La Cadillac DeVille rappresenta una pietra miliare nella storia dell'automobile americana, incarnando il lusso, lo stile e l'innovazione che hanno definito un'epoca. Nata come allestimento di lusso della Serie 62, la DeVille si è rapidamente evoluta in un modello autonomo, diventando sinonimo dell'opulenza e dell'ingegneria americana. Questo articolo esplora le sue origini, la sua evoluzione, con un focus particolare sugli anni '50, e il suo impatto duraturo sul panorama automobilistico.
Le Origini: Dalla Serie 62 alla Nascita della De Ville
La storia della Cadillac DeVille è intrinsecamente legata a quella della Cadillac Serie 62, un'autovettura prodotta dalla Cadillac dal 1940 al 1964. Commercializzata per sostituire la Serie 65 nel 1940, la Serie 62 rimase in produzione fino al 1964, quando cambiò nome in Cadillac Calais. Faceva parte della categoria delle Vetture Full-Size di lusso, e venne assemblata a Detroit, nel Michigan. La prima serie del modello, che possedeva una carrozzeria prodotta da Fisher, rimpiazzò la Serie 61 nella parte più bassa della gamma offerta dalla Cadillac. La Serie 62, assemblata sul pianale C della General Motors (il marchio Cadillac apparteneva infatti al gruppo General Motors), possedeva uno stile che ricordava le torpedo di qualche anno prima. Il modello possedeva dei finestrini con un'intelaiatura cromata, più inclinata nel parabrezza, ed un lunotto incurvato. Il nuovo pianale C, che la Serie 62 condivideva (nel 1940) con la Buick Roadmaster, la Buick Super, la Oldsmobile Serie 90 e la Pontiac Torpedo, aveva spazio maggiorato di 5 pollici (quasi 13 cm) per le spalle e le anche, ed era privo di predellini, mentre il corpo vettura era più sinuoso e ribassato di circa 2-3 pollici (tra i 5 ed i 7,6 cm). Quando erano combinati con la leva del cambio montata sul piantone dello sterzo, le vetture potevano offrire un ottimo comfort per sei passeggeri. Queste caratteristiche erano state influenzate dalle Cadillac Sixty Special.
Ciò che però distingueva le Cadillac con motore V8 era ancora una volta la calandra. Sebbene le calandre del 1940 avessero la stessa forma di quelle del 1939, le loro barre erano più massicce ed erano presenti in numero maggiore. I predellini erano degli optional che potevano essere montati senza extra costo. Questa generazione di Serie 62 era disponibile in versione coupé, berlina, cabriolet due o quattro porte. Queste ultime sono state disponibili da metà anno.
Nel 1941 un cofano fabbricato in un solo pezzo andò a ribassare la sezione frontale, inclusa la zona laterale del cofano stesso, che andò a raccordarsi meglio con i parafanghi. La calandra era più larga, verticale e presentava un rigonfiamento in avanti nella zona centrale. Vennero installate delle luci di parcheggio negli angoli superiori esterni della calandra. I fanali anteriori ora erano incorporati nei parafanghi, dove erano anche previsti degli alloggiamenti per i fendinebbia. Tre linee cromate apparvero nella parte posteriore dei quattro parafanghi. Le carenature dei parafanghi posteriori facevano parte dell'equipaggiamento standard. Della Serie 62 faceva parte il solo modello versione cabriolet quattro porte costruito dalla Cadillac nel 1941; questa versione fu l'ultima del tipo citato che venne prodotta dalla Cadillac.
Gli esemplari venduti quadruplicarono nel 1941 a 24.734 unità, che rappresentavano il 37% delle vendite della Cadillac di quell'anno. Basata sul pianale C della General Motors, questa generazione di Serie 62 venne disegnata da Harley Earl. Di questa serie di Serie 62 venne commercializzata anche una versione commerciale. Essa possedeva un passo di 4.140 mm ed una lunghezza di 6.424 mm. Le versioni per il trasporto dei passeggeri avevano un passo di 3.277 mm nel 1940 e di 3.200 mm nel 1941. La lunghezza e la larghezza erano, rispettivamente 5.489 mm nel 1940 e 5.486 mm nel 1941, e 1.920 mm nel 1940 e 2.032 mm nel 1941.
