Il panorama automobilistico globale è vasto e in continua evoluzione, con marchi storici e nuove realtà che si contendono l'attenzione del pubblico. In questo contesto, la Grecia, pur non avendo una tradizione secolare nel settore come altre nazioni, ha saputo ritagliarsi un proprio spazio, con esempi che spaziano dalla produzione di veicoli multiuso alla creazione di ultracar dirompenti. Questa incursione nel mondo delle quattro ruote elleniche rivela una storia di ingegno, ambizione e innovazione, culminata nella nascita di progetti audaci che ridefiniscono i confini delle prestazioni e della tecnologia.
Le Origini: Da Veicoli Commerciali a Progetti Militari
La storia automobilistica greca ha radici che affondano nella seconda metà del XX secolo, con iniziative volte a soddisfare esigenze specifiche del mercato interno. Un esempio significativo è l'azienda Alta, nata nel 1958 come produttrice di veicoli a tre ruote da trasporto a marchio "Colibri". Nel 1962, cambiò nome in "Alta" (dal nome della moglie del fondatore, Alexandra Tangalis). Nel 1968, Alta produsse l'A200, un'automobile a tre ruote, entrando sul mercato interno dei veicoli a minor tassazione e andando a concorrere con un modello simile prodotto dalla Attica. Il motore era un Heinkel da 200cc, e si trattava, essenzialmente, di un rifacimento greco della Fuldamobil. Questa fase iniziale sottolinea la pragmaticità e l'adattamento alle condizioni economiche e legislative del tempo.
Un altro capitolo importante è quello di ELVO (Hellenic Vehicle Industry). L'azienda iniziò la sua attività come Steyr Hellas SA, assemblando e producendo camion, motociclette e trattori agricoli (modelli Steyr e Puch). Ordini significativi per camion e autobus da parte dell'esercito greco e delle autorità statali diedero presto slancio all'azienda. I primi progetti originali dell'azienda greca furono un camion da 3 tonnellate nel 1980 (non prodotto industrialmente) e un autobus militare (telaio e carrozzeria) nel 1981. Nello stesso anno, iniziò la costruzione del veicolo blindato per il personale Leonidas (che era, in effetti, il modello 4K 7FA di Steyr costruito con piccole modifiche, sempre con un contenuto locale in progressivo aumento). Nel 1987, l'industria automobilistica ellenica introdusse Leonidas-2, questa volta con modifiche significative. Negli anni seguenti, l'industria automobilistica ellenica divenne un importante produttore di camion militari e civili per una varietà di usi (tutti basati su modelli Steyr), motori (tipi Steyr, molti per l'esportazione nella stessa azienda austriaca), Jeep militari (Mercedes-Benz Classe G su licenza), veicoli e macchinari personalizzati e autobus, con esportazioni significative.
La produzione di autobus di solito prevedeva la costruzione di carrozzerie su telai importati; solo pochi modelli includevano effettivamente la progettazione e la costruzione completa del telaio ELVO, tra cui i modelli Midas ed Europe del 1993 e un certo numero di tipi di autobus militari. Molti piani ambiziosi per lo sviluppo dell'azienda e nuovi prodotti non furono realizzati, poiché il carattere statale dell'azienda la collegava agli effetti dei cambiamenti del governo e della cattiva gestione. Sebbene si fosse ritirata da un accordo del 1988 con Steyr per lo sviluppo di un veicolo da combattimento di fanteria corazzato, l'industria dei veicoli ellenici sorprese molti nel 1998, introducendo un veicolo da combattimento di fanteria corazzato particolarmente avanzato di propria progettazione e sviluppo, chiamato Kentaurus. Tuttavia, il veicolo fino a questa data non è stato ordinato dall'esercito greco a causa di budget ridotti.
Un altro passo verso sviluppi originali fu la sua iniziativa per la creazione di un'auto sportiva leggera, che fu assegnata a TWT (società di ingegneria creata in Germania dall'ingegnere greco Dimitris Vartziotis, con stabilimenti in Germania e Grecia). Nel 2000, l'Industria Automobilistica Ellenica fu parzialmente privatizzata, quando il gruppo metalmeccanico e metalmeccanico greco Mytilineos acquisì il 43% e assunse la direzione dell'azienda. L'azienda ha dovuto affrontare gravi problemi finanziari a causa della riduzione degli ordini nel 2009, dopo che la produzione (in collaborazione con diverse società greche) di 140 MBT Leopard 2 Hel su licenza di Krauss-Maffei Wegmann (KMW) era stata completata. Lo stato greco ha presentato una petizione per mettere in amministrazione controllata l'industria automobilistica ellenica nel gennaio 2014. Entro il 2015, la società era in procinto di essere sciolta. Attualmente, la Grecia ha lanciato nuove gare per vendere l'Industria Automobilistica Ellenica, che è pronta a cambiare mano, con un consorzio israeliano che ha acquistato l'azienda greca per produrre veicoli militari, e l'esercito greco che prevede di acquisire 10.000 nuovi veicoli blindati di fabbricazione greca.

