La Buick Coupé Anni '70: Un Decennio di Trasformazione per la Riviera

La Buick Motor Company, fondata nel 1903 da David Dunbar Buick in Michigan, si è affermata come uno dei primi costruttori automobilistici americani e la base su cui è stato costruito il gruppo General Motors. Dopo un iniziale periodo di difficoltà, Buick si è affermata come scelta di riferimento per chi cercava il lusso senza le eccessive pretese dei segmenti superiori di Cadillac, con il motto del comfort di viaggio "alla portata della classe media". Tra gli anni '30 e '70, Buick ha incarnato lo stile americano, rilanciando spesso vigore e innovazione attraverso modelli come Special, Roadmaster, Century e Super. L'espansione progressiva della gamma, insieme all'introduzione di soluzioni come il cambio automatico Dynaflow dal 1948, hanno contribuito a plasmare una reputazione di solidità e comfort senza compromessi.

Logo Buick Motor Company

Il nome "Riviera" è entrato a far parte del mondo Buick per la prima volta nel 1949, quando designava la nuova hardtop due porte, descritta nella pubblicità come "intelligente in modo sbalorditivo". La Roadmaster Riviera, insieme alla Cadillac Series 62 Coupe de Ville e alla Oldsmobile Futuramic 98 Holiday, fu la prima auto prodotta in serie con questo tipo di carrozzeria, che divenne molto popolare nei successivi 30 anni. Negli anni seguenti, carrozzerie con tettuccio rigido furono prodotte per tutte le linee della Buick, comprese le Century, Special, Roadmaster ed Electra. Tuttavia, poiché il nome designava uno stile di carrozzeria e non un modello, il nome Riviera non apparve quasi mai sulle vetture.

Le Origini della Buick Riviera: Una Risposta alla Thunderbird

Verso la fine degli anni Cinquanta, la GM iniziò a pensare che il mercato fosse pronto per una vettura che potesse competere con la Ford Thunderbird, allora tra le vetture di maggior successo. L'obiettivo era creare un'auto con uno stile unico, due porte ma con quattro posti a sedere, che combinasse comodità e prestazioni. Il progetto che stava per diventare la prima Riviera, inizialmente conosciuto come XP - 715, trasse ispirazione dalla Cadillac XP715 e avrebbe probabilmente preso il nome LaSalle, in onore di una linea di automobili prodotta dalla GM tra il 1927 e il 1940. Il progetto fu notevolmente ispirato anche da un viaggio a Londra del capo progettista, Bill Mitchell, affascinato dall'apparizione nella nebbia di una Rolls-Royce personalizzata. Mitchell, mentore di Harley Earl, capo progetto della Riviera, cercò di ricreare quella linea. Il risultato fu un design estremamente innovativo, che vedeva elementi arrotondati degli anni '20 e '30 fusi e armonizzati con il profilo spigoloso tipico dell'auto americana degli anni '60 e '70.

I due particolari più interessanti che la contraddistinsero furono sicuramente la "boattail" (presente nella terza generazione) e le griglie verticali ai lati del paraurti (sulla prima generazione), che richiamavano l'alta calandra della Cadillac LaSalle.

La Nascita della Prima Generazione (1963-1965)

La prima generazione della Riviera nacque nel 1963 da uno sforzo congiunto tra il GM Design Staff, il Buick Research and Development e il Marketing Group. L'assegnazione del progetto a Buick avvenne dopo che le prime due divisioni a cui Mitchell si rivolse, Chevrolet e Cadillac, non si mostrarono interessate. Pontiac e Oldsmobile erano interessate ma con l'intenzione di modificare il progetto, cosa che Mitchell non gradiva. Fu così che Buick, in un momento di difficoltà e con la necessità di cambiare rotta velocemente, decise di produrre l'auto.

Questa prima generazione, prodotta dal 1963 al 1965, non condivideva il pianale con nessun altro modello GM, cosa assai rara. Era lunga 5,30 metri, larga 1,94 metri e pesava 1813 kg, quindi più lunga ma meno pesante della rivale Thunderbird. Meccanicamente, poteva essere dotata di propulsori modello 401 ci Wildcat 445 da 325 CV o modello 425 ci Wildcat 465 da 340 CV, abbinati alla trasmissione Dynaflow Twin Turbine. I freni erano a tamburo e il servosterzo era di serie (3,5 giri da blocco a blocco).

