Negli ultimi anni, l'aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime ha portato all'introduzione di diverse misure volte ad alleggerire la spesa degli italiani, specialmente per i consumatori finali. Il settore dei carburanti, in particolare, ha visto notevoli oscillazioni di prezzo, con impennate che hanno superato anche i due euro al litro, generando conseguenze pesanti per molte famiglie e imprese. Per arginare gli effetti negativi del carovita sulla vita di tutti i giorni, sono stati introdotti vari strumenti di sostegno, evoluti nel tempo per adattarsi alle mutevoli esigenze economiche e legislative.
Sebbene il tradizionale "bonus benzina" come misura straordinaria sia cessato, il sostegno non scompare del tutto, ma si trasforma, assumendo forme diverse come agevolazioni fiscali, buoni carburante e crediti d'imposta rivolti a categorie ben definite. È fondamentale comprendere come funzionano queste nuove modalità e chi ne può beneficiare per poterle richiedere correttamente.
Il Bonus Benzina per i Lavoratori Dipendenti: Una Questione di Welfare Aziendale
Per i lavoratori dipendenti, il canale più concreto per ottenere un aiuto sul costo del carburante è rappresentato dai buoni carburante che il datore di lavoro può concedere come benefit. Questa misura, contenuta nel “Decreto Aiuti” e poi prorogata e modificata, ha l'obiettivo di sostenere i lavoratori nel far fronte alla spesa crescente derivante dal rifornimento di carburante.

Funzionamento e Vantaggi dei Buoni Carburante Aziendali
In sostanza, l'azienda può riconoscere somme non tassate entro certi limiti, rendendo questo tipo di sostegno non un obbligo, ma una decisione volontaria del datore di lavoro. Il bonus benzina, o buono carburante, è un voucher deducibile dal reddito d'impresa concesso dai datori di lavoro privati ai propri dipendenti. Questo beneficio è un'erogazione aggiuntiva allo stipendio, ma come fringe benefit non è soggetto a tassazione, il che significa che non deve essere menzionato all'interno della dichiarazione dei redditi.
Il bonus carburante è stato opportunamente esteso a tutti i lavoratori alle dipendenze di datori di lavoro privati, che siano part-time o a tempo pieno, compresi quelli in smart working. Possono beneficiarne esclusivamente i lavoratori dipendenti nel settore privato, in enti del Terzo Settore e studi professionali, ma anche quelli con un contratto di apprendistato, i lavoratori da remoto e i soci di cooperative lavoro e produzione. Sono esclusi i dipendenti delle amministrazioni pubbliche come previsto dal D.Lgs. n. 165/200.
Limiti e Requisiti
Per il 2026, i limiti indicati per i buoni carburante sono i seguenti:
- fino a 1.000 euro per i dipendenti che non hanno figli a carico;
- fino a 2.000 euro per chi ha figli a carico, inclusi quelli adottivi o in affido.
Queste somme possono essere usate per coprire:
- benzina;
- gasolio;
- GPL;
- metano;
- ricariche elettriche, anche alle colonnine aziendali o pubbliche.
È importante sottolineare che il bonus benzina è erogabile solamente a chi ha un reddito annuo lordo inferiore ai 35.000 euro. Lavorare presso una sede fisica non è un requisito limitante: anche chi lavora in smart working può infatti ricevere questo bonus, se il datore di lavoro sceglie di accreditarlo.
Come Richiedere i Buoni Carburante al Proprio Datore di Lavoro
Per ottenere i voucher è necessario rivolgersi direttamente alla propria azienda, che a sua volta può garantire oppure negare questo sostegno. I lavoratori non devono seguire una procedura specifica per richiederlo, ma possono comunque presentare una domanda al proprio titolare o all’ufficio HR/amministrazione paghe. Di solito, l'erogazione avviene tramite un buono, una card, oppure un accredito. Vale la pena chiedere come viene erogato, e se lo danno tutto insieme o a pezzi durante l'anno.
Il datore di lavoro, come sostituto d'imposta, stabilisce chi ne ha diritto. La decisione, in alternativa, potrà essere presa da chi dirige l'ufficio interno di competenza. L'azienda, ad esempio, potrebbe scegliere di corrispondere questo bonus solamente a coloro che utilizzano maggiormente le autovetture per recarsi al lavoro o per motivi di trasferta.
Vantaggi per le Aziende
Dal punto di vista fiscale, questo tipo di sostegno è interamente deducibile e risulta più vantaggioso per le aziende. In pratica, a parità di costo per l'azienda, il dipendente può ottenere un beneficio più alto rispetto a una normale voce in busta paga, che verrebbe tassata. Inoltre, inserire il bonus benzina nel welfare aziendale aiuta le aziende a migliorare i rapporti di lavoro con lo staff e a conquistare i migliori talenti. Un welfare aziendale avviato e ben calibrato è utile anche in fase di selezione del personale, offrendo pacchetti ad hoc già nell'annuncio di ricerca lavoro.