Nel 1942 la calandra diventò più imponente. Le luci di parcheggio diventarono rotonde ed i fendinebbia rettangolari. Questi ultimi vennero inclusi nella calandra. Vennero rivisti i paraurti, e questa modifica fornì al modello una linea “a proiettile”. I parafanghi ora possedevano una forma più arrotondata ed erano più lunghi; sia quelli anteriori che quelli posteriori si estendevano fino alle portiere. I nuovi parafanghi presentavano nuove modanature più spesse lungo i lati. Un nuovo sistema di ventilazione con condotti che partivano dalla griglia anteriore andò a rimpiazzare quello precedente. Il comando a leva del freno a mano venne sostituito da uno con maniglia a forma di T.
Nel 1946 la Serie 62 era basata sul pianale C della General Motors, che condivideva con la Cadillac Sixty Special, la Buick Super, la Buick Roadmaster e l'Oldsmobile 98. Questa generazione di Serie 62 possedeva una linea che ricordava una notchback, mentre la coupé aveva un design che ricordava le fastback. Era facile distinguere la Serie 62 coupé dalla Serie 61 perché la linea di cintura era più bassa, e l'intelaiatura dei finestrini laterali circondava singolarmente ogni cristallo anziché ogni superficie vetrata. La Serie 62 possedeva dei deflettori sia anteriormente che posteriormente. Questa generazione di Serie 62 è stato il primo modello Cadillac a rientrare in produzione dopo la seconda guerra mondiale. Infatti le aziende delle nazioni belligeranti vennero obbligate dai rispettivi governi a convertire i propri impianti nella produzione militare.
Nel 1947 furono applicati cambiamenti minori. Era disponibile un solo tipo di motore, un V8 da 5,7 L di cilindrata. Dal 1948 la Serie 62 fu costruita sul medesimo telaio da 3.200 mm della Serie 61. Ciò comportò che i due modelli si assomigliassero profondamente. La differenza principale, a parte il maggior uso di parti cromate, fu la presenza di una versione cabriolet nella gamma della Serie 62. Per quanto riguarda i componenti cromati, tra gli elementi distintivi, erano presenti dei parasassi cromati e scanalati sui parafanghi anteriori, delle finiture cromate sulle portiere, una cornice cromata a V sotto le luci posteriori. Inoltre, gli interni erano più curati. Nel 1948 vennero anche aggiunte delle pinne posteriori. Il nuovo motore V8 Cadillac a valvole in testa fu la novità più importante del 1949. Non vennero infatti applicate modifiche di rilievo. Questo propulsore possedeva una cilindrata di 5,4 L e produceva 160 CV di potenza. Le differenze tra la Serie 61 e la Serie 62 erano minime. Il modello più costoso aveva nuovamente parafanghi provvisti di parasassi anteriori cromati e scanalati, e portiere con inserti cromati. Era offerto come optional l'impianto di riscaldamento[3]. L'altro propulsore disponibile era un V8 da 5,7 L.
La Cadillac Serie 62 Coupe de Ville fu introdotta nel tardo 1949[2][4]. Insieme alle Buick Roadmaster, Riviera, e Oldsmobile 98 Holiday, fu tra le prime coupé senza montanti mai costruite[2][4]. In vendita a 3.496 dollari, costava un dollaro in meno rispetto alla Serie 62 cabriolet, e come per la cabriolet vennero offerti i vetri elettrici.