Buick Riviera prima generazione

La stessa potenza, ma il minor peso rispetto ad altri modelli, la resero una delle auto dell'epoca con la migliore agilità, il miglior bilanciamento e comfort, pur mantenendo quella propensione al sottosterzo che rende questi veicoli unici. Era in grado di accelerare da 0 a 97 km/h in 8 secondi e raggiungere una velocità di punta di 201 km/h. Era il modello Buick più costoso, con un prezzo di $4.333, ma con gli optional, tra cui volante regolabile, cruise control, sedili riscaldabili, radio, aria condizionata e cerchi a raggi, si poteva arrivare a $5.000. Inizialmente la produzione fu volutamente limitata a 40.000 esemplari per aumentare la domanda.

Nel 1964 non vennero apportate modifiche significative all'estetica della vettura, ad eccezione della sostituzione del logo a tre scudi della Buick con quello a forma di R, che sarebbe diventato tipico delle successive Riviera. Anche gli interni non subirono molti cambiamenti, a parte l'impiego del legno al posto del vinile per la realizzazione della console centrale che, dopo essere stata leggermente ridefinita con nuove manopole in plastica, ospitava un nuovo impianto audio. Sempre in legno era realizzato il nuovo volante sportivo. I propulsori offerti erano un Wildcat 465 da 340 CV e un Super Wildcat da 360 CV, abbinati a una nuova trasmissione Super Turbine 400.

Nel 1965 la linea della vettura fu modificata. Le luci furono rese a scomparsa dietro una copertura in plastica e il paraurti anteriore fu ridisegnato per ospitare i motorini elettrici che gestivano i fari. Ciò rese il design più pulito, ma spesso i coprifaro erano soggetti a guasti. Altre modifiche riguardavano le luci posteriori, che furono integrate nel paraurti, un nuovo tetto in vinile e l'introduzione di cerchi cromati.

La Seconda Generazione (1966-1970)

Nel 1966 vide la luce la seconda serie della Buick Riviera. Il telaio venne totalmente riprogettato dall'ingegnere Dave Holls per garantire una migliore guidabilità e maneggevolezza. Anche il design fu totalmente rivisto, in modo da rendere la vettura più aerodinamica e migliorare l'immissione dell'aria all'interno dell'apparato di raffreddamento. L'impianto di illuminazione fu mantenuto a scomparsa, con i proiettori posizionati al di sopra della griglia del radiatore. Le luci di posizione furono invece integrate all'interno del parafrontale. Come la generazione precedente, la trazione rimase posteriore, ma le sospensioni anteriori subirono modifiche per migliorare la maneggevolezza complessiva dell'auto.

Nel 1967 la gamma dei motori venne estesa con l'introduzione del propulsore 430 ci V-8 da 360 CV. Con l'opzione GS era possibile installare su di esso un filtro dell'aria in fibra di vetro rossa denominato Star Wars. Esteticamente, non vi furono molti cambiamenti, se non l'introduzione di una nuova griglia anteriore cromata e di nuovi loghi stilizzati.

Buick Riviera seconda generazione

Nel 1968 la vettura subì un restyling. I fari tornarono ad essere a scomparsa e le luci di posizione vennero integrate nel paraurti. Ai lati della vettura, per conformarsi ai nuovi regolamenti federali, vennero apposti dei segnalatori di cambio di direzione sia nella parte anteriore che posteriore. Sempre per conformarsi ai nuovi regolamenti, il cruscotto interno è stato imbottito per renderlo più morbido in caso di impatto. La terza versione di Riviera, arrivata nel 1968, divenne più grossa e muscolosa, un cambiamento che non fu gradito all'epoca perché si diceva che il nuovo look faceva apparire l'auto troppo gonfia e decadente.

Il 1970 fu l'ultimo anno di produzione della Buick Riviera di seconda serie. La vettura, mantenendo inalterate le dimensioni generali, riassunse un design ispirato alla prima versione del 1966. Come essa riassunse i fari fissi posti al lato della griglia cromata anteriore, ma al posto di essere circolari, divennero rettangolari. Tale soluzione venne assunta anche per i proiettori posteriori. Nella parte posteriore venne anche inserito un copriruota per dare una linea più filante alla vettura.

