La disco music, inizialmente confinata nei club frequentati da afroamericani e latinoamericani, si trasformò in un fenomeno di portata mondiale a partire dal 1975, anno in cui Gloria Gaynor pubblicò "I Love to Love You Baby". Questo stile, con le sue sonorità energiche e le sue atmosfere scintillanti, conquistò rapidamente il pubblico e le emittenti radiofoniche, spingendo molti artisti a specializzarsi in questo genere. Anche artisti non-disco registrarono canzoni ispirate a questo stile, sebbene ciò attirò loro aspre critiche di essersi "venduti". Film iconici come "La febbre del sabato sera" (Saturday Night Fever) e "Grazie a Dio è venerdì" (Thank God It's Friday) diedero un contributo significativo al successo e alla popolarità mainstream della disco.

Le Radici Musicali e le Caratteristiche Sonore della Disco
La disco music nasce dalla commistione di molte espressioni di musiche afroamericane e latine, tra cui funk, soul e swing, senza disdegnare elementi della musica psichedelica e dell'elettronica, un aspetto che caratterizza in particolare le produzioni disco di matrice europea. Il suono disco è distintivo e presenta voci svettanti e spesso riverberate su un battito "four-on-the-floor" costante, caratterizzato da una scansione regolare di hi-hat con note 'ottavi' (= crome) o 'sedicesimi' (semicrome), spesso con un hi-hat aperto sul levare. Una linea di basso elettrico prominente e sincopata, spesso procedente per ottave spezzate, è un elemento cruciale. Il Fender Jazz Bass è frequentemente associato alle linee di basso della disco, grazie alla sua "voce" molto prominente nel mix musicale. Nella maggior parte dei brani disco, gli archi, i fiati, i pianoforti elettrici e le chitarre elettriche contribuiscono a creare un suono di sottofondo lussureggiante. Gli strumenti orchestrali, come il flauto, sono spesso utilizzati per le melodie solistiche, mentre la chitarra solista (solo la chitarra elettrica) è meno frequentemente impiegata nella disco rispetto al rock.
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Un Contesto Culturale di Ribellione e Innovazione
La disco fu anche una reazione sia contro il dominio della musica rock sia contro la stigmatizzazione della musica da ballo dalla controcultura durante questo periodo. All'inizio degli anni quaranta, i termini "Disc jockey" e la sua abbreviazione "DJ" erano già in uso per descrivere i presentatori radiofonici. A New York, musicisti e pubblico di donne, omosessuali, neri e comunità latine recuperarono vari tratti degli hippy e della psichedelia, inclusi le sonorità impetuose, il modo di ballare privo di schematismi, così come l'uso di illuminazioni psichedeliche, di costumi colorati e di allucinogeni. Gruppi soul psichedelici come i The Chambers Brothers e specialmente Sly & the Family Stone influenzarono artisti proto-disco come Isaac Hayes, Willie Hutch e il Philadelphia soul. Inoltre, la positività percepita, la mancanza di ironia e la serietà degli hippies condizionarono la musica proto-disco, come l'album degli MFSB "Love Is the Message". Al pubblico mainstream, M.F.S.B. e il loro "Love Train" del 1972, con gli The O'Jays, dimostrarono la transizione del soul di Philadelphia verso sonorità più lussureggianti. La musica soul di New York e di Philadelphia furono evoluzioni del suono Motown, caratterizzate da percussioni sontuose e da archi lussureggianti che diventarono una parte prominente delle canzoni disco della metà degli anni settanta.
Artisti Pionieri e Successi Precoce
Tra i primi esempi di brani che preannunciavano il sound disco, o che ne furono considerate le prime manifestazioni, si annoverano "Only the Strong Survive" di Jerry Butler (1968), "I Can't Get Next To You" di The Temptations (1969), "Get Up (I Feel like Being a) Sex Machine" (1970) di James Brown, considerata da alcuni il primo brano disco a tutti gli effetti, "Soul Makossa" di Manu Dibango (1972), "Superstition" di Stevie Wonder (1972), "Keep on Truckin'" di Eddie Kendricks (1973) e "The Love I Lost" degli Harold Melvin & the Blue Notes (1973).