L'Era d'Oro: Gli Anni '50 e la De Ville come Icona
Gli anni '50 segnarono un punto di svolta per la Cadillac, e la DeVille emerse come un simbolo indiscusso di questo periodo dorato. Il nome "De Ville", tradotto dal francese come "di città", sottolineava la vocazione urbana e raffinata di questa gamma, pensata per chi cercava lusso e prestigio.
Nel 1950 vennero eseguiti dei cambiamenti di una certa importanza. Le vetture erano ora più basse ed affusolate, con un cofano più lungo ed un parabrezza fabbricato in un solo pezzo. Il cambio Hydramatic era tra l'equipaggiamento offerto di serie. Inserti cromati su tutta la lunghezza delle portiere caratterizzarono il modello del 1951, e la Coupé De Ville ricevette nuovi dettagli lussuosi, come la scritta del modello sul montante posteriore.

Nel 1952, per commemorare il 50º anniversario di fondazione della Cadillac, vennero applicate alle vetture delle scritte in oro. Il portellone era ora più alto, e questo portò un maggiore spazio nel bagagliaio. Le luci di retromarcia erano ora montate di serie e comprendevano i fanali posteriori. La calandra ora aveva un profilo avvolgente con uno stemma dorato montato al centro. Inoltre, dall'anno citato tutte le Cadillac adottarono un doppio impianto di scarico. Altre novità furono specchietti antiabbagliamento, carburatori quadruplo corpo e pistoni con trattamento all'ossido di stagno.
Nel 1953 venne rivista la calandra ed i paraurti, e le luci di parcheggio furono riposizionate sotto i fanali anteriori, con questi ultimi che furono dotati di “palpebre” cromate. Il lunotto ora non possedeva più le barre divisorie. Nell'anno in questione scomparì la coupé, e quindi le Serie 62 a due porte erano solo hard-top (inclusa la meglio equipaggiata Coupe de Ville) o cabriolet. La Eldorado era una delle tre cabriolet prodotte nel 1953 dalla General Motors: le altre due erano la Oldsmobile 98 Fiesta e la Buick Roadmaster/Skylark. La Eldorado era una cabriolet a tiratura limitata che successivamente sarebbe diventata un modello a sé stante. Essa possedeva delle caratteristiche uniche, incluse le ruote a raggi ed il parabrezza avvolgente, il quale fu introdotto sulle Cadillac di produzione standard. Sempre nel 1953, due esemplari della Serie 62 sono stati rielaborati dalla carrozzeria Ghia. Questa generazione di Serie 62 fu costruita sul pianale C della General Motors. La lunghezza e la larghezza dipendevano dagli anni di produzione. La prima fu di 5.436 mm dal 1948 al 1950, 5.481 mm nel 1951, mentre dal 1952 al 1953 fu di 5.481 mm se l'esemplare era a due porte, o 5.608 mm se il modello possedeva quattro porte.

Con il restyling del 1954, la Serie 62 ricevette un corpo vettura più affusolato, una griglia radiatore di nuovo disegno, dei paraurti anteriori ad ala di gabbiano ed i rostri dei paraurti a forma di proiettile. Il paraurti posteriore fu completamente ridisegnato e vennero rivisti i terminali dell'impianto di scarico. Su tutti i modelli venne applicato una delle caratteristiche dell'Eldorado, cioè un parabrezza avvolgente. Sulle berline erano presenti delle modanature sotto i vetri, e ciò creava un effetto “parasole”. Il lunotto curvo delle coupé fu definito “stile Florentine”. La presa d'aria era posizionata, su tutti i modelli, alla base del parabrezza. La scritta Coupé De Ville comparve nella zona posteriore del montante C della lussuosa coupé, che inoltre vide l'arrivo di modanature sottoporta più ampie.
