venire incontro alle difficoltà economiche dei lavoratori, acuite dall'aumento generale dei prezzi causato dalla crisi russo-ucraina, senza tuttavia gravare ulteriormente sui costi del lavoro per le aziende. I buoni benzina potevano essere erogati anche in più soluzioni, purché l'importo complessivo non superasse i 200 euro.
L'Evoluzione della Normativa: Dal 2023 in Poi
La misura del bonus benzina, inizialmente concepita per il solo anno 2022, è stata oggetto di ulteriori proroghe e modifiche negli anni successivi. Con il "Decreto carburanti", approvato l'8 marzo 2023, è stata confermata la facoltà per i datori di lavoro privati di erogare ai propri dipendenti buoni benzina esenti, ai soli fini fiscali, fino a un valore di 200 euro annui per beneficiario.
L'articolo 1, comma 1, del Decreto Legge n. 5/2023, convertito in Legge 10 marzo 2023, n. 23, ha ufficialmente prorogato il bonus benzina. Questo titolo di legittimazione, che i datori di lavoro privati possono assegnare ai propri dipendenti per l'acquisto di carburante o per la ricarica di veicoli elettrici, continuava a non concorrere alla formazione del reddito nel limite di 200 euro annui per beneficiario.
Tuttavia, è fondamentale notare una differenza significativa rispetto alla disciplina del 2022: mentre il trattamento fiscale è rimasto invariato, il "Decreto carburanti" ha apportato una modifica al trattamento previdenziale. Per l'anno 2023, i buoni carburante assegnati non concorrevano alla formazione del reddito ai soli fini delle imposte dirette, ma erano soggetti a contribuzione previdenziale. Pertanto, i buoni carburante assegnati nel 2023 erano interamente assoggettati a contribuzione.
Bonus 200 Euro Carburante e benzina: come funziona?
Come Funziona il Bonus Benzina: Dettagli Operativi
Il bonus benzina si configura come un titolo di legittimazione, ovvero un voucher, che può essere erogato in formato cartaceo o elettronico. Esso è destinato all'acquisto di carburanti come benzina, gasolio, GPL e metano, nonché alla ricarica di veicoli elettrici.
Soggetti Beneficiari: Chi Ha Diritto al Bonus?
Per quanto riguarda l'ambito soggettivo di applicazione, la normativa individua chiaramente chi può erogare e chi può ricevere il bonus.
Datori di Lavoro Erogatori:Possono erogare il bonus "datori di lavoro privati". Questa categoria include:
- Imprese individuali o collettive (S.p.A., S.r.l., ecc.).
- Titolari di partita IVA (lavoratori autonomi e liberi professionisti).
- Enti non commerciali (onlus, associazioni, fondazioni), a condizione che dispongano di propri lavoratori dipendenti.
Sono escluse le amministrazioni pubbliche, fatta eccezione per gli enti pubblici economici che non rientrano tra le amministrazioni pubbliche e sono quindi considerati parte del settore privato.
Lavoratori Destinatari:La normativa si riferisce genericamente ai "lavoratori dipendenti". L'Amministrazione finanziaria, attraverso la prassi, ha chiarito che rientrano nella platea dei beneficiari non solo i percettori di redditi di lavoro dipendente, ma anche i percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Pertanto, sono inclusi:
- Lavoratori a tempo indeterminato o determinato, anche a tempo parziale.
- Lavoratori in smart working (lavoratori agili).
- Apprendisti.
- Stagisti.
- Lavoratori a progetto o co.co.co. (sebbene la dicitura più recente si concentri sui dipendenti).
Sono esclusi dal bonus i dipendenti pubblici e i titolari di partita IVA.
È importante sottolineare che la normativa, nella sua formulazione letterale, non richiede che l'assegnazione avvenga alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti. Ciò significa che il bonus benzina può essere riconosciuto anche a un singolo lavoratore dipendente.