I Protagonisti della Scena Disco: Produttori, DJ e Artisti
La disco iniziale fu dominata da produttori ed etichette discografiche che ne plasmarono il suono e la diffusione. Tra queste, la Salsoul Records (di Ken, Stanley e Joseph Cayre), la West End Records (di Mel Cheren), la Casablanca Records (di Neil Bogart) e la Prelude Records (di Marvin Schlachter) furono tra le più influenti. Il genere fu ulteriormente plasmato da Tom Moulton, che, volendo estendere il divertimento, creò così il mix prolungato o "remix". Altri DJ e remixer influenti che contribuirono a definire quello che divenne noto come "suono disco" furono David Mancuso, Nicky Siano, Shep Pettibone, Larry Levan, Walter Gibbons e il "Padrino della musica House" Frankie Knuckles, con sede a Chicago. I DJ dell'era disco erano spesso soliti remixare (rieditare) canzoni esistenti utilizzando i registratori a nastro, e aggiungendo dei break nelle percussioni, nuove sezioni e nuovi suoni. I DJ avrebbero selezionato i brani e i groove in base a ciò che i danzatori volevano, passando da una canzone all'altra con un mixer per DJ e utilizzando un microfono per introdurre le canzoni e per parlare al pubblico. Altre apparecchiature si aggiunsero alla configurazione di base del DJ, offrendo manipolazioni 'in tempo reale' del suono, come il riverbero, l'equalizzazione e l'eco.

Diana Ross fu una delle prime artiste Motown ad abbracciare il suono disco con il suo grande successo "Love Hangover" del 1976, tratto dal suo omonimo album. La Ross continuò ad avere successi disco per il resto dell'era, inclusi i classici successi da ballo del già citato "Upside Down" e "I'm Coming Out" (quest'ultimo diventò immediatamente uno dei preferiti nella comunità gay).
Dal 1974 al 1977, la musica disco continuò a crescere in popolarità e molte canzoni raggiunsero la vetta delle classifiche. Già nel 1973, "Love's Theme" della The Love Unlimited Orchestra di Barry White divenne la seconda canzone disco a raggiungere la numero 1 nella Billboard Hot 100, dopo "Love Train". "Rock the Boat" dei The Hues Corporation, numero 1 negli Stati Uniti d'America e con oltre un milione di copie vendute, fu una delle prime canzoni disco nel 1974 a raggiungere la prima posizione. Nel 1975, la cantautrice statunitense Donna Summer registrò una canzone, che portò al suo produttore Giorgio Moroder, intitolata "Love to Love You Baby" e che conteneva una serie di orgasmi simulati. La canzone non era mai stata destinata a essere pubblicata, ma quando Moroder la suonò nei club fece sensazione; ciò spinse Moroder a pubblicarla ed essa andò alla numero 1. I KC and the Sunshine Band di Miami, formati da Harry Wayne Casey ("KC") e Richard Finch, ebbero una serie definitiva di singoli top 5 tra il 1975 e il 1977, tra cui "Get Down Tonight", "That's the Way (I Like It)", "(Shake, Shake, Shake) Shake Your Booty", "I'm Your Boogie Man" e "Keep It Comin' Love". I Bee Gees usarono il falsetto di Barry Gibb in un periodo tra il 1975 e il 1979 per raccogliere successi quali "You Should Be Dancing", "Stayin' Alive", "Night Fever", "More Than a Woman", "Nights on Broadway" e "Love You Inside Out". Alcune hit, come "The Hustle" di Van McCoy del 1975 e la cover di "Could It Be Magic" di Donna Summer del 1976, portarono ulteriormente la disco nel mainstream.