Le Eldorado avevano lo stemma identificativo dorato situato subito dietro le prese d'aria sui parafanghi posteriori ed un'ampia decorazione scanalata nella parte inferiore del parafango posteriore. Questi pannelli erano d'alluminio. Le Eldorado cabriolet possedevano degli stemmi sulle portiere, delle ruote a raggi, e lo stemma a V della Cadillac impresso sulle imbottiture laterali dei sedili. Della lunga lista dell'equipaggiamento che debuttò nel 1954 ci furono il lavacristalli, il servosterzo, l'impianto elettrico a 12 V ed i pistoni in lega di alluminio.
Nel 1955 il modello fu aggiornato. Le modifiche furono perlopiù estetiche. Nel 1956 la calandra fu rivista. Venne applicato un disegno della griglia più fine e le luci di parcheggio vennero installate sui paraurti. Il marchio Cadillac fu applicato sulle fiancate. Alla Coupe de Ville venne aggiunta la Sedan de Ville, che fu la prima Cadillac hard-top a quattro porte[2][4]. Similmente alla Coupe de Ville, era più costosa e più lussuosa della Serie 62 quattro porte standard[2][4]. Già nel primo anno di commercializzazione, con 41.732 esemplari, superò le vendite della Serie 62 berlina[2][4]. A seguito del successo commerciale, la Coupe de Ville e la Sedan de Ville nel 1959 diventarono un modello a sé stante, la Serie 6300, che fu completata nel 1964 dalla De Ville cabriolet[2][4]. Alla gamma Eldorado si aggiunse anche una nuova versione, una due porte hard-top che venne chiamata Seville. La scritta Eldorado comparve sui parafanghi. I tratti distintivi presenti sull'Eldorado, che differenziavano il modello dalla Seville, erano una modanatura cromata e scanalata, che si estendeva dal parabrezza fino al montante posteriore, correndo per tutta la linea di cintura, e delle pinne posteriori piatte ed appuntite.

Nel 1956 la Serie 62 raggiunse la cifra record di 134.502 esemplari venduti, che rappresentò l'86,4% delle vetture vendute dalla Cadillac. Durante gli anni in cui fu in commercio, questa serie di Serie 62 venne montata sul pianale C della General Motors. I motori disponibili erano due, entrambi V8 e con valvole in testa. Le cilindrate erano 5,4 L e 6 L. La lunghezza delle vetture dipendeva dall'anno di produzione e dal numero di portiere. Nel 1954 fu di 5.497 mm (la quattro porte) o di 5.674 mm (due porte), nel 1955 fu di 5.494 mm (la quattro porte) o di 5.669 mm (due porte) e nel 1956 fu di 5.458 mm (la quattro porte) o di 5.636 mm (due porte).
Nel 1957 fu adottato un telaio tubolare a X senza supporti laterali. Ciò comportò che la struttura fosse più rigida e più bassa senza la perdita di spazio utile. La parte anteriore era ora caratterizzata da paraurti in plastica e da fanali circolari doppi. Questi doppi fari vennero installati anche nella parte posteriore. Furono anche rivisti anche gli ornamenti delle fiancate. Ciò che contraddistingueva la Serie 62 furono le modanature metalliche installate davanti all'apertura delle ruote posteriori. Uno stemma a V comparve nelle pinne posteriori con angolazione protesa in avanti. Le De Ville possedevano delle scritte che erano posizionate sui parafanghi anteriori. La Serie 62 Eldorado, per differenziarsi dalla Serie 70 Eldorado Brougham, possedeva, sopra l'emblema posteriore a forma di V e sulla sommità dei parafanghi anteriori, la scritta del nome del modello. L'equipaggiamento standard di tutti i modelli della Serie 62 era il medesimo dell'anno precedente. Nuova era però la prominente coda della versione berlina. Questa generazione di Serie 62 venne costruita sul pianale C. Fu disponibile un solo tipo di motore, un V8 da 6 L di cilindrata.
