Il Maggiolino 1200 del 1970: Componenti e Caratteristiche della Frizione

Il Volkswagen Maggiolino, affettuosamente soprannominato "scarabeo" in diverse lingue - "Käfer" in Germania, "Beetle" nel Regno Unito, "Kever" nei Paesi Bassi o "Escarabajo" in Spagna - è un'icona automobilistica la cui produzione ha attraversato ben sessantacinque anni, detenendo il record di auto più longeva al mondo. La sua storia affonda le radici nel Terzo Reich, con la visione di Adolf Hitler di un'automobile accessibile a tutti i cittadini tedeschi, un concetto rivoluzionario per l'epoca in cui le automobili erano un lusso per pochi. Ferdinand Porsche e Jakob Werlin della Mercedes-Benz furono gli ingegneri incaricati di realizzare questa visione. Il progetto di Porsche, che prevedeva un veicolo capace di trasportare cinque persone o tre soldati con un mitragliatore, di superare i 100 km/h, di consumare in media 7 litri per 100 km e di non superare i 1000 Reichsmark, si basava su idee che Porsche coltivava già dal 1929.

Ferdinand Porsche e Adolf Hitler

Nonostante le iniziali denominazioni come KdF-Wagen (Kraft durch Freude-Wagen, "auto della Forza attraverso la Gioia"), il modello è universalmente conosciuto come Maggiolino, un nome che divenne popolare in Italia per le sue forme tondeggianti. In azienda, era identificato come "Typ 1". La sua evoluzione tecnologica è stata continua, con l'introduzione di miglioramenti significativi nel corso degli anni.

La Frizione del Maggiolino 1200 del 1970: Dettagli Tecnici

Per quanto riguarda il Maggiolino 1200 del 1970, le informazioni fornite indicano che la produzione della versione cabriolet cessò in quell'anno, mentre la berlina continuò ad essere prodotta con motori da 1200 cm³ e 1300 cm³. Nello stesso anno, il Maggiolino fu affiancato dal modello 1302, noto anche come Maggiolone.

Per il Maggiolino 1200 del 1970, un kit frizione originale (non da competizione) è progettato per essere montato come primo equipaggiamento o in sostituzione dei veicoli di serie, con l'obiettivo di fornire un buon livello di comfort e piacere di guida. Questo kit frizione vintage è composto da:

  • Meccanismo frizione: L'elemento che permette di innestare e disinnestare la trasmissione di potenza dal motore alle ruote.
  • Disco frizione organico di tipo originale: Il componente che effettua l'attrito tra il volano e il piatto spingidisco. La dicitura "organico" si riferisce al materiale di attrito utilizzato, tipico delle frizioni standard.
  • Cuscinetto di rilascio della frizione: Componente che esercita pressione sul meccanismo della frizione per disinnestare la trasmissione.

Le specifiche tecniche per questo tipo di frizione sono le seguenti:

  • Diametro della frizione: 180 mm. Questo dato è fondamentale per assicurare la corretta compatibilità con il volano e il piatto spingidisco del motore.
  • Specifiche della frizione: 21x18xSP. Questa sigla indica il numero di denti sulla sede del mozzo del disco frizione (21), il diametro del mozzo (18 mm) e la presenza di smorzatori di torsione (SP - Sprung-Plated, ovvero con molle di smorzamento).
  • Tipo di disco frizione: Disco con smorzatore di torsione. Gli smorzatori di torsione sono elementi elastici (molle) integrati nel disco frizione, progettati per assorbire le vibrazioni e le torsioni generate dal motore, migliorando il comfort di guida e proteggendo la trasmissione.

Questo kit frizione è venduto esclusivamente in kit completo, garantendo la compatibilità e le prestazioni ottimali dei suoi componenti.

Come funziona il cambio manuale (AUTO 2° PARTE) Frizione - Retromarcia

Evoluzione Tecnica del Maggiolino

La storia del Maggiolino è costellata di innovazioni. Già nel 1950, il modello Export adottò il sistema frenante idraulico e un volante a due razze, mentre per tutti i modelli furono introdotti il posacenere, il tetto apribile in tela gommata, un termostato automatico per il raffreddamento del motore e un filtro dell'aria cilindrico a cartuccia. Le barre di torsione delle sospensioni furono migliorate e sullo stemma anteriore venne apposto il logo VW rotondo e cromato. Il clacson trovò posto dietro il parafango sinistro, celato da una griglia.

