La fusione che ha dato vita a Stellantis rappresenta un momento epocale nell'industria automobilistica globale, unendo due giganti come Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Groupe PSA in un'unica entità. Questa operazione, culminata a inizio 2021, ha ridefinito il panorama competitivo, creando il quarto gruppo automobilistico mondiale per volumi e fatturato. Non si è trattato di una semplice vendita, ma di una complessa operazione di ingegneria diplomatica e finanziaria che affonda le radici nella storia centenaria di Fiat e nella sua costante vocazione internazionale.
La Natura della Fusione: Parità o Acquisizione?
Nonostante il linguaggio ufficiale di "fusione tra uguali", la natura dell'accordo tra FCA e PSA ha sollevato interrogativi, soprattutto a fini contabili. Secondo gli International Financial Reporting Standards (IFRS), è necessaria l'indicazione di un "acquirente e della società che viene acquisita". In questo contesto, il management di FCA e PSA ha stabilito che PSA fosse l'acquirente a fini contabili, definendo l'operazione come un'acquisizione inversa. Questo ha portato alcuni a interpretare l'evento come un'incorporazione di FCA da parte dei francesi.

Tuttavia, è fondamentale analizzare la distribuzione della proprietà e della governance. La fusione è paritaria in termini di quote azionarie: il 50% di Stellantis è detenuto da FCA e il 50% da PSA. Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli, è diventata l'azionista di maggioranza relativa con il 14,4%. La famiglia Peugeot detiene il 7,2%, seguita dallo Stato francese con il 6,2% e dal gruppo Dongfeng con il 5,6%.
Per quanto riguarda la governance, il Consiglio di Amministrazione di Stellantis è composto da 11 membri. PSA ha espresso 6 membri, incluso l'Amministratore Delegato Carlos Tavares, mentre FCA ne ha indicati 5, tra cui il Presidente John Elkann. Sebbene ciò conferisca un vantaggio numerico a PSA nel CDA, la posizione di Exor come maggiore azionista e il ruolo di Elkann come presidente esecutivo bilanciano gli equilibri. John Elkann ha sottolineato che non è stato "venduto proprio niente", ma piuttosto che il gruppo ha comprato Chrysler per dare vita a FCA e si è fuso con PSA per creare Stellantis, di cui la famiglia Agnelli è il maggiore azionista con una governance molto chiara.
La Visione dei Fondatori: Un'Unione di Menti e Competenze
La nascita di Stellantis è stata frutto di una visione condivisa da John Elkann, Presidente di Exor, e Carlos Tavares, CEO di PSA. Elkann ha dichiarato che "Stellantis rappresenta l’unione di due partner che condividono la stessa mentalità. Due realtà che si alleano per costruire qualcosa di unico". Tavares ha ribadito: "PSA e FCA sono due aziende in buona salute, ma siamo coscienti che insieme saremo più forti". Entrambi hanno espresso l'obiettivo di "avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità". Questa fusione è vista come un'unione di competenze, capacità e presenza sui diversi territori mondiali, elemento cruciale per affrontare le sfide future dell'industria automobilistica.
Stellantis, Tavares: "Non abbiamo bisogno di altre fusioni o acquisizioni"
La Lunga Storia di Fiat: Dalla Fondazione alle Grandi Alleanze
Per comprendere appieno la portata della nascita di Stellantis, è essenziale ripercorrere la storia ultracentenaria di Fiat, un'azienda che ha sempre guardato oltre i confini nazionali per la sua crescita.
Le Origini: Fabbrica Italiana Automobili Torino
La "Fabbrica Italiana Automobili - Torino" (FIAT) fu costituita il 11 luglio 1899 a Palazzo Bricherasio, a Torino, da un gruppo di notabili e automobilisti. Tra i fondatori figurano Lorenzo Delleani, Goria Gatti, Biscaretti di Ruffia, Racca, Cacherano di Bricherasio, Ceriana Mayneri, Giovanni Agnelli e Scarfiotti. La costituenda società, con un capitale di circa un milione di lire, fu subito annunciata dalla stampa piemontese. Curiosamente, Michele Lanza, uno dei principali promotori, decise di ritirarsi il giorno prima della costituzione, ritenendo inopportuno escludere Giovanni Battista Ceirano, principale esperto meccanico, per mere questioni di rango. Durante la prima seduta, il consiglio di amministrazione della neonata FIA (Fabbrica Italiana Automobili) deliberò l'acquisto dell'"Accomandita Ceirano & C.", liquidando Ceirano con la somma di 20.000 lire e assumendolo come agente di vendita.