Storia del modello: Cadillac Deville
Le Cadillac del 1959 sono ricordate per le loro enormi ed affilate pinne posteriori, con luci posteriori integrate e a forma di doppio proiettile, per le due specifiche configurazioni del tetto dei montanti, per le nuove e più eleganti grigliature, e per gli inserti decorativi sul coperchio del portabagagli. Nel model year 1959 la Serie 62 fu rinominata Serie 6200. La De Ville e la Eldorado diventarono un modello a parte, rispettivamente Serie 6300 e Serie 6400. La Eldorado Brougham, che apparteneva alla Serie 70, fu rinominata Serie 6900. La potenza erogata dal motore da 6,4 L di cilindrata, l'unico disponibile, era di 325 CV. La Serie 6200 era caratterizzata dall'avere delle modanature in plastica che iniziavano dalle aperture delle ruote anteriori e terminavano in corrispondenza dei paraurti posteriori. L'equipaggiamento standard includeva il servofreno, il servosterzo, il cambio automatico Hydra-Matic a quattro rapporti, le luci di retromarcia, i lavacristalli, i tergicristalli a due velocità, gli specchietti retrovisori, lo specchio di cortesia ed il filtro dell'olio. Le cabriolet possedevano i vetri ed i sedili elettrici. Delle carenature coprivano le aperture delle ruote posteriori, e le versioni a quattro porte erano disponibili sia con quattro che con sei vetri laterali.
La Serie 6200 del 1960 aveva una linea più sobria e regolare. I cambiamenti più importanti si concentrarono sulla calandra, che ora era a tutta larghezza. Inoltre, ci fu l'eliminazione dei rostri dei paraurti dalla forma appuntita ed una maggior moderazione nell'uso di inserti cromati. Le pinne posteriori ora erano più basse e con "gruppi ottici a forma di turbina ovale", e gli indicatori di direzione erano montati sui parafanghi anteriori. La Serie 6200 si distingueva dalle carenature ai parafanghi, dagli inserti cromati laterali per…
La De Ville: Evoluzione e Impatto Duraturo
La Cadillac De Ville, talvolta scritto De Ville, è una di quelle auto che, anche per i meno esperti, è facile associare al mondo delle quattro ruote a stelle e strisce. Prodotta ininterrottamente dal 1956 al 2005, è stata soggetta a diverse metamorfosi che hanno pur sempre mantenuto le sue dimensioni notevoli, fino ad arrivare alla prima metà degli anni ‘10 del nuovo millennio quandò passò il testimone alla Cadillac DTS (Deville Touring Sedan). Le origini del suo nome derivano, in realtà, da un precedente allestimento introdotto sulla serie precedente, la “62” Coupé De Ville. Tradotto dal francese “da città”, inizialmente la 62 conteneva un allestimento Sedan de Ville, che sarebbe poi diventato un modello a sé solo a partire da fine anni ‘50. Si ricordano, in quel periodo, le famose berline americane tre volumi con le pinne affilate e i fari posteriori a proiettile, auto che talvolta si vedono ancora girare in alcuni paesi del centro e del sud America e che hanno mantenuto un particolare valore storico, tanto che talvolta se ne trovano particolari esemplari usati.
Sono state otto, per la precisione, le serie della Cadillac Deville prodotte fino al 2005. In tutti questi anni, la Deville è sempre stata sinonimo di lusso a stelle e strisce. Quattro le varianti di carrozzeria: coupé due e quattro porte, berlina quattro porte e cabriolet due porte. Ovviamente, c’è stata una massiccia evoluzione del design di una vettura in grado di attraversare così tanti decenni pur rimanendo sempre un punto di riferimento per quanto riguarda le ammiraglie che in tanti collegano a film come l’omonimo “Coupé de Ville” del 1990 di un giovanissimo Patrick Dempsey agli inizi della sua carriera cinematografica. Se è facile ricordare le “prime” Cadillac Deville, figlie di un’epoca che non c’è più, via via le forme si sono standardizzate fino a quelle dell’ultima generazione con i suoi fanali larghi, il corpo vettura molto basso (solo 1,44 metri di altezza) e un generoso passo capace di far star comodi 5 passeggeri. Curiosamente, la Deville del 2000 fu la prima a montare luci a LED, installate sui fanali posteriori. Già a partire dagli anni ‘70, fino agli albori del ventunesimo secolo, le forme della Cadillac Deville sono diventate, per così dire, meno originali e più squadrate.