“Dal concept alla realtà: l'evoluzione del design della Buick Riviera 2026”

La Terza Generazione: L'Audacia della "Boattail" (1971-1973)

Quando venne decisa la produzione della terza serie della Riviera, i progettisti della Buick realizzarono un design totalmente differente da quello delle versioni precedenti. Essa venne disegnata da Jerry Hirshberg, il quale, ispirandosi a un modello in scala precedentemente realizzato da un altro designer, donò alla vettura una linea molto più filante e sportiva. Fu nel 1971 che la Riviera subì un drammatico e rivoluzionario cambiamento di design grazie a Jerry Hirshberg che presentò la nuova Riviera con un posteriore "a coda di barca" (Boattail) e la presenza di una lancia laterale a forma di V molto particolare ripresa dalle Buick del 1956/1957.

Buick Riviera

La campagna pubblicitaria della Buick Riviera del 1971 recitava con orgoglio che, giunta alla sua terza generazione, grazie alle sue forme innovative e originali, raccoglieva il plauso di giornalisti e critici. Le nuove regolamentazioni statunitensi in tema di protezione dell'ambiente costrinsero il produttore a ridurre il rapporto di compressione del motore portandolo a una potenza di 255 CV. Questa diminuzione di potenza fece perdere alla Riviera un po' del suo carattere sportivo.

Al Detroit Auto Show del 1972 Buick presentò il concept Silver Arrow III Riviera di Bill Mitchell. Basata su una Riviera di produzione, questa realizzazione era dotata di un motore 455 V8. L'auto si presentava con parecchie nuove caratteristiche, tra cui una linea del tetto più bassa e finestrini laterali ridisegnati. Disponeva di luci di posizione innovative che fungevano anche da indicatori di direzione secondari, sei fari alogeni quadrati nella parte anteriore per migliorare la visibilità notturna e freni antibloccaggio a quattro ruote. Per massimizzare la trazione, la Silver Arrow III, come tutte le Riviera del 1971, era dotata di Max Trac, un precursore degli odierni sistemi di controllo della trazione. Gli interni erano in morbida pelle argentata evidenziati con profili neri.

La Model Year 1972 presentava pochissime modifiche estetiche rispetto all'anno precedente, sia per quanto riguarda gli interni che gli esterni. Una lieve modifica venne invece apportata al propulsore 455 cu, il quale, per sopperire alle nuove leggi per il controllo delle emissioni, dovette essere depotenziato a 250 CV. Esso veniva gestito ora da un nuovo cambio a tre marce con trasmissione Hydra-matic 400.

Il Model Year 1973 è stata l'ultima versione prodotta della terza serie della Riviera. Il Design ha subito un restyling volto a rendere la vettura più lussuosa.

La Quarta Generazione: Ritorno al Classico (1974-1976)

Nel 1974 venne lanciata sul mercato la quarta generazione della Riviera. Essendo meno sportiva rispetto al modello precedente, si registrò un calo delle vendite dovuto a questa nuova progettazione non gradita dal pubblico. Questa generazione vide il ritorno a uno stile più classico, abbandonando la "boattail" e passando dalla carrozzeria hardtop pilarless a una pillared coupé. Il telaio derivava dal Model Year 1973 e si distingueva per il porta bagagli posteriore ingrandito. La Riviera acquisì molto peso grazie all'introduzione di nuovi accessori. Gli interni furono impreziositi con l'aggiunta di sedili avvolgenti, orologio digitale e luci interne che comprendevano due posacenere illuminati.

In questo periodo, le Buick classiche, specialmente dagli anni '40 in avanti, erano apprezzate per l'erogazione fluida e l'abbondante coppia dei motori, dai sei cilindri alle serie V8 più prestanti. L'esperienza al volante era profondamente improntata sul comfort: sospensioni morbide, cambio automatico e una silenziosità superiore garantivano una guida rilassata anche su lunghe percorrenze. L'ampiezza di carreggiata e l'interasse lungo contribuivano a una stabilità tipica delle full-size car americane, pur richiedendo spazi di manovra adeguati nei contesti urbani moderni. Le versioni hardtop e coupé, in particolare Riviera e Skylark, erano spesso preferite dagli intenditori per le prestazioni, la presenza scenica e le rifiniture curate.