Nel 1951 furono introdotti gli ammortizzatori telescopici posteriori. Dal punto di vista estetico, il modello Export ricevette un listello cromato al parabrezza, lo stemma smaltato di Wolfsburg sul cofano anteriore e convogliatori d'aria ai fianchetti. Nello stesso anno, lo Studio Porsche esplorò la possibilità di un motore diesel da 1290 cm³, derivato dal propulsore a benzina da 1192 cm³, mantenendo il raffreddamento ad aria.

Il 1952 vide l'eliminazione dei convogliatori d'aria ai fianchetti in favore di deflettori alle portiere, la riduzione del diametro delle ruote con l'adozione di cerchi da 15 pollici e il rinnovamento del cruscotto e del comando delle frecce al volante. Il 1953 segnò un'importante modifica con l'introduzione del lunotto posteriore ovale, non più diviso in due parti, dando origine al modello noto tra gli appassionati come "Ovalino".

Nel 1955, anno in cui venne realizzato il milionesimo Maggiolino, fu introdotto il concetto di "model year" (MY), con le modifiche che entravano in produzione dal 1º agosto per fare riferimento all'anno successivo. Nel 1956, una nuova marmitta con due tubi di scappamento divenne un segno distintivo.

Volkswagen Maggiolino Ovalino

Un tentativo di rinnovamento nel 1958 vide Battista Farina, fondatore della Pininfarina, consigliare un ampliamento del lunotto posteriore per migliorare la visibilità, giudicando il resto della vettura sostanzialmente perfetto.

Nel 1961 (MY 1962) furono introdotte nuove luci posteriori a tre parti (frecce, freni, catarifrangenti) e, sul modello Export, un indicatore del livello di benzina sul cruscotto. Il 1963 vide l'eliminazione dello stemma di Wolfsburg dal cofano anteriore, il ridisegno della luce targa posteriore e la sostituzione del tettuccio apribile in tela con un tettino in metallo apribile a manovella.

Le novità più significative in termini di motorizzazione arrivarono nel 1965 con l'introduzione, come optional, del motore 1300cc da 50 CV, identificato dalla targhetta "1300" sul cofano motore. I motori 1200 erano immatricolati con prefisso "D", mentre i 1300 con "E" o "F". Nell'agosto 1966 fu introdotto il motore 1500cc da 53 CV, equipaggiato con freni a disco anteriori e identificato dalla targhetta "VW 1500".

Il 1967 (MY 1968) portò modifiche sostanziali: fari anteriori verticali (già visti negli Stati Uniti l'anno precedente), segnalatori posteriori più grandi, paraurti più robusti e l'aggiornamento dell'impianto elettrico da 6 a 12 Volt. Nel 1969 cessarono le rifiniture cromate sul cruscotto.

Il 1970 fu un anno di transizione con la fine della produzione della versione cabriolet e del motore 1500 cm³. Il Maggiolino fu affiancato dal modello 1302 (Maggiolone), che si distingueva per l'avantreno con schema MacPherson, a differenza delle barre di torsione del Maggiolino.

Volkswagen Maggiolino 1302 (Maggiolone)

Nel 1971 (MY 72), per adeguarsi alle norme di sicurezza, il cruscotto fu rivestito con materiale antiurto e venne introdotto un nuovo volante a 4 razze. Il modello 1302 fu sostituito nel 1972 dal modello 1303, caratterizzato da un parabrezza curvo, un nuovo cruscotto e luci posteriori ridisegnate.

Il Successo Internazionale e la Fine di un'Era

Il Maggiolino riscosse un enorme successo sul mercato nordamericano, diventando un fenomeno culturale e raggiungendo il suo picco nel 1968 con 423.008 esemplari immatricolati, un record per Volkswagen in quel mercato. Tuttavia, verso la fine degli anni '60, la domanda iniziò a fluttuare e la mancanza di nuovi modelli mise in crisi l'azienda.

Nonostante ciò, la produzione continuò, spostandosi a Emden nel 1974 per far spazio a nuovi modelli. La versione berlina uscì dal mercato europeo nel 1976 (la cabriolet fino al 1980), e nel 1978 la produzione si concentrò interamente in Messico e Brasile. L'ultimo Maggiolino uscì dalla catena di montaggio messicana il 30 luglio 2003, concludendo una straordinaria carriera con oltre 21 milioni di esemplari prodotti in 65 anni. Il suo erede spirituale fu la Volkswagen New Beetle.

La meccanica del Maggiolino, con motore posteriore longitudinale a sbalzo, trazione posteriore e motore boxer a quattro cilindri raffreddato ad aria, è sempre stata apprezzata per la sua semplicità e robustezza. Questa configurazione, unita a un design tondeggiante e aerodinamico, ha contribuito a rendere il Maggiolino un'auto intramontabile.

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