Modalità di Erogazione e Utilizzo
I buoni benzina possono essere erogati dai datori di lavoro ai propri dipendenti per i rifornimenti di carburante per l'autotrazione (benzina, gasolio, GPL, metano) e, analogamente a quanto previsto per il 2022, anche per la ricarica di veicoli elettrici.
Il valore del buono benzina, nel limite di 200 euro annui, non concorre alla formazione del reddito. Per l'anno 2023, tale esenzione opera ai soli fini delle imposte dirette, mentre per il 2022 l'esenzione era estesa anche ai fini contributivi.
Cumulabilità con Altri Benefit
Una questione di particolare interesse riguarda la cumulabilità del bonus benzina con altri fringe benefit e agevolazioni fiscali.
Per il 2022, si riteneva che l'agevolazione specifica per i buoni benzina (200 euro) fosse aggiuntiva e cumulabile con la liberalità generale prevista dall'art. 51, comma 3 del TUIR (258,23 euro). Questo poteva potenzialmente portare a un'esenzione complessiva di 458,23 euro per l'erogazione di buoni benzina. Tuttavia, è fondamentale ricordare che se il limite di 258,23 euro veniva superato, l'intero valore concorreva alla formazione del reddito.
Per l'anno 2023, il bonus carburante si è configurato come un benefit "a parte", che si somma alla generale esenzione prevista per i fringe benefit. In particolare, l'art. 40 del Decreto Lavoro (D.L. n. 48/2023) ha previsto l'innalzamento della soglia di esenzione per i fringe benefit a 3.000 euro per i dipendenti con figli a carico e a 258,23 euro per i dipendenti senza figli a carico. Il bonus carburante, entro i 200 euro, si aggiunge a queste soglie, portando il potenziale valore complessivo dei benefit esenti a 3.200 euro (per dipendenti con figli) o 458,23 euro (per dipendenti senza figli).
È importante notare che, per l'anno 2022, l'esenzione fino a 258,23 euro non operava per i dipendenti già beneficiari di altri benefits come l'auto aziendale assegnata a uso promiscuo. In tal caso, poiché il costo del carburante è incluso nel calcolo del fringe benefit, il bonus benzina poteva essere precluso.
Aspetti Fiscali e Contributivi: Un Quadro Dettagliato
Le implicazioni fiscali e contributive del bonus benzina sono state oggetto di evoluzione normativa e di chiarimenti da parte degli enti preposti.
Anno 2022: Esenzione Piena
Come accennato, per l'anno 2022, il bonus benzina fino a 200 euro era esente sia da imposte dirette che da contributi previdenziali. Questa esenzione era giustificata dal principio di armonizzazione delle basi imponibili fiscale e previdenziale, come affermato anche dall'INPS. In sostanza, sia il datore di lavoro che il dipendente beneficiavano dell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali per il valore dei buoni carburanti assegnati.
Anno 2023: Esenzione Fiscale Limitata
Per l'anno 2023, il "Decreto carburanti" ha espressamente escluso la proroga dell'esonero contributivo. Ciò significa che, sebbene i buoni carburante fino a 200 euro continuassero a non concorrere alla formazione del reddito ai fini fiscali, essi concorrevano alla formazione della base imponibile previdenziale del dipendente beneficiario. Di conseguenza, per il 2023, il bonus benzina era soggetto a contribuzione.
Deduzione per le Aziende
Dal punto di vista del datore di lavoro, il costo sostenuto per l'acquisto dei buoni carburante è interamente deducibile ai fini IRES o IRPEF, ai sensi degli articoli 54, comma 1 e 95, comma 1, del TUIR.
Limitazioni Temporali e Prospettive Future
È fondamentale prestare attenzione alle tempistiche di applicazione del bonus benzina, trattandosi di un'esenzione con carattere temporaneo.