La Quinta Generazione: La Sfida dell'Efficienza (1977-1978)

Data la dilagante crisi energetica, i tecnici della Buick, nell'introdurre la quinta serie della Riviera sul mercato, optarono per realizzarla di dimensioni contenute onde risparmiare peso e quindi carburante per muovere la stessa. L'auto venne realizzata usufruendo della piattaforma B condivisa con la Buick LeSabre. I propulsori erano di tre tipi: uno prodotto dalla casa madre (modello 350 da 155 CV) e due derivati dalla Oldsmobile (modelli 350 e 403 da 170 e 185 CV rispettivamente). Nonostante la riduzione di potenza, la vettura aveva, per la sua categoria, una buona accelerazione, che si assestava sui 9,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. L'impianto frenante era costituito da 4 freni a disco.

La Sesta Generazione: Innovazione e Celebrazione (1979-1985)

La sesta generazione venne prodotta dal 1979 al 1985. Questa serie vide l'avvento della trazione anteriore, del primo V6 turbocharged da 3.800 cm³ e 185 CV e di una versione cabrio. Nel 1983 venne realizzata in 502 esemplari la Riviera XX, per celebrare i vent'anni di produzione del modello.

Le Buick storiche erano riconoscibili per il profilo possente e le linee arrotondate. Da sempre caratterizzate da ampie superfici cromate, bozze laterali ("portholes"), calandra prominente e cofano allungato, spesso con parafanghi separati nelle versioni pre-belliche. Negli interni, elementi in legno o finiture "wood look", sedili imbottiti in pelle o velluto, e comandi raggruppati su plance dal design marcatamente americano. Spiccavano colori bicolore tipici anni '50 (Seminole Red, Glacier White, Casino Beige) e accessori quali radio, comandi elettrici, climatizzazione e orologio da cruscotto. Le Buick hanno spesso avuto una forte presenza in film e pubblicità per il ruolo di ambasciatrici del lifestyle americano anni '50-'70.

Buick Riviera cabriolet sesta generazione

Il Contesto del Marchio Buick negli Anni '70: Modelli Iconici e Cambiamenti

Il 2013, a centodieci anni dalla fondazione, la Buick ha toccato una produzione complessiva pari a 43 milioni di autoveicoli venduti. Ed è talmente entrata nella storia del costume americana da comparire in celebri film e romanzi.

Buick Electra: Eleganza e Trasformazione

La Electra è un'autovettura prodotta dalla Buick dal 1959 al 1990. Dal lancio al 1977, fece parte della categoria di vetture full-size, mentre successivamente passò a quella dei modelli mid-size. Prima del 1959, la Roadmaster e la Limited costituivano il livello superiore della gamma Buick. Il nome Electra 225 era un riferimento alla lunghezza della vettura (225 pollici, cioè 5.715 mm). L'Electra 225 Riviera era al top della gamma e condivideva il tettuccio hardtop con la Cadillac Fleetwood. Era disponibile un solo tipo di motore, vale a dire un V8 da 6.572 cm³ di cilindrata erogante 325 CV di potenza a 4.400 giri al minuto. Anche la scelta riferita al cambio era limitata ad una sola trasmissione, vale a dire la Dynaflow automatica a due rapporti.

La Electra, insieme alla LeSabre, fu riprogettata nel 1961. La Buick tolse dal mercato la Electra alla fine del 1961, lasciando sui mercati la sola Electra 225. Fu sempre montato di serie il cambio automatico. Fino al 1963 le vetture erano equipaggiate da una trasmissione automatica Dynaflow Twin Turbine a due rapporti (il Triple Turbine fu disponibile nel 1959). Dal 1964 fu invece montato il cambio automatico THM 400 a tre marce. L'unico motore disponibile era il medesimo di quello della serie precedente, vale a dire un V8 da 6.572 cm³ di cilindrata. Nel 1964 venne eseguito un leggero restyling che toccò soprattutto il paraurti e le luci posteriori.