Welfare Aziendale: PRO e CONTRO
I Crediti d'Imposta per Autotrasporto e Pesca: Sostegno alle Imprese
Oltre ai lavoratori dipendenti, esistono settori in cui il costo del carburante incide significativamente sui margini operativi. In questi casi, il sostegno arriva sotto forma di crediti d'imposta, misure volte a compensare le maggiori spese sostenute.
Credito d'Imposta per gli Autotrasportatori
Per gli autotrasportatori, è previsto un contributo pari al 28% della spesa per il gasolio acquistato nel trimestre, riferito ai veicoli Euro 5 o superiori. Le spese devono essere dimostrate con fatture e calcolate senza considerare l'IVA. Per il 2026, lo stanziamento previsto ammonta a 608 milioni di euro.
Per accedere a questo beneficio, le imprese di autotrasporto devono tenere da parte le fatture ben compilate e verificare con attenzione i requisiti tecnici dei mezzi, assicurandosi che siano Euro 5 o superiori. Il credito d'imposta viene generalmente utilizzato in compensazione, riducendo l'importo delle imposte dovute.
Credito d'Imposta per le Imprese di Pesca
Per le imprese, e in particolare per chi lavora nel comparto ittico, si parla invece di un credito collegato alle maggiori spese di carburante sostenute tra marzo e maggio 2026 rispetto a quanto pagato a febbraio. Per chi è nella pesca, l'agevolazione può arrivare fino al 20%. Anche in questo caso, è fondamentale conservare la documentazione relativa alle spese per il carburante per dimostrare i costi sostenuti.
Il credito dovrebbe potersi usare in compensazione entro la fine dell'anno, ma molto dipenderà dal decreto attuativo che è ancora in arrivo nelle prossime settimane. È consigliabile seguire i canali ufficiali dei Ministeri competenti e dell'Agenzia delle Entrate per rimanere aggiornati sulle istruzioni pratiche da seguire.
Agevolazioni per le Famiglie: La Carta "Dedicata a Te"
Per i cittadini, al momento si parla di un possibile aiuto destinato ai nuclei familiari con ISEE fino a 15.000 euro, che potrebbe essere gestito tramite strumenti simili alla carta "Dedicata a te". L'aiuto riguarderebbe il carburante e un sostegno legato ai beni essenziali.
Le risorse aggiuntive per la social card, quei 130 milioni, vanno viste in questa prospettiva. Tuttavia, al momento, si tratta ancora di uno scenario in costruzione. È importante seguire i canali ufficiali di Ministeri, Agenzia delle Entrate, INPS o Comune per capire se usciranno istruzioni pratiche da seguire per l'accesso a questi aiuti.

Evoluzione del Bonus Benzina: Dal 2022 al 2026
Il concetto di "bonus benzina" ha subito diverse trasformazioni nel corso degli anni, riflettendo le mutate esigenze economiche e le risposte governative.
L'Introduzione del Bonus Benzina nel 2022
Nel 2022, il "bonus benzina", chiamato anche bonus carburante, fu introdotto come misura straordinaria per contrastare l'aumento del prezzo del carburante. Questo bonus, di massimo 200 euro, era erogabile dai datori di lavoro di aziende private, studi professionali o enti del terzo settore ai propri dipendenti. Veniva inserito in busta paga e godeva dell'esenzione dalla tassazione, in quanto non costituiva reddito da lavoro. Inizialmente previsto una tantum, è stato poi prorogato per alcuni anni.
Il bonus benzina 2022 era esteso a tutti i dipendenti privati - e non più ai soli dipendenti d'azienda - in seguito a un emendamento del 13 maggio 2022. Si affiancava e non concorreva alla formazione del tetto massimo previsto per i fringe benefit, in base all'art. 51, comma 3 del TUIR. Potevano godere di questo beneficio tutti i lavoratori dipendenti di datori di lavoro privati, indipendentemente dal reddito complessivo e dalla tipologia di rapporto di lavoro subordinato.
La Cessazione del Bonus Benzina Straordinario
A partire dal 2024, il bonus benzina straordinario come misura introdotta dal Governo è cessato. Non è più dunque corretto parlare di "bonus benzina" nel senso originario, poiché non è stato più rinnovato con le stesse modalità. Ciò significa che non è possibile fare richiesta bonus benzina online direttamente al Governo.
Se un'azienda vuole comunque dare un aiuto ai propri dipendenti, deve usare strumenti alternativi, inserendo i buoni carburante tra le iniziative di welfare aziendale oppure considerandoli come fringe benefit.
Le Novità del 2026: Agevolazioni Fiscali e Buoni Carburante
Nel 2026, l'aiuto non arriva sotto forma di sconto immediato alla pompa, ma attraverso agevolazioni fiscali, buoni carburante e crediti d'imposta rivolti a categorie ben definite. Questo significa che il sostegno si è evoluto da un bonus una tantum a strumenti più strutturati e integrati nel sistema di welfare aziendale e nelle politiche di sostegno alle imprese.
La bozza della Manovra 2026 anticipa l'allineamento dei prezzi di benzina e diesel. In aggiunta, si parla anche di proroga degli incentivi destinati ai veicoli elettrici e ibridi plug-in, oltre a un incremento ai sostegni per le infrastrutture di ricarica pubbliche e private destinate alla mobilità elettrica.