La prima vettura costruita dalla FIAT fu il modello "3½ HP", una copia della "Welleyes", prodotta in otto esemplari nel corso del 1899. La produzione iniziale, datata 1900, avvenne nello stabilimento in Corso Dante a Torino con 150 operai, da cui uscirono 24 autoveicoli modello FIAT 3 ½ HP, caratterizzati, in una curiosità, dall'assenza della retromarcia.
Espansione e Diversificazione: Il Primo Secolo di Fiat
Fin dai primi anni, Fiat dimostrò una vocazione alla diversificazione. Nel primo decennio del XX secolo, l'azienda si espanse nei veicoli commerciali, tram, autocarri e motori marini, aumentando l'occupazione a 2.500 unità nel 1906. Poco prima della Prima Guerra Mondiale, la gamma di autovetture fu totalmente rinnovata, introducendo i primi esempi di batteria e trasmissione a cardano. In quel periodo, fu fondata la "Fiat lubrificanti", furono ampliate le attività estere con una società in Russia e iniziò la produzione in serie della Fiat Zero, con circa 2.000 esemplari forniti anche di impianto elettrico.
Dopo la guerra, nel 1919, fu presentata la "Fiat 501" per uso civile, con quasi 45.000 unità immesse sul mercato. Nel 1920, Fiat occupava 25.000 operai e 2.500 impiegati, producendo oltre 100 veicoli al giorno. La visita di Giovanni Agnelli agli stabilimenti Ford di Henry Ford evidenziò l'importanza della produzione in serie e della catena di montaggio.
Il decennio precedente la Seconda Guerra Mondiale fu caratterizzato dalla politica autarchica di Mussolini, che se da un lato ostacolò lo sviluppo estero, dall'altro favorì l'espansione sul mercato interno. In questo periodo esordì la Fiat 508 Balilla nel 1932, un successo produttivo con oltre 110.000 esemplari. La guerra ridusse drasticamente la produzione di autovetture, convertendo le linee alla costruzione di veicoli commerciali militari.
Il dopoguerra, con gli stabilimenti ricostruiti grazie al Piano Marshall, vide la ripresa della produzione. Nel 1948, la 500 B introdusse le valvole in testa, aumentando potenza e velocità. Poco dopo, la 500 B "Giardiniera" fu la prima station wagon italiana prodotta in serie, caratterizzata dalle fiancate in legno. Nel 1949, la Topolino divenne 500 C, con un design più moderno. Il 1950 segnò l'arrivo della Fiat 1400, il primo modello con carrozzeria portante e riscaldamento di serie. Seguirono veicoli "inusuali" come la Fiat Campagnola (1951), ispirata alla Jeep americana, e la sportiva Fiat 8V (1952), con sospensioni a quattro ruote indipendenti. Nel 1953, fu prodotta la prima versione Diesel della Fiat 1400. La Fiat 1100 "modello 103" (1953) e la Fiat 1200 "Granluce" (1957) furono altri successi.
Gli anni '60 videro il successo della Fiat 850 (1964) e l'acquisizione di parte di Ferrari e della totalità di Lancia nel 1967. Nel 1966, la Fiat 124 vinse il titolo di Auto dell'anno, e nel 1969, la Fiat 128, con motore e trazione anteriori, ottenne anch'essa il riconoscimento e un notevole successo di vendite.
Le Sfide degli Anni '70 e l'Evoluzione del Gruppo
Gli anni '70 furono difficili per Fiat, tra agitazioni sindacali e crescente concorrenza straniera. Nonostante ciò, l'azienda proseguì l'espansione internazionale con accordi in Unione Sovietica (Lada), Jugoslavia (Zastava), Turchia (Tofaş), Polonia (FSM) e la nascita di Fiat Automóveis in Brasile. Nel 1971, entrò nel gruppo il marchio Abarth. Nel 1975, la produzione di veicoli industriali con i marchi Fiat Veicoli Industriali e Lancia Veicoli Speciali fu inglobata nel neonato marchio Iveco. Nel 1978, fu creata la Fiat Auto S.p.A.
Nuovi modelli come la Fiat 126 (sostituta della 500), la Fiat 132 e la sportiva Fiat X1/9 furono introdotti. Nel 1975, la celebre Nuova 500 uscì di produzione dopo diciotto anni e quasi quattro milioni di esemplari. La Fiat Ritmo (1978), con il suo corpo vettura a due volumi, segnò un distacco stilistico importante, anche se il suo nome fu modificato in Fiat Strada nei paesi anglofoni per evitare malintesi legati allo slang.