Buick Electra anni '60

I modelli General Motors vennero sottoposti ad un importante restyling nel 1965. Grazie ad esso la linea delle vetture venne associata ad una bottiglia di Coca-Cola. Inoltre, il tettuccio sui modelli coupé aveva un profilo fastback e la carrozzeria a sei finestrini fu eliminata poiché la General Motors volle dare maggior enfasi alla versione lusso, costituita dalle versioni a quattro porte con hard-top. Nel 1965 la Buick cambiò strategia di marketing e cominciò ad offrire la Electra 225 in due livelli di allestimento, "base" e "Custom". Dal 1967 all'offerta venne aggiunto, sulla Electra 225 Custom quattro porte hard-top e successivamente anche sulla versione due porte hard-top, l'allestimento opzionale "Limited".

Le Electra prodotte dal 1959 al 1966 erano mosse dal motore V8 da 6,6 L di cilindrata. Dal 1964 al 1966 era disponibile una versione del motore citato che aveva una cilindrata di 6,9 L. Dal 1967 il modello ebbe in dotazione un nuovo motore V8 da 7 L. Nel 1970 quest'ultimo fu sostituito da un propulsore da 7,5 L. Era disponibile solamente un tipo di cambio, il TH-400 automatico a tre rapporti.

Nel 1971, come gli altri marchi appartenenti alla General Motors, anche la Buick rivide completamente i propri modelli basati sui pianali B e C. Questi modelli full-size risultarono più larghi e pesanti di quelli precedenti al restyling. La linea ora era più arrotondata e il cofano fu allungato. Inoltre, venne aumentato l'uso delle superfici vetrate. L'unica versione di Electra prodotta dal 1971 al 1973 era hard-top, dato che furono tolte dal mercato le versioni berlina e cabriolet.

Nel 1974, la Buick introdusse, nella gamma dell'Electra Limited, la versione coupé. Nel 1974 vennero introdotti tra gli optional gli airbag lato passeggero e guidatore, che furono però impopolari a causa del prezzo. Tra le opzioni, era anche offerto il Max Trac, cioè una prima forma di controllo di trazione. Dall'inizio del 1974, la tappezzeria in pelle fu offerta tra gli optional sulle Electra Limited. Questa serie di Electra era dotata di un solo tipo di motore, vale a dire un V8 da 7,5 L di cilindrata. Questo propulsore fu tolto dall'offerta a favore di propulsori più piccoli ed efficienti. Ciò fu fatto per venire incontro alle nuove norme per il contenimento dei consumi dei motori conseguenti alla crisi energetica del 1973. Era disponibile solamente un tipo di cambio, il TH-400 automatico a tre rapporti.

La General Motors rimpicciolì tutti i propri modelli basati sul pianale C nel 1977, e l'Electra non fu un'eccezione. In occasione di questo rimpicciolimento, la Electra passò alla categoria di mid-size perdendo 279 mm in lunghezza, oltre che svariati chilogrammi in peso. La vettura fu totalmente riprogettata, ma erano ancora offerte le versioni 225, Park Avenue e Limited. L'opzione della console del pacchetto Park Avenue venne eliminata, e non tornò più sulla Electra a trazione posteriore. Il motore V8 big-block da 7,5 L di cilindrata fu tolto dall'offerta. Il propulsore base era adesso un V8 Buick da 5,7 L con carburatore quadruplo corpo. Il motore Diesel Oldsmobile da 6,6 L fu opzionale dal 1977 al 1979.

Una calandra differente fu l'unica novità del 1978, ma il 1979 vide l'arrivo di una nuova coda con creste sulla zona superiore e di nuovi gruppi ottici posteriori caratterizzati da una linea argentata che li divideva orizzontalmente. Gli aggiornamenti effettuati nel 1980 riportarono lo stile della vettura al 1977, anche se la nuova calandra possedeva dei listelli verticali. Il 1981 vide pochi cambiamenti, tranne una calandra ridisegnata e dei nuovi gruppi motopropulsori. Più precisamente, il V8 Buick da 5,7 L fu tolto dai listini a favore di un V6 Buick da 4,1 L. Come sopra accennato, venne aggiunto all'offerta un motore Diesel Oldsmobile da 5,7 L. Il motore diesel Oldsmobile da 6,6 L era ancora disponibile. Erano offerti due tipi di cambio, il THM200-4R automatico a tre rapporti ed il TH350 a tre marce. Dal 1981, le Electra non avevano più le quattro finte prese d'aria, e questa fu una novità assoluta, dato che esse erano presenti fin dal lancio del modello. La top di gamma, l'Electra Park Avenue, continuò a mostrare quattro piccoli affossamenti adesivi sulle modanature cromate all'altezza dei parafanghi anteriori, fino a che nel 1985 anche questi scomparvero. La produzione di questa serie di Electra terminò nell'aprile del 1984. Tecnicamente, questo fu l'ultimo anno del pianale C a trazione posteriore della General Motors.