Il Ritorno del "Pony": Tradizione e Innovazione nel Veicolo Multiuso
Dopo quasi tre decenni, la Grecia è tornata a produrre un'auto nel proprio paese, in uno stabilimento di Salonicco e soprattutto con mani e menti elleniche nelle fasi di assemblaggio e progettazione. Si chiama Pony, è un mini pick-up e costerà, nella versione base, 7mila euro. Dietro il progetto c'è il 90enne Petros Kontogouris, che si è messo in testa di dare uno smacco a chi pensava che la sua Grecia fosse finita. Un giorno di quasi sei lustri fa, un alto dirigente tedesco gli disse che non si potevano costruire auto in ogni Paese. Come dire che la sua terra, nota per ulivi, turismo e armatori, di quel business proprio non poteva farne parte. Petros si mise in testa, quindi, di far rivivere la fabbrica che fino agli anni '80 produceva veicoli greci. Nel 1961 la sua famiglia fondò l'azienda Farco dedita alla produzione di un veicolo multiuso dotato di motori Bmw. Non fu un successo quel primo esperimento, tutt'altro. La battezzò "Pony" e vendette 30mila esemplari, un record in Grecia, oltre che esportarla in 14 Paesi. I costi operativi e di manutenzione di quel veicolo erano bassissimi rispetto ad un normale fuoristrada, per questo poté contare oltre che su clienti privati anche su commesse governative e militari. La sua fabbrica produceva fino a 10 esemplari al giorno, con ben il 67% dei componenti di origine greca.
Il nuovo Pony ricorda molto il suo predecessore. È dotato di una linea classica, a metà strada tra il pick-up e una jeep, anche se la tecnologia con cui è realizzata è avanzata, e si poggia sull'esigenza di avere un veicolo multiuso, dai consumi bassi e con possibilità di riconversione: si può infatti usare come una piccola ambulanza, o come un furgone cabinato, o in campagna come un vero pick-up. Questo progetto dimostra un rinnovato interesse per veicoli pratici e versatili, in linea con le esigenze del mercato locale e con una forte impronta di sostenibilità economica e funzionale.

L'Era delle Ultracar: La Nascita della Greek Chaos
Il mondo delle auto ad altissime prestazioni vede l'ingresso anche della Grecia, grazie a un progetto con un nome illuminante - Greek Chaos - che vuole essere pietra miliare di una nuova tipologia di modelli: le ultracar, che vanno oltre le supercar (ormai, quasi dei giocattolini), e le hypercar, sinora la nuova frontiera. Non è un caso che il suo nome sia Chaos. La Grecia ha la sua hypercar, o meglio, la sua ultracar. Si chiama "Greek Chaos" ed è effettivamente destinata ad essere una delle auto più estreme di sempre. Le premesse, almeno, ci sono tutte. Addirittura, la SP Automotive, la startup greca che la produce, la definisce "la prima ultracar al mondo". Questa non è un'auto da corsa, ma un'auto per tutti i giorni, completamente legale per le strade, come sottolineato dal suo creatore.
Il suo creatore è il giovane ingegnere greco Spyros Panopoulos, nato nel 1978 ad Atene. Panopoulos gestisce per quasi 20 anni una piccola azienda molto tecnologica, sviluppando e producendo componenti speciali per supercar come McLaren e Lamborghini, oltre a produttori di motori da corsa e macchine militari. Panopoulos ha brevetti per oltre 30 soluzioni innovative, come nuove leghe di alluminio per blocchi motore, leghe di berillio per turbocompressori di fascia alta e altro ancora. "Poiché produciamo comunque parti per supercar, a un certo punto ci è venuta l'idea di creare la nostra auto in cui inserire tutte queste parti", afferma l'ingegnere.
Era il 2019 quando il visionario imprenditore Spyros Panopoulos, fondatore della start-up SP Automotive, iniziò a concepire questo progetto, con l'intento dichiarato di creare l'auto più estrema, esclusiva e tecnologicamente avanzata del mondo. Dopo due anni di lavoro l'obiettivo sembra raggiunto: è nata la SP Greek Chaos. Non è stato un percorso facile per la piccola start-up, nata in una terra, quella greca, che non ha certo una grande tradizione automobilistica alle spalle. Di fatto, questa è la prima auto sportiva mai realizzata in Grecia, il che la rende ancora più speciale, se mai i suoi numeri non bastassero.
La Filosofia Dietro la Chaos: Velocità e Innovazione Non Elettrica
La Chaos è nata con uno scopo preciso, e non è quello di trasportare le persone. La primissima ultracar mai creata non vuole semplicemente accompagnare i passeggeri, ma farlo veloce. Si vanta di non essere elettrica, sfidando l'attuale tendenza del mercato. "Al giorno d'oggi, ci sono molte aziende startup che preparano un'ipercar elettrica. Il futuro è del motore a benzina di nuova generazione", afferma l'inventore Spyros Panopoulos. La cosa più sorprendente è che il potere mostruoso di Chaos non si ottiene con motori elettrici e batterie: la superauto sarà alimentata da un innovativo motore a benzina V10, che utilizza molte tecnologie mai viste prima nel settore.
Finora l'ingegnere ha sviluppato Chaos solo con il proprio investimento, ma ammette di aver concordato un prestito bancario per costruire l'impianto di produzione in serie.