Interni e Motori: Lusso, Potenza e Innovazione
Gli interni della Cadillac Deville, seguendo il discorso relativo agli esterni, hanno attraversato diverse epoche e quindi hanno visto passare tante tipologie di abitacoli tutti accomunati da un grande senso di lusso e comodità, a prescindere dal periodo. Basti pensare che già la prima Deville del 1959 proponeva la regolazione elettrica dei sedili, oggi ancora in optional su molti modelli di fascia comunque alta. La seconda introdusse gli alzacristalli elettrici così come erano disponibili anche il servofreno e il servosterzo, tecnologie non così comuni per gli anni ‘60 del “Secolo breve”. Sulla quarta serie, costruita sul pianale C della General Motors, si raggiunse il record di lunghezza (5,86 metri) e quindi di abitabilità, poi superata solo da alcuni modelli successivi prodotti da GM solo a partire dagli anni ‘90. Dalla settima serie (1994-1999) il pianale K venne condiviso con la Cadillac Seville, perdendo oltre 70 centimetri rispetto alla Cadillac Deville delle generazioni precedenti. Gli interni della Cadillac Deville, intanto, si andavano arricchendo di dotazioni di serie. Sulla prima serie fa quasi sorridere l’elegante volante in legno e l’abitacolo color panna, le forme si sono rese più squadrate fuori così come dentro nei decenni successivi. Gli interni della Cadillac Deville di ultima generazione erano veramente pieni di tasti, sia sul volante sia sulla parte centrale della plancia, con il mangiacassette e il lettore CD entrambi disponibili.
I motori della Cadillac Deville sono cambiati tra le varie generazioni. La prima, dal 1959, montava il V8 6,4 litri e 325 CV, con il generoso propulsore montato anteriormente e la trazione posteriore con la coppia trasmessa dal cambio automatico Hydra-Matic quattro rapporti. Quest’ultimo venne mantenuto anche sulla seconda generazione, abbinato al V8 6,4 litri, cui si aggiunse anche il 7 litri con la stessa meccanica verso l’asse posteriore: in questo caso il cambio montato fu il Turbo-Hydramatic a tre velocità. L’aumento di cilindrata interessò anche la terza generazione (1965-1970). Dal V8 7 litri da 340 CV si passò al V8 da 7,7 litri e 375 CV. I motori della Cadillac Deville continuarono a crescere di cilindrata negli anni che portarono alla crisi petrolifera di metà anni ‘70. La quarta generazione confermò il V8 7,7 litri e aggiunse il V8 Cadillac da 8,2 litri. Questa fu anche la generazione più voluminosa nella lunga storia della Cadillac Deville, i cui motori vennero via via “rimpiccioliti” a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 già con la quinta generazione che è 15 centimetri più corta della precedente. Per esempio debuttò il V6 Buick da 125 CV e il V8 tornò a una cilindrata “normale”, almeno per gli standard americani (4,1, 5,7 e 6 litri). Stesso discorso per i motori della Cadillac Deville di sesta generazione, con i vari V6 e V8 non oltre i 4,9 litri. Ci si avvicina alla fine del millennio con la settima serie (1994-1999): anche in questo caso sempre motori V8 da 4,6 a 4,9 litri, con potenze fino a 300 CV della versione Concours. La storia della Cadillac Deville si conclude con l’ottava serie, fino al 2005.