Scadenza della Misura
Le normative che hanno introdotto e prorogato il bonus benzina hanno specificato periodi di validità precisi. Il bonus introdotto dal Decreto Ucraina era valido solo per l'anno 2022. La proroga del 2023 era legata al "Decreto carburanti" e valida per i buoni assegnati nell'anno 2023.
Le informazioni disponibili indicano che il bonus benzina, nella sua forma originaria e con le agevolazioni fiscali e contributive precedentemente previste, non è stato prorogato per gli anni successivi al 2023. Sebbene alcune fonti menzionino una possibile proroga per il 2024, altre confermano che la misura è cessata e non è stata rinnovata per il 2024 e, presumibilmente, per il 2025.
Pertanto, a partire dal 2024, non si può più parlare di un "bonus benzina" nel senso normativo precedentemente inteso. Qualora un'azienda desideri comunque fornire un sostegno ai propri dipendenti per le spese di carburante, dovrà farlo attraverso altri strumenti, come iniziative di welfare aziendale o l'erogazione di fringe benefit, nel rispetto delle normative vigenti per tali categorie.

Considerazioni Pratiche e Chiarimenti
Nonostante la normativa abbia fornito un quadro di riferimento, alcune criticità e dubbi interpretativi sono emersi, richiedendo chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS.
Monitoraggio e Separazione in Busta Paga
Per una corretta gestione contabile e fiscale, è opportuno che gli importi relativi al bonus benzina siano chiaramente identificati in busta paga. Si raccomanda di utilizzare apposite voci che li qualifichino distintamente, ad esempio:
- "Buoni benzina erogati ai sensi dell'art. 2 del DL 21/2022" (per il 2022).
- "Buoni benzina erogati ai sensi dell'art. 1, comma 1, D.L. n. 5/2023" (per il 2023).
Quesiti Ancora Aperto
Rimangono da chiarire alcuni aspetti, come ad esempio se il bonus benzina trovi applicazione anche nell'ipotesi in cui venga riconosciuto "ad personam" (cioè solo a un lavoratore o a specifici gruppi di lavoratori) e non alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee. La prassi, tuttavia, tende a favorire un'interpretazione estensiva, dato che la norma non impone esplicitamente l'erogazione generalizzata.
Soluzioni Alternative e Welfare Aziendale
Di fronte alla cessazione del bonus benzina nella sua forma originaria, le aziende hanno a disposizione diverse opzioni per continuare a supportare i propri dipendenti.
Buoni Acquisto e Voucher
Soluzioni come i buoni acquisto o i voucher carburante, erogati nell'ambito di piani di welfare aziendale, rimangono strumenti validi. Aziende come Edenred o piattaforme come Coverflex offrono soluzioni flessibili per la gestione di questi benefit, permettendo alle imprese di erogare buoni spendibili presso reti convenzionate di distributori di carburante o per la ricarica di veicoli elettrici.
Questi strumenti, se correttamente strutturati, possono ancora beneficiare di agevolazioni fiscali, seppur nel rispetto delle normative vigenti sui fringe benefit e sul welfare aziendale.
Welfare Aziendale e Premi di Risultato
L'integrazione dei buoni carburante all'interno di un piano di welfare aziendale più ampio, o la loro conversione da parte del lavoratore da premi di produttività, rappresentano ulteriori vie percorribili. Molti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) prevedono quote welfare obbligatorie che possono essere utilizzate per l'acquisto di buoni carburante, corsi di formazione, spese di istruzione, e altro ancora.
In sintesi, sebbene il "bonus benzina" come misura specifica con esenzioni fiscali e contributive definite sia stato un beneficio temporaneo, il suo spirito di sostegno ai lavoratori continua a vivere attraverso altre forme di benefit aziendale e iniziative di welfare. Le aziende che desiderano implementare tali misure devono necessariamente informarsi sulle normative attuali e sulle opportunità offerte dal mercato per garantire la conformità e massimizzare i vantaggi per sé e per i propri dipendenti.