Design e Dimensioni Impressionanti
Il bolide si è mostrato ufficialmente online il primo novembre. Ma in un video, già circolato in rete prima, la Casa produttrice Greca SP, con sede ad Atene, ha evidenziato l'obiettivo primario per cui è stato studiato il modello in questi anni: mettere su strada un mostro di potenza senza limiti, battendo una serie di record tra le stradali, tra cui il giro più veloce al Nurburgring, la più alta velocità massima, e il più veloce 1/4 di miglio.
Giù i veli, quindi, dalla prima Ultracar della storia: Chaos è lunga 5053 mm, larga 2068 mm, con un passo di 2854 mm e un'altezza di 1121 mm. Il peso è di circa 1.200 kg (precisamente 1272 kg), grazie anche all'utilizzo della stampa 3D per buona parte della componentistica. La Casa greca ha investito molto sui materiali. Chaos è infatti fatta di titanio, carbonio e kevlar e adotta un impianto di scarico in Inconel. Grazie a una struttura realizzata al 100% in compositi, il peso del veicolo sarebbe di poco inferiore a 1.300 kg: dato non dichiarato, ma derivato dal rapporto peso-potenza di 2,3 Cv/kg comunicato da SP Automotive. Le forme sono quelle che ci si attende da un veicolo speciale. Elevatissima la deportanza, che raggiungerebbe i 1.740 kg a una velocità non specificata: dato vicino ai 1.800 kg dichiarati dalla Aston Martin Valkyrie.

Il Cuore della Bestia: Prestazioni e Tecnologia del Motore
La Greek Chaos è equipaggiata con un motore a benzina V10 biturbo da 4,0 litri di nuova concezione. Questo propulsore è in grado di erogare (o erogherebbe) fino a 3.065 Cv (ma ci sarebbe anche una più "tranquilla" versione da circa 2.000 Cv) per uno 0-100 km/h in appena 1,55 secondi, uno sprint sul quarto di miglio (circa 400 metri) in 7,5 secondi e una velocità massima superiore a 500 km/h. Questi dati sarebbero sufficienti per bruciare in partenza l'auto elettrica di produzione più performante al mondo, la Rimac Nevera (8,58 secondi sul ¼ di miglio) e superare senza indugio la velocità massima della Bugatti Chiron Super Sport 300+ a 490,484 km/h.
L'azienda dichiara anche una velocità massima in grado di superare i 500 km/h: più veloce della Bugatti Chiron Super Sport 300+ (490,484 km/h). Tutto da vedere in pista: appuntamento ad Ehra-Lessien, con Red Bull come sponsor. Altra missione, già dichiarata, battere il record di velocità al circuito del Nurburgring.
Il motore di questo bolide è realizzato interamente in fibra di carbonio, con i cilindri in ceramica stampata in 3D, caso unico al mondo. L'architettura del propulsore prevede 10 cilindri a V di 90°, 4 valvole per cilindro, 20 iniettori di carburante e due turbocompressori maggiorati in fibra di carbonio, ceramica e titanio. Il motore è stato progettato e sviluppato in-house, con blocco motore in alluminio, pistoni e bielle in titanio stampati in 3D, albero a camme stampato in 3D, valvole in titanio o Inconel, più una coppia di turbocompressori in fibra di carbonio, titanio, magnesio e composti di ceramica. Il rapporto di compressione è di 12,3:1 e può spingersi addirittura a 12000 giri/min. La potenza specifica è di 750 CV/litro, altro dato impressionante se si pensa che quella della già citata Ferrari SF90 Stradale è di 195 CV/litro.
Greek Chaos è offerta in due versioni: una "base" da 2.049 Cv (1.528 kW / 2.077 PS) e 1.389 Nm di coppia, che accelera da 0-100 km/h in 1,9 secondi; e una "Zero Gravity" da 3.065 Cv (2.285 kw / 3.107 PS) e 1.984 Nm di coppia. Quest'ultima, un'ammiraglia che, secondo l'azienda, "accelera più velocemente di una F1 o di qualsiasi altro veicolo a due o quattro ruote che sia mai stato prodotto". Secondo i dati dichiarati la versione più estrema va da 0-100 in 1,55 secondi, da 100 a 200 kmh (62-124 mph) in 1,7 secondi, e da 0 a 300 km/h (0-186 mph) in 7,1 secondi, con un tempo dichiarato di 1/4 di miglio di 7,5 secondi.