Il Nuovo Millennio e l'Era Marchionne
Il nuovo millennio si aprì con la guida di Sergio Marchionne, artefice di un profondo rinnovamento del gruppo. A Marchionne si deve lo storico accordo con General Motors del 2000, che nel 2005 portò GM a pagare 2 miliardi di euro a Fiat per evitare l'acquisizione, denaro poi utilizzato per la nuova 500 e il rilancio del marchio.
Tra il 2009 e il 2012, Marchionne orchestrò l'acquisizione progressiva di Chrysler, un'azienda americana in profonda crisi. Partendo da una quota del 20%, Fiat arrivò a detenere il 100% nel 2014, dando vita a FCA Fiat Chrysler Automobiles. Questa operazione fu un colpo da maestro, conferendo a Fiat l'expertise nei piccoli motori in cambio di una quota in Chrysler. Marchionne si occupò anche dello scorporo di Ferrari da Fiat nel 2016, portandola a diventare una società indipendente ma mantenendo il controllo attraverso Exor.
Nel 2019, FCA tentò una fusione con Renault, che avrebbe creato il terzo gruppo automobilistico mondiale. Tuttavia, l'affare svanì a causa del veto del governo francese. La mancata intesa con Renault spinse i vertici di FCA verso Groupe PSA, portando all'accordo che un anno dopo avrebbe dato vita a Stellantis.

Il Portafoglio Marchi di Stellantis: Sfide e Opportunità
Stellantis vanta un portafoglio di 14 marchi, ognuno con la propria storia, punti di forza e sfide future.
I Marchi ex-FCA
- FIAT: Ha attraversato anni di attesa per la fusione, ma mantiene ottimi livelli di vendita in Europa con le sue utilitarie (Panda, 500 termica) e in Sud America, dove è uno dei marchi più forti da decenni. La 500 Elettrica e la nuova Tipo hanno dimostrato il potenziale del marchio. FIAT Professional, con modelli come Ducato, Doblò e Fiorino, è leader in Europa. Nel 2022, Fiat è stato il marchio più venduto di Stellantis, con 1,2 milioni di unità. Il Sud America, con una quota di mercato del 13,6% e 430.000 unità vendute, è un pilastro fondamentale, con successi come il pick-up Toro e il SUV Pulse. Anche in Turchia, con la Tipo (Aegea), Fiat detiene una quota del 18,7%. La 500E è l'elettrica più venduta del gruppo (66.000 unità nel 2022).
- Jeep: Vera locomotiva del Gruppo, con un appeal globale incredibile e una produzione di SUV e Crossover di successo. Il suo futuro è destinato a puntare ancora più in alto.
- RAM: Uno dei marchi di maggior successo del gruppo, specializzato in pick-up, molto forte in Nord America.
- Maserati: Nonostante risultati recenti altalenanti, rappresenta la porta d'ingresso al mercato del lusso per Stellantis. Il suo appeal è secondo solo a Ferrari e Porsche, offrendo un'opportunità per Peugeot, che ha sempre sognato di entrare in questo segmento senza successo.
- Alfa Romeo: Il rilancio del 2015 è stato un mezzo flop, con modelli validi come Giulia e Stelvio penalizzati da vendite lente e una gamma limitata. Il futuro è nebuloso, tra l'attesa Tonale e la possibilità di auto su base Peugeot. Si spera diventi il ramo più sportivo ed esclusivo del Gruppo.
- Lancia: In coma da anni, con la sola Ypsilon a listino, e solo in Italia. Si vocifera di una nuova Ypsilon su base 208 e un SUV su base 2008, o una trasformazione in polo elettrico-chic.
- Abarth: L'appeal delle versioni "velenose" della 500 resiste, ma il progetto tredicenne della 500 si fa sentire. La sua integrazione nel processo di elettrificazione del Gruppo è un'incognita.
- Chrysler: Messa peggio nell'intero Gruppo, con una gamma limitata a due modelli (300 e Pacifica) venduti solo in America e Canada. Il Pacifica, primo ibrido del gruppo FCA, è un buon prodotto, ma i modelli sono datati.
- Dodge: Simile sorte a Chrysler, con una gamma limitata e datata.
I Marchi ex-PSA
- Peugeot: Uno dei marchi più floridi e interessanti degli ultimi anni. I prodotti come 508, 3008 e la 208 (Auto dell'Anno 2020) hanno alzato l'asticella della qualità, del design e della tecnologia. Le vendite in Europa sono state molto positive.