La DeVille punta su motorizzazioni V8 a benzina dal grande volume e su una trasmissione automatica fluida, come il Turbo-Hydramatic TH-400 a tre velocità degli anni ’60 e ’70. Il telaio offre una guida morbida e una tenuta di strada votata al massimo comfort americano, con sospensioni tarate per assorbire qualsiasi irregolarità. L’imponente peso e dimensioni richiedono attenzione nelle manovre in città, ma la DeVille è nata per i grandi viaggi autostradali e le lunghissime percorrenze. L’abbinamento tra coppia motore abbondante e assetto ovattato ha definito per decenni la filosofia Cadillac. Gli interni della DeVille sono rinomati per la spaziosità, con sedili anteriori a divano elettricamente regolabili, ampie superfici vetrate e dettagli cromati. Tessuti pregiati, pelle di alta qualità e finiture in radica abbelliscono le versioni più ricche. Esternamente, la DeVille si riconosce per le forme vistose, l’uso generoso di cromature, pneumatici con fascia bianca (soprattutto fino agli anni ’60), le pinne posteriori fino al 1965, e fari verticali dal 1967/68.
Prezzi, Concorrenza e Eredità
Il listino prezzi della Cadillac Deville partiva, giusto per fare un esempio, da circa 5.400 dollari americani nel 1965. Un prezzo che oggi fa sorridere ma che, per l’epoca, era già abbastanza alto e non certo alla portata di un automobilista medio. Oggi si trovano anche i prezzi della Cadillac Deville usate, dove a prevalere sono gli esemplari storici, quindi i più particolari e più impressi nella memoria dell’appassionato di auto molto generose con le dimensioni e con lo stile. Le famose pinne posteriori delle prime due serie sono tra i tratti peculiari di queste Cadillac Deville usate. In proporzione, costano molto meno le Cadillac Deville più vicine ai giorni nostri: una Deville del 1990 (sesta serie) costa poco meno di 14.000 euro. Infine, una curiosità sui prezzi della Cadillac Deville dell’ultima generazione. Nel 2003 un esemplare con il 4,6 litri V8 da 275 CV costava 44.400 dollari, poco meno di 42.500 euro al cambio attuale.
Se non ve la ricordate, in una delle sue tante serie, in qualche film di Hollywood, basti pensare che per anni la Cadillac Deville in allestimento Limousine è stata l’auto presidenziale di George W. Bush prima di essere sostituita dalla DTS per gli anni in cui a ricoprire il ruolo di presidente degli Stati Uniti fu Barack Obama. La Deville ha letteralmente attraversato almeno 40 anni di storia dell’auto, diventando famosa in Europa proprio come sinonimo di ammiraglia nord americana dalle dimensioni generose. Dal 1956 in avanti, da quando è diventata un modello a sé dopo esser nata come allestimento della precedente Cadillac 62, ha segnato una buona parte della storia dell’automotive a stelle e strisce. Tra le concorrenti della Cadillac Deville non si può non parlare della Lincoln Continental, che rispetto alle otto generazioni si è spinta oltre con ben dieci generazioni. La prima, addirittura risalente al 1940, l’ultima tra 2016 e 2020.
La DeVille si distingue nel panorama delle auto storiche come emblema di comfort, stile e innovazione americana. Coprendo quasi sessant’anni di produzione e continue evoluzioni tecniche e stilistiche, la DeVille offre prestazioni robuste, una vasta scelta di versioni e allestimenti, e una presenza su strada inconfondibile. La Cadillac DeVille è spesso apparsa in film hollywoodiani, serie TV e videoclip musicali, utilizzata come simbolo della cultura americana e del lusso anni ’60-’70. Veicolo scelto per matrimoni, eventi, raduni e sfilate di auto storiche, rappresenta ancora oggi il massimo della presenza scenica su strada. I modelli originali e ben documentati sono particolarmente richiesti da collezionisti, grazie a matching numbers e manuali in dotazione. In molti paesi europei gode di agevolazioni fiscali come auto storica.