Materiali Aerospaziali e Componentistica Avanzata
Un'auto del genere necessita ovviamente di tecnologie costruttive molto evolute. La casa ha dichiarato di aver deliberatamente scelto i materiali più costosi e sofisticati presenti sul mercato, molti dei quali utilizzati nel settore aerospaziale. La monoscocca è realizzata in infusione di Zylon, o PBO, un polimero termoindurente 5 volte più resistente del Kevlar e dall'altissima stabilità termica, usato per la sovrastruttura dei Rover inviati su Marte. L'impianto di scarico è in Inconel, una superlega altoresistenziale al nichel-cromo, caratterizzata da un'alta resistenza alla corrosione anche ad alte temperature, usata per le scatole nere degli aerei e per i condotti petroliferi. Il telaio è realizzato in un mix di fibre di carbonio, materiali compositi e leghe di titanio, che gli conferiscono elevate rigidità e leggerezza. Alcuni componenti della Chaos sono stati realizzati con la stampa 3D.
Mostruosi anche freni e cerchi, con i primi, carboceramici, da 428 mm all'anteriore e 416 mm al posteriore. L'impianto frenante è costituito da pinze stampate in 3D in fibra composita rinforzata in magnesio. Il cambio è automatico doppia frizione a 8 rapporti e la trazione è integrale. L'ago della bilancia si ferma ad appena 1300 kg, il che significa che il rapporto potenza/peso raggiunge il valore incredibile di 2,3 CV/kg.

Interni Futuristi e Tecnologia di Bordo
All'interno la Chaos non è da meno. I sedili sono ricavati direttamente dalla scocca e realizzati in Zytel, polimero della famiglia dei nylon caratterizzato da un'alta resistenza alle abrasioni e agli urti. Non c'è da aspettarsi tecnologie ADAS di aiuti alla guida: questa è un'auto che vuole essere guidata. Tuttavia, per garantire la massima sicurezza al conducente, attraverso telecamere di riconoscimento facciale che ne leggono le espressioni facciali, monitora alcune funzioni biometriche. SP Automotive parla di realtà aumentata, occhiali VR, capacità 5G, riconoscimento delle impronte digitali, comandi vocali e telecamere di riconoscimento facciale che leggono le espressioni facciali del suo conducente per adattare le caratteristiche di guida dei veicoli in base al loro umore e alle loro capacità.
Non manca però l'head-up display con realtà aumentata, così come la connessione 5G, con tecnologia Car-to-X, che consente all'auto di connettersi con altre auto o con infrastrutture predisposte, oltre ovviamente che con lo smartphone. Il volante è allungato come quello delle monoposto da Formula 1 e presenta un display al centro. L'intero abitacolo può essere rivestito in pelle o alcantara, a scelta dell'acquirente. L'illuminazione, sia interna che esterna, è affidata alla tecnologia Matrix LED. Il cruscotto è futuristico con il volante con touchscreen integrato e un altro ampio touchscreen di fronte al passeggero. Pochi i controlli fisici sulla console centrale e un display heads-up.

Esclusività e Prezzo: Un Prodotto per Pochi Eletti
La Greek Chaos è destinata ad essere anche molto esclusiva. Al di là delle prestazioni che si preannunciano incredibili, l'azienda programma una produzione di soli 15-20 esemplari all'anno e massimo 100 in totale. Le unità costruite, che saranno ovviamente limitate, non verranno destinate solo a fortunati acquirenti, ma distribuite soltanto in 20 unità per continente, esclusivamente da Sotheby's. Tutto questo ben di Dio avrà un prezzo di partenza di 5,5 milioni di euro per la versione "base" fino ai 12,4 milioni di euro per la variante da 3.000 CV "full optional". Il primo esemplare è già stato ordinato, alla modica cifra di 12,4 milioni di euro. Questi presupposti potrebbero aprire la strada a una tendenza tra i milionari veri: chi ama auto da record - Ultra - e chi, in generale, non si accontenta.

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