Nel 1985 debuttò la sesta ed ultima serie della Electra. Questa nuova generazione era a trazione anteriore, ed era basata sul nuovo pianale C della General Motors. Rispetto alla serie precedente, il modello venne ulteriormente rimpicciolito. Inoltre, tutti i motori V8 delle generazioni precedenti furono tolti dai listini. Inizialmente, i propulsori disponibili furono un V6 da 3 L con alimentazione a carburatore ed un V6 da 3,8 L ad iniezione, che erano accoppiati al cambio automatico THM440-T4 a quattro marce (l'unico disponibile) con un rapporto overdrive di 0,70:1. Il motore era montato anteriormente. Gli allestimenti disponibili per questa serie di Electra furono il Limited, il Park Avenue, il T-Type e, più tardi, il Park Avenue Ultra. Quest'ultimo era l'allestimento più lussuoso della gamma ed era essenzialmente un allestimento Park Avenue dagli accenti più lussuosi. Sebbene le dimensioni esterne fossero rimaste immutate dal 1985 al 1990, questa serie di Electra fu oggetto di aggiornamenti continui. Il nome Electra fu tolto dai listini alla fine del model year 1990.

Buick Special: Dalle Full-size alle Mid-size

La Special è un'autovettura prodotta dalla Buick dal 1936 al 1958 e dal 1964 al 1969. Fu solitamente il modello più economico all'interno della sua categoria di appartenenza, categoria che cambiò nel corso degli anni. Infatti, debuttò come vettura full-size nel 1936 e ritornò nel 1961 (dopo una pausa di qualche anno) come modello compact. Dal 1964 appartenne invece alla categoria mid-size.

Il 1936 fu un anno di successo per la Buick. Nell'anno citato, la casa automobilistica statunitense utilizzò per la prima volta un criterio di denominazione che era caratterizzato da nomi veri e propri, e non da sigle numeriche come era stato fatto fino ad allora. Fu quindi cambiato il nome a tutti i modelli della gamma. Più precisamente, alla Serie 60 fu addizionata la denominazione Century, alla Serie 90, il modello più lussuoso, fu aggiunto il nome Limited ed alla Serie 40 venne addizionato il nome Special. La Serie 50 fu ritirata dal mercato, ma nel contempo fu lanciato un nuovo modello, la Serie 80 Roadmaster. Originariamente la Serie 40 aveva installato un motore a sei cilindri da 4.220 cm³ di cilindrata che erogava 80,5 CV di potenza a 2.800 giri. Nell'anno del debutto vennero fabbricati 74.257 esemplari. Dopo un solo anno di produzione, l'assemblaggio del modello fu temporaneamente interrotto. La commercializzazione riprese nel 1934. Questa volta la Serie 40 aveva installato un motore a otto cilindri in linea da 3.818 cm³ e 93 CV.

Buick Special berlina 1946

Dal 1936 al 1958 la Special rappresentò il modello economico della categoria di vetture full-size offerta dalla Buick. Le prime Special possedevano un passo di 2.997 mm, ma dall'anno successivo questa misura fu aumentata a 3.099 mm. L'incremento delle dimensioni fu comune a tutti i modelli Buick. Il motore fu anch'esso nuovo, ed aveva una cilindrata di 4,1 L; era valvole in testa ed aveva una configurazione ad otto cilindri in linea. La Special, come tutti gli altri modelli Buick, nel 1939 fu oggetto di un profondo restyling, nell'occasione del quale venne prevista una parte anteriore ridotta, una calandra più larga ed un passo più corto di due pollici. Nel 1940 venne operato un restyling ed il passo aumentò di un pollice. Questo fu l'unico model year in cui fu disponibile una versione cabriolet quattro porte, che fu chiamata "Sport Phaeton".