Nel dicembre del 1977 uscì il film "La febbre del sabato sera". Fu un grande successo e la sua colonna sonora divenne uno degli album più venduti di tutti i tempi. Sempre nel 1977, Donna Summer pubblicò "I Feel Love", che mischiava il sound della disco con un suo sottogenere, l'Hi-NRG, e la musica elettronica; nel 1978, invece, il suo singolo "MacArthur Park", che ha venduto milioni di copie, fu numero uno della Billboard Hot 100 per tre settimane e fu nominato per il Grammy Award alla miglior interpretazione vocale femminile pop. La registrazione della Summer, che fu inclusa come parte del "MacArthur Park Suite" nel suo doppio album "Live and More", era della durata di 8 minuti e 36 secondi nell'album. La versione singolo di "MacArthur Park", presente nel vinile in formato 7 pollici, fu il primo singolo della Summer a raggiungere la numero 1 nella Hot 100; tuttavia non include la ballata della seconda parte della canzone. I The Jackson 5 fecero molte canzoni disco quando questo stile fu al culmine della popolarità, tra cui "Blame It on the Boogie" (1978), "Shake Your Body (Down to the Ground)" (1979), tratte dall'album "Destiny", e anche "Lovely One" (1980) e "Can You Feel It" (1981), tratte dall'album "Triumph", tutte queste canzoni con Michael Jackson come vocalist.
Gli Chic, costituiti nel 1976 e formati principalmente dal chitarrista Nile Rodgers - un autodescritto "hippie di strada" dalla New York della fine degli anni sessanta - e dal bassista Bernard Edwards, fecero canzoni disco come "Dance, Dance, Dance (Yowsah, Yowsah, Yowsah)", "Everybody Dance", entrambe del 1977, "Le Freak" (che ebbe molto successo e che viene ancora considerata una canzone-simbolo del genere), "I Want Your Love", entrambe del 1978, "Good Times", spesso campionato, e "My Forbidden Lover", entrambe del 1979. Il gruppo si considerava come una rock band del movimento disco che mantenne gli ideali hippie di pace, amore e libertà. I Village People, altro gruppo musicale di persone dichiaratamente omosessuali, avente ciascuno di loro un costume di un personaggio che negli Stati Uniti è stereotipo di mascolinità, fecero anche loro molte hit disco come "Macho Man" e "Y.M.C.A.".
Tra gli interpreti della disco ben conosciuti nella seconda metà degli anni settanta si annoverano gli ABBA, Barry White, i Bee Gees, i Boney M., gli Chic, Donna Summer, Giorgio Moroder, Gloria Gaynor, i KC and the Sunshine Band e i Trammps. Diversi critici sostengono che anche i Kraftwerk, che nascono come band di musica elettronica, hanno avuto un ruolo importante facendo da pionieri della disco nonché del suono elettronico che diventò un grande elemento della disco.

La Cultura e lo Stile di Vita della Disco
Entro la fine degli anni settanta, la maggior parte delle più importanti città degli Stati Uniti ebbe una fiorente scena disco. Lo Studio 54 fu senza dubbio il più noto di questi night club. I balli popolari furono il "robot" e l'"hustle", un ballo sessualmente molto suggestivo. I frequentatori della disco spesso indossavano mode costose e stravaganti. Ci fu anche una fiorente subcultura della droga nella scena della disco, in particolare per quelle e per i farmaci che avrebbero migliorato l'esperienza di ballare con la musica ad alto volume e le luci lampeggianti, come la cocaina (soprannominata "colpo"), l'LSD (usato prima anche dagli hippies nel Festival di Woodstock del 1969), il Nitrito di amile (conosciuto col nome di "Popper") e il Metaqualone, commercializzato col nome di "Quaalude". L'altro fenomeno culturale dell'era disco fu la promiscuità e il sesso pubblico nei club. La rinnovata attenzione per il corpo e il ballo portò stilisti e designer della moda, tra cui Betsey Johnson e Norma Kamali, a concepire un nuovo codice di abbigliamento. Gli abiti della scena disco erano principalmente finalizzati al ballo in discoteca e comprendevano jeans elasticizzati, pantaloncini e abiti che aggiungevano nuovi materiali quali la lycra e lo spandex al tessuto di base. I tessuti privilegiati erano luminosi oppure quelli con stampe che richiamavano pelli animali (zebrato, tigrato, serpente ecc…) e altri motivi esotici e tropicali.