- Citroën: Dopo anni difficili, il futuro sembra più florido con C3 e i SUV C3 e C5 Aircross. Il 2021 ha visto il ritorno di C4, un modello interessante e la prima Citroën 100% elettrica. Il marchio sta ritrovando la sua identità "strana e particolare".
- Opel: Dopo l'acquisizione da parte di PSA nel 2017, la "restaurazione" con nuovi modelli come Corsa e Grandland X, e l'eliminazione dei prodotti di derivazione GM, il marchio sta trovando il suo spazio con l'interessante SUV Mokka.
- DS: Il marchio lussuoso di PSA dovrà affrontare la concorrenza interna di Maserati e Alfa Romeo. DS3 e DS7 Crossback sono in ascesa, e la berlina DS9 punta al mercato cinese, dove il marchio sta ottenendo buoni consensi. Si posizionerà su qualità e comodità, con un tocco di esclusività.
Strategie Future di Stellantis
Le strategie future di Stellantis puntano alla condivisione di tecnologie e piattaforme per ottimizzare i costi e massimizzare l'efficienza.
Condivisione di Piattaforme e Tecnologie
Le novità di prodotto saranno molteplici a partire dal 2022. Nei Segmenti A e B, la piattaforma CMP sarà il fulcro dell'offerta FIAT, con una nuova generazione di Punto su base 208 e un nuovo crossover su base 2008. Dal Segmento C in su, la piattaforma CMP rimarrà protagonista, mentre salendo di gamma l'impronta FCA diventerà più importante.
Posizionamento dei Marchi
Ogni marchio avrà un posizionamento specifico:
- FIAT: La Casa più pragmatica.
- Opel: Seguirà Fiat come produttore pragmatico.
- Citroën: Produttore eccentrico e comodo.
- Peugeot: Punterà a dinamismo e sportività, con un'impronta tecnologica.
- Alfa Romeo: Ramo più sportivo del Gruppo con un tocco di esclusività e prodotti di gamma medio-alta.
- DS: Punterà su qualità, comodità ed esclusività, rivolgendosi a un pubblico esigente.
- Maserati: La stella lussuosa del Gruppo, il biglietto per il lusso di Stellantis.
Rete di Vendita e Produzione
Dal punto di vista commerciale, non ci saranno showroom unificati né officine autorizzate plurimarca nel breve termine. Tutto rimarrà come prima. Tuttavia, i progetti futuri per la rete di vendita e assistenza non sono ancora stati completamente rivelati.
Per quanto riguarda i siti produttivi, i lavoratori degli stabilimenti italiani di FCA potranno dormire sonni tranquilli. Sia FCA che PSA hanno ribadito l'importanza degli stabilimenti in Italia, Francia e Spagna al momento dell'annuncio della fusione nel 2019. L'importanza sarà data anche agli stabilimenti americani (di derivazione Chrysler) in Messico e negli Stati Uniti, a quelli di PSA-Dongfeng in Cina e a quelli di FIAT in Brasile.
Le Sfide Aperte: Elettrico, Occupazione e Posizionamento Globale
Nonostante l'ottimismo, Stellantis deve affrontare diverse sfide. La prima riguarda l'occupazione: molte fabbriche del gruppo rimangono in cassa integrazione. Il nuovo investimento di FCA in Polonia per lo stabilimento di Tychy, dove la manodopera è più economica, solleva preoccupazioni per i lavoratori italiani.

La seconda grande sfida è l'elettrificazione. Stellantis ha già progetti in corso, soprattutto sul fronte francese, ma deve accelerare per beneficiare degli incentivi e competere nel mercato delle auto elettriche. Nel 2022, solo la Peugeot 208 si è classificata tra le prime dieci auto elettriche più vendute in Italia tra i marchi dei due ex-gruppi, anche se la 500e ha mostrato ottime performance. L'Europa ha tracciato la rotta verso l'elettrico, spingendo Stellantis a investire massicciamente in questa direzione.
Infine, la questione del posizionamento globale. FCA era in forte espansione in Nord America e Sud America, mentre PSA aveva una forte presenza in Europa e Cina, con fette di mercato anche in Africa e Asia. L'unione mira a coprire in modo più efficace tutti i territori mondiali, unendo le forze dove un gruppo era più debole e l'altro più forte.
La nascita di Stellantis è un'operazione complessa e strategica che ridefinisce il futuro di molti marchi iconici dell'industria automobilistica. Sarà fondamentale osservare come il nuovo gruppo riuscirà a conciliare le diverse anime, a gestire le sfide del mercato e a innovare nel campo della mobilità del futuro.