Nel 1941 il corpo vettura fu rinnovato nuovamente, ed i parafanghi anteriori vennero incorporati nella carrozzeria. La "Estate Wagon" passò dalla gamma Super alla gamma Special, e quindi l'offerta di quest'ultima si arricchì di una versione familiare. Quest'ultima fu comunque disponibile solo nel 1941 e nel 1942. Un'altra novità fu la serie 40-A (la Special regolare fu invece denominata 40-B), cioè una versione dal passo più corto di tre pollici, che era condiviso con le contemporanee vetture Chevrolet. Queste due serie, che derivavano dalla concept car Buick Y-Job, continuarono ad essere offerte anche nell'anno successivo. La produzione terminò infatti il 4 febbraio 1942 a causa del coinvolgimento degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale. Ad ostilità concluse, la produzione di autovetture ad uso civile riprese. Nel 1946, primo anno di produzione postbellica, la sola Special disponibile fu quella di maggiori dimensioni. La Special del 1946 è rara, dato che rappresentò solo il 2% della produzione totale Buick dell'anno citato (più precisamente 2.999 esemplari su un totale di 156.080). Questa serie di Special continuò ad essere prodotta con cambiamenti minimi fino al 1949, quando fu introdotta la generazione successiva. Sia i modelli prebellici che quelli prodotti dopo il conflitto vennero assemblati sul pianale B della General Motors.

A metà del 1949, le Special furono dotate di un corpo vettura completamente rinnovato, e questa fu la prima riprogettazione completa postbellica del modello. Nuova fu anche la serie 40D, cioè una versione meglio equipaggiata a cui fu dato il nome di Special DeLuxe. All'inizio il motore installato era ancora l'otto cilindri in linea da 4,1 L di cilindrata già montato sulla serie precedente, ma nel 1951 esso venne sostituito da un otto cilindri in linea da 4,3 L (anch'esso a valvole in testa). Nell'anno citato fu anche introdotta una versione hardtop due porte. Alle Special del 1954 furono installati un corpo vettura rinnovato ed un nuovo telaio. Quest'ultimo, rispetto a quello precedente, era più largo e basso. Dal 1954 il modello venne equipaggiato dal nuovo e più potente motore V8 "Naihead" da 4,3 L. Introdotta a metà del 1955, la Buick Special Riviera, con la Century Riviera, la Oldsmobile 98 Holiday, e la 88 Holiday furono le prime hardtop quattro porte senza montanti mai prodotte. Fino ad allora, la Buick Special fu uno dei modelli più venduti in America. Al motore V8 "Naihead" da 4,3 L, si aggiunse un propulsore V8, anch'esso "Naihead", ma da 5,3 L. Quest'ultimo fu sostituito nel 1957 da un motore V8 da 6 L. Nell'ultimo anno citato i corpi vettura furono rivisti e fu aggiunta alla gamma la versione hardtop familiare quattro porte chiamata Buick Caballero. Nel giugno del 1957, alla Special fu dedicato un articolo sulla rivista Popular Mechanics su cui era riportato che il modello aveva un'accelerazione da 0 a 97 km/h di 11,6 secondi ed un consumo di carburante di 3,5 L/100 km a 80 km/h. Nel 1958 le cromature furono incrementate e vennero installati dei fanali anteriori doppi. Le Special di questa generazione possedeva tre prese d’aria per lato, mentre le Buick di categoria superiore, eccetto la Super, ne avevano quattro.

Nel 1961 la Special tornò sui mercati dopo qualche anno di assenza, ma questa volta in una categoria inferiore (quella della vetture compact). Questa nuova generazione di Special era basata sul pianale Y della General Motors. Il telaio era a monoscocca. Il motore installato era un V8 da 3,5 L di cilindrata con monoblocco in alluminio che erogava 155 CV di potenza. Il cambio era automatico Dynaflow ed era presente il servosterzo. Nel 1962 la Special fu la prima auto statunitense prodotta in serie ad utilizzare un motore V6. Questo motore derivava dal V8 da 3,5 L ed aveva una cilindrata di 3,2 L. Erogava 135 CV a 4.600 giri al minuto e 278 N•m di coppia a 2.400 giri al minuto. Nel 1962 la Special vinse il premio "Auto dell'anno" della rivista Motor Trend. Nel 1963 il corpo vettura fu rivisto. Meccanicamente la vettura era però identica al modello del 1962. Ci furono però delle modifiche al cruscotto ed al quadro strumenti. Dal 1963 il motore da 3,2 L, disponibile con carburatore doppio corpo, diventò il propulsore base. L'opzionale V8 da 3,5 L invece era offerto in due versioni, con carburatore doppio corpo e con carburatore quadruplo corpo. La prima versione erogava 155 CV, mentre la seconda 190 CV (questo nel 1962; nel 1963 la versione con carburatore quadruplo corpo sviluppava invece 200 CV). Nel 1962 della Special furono venduti 153.763 esemplari, di cui 42.973 Skylark. Nel 1963 gli esemplari commercializzati furono 148.750, di cui 42.321 Skylark.