15 One-Hit Wonders Disco che OGNI FANATICO degli Anni 70 DEVE CONOSCERE
Il Declino e la "Disco Demolition Night"
La popolarità della disco diminuì negli USA alla fine degli anni settanta. Il 12 luglio 1979, una protesta anti-disco a Chicago, chiamata poi Disco Demolition Night, aveva dimostrato che una reazione arrabbiata contro la disco e la sua cultura era emersa negli Stati Uniti. Nei mesi e negli anni successivi, molti gruppi musicali associati alla disco lottarono per ottenere airplay nelle radio negli USA, anche se non ebbero questo tipo di problemi negli altri Paesi. Alla fine degli anni settanta maturò, soprattutto negli USA, un forte risentimento verso la disco music, portato anche da una più generale avversione verso la musica mainstream da parte del pubblico e i musicisti rock. Si diffusero gli slogan "disco sucks" (lett. "la disco fa schifo") e "death to disco" (lett. "morte alla disco"). La subcultura punk negli Stati Uniti e nel Regno Unito fu spesso ostile alla disco. Jello Biafra dei Dead Kennedys nella song "Saturday Night Holocaust" paragonò la disco alla cultura cabaret della Germania dell'era Weimar per la sua apatia verso le politiche del governo e la sua evasione. Il sentimento anti-disco fu espresso in alcuni spettacoli televisivi e nei film. Un tema ricorrente nello show "WKRP in Cincinnati" fu un atteggiamento ostile verso la musica disco. In una scena del film comico "Airplane!", uno skyline della città include una torre radio con un nominativo della stazione illuminato con i neon.
Il 12 luglio 1979 venne bollato come "il giorno in cui la disco morì" a causa della Disco Demolition Night, una manifestazione anti-disco in un doubleheader al Comiskey Park a Chicago. I DJ rock Steve Dahl e Garry Meier, insieme a Michael Veeck, figlio del proprietario dei Chicago White Sox Bill Veeck, organizzarono l'evento promozionale per i fan del rock scontenti tra i game di un incontro fra i White Sox e le Detroit Tigers. L'evento, che comportò l'esplosione di registrazioni disco, si concluse in una rivolta, durante la quale la folla vociante strappò sedili e pezzi di tappeto erboso, e causò altri danni. Il Chicago Police Department fece numerosi arresti, e gli ingenti danni al campo costrinsero i White Sox a rinunciare al secondo game ai Detroit Tigers, che avevano vinto il primo game. Nel gennaio 1979, il critico rock Robert Christgau sostenne che l'omofobia, e con ogni probabilità il razzismo furono ragioni alla base della reazione violenta, una conclusione condivisa da John Rockwell. Craig Werner scrisse: "Il movimento anti-disco rappresentò una diabolica alleanza di funkettari e femministe, progressisti e puritani, rockers e reazionari." Dahl, che aveva capeggiato la Disco Demolition Night, negò qualsiasi sfumatura razzista od omofobica nella promozione, dicendo: "È davvero facile guardarla storicamente da quel punto di vista, e collegare tutte quelle cose ad essa." Nel 1979 l'industria musicale negli Stati Uniti stava subendo la peggiore crisi da decenni, e la disco, nonostante la sua popolarità di massa, fu incolpata.

L'Influenza della Disco su Altri Generi
La popolarità della disco portò molti artisti pop e qualche rocker non appartenenti alla cultura disco a registrare canzoni disco al culmine della sua popolarità. Molte delle loro canzoni fra queste non erano puramente "disco", ma erano canzoni principalmente pop o rock con (a volte inevitabili) influenze musicali o sfumature del sound disco. Tipici esempi sono: la disco "bianca" "Jive Talkin'" dei Bee Gees (1975), "Disco Duck" di Rick Dees (1976), "You Should Be Dancing" dei Bee Gees (1976), "Copacabana" di Barry Manilow (1978), "Heart of Glass" dei Blondie, "Take Me Home" di Cher (1979), "Da Ya Think I'm Sexy?" di Rod Stewart (1979), "Another Brick in the Wall, Part 2" dei Pink Floyd (1979), che divenne l'unico singolo numero 1 di successo del gruppo (sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito). Anche i rockers mescolarono elementi della disco con il loro tipico stile Rock and roll nelle canzoni. Gli Eagles diedero cenni alla disco con "One of These Nights" (1975) e "Disco Strangler".