Tipologie e Gestione dei Buoni Carburante
I buoni carburante sono uno strumento versatile per la gestione delle spese di rifornimento, con diverse tipologie e modalità di utilizzo.

Buoni Monomarca, Multimarca e Welfare Generici
I buoni carburante possono essere erogati sotto forma di buono monomarca, multimarca, oppure in veste di buono welfare generico.
- Buono monomarca: vincola a rifornirsi solo presso un distributore di benzina specifico, il che potrebbe risultare scomodo per chi viaggia molto.
- Buono multimarca: utilizzabile presso tutti i distributori di diverse marche convenzionate.
- Buono welfare generico: di norma deve essere convertito prima in buono carburante, operazione solitamente eseguibile online nel sito del fornitore dei buoni. Una volta convertito, è possibile verificare in quali distributori di benzina il buono sarà valido.
Buoni Cartacei vs. Buoni Elettronici
In buona sostanza, il buono benzina elettronico è decisamente più versatile del buono cartaceo per una serie di motivi:
- Non serve avere fisicamente il blocchetto di buoni cartacei; è sufficiente mantenere salvato nella memoria del proprio telefono il pacchetto di buoni digital, in modo da averli sempre con sé.
- Il buono digitale è spesso utilizzabile con maggiore facilità anche alle pompe self-service e consente quindi di risparmiare sul costo della benzina.
- Per il reparto dell'amministrazione, consegnare dei buoni digitali - che siano ricaricabili o monouso - è certamente molto più facile che organizzare la consegna cartacea, soprattutto quando si hanno i dipendenti in lavoro da remoto o smart working.
Spesso capita però che anche le pompe self-service non siano abilitate alla ricezione dei buoni carburante elettronici, è sempre consigliabile verificare.
Carte Carburante come Alternativa ai Buoni
Sempre più aziende di diverse dimensioni scelgono di rinunciare al buono benzina e di dotare piuttosto i propri dipendenti di una carta carburante. I vantaggi di una carta carburante sono infatti molto più sostanziali:
- Se si tratta di una carta carburante prepagata, è più comodo per l'amministrazione gestire la ricarica ogni mese, che può anche essere effettuata in automatico, eliminando gran parte del lavoro che sta dietro l'erogazione dei buoni benzina.
- Una carta prepagata aziendale consente di essere collegata a una web console che registra i movimenti di denaro in tempo reale, garantendo la massima trasparenza.
- Se la carta carburante è universale, elimina gran parte dei problemi dovuti ai buoni benzina monomarca e, rispetto ai buoni benzina multimarca, elimina comunque un intermediario (il fornitore dei buoni).
- Una carta non ha bisogno della presenza dell'operatore per il rifornimento di carburante, né di una pompa self-service all'avanguardia: basta effettuare un pagamento normalissimo con carta.
Soluzioni come Soldo, ad esempio, offrono la doppia possibilità di carta prepagata oppure carta carburante prepagata, entrambe aderenti a circuiti internazionali, garantendo maggiore flessibilità e compatibilità con tutte le stazioni di servizio. Questo sistema permette di gestire i pagamenti e le fatture elettroniche con più tracciabilità degli acquisti, il che significa maggiore deducibilità, a fronte di una grande semplicità di utilizzo.
Welfare Aziendale: PRO e CONTRO
Controllo e Informazione: Come Capire se Ti Spetta Davvero un Aiuto
Per capire se si ha diritto a un aiuto per il carburante e come richiederlo, è fondamentale effettuare alcuni controlli e rimanere informati attraverso i canali ufficiali.
Per i Lavoratori Dipendenti
Chiedi alla tua azienda se ha in programma buoni carburante o altri fringe benefit per il 2026. L'erogazione di tali benefit è a discrezione del datore di lavoro, quindi la comunicazione interna è essenziale. Verifica con l'ufficio HR o l'amministrazione paghe le modalità e i limiti di erogazione.
Per le Imprese (Autotrasporto e Pesca)
Tieni da parte le fatture ben compilate relative all'acquisto di carburante e dai un'occhiata con attenzione ai requisiti tecnici dei mezzi (ad esempio, per gli autotrasportatori, i veicoli Euro 5 o superiori). Segui i decreti attuativi che verranno pubblicati per conoscere le procedure specifiche per la richiesta dei crediti d'imposta.
Per le Famiglie
Segui i canali ufficiali di Ministeri, Agenzia delle Entrate, INPS o Comune per capire se usciranno istruzioni pratiche da seguire per l'accesso a possibili aiuti come la carta "Dedicata a te" o altre misure di sostegno legate al carburante e ai beni essenziali.
Gli aiuti riguardano chi riesce a usare strumenti già strutturati, come il welfare aziendale o i crediti d'imposta. È cruciale un approccio proattivo per informarsi e raccogliere la documentazione necessaria. I prezzi dei carburanti, inoltre, cambiano a seconda della zona, del tipo di distributore e del momento del mercato, pertanto una costante attenzione alle dinamiche di mercato può aiutare a ottimizzare le spese.
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