“Dal concept alla realtà: l'evoluzione del design della Buick Riviera 2026”

Per il model year 1964 fu disponibile la nuova serie. Il motore da 3,5 L non venne più offerto sulla Special. Venne poi installato sulla Rover P5 nel 1968.

La Special e la leggermente superiore Skylark furono riprogettate nel model year 1964. Il pianale su cui era basata questa nuova serie di Special era la piattaforma A della General Motors. Un'altra novità furono i motori. La cilindrata del V6 fu incrementata da 3,2 L a 3,7 L, mentre il V8 da 3,5 L con monoblocco in alluminio fu sostituito da un V8 da 4,9 L con monoblocco in ghisa e testata in alluminio. Quest'ultimo motore, prodotto fino al 1967, era basato sul V8 da 3,5 L, e molti componenti dei due propulsori erano intercambiabili. Altri motori disponibili furono un sei cilindri in linea da 4,1 L ed un V8 da 5,6 L. La Special come modello a sé stante è stata commercializzata fino al 1969. Il nome Special tornò brevemente come allestimento base della Century. Questo modello, introdotto nel 1975 e chiamato Buick Century Special, era basato sul pianale A della General Motors ed aveva installato come motore un V6 da 3,8 L di cilindrata. Essa utilizzava un padiglione di tipo fastback ed era equipaggiata con un tetto di tipo landaulet (cioè con parte posteriore apribile) che ricopriva la maggior parte dei finestrini posteriori. Nel 1978 la Century Special fu completamente rivista. Nell'occasione, alla gamma dei motori furono aggiunti un opzionale V8 da 4,9 L (raramente offerto) ed un V6 da 3,2 L.

Il Declino e il Ritorno della Riviera

Nel 1994 la Buick Riviera scomparve dai listini per poi tornare nel 1995. L'ultima serie venne prodotta fino al 1999. In tutto, dal 1963 ad oggi, sono state prodotte otto diverse generazioni di Riviera, sempre ponendosi gli stessi obiettivi: comfort, lusso, prestazioni, innovazione e linea esclusiva. Di rilievo, l'introduzione della "boattail" nella terza generazione (1971-73) e di un primordiale controllo di trazione, il Max Trac, ma anche la diminuzione di potenza, dovuta a nuove norme anti-inquinamento, che fecero perdere alla Riviera un po' del suo carattere sportivo. Con la quarta generazione (1974-76) si ritornò a uno stile più classico, abbandonando la "boattail" e passando dalla carrozzeria hardtop pilarless a una pillared coupé. La sesta generazione (1979-85) vide l'avvento della trazione anteriore, del primo V6 turbocharged da 3.800 cm³ e 185 CV e di una versione cabrio.

Buick occupa un posto di rilievo tra le auto d’epoca americane per le sue carrozzerie imponenti, i motori potenti e il comfort superiore. Modelli come Riviera, Roadmaster, Special e Skylark sono tra i più apprezzati nel mercato italiano sia per il numero di offerte sia per l’interesse dei collezionisti, con buona disponibilità di ricambi e club di supporto. Le statistiche sul mercato attuale evidenziano che la Buick Riviera rappresenta il 6,8% delle offerte e, insieme a Roadmaster, Special e Skylark, costituiscono le scelte più frequenti fra gli appassionati. Alcuni modelli Buick sono particolarmente ricercati per la loro esclusività: la Skylark 1953 prodotta in occasione del 50° anniversario del marchio - solo poche centinaia di esemplari, convertibile, dettagli cromati e verniciatura bicolore. La Wildcat, spesso in versione Cabriolet, e il Roadmaster Convertible, per le finiture d’eccezione e il carattere rappresentativo.

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